Dove sarà il sito di stoccaggio nazionale delle scorie nucleari?


scorie nucleari

scorie nucleari

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) ha pubblicato la Guida tecnica n. 29 “Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività”(qui la relazione illustrativa).

Si tratta di un insieme di requisiti fondamentali e di elementi di valutazione che devono essere tenuti in conto da parte della S.O.G.I.N. S.p.A., quale soggetto attuatore, nel processo di localizzazione del Deposito nazionale, dalla definizione della proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee sino alla individuazione del sito idoneo”.

In parole povere, si tratta dei criteri per l’individuazione del sito unico nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari, circa 90 mila metri cubi di materiale radioattivo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

scorie radioattive

scorie radioattive

*  Guida tecnica n. 29 “Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività”

relazione illustrativa

 

 

 

A.N.S.A., 5 giugno 2014

Deposito nucleare, ecco guida tecnica dell’Ispra. 15 i criteri che escludono aree, da vulcaniche a 700 m sul mare.

Passo avanti per il Deposito nazionale nucleare destinato ad accogliere circa 90mila metri cubi di rifiuti radioattivi da smaltire. Attesa dall’anno scorso, è stata pubblicata dall’Ispra la ‘Guida tecnica’ che contiene 15 criteri di esclusione delle aree su cui potrà essere costruito il deposito all’interno di un Parco tecnologico.
Nella Guida, l’Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca ambientale, che dipende dal ministero dell’Ambiente, dice no ad aree vulcaniche attive o quiescenti, a località che si trovano a 700 metri sul livello del mare o ad una distanza inferiore a 5 chilometri dalla costa; sono escluse le aree a sismicità elevata, a rischio frane o inondazioni e le ‘fasce fluviali’, dove c’è una pendenza maggiore del 10%, escluse le aree naturali protette, che non siano ad adeguata distanza dai centri abitati, quelle a distanza inferiore di un chilometro da autostrade e strade extraurbane principali e ferrovie.
A questi criteri che conducono, per esclusione, ad aree ‘potenzialmente idonee’ se ne aggiungono ulteriori 13, per uno screening ancora più stretto, nel rispetto delle rigide raccomandazioni emanate dagli organismi internazionali. In sostanza, individuate in una Carta le aree potenzialmente idonee, ci saranno successive indagini a livello regionale e valutazioni socio economiche. I dati tecnici, spiega l’Ispra, contribuiscono a definire la documentazione da allegare all’istanza per il rilascio dell’autorizzazione alla realizzazione del deposito (previsto dalla Direttiva europea 2011/70 Euratom recepita recentemente dall’Italia).
Nel febbraio scorso l’Ispra aveva concluso la consultazione con tutti i ‘centri tecnici’ dello Stato (dal Cnr all’Enea all’Istituto nazionale di fisica nucleare) e con la Sogin, la societa’ dello Stato incaricata dello smantellamento delle ex centrali e della gestione dei rifiuti radioattivi. La Sogin si candida alla costruzione del deposito e alla gestione dei rifiuti avendo un know how consolidato visto che l’Italia e’ stato fra i primi Paesi ad aver fatto decommissioning nucleare. Un vantaggio competitivo in un mercato che nei prossimi venti anni si stima valga 600 miliardi di euro.
Questa volta si punta a massima trasparenza, attenzione per l’ambiente e consultazione con tutte le parti in causa per non ripetere il caos di proteste di Scanzano Jonico, il comune della Basilicata che nel 2003 fu indicato dal Governo come deposito nazionale, salvo fare marcia indietro. Il deposito nazionale viene indicato come una esigenza per il Paese, un’infrastruttura ambientale, in grado di raccogliere per i prossimi 200-300 anni rifiuti nucleari di bassa e media intensita’, un’occasione per fare prevenzione.
Parchi nazionali ci sono in Andalusia (Spagna) e nella Champagne (Francia) – dove e’ raccolto un milione di metri cubi di rifiuti radioattivi rispetto ai nostri 90 mila distribuiti in 23 siti – mentre in Svezia l’area per il deposito se la sono addirittura contesa. Insomma, un’opportunita’ anche per la popolazione locale perche’ l’area avra’ un indennizzo, una sorta di ‘canone d’affitto’ per l’occupazione del suolo, ma anche perche’ e’ previsto un Parco tecnologico con eccellenze scientifiche.

 

Gran Bretagna, deposito scorie radioattive

Gran Bretagna, deposito scorie radioattive

(foto da mailing list ecologista, archivio GrIG)

 

  1. mara
    giugno 5, 2014 alle 9:23 pm

    Possono farlo ovunque, NON IN SARDEGNA. Abbiamo già dato.

  2. shardana
    giugno 5, 2014 alle 10:53 pm

    Non abbiamo mai smesso di dare,ci stanno rubando anche la vita.

  3. Riccardo Pusceddu
    giugno 5, 2014 alle 11:53 pm

    tra i criteri avrei messo che l’area deve trovarsi a meno di 100 metri dalla casa di quelli che il nucleare l’hanno voluto e promosso nel passato

  4. capitonegatto
    giugno 6, 2014 alle 10:29 am

    Si puo dire di no, ma non c’e’ scampo. E’ il prezzo che occorre pagare in nome della civilta’.
    Emblematica la foto del sotterramento di scorie in Gran Bretagna , coperte al max da 7 mt di terra !!! Ignobile inoltre pagare un indennizzo a chi puo correre dei rischi . Si paga la vita ??

  5. giugno 6, 2014 alle 2:50 pm

    da L’Unione Sarda, 6 giugno 2014
    Deposito di scorie nucleari, la Sardegna ora è a rischio. (Piera Serusi): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/94157_Deposito_di_scorie_nucleari_la_Sardegna_ora_.pdf

  6. giugno 8, 2014 alle 9:53 am

    pare proprio così.

    da Sardinia Post, 8 giugno 2014
    In Sardegna le scorie nucleari? Molto improbabile. Ecco perché. (Giovanni Maria Bellu): http://www.sardiniapost.it/pronto-intervento/in-sardegna-scorie-nucleari-improbabile-perche/

  7. Cathalina
    giugno 10, 2014 alle 3:32 pm

    Se le portano in Sardegna, vedrette cosa succede. Oltre che INDIGNADOS, … Vi pentirete !!!!!

  8. giugno 16, 2014 alle 3:03 pm

    da Il Manifesto Sardo, n. 171, 16 giugno 2014
    Ecco il sito per le scorie nucleari. (Stefano Deliperi): http://www.manifestosardo.org/ecco-il-sito-le-scorie-nucleari/

  9. Carlo Forte
    dicembre 9, 2014 alle 4:13 pm

    Cosa si dice Grig sui siti di stoccaggio? Non è che li piazzano a portovesme?Sempre in lotta cremone,criticato,osteggiato ma sempre in prima linea e solo

  10. Carlo Forte
    dicembre 10, 2014 alle 9:45 am

    Non capisco?!?!?!?!?!?

  11. gennaio 2, 2015 alle 11:03 pm

    A.N.S.A., 2 gennaio 2015
    Nucleare: Sardegna, ‘faremo valere nostra Autonomia’.
    Assessore Ambiente, ‘isola già penalizzata da servitù militari’. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/01/02/nucleare-sardegna-faremo-valere-nostra-autonomia_fda24e1e-a5a2-472a-a76c-1d1e70a95c26.html)

    CAGLIARI, 2 GEN – “Vigiliamo con grande attenzione su ciò che avviene a proposito del sito nazionale per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Come più volte ribadito, anche in questo caso faremo valere l’Autonomia della Sardegna, affermando il nostro potere decisionale sul territorio sardo e tenendo conto della volontà delle comunità”. Lo afferma l’assessore dell’Ambiente della Regione Sardegna, Donatella Spano, ricordando che “la Sardegna osserva da vicino e con attenzione l’iter relativo alla Carta delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) ad ospitare sul Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico di cui quest’oggi la Sogin ha consegnato la proposta ad Ispra”.
    Secondo l’esponente della Giunta Pigliaru, infatti, “la tutela dell’ambiente e della salute pubblica è considerazione prioritaria, per la quale non ammettiamo eccezioni. La Sardegna è già gravemente penalizzata dall’onere eccessivo delle servitù militari”, conclude Spano.

    __________________________________________________

    da Il Corriere della Sera, 2 gennaio 2015
    OGGI I RIFIUTI RADIOATTIVI IN ITALIA SONO DISTRIBUITI IN 23 DEPOSITI.
    Deposito scorie nucleari: consegnata mappa delle aree idonee
    Servirà per l’identificazione del sito per la sistemazione definitiva di 75 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e lo stoccaggio temporaneo di 15 mila ad alta attività: http://www.corriere.it/ambiente/15_gennaio_02/deposito-scorie-nucleari-consegnata-mappa-aree-idonee-2a86ac2c-92a8-11e4-aaf8-f7f9176948ef.shtml

    ___________________________________________________

    da L’Unione Sarda, 2 gennaio 2015
    Scorie nucleari, pronta la mappa per il deposito. La Regione: faremo valere nostra Autonomia: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2015/01/02/scorie_nucleari_pronta_la_mappa_per_il_deposito-6-402472.html

    _________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 2 gennaio 2015
    Scorie nucleari, top secret la mappa dei siti.
    Consegnato all’Ispra l’elenco delle aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito nazionale nucleare, la Regione annuncia “vigilanza serrata” perché “la Sardegna è già penalizzata dall’onere eccessivo delle servitù militari”, Cossa (Riformatori) e Cappellacci (Forza Italia) lanciano “un fronte comune contro possibili bastardate a danno dell’isola”: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2015/01/02/news/scorie-nucleari-top-secret-la-mappa-dei-siti-1.10595874

  12. Fabrizio De Andrè
    gennaio 3, 2015 alle 11:23 am

    Il fronte comune dovevate lanciarlo quando smaltivano materiale radioattivo alla portovesme srl.Dove eravate allora?

  13. Pietro
    gennaio 3, 2015 alle 10:22 pm

    Cossa,Cappellacci,Pili che grinta,dovevate tirarla fuori quando in regione mercanteggiavate la nostra pelle con le scorie.Siete andati a votare il referendum o lo avete disertato come il compagno Soru?Facile ora cavalcare la tigre

  14. Fabrizio De Andrè
    gennaio 4, 2015 alle 12:03 pm

    Leggo che dei rifiuti radioattivi da stoccare tre quarti provengono da centrali nucleari,il resto dalla ricerca,dalla medicina nucleare e dall’industria……Si dall’industria,i fumi di acciaieria che già si smaltiscono alla portovesme srl da decenni.

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