Veneto, terra di capannoni vuoti, non di parchi naturali.


Marmotta (Marmota marmota)

Niente da fare.

Il Veneto, purtroppo, è anche quel luogo dove il successo si misura nella lunga fila di capannoni-fabbrichette-svincoli-tangenziali-pedemontane-centricommerciali oggi spesso dismessi che hanno massacrato e impermeabilizzato il territorio, consegnandolo alle calamità innaturali.

Figuriamoci se chi lo governa, ai vari livelli, vuol sentire parlare di parchi naturali.

Cinghiali (Sus scrofa)

Meglio amputare quelli che ci sono, per far felici speculatori immobiliari e, soprattutto, le associazioni venatorie, spesso indistinguibili dal potere locale.

Prima han tentato con il parco naturale regionale dei Colli Euganei (tentativo abortito), oggi con il parco naturale regionale della Lessinia (qui la relativa proposta di legge regionale n. 451 del 19 luglio 2019).

La scusa è data sempre dalla presunta eccessiva presenza dei Cinghiali, specie faunistica introdotta anni or sono a fini venatori.

Che bestie, quelle bipedi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

parco naturale regionale della Lessinia, ipotesi di “taglio” dell’area naturale protetta

da Il Fatto Quotidiano, 24 gennaio 2020

Il Veneto mozza il Parco della Lessinia: “Via un quinto dell’area protetta per lotta ai cinghiali”. Ma il sospetto è sulle lobby di cemento e caccia.

La Regione, su proposta del centrodestra, è pronta a tagliare la “protezione” a 1800 ettari di una zona tra le più pittoresche del territorio. Rivolta di associazioni, esperti e Pd. “Lo fanno contro gli ungulati? Come se per eliminare i piccioni da San Marco si decidesse di cancellare il vincolo monumentale alla basilica”. (Ferruccio Sansa)

Zac. Tagliati. Milleottocento ettari. La Regione Veneto si appresta a dare una sforbiciata a un quinto del Parco naturale della Lessinia. Mentre in tutta Europa nascono nuove aree protette in Italia vengono ridotte anche quelle che abbiamo. Parliamo di un piccolo gioiello tra le province di Verona (13 Comuni) e Vicenza (2 Comuni). In tutto sono diecimila ettari di prati, pascoli, ma soprattutto boschi e canyon. Sì, gole strette e vertiginose da dove emerge quella pietra così particolare, chiara, con le sue sfumature rosee e azzurrastre. La stessa che trovate nelle contrade storiche, nelle malghe del Cinquecento. Ecco il parco della Lessinia, selvaggio, ma vicino alle città. Una testimonianza dell’anima del Veneto delle prime montagne: rilievi coperti di boschi dove l’uomo tirava fuori dalla terra cibo e bestemmie.

Capriolo (Capreolus capreolus)

Una testimonianza dell’identità di una regione che non è soltanto Venezia e pianura. Eppure questo parco nato all’inizio degli anni Novanta sta per essere tagliato: “La Commissione del Consiglio Regionale, dove la maggioranza è di centrodestra, ha votato a favore della riduzione del 18 per cento del parco. Adesso manca il via libera del Consiglio”, racconta il geologo Tommaso Bianchini di Lessinia Futura. E spiega: “Il nostro parco è composto di pascoli e straordinari canyon, quelli che noi chiamiamo i vaj. Proprio questi ultimi, il vero simbolo della Lessinia, rischiano di essere tagliati fuori dal parco. La zona protetta perderà quasi la metà dei suoi boschi di castagni, carpini e ontani. Ma resteranno fuori anche contrade storiche come Tinazzo e Zamberlini, con le loro case di pietra antiche di cinque secoli. E poi malghe”, racconta Bianchini. Ma resterà anche fuori la Madonna della Lobbia, quella che da queste parti chiamano la Pietà dei Lessini; una statua della Vergine con il figlio in braccio che da secoli sorveglia una sella di prati per fare compagnia a pastori e contadini.

Ma che cosa è successo? La proposta è partita da un gruppo di sindaci ed è stata accolta da tre consiglieri regionali di centrodestra. Sembrava una boutade e invece ormai è a un passo dall’approvazione. Intanto 72 associazioni hanno sottoscritto un appello contro il taglio del parco regionale: “Siamo stati invitati per un’audizione, ma il nostro materiale è stato liquidato in pochi minuti – raccontano i geologi Tommaso Bianchini ed Emanuele Napolitano – Ci hanno parlato soltanto del problema dei cinghiali… che per carità, c’è, come altrove… ma da nove anni giace in Regione un piano preparato dal Parco per il contenimento del cinghiale. Ora d’improvviso il problema assume dimensioni planetarie, tanto da giustificare il taglio del parco”. “Sarebbe – aggiungono Bianchini e Napolitano – come se, a Venezia, per eliminare i piccioni da piazza San Marco si decidesse di cancellare il vincolo monumentale alla basilica”.

Già, per qualcuno il taglio è un regalo ai cacciatori che in zona sono molti (e portano molti voti al centrodestra). Altri temono la minaccia del cemento. Bianchini ha un’altra idea: “Forse l’idea è immaginare di puntare in questa zona sulla coltivazione delle fragole con delle serre rimovibili. Oltre a essere uno sfregio per il paesaggio rischia di essere anche un impoverimento per l’agricoltura e l’allevamento, quindi il lavoro. Ci sono oltre 60 aziende che campano anche grazie al marchio del Parco che mettono sui loro prodotti. E la difesa dell’area protetta erano proprio queste zone… cinque dita che scendevano verso la pianura. Saranno mozzate, togliendo ottanta chilometri di confine al parco”.

Ma ormai lo scontro sul parco della Lessinia è arrivato a Roma. Contrari i deputati veronesi Alessia Rotta e Diego Zardini (Pd) che chiede: “Per controllare i cinghiali non serve ridurre l’area protetta e danneggiare la biodiversità. Basterebbe approvare le modifiche al Piano ambientale e redigere la Valutazione ambientale strategica. Documenti che attendiamo dalla Regione Veneto da molti anni e non si capisce perché non li abbia ancora portati a termine. Perché la Lega non vuole risolvere il problema dei cinghiali con gli strumenti già possibili ma propone invece si ridurre il Parco? Quale scopo nascondono?”.

Lupo europeo (Canis lupus)

Manuel Brusco, consigliere regionale M5s, teme il cemento: “Per superare le difficoltà gestionali, invece che rilanciare il parco con un nuovo progetto, magari ampliandolo e mettendosi nelle condizioni di attrarre finanziamenti comunitari, si è pensato di ridurlo”. Favorevole, invece, la Lega, che in Veneto la fa da padrona: “E’ una scelta di buon senso che va incontro alle richieste dei sindaci e di gran parte delle persone che vivono e lavorano in montagna – dice il deputato del Carroccio Vito Comencini – È ora che si smetta di denigrarle, aiutandole con la rimozione dei cavilli burocratici che negli anni hanno paralizzato la Lessinia”.

Il Veneto non ha un primato in campo ambientale. Ricorda Rotta: “In Europa le aree protette sono quasi il 20 per cento del territorio. In Italia siamo al 10 e nella nostra regione appena al 5”.

E c’era stata l’epoca d’oro del cemento, quando in Regione dominava Giancarlo Galan: in pochi anni era cresciuta una muraglia cinese di capannoni rimasti vuoti che messi in fila sarebbero lunghi 1.800 chilometri. Poi interi paesi, vedi nella Riviera del Brenta, costruiti e rimasti quasi disabitati per la grande crisi del 2008.

Insomma, di parchi ce ne sarebbe bisogno. Come i boschi, i silenzi e i vaj della Lessinia. Ci voleva uno scrittore viaggiatore dell’Ottocento, l’inglese John Ruskin, a farceli scoprire, a parlarci di quei “monti verde azzurri” che si vedono dalla pianura. E che finora sono protetti.

Cervo europeo (Cervus elaphus)

(cartografia da L’Arena, foto P.F., S.D., archivio GrIG)

  1. Porico.
    gennaio 25, 2020 alle 1:34 pm

    Non vedono l’ora di mangiarselo..il parco.

  2. donatella
    gennaio 25, 2020 alle 5:58 pm

    In Toscana la regione è governata dalla sinistra ma tutti gli amministratori comunali e regionali ormai adottano provvedimenti contro gli Alberi, i Boschi, i Parchi , interessi politici di ogni colore e interessi commerciali sono il comune denominatore…l’interesse economico immediato passa avanti a tutto. Al di sopra di ogni inesistente ideologia politica.
    Solo protagonismo individuale.
    Questo quadro è peggiore che se fosse limitato alle idee di uno o più partiti.

    Forza e coraggio.Grazie.

  3. Dino Rossi
    gennaio 27, 2020 alle 8:06 am

    il problema è che le leggi del parco sono molto conservative e poi ci ritroviamo con le alluvioni, in quanto non si possono fare interventi di bonifica sul territorio, poi non c’è una gestione della fauna selvatica

  4. gennaio 27, 2020 alle 2:53 pm

    da Il Dolomiti, 26 gennaio 2020
    Oltre 10mila persone per dire no al taglio del parco della Lessinia (FOTO e VIDEO). Gli organizzatori: “È un successo”.
    La “forza gentile” degli ambientalisti, in Lessinia sfilano oltre 10mila persone, ma il firmatario del ddl Valdegamberi accusa: “Atto di arroganza pubblica del peggiore ambientalismo da salotto”. La consigliera regionale Guarda: “Abbiamo mandato un messaggio forte, ora le istituzioni dovranno tenerne conto, da parte nostra chiediamo il ritiro di questa proposta di legge”. (Tiziana Grottolo) (https://www.ildolomiti.it/ambiente/2020/oltre-10mila-persone-per-dire-no-al-taglio-del-parco-della-lessinia-foto-e-video-gli-organizzatori-e-un-successo)

    TRENTO. “Buon cammino alla Lessinia e al suo Parco” si conclude così la preghiera intonata dai partecipanti alla marcia contro il taglio del Parco Naturale Regionale della Lessinia che ha visto sfilare lungo i sentieri oltre 10mila persone.

    Questa marcia è l’epilogo delle mobilitazioni seguite all’annuncio della giunta regionale di Luca Zaia a proposito del taglio di ampie porzioni di Parco, si parla del 18% della sua estensione per un totale di oltre 1.700 ettari, un’enormità.

    Secondo la giunta di Centrodestra, che gode del sostegno di cacciatori, allevatori, malgari e alcuni amministratori locali, quest’operazione si renderebbe necessaria per contrastare in particolare la proliferazione dei cinghiali, un vero flagello per l’agricoltura, una riperimetrizzazione che darebbe mano libera agli amministratori non più gravati da vincoli ambientali stringenti.

    Dall’altra però ci sono le preoccupazioni del mondo ambientalista e delle opposizioni, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle su tutti che puntano il dito contro la lobby della caccia (che potrà tornare ad essere praticata) e contro i possibili danni ambientali derivanti da una cementificazione selvaggia.

    Due mondi a confronto se da un lato c’è chi, come Stefano Valdegamberi uno dei tre firmatari della legge, attacca con violenza la manifestazione, affermando: “Oggi assisteremo in Lessinia ad un linciaggio di massa contro la riserva indiana dei pochi montanari sopravvissuti a difendere il loro territorio – rincarando poi la dose – un atto di arroganza pubblica del peggiore ambientalismo da salotto, strumentalizzato dalla sinistra politica, dimenticandosi che domani mattina a difendere l’ambiente ci saranno solo loro, i montanari, non quelli che vanno a manifestare”.

    Dall’altro una marcia gentile, composta da migliaia persone e tantissime associazioni, che hanno percorso ordinatamente la distanza che separa la Conca dei Pàrpari da San Giorgio, nel territorio di Bosco Chiesanuova.

    “Oggi abbiamo mandato un messaggio forte – afferma la consigliere regionale Cristina Guarda – un messaggio con cui le istituzioni dovranno confrontarsi, da parte nostra chiediamo il ritiro di questa proposta di legge”.

  5. Mara machtub
    gennaio 27, 2020 alle 5:32 pm

    L’unico taglio fruttuoso sarebbe quello degli zebedei dei sindaci imbecilli. Visto che ragionano esclusivamente con i propri attributi, potrebbero magari rinsavire…

  6. G.Maiuscolo
    gennaio 27, 2020 alle 9:42 pm

    Mara, oggi…siamo in vena eh?
    Ahahahahah

    • Mara machtub
      gennaio 28, 2020 alle 3:18 pm

      🙂

  7. gennaio 28, 2020 alle 2:58 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 28 gennaio 2020
    Veneto, almeno 7mila persone in cammino per salvare il Parco della Lessinia che la Lega vuole tagliare. Zaia tace, il Pd: “Finge di non sapere”.
    La mobilitazione dei cittadini nell’area protetta che ora rischia di essere ridotta per via della proposta di legge regionale dei consiglieri del Carroccio: “È il primo caso in Europa”. Il governatore, preoccupato per la campagna elettorale, non commenta. Già il 9 dicembre scorso ricevette le segnalazioni di 122 associazioni. Intanto l’iter di approvazione è stato congelato. (Giuseppe Pietrobelli): https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/01/27/veneto-almeno-7mila-persone-in-cammino-per-salvare-il-parco-della-lessinia-che-la-lega-vuole-tagliare-zaia-tace-il-pd-finge-di-non-sapere/5686828/

  8. Srdn
    gennaio 29, 2020 alle 11:01 am

    Che strano, il pdecologico é morto sul nascere…… Ma ti ritiri di li

  9. G.Maiuscolo
    gennaio 29, 2020 alle 8:32 pm

    Dal Corriere della Sera del 29.01.2020
    VERONA
    “Lessinia, la marcia dei 7 mila nella neve: bloccato il taglio del parco”.
    di Davide Orsato
    Dopo la protesta arriva lo stop del governatore del Veneto Zaia: la legge non approderà in Consiglio. Il progetto intendeva ridurre l’area del 18 percento”.

    BRAVI!
    LOVE.

  10. Roberto
    agosto 22, 2020 alle 2:25 pm

    La riduzione del parco sarebbe veramente scandalosa ! E’ una vergogna che va contro il buonsenso ed il buongusto. Preoccupa non poco anche la continua crescita delle serre per la coltivazione intensiva delle fragole. Parlo di strutture che hanno già stuprato il paesaggio in più posti e minacciano di farlo ancora. mi domando dove sono le associazioni ambientaliste…

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