Quali sono gli impatti dell’airgun sulla fauna marina.


Gabriele Costa e Greta Calamita sono due naturalisti marini laureati presso l’Università degli Studi di Sassari. Hanno compiuto ricerche scientifiche sul Santuario Pelagos, il Santuario per i Mammiferi marini.

Pubblichiamo molto volentieri un loro intervento relativo al progetto di ricerche petrolifere a mare e al relativo impatto sulla fauna marina.

Come si ricorda, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (24 giugno 2014) un atto di intervento nel procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.)relativo al progetto di indagine gerofisica 2D nell’area dell’istanza di prospezione a mare “d.1 E.P.-SC”da parte della società di ricerche petrolifere Schlumberger Italiana s.p.a.in una vastissima area del Mar di Sardegna ampia kmq. 20.922.

E’ a disposizione di chiunque lo richieda all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com un fac simile di atto di intervento nel procedimento di V.I.A. da completare e inviare entro il prossimo 6 luglio 2014.

Noi siamo dalla parte del Mare.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

intensità dell'impatto acustico (Sylvia Liu, Oceana, 2012)

intensità dell’impatto acustico (Sylvia Liu, Oceana, 2012)

 

Impatto dell’air-gun nel mare di Sardegna.

“E sulla bianca schiena dell’animale egli scaricò la somma della rabbia e l’odio provati dalla propria razza; se il suo petto fosse stato un cannone, egli, gli avrebbe sparato contro il suo cuore”.

Nella frase di Herman Melville dal libro “Moby Dick” crediamo si racchiuda la più becera verità su quella specie qual’è l’uomo che “sparerebbe” il proprio cuore contro altri esseri viventi, che da prima abitano il nostro pianeta, pur di raggiungere e ottenere ciò che più ama, non la gloria, non la fama, non la scienza, niente di nobile ma qualche zero in più nel conto in banca; in fondo quale guerra non è stata combattuta per soldi?

Ci prendiamo la responsabilità delle nostre parole, perché ciò che diciamo è la pura verità, i cetacei e i mammiferi marini in genere sono stati da secoli a oggi la specie di organismi marini più sfruttata dall’uomo, anche oggi nelle nostre coste vengono pescati illegalmente delfini per ricavarne il cosiddetto “Mosciame” e qualche bistecca!

Potremmo dire che l’Italia è “avanti” rispetto a molti altri paesi perché fa parte del famoso “Santuario dei cetacei”, ci dispiace dirvi invece che i santuari sono solo sulla terra ferma e di sicuro non proteggono nessuna specie marina!

Balena (da National Geographic)

Balena (da National Geographic)

Purtroppo Il Santuario Pelagos è presente solo nella carta, molti studiosi si occupano di cetacei in questo luogo e molti studi sono stati fatti, ma le linee dei traghetti non sono diminuite ma aumentate, la pesca a strascico non è diminuita ma aumentata illegalmente, i disturbi ai cetacei NON sono diminuiti ma aumentati, non a caso è regolare trovare cetacei spiaggiati o nel loro ambiente con cicatrici inequivocabilmente causate dall’impatto con eliche o scafi delle navi.

Ora, come se non bastasse c’è anche l’Airgun, un cannone che spara aria producendo onde sonore che sbattendo sul fondo tornano indietro raggiungendo un rilevatore che, tramite un computer, crea una “mappa” del fondale dalla quale si leggono informazioni sulla composizione del sedimento.

Parliamoci chiaro, l’Airgun, che verrà utilizzato in questo caso dalla “Schlumberger Italiana S.p.A.”, servirà per la ricerca di sedimenti fossili e petrolio.

A livello del fondo marino si produce una riflessione e una vibrazione. Detto questo, si sottolinea che i rumori di origine antropica possono avere effetti sulla vita degli organismi marini acquatici; le specie interessate non sono solo i mammiferi marini, soggetti comunque maggiormente sensibili, ma anche pesci, tartarughe marine e invertebrati marini. Le informazioni sugli effetti delle onde acustiche sulla vita acquatica sono varie e complesse: tali effetti infatti dipendono dal tipo di fonte acustica utilizzata, dalla fisiologia e struttura anatomica delle specie e dal loro habitat.

In bibliografia vengono riportati alcuni dei potenziali effetti legati ad esposizioni prolungate nel tempo a suoni generati dalle emissioni acustiche: cambiamenti nel comportamento, elevato livello di stress, indebolimento del sistema immunitario, allontanamento dall’habitat, in questo caso proprio nel Santuario, temporanea o permanente perdita dell’udito, morte o danneggiamento delle larve in pesci ed invertebrati marini. Nel caso delle perturbazioni acustiche generate dagli air-gun, alcuni studi riportano una diminuzione delle catture di pesci anche dopo alcuni giorni dal termine delle indagini.

airgun, modalità di ricerca (da “A deaf Whale is a dead Whale”, Oceana)

airgun, modalità di ricerca (da “A deaf Whale is a dead Whale”, Oceana)

Gli studi del “The Norwegian Institute of Marine Research” hanno messo in evidenza una diminuzione delle catture di pescato fino al 50% in un’area distante fino a 2000 mg dalla sorgente durante l’utilizzo di air-gun. È stata anche dimostrata una diminuzione della disponibilità di uova di pesce probabilmente causata della prolungata esposizione di specie ittiche a suoni a bassa frequenza.

Le “ricerche” non verranno effettuate direttamente nel Santuario ma molto vicino ai confini (sulla carta) dello stesso dove i mammiferi e le tartarughe sono solite transitare, nella zona E del mare di Sardegna.

Essendo l’udito molto sviluppato in questi animali, anche un suono di bassa intensità apparentemente percepito senza produrre alcun effetto direttamente osservabile potrebbe essere correlato a significative modifiche di tipo comportamentale, una balena sorda è una balena morta.

Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)

Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)

Più noto è ciò che si verifica aumentando l’intensità dei suoni prodotti. In questi casi il livello di disturbo di questi animali è in genere maggiore e questo può tradursi nell’allontanamento dal sito dell’indagine, effetto molto negativo se si tratta di un sito di particolare interesse per la specie (per es. di alimentazione e/o riproduzione) o può indurre modifiche comportamentali che ne alterano significativamente l’utilizzo dell’habitat come ad esempio l’alterazione dei suoi comportamenti abituali (ad es. variazione del tempo speso in superficie, variazione del pattern respiratorio e del comportamento in immersione) indotta dai suoi tentativi di evitare la sorgente di suono allontanandosi da essa o dalla zona a più alta intensità acustica. È stato per esempio osservato che in presenza di air-gun attivi i cetacei, se presenti ad una distanza tra i 2 e i 30 km dalla sorgente, sono indotti all’allontanamento.

Se gli animali non riescono a evitare la fonte di rumore e si trovano ad essere esposti a emissioni acustiche, possono prodursi effetti negativi che vanno da disagio e stress fino al danno acustico vero e proprio, con perdita di sensibilità uditiva che può manifestarsi come temporanea o permanente.

L’esposizione a rumori molto forti, come le esposizioni a breve distanza da batterie di air-gun, possono produrre anche danni fisiologici (emorragie) ad altri apparati, oltre a quelli uditivi, fino a provocare effetti letali.

Basti pensare che i delfini Tursiopi che si trovano negli acquari o parchi acquatici, muoiono spesso di infarto dovuto allo spavento e lo stress provocato dalle forti urla degli spettatori. Lo stesso rapporto presentato dalla “Northern Petroleum” ammette, in un lavoro, che l’air-gun provoca mortalità a distanze ravvicinate dal punto di sparo.

Visto dunque che forti rischi sussistono, come illustrato dagli studi menzionati in precedenza, il principio di precauzione impone che prima di intervenire su sistemi delicati e complessi, come nell’area presa in esame, vi sia la più totale certezza della mancanza di danni (ma questa non ci sarà mai).

In fine quello che ci sentiamo di dire, noi che studiamo e tanto amiamo il mare e chi lo abita, è che “il coraggio più sicuro è quello che nasce da una reale conoscenza del rischio da affrontare, mentre quello che proviene dall’incoscienza è tanto pericoloso quanto la vigliaccheria”, speriamo che l’opinione pubblica si alzi dal divano e invece di infarcirsi di televisione prenda coscienza che i mari sono sempre più a rischio e che il Ministero dell’ambiente ragioni almeno in questi casi dalla parte dell’ambiente e non dalla parte dei profitti rischiando così di cadere nel pericolo della vigliaccheria contro organismi indifesi davanti alla nostra crudeltà.

Dott. Gabriele Costa      Dott.ssa Greta Calamita

 Fonti:

A deaf Whale is a dead Whale

http://oceana.org/sites/default/files/reports/Seismic_Airgun_Testing_Report_FINAL.pdf

Sintesi non tecnica Istanza di Permesso di Prospezione in Mare d1E.P-.SC

 

Mar di Sardegna, area del progetto Schlumberger Italiana s.p.a.  di prospezione per idrocarburi

Mar di Sardegna, area del progetto Schlumberger Italiana s.p.a. di prospezione per idrocarburi

 

Santuario dei Cetacei

Santuario dei Cetacei

 

(immagini Sylvia Liu – Oceana, foto da National Geographic, da mailing list ambientaliste)

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  1. mara
    luglio 4, 2014 alle 8:14 am

    Grazie ai due naturalisti per l’ottima sintesi. I quotidiani nazionali tacciono. Eppure molti di coloro che scrivono e leggono “su al Nord” vengono in vacanza in Sardegna. Dovremo predisporre un servizio per portar via le carcasse spiaggiate, per non urtare la sensibilità dei turisti….

  2. luglio 4, 2014 alle 9:50 am

    poveri! Cosa riusciamo a fare noi uomini :/ 😦

  3. Genius Loci
    luglio 4, 2014 alle 12:54 pm

    E’ inutile girarci intorno, in tutto questo casino mancano le palle di chi amministra la regione, dunque il territorio e il mare circostante.
    Invece di guardare oltre il naso, di costruire il futuro, sono concentrati su come speculare sulle bonifiche dei luoghi già inquinati.
    Il territorio sardo, il suo mare e il patrimonio di biodiversità presente non meritano questa sottospecie di governo
    Sveglia!!!!!!!!!

  4. Biagio
    luglio 5, 2014 alle 9:56 am

    Ottima relazione, sintetica e analitica della miriade di problematiche legate a questo tema. Ognuno di noi ricercatori nel suo piccolo può fare veramente tanto e la prima arma è proprio questa FAR CONOSCERE TUTTI I RISCHI ED I VERI PROBLEMI AMBIENTALI alla stragrande maggioranza delle persone che non ne è a conoscenza e/o che sottovaluta le conseguenze. Personalmente ringrazio e saluto i due ricercatori per il prezioso intervento.

  5. Pasqualino
    luglio 5, 2014 alle 5:51 pm

    Ho lasciato, sulla casella mail, del materiale dettagliato ma non ho mai ricevuto nessuna risposta, perchè?

  6. Pasqualino
    luglio 5, 2014 alle 8:46 pm

    Ok, guardate il PDF! A presto

  7. marzo 3, 2015 alle 10:08 pm

    il buon Governo Renzi finisce preso a sberle 😉

    A.N.S.A., 3 marzo 2015
    Ecoreati: governo battuto su uso air gun. Per le esplorazioni marittime. (http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2015/03/03/ecoreati-governo-battuto-su-uso-air-gun_9af28d1c-4568-462e-8779-6a84130351ce.html)

    ROMA, 3 MAR – Il governo è stato battuto al Senato su un emendamento Gal e Fi che vieta l’utilizzo della tecnica “air gun” o altre tecniche esplosive per le esplorazioni marittime e prevede pene da uno a tre anni. Nonostante il no del governo, che voleva un odg, i sì sono stati 114 e i no 103.

  1. agosto 14, 2015 alle 10:25 pm

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