Sardegna, isola di terre collettive.


cascata nel bosco

Dopo parecchi anni di lavoro e – nel piccolo – tante azioni legali e di sensibilizzazione da parte dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, sta giungendo a conclusione l’operazione di accertamento dei demani civici presenti nel territorio isolano da parte dell’Agenzia Argea Sardegna, delegata in materia dalla Regione autonoma della Sardegna.

Sarà così finalmente aggiornato l’Inventario regionale delle Terre civiche, il documento fondamentale, di natura ricognitiva, per la conoscibilità dei terreni appartenenti ai demani civici in Sardegna.

Questa è la situazione al gennaio 2020:

* n. 236 demani civici in altrettanti Comuni presenti nell’Inventario generale delle Terre civiche (2012) attualmente in corso di riorganizzazione nel sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna;

* n. 107 demani civici in altrettanti Comuni accertati nel corso del periodo 2018-2019;

* sono risultati inesistentii diritti di uso civico in favore dei cittadini di n. 7 Comuni.

Complessivamente, quindi, risultano finora presenti diritti di uso civico in ben 343 Comuni su 377, pari al 90,98% dei Comuni della Sardegna.

Si stimano fra i 300 e i 500 mila ettari di estensione complessiva.

Carloforte, Capo Sandalo

Come noto, i terreni a uso civico e i demani civici (legge n. 1766/1927 e s.m.i.legge n. 168/2017regio decreto n. 332/1928 e s.m.i.legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i.)costituiscono un patrimonio di grandissimo rilievo per le Collettività locali, sia sotto il profilo economico-sociale che per gli aspetti di salvaguardia ambientale (valore riconosciuto sistematicamente in giurisprudenza)[1].

I diritti di uso civico sono inalienabili, indivisibili, inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 3, comma 3°, della legge n. 168/2017 e 2, 9, 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.): “intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nella cui circoscrizione sono ubicati gli immobili soggetti all’uso” (art. 2 legge regionale n. 12/1994). I demani civici sono tutelati ex lege con il vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).  Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto a particolari condizioni, previa autorizzazione regionale e verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale (artt. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i., 3 della legge regionale Sardegna n. 12/1994 e s.m.i.).

Gennargentu, nevaio

Nei mesi scorsi, dopo il vero e proprio risultato storico per la difesa delle terre collettive in Sardegna determinato dal primo recupero al demanio civico (addirittura in via bonaria) dei quasi 48 ettari di terreni occupati illegittimamente da Privati avvenuto recentemente a Carloforte, c’è stato un importantissimo segnale positivo dato dal Comune di Desulo che ha deciso, con la deliberazione consiliare n. 33 del 29 novembre 2018, adottata all’unanimità, segno della forte condivisione della proposta, di chiedere all’Agenzia regionale Argea Sardegna il trasferimento dei diritti di uso civico (art. 18 ter della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) da poco più di 11 ettari di vari terreni non contigui a più di 1.577 ettari di boschi e pascoli del Gennargentu, per “ … incrementare il proprio patrimonio civico e tutelare sotto il profilo ambientale una vasta area boschiva. In particolare l’apposizione del diritto d’uso civico garantirà, alle generazioni future, l’inalienabilità, l’inusucapibilità e l’imprescrittibilità dei terreni sui quali si trasferirà il diritto”.

Tuili – Gesturi, Giara, Pauli Maiori, bosco, sullo sfondo il Gennargentu innevato

Decenni di ignavia, di disinteresse, di cattiva gestione delle terre collettive in Sardegna stanno venendo consegnati, piano piano, al grande libro del passato anche grazie alla martellante campagna per la tutela delle terre collettive della Sardegna che il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus sta conducendo da anni, da ultimo con l’istanza (30 maggio 2018) per il recupero ai rispettivi demani civici (art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) di migliaia di ettari di terreni a uso civico occupati illegittimamente da Privati e da Società immobiliari e l’emanazione dei provvedimenti di accertamento di ben 120 demani civici rientranti in altrettanti Comuni, nonché la razionalizzazione delle terre collettive.

Le terre collettive, un grande patrimonio ambientale con una funzione sociale ed economica di primaria importanza.

Poiana (Buteo buteo)

Più di 5 milioni di ettari  in tutta Italia, presenti un po’ dappertutto, la Sardegna è la regione italiana dove le terre collettive hanno maggiore estensione.

Recentemente, con la legge n. 168 del 2017, la proprietà collettiva, anche in funzione di salvaguardia ambientale, ha ottenuto in sostanza rilievo costuzionale.

Tuttavia, la recente sentenza Corte costituzionale n. 178/2018ha dichiarato illegittimi gli artt. 37-39 della legge regionale Sardegna n. 11/2017che avevano il pregio – caso unico in Italia – di legare qualsiasi eventuale ipotesi di sdemanializzazione di terreni a uso civico irreversibilmente trasformati (seppure illegittimamente) a trasferimenti del diritto di uso civico su altri terreni pubblici di pregevole interesse ambientale (es. coste, boschi, zone umide, ecc.) e sempre previa vincolante procedura di copianificazione Stato – Regione.

Ora le operazioni di riordino dei demani civici attraverso trasferimenti di diritti di uso civico e permute sono rese estremamente difficoltose.  Potrebbero avvenire, di fatto, solo in via giurisdizionale davanti al Commissario per gli usi civici mediante quelle soluzioni conciliative proprie del procedimento (art. 29 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.).

Sarebbe, pertanto, opportuna un’iniziativa legislativa promossa dalla Regione autonoma della Sardegna in coordinamento con le altre Regioni e Province autonome per un’integrazione della legge n. 168/2017 che contemplasse le procedure relative a permute e trasferimenti dei diritti di uso civico.

Finora la classe politica isolana dorme in proposito e sarebbe ora che si svegliasse.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus conferma la propria disponibilità a ogni forma di collaborazione finalizzata alla tutela delle terre collettive.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

foresta mediterranea

Accertamento dei demani civici in Sardegna

Questa è la situazione al gennaio 2020:

* n. 236 demani civici in altrettanti Comuni presenti nell’Inventario generale delle Terre civiche(2012) attualmente in corso di riorganizzazione nel sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, così suddiviso

Inventario terre civiche – elenco comuni dalla A alla C [file.zip]

Inventario terre civiche – elenco comuni dalla D alla M [file.zip]

Inventario terre civiche – elenco comuni dalla N alla Q [file.zip]

Inventario terre civiche – elenco comuni dalla S [file.zip]

Inventario terre civiche – elenco comuni dalla T alla Z [file.zip]

n. 58 aggiornamenti pubblicati con determinazione n. 7251 del 12 dicembre 2019,   

Airone bianco maggiore (Ardea alba)

* n. 107 demani civici in altrettanti Comuni accertati nel corso del periodo 2018-2019, pubblicati con determinazioni n. 7412 e n. 7413 del 17 dicembre 2019:

Austis (determinazione n. 7530 del 20 dicembre 2019, revisione accertamento effettuato con determinazione n. 253 del 24 febbraio 2015),Maracalagonis (determinazione n. 7409 del 17 dicembre 2019, rettifica dell’accertamento effettuato con determinazione n. 7325 del 17 dicembre 2018), Siurgus Donigala (determinazione n. 6802 del 3 dicembre 2019, revisione accertamento per esclusione opere pubbliche), Sinnai (determinazione n. 4177 del 19 luglio 2019, rettifica dell’accertamento effettuato con determinazione n. 6853 del 3 dicembre 2018), Abbasanta (determinazione n. 5696 del 14 ottobre 2019), Magomadas (determinazione n. 5459 del 3 ottobre 2019), Ilbono (determinazione n. 3167 del 12 giugno 2019, revisione accertamento per esclusione opere pubbliche), Ula Tirso (determinazione n. 6858 del 3 dicembre 2018), Mores (determinazione n. 2527 del 16 maggio 2019), Cossoine (determinazione n. 2280 del 7 maggio 2019), Montresta (determinazione n. 2001 del 15 aprile 2019), Monserrato (determinazione n. 1484 del 21 marzo 2019), Nurachi (determinazione n. 1283 del 12 marzo 2019), Fordongianus (determinazione n. 888 del 18 febbraio 2019), Villasimius (determinazione n. 319 del 23 gennaio 2019, rettifica discarica comunale, mantenimento campeggio Spiaggia del Riso), Giave (determinazione n. 7390 del 20 dicembre 2019), Mara (determinazione n. 7388 del 20 dicembre 2018), Tula (determinazione n. 7387 del 20 dicembre 2019), Villanova Truschedu (determinazione n. 7385 del 20 dicembre 2018), Gonnoscodina (determinazione n. 7384 del 20 dicembre 2018), Villa S. Antonio (determinazione n. 7383 del 20 dicembre 2018), Sestu (determinazione n. 7382 del 20 dicembre 2018), Settimo S. Pietro (determinazione n. 7381 del 20 dicembre 2018), Maracalagonis (determinazione n. 7325 del 17 dicembre 2018), Senis (determinazione n. 7324 del 17 dicembre 2018), Sennariolo (determinazione n. 7323 del 17 dicembre 2018), rettifica con determinazione n. 1026 del 26 febbraio 2019), Senorbì (determinazione n. 7322 del 17 dicembre 2018), Serdiana (determinazione n. 7321 del 17 dicembre 2018). Serri (determinazione n. 7320 del 17 dicembre 2018); Ruinas (determinazione n. 7318 del 17 dicembre 2018), Siris (determinazione n. 7262 del 14 dicembre 2018); Olzai (determinazione n. 7261 del 17 dicembre 2018), Norbello (determinazione n. 7073 dell’11 dicembre 2018; determinazione n. 41 dell’8 gennaio 2019, esclusione di aree P.I.P.), Suni (determinazione n. 6693 del 28 novembre 2018), Siurgus Donigala (determinazione n. 6670 del 28 novembre 2018), Borore (determinazione n. 6475 del 21 novembre 2018), Siddi (determinazione n. 6200 del 12 novembre 2018), Seulo (determinazione n. 6014 del 5 novembre 2018), Bonarcado (determinazione n. 6013 del 5 novembre 2018), Samatzai (determinazione n. 5803 del 24 ottobre 2018), Nuragus (determinazione n. 5366 del 9 ottobre 2018), Monastir (determinazione n. 5253 del 4 ottobre 2018), Decimomannu (determinazione n. 5167 del 27 settembre 2017), Gonnesa (determinazione n. 5153 del 26 settembre 2018, rettifica area industriale Seruci), Nureci (determinazione n. 5149 del 26 settembre 2018), Allai (determinazione n. 5080 del 25 settembre 2018), Gadoni (determinazione n. 5046 del 24 settembre 2018), Escalaplano (determinazione n. 5045 del 24 settembre 2018), Ballao (determinazione n. 5004 del 20 settembre 2018), Donori (determinazione n. 4904 del 18 settembre 2018), Lodè (determinazione n. 4810 dell’11 settembre 2018), Isili (determinazione n. 4684 del 7 settembre 2018), Barrali (determinazioni n. 4547 del 24 agosto 2018 e n. 4462 dell’8 agosto 2018), Escolca (determinazione n. 4458 dell’8 agosto 2018), Villasor (determinazione n. 4450 dell’8 agosto 2018), Lanusei (determinazione n. 4435 del 6 agosto 2018, rettifica con determinazione n. 1570 del 27 marzo 2019), Villa San Pietro (determinazione n. 4434 del 6 agosto 2018), Tratalias (determinazione n. 4425 del 6 agosto 2018), Lunamatrona (determinazione n. 4421 del 6 agosto 2018, rettifica della determinazione n. 4127 dell’11 luglio 2018); Suelli (determinazione n. 4050 del 6 luglio 2018); Giba (determinazione n. 4024 del 5 luglio 2018); Elini (determinazione n. 3870 del 26 giugno 2018); Pimentel (determinazione n. 3741 del 19 giugno 2018), Pauli Arbarei (determinazione n. 3740 del 19 giugno 2018), Furtei (determinazione n. 3739 del 19 giugno 2018), Cheremule (determinazione n. 3738 del 19 giugno 2018), Collinas (determinazione n. 3663 del 14 giugno 2018), Ittireddu (determinazione n. 3371 del 6 giugno 2018), Masullas (determinazione n. 3315 del 5 giugno 2018), Teti (determinazione n. 3308 del 4 giugno 2018), Soleminis (determinazione n. 3179 del 30 maggio 2018determinazione n. 2979 del 24 maggio 2018), Usassai (determinazione n. 3092 del 29 maggio 2018), Bottida (determinazione n. 3089 del 29 maggio 2018), Romana (determinazione n. 3087 del 29 maggio 2018), Luogosanto (determinazione n. 3081 del 29 maggio 2018), Bortigiadas (determinazione n. 3084 del 29 maggio 2018), Telti (determinazione n. 3078 del 29 maggio 2018), Meana Sardo (determinazione n. 3019 del 28 maggio 2018), Belvì (determinazione n. 2980 del 24 maggio 2018), Bulzi (determinazione n. 2978 del 24 maggio 2018), Tresnuraghes (determinazione n. 2745 del 16 maggio 2018, integrazione con determinazione n. 1504 del 22 marzo 2019), Monteleone Roccadoria (determinazione n. 2732 del 15 maggio 2018), Portoscuso (determinazione n. 3999 del  3 luglio 2018, rettifica, determinazione n. 2653 del 14 maggio 2018, rettifica demanio civico con esclusione dell’area industriale ai sensi della legge n. 123/2017),  Padru (determinazione n. 2151 del 18 aprile 2018), Olmedo (determinazione n. 2150 del 18 aprile 2018), Noragugume (determinazione n. 2149 del 18 aprile 2018), Atzara (determinazione n. 2148 del 18 aprile 2018), Ussaramanna (determinazione n. 1339 del 19 marzo 2018), Villanovaforru (determinazione n. 1338 del 19 marzo 2018), Ortueri (determinazione n. 828 del 27 febbraio 2018), Tinnura (determinazione n. 827 del 27 febbraio 2018), Gonnosnò (determinazione n. 755 del 22 febbraio 2018), Sarule (determinazione n. 754 del 27 febbraio 2018), Osidda (determinazione n. 753 del 22 febbraio 2018), Ovodda (determinazione n. 752 del 22 febbraio 2018), Lodine (determinazione n. 728 del 21 febbraio 2018), Tadasuni (determinazione n. 653 del 16 febbraio 2018), Ilbono (determinazione n. 567 del 9 febbraio 2018), Soddì (determinazione n. 532 del 7 febbraio 2018), Pompu (determinazione n. 423 del 31 gennaio 2018), Ollastra (determinazione n. 422 del 31 gennaio 2018), Semestene (determinazione n. 420 del 31 gennaio 2018);

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

* sono risultati inesistenti i diritti di uso civico in favore dei cittadini di Cardedu (determinazione negativa n. 4864 del 13 settembre 2018), Simala (determinazione n. 3865 del 26 giugno 2018), Villamar (determinazione n. 3742 del 19 giugno 2018), Baressa (determinazione n. 3314 del 5 giugno 2018), Luras (determinazione n. 3086 del 29 maggio 2018), Castiadas (determinazione n. 2977 del 24 maggio 2018, nel territorio comunale di Castiadas sono presenti terreni dei demani civici di Muravera, San Vito, Villaputzu), Villaputzu, per le località Camisa e L’Annunziata nel territorio comunale di Castiadas (determinazione n. 2976 del 24 maggio 2018).


[1] vds. sentenze Corte cost. nn. 345/1997, 46/1995, 210/2014, 103/2017, 178/2018 e ordinanze Corte cost. nn. 71/1999, 316/1998, 158/1998, 133/1993.  Vds.. anche Cass. civ., SS.UU., 12 dicembre 1995, n. 12719; Cass. pen., Sez. III, 29 maggio 1992, n. 6537.

bosco e girasoli

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. G.Maiuscolo
    gennaio 31, 2020 alle 9:31 am

    Quel che di interessante ma soprattutto di IMPORTANTE c’è nel sito dei Dottori, è che mai niente finisce nel dimenticatoio. Tutto viene elaborato e poi “rassegnato”, nel senso che, anche dopo tanto tempo, il GRIG presenta rassegne e bilanci chiari e utili su problemi spinosi e necessari come quello appunto degli usi civici. Questa chiamasi onestà intellettuale.
    Ho già conservato la pagina per eventuali altre verifiche.

    Conforta e gratifica sapere che (…)” Complessivamente, quindi, risultano finora presenti diritti di uso civico in ben 343 Comuni su 377, pari al 90,98% dei Comuni della Sardegna. Si stimano fra i 300 e i 500 mila ettari di estensione complessiva. Caspita…

    Più di 5 milioni di ettari in tutta Italia, presenti un po’ dappertutto, la Sardegna è la regione italiana dove le terre collettive hanno maggiore estensione.”

    Beh è un risultato…di cui essere orgogliosi e speriamo che migliori.
    Al GRIG, GRAZIE, sic et simpliciter.
    🙂

  2. M.
    gennaio 31, 2020 alle 6:28 pm

    Complimenti anche alla struttura di argea e piccola e amichevole tirata d’orecchio al grig che a suo tempo accolse con un po’ di scetticismo e qualche spiacevole allusione la scelta organizzativa della regione

    • gennaio 31, 2020 alle 8:58 pm

      ..se il GrIG non avesse fatto il diavolo a quattro e pure a cinque, saremmo arrivati a questo risultato? 😜 Diciamo che i tempi sono maturati e che anche Regione e Argea hanno compreso l’importanza delle Terre collettive 😀

      • M.
        gennaio 31, 2020 alle 9:42 pm

        Concordo in pieno e confermo ogni stima 🙂

      • Porico
        febbraio 1, 2020 alle 7:24 pm

        “Le terre collettive, un grande patrimonio ambientale con una funzione sociale ed economica di primaria importanza.”. Si , è vero, il GRIG era un po scettico sul programma relativo alla svendita delle terre pubbliche a privati. Personalmente ho motivi per ritenere che, ad avere sventato quel piano scellerato a danno dei Sardi, sia stata proprio l’opera attenta del GRIG . L’operazione infatti si fermò sul nascere e, i grandi predatori, dovettero accontentarsi della pregevole azienda dì Arborea.

  3. febbraio 1, 2020 alle 12:10 am

    da Alghero Live, 31 gennaio 2020
    Sardegna, isola di terre collettive: http://algherolive.it/2020/01/31/sardegna-isola-di-terre-collettive/

    _____________

    da Buongiorno Alghero, 2 febbraio 2020
    Terre Civiche: migliaia di ettari occupati abusivamente da privati: https://www.buongiornoalghero.it/contenuto/0/11/121686/terre-civiche-migliaia-di-ettari-occupati-abusivamente-da-privati

  4. Srdn
    febbraio 1, 2020 alle 4:15 pm

    Salve grig, quali sono i terreni civici occupati illegalmente(toh che strano) e da chi. Se no come si può fare per saperlo?. Grazie

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