Disinvolta simbiosi politico-venatoria.


Monte di Malo, località Cima, altana di caccia

Molto probabilmente si tratta di uno dei tanti italici modi in cui si lavano le mani e ambedue si lavano la faccia.

Fra i tanti soldi ricevuti dal partito, nel 2018 anche l’Associazione dei cacciatori veneti ha finanziato Fratelli d’Italia con 70 mila euro.

Casualmente l’allora presidente Maria Cristina Caretta è stata candidata ed eletta deputato fra le fila di Fratelli d’Italia. Oggi è anche presidente della Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane (Confavi).

Sempre casualmente, nello stesso 2018, l’Associazione dei cacciatori veneti ha beneficiato di un finanziamento pubblico da parte della Regione Veneto pari a 64 mila euro per attività di sensibilizzazione contro il bracconaggio (!), nonostante l’evidentemente ampia disponibilità economica.

Lumezzane, “trincea” di bunker e capanni di caccia

Tutto regolare e trasparente per Sergio Berlato, già parlamentare europeo e attualmente consigliere regionale veneto di Fratelli d’Italia (coincidenza), nonché ora presidente dell’Associazione cacciatori veneti (altra coincidenza) e noto per le sue intemperanze sessiste che lo qualificano da solo, forse anche agli occhi della sua leader Giorgia Meloni.

Tuttavia pare proprio che il mondo venatorio veneto (e non solo, vista la recente candidatura di Carlo Bravo, presidente dell’Associazione Cacciatori Lombardi e l’elezione quale parlamentare europeo di Pietro Fiocchi, industriale delle doppiette) viva ormai in simbiosi con Fratelli d’Italia, visto anche il sostegno elettorale offerto esplicitamente (ulteriore coincidenza) in varie occasioni.

Veneto, contributi alle associazioni venatorie, 2018 (da Il Gazzettino, 31 dicembre 2019)

E sarà allora un’altra coincidenza che l’Assessore regionale sardo della difesa della caccia, pardon, dell’ambiente Gianni Lampis, casualmente di Fratelli d’Italia, non si sia accorto che i censimenti faunistici da lui stesso disposti chiedevano il blocco della caccia alla Lepre sarda e due soli esemplari di Pernice sarda cacciabili per cacciatore in questa stagione venatoria?

Sarà allora un’altra coincidenza che, per coincidenza, abbia inconsapevolmente favorito gli interessi venatori alla faccia dell’interesse pubblico della tutela del patrimonio faunistico?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

da Il Dolomiti, 11 dicembre 2019

L’Associazione Cacciatori Veneti incassa dalla Regione 64 mila euro e ne versa a Fratelli d’Italia 70 mila. Ma per Berlato è ”Tutto regolare”.

Il versamento a Fratelli d’Italia è apparso nell’ultima inchiesta fatta dall’Espresso. L’attuale presidente dell’associazione è Sergio Berlato, ex Alleanza Nazionale e eletto in Europarlamento quest’anno con Fratelli d’Italia. L’ex presidente dei cacciatori è stata eletta nel 2018 in Parlamento sempre con il partito della Meloni. (G. Fin)

VENEZIA. Sembra essere quasi un “affare di famiglia” ma in realtà, ha spiegato l’ex europarlamentare veneto Sergio Berlato “è stato fatto tutto secondo la legge e con la massima trasparenza”. Stiamo parlando dei finanziamenti che l’Associazione Veneta dei Cacciatori nel 2018 ha versato ad un partito, Fratelli d’Italia. Sono 70 mila euro che la potente associazione veneta ha deciso di far passare dal proprio conto a quello del partito della Meloni. La cifra è apparsa nell’ultima inchiesta dell’Espresso attraverso la quale sono stati accesi i riflettori sulle varie fonti di finanziamento, da Washington a Roma, che Fratelli d’Italia è riuscita ad intercettare.

Nulla di illegale per quanto riguarda il finanziamento. Ma a far scatenare il putiferio è stato il fatto che nello stesso anno in cui l’Associazione cacciatori versava 70 mila euro nelle casse del partito della Meloni, aveva anche incassato circa 64 mila euro come finanziamenti regionali.

“Il caso dell’Associazione cacciatori veneti mette in luce tutta le contraddizioni degli stanziamenti del bilancio della Regione e delle regole sul finanziamento ai partiti. Chi può permettersi 70mila euro di contributo a un partito non ha certo bisogno di soldi dalla Giunta per la propria attività” sono immediatamente passati all’attacco i consiglieri regionali del Partito Democratico Andrea Zanoni, Anna Maria Bigon e il capogruppo Stefano Fracasso.

Lumezzane, capanno di caccia in muratura e metallo

Se da un lato stiamo parlando, come già detto, di un’attività lecita, dall’altro i consiglieri esprimono la perplessità sull’opportunità di elargire un contributo di 64mila euro, per restare al 2018, a chi a sua volta può permettersi di versare una cifra superiore a una forza politica.

A condire la vicenda ci sono poi altri aspetti. Oggi presidente dell’associazione è Sergio Berlato, già assessore regionale ed eurodeputato. Attualmente è consigliere regionale. Quest’anno si è candidato alle elezioni Europee nella circoscrizione Italia Nord Orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna) e con oltre 19 mila preferenze è risultato essere il candidato più votato dopo la leader Giorgia Meloni, divenendo uno dei tre candidati che saranno eletti dopo la fuoriuscita della Gran Bretagna per la Brexit.

Berlato ha assunto la presidenza dell’Associazione cacciatori veneti nel luglio di quest’anno dopo che la precedente presidente nel 2018 era stata eletta proprio nelle fila di Fratelli d’Italia in Parlamento. Proprio nell’anno in cui l’associazione ha versato i 70 mila euro.

Arzignano, cartello di sequestro penale di un capanno di caccia

“E’ bene chiarire che non c’è alcun nesso tra i due finanziamenti” ha spiegato Sergio Berlato. La Regione Veneto, in base ad una precisa legge regionale, stanzia ogni anno una notevole mole di denaro a diverse categorie. Per i cacciatori vengono riservati circa 300 mila euro (per le associazioni dei pescatori sono oltre 800 mila euro). Per i cacciatori nel bilancio 2018 sono stati stanziati 350mila euro e altri 250mila nel 2019 con l’obiettivo di fare informazione e prevenzione contro il bracconaggio.

“Vengono emanati dei bandi – spiega Berlato – che prevedono determinate caratteristiche e alcuni requisiti fondamentali per parteciparvi. Sulla base di questi bandi le associazioni venatorie presentano dei progetti per fare formazione, prevenire e combattere il fenomeno il bracconaggio che è il nemico principale dell’attività venatoria”. Una volta approvato un progetto la regione anticipa il 30% e poi si riserva di erogare il saldo quando il progetto è realizzato e le spese e sono state rendicontate. Da qui deriverebbero quindi i 64 mila euro.

Nessun nesso, secondo Berlato, con il finanziamento di 70 mila euro a Fratelli d’Italia. “Queste risorse sono state erogate nel rispetto della legge e dello statuto dell’associazione” spiega il presidente. “Nel 2018 l’allora presidente dell’associazione si è candidata in Fratelli d’Italia alle elezioni politiche. Per questa candidatura l’associazione Cacciatori Veneti, di cui io sono presidente solo a partire da luglio 2019, ha deciso di supportare la presidente con questo finanziamento di 70 mila euro”.

Per chi volesse sapere come la Regione Veneto ha elargito nel corso del 2018 più di 260 mila euro alle associazioni venatorie, può leggere qui:

da Il Gazzettino, 31 dicembre 2019

I buffet dei cacciatori del Veneto? Li paga la Regione e con soldi pubblici. (Alda Vanzan)

Valdagno, Contrada Bernardi, bunker di caccia

(foto L.A.C., M.Z., archivio GrIG)

  1. rosella de angelis
    gennaio 4, 2020 alle 11:22 am

    Cacciatori antibracconaggio?????? Ma non si chiama ossimoro ‘sta roba? Qui nelle Marche di notte girano fuoristrada nelle campagne, i richiami vivi vengono allegramente utilizzati, quelli elettronici pure (riesco a riconoscerli perche’ ho l’orecchio allenato e perche’ sono guardia zoofila e perche’ sono fissata e perche’ sono animalista….); nelle nevicate dello scorso anno i vigneti pullulavano di cacciatori e continuano a fare battute al cinghiale anche dove non e’ consentito fare squadra. Credo di poter scrivere un libro di 1000 pagine se volessi descrivere tutta la barbarie a cui ho assistito e che ha molto intristito la mia vita. ODIO I CACCIATORI!!

    • gennaio 4, 2020 alle 11:43 am

      …sì, a quanto pare, ci sono associazioni venatorie venete che hanno duramente combattuto il bracconaggio con pizzette e tramezzini 🙂

  2. G.Maiuscolo
    gennaio 4, 2020 alle 11:54 am

    Da “la Repubblica”
    4 GENNAIO 2020
    “Calabria, automobilista salva un lupo ferito: “Mi avrebbe potuto fare del male, non l’ha fatto”.

    Non è proprio pertinente con l’argomento, ma mi vien da dire:
    Che bella umanità esiste…

  3. rosella de angelis
    gennaio 4, 2020 alle 12:07 pm

    Qui la polizia provinciale si indispettisce se fai segnalazioni e cerca in ogni modo di dissuaderti dal procedere; poi scopri che guardie e ladri vanno appassionatamente
    a caccia insieme. Bello no?

  4. Stefano Martini
    gennaio 4, 2020 alle 9:47 pm

    Altro che fratelli d’Italia ! Direi fratelli di caccia e di “grana”.🤭

  5. Porico.
    gennaio 7, 2020 alle 6:41 pm

    Ho visto il fortino sulle foto allegate. Probabilmente è stato finanziato per la difesa del patrio suolo. Nel mio paese invece vi sono bel due “Cinghialodromi ” , finanziati con fondi Regionali ,mi dicono.

  6. donatella
    gennaio 7, 2020 alle 11:56 pm

    Questo assessore “alla caccia” che per sbaglio in questo caso si chiama “ambiente, soffre palesemente del male del secolo , cioè di “protagonismo” ,purtroppo per tutti e soprattutto per le vittime dei cacciatori, ha la licenza di dettare delle leggi, in questo caso , la licenza di uccidere; di questi personaggi politici è piena la nostra Italia, compresa, forse di più? , la Sardegna. Mi dispiace soprattutto perché mi sembra giovane di età e perciò ha più tempo davanti a sé per fare danno, a meno che non si converta oppure lasci la politica. Una curiosità: perché nel video dice alla fine : ” Viva Maria?” Quale Maria intende nominare? Maria, Madre di Dio?

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