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Non si “sparano” Balene e Tartarughe marine con l’aria compressa!


 

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (24 giugno 2014) un atto di intervento nel procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di indagine geofisica 2D nell’area dell’istanza di prospezione a mare “d.1 E.P.-SC” da parte della società di ricerche petrolifere Schlumberger Italiana s.p.a.in una vastissima area del Mar di Sardegna ampia kmq. 20.922.

Sono stati interessati il Ministero dell’ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare (titolare del procedimento), il Servizio valutazione impatti (S.A.V.I.) della Regione autonoma della Sardegna, il Parco nazionale dell’Asinara, il Parco naturale regionale di Porto Conte, l’Area marina protetta del Sinis – Mal di Ventre e i Comuni rivieraschi (Alghero, Bosa, Cuglieri, Magomadas, Narbolia, Porto Torres, San Vero Milis, Sassari, Stintino, Tresnuraghes, Villanova Monteleone).

Tartaruga marina (Caretta caretta)

Tartaruga marina (Caretta caretta)

L’ampia area di mare interessata dal progetto (quasi 21 mila chilometri quadrati) è contigua al ben noto Santuario Pelagos, Santuario per i Mammiferi marini istituito come area marina protetta di interesse internazionale e area specialmente protetta di interesse mediterraneo (A.S.P.I.M.), in base all’Accordo internazionale sottoscritto a Roma il 25 novembre 1999, ratificato con legge n. 391/2001.

Da evidenziare che l’attività di prospezione, secondo quanto riportato nello studio di impatto ambientale (S.I.A.), consisterebbe in “spari” di aria compressa (airgun) per oltre 7.300 km. di tracciato complessivo per un periodo di 10 settimane.  Questi “spari” avrebbero una cadenza di uno ogni 5-15 secondi, con intensità sonora variabile fra 240 e 260 decibel, intensità superata in natura solo da terremoti ed esplosioni di vulcani sottomarini.

Santuario dei Cetacei

Santuario dei Cetacei

Al contrario di quanto sostenuto nel S.I.A., il danno alle specie di Cetacei e di Tartarughe marine ben presenti nell’area marina interessata sarebbe devastante, sia sul piano uditivo che sotto il profilo dell’orientamento, come riportato dalla letteratura scientifica (vds. S. Mazzariol e altri, Sometimes Sperm Whales (Physeter macrocephalus) Cannot Find Their Way Back to the High Seas: A Multidisciplinary Study on a Mass Stranding, in Plos One, 2011).   Altrettanto potrebbe ipotizzarsi per le specie ittiche, anche di interesse commerciale, con indubbi riflessi negativi sull’economia del settore della pesca.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, chiesto una pronuncia di incompatibilità ambientale da parte del Ministero dell’ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e mette a disposizione di chiunque lo richieda all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com un fac simile di atto di intervento nel procedimento di V.I.A. da completare e inviare entro il prossimo 6 luglio 2014.

Lasciate in pace Balene, Delfini, Tartarughe e ogni altro essere vivente del mare!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

da Radiolina, 25 giugno 2014

L’Unione in diretta (Paola Pilia, Alberto Urgu)

Con Stefano Deliperi parliamo di bombe d’aria nei mari sardiscarica

 

L'Unione Sarda, 29 giugno 2014

L’Unione Sarda, 29 giugno 2014

 

Mar di Sardegna, area del progetto Schlumberger Italiana s.p.a.  di prospezione per idrocarburi

Mar di Sardegna, area del progetto Schlumberger Italiana s.p.a. di prospezione per idrocarburi

 

Balena (da National Geographic)

Balena (da National Geographic)

(foto da mailing list ecologista)

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  1. giugno 25, 2014 alle 3:05 pm

    A.N.S.A., 24 giugno 2014
    Spari ad aria compressa nei mari “devastano” cetacei e tartarughe
    Iniziativa Grig, Ministero dichiari incompatibilità progetto: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/natura/2014/06/24/spari-ad-aria-compressa-nei-mari-devastano-cetacei-e-tartarughe_4f1e9926-f6bf-43cd-8fed-3e282bcea96d.html

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    da Sardinia Post, 24 giugno 2014
    Bombe d’aria compressa nel mar di Sardegna: “Fermate la multinazionale del petrolio”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/bombe-daria-compressa-nel-mar-sardegna-fermate-multinazionale-petrolio/

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    Il mar di Sardegna nel mirino dei petrolieri. Ricerche dall’Asinara a Capo Mannu. (Piero Loi): http://www.sardiniapost.it/economia/mare-sardegna-nel-mirino-dei-petrolieri-depositato-studio-dimpatto-ambientale/

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    Air-gun per cercare il petrolio in mare sardo, la Regione: “No allarmismi, nessuna decisione presa”: http://www.sardiniapost.it/politica/air-gun-per-cercare-petrolio-in-mare-sardo-regione-allarmismi-nessuna-decisione-presa/

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    da La Nuova Sardegna, 24 giugno 2014
    Ricerche di idrocarburi in mare, la Regione deve ancora esprimersi: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/06/24/news/ricerche-idrocarburi-in-mare-la-regione-deve-ancora-esprimersi-1.9482375

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    da CagliariPad, 24 giugno 2014
    Spari ad aria compressa per la caccia al petrolio: “Rischi per tartarughe e delfini”.
    Gruppo di Intervento giuridico contro il progetto della società texana Schlumberger nei mari sardi. In pericolo il Santuario Pelagos, area marina protetta di interesse internazionale e popolata da cetacei: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=9420

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    Spari ad aria compressa per il petrolio, Regione: “Niente allarmismi, nessuna decisione presa”.
    In una nota per rispondere alle preoccupazioni sollevate dal deputato Pili, l’assessorato della Difesa dell’ambiente dichiara di avere “ben presenti le potenziali criticità connesse con la realizzazione del progetto”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=9427

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    da MeteoWeb, 24 giugno 2014
    Ambiente: Sardegna, gli air-gun devastano balene, delfini e tartarughe. (Renato Sansone): http://www.meteoweb.eu/2014/06/ambiente-sardegna-gli-air-gun-devastano-balene-delfini-tartarughe/293777/

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    da Alguer.it, 24 giugno 2014
    Il Gruppo d´intervento Giuridico ha chiesto incompatibilità ambientale del progetto da parte del Ministero dell’ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.
    Spari ad aria compressa nel mar di Sardegna: http://notizie.alguer.it/n?id=73972

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    da Tiscali Notizie, 25 giugno 2014
    Bombe d’aria in cerca del petrolio nel Mar di Sardegna, gli ambientalisti: “Danni enormi a balene e tartarughe”: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/14/06/25/grig-trivelle-oristano-olbia.html

  2. Andrea
    giugno 25, 2014 alle 3:29 pm

    non è solo il problema dei danni verso queste creature. infatti, cosa accadrà se verranno trovati dei giacimenti e si otterrà il permesso di trivellare? penso che alle baleari ci sono già imprese che trivellano, mi pare di aver letto in passato. ora ci avviciniamo alla sardegna, dove comunque non sono mancate richieste di permessi in questi anni.

    è triste che si debba sempre attendere il vostro intervento. Inoltre, è ancora più triste che di certi gravi problemi se ne debba leggere qualcosa nel vostro sito, che a tratti funge proprio da giornale online. questo discorso vale per la maggior parte dei vostri interventi. e si pensi che ovviamente vi sono problemi del genere di cui non potete occuparvi per ragioni non dipendenti dalla vostra volontà, o perchè a voi sconosciuti.
    perchè devo sempre vedere nel giornale che siete voi ad alzare la voce su questioni importanti? perchè è raro che vi siano politici regionali a prendere l’iniziativa in tal senso? a volte vi seguono a ruota, spesso invece rimangono indifferenti o addirittura vi osteggiano.

    c’è più politica in questo sito che nella Commissione ambiente della Regione.

    • Riccardo Pusceddu
      giugno 26, 2014 alle 5:08 pm

      Andrea, voglio pensare che le tue siano domande retoriche e che tu conosca benissimo le ragioni. A me sembrerebbe strano il contrario, ovvero che fossero i politici regionali a prendere l’iniziativa visto che fanno parte di partiti corrotti costituiti sempre da un numero più o meno grande di pregiudicati ed indagati. La colpa alla fine e’ della gente che li vota e si fida ancora di questi professionisti della politica che dicono una cosa (alle elezioni) e poi fanno l’opposto (vedi Pigliaru). La gente deve partecipare di più. La scusa che non abbiamo tempo e’ risibile visto che poi il tempo che perdiamo per riparare alle sciagure provocate dai politici lasciati incontrollati e’ di gran lunga superiore a quello che avremo dovuto impiegare per controllarli. Ma non voglio fare un comizio quindi mi fermo qui. Anche il GrIG va supportato e non solo leggendone il blog. Ma non c’e’ la coscienza per farlo. Io per esempio sto chiedendo a mio padre di fare un versamento al GrIG da più di un mese (per supportare la sua campagna di contrasto sullo stravolgimento del piano paesaggistico regionale), perché vivo a Londra e mi costerebbe più la commissione per inviarlo da qui, della cifra inviata e mio padre prima mi dice che e’ inutile, che sono soldi sprecati e poi si dimentica sempre, inconsciamente, di recarsi alla banca ad effettuare il versamento. Questa e’ ancora la mentalità prevalente, che quindi, credo, risponde perfettamente ai tuoi perché.

  3. Riccardo Pusceddu
    giugno 26, 2014 alle 4:01 pm

    Stefano, scusa se mi permetto ma non e’ che volevi dire: non si “spara” a balene e tartarughe marine con l’aria compressa”?

  4. Genius Loci
    giugno 26, 2014 alle 4:38 pm

    Naturalmente i “compagni di merenda” non si pronunciano. O forse, con tanto di cascamento di braccia, daranno, anche in questo caso, colpa alle “correnti”.

  5. giugno 27, 2014 alle 1:38 pm

    da L’Unione Sarda, 27 giugno 2014
    IL CASO. Mauro Pili e il Gruppo d’intervento giuridico: «Danni enormi al mare».
    Rivolta contro le bombe d’aria per trovare il petrolio e il gas. (Roberto Cossu) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20140627093917.pdf)

    Nel mare davanti alla Sardegna c’è un bel viavai di navi straniere. Ieri, oggi, domani. E non solo per turismo. Alcune fanno scienza. Altre vorrebbero “sparare”. Missili? No. Aria compressa. Che fa ugualmente male: soprattutto ai cetacei e alle tartarughe. Una sorta di guerra non dichiarata. L’ennesima. Ricerche off shore, atto secondo.
    Sotto tiro è ancora la texana Schlumberger, potenza mondiale dei servizi petroliferi, che intende scovare idrocarburi (metano e appunto petrolio) in una zona di 20 chilometri tra il mare di Sardegna e il Balearico. “Caccia” grossa davanti ad Alghero, Porto Torres, Stintino, Sassari, Bosa, Villanova Monteleone, Magomadas, Cuglieri, Narbolia e San Vero Milis. Progetto legittimo, perché conseguenza di un decreto dell’ex ministro Zanonato. E oltre il limite delle 12 miglie dalla costa, dunque in acque extraterritoriale.
    Nei giorni attorno alle elezioni regionali polemiche a valanga, con convegni e garanzie da parte dello Stato, soprattutto per bocca di Franco Terlizzese, direttore generale per le risorse minerarie ed energetiche del ministero dello Sviluppo economico. Il mondo cerca nuove zone da sfruttare e quell’area potrebbe essere molto appetibile. D’altra parte «si parla di prospezioni, non trivellazioni».
    Ma c’è un fatto nuovo, o almeno non valutato pienamente. Per esplorare i fondali la Schlumberger impiega cannoni ad aria compressa, metodo Air Gun. «Terrificante», secondo Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico. «Una vera e propria bomba acustica», accusa il deputato sardo Mauro Pili (di Unidos) che ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente. Di cosa si tratta? Di “spari” con cadenza di uno ogni 5-15 secondi, intensità sonora variabile tra 240 e 260 decibel, «superata in natura solo da terremoti ed esplosioni di vulcani sottomarini», precisa Deliperi.
    Le onde di pressione attraversano il fondale e ne fanno in pratica una “radiografia” registrata dai cavi trainati dalle navi. Ogni volta il volume di aria emessa è paragonabile a quello di di due bottiglie d’acqua: piccolo in teoria. Ma cosa provoca nell’ambiente circostante? «Le bombe ad aria compressa colpiscono mortalmente la vita marina, danneggiando la pesca e le economie costiere», accusa Pili. Gli impatti sonori «includono perdita temporanea e permanente dell’udito, l’abbandono di habitat, interruzioni di accoppiamenti e alimentazione, e anche spiaggiamenti». Questione di vita o di morte soprattutto per balene e delfini.
    Il Gruppo di intervento giuridico moltiplica: i danni «sul piano uditivo e dell’orientamento sono enormi e lo conferma la letteratura scientifica». Anche la cronaca: «In Puglia, per esempio, si sono registrati casi di spiaggiamenti in coincidenza con ricerche di questo genere». In Sardegna si traduce in un rischio incalcolabile per Pelagos, il Santuario dei mammiferi marini.
    A dire il vero si può discutere. Secondo alcuni tecnici, parliamo di «rilievi passivi» che hanno un impatto trascurabile. Il sistema Air Gun è adottato da 40 anni in tutto il mondo, anche nei Paesi con fortissima vocazione ambientalista (quelli scandinavi, ad esempio), e «finora non si sono registrati problemi particolari». Certo, provoca «disturbo» agli animali di grosse dimensioni, ma non a caso le navi impiegate dovrebbero essere accompagnate da un battello per l’avvistamento dei cetacei. Si potrebbe persino citare uno studio di Assomineraria che esalta addirittura i benefici delle trivellazioni (ben oltre dunque le prospezioni), uno studio supervisionato da Alberto Clò, accreditato economista dell’energia e già ministro dell’Industria, ma fatalmente di parte. E se neppure le informazioni tecniche trovano un accordo, il timore ha (giustamente) la prevalenza. Tanto più che il progetto Schlumberger prevede 73 giorni di Air Gun e già «si susseguono segnalazioni di esplosioni che sarebbero state percepite nella costa occidentale» dell’Isola, segnala ancora Pili. Cosa «da verificare immediatamente».
    Èd è proprio Terlizzese a puntualizzare: «Al momento non vengono usati Air Gun. C’è una richiesta al ministero dell’Ambiente, che sta valutando». E comunque, «nei casi in cui sono stati dati pareri favorevoli, il ministero ha fissato vincoli precisi, secondo le norme internazionali». L’Air Gun, insiste Terlizzese, «è impiegato normalmente dalle navi oceanografiche: dunque è pericoloso per tutti oppure no. Il fatto è che va usato nel modo giusto. Il ministero valuta i possibili rischi». Così, in attesa del 6 luglio, termine fissato per le osservazioni del pubblico al procedimento di valutazione di impatto ambientale, il Gruppo di Deliperi ha presentato un atto di intervento (anche «sulla base del principio di precauzione») per chiedere «una pronuncia di incompatibilità ambientale», e Pili un ricorso alla Commissione nazionale Via. Unidos ha anche avviato la costituzione di comitati spontanei di opposizione.
    E la Regione, finora grande assente? Comunica che «l’assessorato alla Difesa dell’ambiente ha ben presenti le potenziali criticità» e il progetto «è attualmente allo studio di tecnici competenti». E comunque «non sussistono condizioni» che giustifichino l’allarmismo. Anche questo da verificare.

  6. Nico
    giugno 27, 2014 alle 2:52 pm

    Grig,grazie di esistere..da parte delle balene!

  7. Riccardo Pusceddu
    giugno 27, 2014 alle 6:12 pm

    a parte il danno diretto agli organismi marini, basta col petrolio! Bisogna indirizzare le energie sulle rinnovabili e sulla diminuzione degli sprechi. Semplice. Speriamo che le autorizzazioni non vengano concesse e nel caso che lo fossero, che non si trovi niente

  8. luglio 1, 2014 alle 4:30 pm

    da Il Manifesto Sardo, n. 172, 1 luglio 2014
    A rischio balene e tartarughe marine. (Stefano Deliperi): http://www.manifestosardo.org/rischio-balene-tartarughe-marine/

  9. luglio 6, 2014 alle 2:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 6 luglio 2014
    I sindaci dicono no alle trivellazioni nei fondali marini.
    La Schlumberger vuole cercare petrolio al largo dell’Asinara. In campo i primi cittadini di Sassari, Alghero, Porto Torres e Bosa. (Gianni Bazzoni): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/07/06/news/i-sindaci-dicono-no-alle-trivellazioni-nei-fondali-marini-1.9548620

  1. giugno 25, 2014 alle 4:01 pm
  2. giugno 29, 2014 alle 9:02 pm

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