Un sindaco non del Ficus, del Pyrus.


Cagliari, Viale Trieste (da Google Street View)

L’Amministrazione comunale di Cagliari, guidata dal sindaco Paolo Truzzu, ha approvato con deliberazione Giunta comunale n. 190/2021 del 12 novembre 2021 il progetto di fattibilità tecnico economica “Riqualificazione ambientale e paesaggistica del viale Trieste“.

Per quanto concerne la rigogliosa alberata di Ficus ha queste intenzioni: “Gli interventi previsti per il verde pubblico consistono nel mantenimento della specie connotante il viale (Ficus Retusa) con razionalizzazione attuata mediante la sostituzione progressiva integrale del 50% dei Ficus Retusa con altra specie (Pyrus Chanticleer), e il rinnovamento progressivo integrale delle piante mantenute con nuovi esemplari giovani di Ficus Retusa da attuarsi entro 10 anni” (relazione generale, pag. 14).

Il Viale alberato di 233 esemplari di Ficus microcarpa (non retusa) è stato così realizzato nel 1925 (vds. Siro Vannelli, Il verde di Cagliari. Guida alle piante ed ai giardini della città, 1986).  L’anno prima (1924) la sede stradale era stata asfaltata.

Da allora cattura anidride carbonica (CO2) e altri gas serra e dona ossigeno, ombra, fresche temperature ai cagliaritani, ai turisti e a chi frequenta la Città per lavoro.

Ma questo al sindaco di Cagliari Paolo Truzzu poco importa.  

Jennifer Lopez kasteddaia

Si era reso simpatico invitando Jennifer Lopez a venire a vivere a Cagliari, si è fatto conoscere con ignobili e indimenticabili manifesti con cui frastimava (paventava, per i non cagliaritani) le peggiori disgrazie durante l’inizio della pandemia di coronavirus Covid-19, senza avere il buon gusto di limitare le logorroiche esternazioni sul tema, forse pensando di emulare importanti sindaci del passato quali Salvatore Ferrara, don Paolo De Magistris, Mariano Delogu.

Forse vuol passare alla storia cittadina, mah…

Pensa forse di riuscirci facendo prendere ai cagliaritani gas di scarico e 40 gradi di caldo estivo nel Viale Trieste privo dei Ficus secolari.

Forse vuol passare alla storia cittadina come il sindaco del Pyrus, quell’alberello che campa 20-25 anni, non fa ombra e puzza nel periodo dell’infiorescenza, come non mai.

è morta una persona, scivolata con la moto sull’asfalto per via delle bacche… c’è poco da ridere”, senza specificare altro, così motiva la sua campagna anti-Ficus.

Cagliari, pubblicità istituzionale (marzo 2020)

Con questo criterio il sindaco Truzzu dovrebbe subito chiudere al traffico veicolare Via Tiziano, dove nei giorni scorsi è stato investito un anziano, poi deceduto all’Ospedale “Brotzu”.

Per ora ci sono solo prese di distanza dal magnifico progetto: all’istanza del Gruppo d’Intervento Giuridico la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari ha rapidamente comunicato (nota prot. n. 2704 del 22 novembre 2021) che, in relazione “al progetto preliminare ‘Riqualificazione ambientale e paesaggistica del Viale Trieste’, del Comune di Cagliari”, non dispone di alcuna informazione. Pertanto, “preso atto di quanto comunicato l’Ufficio sta procedendo a contattare il Comune di Cagliari per i necessari approfondimenti”.

Insomma, se la dovrà vedere con la Soprintendenza, che deve esprimersi in modo vincolante,  perchè il Viale e gli alberi sono tutelati con vincolo culturale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha già sollecitato l’applicazione delle disposizioni di tutela.

Non solo.  Lo stesso Servizio Parchi, Verde e Gestione faunistica del Comune di Cagliari afferma (nota del 26 novembre 2021) in pratica di non saperne nulla, “poiché le competenze relative all’elaborazione ed alla realizzazione del progetto ‘Riqualificazione ambientale e paesaggistica del Viale Trieste’ – Comune di Cagliari sono state assegnate al Servizio Opere strategiche, mobilita’, infrastrutture viarie e reti”.

Si parla di una delle più rigogliose alberate storiche cittadine e il competente Servizio comunale non risulta coinvolto minimamente.

Cagliari, Su Siccu, lavori pubblici con taglio dell’apparato radicale (ott. 2020). Poi ci si meraviglia quando viene giù.

E con tale sagace gestione, il sindaco Truzzu si permette di accusare di non “capire un ficus” le oltre tremilacinquecento persone che hanno finora sottoscritto la petizione popolare per la salvaguardia dei Ficus microcarpa del Viale Trieste.

Il sindaco sedicente amante di Cagliari si che ne sa.    

Ne sa di più di Ficus e dintorni anche del prof. Gianluigi Bacchetta. Docente ordinario di Botanica e Direttore dell’Orto Botanico.

Cagliari, Viale Trieste (foto inizio ‘900)

Ne sa di più di tutti quelli che non capiscono un ficus, perchè firmano petizioni per salvaguardare i propri Ficus e la propria storia cittadina (quella vera).

Ne sa di più, ma non si rende conto che sta denigrando anche centinaia di suoi elettori, perché la difesa dei propri alberi e dell’identità della propria città è trasversalissima e non c’entra un Pyrus con le eventuali idee politiche di Tizio o Caio, argomento pietoso tipico di chi lancia la palla in tribuna non sapendo che altro fare.

Una cosa è certa: ne saprà di più, ma la sua amministrazione comunale, per ragioni banalmente temporali, sparirà di scena prima dei Ficus di Viale Trieste.  E chissà come sarà ricordato.

Al Sindaco di Cagliari si chiede una cosa di semplice buon senso: qualsiasi progetto di riqualificazione del Viale Trieste non può che incentrarsi proprio sul mantenimento della caratteristica fondamentale rappresentata dall’alberatura storica di Ficus.

Sì agli alberi, si a una migliore vivibilità cittadina!

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico odv

La petizione popolare si può firmare qui: https://www.change.org/salviamoificusdivialetriesteacagliari

Paolo Truzzu Sindaco (https://www.facebook.com/truzzupaolo), 27 novembre 2021 · 

SE NON SI VUOLE CAPIRE UN FICUS, PROVIAMO A SPIEGARLO UNA VOLTA PER TUTTE👇

Chi ama #Cagliari ricorda con orgoglio la storia pluri-millenaria di una città che ha goduto di periodi più o meno felici, ma che ha sempre trovato forza per cercare di migliorarsi, anche e soprattutto nei momenti più difficili.

L’attuale volto di Cagliari è figlio delle scelte del passato, spesso non apprezzate sul momento per ragioni politiche o per il formarsi di opinioni comuni indirizzate su presupposti erronei.

La polemica di questi giorni è sulla riqualificazione del Viale Trieste, portata avanti da maestrine dalla penna rossa note per sottostimare i propri disastri, riconosciuti democraticamente dagli elettori nelle urne, o da sedicenti ecologisti pronti a rischiare l’incolumità delle persone, tanto la responsabilità delle morti non sarà mai la loro.

I Ficus sono esemplari affascinanti, ma con le problematiche che spesso si portano dietro in contesti fortemente antropizzati: radici imponenti e invasive, fusto e chioma che tendono a espandersi oltremodo, bacche in enormi quantità che macerano e fanno scivolare sulla pavimentazione con conseguenze per l’igiene del suolo, fino ad arrivare alla tragedia, con la morte di una persona che è scivolata su queste matrici sdrucciolevoli.

Dopo decenni di trascuratezza, che hanno portato alla scomparsa di 79 alberi non rimpiazzati, è necessario un intervento che riqualifichi l’assetto di una delle arterie di traffico più importanti della nostra città e dell’intera regione.

La nostra Amministrazione non si è tirata indietro e tramite un pool di professionisti dei campi ingegneristico, architettonico e agronomico, ha predisposto un progetto PRELIMINARE che valorizza il viale senza stravolgerlo, contrariamente a quanto affermato dai critici di professione, in quanto:

◾aumenta il numero di piante della rinnovata alberata (gli alberi attuali sarebbero sostituiti e INCREMENTATI negli spazi vuoti creati dagli abbattimenti realizzati nel corso dei decenni passati);

◾mette in sicurezza il Viale Trieste con la SOSTITUZIONE degli esemplari in stato di grave instabilità che causano pericolo per persone e cose (circa una trentina secondo le valutazioni effettuate da agronomi con diagnosi tecniche);

◾qualora lo si volesse e si ritenesse opportuno potrebbe portare alla sostituzione, nell’arco di 10 anni, della metà dei Ficus oggi sofferenti con esemplari della stessa specie, posizionati finalmente in spazi adeguati al loro sviluppo indisturbato da interventi barbari di sotto-servizi. I Ficus rimossi, una volta curati, troverebbero spazio in altri giardini della città;

◾qualora lo si volesse e ritenesse opportuno potrebbe portare nell’arco di 10 anni, a sostituire l’altra metà di Ficus con esemplari, ad esempio, di Pyrus chanticleer, pianta a foglie caduche adatta ad ambienti urbani e con ridotto fabbisogno idrico;

◾consentirebbe il recupero di circa 11mila metri quadri di asfalto (circa un terzo dell’area soggetta a lavori), che verrebbe disigillato e restituito finalmente a suolo pienamente permeabile.

Nel complesso, l’intervento AUMENTERÀ il numero di alberi (da 230 a oltre 300), CREERA’ un nuovo verde arbustivo del Viale Trieste, AUMENTERÀ di 11mila metri quadri la superficie drenante e permeabile.

Un intervento pienamente VERDE, finanziato con fondi che premiano il VERDE (a proposito investiremo oltre 10 milioni di euro sul verde nei prossimi due anni), e che solo chi indossa a occhi chiusi gli occhiali dell’odio ideologico e della mistificazione finge di non capire per uno spicciolo tornaconto personale.

Un’ultima cosa. Ovviamente ci diranno che se il disastro ambientale ed ecologico che alcuni paventano non si realizzerà, il merito sarà loro, seconda l’arcinota tecnica di creare un problema che non esiste per poi far credere di averlo risolto.

Quando però ci si sforza di non capire un Ficus, solo per ragioni ideologiche o di contrapposizione di parte, l’unico risultato è fare un danno alla città. E chi fa un danno alla città non la ama.

Ma per fortuna noi amiamo Cagliari.

Questo è l’identikit del Ficus di Viale Trieste predisposto dal Prof. Gianluigi Bacchetta, professore ordinario di Botanica sistematica presso l’Università degli Studi di Cagliari, Direttore dell’Orto Botanico di Cagliari:

Il Ficus microcarpa L.f. (Moraceae) è una specie di fico originario dell’Asia tropicale e subtropicale, diffusosi a partire dall’Ottocento in diverse aree del pianeta.

Coltivato in climi mediterranei, può raggiungere i 20 metri di altezza e un diametro del fusto di circa 1 metro. Mostra una longevità media e in diverse città mediterranee si riscontrano esemplari di oltre 130 anni di età in perfetto stato fitosanitario.

Non soffre particolari attacchi parassitari e se potato in maniera adeguata mantiene una struttura facilmente gestibile nei contesti urbani e in particolare lungo i viali alberati, creando delle vere e proprie foreste lineari. Va evidenziato che rispetto a tante altre specie comunemente utilizzate nel verde urbano, non patisce gli eventi climatici avversi e raramente da luogo a collasso dello stipite.

Mostra una elevata resistenza alla siccità, ai suoli subsalsi e tollera temperature che non di rado possono andare al di sotto dello 0°C.

La densità della sua chioma consente un ombreggiamento molto elevato, una riduzione significativa delle temperature al suolo e dell’inquinamento acustico. Oltre a questo, presenta elevati coefficienti di immagazzinamento della CO2 e un esemplare maturo ne riesce a stoccare oltre 220 kg annui, assimilandone circa 40 kg.

Per quanto attinente i principali inquinanti, un esemplare di Ficus microcarpa a maturità è in grado di abbattere annualmente 0,2 kg di O3, 0,1 kg di NO2, 0,2 kg SO2 e 0,1 kg di PM10.

Cagliari, Largo Carlo Felice, Jacarandae in fiore.

(foto d’epoca, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. Antonello
    novembre 28, 2021 alle 2:42 am

    Anche in piazza Giovanni XXIII l’allora sindaco Floris, circa dieci anni fa, voleva intervenire con la motosega: dissero che alcuni alberi erano malati, che c’era troppo buio la sera, che le bacche sporcavano e che le vecchiette inciampavano nelle radici. Ci fu una sollevazione popolare soprattutto dei residenti, tra cui il caro Andrea Olla, tra gli organizzatori della difesa di quegli alberi. Risultato: Floris (dimostrando di saper ascoltare i cittadini) fece marcia indietro senza accampare scuse di alcun genere. Guardate ora la piazza: i ficus sono sempre li, così come gli altri alberi (devono essere guariti…). Il problema delle radici è stato risolto egregiamente con una pavimentazione adeguata. La piazza, soprattutto d’estate è affollata e d’inverno nessuno ha problemi perchè è ben illuminata. Non c’è bisogno di piante, come il pero cinese, che in altre città stanno iniziando a togliere perchè insignificanti, inefficaci per l’inquinamento e l’ombra oltre che, problema da non sottovalutare, puzzolenti. Il Comune ha le macchine per la pulizia delle strade: le usi con regolarità nei viali alberati per evitare l’accumulo delle bacche in determinati periodi dell’anno. Abbiamo dei monumenti viventi ricevuti in eredità da chi, quasi cento anni fa, aveva un concetto alto di arredo urbano.

  2. Pietro Paolo
    novembre 28, 2021 alle 10:42 am

    ” posizioni ideologiche”… ma di che vi meravigliate?
    La realtà supera la fantasia, quando si ha a che fare con persone che guidano le istituzioni pubbliche, che hanno il futuro alle spalle.

  3. novembre 28, 2021 alle 9:42 PM

    se il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu avesse visto e avesse compreso quanto lo stesso Comune di Cagliari ha promosso in tema di alberature storiche cittadine, non avrebbe mai potuto decidere alcuna sostituzione – parziale o totale – degli attuali Ficus di Viale Trieste.

    dal sito web istituzionale del Comune di Cagliari (22 luglio 2021)
    Architetture vegetali. Le Strade Alberate di Cagliari. Mostra al Ghetto.
    L’assessora alla Cultura Maria Dolores Picciau alla presentazione della mostra ideata dell’architetto Marco Cadinu e curata insieme all’agronoma Tiziana Sassu, visitabile dal 23 luglio al 24 ottobre 2021. (https://servizi.comune.cagliari.it/portale/page/it/architetture_vegetali_le_strade_alberate_di_cagliari_mostra_al_ghetto?contentId=VID66727)

  4. novembre 29, 2021 alle 4:57 PM

    Chissà a chi si riferiva con “sedicenti ecologisti”

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