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Porto Conte, Alghero: sotto sequestro penale il campeggio-lottizzazione abusiva di Sant’Imbenia.


Sardegna, coste, dune

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico plaudono alla decisione della magistratura sassarese di porre sotto sequestro preventivo il “campeggio Sant’Imbenia”, vicino all’omonima area archeologica, sulla costa di Porto Conte, ad Alghero, in area rientrante nel parco naturale regionale “Porto Conte”, in un sito di importanza comunitaria, tutelata con vincolo paesaggistico e con vincolo di conservazione integrale

Era ora.

Nel corso degli anni sono stati numerosi (17 maggio 1999, 11 luglio 2000, 3 agosto 2004, 18 giugno 2005, 21 ottobre 2006, 30 marzo 2007, 5 maggio 2009, 20 luglio 2010) gli esposti delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico nei confronti delle amministrazioni pubbliche e della magistratura competenti avverso il dilagante quanto inquinante fenomeno dei campeggi-lottizzazioni abusivi nella Baia delle Ninfe.

Sono una dozzina i “campeggi” nella medesima situazione di abusivismo.

Ricordiamo qualche vicenda.

Nel luglio 2010 la Corte di Cassazione aveva confermato il decreto G.I.P. (dott. Lupinu) del Tribunale di Sassari del 9 maggio 2009 di sequestro preventivo del “campeggio Sant’Igori”, in precedenza annullato dal Tribunale del riesame di Sassari (dott. M. Brianda) nel giugno 2009: la motivazione risiederebbe nel fatto che il terreno sarebbe stato effettivamente frazionato in favore dei singoli lottisti dalla Liberturist s.r.l., qualificando così l’ipotesi della lottizzazione abusiva.    In seguito è avvenuto lo sgombero.

Alghero, Porto Conte, campeggio abusivo

Molto interessante la storia di questo campeggio-lottizzazione abusiva: realizzato dalla Libertourist s.r.l. di Alghero, ha oltre 250 lottisti con altrettante strutture edilizie e precarie per soggiorni estivi. Fin dalla metà degli anni ‘80 del secolo scorso e poi nel 1990 (ordinanze nn. 2-3/u del 2227 luglio 1984, n. 94 del 23 maggio 1990) il Comune di Alghero ordinò la sospensione e demolizione dei lavori abusivi (numerosi prefabbricati e altrettanti basamenti in cemento) ed il ripristino ambientale. Con decreto del 23 maggio 1990 l‘allora G.I.P. presso la Pretura circondariale di Sassari dott. M. Brianda disponeva il sequestro preventivo dell‘area del campeggio Sant‘Igori nell‘ambito dei procedimenti penali n. 2774/90 R.G. e n. 7211/90 G.I.P., sequestro revocato rapidamente in data 14 giugno 1990, all‘inizio della stagione estiva. Nel 1994 venne richiesto l‘intervento del Servizio vigilanza edilizia dell’Assessorato regionale EE.LL., finanze, urbanistica per utilizzare i mezzi regionali per procedere alla demolizione. Nei mesi successivi erano stati programmati gli interventi di demolizione con i mezzi regionali insieme ad altri abusi lungo la costa “catalana”, ma, inspiegabilmente, una qualche “mano” spense i motori già accesi dei “caterpillar”. Nel 1998 (ordinanza n. 194 del 23 novembre 1998) il Sindaco di Alghero ordinò la chiusura dei campeggi per motivi di ordine igienico-sanitari, senza far tuttavia cenno, a quanto è dato conoscere, della situazione di abusivismo delle strutture. Nel 2000 l‘Assessorato regionale P.I. e BB.CC. – Ufficio tutela paesaggio di Sassari provvide a contestare gli abusi edilizi riscontrati (nota n. 1724 del 24 febbraio 2000), reiterando quanto già fatto 10 anni prima (note n. 6784 del 6 giugno 1990 e n. 11464 del 9 ottobre 1990).

Nell‘ambito del procedimento penale R.G.N.R. 6052/05 mod. 21 pendente presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale avrebbe accertato e comunicato anche alle pubbliche amministrazioni competenti (artt. 27 del D.P.R. n. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni e 20, commi 4° e 6°, della legge regionale n. 23/1985) per i conseguenziali provvedimenti l‘avvenuto riscontro, nel solo “campeggio Sant’Igori”, un numero impressionante di violazioni ambientali: le strutture edilizie (prefabbricati, roulottes fissate al suolo, pergolati, servizi igienici, pavimentazioni, impianti tecnologici, ecc.) sarebbero circa 270, realizzate a partire dal 1982 fino ai nostri giorni, prive di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica.   In proposito sembrerebbero sussistere, pur in palese carenza dei termini di legge per la concessione, 77 istanze di condono edilizio.    Inoltre, non sussisterebbe alcun impianto di depurazione, ma solo due grandi fosse biologiche e serbatoi in pvc.   I servizi comuni di lavaggio scaricherebbero a dispersione (vds. note Servizio igiene pubblica Azienda USL n. 1 – Distretto di Alghero prot. n. 6179 del 13 settembre 1998, n. 288/VS del 6 settembre 1995, n. 10225 del 18 agosto 1992).     Non sussisterebbe alcuna autorizzazione allo scarico.  Nel periodo estivo le presenze sarebbero di circa 1.000 unità (soci, familiari, ospiti), mentre i reflui prodotti giornalmente si dovrebbero aggirare fra i 10.000 e i 20.000 litri, data la produzione giornaliera pro capite stimata in 100-200 litri.    Il Servizio igiene pubblica dell’Azienda USL n. 1 – Distretto di Alghero avrebbe certificato gravi problemi igienico-sanitari per la spiaggia e la retrostante pineta.  

Alghero, Porto Conte, campeggio abusivo

Nell‘agosto 2004 il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale metteva sotto sequestro un campeggio abusivo sempre a Porto Conte (loc. Stamparogias). 70 piazzole per roulottes, alcuni fabbricati, reti elettriche in corso di realizzazione su3 ettari a due passi dalla battigia marina.

L’ennesimo sequestro preventivo era del settembre 2007, operato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, su disposizione della Magistratura inquirente, relativo ad un campeggio abusivo nella Pineta Mugoni.

Nel maggio 2009 il T.A.R. Sardegna respingeva il ricorso di vari proprietari di strutture abusive entro il “campeggio” di Sant’Imbenia, nella baia di Porto Conte, contro alcune ordinanze di demolizione emesse dal Comune di Alghero (SS) nel 2005.  Tuttavia nulla è cambiato in concreto.  

Nell’agosto 2007 si è anche corso il rischio di una vera e propria strage nei campeggi abusivi affollati (oltre 10 mila presenze) a causa di un disastroso incendio

Nel 2002 il Sindaco di Alghero avv. Marco Tedde, nelle sue dichiarazioni programmatiche esposte in Consiglio comunale, aveva esplicitamente affermato che la sua amministrazione avrebbe provveduto alla demolizione dei campeggi abusivi nella splendida Baia di Porto Conte. Naturalmente senza alcun esito.

Anche per garantire quella qualità ambientale che è alla base del richiamo turistico della “Riviera del corallo” non ci possono essere più tentennamenti o scuse per procedere al ripristino della legalità violata e dei valori ambientali propri della Baia delle Ninfe: a quando le “ruspe ecologiche” ?

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

Alghero, Porto Conte, campeggio S. Igori

 A.N.S.A., 12 ottobre 2011

Sequestrato camping abusivo ad Alghero, 120 indagati. Lottizzazione sorta vicino al mare e a zona nuragica.

SASSARI, 12 OTT – Centoventi indagati con l’accusa di campeggio abusivo e i sigilli della magistratura ai cancelli di una lottizzazione sorta alcuni anni fa a pochi passi dal mare, situata accanto ad un’area di interesse nuragico. E’ il risultato di un’inchiesta della Procura di Sassari che ha portato allo sgombero del Camping Sant’Imbenia, nella zona del parco di Porto Conte, ad Alghero. Secondo gli accertamenti degli uomini del Corpo Forestale, i proprietari delle piazzole a pochi passi dal mare avrebbero trasformato le tendine e le case mobili in vere e proprie residenze.

Alghero, Capo Caccia

da La Nuova Sardegna, 12 ottobre 2011

Sotto sequestro il campeggio di Porto Conte: allacci e costruzioni che violerebbero le norme paesaggistiche in zona vincolata. Sigilli al camping di Sant’Imbenia. Oltre 120 i proprietari iscritti nel registro degli indagati per lottizzazione abusiva. Elena Laudante

ALGHERO. Il nuraghe di Sant’Imbenia è proprio lì accanto. Attorno ci sono roulotte, piazzole che sembrano spianate, strutture che di amovibile avrebbero solo il nome. Benvenuti al camping Sant’Imbenia di Alghero. Secondo gli inquirenti, completamente abusivo.    Abusivi sarebbero le roulotte che da sistemazioni estive sarebbero state trasformate quasi in seconde case, abusivi gli allacci alla rete idrica e alla corrente elettrica, abusivo – è l’ipotesi dell’autorità giudiziaria – sarebbe l’intero “villaggio”, compreso nel Parco di Porto Conte. Ecco perché in sordina, per evitare le proteste e il clamore suscitato dallo sgombero del vicino camping Sant’Igori, alla fine della scorsa settimana la magistratura ha posto sotto sequestro il campeggio Sant’Imbenia, quello che prende il nome dal complesso archeologico lì accanto. Lottizzazione abusiva è l’ipotesi contestata dal sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Porcheddu, che ha coordinato le indagini del Corpo Forestale. Vuole dire che per gli inquirenti i campeggiatori hanno violato la normativa paesaggistica e urbanistica, ma anche i vincoli archeologici posti al nuraghe complesso, composto da un torre centrale, due minori e un bastione, oltre a un villaggio di capanne solo parzialmente rivenuto.  Si tratta di un’inchiesta gemella a quella sul camping vicino, al centro di un iter giudiziario ancora non definito (siamo nella fase delle contestazioni del sequestro). Medesime le accuse: aver trasformato “piazzole” da tendina in villette vista mare, anche se in questo caso la modifica dei luoghi sarebbe stata più soft rispetto a Sant’Igori. Ma il mare è sempre lo specchio davanti a una zona a tutela massima, il Parco appunto, dove i vincoli sono totali, in primis in virtù del Piano paesaggistico regionale che vieta costruzioni che non siano “amovibili”. Evidentemente i ranger di amovibile non hanno trovato molto, e hanno applicato i sigilli per conto del giudice per le indagini preliminari.  Dopo il sequestro, gli agenti stanno ora passando in rassegna oltre 120 proprietari delle piazzole, tutti formalmente iscritti nel registro degli indagati. Le notifiche dei decreti di sequestro – un sequestro ai fini della eventuale confisca se le accuse venissero confermate in ogni grado di giudizio – sono ancora in corso. La battaglia per le piazzole è solo all’inizio. Mentre a breve il Riesame valuterà di nuovo i sigilli a Sant’Igori.

 (foto C.F.V.A., S.D., archivio GrIG)

  1. ottobre 13, 2011 alle 3:01 pm

    da Alguer.it, 12 ottobre 2011
    Giunge a buon fine la battaglia che gli ambientalisti hanno portato avanti da decenni contro i campeggi abusivi a Porto Conte.
    Sigilli a Sant´Imbenia, 120 indagati: http://notizie.alguer.it/n?id=44282

    da La Nuova Sardegna, 13 ottobre 2011
    Il gip: «Il Sant’Imbenia ha inquinato il mare di Porto Conte».

    SASSARI. Sono solo roulotte ma il rischio inquinamento per la baia del parco di Porto Conte. Ecco perché – secondo il giudice per le indagini preliminari – il camping Sant’Imbenia, in realtà un villaggio vacanze abusivo, andava chiuso. I sigilli sono stati posti la scorsa settimana dal Corpo Forestale, che dopo sopralluoghi e le analisi dei campioni d’acqua dello specchio di mare di Porto Conte, ha fornito al sostituto procuratore Giovanni Porcheddu gli elementi a supporto della richiesta di sequestro. Nel grafico in basso, l’elenco dei 126 proprietari indagati per violazione delle norme urbanistiche e paesaggistiche. Tra loro c’è anche l’ex presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu. Quella zona, in realtà, dovrebbe ospitare un sito archeologico, invece il vicino complesso nuragico di Sant’Imbenia è messo in ombra dalle roulotte.
    A rendere urgente la chiusura del campeggio i dati sulle acque marine dove si affaccia la struttura: svelano «un notevole superamento dei livelli di inquinamento (quantità del bacillo Escherichia coli, ndr), con riferimento alle ultime due stagioni balneari», ricorda il gip Maria Teresa Lupinu nel decreto di sequestro preventivo. E questo perché tra tutti gli allacci – rete idrica, elettrica, impianti tecnologici – mancano le fogne. Ecco perché il pm aveva sollecitato: «Sussiste il concreto pericolo che la libera disponibilità in capo agli indagati possa aggravare le conseguenze del reato sotto il profilo del carico urbanistico».
    Il camping sorge su un terreno diviso in 133 lotti (piazzole) grandi 100 metri quadrati l’uno, per la gran parte su un’area appartenente alla cooperativa Sant’Imbenia, costituita nel 2001 sulle ceneri di un’altra coop, “La Edificatrice”, che l’aveva comprato attorno al 1980, nuraghe compreso. Il che però, faceva scattare il divieto assoluto di edificare, anche solo per una stadione. Per un’altra porzione il campeggio si estende su terreni del vicino Hotel Baia Conte, di proprietà della Interfininvest Italia con la quale Sant’Imbenia è in causa da vent’anni.
    La procura – allora era il pretore di Alghero – era andata a Sant’Imbenia già nel 1983, sequestrando quei manufatti realizzati da poco. Ma «l’attività di trasformazione edilizia – ricorda oggi il gip – in assenza di autorizzazioni è proseguita».
    In realtà, il sequestro sarebbe dovuto avvenire già prima dell’estate, dopo quello del camping gemello, il vicino Sant’Igori. Ma il gip aveva ritenuto i reati ipotizzati già prescritti, in quanto le roulotte su piazzole con pavimenti in mattoni, verande, canneti, ringhiere, servizi igienici, e poi strade e altro, erano risalgono ad anni lontani, si pensava addirittura ai primi anni Ottanta, quando la storia di Sant’Imbenia era cominciata. Ma la sezione di polizia giudiziaria della Forestale, guidata dall’ispettore Francesca Perrottu, era tornata sul posto, per verificare se realmente tutto fosse rimasto intatto. Invece «quasi tutte le strutture rappresentate da case prefabbricate, tettoie, gazebo, verande e box sono state rimosse e/o demolite», in altri casi, le vecchie case con le ruote sono state sostituite da quelle nuove. Quindi, dal punto di vista giuridico il presunto reato è stato commesso di nuovo, a partire da quella data. Dettaglio che ha fatto scattare la nuova richiesta del pm e i sigilli di pochi giorni fa.
    Ora spetta agli avvocati cui si sono rivolti alcuni indagati, i penalisti Stefano e Salvatore Porcu, Anna Laura Vargiu, smontare le accuse della procura.

  2. Occhio nudo
    ottobre 13, 2011 alle 6:24 pm

    Quindi, anche Spissu faceva le vacanze nella roulotte trasformata in villetta? Cesssss, troppu togu, e poi dicono che i consiglieri regionali sperperano lo stipendio che gli diamo 😆

  3. cilios
    ottobre 13, 2011 alle 8:15 pm

    Hsritto che non sono d’accordo sull’accanimento nei confronti dei campeggiatori .In un altro sito ho fatto un appello ai giornalisti chiedendo di “non dipingere i campeggiatori più abusivi di quanto non siano” Ieri e oggi gli organi di stampa hanno giustamente dato risalto alla notizia dei sigilli al campeggio di Sant’Imbenia evidenziando che ci sono 120 indagati .Fin qui nulla da eccepire,ma non ho apprezzato che si parlii di ville, vista.mare ,di inquinamento,di distruzione della macchia mediterranea ,dell’incuria del nuraghe,semplicemente perchè sono delle falsità.Nell’arco di trenta anni sono stati commessi degli abusi ma non così macroscopici come sono stati presentati .Sarebbe buona norma se ci si documentasse meglio e ci si limitasse a dare la corretta informazione . Non mi risulta dagli atti giudiziari,per fare un solo esempio, che si parli di “ville”.,Fa quasi sorridere che Elena Laudante abbia creduto di fare un grande scoop evidenziando la presenza fra gli indagati di Giacomo Spissu,che (so per certo)non ha mai campeggiato ed è un semplice socio iscritto a suo tempo alla cooperativa..Ricordiamoci sempre che chi sceglie di trascorrere le vacanze ,non nel chiuso di un albergo,ma a contatto con la natura condividendo gioie e dolori con altri,è sicuramente una persona libera ,che rispetta l’ambiente,fatte logicamente le debite eccezioni.Mi meraviglio che gli ambientalisti di professione non provino almeno un pò di simpatia nei confronti di coloro che amano la vita comunitaria.

    • ottobre 13, 2011 alle 10:09 pm

      spiace deludervi, ma qui non ci sono “ambientalisti di professione”.
      Ci sono persone che ritengono che la propria Terra vada vissuta correttamente, senza violare la legge, e si battono per questo, disinteressatamente, volontaristicamente.
      La “bidonville”, gli abusi, non sono certo da difendere e sostenere. Soprattutto in un parco naturale, in un sito di importanza comunitaria, in un Paese civile.

      • INDIGNADOS
        novembre 4, 2011 alle 10:36 am

        BRAVO, PROPRIO COSI’. “LA PROPRIA TERRA”. ED ALLORA, CHIARIAMO SUBITO, CHE QUELLA TERRA NON E’ TUA, MA DI PROPRIETA’ DELLA COOPERATIVA E DEI SOCI CHE CI HANNO MESSO I PROPRI SOLDI. O NON SEI D’ACCORDO SUL DIRITTO ALLA PROPRIETA’ PRIVATA?. POI, SEI SICURO CHE SI TRATTI DI ABUSI?. SEI SICURO, E DOCUMENTATO DI CONSEGUENZA, CHE DETTI ABUSI SONO STATI EFFETTUATI IN UN PARCO NATURALE?. OPPURE, NON SARA’, CHE TRENTA ANNI FA, IL PARCO NON ESISTEVA?. DOCUMENTATI. E RICORDA: NON ESSERE INVIDIOSO, RISPETTA ALMENO UNO DEI DIECI COMANDAMENTI.

  4. vittorio
    ottobre 13, 2011 alle 9:39 pm

    «Il Sant’Imbenia ha inquinato il mare di Porto Conte». Articolo di giornale palesemente falso. Bisognerebbe chiedere i danni alla Signora Laudante.

  5. cilios
    ottobre 14, 2011 alle 8:38 am

    In campeggio di Sant’Imbenia è dotato di una fossa settica che viene regolarmente svuotata.Più volte i campeggiatori hanno notato che il mare non presentava la solita limpidezza e chissà perchè attribuivano questo sconcio al cattivo funzionamento del depuratore del vicino albergo o al passaggio di grosse imbarcazioni che sversavano in mare feci ed altro.Mai hanno pensato che la colpa fosse degli altri campeggiatori della baia..Forse si tratta di solidarietà tra incivili inquinatori e devastatori dell’ambiente?

  6. cilios
    ottobre 14, 2011 alle 9:23 am

    Vorrei inoltre precisare che quando fu acquistata l’area in cui è sorto il campeggio,non era stato ancora istituito il Parco di Porto conte ,di cui sono ,,a scanso di equivoci,una sostenitrice.(come pure della legge salva coste di ,Soru e non è una contraddizione)Altro punto da chiarire in quell’area non c’era macchia mediterranea e il nuraghe era completamente ricoperto ,da un mammellone di terra sulla cui sommità vi era una costruzione ,tipo stalla..Mi risulta che i soci fondatori della cooperativa ,da bravi e responsabili cittadini, fecero presente alla Sovrintendenza l’esistenza del manufatto archeologico che è stato sempre un fiore all’occhiello per i campeggiatori che l’hanno rispettato e hanno contribuito a valorizzarlo..Si puo capire perchè mi indigno tanto quando leggo delle inesattezze e falsità al solo scopo di dare all’opinione pubblica un’immagine negativa dei campeggiatori ,nel caso specifico,di Sant’Imbenia?

  7. Occhio nudo
    ottobre 14, 2011 alle 10:51 am

    Cilios, capisco il tuo fastidio per le generalizzazioni nei confronti dei campeggiatori ma, nel caso specifico, non capisto la tua indignazione: il campeggio è abusivo, la magistratura è intervenuta in passato diverse volte, le condizioni igienico-sanitarie sono ai limiti dell’emergenza (e in un Paese civile non è accettabile) le strutture mobili sono state trasformate in “casette”, è difficile credere che le persone interessate siano amanti della natura. I campeggiatori, quelli veri, esistono, scelgono posti decenti e non trasformano il camper in una casa inchiodata al terreno, e sono loro, quelli veri, che si indignano davanti a cose del genere.

  8. francesco
    ottobre 16, 2011 alle 7:27 pm

    Solo gli abusi compiuti all’interno del Camping di Porto Tramatzu godono di assoluta
    impunità.
    Se siete curiosi potete consultare la documentazione relativa ai procedimeti giudiziari
    previo contatto per appuntamento . www. ricevendomi@tiscali.it

  9. ottobre 18, 2011 alle 2:53 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 ottobre 2011
    Inchiesta chiusa sul Sant’Igori. La procura: «Abusivo il camping a Porto Conte». (Elena Laudante)

    SASSARI. Dopo il sequestro del vicino camping di Sant’Imbenia, a Porto Conte, ora arriva la chiusura dell’inchiesta per il Sant’Igori, successiva allo sgombero dell’agosto 2010 con un provvedimento cautelare ancora al vaglio dei giudici. Presto, dopo un annullamento della decisione del tribunale della Libertà in Cassazione (sulla forma, non nel merito), il Riesame dovrà tornare ad occuparsene. Nel frattempo la procura della Repubblica procede per la sua strada: secondo gli accertamenti del Corpo Forestale coordinato dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, quel campeggio costituisce una «lottizzazione abusiva», in sostanza è equiparato a un complesso di costruzioni selvagge, sorte senza le dovute autorizzazioni da parte del comune di Alghero. A poco sono serviti i tentativi di spiegazione forniti dai circa 250 indagati, quasi tutti soci della Liberturist Srl, proprietaria del terreno, poi frazionato in piazzole. In base alla ricostruzione degli inquirenti che dovrà passare al vaglio di un tribunale, roulotte e casette prefabbricate sono sorte su una zona di “salvaguardia assoluta ed ecologica”, anche perché sul mare, stando al piano regolatore di Alghero. Contestazione notificata da poco nell’atto di chiusura inchiesta ai soci fondatori della Liberturist, Sebastiano Rusani e Gerasmo Vargiu, e pian piano a tutti gli indagati. Questo è l’atto che prelude alla eventuale richiesta di processo da parte del pm, che così eserciterà l’azione penale. Ed è presumibile che solleciterà il rinvio a giudizio (trascorsi i venti giorni che il Codice assegna alla difesa per interrogatori o memorie) visto che si tratta di un’inchiesta gemella a quella che ha fatto scattare, due settimane fa, il sequestro del campeggio vicino di Sant’Imbenia. I capi di imputazione sono quasi in fotocopia: le strutture che si sono stratificate nel tempo, a partire dai primi anni Ottanta, non sono “amovibili”, ma vere e proprie abitazioni, con bagni, stradine interne ed altro. Che hanno cioè comportato una sostanziale «trasformazione urbanistica» da inedificabile a residenziale. Contro questa interpretazione hanno fatto ricorso prima al Riesame poi alla Cassazione gli avvocati che tutelano parte dei indagati (un centinaio), Stefano Porcu, Salvatore Porcu e Anna Laura Vargiu, che a Roma hanno ottenuto l’annullamento del precedente provvedimento del Riesame. A breve, dunque, ci sarà un’altra pronuncia sul sequestro. Ma l’accusa resta.

  10. cilios
    ottobre 18, 2011 alle 7:42 pm

    Elena Laudante insiste con lo scrivere inesattezze .Non è corretto equiparare i due campeggi..Conoscendo bene la realtà di Sant’Imbenia dico che è falsa la presenza di bagni privati .Vorrei inoltre sottolineare a beneficio di coloro che non hanno mai visitato il vituperato campeggio che il nuraghe si trova all’interno dello stesso,non “vicino” come spesso è stato scritto ed inoltre le tende e le roulotte sono posizionate a debita distanza .Infine (anche se può apparire un’inezia ) da nessun punto delle piazzuole si vede il mare per cui è sbagliato parlare di casette e/o ville vista-mare.Un’ultima precisazione: la primavera scorsa erano state smanellati i prefabbricati , poche casette in legno e tettoie. Ringrazio occhio.nudo per il tono garbato con cui ha fatto le sue legittime riflessioni.Mi auguro che tutto si risolva presto e se non fosse più consentito poter icampeggiare ,ribadisco che sarebbe cosa buona e giusta far demolire anche l’eco.mostro vista-mare.(anche se ha avuto la sanatoria e sappamo come……..)

  11. cilios
    ottobre 20, 2011 alle 8:10 am

    Errata corrige:Smantellati(su decisione degli stessi soci,date le continue sollecitazioni e pressioni da parte delle autorità competenti)

    • INDIGNADOS
      ottobre 24, 2011 alle 10:50 am

      SONO SENZA PAROLE!. LA VICENDA SANT’IMBENIA E’ ESCLUSIVAMENTE FRUTTO DELLA “CATTIVERIA” AMMINISTRATIVA, GIUDIZIARIA E DEI MEDIA CHE, PURTROPPO, ANCHE QUANDO SBAGLIANO, NON PAGANO MAI I DANNI CHE FANNO AI CITTADINI. DEI COSIDETTI AMBIENTALISTI, POI, MI SONO DOVUTO RICREDERE DA QUANDO, UNO DI LORO,CHE HO CONOSCIUTO PERSONALMENTE, AL RITORNO DALLE SUE EROICHE GIORNATE IMPEGNATE PER LA “DIFESA” DELL’AMBIENTE, PUNTUALMENTE PICCHIAVA LA MOGLIE PERCHE’ NON AVEVA PREPARATO IL PRANZO!. SONO STATE DATE NOTIZIE PALESEMENTE FALSE ED INCOMPLETE SULLA INTERA VICENDA. NELLE SEDI OPPORTUNE SI AVRA’ MODO DI CONFUTARLE.
      P.S.: PREMESSO CHE IO NON FACCIO IL BAGNO DA ANNI NELLA “BELLISSIMA” BAIA DELLE NINFE, ANCHE QUESTA ESTATE, HO NOTATO CHE GALLEGGIAVANO OGGETTI DI STRANA FORMA ED ODORE, PROVENIENTI CHI SA DA DOVE. GARANTISCO CHE NON ERANO CERTAMENTE OLOTURIE!.

      • ottobre 24, 2011 alle 3:00 pm

        bontà sua, e gli “oggetti di strana forma” da dove provenivano?
        Forse da scarichi non depurati, forse da fosse “biologiche” riempite oltre ogni misura?
        E i figli dei ferrovieri picchiati tutti i giorni all’ora della merenda perchè non hanno ancora fatto i compiti?
        E i cugini degli idraulici picchiati a giorni alterni perchè lasciano i rubinetti aperti?
        E le mogli dei ragionieri picchiate ogni mattina perchè mettono il sale nel caffè?
        Ma è possibile che gli argomenti dei “tifosi” dei campeggi-lottizzazioni abusivi siano così squallidi e penosi?

  12. ottobre 28, 2011 alle 2:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 28 ottobre 2011
    LA RICHIESTA. «Via i sigilli dal campeggio di Sant’Imbenia».

    SASSARI. Sarà il tribunale della Libertà a pronunciarsi sul sequestro del camping Sant’Imbenia, a Porto Conte, risalente ai primi di ottobre. Alcuni dei 126 indagati – i soci del consorzio proprietario dell’area considerata una lottizzazione abusiva dalla procura – hanno depositato istanza al Riesame, attraverso gli avvocati Stefano e Salvatore Porcu, Stefano Melis, Giuseppe Conti e Paolo Spano, per chiedere che vengano tolti i sigilli. Il provvedimento del gip Maria Teresa Lupinu era scattato su richiesta del pm Giovanni Porcheddu, dopo le indagini del Corpo Forestale. Secondo gli accertamenti, roulotte e attrezzatura in pianta stabile nel campeggio hanno trasformato l’area (dove c’è un nuraghe) in una lottizzazione abusiva. Interpretazione che la difesa cercherà di smontare.

    • INDIGNADOS
      novembre 4, 2011 alle 10:54 am

      VISTO CHE SIETE COSI’ IMPEGNATI A DENUNCIARE CERTE SCONCEZZE, PERCHE’ NON PROVATE VOI A SEGUIRE LE TRACCE DELLA PROVENIENZA DI CERTI OGGETTI DI STRANA FORMA ?. SUGGERISCO DI SEGUIRE LE CORRENTI. INOLTRE, GLI SCARICHI NON DEPURATI E LE FOSSE BIOLOGICHE RIEMPITE OLTRE OGNI MISURA, CHE ADDEBITATE ALLA COOP. SANT’IMBENIA, LI TENETE SOLO NEL VOSTRO CERVELLO. MA DI COSA STATE PARLANDO?. SE FATE DELLE ACCUSE, COSI’ GRAVI, DOVRESTE ASSUMERVENE LA RESPONSABILITA’ E PAGARNE LE CONSEGUENZE. A ME DISPIACE SOLO CHE, CHI DI DOVERE, NON VE NE CHIEDA CONTO!. SIATE SERI!.

  13. cilios
    ottobre 29, 2011 alle 1:15 pm

    Mi auguro che ciò accada(rimozione dei sigilli) ma soprattutto desidero che si risolvano positivamente tutte le problematiche relative a quella area mediante i seguenti passaggi; 1)concessione delle autorizzazioni a coloro che desiderano campeggiare nei terreni di loro proprietà 2) Ripristino ambientale laddove fossero stati commessi degli abusi 3)obbligo di rispettare le norme vigenti 4) chiare indicazioni su quali strutture (tende o roulottes) siano ammesse.5)eventuali discese al mare per permettere a più persone di godere di quel bene comune .6)Stretta vigilanza e relative ammende per chi trasgredisce le regole ( abbandonare rifiuti nella pineta o nella spiaggiao altro )

  14. novembre 1, 2011 alle 4:26 pm

    da La Nuova Sardegna, 1 novembre 2011
    «Mastru Antoni», il pm chiude le indagini. Alghero, 17 persone potrebbero essere rinviate a giudizio per lottizzazione abusiva. Casette di legno roulotte e pozzi in una zona pluri-vincolata paesaggisticamente.

    ALGHERO. Indagini preliminari chiuse. Ora il pm Giovanni Porcheddu deciderà se chiedere o meno il rinvio a giudizio per le 17 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta sulle lottizzazioni abusive nel cuore del parco di Porto Conte. L’area in questione era stata trasformata in un vero e proprio campeggio abusivo con casette di legno e roulotte a due passi dal mare e, dopo il blitz della forestale (11 mesi fa), sottoposta a sequestro preventivo. Una zona di salvaguardia assoluta che nel Piano paesaggistico regionale rientra in un tratto di costa definito “bene paesaggistico d’insieme”.
    Questo piccolo paradiso, realizzato in barba alla marea di vincoli ambientali e paesaggistici e addirittura messo all’epoca in vendita su internet, è stato scoperto poco meno di un anno fa nella pineta di Mugoni, a circa 500 metri dall’incrocio della strada di Fertilia per Capo Caccia e Porto Conte.
    Un cancello in ferro rosso delimitava l’area di «Mastru Antoni», un polmone verde di straordinaria bellezza. Le roulotte e le casette in legno erano proprio lì, nascoste in mezzo alla vegetazione. Invisibili dalla strada, ma anche dal mare. Per vederle bisognava addentrarsi proprio passando attraverso quel cancello. Poco più di mezzo ettaro, 19 comproprietari, un’area suddivisa in nove parti di circa 300 metri quadri ciascuna, di cui una riservata alle parti comuni, alla viabilità (erano state realizzate delle strade intepoderali) e ai servizi igienici. C’era poi un altro spazio da 750 metri quadri e dieci micro aree da 12 metri quadri ciascuna utilizzate come parcheggi per le auto. L’approvvigionamento idrico era garantito da un pozzo che riforniva serbatoi nelle piazzole. Nessuna rete fognaria: gli scarichi delle varie proprietà si disperdevano nel suolo.
    Il campeggio era stato sequestrato dalla forestale su ordine del gip del tribunale di Sassari Maria Teresa Lupinu. Nel registro degli indagati sono finiti Giovanna e Pietrina Teresa Valmaggia, Mario Urigo, Concetta Giua, Rita Franca Vacatello, Giuseppe Marco Dettori e Carla Elvira Lavosi (originaria di Sedini), Maria Teresa Soro (originaria di Sorradile), Antonello Soro (nato a Cagliari), Raimondo Marziani, Francesco Biosin (originario di Agrigento) tutti residenti a Sassari. E poi i romani Tito, Giulio, Roberto e Maria Flavia Tomassini (questi ultimi due residenti a Sassari), nell’elenco anche una donna francese: Danielle Nicole Lacroix. Tutti indagati perché – come scrive il pubblico ministero Giovanni Porcheddu – «in qualità di proprietari acquirenti del terreno classificato sottozona “di salvaguardia assoluta ed ecologica con vincolo protettivo ambientale di rispetto assoluto” nelle norme di attuazione del Piano regolatore del Comune di Alghero, realizzavano una lottizzazione abusiva mediante la trasformazione urbanistica ed edilizia del terreno da “assolutamente inedificabile” a residenziale». Trasformazione urbanistica che sarebbe avvenuta prima con la suddivisione del terreno in lotti di varia estensione e poi con la successiva vendita di quote comproprietarie «e nella consecutiva – dice il pm – realizzazione di infrastrutture e impianti di interesse privato e collettivo (insediamenti abitativi di varie tipologie, strada interpoderale, servizi igienici, posteggi auto, pozzo e altro ancora)». Il tutto sarebbe stato messo su nell’arco di diversi anni. A carico delle persone finite sotto inchiesta ci sarebbe anche un’altra violazione: avrebbero realizzato queste opere «in una zona plurivincolata paesisticamente, senza l’autorizzazione del Servizio governo del territorio per la tutela paesaggistica della provincia di Sassari».
    Alcuni dei diciassette indagati, assistiti dagli avvocati Anna Rita Casu, Antonio Secci, Giuseppe Onorato e Guido Pittalis, hanno chiesto – come la legge consente – di essere interrogati dal pubblico ministero. Prima che quest’ultimo decida per la richiesta di rinvio a giudizio o per l’archiviazione.

  15. cilios
    novembre 2, 2011 alle 11:50 am

    Non conosco il campeggio di “mastru Antoni” e non so esprimere alcun giudizio .Spero per i 17 iiindagati che non abbiano compiuto dei veri abusi .Attendiamo.
    Domani ,in consiglio regionale ,si parlerà “di campeggi”. Mi auguro che il Piano casa venga bocciato .Il Ppr deve essere assolutamente salvato.

  16. novembre 4, 2011 alle 4:40 pm

    “Indignados”, più che “indignato” sembri uno dei titolari dei micro-lotti del campeggio sotto sequestro perchè ritenuto abusivo.
    Se è così, trovati un buon avvocato e vai a spiegare le tue ragioni al pubblico ministero e al giudice.
    Soprattutto cerca argomenti migliori.
    Se usi quello della pretesa “invidia”, ti fai solo ridere dietro. Per non parlare quello dell’ignoto “ambientalista” che “AL RITORNO DALLE SUE EROICHE GIORNATE IMPEGNATE PER LA “DIFESA” DELL’AMBIENTE, PUNTUALMENTE PICCHIAVA LA MOGLIE PERCHE’ NON AVEVA PREPARATO IL PRANZO”.
    Essere proprietario non vuol dire fare quello che vuoi sul tuo terreno.
    Se non sei autorizzato, puoi fare solo abusi.
    Poi, chi ha “ADDEBITATO ALLA COOP. SANT’IMBENIA … SCARICHI NON DEPURATI E LE FOSSE BIOLOGICHE RIEMPITE OLTRE OGNI MISURA”? Noi?
    Impara anche a leggere, allora.
    Considera, infine, che l’indirizzo I.P. del tuo commento è facilmente rintracciabile.

  17. cilios
    novembre 5, 2011 alle 6:05 pm

    Non conosco chi si firma INDIGNADO ma ,secondo me ,esprime valutazioni condivisibili.Se anche fosse il titolare di un micro lotto sotto sequestro,non dovrebbe avere il diritto di esprimere la propria opinione? O forse lo considerereste un reietto della società ,quindi senza alcun titolo per intervenire in un blog? Ma che esagerazione! Che Integralismo! Ho riletto con molta attenzione i commenti e anche a me sembra che la frase incriminata”scarichi non depurati ecc” fosse riferita ai campeggiatori di Sant ìImbenia, anche se non in modo esplicito..Infine non mi è piaciuta la chiusa che sembrerebbe una minaccia.Credo che il non voler apporre la propria firma o lo scegliere uno pseudonimo( o un soprannome come nel mio caso) non significhi un bel nulla e non nasconde chissà quale magagna.; del resto non sappiamo chi sia la persona che dà le risposte ai nostri interventi e talvolta ci ha anche redarguiti o, meglio ,tacciati di stupidità.

    • novembre 5, 2011 alle 6:16 pm

      cara/caro anonima/o Cilios,
      com’è evidente, quando vi viene data la risposta da “Gruppo d’Intervento Giuridico” è la posizione ufficiale dell’Associazione e dello staff che cura questo blog.
      E’ intuitivo e normale nella “rete”.
      Il riferimento a “scarichi non depurati” e “fosse biologiche riempite oltre ogni misura” è riferito a quanto affermato dallo stesso anonimo “Indignados”, così “educato” da porli in seguito “SOLO NEL VOSTRO CERVELLO”.
      Ci sono regole per inviare commenti agli articoli presenti su questo blog, basta rispettarle.
      Non c’è proprio alcuna “minaccia”, c’è un semplice “consiglio”, visto che un bel paio di commenti ingiuriosi provenienti da chi s’è firmato “Indignados” sono già stati cestinati.
      Chiunque esponga le proprie opinioni correttamente è il benvenuto, ma questo non è uno spazio web a disposizione di maleducati o di chi vuole insultare protetto dall’anonimato.
      Penso che sia chiaro.
      Stefano Deliperi

  18. crociate ecologiste?
    novembre 5, 2011 alle 8:19 pm

    Vorrei sapere se sono previsti interventi per ‘hotel che è situato
    sulla stessa baia, adiacente al fu campeggio Sant’imbenia

    , il canale di scarico immette nel mare liquidi e schiume che bisognerebbe verificare se sono biocompatibili con la purezza dell’acqua della baia che vorreste preservare, baia la cui quiete è turbata da moto d’acqua e motoscafi che scorrazzano (vanno a carburante) nella costa dalla mattina alla sera

    • novembre 5, 2011 alle 8:57 pm

      l’Hotel Baia di Conte, che – come abbiamo avuto modo di dire infinite volte – è un vero e proprio scempio, è stato realizzato abusivamente negli anni ’70, poi condonato.
      Armati di macchina fotografica e mandaci foto del “canale di scarico” e la sua posizione esatta su carta I.G.M. all’indirizzo grigsardegna5@gmail.com.
      Idem per moto d’acqua e motoscafi.

      • crociate ecologiste?
        novembre 8, 2011 alle 10:42 pm

        volentieri ma siamo a novembre…
        dovreste aspettare la “bella” stagione,

        comunque è facilmente individuabile, divide l’hotel dalla parte che va verso l’area archeologica,
        fatevi un giro verso giugno e vedrete.

        Nb: così si rischia di avere la baia a totale disposizione dell’hotel condonato e dei suoi turisti di serie A
        e non penso affatto che gli interessi perseguiti saranno di impronta ecologista

  19. cilios
    novembre 6, 2011 alle 1:25 pm

    Ringrazio Stefano Deliperi per la sua risposta.Sono d’accordo sul fatto che bisogna rispettare le regole della buona educazione.Talvolta ,capita un pò a tutti,diamo una connotazione negativa alle parole quando non siamo ben disposti nei confronti di chi le pronuncia o le scrive. Il termine da me usato “minaccia” non voleva essere offensivo,ma quasi ironico( ho usato il condizionale”sembrerebbe”) e ben accetto la sua precisazione.Riguardo al tema ricorrente dell’hotel ,secondo me viene spesso richiamato perchè rappresenta il simbolo dell’ingiustizia sociale.Sappiamo bene che il condono fu ottenuto con grande esborso di denaro e mi risulta che , nello stesso periodo ,stavano sorgendo alcuni di quei campeggi tanto vituperati.,ma uno in particolare (Sant’Imbenia) non aveva accettato dei compromessi essendo una cooperativa con una forte impronta di Sinistra e determinati ideali. e ne ha pagato le conseguenze.Alla luce di tutto ciò è comprensibile da parte di coloro che hanno vissuto quella disparità di trattamento che non sopportino che il dio DENARO possa risolvere sempre tutto.. .

  20. INDIGNADOS
    novembre 7, 2011 alle 5:51 pm

    Mi pare che la discussione abbia preso una piega sbagliata. Chiarisco subito che, essendo parecchio indignato per la vicenda Sant’Imbenia, solo per questo uso detto pseudonimo. Tuttavia, anche per una questione di privacy, che ritenevo fosse un diritto di ogni cittadino, fino a quando un esponente del Gruppo di Intervento Giuridico, non mi ha spiegato che così non è, non ho voluto firmare per esteso, ben consapevole “che l’indirizzo del mio i.p. è facilmente rintracciabile”. Meno male che me lo avete detto, così non oserò più indignarmi per il vostro, pur legittimo, punto di vista, sulle cose e i fatti che non si conoscono!. Ho voluto anche scherzare un pò, per gettare acqua sul fuoco, con la storia di quello che (davvero ho conosciuto) picchiava la moglie quando tornava a casa la sera, ma vedo che sono stato frainteso. E’ chiaro, ci sono anche campeggiatori “abusivi”, che picchiano la moglie al loro ritorno alla roulotte!. Pur non essendo proprietario di alcuna piazzuola ma, riconosco, assolutamente di parte ed interessato (sarà pure mio diritto!), ribadisco quanto già detto in precedenza. prima di esprimere giudizi e valutazioni sulla pelle degli altri, sarebbe bene conoscere a fondo le cose e fare i dovuti distinguo con altre,analoghe vicende. Condivido assolutamente il pensiero dell'”anonimo” Cillios e resto in attesa di eventuale chiamata in causa per diffamazione od altro da parte di chi si è risentito! (La I.P. è ben nota).

    • novembre 7, 2011 alle 6:11 pm

      la privacy è diritto di ogni cittadino, insultare no.
      Se ci sono argomentazioni da esporre correttamente, sono bene accette, come è chiaramente scritto nelle regole per i commenti di questo blog.
      Altrimenti i commenti non vengono resi pubblici.
      Se conosce così bene la vicenda dei campeggi algheresi, ci mandi un suo intervento all’indirizzo grigsardegna5@gmail.com completo di nome, cognome e indirizzo.
      Avrà tutto lo spazio necessario.

      • INDIGNADOS
        novembre 8, 2011 alle 11:31 am

        Egr. Sig. Deliperi, chiarisco ancora una volta, che non era assolutamente mia intenzione insultare nessuno. La mia frase “… li tenete solo nel vostro cervello” è stata male interpretata. Volevo solo ed esclusivamente dire che “erano convincimenti elaborati dalla vostra mente”, e solo sulla scorta delle notizie, palesemente false, riportate dalla stampa. Secondo Lei, i campeggiatori di Sant’Imbenia (me compreso e non proprietario), non dovrebbero sentirsi offesi da certe accuse palesemente false?. Praticamente siamo stati “sputtanati” a mezzo stampa. mancava solo che ci accusassero di omicidio!. E, aggiungo, la cattiveria giornalistica e giudiziaria, secondo Lei, non ha voluto ancor più calcare la mano sulla vicenda, dal momento che è stato assai artatamente messo in risalto il nome “eclatante” di quel personaggio politico?. Cosa c’entrava detto inciso?. Io, pur essendo distante da detta appartenenza politica, per l’occasione, siccome sono un garantista, ho sentito di esprimere la mia solidarietà. Lei, non ha intravisto un certo accanimento, verso quella persona che ha già i suoi bei problemi da risolvere?.
        La saluto e, nell’auspicio che la vicenda Sant’Imbenia si chiarisca, forse, un giorno, noi “campeggiatori abusivi” non avremo alcuna difficoltà ad invitarvi e farvi constatare di persona tutti i cosidetti “abusi” che ci sono stati addebitati.

  21. novembre 8, 2011 alle 4:24 pm

    Elena Laudante ha scritto articoli di cronaca sulla vicenda pubblicati su La Nuova Sardegna. Avrà certamente le sue fonti. Chi non è d’accordo può sempre inviare lettere al Quotidiano.
    Ha anche la possibilità di inviare un proprio intervento da pubblicare su questo blog.
    Che vuole di più? Un Amaro Lucano? 😉
    Stefano Deliperi

  22. Frank
    novembre 8, 2011 alle 11:48 pm

    non capisco tutta questa “indignazione” in difesa di campeggi abusivi: se non sono autorizzati hanno poco da lamentarsi.

  23. INDIGNADOS
    novembre 9, 2011 alle 1:43 pm

    Io, invece, ribadisco tutta la mia indignazione in difesa, quantomeno, di tale campeggio (degli altri, non conosco le carte).Se, a suo tempo (primi anni ’80), era stato regolarmente autorizzato (ex Legge e Regolamento comunale), eccome se hanno molto da lamentarsi!. Magari ad alcuni di Voi, non gliene fregherà niente, visto lo spirito egoistico e l’intento punitivo che vi anima. Tuttavia, tant’è!.
    Attendiamo gli sviluppi giudiziari, se avranno torto, vorrà dire che ce ne faremo tutti una ragione!.

    • fabio
      novembre 9, 2011 alle 7:07 pm

      perchè vuole attribuire agli altri intenti che sono solo nella sua immaginazione? è di oggi la notizia della conferma del sequestro da parte del tribunale di sassari: già molti giudici si sono espressi e non le viene nessun dubbio? magari era stata autorizzata una cosa ed è stata fatta un’altra. a questo punto l’egoista sembra lei.

    • Frank
      novembre 9, 2011 alle 10:25 pm

      ho letto anch’io la notizia della conferma del sequestro penale: a parte che le leggi sono solo statali e regionali (non comunali), anche i magistrati sono “egoisti”?

      • INDIGNADOS
        novembre 10, 2011 alle 9:25 am

        Carissimi, come ben sapete, anche i Magistrati sbagliano. Posso rivendicare il diritto di dubitare anche di qualche loro decisione?. Purtroppo per noi, dovremo attendere i tempi e gli esiti della causa/e. Voglio solo ricordare che, allo stato, si dovrà attendere il giudizio e, pertanto, per buon diritto, mi sembra giusto non emettere “sentenze” affrettate. A mio parere, nella vicenda del riesame del provvedimento di sequestro preventivo, può avere influito una sbagliata esposizione delle nostre ragioni e dei fatti concreti che riguardano la storia dela Cooperativa Sant’Imbenia. Vorrà dire, che in sede di giudizio, si cercherà di rimediare. Io, però, stando a quanto letteralmente riportato sull’articolo della “Nuova” di ieri, Vi chiedo cortesemente, poichè, riconosco, magari sono un pò ignorante, cosa ne avete capito?. In buona sostanza, sembrerebbe che, poichè l’autorità sanitaria ci ha obbligati a realizzare i servizi igienici e, proprio perchè li abbiamo realizzati, secondo la procura, ciò proverebbe che di non di roulottes temporanee, stagionali, si tratta, ma di abitazioni permanenti (?). Mettetevi, almeno per un momento nei nostri panni, onestamente, non pensate che sia roba da psichiatria?. E voi, ciònonostante, continuate a chiedervi perchè sarei/saremmo indignati?.

  24. novembre 9, 2011 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 novembre 2011
    Il Riesame non riapre il camping. Al Sant’Imbenia restano i sigilli. (Elena Laudante)

    SASSARI. Al camping di Sant’Imbenia, a Porto Conte, restano i sigilli della magistratura. Lunedì il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso dei legali di alcuni dei 126 indagati per lottizzazione abusiva, ipotesi contestata dal pm Giovanni Porcheddu. I difensori Stefano e Salvatore Porcu, Stefano Melis, Giuseppe Conti, Gianluigi Poddighe, Paolo Spano e Massimiliano Oggiano avevano contestato le accuse in una lunga udienza, sostenendo che tra il primo sopralluogo della Forestale (inizio 2011) e il secondo, del 9 giugno 2011, non ci sia stata alcuna modifica dei luoghi, ma solo uno spostamento dei caravan. Quindi – è l’appunto – «nessuna ulteriore edificazione, semmai di edificazione si può parlare, ma il contrario». Proprio il secondo sopralluogo e il riscontro di nuovi (presunti) fatti ha allontanato il rischio prescrizione: senza quel riscontro si deve dedurre che le strutture risalgano agli anni Ottanta, troppo tempo, per la Giustizia. In quel periodo, dopo l’ordinanza sindacale che autorizzava i campeggiatori a passare lì l’estate, furono le autorità sanitarie a intimare di realizzare i servizi igienici. Proprio questi, per la procura, contribuiscono a provare che non di roulotte temporanee, stagionali, si tratta, ma di abitazioni permanenti. Impostazione che sembra condivisa dal Riesame, composto da Salvatore Marinano, Marina Capitta e Cinzia Caleffi.

  25. novembre 19, 2011 alle 4:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 19 novembre 2011
    La Cassazione sui sigilli al Sant’Igori: gli indagati possono opporsi al sequestro. (Elena Laudante)

    SASSARI. Anche se formalmente non sono titolari delle piazzole del camping, in quanto soci della Libertus Srl e indagati per lottizzazione abusiva hanno di certo interesse al dissequestro del “bene”.
    Ecco perché il Tribunale del Riesame deve valutare di nuovo l’istanza da loro presentata, che era stata giudicata inammissibile. C’è un vizio formale, dunque, alla base della decisione della Corte di Cassazione di annullare con rinvio la decisione del Riesame sul camping Sant’Igori, a Porto Conte, il cui sequestro nell’agosto 2010 aveva sollevato le proteste dei 256 indagati per lottizzazione abusiva. La Suprema corte ha stabilito, senza entrare nel merito del provvedimento come peraltro aveva fatto il Riesame, che sebbene sotto il profilo formale i campeggiatori non siano proprietari delle piazzole che concorrono a formare la presunta lottizzazione, hanno di certo l’interesse a tornarne in possesso, perché in quegli spazi occupati da roulotte o bungalow la gran parte trascorreva le vacanze. I giudici di Roma hanno accolto il secondo dei motivi di ricorso prospettati dai difensori di un gruppo di indagati, i legali Anna Laura Vargiu, Stefano e Salvatore Porcu, che si basava appunto sulla legittimità degli indagati a impugnare il provvedimento di sequestro del gip emesso su richiesta del sostituto procuratore Giovanni Porcheddu. Ora il caso sarà affrontato di nuovo dal Riesame, anche se nel frattempo la procura ha chiuso l’inchiesta ed è pronta a chiedere il processo per tutti i 256 indagati. Intanto continuano le indagini sul camping gemello, Sant’Imbenia, sequestrato a settembre.

  26. cilios
    novembre 21, 2011 alle 12:52 pm

    Come è piccolo il mondo! Ieri sera ,un mio strettissimo parente mi ha comunicato una notizia che mi ha fatto letteralmente sobbalzare.Egli vive in una città della Lombardia e fa l’architetto ; mi ha chiesto delucidazioni su la Baia di Portoconte in quanto, un suo cliente,conoscendo le sue origini sarde,sperava di avere informazioni più dirette per un suo progetto riguardante l’area su citata..Arrivo al dunque :il progetto è un campo da golf e la zona iinteressata parte da La Stalla e va oltre il campeggio Il Cormorano (noto come campeggio dei Trenta).Successivamente potrò dare informazioni più dettagliate.Se tutto questo fosse vero (del resto avevo letto su La nuova Sardegna e su Sardegna24 di questa possibile ” oscenità”) è lecito pensare che lo smantellamento dei 13 campeggi sia finalizzato alla creazione di campi da golf e conseguenti COSTRUZIONI:VISTA MARE? Mi piacerebbe tanto che ci fosse un minimo di solidarietà da parte del Gruppo Giuridico nei confronti dei campeggiatori.Vorrei davvero che foste le sentinelle dellìambiente! Grazie.

    • novembre 21, 2011 alle 4:02 pm

      o questa sì ch’è bella! Se mostriamo “solidarietà” ai “campeggiatori” abusivi allora l’anonimo/a Cilios ci dà la “patente” di “sentinelle dell’ambiente” 😛
      E in più c’è la “scoperta dell’acqua calda”: sulla costa algherese c’è chi vuole realizzare campi da golf!
      Caro/a Cilios, la cosa è stranota: l’abbiamo denunciata (e fatta rientrare) fin da quando l’ha proposta proprio il Gruppo Baroudi sempre nei vostri pensieri a Pineta Mugoni una quindicina d’anni fa e l’abbiamo denunciato anche solo un mese fa (vds. https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2011/10/25/ricorso-avverso-la-legge-regionale-sarda-sul-golf/).
      C’è da ricordare, poi, che per voler realizzare campi da golf al posto dei campeggi in odor d’abusivismo bisogna aver la disponibilità prima di tutto dei titolari dei terreni…..
      Quanto ai “fruitori” dei campeggi non autorizzati, spiace ma non riusciamo proprio a vederli come “difensori dell’ambiente”.
      Ci faremo una ragione della mancanza della “patente” di “sentinelle dell’ambiente” 😮

    • INDIGNADOS
      novembre 21, 2011 alle 4:04 pm

      COME VEDI, CILIOS: TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE!.
      PERSONALMENTE, PENSO CHE, NEL CASO SANT’IMBENIA, NON SIA AFFATTO NECESSARIA, NE’ RICHIESTA, LA SOLIDARIETA’ DI ALCUNO!. SE SI DIMOSTRERA’ CHE ABBIAMO TORTO, E’ GIUSTO CHE SI PAGHI COME LEGGE COMANDA!.
      GIUSTO QUANTO DA TE SEGNALATO (LA NEWS NON E’ NUOVA), STAVOLTA SI, MI ATTENDEREI UNA VERA E PROPRIA SOMMOSSA DA PARTE DEGLI AMBIENTALISTI, AI QUALI, PER L’OCCASIONE, NON AVREI ALCUN TIMORE DI SENTIRMI AFFIANCATO!.
      PIUTTOSTO, LORO, VISTE LE INFAMITA’ DI CUI CI SAREMMO MACCHIATI, CI VORREBBERO?.

      • novembre 21, 2011 alle 4:28 pm

        stia sereno, noi faremo la nostra parte come sempre 😛
        Piuttosto, c’è da ricordare, poi, che per voler realizzare campi da golf al posto dei campeggi in odor d’abusivismo bisogna aver la disponibilità prima di tutto dei titolari dei terreni, quindi dei titolari dei campeggi…..

  27. INDIGNADOS
    novembre 21, 2011 alle 5:20 pm

    Ci sarebbe solo un “piccolo” particolare: se fossero confermate le accuse di lottizzazione abusiva, con sentenza definitiva, “ob torto collo”, il proprietario dei terreni diverrebbe il Comune di Alghero. Voi siete sicuri che detta amministrazione ne farebbe il miglior uso?.
    Io avrei qualche dubbio al riguardo. Comunque, auspico siate vigili in proposito e prendo atto del mutato clima di interlocuzione che, tra l’altro, ci vede finalmente definiti quali “titolari” e quindi proprietari dei c.d. campeggi “in odor di abusivismo”. E’ già un grosso passo in avanti.
    Vi ringrazio e buon lavoro.

  28. cilios
    novembre 21, 2011 alle 5:51 pm

    Mi rendo conto di quanto sia difficile trasmettere il proprio pensiero o meglio quanto sia facile essere travisati.Cercherò di essere più chiara.1) Non ho scoperto l’acqua calda perchè già sapevo di questo”piano golf” e ,a suo tempo ,avevo postato dei commenti al riguardo.Più che altro mi ha meravigliato che ,fortuitamente,, mi sia stato richiesto di offrire delle informazioni ad uno sconosciuto signore che è vivamente interessato alla realizzazione di quell’assurdo progetto.2) La ripetuta richiesta di solidarietà da parte degli ecologisti nei confronti dei campeggiatori è data dal fatto che ,anche,ammettendo che essiSaPenso pro abbiano commesso degli abusi,certamente non sono da considerare degli speculatori edilizi..
    Infine se per poter realizzare i campi da golf è necessario espropriare i terreni,vorrà dire che ai campeggiatori proprietari di quelle aree saranno offerti dei denari .E le sentinelle dell’ambiente staranno a guardare?Penso proprio di no.

    • Occhio nudo
      novembre 21, 2011 alle 6:39 pm

      Mi sa che siete tutti “chiacchiere e pochi fatti”, scrivete, scrivete, scrivete “fate questo, fate quello” e alla fine vi preoccupa solo la vostra vista mare. Ma chi ve la tocca.

  29. novembre 21, 2011 alle 6:10 pm

    cari anonimi Cilios e Indignados, i campeggiatori abusivi hanno comprato i terreni di Porto Conte e ne sono “proprietari”, il “bene ambientale” Porto Conte” è di tutti, è della Collettività.
    E’ fuor di luogo pensare a un “esproprio” per realizzare campi da golf, visto che si tratta di uno strumento giuridico utilizzabile soltanto per la realizzazione di opere di pubblica utilità.
    Se vi saranno concreti progetti di questo genere, vedranno il coinvolgimento dei titolari delle aree. Anche questo eventuale frangente misurerà il “tasso di ambientalismo” di cui parlate con tanta insistenza.
    Noi – come già detto fino alla noia – faremo la nostra parte, come sempre. Potremmo scommetterci sù cento euro, ma siete anonimi e non sapremmo come incassarli 😉 Buona serata.

  30. cilios
    novembre 21, 2011 alle 6:15 pm

    Scusate se per la fretta ho dimenticato di cancellare qualche parola ,perciò una frase,in particolare, risulta sconnessa.

  31. INDIGNADOS
    novembre 22, 2011 alle 8:41 am

    Mi chiedo cosa c’entri, un pur legittimo anonimato, con l’espressione democratica di un opinione ed il raffronto con quella degli altri. Prendo atto che taluni, proprio non digeriscono che qualcun altro possa godere della c.d. “vista mare” (giuro che noi, per come siamo posizionati, davvero non lo vediamo!). Ma anche se così fosse, non comprendo dove stia il problema, se non in una inutile invidia di un nulla. Quanto al problema anonimato, insisto nel dire che è un diritto di tutti godere della privacy. D’altronde, personalmente, così anonimo non dovrei essere (il mio indirizzo mail ben comprende le generalità dello scrivente).
    P.S.: Oltre a quello che picchiava la moglie, ho conosciuto anche un altro che, con le scommesse, ci ha rimesso il patrimonio (ma non era un ambientalista).

  32. Occhio nudo
    novembre 22, 2011 alle 11:28 am

    Prendi atto di un’altra cosa: non tutti vi invidiano quella vista mare, forse perchè ne hanno una che li soddisfa pienamente, però è fastidioso leggere la vostra indignazione solo quando viene toccato il vostro orticello.

  33. INDIGNADOS
    novembre 22, 2011 alle 1:05 pm

    CHIEDO SCUSA SE HO ARRECATO FASTIDIO.

  34. cilios
    novembre 22, 2011 alle 7:18 pm

    Su Sardegna Democratica ho letto un articolo di G.V.Sanna che esordisce così:” Il Governo ha impugnato presso la Corte costituzionale la Legge regionale n 19 nota come Legge sul golf.”
    Mi sembra una buona notizia.

  35. cilios
    novembre 25, 2011 alle 11:21 am

    Ho seguito l’invito però ero già a conoscenza di quanto riporta il blog ma ,comunque ,grazie ;”repetita iuvant”. e ,aggiungo,complimenti per il vostro lavoro! Potrebbe sembrare una contraddizione che mi ritrovi a elogiarvi per le vostre battaglie vinte o perse ma ritengo che tutto sia lineare nel senso che inizialmente i i miei commenti sono apparsi come estremamente critici (in negativo) nei vostri confronti. Mii pareva strano e ancora non so farmene una ragione che delle persone animate da uno spirito democratico di legalità e giustizia sociale abbiano assunto un atteggiamento così integralista nei confronti dei campeggiatori senza fare dei distinguo.A me la parola campeggio evoca una situazione di vita comunitaria ,di vita spartana,di sicurezza e salute per i bambini e tanto altro. Non mi viene in mente nè abusivismo nè lottizzazione a scopo di lucro ecc ecc Viceversa Billionaire,Certosa,Tuerredda,Malfatano ecc mi fanno pensare a speculazione edilizia ,a lusso sfrenato,a consumo del territorio ,per dirla alla Soru di cui sono estimatrice proprio per le sue idee ambientaliste volte alla salvaguardia delle nostre coste e al recupero dei danni provocati da politiche scellerate.Per completare il discorso aggiungo un’altra considerazione che sicuramente vi apparirà banale.Quanti fra di voi sono fumatori? Ebbene sappiamo quanto il fumo sia dannoso non solo per le persone ma anche per l’ambiente ( i mozziconi delle sigarette non sono biodegradabili )Ciò detto a me non verrebbe mai in mente di definire i fumatori “inquinatori dell’ambiente” tutt’al più degli stupidi perchè hanno scelto di essere dipendenti dalla nicotina anzichè vivere almeno senza quel padrone.

  36. Occhio nudo
    novembre 25, 2011 alle 12:04 pm

    Cilios, non riesco a capire se ci sei o ci fai: sei simpaticamente “paracula” quando scrivi che i campeggiatori ti fanno venire in mente la vita comunitaria, spartana, la salute dei bambini, insomma, una situazione idilliaca, però dimentichi che i campeggi vengono anche trasformati in lottizzazioni abusive e non dagli ambientalisti ma proprio dalle persone che i campeggi li frequentano. Le roulottes o i camper fissati a terra non sono “vita spartana” sono “abuso”, in particolare, come direbbe Soru e chiunque parli l’italiano, sono “abuso edilizio”, e la mancanza di fognature adeguate non sono “salute per i bambini” sono “ambiente insalubre” e chi vive in un ambiente del genere non lo ama, lo degrada. I campeggi seri sono un’altra cosa e sono, tra l’altro, una bella cosa. I fumatori che buttano i mozziconi delle sigarette sono maleducati e inquinatori perchè fanno un danno anche all’ambiente e al resto dei cittadini. Grande Soru che inventa il consumo del territorio!

  37. INDIGNADOS
    novembre 25, 2011 alle 12:58 pm

    E’ inutile!. E’ proprio del tutto inutile!. Caro/cara Cilios, come vedi, nonostante l’eleganza e la correttezza del tuo nobile pensiero, integralisti, tra virgolette, li hai definiti ed integralisti, senza virgolette, sono!.
    Vedi, ad esempio, io (che sono un fumatore, sigh!), dal tuo spunto, recepisco positivamente il messaggio che hai dato in tal senso e nell’altro. Altri, invece, proprio non ci riescono!.iNon voglio aggiungere altro. Il commento che precede si commenta da solo!.
    P.S.: Voglio solo ricordare che il buon Soru (che a suo tempo anch’io ho contribuito ad eleggere, sigh!), possiede villa, “non vista mare”, ma “sul mare”. Però, Lui, è in regola!.

  38. pino
    novembre 25, 2011 alle 1:30 pm

    cilios e indignados siete crick & crok o cip e ciop? e non vi passa per la mente che tutti quei campeggiatori “ecologici” fanno i loro bisogni ogni giorno sul mare e non ci sono depuratori???

  39. novembre 25, 2011 alle 3:19 pm

    * per Cilios: i campeggi o sono autorizzati – e in regola con tutte le infrastrutture necessarie – o sono abusivi. Gli scenari bucolici sono soggettivi, l’esistenza di autorizzazioni o meno è un fatto oggettivo. Se alcuni “campeggi” algheresi sono sotto sequestro penale non sarà certo perchè i magistrati sono “cattivi”;
    * per Indignados: in questo blog chiunque rispetti le regole previste per i commenti può intervenire, così come fai tu. Non vuol dire che rispecchi le posizioni del GrIG, com’è ovvio.
    Poi un “integralista” del campeggio a ogni costo che dà dell’ “integralista” al GrIG…..
    * per Cilios e Indignados: in questo blog ci sono centinaia di articoli su tante tematiche ambientali e sociali, come mai avete da dir qualcosa – a ripetizione – soltanto sui campeggi di Porto Conte? Va bene che la lingua batte dove il dente duole, ma pare un po’ esagerato 😉

    Stefano Deliperi

  40. cilios
    novembre 25, 2011 alle 8:17 pm

    Per Occhio nudo
    Non ho scritto che gli ambientalisti trasformano i campeggi in lottizzazioni abusive.
    Non ho parlato dei fumatori maleducati che gettano le cicche per terra ,ma delle cicche in sè e per sè che non si possono smaltire se non in tempi lunghissimi.
    Per Pino
    Non voglio proprio commentare l’idiozia che hai scritto
    Per Stefano Deliperi
    Certamente il tanto insistere su questo tema dipende dal fatto che mi sta a cuore la sorte dei campeggi di Porto Conte.e in particolare di Sant’Imbenia ,che conosco benissimo.Ricordo di aver letto ,molti mesi fa ,che il GrIG sperava vivamente che sparissero dalla Baia delle Ninfe tutti e tredici campeggi ed è da allora che ho iniziato a scrivere su questo sito .
    Per Indignado
    Non ti conosco ma sono in sintonia con te .Per quel che riguarda Soru ,che fu accusato da Pili ed altri politici di Destra che prepararono un dossier per evidenziare il suo presunto conflitto d’interesse (villa a Villassimius e proprietà a ,Scivu e Funtanazza,se ben ricordo ) ebbene io non ho mai pensato che fosse in contraddizione con il PPR,proprio perchè l’acquisto di quei beni era antecedente al suo ingresso come governatore della Sardegna.Come vedi è un pò come il discorso dei campeggi esistenti prima dell’istituzione del Parco di Porto Conte.
    Visto che entrambi siamo interessati alla salvaguardia di quel bene, prezioso soprattutto da un punto di vista diciamo sentimentale ed anche per una questione di principio,, incrociamo le dita e speriamo che tutto si risolva in tempi rapidi.

    • novembre 25, 2011 alle 11:19 pm

      sì, auspichiamo che i 12-13 campeggi a due passi dal mare di Porto Conte siano rimossi, perchè le strutture “fisse” non sono autorizzate.
      Fatto curioso: tutti lo sanno e fanno finta di non saperlo. 😉
      E auspichiamo che sia effettuato il ripristino ambientale e l’area sia – finalmente – tutelata e fruita correttamente, compresa la depurazione efficiente di Maristella, il risanamento di eventuali scarichi inquinanti e la vigilanza contro i “cafoni” su dune e spiaggia.

  41. INDIGNADOS
    novembre 25, 2011 alle 8:29 pm

    Io, per quanto mi consideri uno attento e rispettoso dell’ambiente, non sono assolutamente un integralista del campeggio “ad ogni costo” ma……”a costo mio”. Io cerco di fare la mia parte. Ad esempio, poichè da anni (e non certo per colpa dei campeggiatori), quel mare è assolutamente inquinato dagli scarichi dei depuratori degli alberghi e di Maristella, non potendo fare il bagno(personalmente mi fa schifo), non potendo pescare (è vietato), quando passo del tempo su quella spiaggia, sai quante cicche di sigaretta, buste di plastica, ecc., si raccolgono?. Anche qui, le spiagge, le sporchiamo noi?.

  42. INDIGNADOS
    novembre 28, 2011 alle 8:23 am

    A STEFANO, E’ PROPRIO VERO: AVETE LE “FISSE”!.

  43. dicembre 14, 2011 alle 2:53 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 dicembre 2011
    Al camping Sant’Igori restano i sigilli, il Riesame dice no al dissequestro.

    ALGHERO. Il tribunale del Riesame ha rigettato la nuova richiesta di dissequestro del camping Sant’Igori, chiuso dal gip nell’agosto 2010. Si trattava del secondo vaglio, dopo l’annullamento della prima decisione da parte della Cassazione.
    La Suprema Corte aveva accolto i ricorsi dei legali di alcuni indagati, gli avvocati Stefano e Salvatore Porcu e Anna Laura Vargiu, ma solo su aspetti formali. Ovvero, aveva stabilito che i 250 indagati – pur essendo soci della coop proprietaria dell’area, la Liberturist Srl, e non possessori – sono legittimati a chiedere il dissequestro. E per questo, a settembre, aveva rinviato la questione al Riesame di Sassari. Al di là delle questioni formali, il collegio ha stabilito che i gravi indizi a supporto dell’accusa di lottizzazione abusiva ci sono. E i sigilli restano. Nel frattempo, il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Giovanni Porcheddu, aveva chiuso le indagini e iniziato a notificare l’atto che prelude all’esercizio dell’azione penale, che si concretizza con la richiesta di rinvio a giudizio. I tempi per una eventuale udienza preliminare, comunque, si annunciano molto lunghi, visto l’alto numero di indagati. Il sequestro nell’agosto 2010 aveva suscitato le ire dei residenti, accusati di aver occupato in maniera stabile il campeggio, trasformato in una sorta di area residenziale, con roulotte stanziali e servizi. Quando gli agenti della Forestale avevano messo i sigilli, i residenti avevano inscenato una manifestazione di protesta.

  44. luglio 7, 2013 alle 10:29 am

    da La Nuova Sardegna, 7 luglio 2013
    Sant’Igori come un villaggio fantasma. Il camping è sequestrato dal 2010, il processo è all’inizio, l’abbandono è totale ma dentro le baracche tutto è come 3 anni fa. (lugigi Soriga)

    ALGHERO. Il sole ha ormai ingiallito i sigilli della Procura e appassisce sant’Igori. Non i ricordi, perché certe esperienze, nella vita, sono come il fertilizzante. E giusto per mantenerli ancora verdi, alcuni anziani ci ritornano ogni estate in quel mare, anche se un po’ fa male al cuore. Prima nella Baia di Porto Conte si sentivano a casa: ora gli è concesso il rango di visitatori, bagnanti o turisti, e il loro amato campeggio adesso lo possono guardare solo oltre una rete. Si riconosce subito il popolo di Sant’Igori, perché quel talento pratico e faidate che gli ha consentito di abitare per vent’anni un’estate fatta di mare, graticole, chiacchierate, musica e pochi confort, è rimasto sempre lo stesso. Marito e moglie, sotto un albero, due sedie, una sdraio, due borse frigo, asgiugamani, cibo per un reggimento. «Il tribunale ci ha tolto la nostra roulotte e un pezzo di vita – dicono – ma almeno il nostro mare nessuno ce lo porta via. Non so nemmeno cosa ne sia stato delle nostre cose, dal giorno dello sgombero non ci abbiamo più messo piede». E forse è davvero tutto uguale, c’è solo molta erba. La natura in tre anni si sta riappropriando degli spazi, a cominciare dai minuscoli cortili che circondano le baracche e le roulotte. Molti cancelletti sono caduti a pezzi, la vegetazione si arrampica sulle reti, le foglie fanno un tappeto morbido e spesso, ma le casette ancora reggono. E la sensazione è quella di un villaggio fantasma, spento, dove qualcuno di punto in bianco ha staccato la spina e fermato il battito cardiaco. Tutto sospeso, in stand-by: sono rimaste le cose, mancano le persone. C’è l’involucro, ma l’anima di quel posto è volata via. Come se un’improvvisa deportazione di massa avesse prosciugato la vita. Decine e decine di biciclette sono ancora appoggiate ai muri, o arrugginiscono lungo i sentieri, adagiate sulle recinzioni. Le roulotte sono centinaia, hanno le ruote sgonfie e screpolate, e sembrano pachidermi in letargo. Ma dentro la pancia custodiscono ogni cosa intatta, così come le casupole di legno. In alcune c’è ancora il tavolo apparecchiato, con la fioriera al centro, e le vetrinette ordinate, con piatti e bicchieri. Ci sono auto dimenticate, barche con motore, canne da pesca, e quintali di tavoli e sedie, alcuni accatastati altri lasciati sotto i gazebo. E’ come se non ci fosse stato il modo di salutare questo posto, un addio frettoloso, senza nemmeno il tempo di voltarsi. Molte baracche sono chiuse a chiave, ma in altre la porta o le finestre sono aperte, eppure dentro basterebbe una spolverata per ripartire d’accapo. A chi ci ha vissuto per vent’anni sarebbe sufficiente chiudere gli occhi un istante per mettere il cuore in rewind: Sant’Igori oggi, 7 luglio, sarebbe stato un enorme suk che brulicava sotto la pelle del turismo, con duemila persone cucite insieme in una strana utopia che sapeva di socialismo antico. Una “comune” un po’ naif dove le stesse facce si ritrovavano sempre uguali ogni anno, dove ci si divideva tutto, i bagni, il sale, le spese, l’acqua, la puzza di graticola, la musica, la noia, il divertimento, i guai e anche l’estate. C’è chi la definiva una città in calzoncini corti, chi una baraccopoli, un accampamento, una bidonville. Alla Procura della Repubblica è sembrata più pertinente la definizione di campeggio o lottizzazione abusiva, e questo ha scritto nei fascicoli. E siccome Sant’Igori, così come sant’Imbenia si trovano in uno spicchio di paradiso che fa parte dell’area marina protetta di Porto Conte, nell’agosto del 2010 ha deciso che era giusto fare piazza pulita. I 256 soci della Liberturist srl, non hanno neanche fatto in tempo a organizzare il trasloco, o magari non lo hanno fatto per una questione di scaramanzia, come se fosse un arrivederci. Si sono opposti alla decisione del tribunale, ma per loro non sarà semplice giustificare la presenza di cemento, piazzole, strutture poco amovibili e ben piantate per terra a 300 metri dal mare. Il processo va avanti lentissimo: il 18 dicembre 2012 c’è stata la prima udienza, che in pratica è servita per fare l’appello dei presenti e degli assenti. La prossima è fissata per il 16 luglio, ma riguarderà solo questioni procedurali e non entrerà nella sostanza della vicenda giudiziaria. Duecentocinquantasei imputati sono un’infinità, sono trascorsi già tre anni solo per stabilire se le notifiche sono avvenute correttamente, e chissà quanto tempo occorrerà ancora per arrivare a sentenza. All’orizzonte è più vicina una prescrizione degli eventuali reati di abuso, che scatterebbe dopo cinque anni (dei quali tre sono già in cassaforte). Sant’Igori potrebbe anche risvegliarsi dal lungo letargo, ma molti di quei proprietari non ci sono più, e sarà comunque difficile resettare e ripartire d’accapo, perché quell’epoca romantica si è chiusa per sempre.

  45. ottobre 30, 2013 alle 10:10 am

    da La Nuova Sardegna, 30 ottobre 2013
    PORTO CONTE » L’INCHIESTA. Camping di Sant’Igori, al via il maxiprocesso. Ieri mattina i 226 imputati si sono presentati davanti al giudice Teresa Castagna Secondo l’accusa quella struttura costituiva una «lottizzazione abusiva». (Nadia Cossu)

    SASSARI. Sono in tutto 226 gli imputati nell’ambito dell’inchiesta che ad agosto del 2010 aveva portato al sequestro del camping Sant’Igori di Porto Conte. E buona parte di questi, ieri mattina, era presente all’apertura del processo nel palazzo di giustizia di Sassari. Secondo gli accertamenti del corpo forestale coordinato dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, quel campeggio costituiva una «lottizzazione abusiva». In sostanza veniva equiparato a un complesso di costruzioni selvagge, nate senza le dovute autorizzazioni da parte del Comune di Alghero. Gli imputati sono quasi tutti soci della Liberturist Srl, proprietaria del terreno. Ieri, molti di loro hanno letteralmente affollato l’aula del tribunale dove si è aperto il maxiprocesso davanti al giudice Teresa Castagna. Nell’udienza c’è stato spazio per l’appello e per le questioni preliminari che hanno riguardato la genericità del capo di imputazione, il tempo di commissione del reato e il fatto che non siano stati contestati capi di imputazione specifici. Il giudice le ha respinte tutte e ha rinviato il processo al 25 marzo per sentire i primi testi del pm. La vicenda ha origini complesse. In base a una prima ricostruzione degli inquirenti (che ora passerà al vaglio del tribunale), roulotte e casette prefabbricate sarebbero sorte su una zona di “salvaguardia assoluta ed ecologica” stando al piano regolatore di Alghero. Una contestazione notificata nell’atto di chiusura inchiesta ai soci fondatori della Liberturist, Sebastiano Rusani e Gerasmo Vargiu, e via via a tutti gli indagati. I capi di imputazione sono sostanzialmente gli stessi: le strutture che si sono stratificate nel tempo, a partire dai primi anni Ottanta, non sarebbero state “amovibili” ma vere e proprie abitazioni, con bagni, stradine interne e altro. In questo modo avrebbero, secondo l’accusa, determinato una «trasformazione urbanistica» da inedificabile a residenziale. Contro questa interpretazione avevano fatto ricorso prima al Riesame poi alla Cassazione gli avvocati Stefano Porcu, Salvatore Porcu e Anna Laura Vargiu, che tutelano gran parte degli indagati. Il processo entrerà nel vivo il prossimo 25 marzo con i primi testimoni citati dal pubblico ministero Giovanni Porcheddu.

  46. febbraio 8, 2014 alle 1:02 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 febbraio 2014
    Alghero, scoperta e sequestrata una villa abusiva con piscina.
    L’immobile, realizzato in un terreno di 5mila metri in località Monte Carru, è stato scoperto dai piloti di un elicottero della Guardia di finanza: http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2014/02/08/news/alghero-scoperta-e-sequestra-una-villa-abusiva-con-piscina-1.8627768

    ___________________

    da L’Unione Sarda, 8 febbraio 2014
    Alghero, mega villa con piscina abusiva. Doveva essere un deposito per attrezzi. Una villa costruita in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico – ambientale, con tanto di piscina in costruzione: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/02/08/alghero_mega_villa_con_piscina_abusiva_doveva_essere_un_deposito_per_attrezzi-6-353478.html

  47. marzo 27, 2014 alle 7:44 am

    da La Nuova Sardegna, 26 marzo 2014
    Sant’Igori, in aula la Forestale.
    Via al maxiprocesso per le presunte lottizzazioni abusive a Porto Conte. (Nadia Cossu): http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2014/03/26/news/sant-igori-in-aula-la-forestale-1.8929372

  48. settembre 20, 2015 alle 12:01 pm

    pazzesco…

    A.N.S.A., 20 settembre 2015
    Rogo devasta area protetta Alghero.: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/09/20/rogo-devasta-area-protetta-alghero_14b22a29-454f-4882-a867-3c51d8db7279.html

    __________________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 20 settembre 2015
    Alghero, gigantesco rogo devasta l’area tra Sant’Imbenia e Mugoni.
    Andati distrutti centinaia di camper e roulotte presenti nel campeggi sotto sequestro. L’incendio, quasi sicuramente di origine dolosa, è scoppiato alle 2 del mattino: http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2015/09/20/news/alghero-gigantesco-rogo-devasta-l-area-tra-sant-imbenia-e-mugoni-1.12125268

    ____________________________________________________

    da L’Unione Sarda, 20 settembre 2015
    Inferno di fuoco nel paradiso di Alghero. Rogo nell’area protetta e camper distrutti: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/09/20/alghero_notte_di_fuoco_sul_litorale_fiamme_nell_area_protetta_di-68-435680.html

    _____________________________________________________

    da Alguer.it, 20 settembre 2015
    Evacuate cinque persone e presidiati gli hotel della zona. Si valuta l’ipotesi di sgomberare il Baia di Conte. Da otto ore proseguono le operazioni, l’incendio si è ridotto notevolmente, ma il vento continua a soffiare molto forte.
    Aerei su Alghero hotel presidiati. Pini e campeggi devastati: http://notizie.alguer.it/n?id=95865

    —————————–

    Sono in corso le operazioni di soccorso che vedono impegnati già da cinque ore gli uomini dell´Ente Foreste della Sardegna, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri ed i Barracelli di Alghero. Oltre dieci ettari in fiamme. L’incendio è doloso e alimentato dal forte vento di maestrale.
    Le fiamme devastano Mugoni. Inferno di fuoco: le immagini: http://notizie.alguer.it/n?id=95863

    —————————————————-

    E’ quanto emerso nella conferenza stampa convocata ad Alghero alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente. Il Nucleo Investigativo del Corpo Forestale ha avviato un´indagine, contattando in mattinata il pubblico ministero di turno. Sarebbe già stato individuato il punto d´innesco. Le immagini e le dichiarazioni.
    «Incendio studiato a tavolino».
    15 ettari in fumo a Porto Conte: http://notizie.alguer.it/n?id=95869

    —————————————————-

    Le immagini del fuoco che divora la pineta di Mugoni chiedono una riflessione profonda sulla condizione umana, nel senso politico e culturale, ma anche ideale e morale, in cui si trova la nostra città. Quanto di quell’incendio, doloso e che sicuramente ha dei responsabili, che speriamo presto scoperti e condannati, è anche colpa di tutti? Della morale privatistica in cui ciascuno di noi pensa di poter sopravvivere da furbo alla realtà che lo circonda. Senza sapere di essere soltanto un fesso. Affatto intelligente. E’ l’occasione per bonificare uno scempio.
    Chi vuole bruciare Alghero? Nerone siamo noi: http://notizie.alguer.it/n?id=95878

  49. settembre 20, 2015 alle 9:29 pm

    da Sardinia Post, 20 settembre 2015
    Incendio doloso ad Alghero, appiccati altri roghi per ostacolare i soccorsi. (http://www.sardiniapost.it/cronaca/incendio-doloso-ad-alghero-appiccati-altri-roghi-per-ostacolare-i-soccorsi/)

    L’incendio che ha devastato 15 ettari di pineta alle spalle del litorale di Capo Caccia è sicuramente di origine dolosa. A conferma del fatto, ci sono state numerose azioni di disturbo che nel corso della giornata hanno imposto alle forze impegnate nella messa in sicurezza dell’area a distogliere attenzioni, uomini e mezzi per dirottarli altrove.

    Il primo tentativo di distrazione è stato l’incendio appiccato a metà mattina a Fertilia, alle spalle del rifornitore di benzina che si trova proprio all’ingresso della borgata turistica, a pochi metri dal centro abitato. A fine mattinata un altro rogo, fatto partire dal canneto che si trova a ridosso dell’area lagunare del Calich, sotto il ponte romano che collega Alghero e Fertilia.

    L’immediato propagarsi delle fiamme, spinte dal maestrale che a quell’ora aveva ripreso a soffiare con una certa forza, ha richiesto l’intervento alternato dei due elicotteri già impegnati a Capo Caccia, che erano arrivati di buon mattino da Bosa e Anela, a rinforzo dei canadair provenienti da Olbia.

    L’ultimo ceppo incendiario è stato realizzato sempre nell’area tra il Calich e Fertilia, verso la pineta che sino a qualche mese fa ospitava il campo rom, dove tra l’altro si trova anche un campeggio privato. I camping di Sant’Imbenia e Sant’Igori sono da anni al centro di una contorta vicenda giudiziaria, in seguito alla quale sono stati posti sotto sequestro da oltre tre anni.

    ———————————————

    Allarme incendi, a Pula le fiamme minacciano le case. Rogo anche a Macchiareddu: http://www.sardiniapost.it/cronaca/mattinata-dincendi-a-pula-le-fiamme-minacciano-le-case/

  50. settembre 21, 2015 alle 9:35 pm

    A.N.S.A., 21 settembre 2015
    Incendio in pineta Alghero: dolo accertato, inneschi in camping.
    Sindaco Alghero, danni per almeno 2 milioni di euro: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/09/20/rogo-devasta-area-protetta-alghero_14b22a29-454f-4882-a867-3c51d8db7279.html

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