Il campo nomadi di Fertilia chiude, finalmente.


Il campo nomadi spontaneo presso Fertilia chiuderà entro il 26 agosto 2013. Finalmente.

Un esposto risparmiato per le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra, che nei giorni scorsi avevano iniziato a ricevere segnalazioni da parte di residenti del borgo giuliano esasperati da anni e anni di incendi, fumi pestilenziali, rifiuti e quant’altro rende la vita quotidiana molto poco piacevole e spinge verso posizioni tanto lontane dalla solidarietà e sempre più vicine al razzismo.

Posizioni che nascono spesso e volentieri dall’ignavia pluriennale delle amministrazioni pubbliche competenti, che evitano accuratamente di affrontare il problema.

A Cagliari abbiamo visto che cosa è accaduto e com’è andata a finire: anni di incendi e diossina, sprechi di ingenti fondi pubblici, aree inquinate, vita indegna per gli occupanti del campo. Fino all’intervento della magistratura, dopo richieste ecologiste e dei residenti, e una nuova Amministrazione comunale che ha avviato un processo di integrazione dei rom nella realtà sociale locale.

L’Amministrazione comunale di Alghero ora cerca una sistemazione alternativa in appartamenti in città e nell’agro: non sarà facile, ma è l’unica strada possibile per iniziare un cammino lungo e accidentato verso l’integrazione.

E male non farebbe, comunque, qualche parola di autocritica da parte di chi ha affumicato i propri vicini per lunghi anni.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

da L’Unione Sarda, 13 agosto 2013

Alghero. Il sindaco Lubrano chiede fondi alla Regione per trovare gli alloggi. I Rom nelle case del centro. Chiude il campo nomadi, ed esplode la polemica. Caterina Fiori

ALGHERO. Appartamenti di città, al centro o in periferia, anche nelle borgate limitrofe. Se necessario anche case di campagna: la ricerca è a largo raggio e il tempo stringe. Serve un tetto per i duecento Rom che, entro e non oltre il 26 agosto, dovranno sgomberare il campo dell’Arenosu per via di una ordinanza emanata lo scorso maggio.

PIOMBO E DIOSSINE. Quei terreni sono inquinati da piombo e diossine, una situazione ambientale e sanitaria incompatibile con la presenza di una comunità di residenti e ancora più pericolosa per i bambini. Il Consiglio comunale nel corso dell’ultima seduta ha bocciato l’idea di realizzare un’altra baraccopoli, per la quale, tra l’altro, sarebbero stati stanziati appena 400 mila euro, optando invece per una soluzione di vera integrazione: reperire degli alloggi da affittare alle famiglie nomadi che saranno così dislocate nel territorio. L’ordine del giorno era stato presentato da tutti i capigruppo di maggioranza, prima firmataria Rosa Accardo di Alguerosa.

CACCIA AI FINANZIAMENTI. Il sindaco Stefano Lubrano si è dunque messo in moto per cercare i finanziamenti necessari, seguendo l’esempio di Cagliari che, circa un anno fa, si era ritrovata nella stessa situazione di emergenza. Il problema è che siamo nel mese di agosto, i canoni di affitto sono quelli da città turistica e mancano meno di due settimane allo sfollamento della pineta alle porte di Fertilia.

CASE DA AFFITTARE. «Stiamo cercando delle soluzioni anche temporanee – spiega il primo cittadino – se dovesse servire verificheremo la possibilità di prorogare lo sgombero di una decina di giorni, d’intesa con la Prefettura e gli altri enti preposti. Andiamo avanti con la ricerca degli alloggi – insiste il sindaco – anche perché per un nuovo campo di sosta servirebbe almeno un milione di euro». L’assessore all’Urbanistica e Edilizia privata Massimo Canu conferma che verrà data la priorità alle famiglie numerose. «Serve un finanziamento ad hoc che abbiamo già chiesto in Regione – dice – il nostro obiettivo è reperire appartamenti in città o case con giardino nei quartieri periferici». Il contratto di locazione sarà tra il proprietario e la famiglia Rom, la quale, ovviamente, dovrà provvedere anche alle utenze domestiche. Il Comune interverrà con un contributo iniziale, sempre che da Cagliari arrivino i fondi necessari.

GLI IMMOBILI DI LAORE. «Stiamo chiedendo anche a soggetti istituzionali, come l’agenzia Laore – conclude Lubrano – che possiede diverse unità immobiliari. Proprio in questi giorni siamo impegnati nel fare una mappatura dei beni, in modo da individuare quelli che meglio di altri fanno al caso nostro».

 

  1. agosto 14, 2013 alle 3:09 pm

    da Casteddu online, 14 agosto 2013
    Chiude il campo rom di Fertilia: nuove sistemazioni dei nomadi ad Alghero: http://www.castedduonline.it/chiude-campo-rom-fertilia-nuove-sistemazioni-nomadi-ad-alghero

  2. agosto 18, 2013 alle 10:43 am

    da La Nuova Sardegna, 18 agosto 2013
    Rom, lo sgombero slitta al 16 settembre. Ordinanza del sindaco prorogata di venti giorni. Intanto sembra sfumare l’ipotesi di una nuova area sosta all’Arenosu. (Gianni Olandi)

    ALGHERO. La patata dello sgombero del campo rom dall’Arenosu – come prevede una ordinanza adottata dal sindaco Stefano Lubrano che dovrà essere eseguita il prossimo 26 agosto – diventerà probabilmente ancora più bollente. È praticamente impossibile per quella data procedere alla sistemazione in altro impianto dei circa 200 nomadi che vivono nella pineta a ridosso dello stagno del Calich. Il provvedimento potrà fruire di una proroga fino al 16 settembre, sembrerebbe per alcuni mancati adempimenti nelle procedure di notifica, che consentiranno di disporre di un ulteriore spazio temporale. Una ventina di giorni che saranno indubbiamente utili alla amministrazione che avrebbe adottato per la soluzione del problema una strategia diversa da quella prevista inizialmente, che era la realizzazione di un nuovo campo. Tra l’altro sullo stesso argomento tutti i capigruppo della maggioranza del centro sinistra in consiglio comunale hanno chiesto che venga adottata la strategia messa in campo dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda: sistemare le famiglie rom in abitazioni normali, toglierle dal ghetto e avviare quindi un serio progetto di integrazione. Gli apparati comunali sono impegnati nella ricerca di alloggi da destinare a questo scopo, sarebbero disponibili fondi per circa centomila euro, e altre risorse saranno sollecitate alla Regione che, nel caso di Cagliari, ha elargito al Comune capoluogo 300mila euro. Lo sgombero del campo rom dell’Arenosu è ormai un atto dovuto dopo le conclusioni cui è giunta la perizia redatta dall’ingegner Graziano Mura, secondo la quale in quell’area «esiste una situazione ambientale incompatibile con la presenza di una comunità umana di residenti». Superfluo chiedersi come quell’area sia diventata una bomba ecologica e soprattutto chi l’abbia fatta diventare così. Gli studi commissionati dalla Agenzia Laore, proprietaria dei terreni, riferiscono della presenza di diossine, Pcb, stagno, piombo e zinco in misura tale da determinare situazioni di pericolo per la salute degli adulti ma in misura più preoccupante e grave per i bambini. A parte quindi il danno ambientale provocato, che risulta di proporzioni incalcolabili, l’atto dovuto di oggi è quello di togliere le 150 persone circa, il numero non è mai certo, da una situazione di palese pericolo per la loro salute. La soluzione in corso è quindi quella di reperire alloggi da affittare, riqualificare stabili di proprietà comunale o della stessa Laore da destinare a casa di civile abitazione, e quindi affrontare quella che è ormai diventata una emergenza ambientale e sanitaria. L’area dell’Arenosu dovrà essere evidentemente bonificata ma questa è un’altra partita, la vera emergenza sono oggi le persone che vi abitano. La strategia adottata dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda appare quella più percorribile e non solo sul piano pratico per l’eliminazione di situazioni di degrado che non dovevano nascere e soprattutto consolidarsi per decenni come è avvenuto per l’Arenosu di Alghero . Ma soprattutto perché individua un percorso di integrazione che è l’unico vero obiettivo sul piano sociale che una amministrazione pubblica deve guardare, anche a costo di investire importanti risorse finanziarie e affrontare così alla radice il problema. Si tratta comunque di una operazione complessa, anche spigolosa per le inevitabili reazioni che si potranno determinare, non priva di rischi e conseguenze. Il reperimento degli alloggi è in atto e la proroga dell’esecuzione dell’ordinanza consentirà di avviare materialmente la graduale sistemazione e trasferimento delle famiglie rom nei loro nuovi alloggi. Il Comune sarà evidentemente garante in solido nei confronti dei proprietari di appartamenti che acconsentiranno a stipulare contratti di locazione per destinare i locali ai nomadi. Vista la laboriosità dell’intera operazione è possibile che anche la data del 16 di settembre , alla quale si giunge con la deroga all’ordinanza del 26 agosto, non sarà sufficiente per liberare completamente l’Arenosu dai residenti. Ma la partita è comunque cominciata e rappresenta in ogni caso anche un atto di coraggio politico e amministrativo per la complessità del problema.

  3. agosto 20, 2013 alle 2:58 pm

    da La Nuova Sardegna, 20 agosto 2013
    Sgombero del campo rom, per Fertilia un atto dovuto.
    La comunità giuliana rivendica la capacità di accoglienza nei confronti di tutti «Vogliamo che nell’integrazione dei nomadi venga coinvolta l’intera città». Necessario uno studio sui tumori. (Pinuccio Saba)

    ALGHERO. I problemi, anzi il problema della presenza del campo rom a due passi dalla borgata di Fertilia è quello relativo ai fumi, alle esalazioni provocate dai fuochi accesi per sperare i metalli dalle materie plastiche o semplicemente per eliminare la spazzatura. Roghi che producono sostanze pericolose, soprattutto diossine. Fumi che i fertiliani hanni respirato per anni. «Credo che sia giusto che l’Asl prenda in considerazione l’ipotesi di uno screening dei residenti a Fertilia – sostiene Luciano Solinas –.Una ricerca sull’incidenza della malattie neoplastiche o alle vie respiratorie collegate ai fumi che provenivano dal campo. È stato fatto in altre realtà, soprattutto industriali, si può fare anche a Fertilia dove gli abitanti non superano le 1500 unità». Per Solinas è inoltre necessario che durante le giornate necessarie per lo sgombero del campo, venga rafforzata la sorveglianza per evitare «l’insorgere di nuovi roghi, sia di natura dolosa sia di natura accidentale».

    ALGHERO. «Per Fertilia una liberazione dalla presenza dei nomadi? No, è una liberazione da un campo abusivo, fonte di continui problemi che solo adesso, dopo quasi trent’anni,si tenta di risolvere». Luciano Solinas, presidente del Comitato di quartiere di Fertilia, non si nasconde dietro un dito e anzi rivendica la capacità di accoglienza dei fertiliani. «Fa parte del nostro “dna” – sottolinea –: Fertilia ha accolto prima i ferraresi, poi esuli dalmati e istriani, e ancora eriteri e libici. Per questa ragione, per le nostre origini e la nostra cultura non abbiano mai avuto problemi con i residenti del campo rom. Anche se non sono mancate le tensioni». Luciano Solinas condivide pienamente la linea adottata dal Comune che, a partire dal prossimo 16 settembre, inizierà far sgomberare il campo e trasferire le prime famiglie in alloggi reperiti in città. Anche se non mancano le polemiche. «Che, a mio avviso, sono pretestuose – sottolinea il presidente del comitato di quartiere –: prima di tutto va detto che non si possono costruire altri campi e che l’Unione Europea pagherà i costi per l’integrazione delle famiglie nomadi. L’Ue ha stanziato ingenti risorse per l’integrazione dei 12 milioni di rom che vivono in Europa, risorse “blindate”, che non possono essere dirottate su altri capitoli di spesa. Gli enti locali possono chiedere quei finanziamenti solo per questa finalità, altrimenti quei soldi restano a Bruxelles. Secondo la Comunità Europea il problema dei nomadi si risolve solo con la loro integrazione. A partire dalla casa, ma anche con l’istruzione e l’occupazione». Discorsi che tutti i politici algheresi non hanno mai voluto fare «perché significava perdere voti – aggiunge Solinas – eppoi perché quello dei rom era un problema di Fertilia e non di Alghero». Lo smantellamento del campo nomadi, consentirà al comune di risparmiare 260 mila euro l’anno («a tanto ammonta la bolletta dell’acqua per il 2012», spiega il sindaco in un comunicato), fondi che vanno ad aggiungersi a quelli risparmiati dalla ventilata costruzione di un nuovo campo. «A parte il fatto che non si poteva fare – sottolinea Solinas –, i cittadini-contribuenti avrebbero dovuto pagare per l’acquisizione dell’area e per il collegamento alla rete idrico-fognaria, una condotta lunga un chilometro dotata di un impianto di sollevamento. Costi che sarebbero ricaduti sull’intera collettività algherese. E che invece saranno a carico della Comunità Europea, magari anticipati dalla Regione come è accaduto per il comune di Cagliari».

  4. agosto 20, 2013 alle 8:13 pm

    da Sassari Notizie, 20 agosto 2013
    Campo nomadi di Alghero. Lubrano: “Dette troppe bugie”: http://www.sassarinotizie.com/articolo-18974-campo_nomadi_di_alghero_lubrano__dette_troppe_bugie_.aspx

    • agosto 21, 2013 alle 2:52 pm

      da La Nuova Sardegna, 21 agosto 2013
      «Rom, neanche 1 euro tolto ai cittadini». Lo sgombero dell’Arenosu, il sindaco spiega come saranno pagati gli affitti: «Fondi Ue vincolati a progetti di inclusione». (Luigi Soriga)

      ALGHERO. Chiedere a una città di accogliere un campo rom a braccia aperte è uno di quei grattacapi che ogni sindaco si risparmierebbe volentieri. Tasto delicatissimo quello dell’integrazione, perché fa vibrare corde estremamente sensibili, come il pregiudizio e il timore per l’ordine sociale. A Stefano Lubrano, dopo essere rimasta 30 anni ben salda sopra svariate amministrazioni, la tegola è precipitata sulla testa di punto in bianco. Segnalazione, l’Arpas ha fatto un sopralluogo, ha verificato l’inquinamento dell’area ai margini di Fertilia (di proprietà di Laore), ha informato la magistratura, e così una situazione di pericolo per la salute pubblica tollerata da anni, è stata improvvisamente certificata. Non solo non si poteva più chiudere un occhio, ma sul campo rom di Arenosu bisognava aprirli bene tutti e due. Insomma, Stefano Lubrano il 6 maggio ha dovuto emettere un’ordinanza di sgombero, entro 90 giorni avrebbe dovuto trovare una soluzione rapida e indolore, poi i termini sono slittati al 16 settembre e un’altra proroga adesso è nell’aria. Su una superficie così sdrucciolevole, l’amministrazione si deve muovere sulle punte e a piccoli passi. Ieri sera il sindaco ha fatto una visita al campo dell’Arenosu per tastare il terreno. Più che la verifica dell’inquinamento, cioè dell’intruglio di piombo e diossine nel quale sguazzano da decenni frotte di bambini, al primo cittadino interessava sondare gli umori dei capofamiglia. E vedere se l’ipotesi dell’accoglienza dei rom all’interno degli alloggi, sul modello di Cagliari, avrebbe riscontrato consensi. Per quanto riguarda i nomadi, niente in contrario per un tetto sotto il quale abitare, il cui affitto verrà pagato con fondi pubblici. La difficoltà maggiore sarà far digerire a molti algheresi questa prospettiva di convivenza. È una partita che Lubrano deve giocare con grande attenzione. «La cosa fondamentale – spiega il sindaco – è mantenere l’assoluta chiarezza. Innanzitutto bisogna che i cittadini capiscano che le risorse non le metterà il Comune. I soldi per gli affitti delle case, insomma, non verranno sottratti agli algheresi. Sono canali di finanziamento che provengono dalla Comunità Europea, finalizzati esclusivamente a promuovere azioni di inclusione di comunità come quelle dei rom». In pratica quei soldi o li prendi al volo da Bruxelles e li utilizzi in favore dei rom, oppure scivoleranno sotto il naso e li acciufferà qualche altro Comune. Ma mettere d’accordo locatore e inquilino, sarà difficile. L’opposizione, su questo aspetto, è piuttosto scettica: «Siamo sicuri che i proprietari di casa siano disposti a stipulare un contratto di affitto sottoscritto con i capofamiglia? – chiede Alberto Zanetti (Riformatori) – È molto probabile che ci sia bisogno di un garante, e potrà farlo solo il Comune. Allo sgombero manca meno di un mese, ma non mi sembra che l’amministrazione abbia le idee chiare». Il sindaco intende studiare una soluzione coinvolgendo anche la Caritas (così come è accaduto a Cagliari) e le altre associazioni di volontariato. E per quanto riguarda la probabile proroga dello sgombero, anche questo provvedimento sarà deciso in accordo con la Procura e la Prefettura. Infatti non si può sfrattare una comunità di 120 persone senza avere un’ipotesi logistica concreta e soprattutto la certezza delle risorse disponibili. «Dalla Regione – si lamenta il sindaco – nonostante le nostre sollecitazioni, ancora non abbiamo ottenuto risposte. Senza le dovute garanzie noi non possiamo andare avanti». Insomma il progetto sgombero-integrazione è ancora in alto mare. C’è un’idea di massima, ma nulla di concreto e il riferimento resta sempre la soluzione adottata dal sindaco di Cagliari Zedda: «Lì i vari componenti della comunità rom sono stati accolti in alloggi ubicati nei comuni limitrofi. Le condizioni che la Comunità Europea pone per erogare i 300mila euro richiesti, sono la residenza stabile, la possibilità di accedere all’istruzione per i bambini e la possibilità di trovare un’occupazione per i loro genitori. Niente impone che le case siano individuate all’interno del tessuto urbano, e men che meno al centro storico così come paventato da qualcuno. Ed è una grande fesseria quella delle villette con giardino concesse in gentile omaggio ai rom». «La volontà del Comune – conclude Lubrano – è solo quella di risolvere nel migliore dei modi una situazione di inquinamento e degrado intollerabile che si trascina da decenni, senza creare altri scenari di ghetto ed emarginazione. L’idea degli alloggi è l’unica sostenuta dalla Ue, la sola che può ricevere sostegno economico ed è anche la più civile e moderna».

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      Le ipotesi. Dai tre mini campi agli appartamenti.

      La prima ipotesi è stata la realizzazione di un nuovo campo nomadi attrezzato per ospitare la comunità rom in maniera definitiva. Questo progetto non si è mai realizzato e l’amministrazione comunale per due volte, nel 2000 e nel 2003, ha perso i finanziamenti. Per creare un nuovo campo rom al momento non basterebbero 500mila euro, risorse che l’amministrazione comunale non ha a disposizione. La seconda ipotesi era più orientata verso l’integrazione e riguardava la creazione di 3 mini campi nomadi. Soluzione molto onerosa e complicata, è stata subito accantonata. Terza e ultima ipotesi, per ora, l’accoglienza in alloggi in affitto.

  5. agosto 22, 2013 alle 3:03 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 agosto 2013
    ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE. Deliperi: «Alloggi per i rom unica soluzione possibile».

    ALGHERO. «Il campo nomadi dell’Arenosu chiuderà presto, e anche se il termine slitterà al 16 settembre, chiuderà. Finalmente». A gioire, oltre a moltissimi abitanti di Fertilia, sono gli attivisti del Gruppo d’intervento giuridico onlus e Amici della Terra. «Si tratta per noi – dice il portavoce delle associazione ecologiste Stefano Deliperi – di un esposto risparmiato, considerato che nei giorni scorsi avevano iniziato a ricevere segnalazioni da parte di residenti del borgo giuliano esasperati da anni e anni di incendi, fumi pestilenziali, rifiuti e quant’altro rende la vita quotidiana molto poco piacevole e spinge verso posizioni tanto lontane dalla solidarietà e sempre più vicine al razzismo. Posizioni – continua Deliperi – che nascono spesso e volentieri dall’ignavia pluriennale delle amministrazioni pubbliche competenti, le quali evitano accuratamente di affrontare il problema». Deliperi, parla poi dell’esperienza già affrontata nel capoluogo regionale. «A Cagliari – dice – abbiamo visto che cosa è accaduto e com’è andata a finire: anni di incendi e diossina, sprechi di ingenti fondi pubblici, aree inquinate, vita indegna per gli occupanti del campo. Fino all’intervento della magistratura, dopo richieste ecologiste e dei residenti, e una nuova amministrazione comunale che ha avviato un processo di integrazione dei rom nella realtà sociale locale. Il Comune di Alghero – conclude l’ecologista – ora cerca una sistemazione alternativa in appartamenti in città e nell’agro: non sarà facile, ma è l’unica strada possibile per iniziare un cammino lungo e accidentato verso l’integrazione, sostenuto anche da fondi comunitari. E male non farebbe, comunque, qualche parola di autocritica da parte di chi ha affumicato i propri vicini per lunghi anni».

  6. agosto 23, 2013 alle 2:48 pm

    da la Nuova Sardegna, 23 agosto 2013
    VERSO LO SGOMBERO. «Persi 400mila euro per il nuovo campo rom». Opposizione all’attacco del sindaco: basta con la solita lamentela della Regione matrigna.

    ALGHERO. «Un’emergenza come quella dello sgombero del campo rom dell’Arenosu deve essere affrontata con atti concreti piuttosto che con le amene passerelle e i comunicati stampa che si inseriscono nella strategia comunicativa barbara dell’amministrazione: il sindaco deve smetterla con le polemiche e con i tentativi maldestri di scaricare la patata bollente su altre amministrazioni, locali e regionali». Ora sull’annosa questione del campo nomadi interviene l’opposizione, che avverte: «L’avere interrotto il procedimento avviato dalla precedente giunta, dotato di 556mila euro, per la realizzazione del nuovo campo ha comportato un definanziamento di 406mila euro. Nel 2011 – continuano dal centrodestra – era stata individuata una nuova area, era stato predisposto un progetto interno e avviato il procedimento per il cambio di destinazione urbanistica. La realizzazione del nuovo campo avrebbe consentito una pausa di riflessione di 3-4 anni per avviare veri progetti di integrazione. Ma la scelta di Lubrano, pur legittima sotto il profilo politico, diventa una non scelta perché non è stata sostituita con un’altra manifestazione di volontà alternativa chiara e ben definita sotto il profilo tecnico, amministrativo e cronologico». L’opposizione critica anche l’ordinanza di sgombero. «È s priva dei requisiti minimi imposti dalle linee guida sugli sgomberi forzati dell’Onu. Deficienze, peraltro, sottolineate dalla sinistra algherese con un ordine del giorno che suona come un pesante atto di censura contro il sindaco. Nel frattempo Lubrano, dopo aver perso 406mila euro ha iniziato la tiritera della Regione matrigna, tentando di scaricare anche su essa le responsabilità del suo incedere amministrativo balbuziente e titubante, ammantato di paroloni quali integrazione e solidarietà. Spalmare i campi nomadi nei quartieri o alloggiare i nuclei familiari rom in abitazioni prese in locazione sono le principali soluzioni proposte, mMa non si comprende chi finanzierà l’operazione e con quali fondi».

  7. settembre 5, 2013 alle 5:12 pm

    da Alguer.it, 5 settembre 2013
    Si tratta dell´ennesimo incendio nello spazio dell´Arenosu, su cui pende un ordine di sgombero che verrà attuato il prossimo 15 settembre.
    Incendio nel campo rom dell´Arenosu: http://notizie.alguer.it/n?id=61977

  8. settembre 7, 2013 alle 1:43 pm

    hanno ragione da vendere.

    da La Nuova Sardegna, 7 settembre 2013
    «Basta roghi, vogliamo guardie giurate». Dopo le fiamme nell’insediamento rom molti abitanti di Fertilia chiedono il controllo dell’area sosta sino allo sgombero.
    CAMPO NOMADI»ENNESIMO INCENDIO NELLA NOTTE.
    LUCIANO SOLINAS. La situazione è diventata intollerabile per la salute di tutti. A mio avviso serve una postazione fissa con vigilantes o barracelli. (Andrea Massidda)

    ALGHERO. Fiamme, caldo soffocante, fumo denso e un’insopportabile puzza di rifuti bruciati. Una scena vista e rivista, nella pineta dell’Arenosu. E che si è puntualmente ripetuta mercoledì scorso all’imbrunire, quando i vigili del fuoco del distaccamento di via Napoli e gli agenti della Forestale sono dovuti intervenire in forze per domare l’ennesimo incendio divampato nel campo nomadi all’ingresso di Fertilia. Trovandosi davanti alla solita discarica a cielo aperto. La stessa che – com’è noto – considerata la situazione di elevata tossicità riscontrata nel suolo, ha portato le istituzioni a emettere l’ordinanza di sgombero che sarà eseguita il prossimo 16 settembre. In quest’ultima occasione, per fortuna, il vento di grecale ha impedito ai fumi nauseanti di invadere come nei precedenti episodi il centro abitato, risparmiando per una volta gli abitanti della borgata l’inalazione di sostanze nocive come plastica, oli, materiale metallico e spazzatura. Vigilantes. Tuttavia a sentire la comunità giuliana, da anni sull’orlo di una crisi di nervi, la sopportazione sembra ormai totalmente esaurita. Al punto che in tanti chiedono che – almeno in attesa del trasferimento in programma – venga istituita una vigilanza fissa sull’area. A sostenere questa istanza, anche se specifica di parlare soltanto a titolo personale, c’è pure Luciano Solinas, presidente del Comitato di quartiere. «Francamente non se ne può più – si sfoga -, e non lo dico soltanto per tutelare la salute degli abitanti di Fertilia. Basti pensare che proprio mercoledì notte una donna rom con sette figli ha dovuto abbandonare la sua baracca perché il fumo stava intossicando i bambini. Alla riunione del Comitato ho fatto presente la mia posizione: è necessario che sino al momento in cui sarà trasferita l’ultima famiglia la zona venga controllata giorno e notte da guardie giurate o dalla compagnia barracellare, cui andrebbe consegnata una postazione fissa. In questo modo, se si dovessero verificare altri incendi, l’allarme scatterebbe immediatamente». Sgombero. Solinas tocca naturalmente anche la questione dello sgombero, previsto in teoria tra nove giorni esatti. Ma sono in pochi a credere che l’amministrazione comunale riesca in così poco tempo a trovare una soluzione alternativa per le tante famiglie nomadi che attualmente risiedono nella baraccopoli dell’Arenosu. «Vediamo che cosa succederà – conclude -, per quanto mi riguarda se la comunità rom si trattiene ancora per due o tre mesi non cambia nulla. Ma certi roghi non devono più ripetersi».

  9. settembre 17, 2013 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 17 settembre 2013
    QUESTIONE NOMADI » SOLUZIONI SOTTO ESAME. Campo rom, lo sgombero slitta ancora. Pronta la nuova ordinanza: stamattina in programma un incontro tra il sindaco Stefano Lubrano e il prefetto Tore Mulas.
    STEFANO LUBRANO. È una vicenda complessa da affrontare senza esitare, ma anche con l’importante ausilio operativo dell’assessore regionale alla Sanitià. (Gianni Olandi)

    ALGHERO. Ieri scadevano i termini per rendere esecutiva l’ordinanza di sgombero del campo nomadi dell’Arenosu, provvedimento adottato dal sindaco Stefano Lubrano e reso necessario in seguito a specifici accertamenti svolti dalla agenzia regionale Laore, i cui contenuti riferiscono, in termini inequivocabili che « la situazione ambientale e sanitaria dell’area è incompatribile con la presenza umana di una comunità di residenti». Ma il provvedimento non è stato eseguito e ne lo sarà a breve, perché la complessità del trasferimento delle famiglie rom e i problemi legati alla individuazione degli alloggi dove trovare adeguata sistemazione, hanno dilatato i tempi e reso quindi problematico il rispetto del termini dell’ordinanza. Si pone quindi l’esigenza di prorogare il provvedimento: la nuova ordinanza sarebbe già pronta, ma il sindaco Stefano Lubrano prima di assumerla vuole incontrare i responsabili istituzionali. Stamane sarà infatti dal prefetto di Sassari e un incontro è previsto anche con l’assessorato regionale alla Sanità. «Stiamo rimuovendo una situazione ultraventennale – sostiene il sindaco – ed è ragionevole che un provvedimento così complesso e articolato venga affrontato anche sul piano operativo con i tempi necessari». A determinare il carattere d’urgenza dell’operazione contribuisce indubbiamente il fatto che, come riferiscono gli accertamenti svolti dai tecnici e agli atti dei diversi soggetti coinvolti, siamo in presenza di una vera e propria emergenza sanitaria che va affrontata sul piano operativo con assoluta urgenza. Non va dimenticato infatti che nel campo Roma dell’Arenosu vivono 120 persone, molte delle quali bambini in tenera età. Lubrano incontrerà a breve anche i dirigenti dell’assessorato regionale alla Sanità per affrontare nel merito alcuni aspetti sempre legati allo sgombero dei rom e ai successivi interventi da affrontare per la bonifica dell’area, divenuta ormai una bomba ecologica. La questione non dovrebbe costituire motivo di polemica politica: sulla Riviera basta poco per accendere i fuochi, visto che l’attuale situazione si è creata in circa un quarto di secolo, quindi con responsabilità politiche di ogni colore. I tempi della nuova ordinanza in proroga a quella scaduta ieri ancora non sono stati resi noti, probabilmente l’amministrazione algherese attende di valutare gli esiti degli incontri con il prefetto di Sassari e l’assessorato regionale alla Sanità. Da ricordare infine che si pongono problemi anche di ordine finanziario, per la sistemazione dei nomadi negli alloggi che saranno reperiti e per l’avvio dell’imponente bonifica che sarà necessario adottare.

  10. settembre 19, 2013 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 19 settembre 2013
    Campo rom, attacco alla Regione. Il sindaco al prefetto: «Situazione di stallo senza questo interlocutore». (Gianni Olandi)

    ALGHERO. Il sindaco Stefano Lubrano ha incontrato a Sassari il prefetto Salvatore Mulas per un confronto sulla questione del trasferimento del campo Rom dall’Arenosu a Fertilia, la cui ordinanza di sgombero scadeva il 16 settembre. Il primo cittadino era accompagnato dall’assessore ai Servizi sociali Romina Caula e dal dirigente del settore Gian Salvo Mulas. All’incontro hanno partecipato il questore, il comandante provinciale dei carabinieri e il comandante provinciale della Guardia di finanza. La riunione, secondo una nota diffusa dal Comune, è stata convocata dal prefetto su sollecitazione del sindaco a seguito della inadempienza della Regione alle richieste avanzate dal Comune in relazione alla erogazione dei fondi necessari per procedere al trasferimento della comunità Rom. L’amministrazione algherese ha infatti deciso di procedere allo sgombero attraverso la sistemazione graduale delle diverse famiglie nomadi in alloggi abitabili. Una scelta analoga a quella praticata dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Ma per raggiungere tale scopo è necessario disporre delle risorse necessarie ed è proprio su quest’ultimo particolare, non secondario, che la Regione, secondo il sindaco Lubrano, risulta inadempiente. La nota del Comune aggiunge poi che «l’assenza di un interlocutore fondamentale come la Regione alla riunione con il Prefetto ha determinato una situazione di stallo che incide sui termini dello sgombero». A questo proposito saranno resi noti a breve i termini della nuova ordinanza di sgombero del campo.

  11. settembre 25, 2013 alle 2:44 pm

    da La Nuova Sardegna, 25 settembre 2013
    CAMPO NOMADI. Notificata ai rom l’ordinanza: sgombero entro quattro mesi.

    ALGHERO. Entro e non oltre 120 giorni a partire da venerdì scorso si dovrà procedere allo sgombero del campo nomadi dell’Arenosu. Lo dice un’ordinanza firmata dal sindaco Stefano Lubrano, dal comandante dei vigili urbani (nonché dirigente del Servizio Ambiente del Comune) Guido Calzia e dal dirigente dei Servizi sociali Giovanni Mulas. Il provvedimento è stato notificato ieri mattina alle famiglie rom dai carabinieri della compagnia cittadina e dagli agenti della polizia municipale. Nel documento viene evidenziato che «le politiche di inclusione sociale che l’amministrazione sta mettendo in atto e le correlate progettualità attuative non possono transitare attraverso l’idea della realizzazione di un nuovo campo e l’individuazione di percorsi alternativi deve essere strumentale al lungo periodo, evitando quanto più possibile a soluzioni tampone». Tradotto dal burocratese, sembra di capire che si va verso la sistemazione delle famiglie in abitazioni. Anche perché, come si legge sempre nell’ordinanza, «la Regione ritiene inopportuna la proposta di realizzare mini campi in ambito urbano». (a.m.)

  12. gennaio 9, 2014 alle 5:09 pm

    e gli incendi continuano…

    da La Nuova Sardegna, 9 gennaio 2014
    Arenosu. Ennesimo incendio nel campo rom.

    ALGHERO. Ieri pomeriggio l’ennesimo incendio nel campo nomadi dell’Arenosu. I vigili del fuoco del distaccamento di via Napoli sono dovuti intervenire per ben due volte per spegnere le fiamme. Il primo interveto alle 18. Una roulotte era avvolta dal fuoco. Nessun pericolo per le persone, dal momento che all’interno non c’era alcuno. Dopo oltre un’ora i vigili sono rientrati alla base. Ma alle 20,20 hanno ricevuto una seconda chiamata. Sempre nel campo rom si era innescato un secondo rogo. Questa volta stava bruciando un cumulo di immondizia. E dal momento che si tratta molto probabilmente anche di rifiuti speciali, gli abitanti della zona si sono allarmati.

  13. gennaio 18, 2014 alle 2:04 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2014
    ARENOSU » VERTICE IN PREFETTURA. Campo rom: non ci sono soluzioni.
    Confermata l’ordinanza di sgombero tra una settimana, ma le forze dell’ordine difficilmente la eseguiranno. (Luigi Soriga)

    ALGHERO. Non c’è riuscita una sfilza di sindaci, difficilmente un commissario straordinario può estrarre dal cilindro la soluzione per il campo rom. Quello di Arenosu si conferma ancora una volta un ginepraio inestricabile: comunque lo si affronta non esiste via d’uscita. La conferma arriva anche dall’incontro di ieri mattina tra Antonio Michele Scano e il prefetto Salvatore Mulas, al quale per il momento passa la patata bollente. Infatti non ci sono più le condizioni di emergenza per giustificare una ulteriore proroga all’ordinanza di sgombero del campo nomadi. Era stata notificata ai rom il 9 maggio scorso, imponeva un limite di 90 giorni, fatto slittare il 20 settembre per altri 120 giorni. Adesso il 24 gennaio il termine scade, e diventa esecutiva l’ordinanza. Questo da un punto di vista formale: perché prendersi la responsabilità di portare a termine lo sgombero sarà un altro paio di maniche. Infatti non esiste una sola prospettiva di soluzione all’orizzonte e il Comune attualmente non è in grado di trovare una sistemazione immediata per i 52 rom che abitano a Fertilia. Tra i quali ci sono anche una ventina di bambini che frequentano la scuola dell’obbligo: un trasferimento coatto potrebbe significare per molti di loro l’impossibilità di godere del diritto dell’istruzione. L’amministrazione non ha i mezzi per ospitare provvisoriamente le famiglie nomadi. L’unica risorsa disponibile e spendibile nell’immediato sono i 100mila euro che la Regione ha erogato per lavori di manutenzione nei campi sosta. Troppo pochi anche solo per ipotizzare una ridefinizione del problema. Si è parlato anche di 500mila euro stanziati oltre dieci anni fa dalla Regione e mai spesi. Purtroppo si tratta di una somma assolutamente virtuale, sulla quale non esiste alcuna certezza. Più volte il Comune ha chiesto garanzie sul finanziamento, ma non ha mai ottenuto risposte. In ogni modo sarebbero soldi da destinare in conto capitale e non in spesa corrente. Tradotto: se mai fossero disponibili si potrebbero spendere per realizzare un altro campo di accoglienza, dopo aver trovato un terreno, predisposto un progetto, ottenuto l’approvazione e via dicendo. Cioè se ne parlerebbe tra un anno. Però ora il calendario, almeno sulla carta, non fa sconti e tra una settimana le forze dell’ordine dovrebbero intervenire all’Arenosu. Le ultime relazioni dei vigili del fuoco, dopo i due roghi della scorsa settimana, mettono il dito sulla piaga. La situazione di degrado e di inquinamento ambientale c’è e va affrontata. Far finta di niente è una bella assunzione di responsabilità. Ma d’altro canto anche una diaspora forzata innescherebbe un’emergenza sociale. Comunque ti muovi, qualunque scelta, è il solito ginepraio.

    anche a Nuoro.

    Il campo rom messo sotto sequestro.
    Gli agenti del Corpo forestale hanno messo i sigilli all’area che dovrà essere liberata dai rifiuti e bonificata. (Francesco Pirisi)

    NUORO. Il campo rom di Pratosardo è sottoposto a sequestro giudiziario. Il provvedimento ieri mattina. Ad eseguirlo gli uomini del Corpo forestale, che hanno cinto l’area con il nastro bianco e rosso e appeso il foglio con il divieto per tutti di entrarvi o comunque di utilizzare il terreno. Il sito era stato lasciato libero un paio di settimane fa dai nomadi, la famiglia Seferovic, presente a Nuoro da oltre vent’anni. Sono partiti con destinazione Milano, dove vivono dei parenti. Il campo era ormai diventato invivibile, dopo l’incendio del settembre scorso (di origine dolosa) che aveva danneggiato le roulotte messe a disposizione dal Comune. Prima della partenza un nuovo rogo, questa volta per eliminare quanto non era più utilizzabile, come è anche nell’usanza dei rom quando lasciano un sito. Dell’abbandono hanno approfittato alcuni cittadini per disfarsi di rifiuti. La magistratura è corsa ai ripari anche con questo obiettivo. Il sequestro dovrebbe però costituire una condizione momentanea. L’area infatti è destinata a essere liberata da quanto è rimasto dei mezzi e delle abitazioni metalliche e bonificata, con un intervento del Comune che ne è il proprietario. «L’opera di pulizia – dice l’assessore Mario Angioi – è stata deliberata dalla giunta e appena le condizioni lo consentiranno, comprese quelle legate al provvedimento del giudice, andremo a fare i lavori». La prima necessità è di impedire che all’interno si determini un’emergenza di tipo igienico e sanitario. Così com’è stato fatto altre volte, nel lungo soggiorno nuorese del gruppo familiare originario dell’ex Jugoslavia, con ripetuti interventi da parte dell’amministrazione municipale. C’è anche la probabilità che i Seferovic possano fare ritorno in primavera a Nuoro, che è la città dove sono nati diversi di loro. Ancora l’amministratore: «Li ho sentiti prima della partenza e mi hanno comunicato la loro volontà di tornare, con molta probabilità in primavera. La destinazione del campo rimane sempre la stessa: ossia quella per l’accoglienza dei rom. Non vogliamo venire meno in nessun modo a questo impegno, anche perché nella grande famiglia ci sono diversi bambini e abbiamo il dovere di aiutarli». Un rapporto tra Comune e rom che in tutti questi anni è stato stretto e continuo. Con azione diretta proprio del settore dei Servizi sociali, che ha “distaccato” per le esigenze e la tutela degli slavi due assistenti sociali. Dentro il programma il lavoro per la frequenza dei minori nella scuola dell’obbligo e i sostegni di carattere economico con le risorse del piano per le povertà estreme. Interventi che riprenderanno se la comunità straniera deciderà di riguadagnare il territorio nuorese. «La priorità – conclude l’assessore comunale – è l’intervento di bonifica Questo anche in previsione dell’apertura delle caserme dei militari, con la necessità di rendere l’area presentabile e decorosa».

  14. gennaio 24, 2014 alle 2:48 pm

    anche a Oristano.

    da La Nuova Sardegna, 24 gennaio 2014
    Oristano, blitz della polizia locale nel campo nomadi. Trovati rifiuti di ogni genere nell’ex mattatoio occupato: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/01/23/news/oristano-blitz-della-polizia-locale-nel-campo-nomadi-1.8525522

  15. febbraio 8, 2014 alle 11:48 am

    da La Nuova Sardegna, 8 febbraio 2014
    PETIZIONE ON LINE. «Sgomberate subito il campo rom». Un gruppo di cittadini si mobilita per far eseguire l’ordinanza.

    ALGHERO. «C’è stato il tempo della comprensione e dell’accoglienza. C’è stato il tempo del dialogo, dell’educazione e del richiamo. C’è stato il tempo per le proposte ed anche quello per le soluzioni. Ora è il tempo del rispetto della legge». Questo lo slogan sicuramente d’effetto con il quale è nata una petizione popolare on-line per sollecitare il rispetto dell’ordinanza sindacale e far sgomberare le famiglie rom dal campo sosta dell’Arenosu. La petizione è firmabile on-line ed è stata attivata da un gruppo di cittadini di Fertilia e Alghero che vogliono ancora una volta tenere alta l’attenzione su una situazione irrisolta: prima l’ordinanza sindacale di sgombero che viene prorogata di quasi un anno, poi scatta l’efficacia vera e propria dell’ordinanza al quale però non segue nulla. O meglio nessuno sgombero viene eseguito. Continua perciò a non essere rispettata la legge, creando un disorientamento nella cittadinanza che si domanda: «è mai possibile che di fronte ad una situazione igienico sanitaria disastrosa, una procedura di sequestro della Procura della Repubblica per inquinamento ambientale, il cronico verificarsi di incendi di materiali pericolosi, l’accumulo di rifiuti di ogni genere e un ordinanza sindacale di sgombero coatto ad oggi non sia sia mossa una foglia nella pineta dell’Arenosu?» La petizione sta registrando ora dopo ora la sottoscrizione di tanti residenti di Fertilia e della città. Si stanno organizzando anche altre iniziative per non far calare il silenzio su quella che è ormai una vera emergenza. Scopo dell’iniziativa è anche quello di sensibilizzare ulteriormente il commissario del Comune Antonello Scano , che detiene i poteri del Consiglio e della giunta, a dare corso all’ordinanza.

  16. febbraio 21, 2014 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 21 febbraio 2014
    Il comitato “diffida” il Comune. Chiesto lo sgombero immediato dei nomadi dal campo sosta di Fertilia.

    ALGHERO. Dopo la petizione pubblica on line, partita una ventina di giorni fa che chiede al commissario Antonello Scano l’immediato rispetto dell’ordinanza di sgombero del campo Rom del maggio 2013 e divenuta esecutiva il 24 gennaio scorso, ora si registra un’altra robusta presa di posizione del Comitato di quartiere di Fertilia. È stata infatti, inviata al Comune una formale diffida affinché venga eseguito con estrema urgenza lo sgombero e messa in sicurezza dell’area occupata dalle famiglie rom. Senza mezzi termini il presidente del Comitato di quartiere Luciano Solinas esorta e diffida il commissario «nella sua veste di autorità sanitaria locale, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi e irreversibili per i cittadini, a dare immediata esecutività all’ordinanza sindacale 17 del 2 maggio del 2013, al fine di tutelare la salute dei cittadini e degli stessi occupanti l’area – in buona parte minori – bonificando l’area sopraccitata da tutti i materiali da cui possano originarsi emissioni inquinanti, con l’adozione delle migliori tecnologie disponibili, nonché ad assumere ogni misura e cautela volte ad eliminare l’inquinamento e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione». Una presa di posizione forte che mette in mora l’amministrazione comunale, ma è noto a tutti che non si può più attendere sono troppo preoccupanti i rischi per l’incolumità pubblica e l’allarme sociale è lampante alla luce dei dati oggettivi dell’inquinamento ambientale presente nell’area. «Visti i risultati delle analisi del mese di febbraio 2013 commissionate dall’Agenzia Laore – si legge nella diffida – emerge in modo ufficiale che la situazione ambientale e sanitaria dell’area studiata è incompatibile con la presenza di una comunità di residenti, e ancora più pericolosa per i bambini che ne fanno parte determinando un rischio cancerogeno non accettabile per Pcb, diossine e benzopirene ed un rischio tossico superiore a quello accettabile per il piombo e l’antimonio». La diffida è stata inoltre inviata per conoscenza al Prefetto di Sassari e alla Procura della Repubblica.

  17. marzo 1, 2014 alle 10:43 am

    anche a Olbia.

    da La Nuova Sardegna, 1 marzo 2014
    Blitz a Colcò. Rom denunciato per inquinamento.

    Denunciato per emissione in atmosfera di agenti inquinanti. I carabinieri di Olbia, avant’ieri sera, hanno beccato un cittadino bosniaco, 23 anni, pregiudicato, all’interno del campo nomadi della città mentre era intento a bruciare, senza nessuna cautela, un notevole quantitativo di cavi elettrici – di sospetta provenienza furtiva – e plastica, determinando una copiosa produzione di fumi maleodoranti che hanno ammorbato l’area tutta intorno. Per questo nei suoi confronti è scattata la denuncia per emissioni in atmosfera di agenti inquinanti, gestione di rifiuti non autorizzata e ricettazione.

  18. febbraio 1, 2015 alle 7:14 pm

    dopo 18 mesi dall’annuncio.

    da Alguer.it, 31 gennaio 2015
    Dopo anni di false promesse arriva la chiusura del ghetto rom alle porte della città di fondazione di Fertilia. «A pagare il conto delle “meline” messe in atto da varie amministrazioni soprattutto i bambini nati e vissuti in condizioni di degrado indicibili, nel silenzio e nell’indifferenza generale».
    Rom: Giuliani increduli, Fertilia esulta: http://notizie.alguer.it/n?id=84629

    ———————–

    30 gennaio 2015
    La determinazione politica della nuova amministrazione comunale chiude una brutta pagina della storia ambientale e sociale di Alghero. Sarà adesso importante proseguire realmente nel difficile progetto d’inclusione e integrazione in città.
    Un due tre…cancellata una vergogna di Alghero: http://notizie.alguer.it/n?id=84491

    __________________________

    da La Nuova Sardegna, 29 gennaio 2015
    ALGHERO. Un alloggio a tutte le famiglie rom.
    Cancellata per sempre la vergogna dell’Arenosu, mai più campi per i nomadi. La soluzione trovata grazie alla collaborazione fra Comune e associazioni. (Gianni Olandi): http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2015/01/29/news/un-alloggio-a-tutte-le-famiglie-rom-1.10755495

    —————

    30 gennaio 2015
    ALGHERO. Campo rom sgomberato, Laore già al lavoro per le bonifiche.
    L’intervento riguarderà un’area di tremila metri quadrati con la rimozione di duemila tonnellate di terra e rifiuti. (Gianni Olandi): http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2015/01/30/news/campo-rom-sgomberato-laore-gia-al-lavoro-per-le-bonifiche-1.10767745

  19. aprile 20, 2016 alle 9:43 am

    la bonifica non è stata ancora ultimata.

    da La Nuova Sardegna, 20 aprile 2016
    Fertilia, l’ex campo rom resta una discarica.
    La parte di pineta che si affaccia sul Calich non è mai stata bonificata. (Gianni Olandi): http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2016/04/20/news/fertilia-l-ex-campo-rom-resta-una-discarica-1.13330483

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