Un nuovo ripascimento del Poetto di Cagliari? Mah…


Poetto dalla Sella del Diavolo

Cagliari, la spiaggia del Poetto vista dalla Sella del Diavolo

Facendo un’escursione sulla Sella del Diavolo, ci si può anche fare del male, sul piano spirituale, guardando la spiaggia del Poetto dall’alto.

A Cagliari puoi far così una splendida passeggiata fra natura e cultura, ma puoi anche vedere come sia stato inutile e dannoso l’intervento di ripascimento della spiaggia compiuto quasi vent’anni fa dalla Provincia di Cagliari.

Il mare s’è ripreso il sabbione grigio buttato sulla spiaggia emersa e l’ha riportato verso la spiaggia sommersa, quella sott’acqua, per riequilibrare i milioni di metri cubi asportati fino agli anni ’70 del secolo scorso per alimentare l’industria edilizia nell’area vasta cagliaritana.

Un danno ambientale ed erariale, sanzionato dalla Corte dei conti, ma ben poco rispetto a quanto arrecato a tantissimi cagliaritani che hanno la spiaggia dei centomila nell’anima.

Cagliari, spiaggia del Poetto con il "ripascimento"

Cagliari, spiaggia del Poetto con il “ripascimento”

Oggi, con buon senso, i lavori del lungomare condotti dal Comune di Cagliari han determinato la realizzazione del primo cordone dunare, già previsto ma non attuato con il precedente progetto.

Un primo passo positivo per la spiaggia, insieme allo spostamento dei baretti.  Finalmente.

Ora si parla di un nuovo ripascimento: come?  Con quali finalità?  In che modo?  Chi lo fa? Con quali fondi?

Mah…

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Cagliari, spiaggia del Poetto con il "ripascimento"

Cagliari, spiaggia del Poetto con il “ripascimento”

da L’Unione Sarda, 31 ottobre 2018

Poetto, si studia un ripascimento bis.

LA PROPOSTA. Mozione al Consiglio comunale ma gli esperti bocciano l’idea: non è necessario.  Il sindaco: «Bisogna intervenire senza commettere gli errori del passato». (Marcello Cocco)

Quella data, 8 marzo 2002, è una delle pagine nere della storia cagliaritana: iniziò lo sfregio del Poetto, causato da un improvvido ripascimento. Eppure quel termine, ripascimento, sembra tornare di moda: il mare si è “rimangiato” i 370 metri cubi di sabbia nera riversata in quegli anni. L’erosione non si ferma: la spiaggia è tornata ai livelli del 2002. E si ritorna a usare la parola tabù.
La proposta.
«Occorre intervenire immediatamente», afferma Federico Ibba, consigliere dei Popolari per la Sardegna, che ha presentato una mozione per creare un’authority, tra Cagliari e Quartu, sul Poetto. «L’ipotesi del ripascimento, evitando gli errori del passato, va presa in considerazione. Come vanno analizzate anche altre soluzioni».
Il sindaco.
Non ci sono dubbi, il Poetto ha bisogno di un intervento perché l’erosione si è “rimangiata” tutta la sabbia. «È un ecosistema fragilissimo», sostiene Massimo Zedda, «da rispettare ogni volta che si interviene. Lo abbiamo fatto con il lavoro sul ripristino del cordolo dunale e della vegetazione, che sta già dando ottimi risultati. Bisogna proseguire, consentendo alle dune di rafforzarsi per diminuire l’erosione. Per evitare gli errori commessi nel passato credo che si possa ragionare su aggiungere sabbia a poco a poco, alla Prima fermata, in modo da poter verificare gli effetti. Nessun ripascimento, il solo termine ricorda la distruzione del Poetto».
Gli esperti.
Quella parola proprio non piace neanche a chi, come Sandro De Muro, docente di Geografia fisica e geomorfololgia all’Università, studia il Poetto da anni. «Non credo», interviene, «che un ripascimento sia necessario, anzi. Ci vorrebbe un impegno civile verso un maggiore rispetto dei processi naturali. Servono buone pratiche, maggiore cultura del mare ed educazione ai cambiamenti climatici». Per Stefano Deliperi, ambientalista del Gruppo di intervento giuridico, il ripascimento sarebbe solo un palliativo. «Sino agli anni ’70», spiega, «veniva prelevata la sabbia destinata all’attività edilizia di Cagliari e Quartu. A qualche miglio dalla costa c’è una voragine da cui mancano milioni di metri cubi di sabbia. Occorrebbe intervenire su questo».
La Regione.
Ci sarà un ripascimento? Sarà “mini” o coinvolgerà tutto il litorale? «Per il momento», fanno sapere dall’assessorato regionale all’Ambiente, «non è arrivato alcun documento. Lo scorso anno abbiamo finanziato gli interventi per fermare l’erosione a Calamosca. Nel caso in cui dovesse partire l’iter sul Poetto si avvierà tutto il processo di controllo». Comunque, a vigilare ci sarà anche l’assessorato agli Enti locali, cui compete il parere preventivo sui colori: decide se accettare o meno il tipo di sabbia che sarà utilizzato. Ma, alla luce di quanto accaduto nel 2002, è probabile che il parere arriverà solo per un piccola porzione. Verrà esteso a tutta la spiaggia solo dopo le verifiche sull’intervento.

Cagliari, Poetto, sequestro preventivo dei "baretti" (2013)

Cagliari, Poetto, sequestro preventivo dei “baretti” (2013)

L’intervento di sedici anni fa sfociò in inchieste penali e contabili.

IL PRECEDENTE. Fra le polemiche nella primavera 2002 fu riversata sabbia scura sulla spiaggia.

«Sta schiarendo, basta con le chiacchiere», aveva detto il presidente della Provincia Sandro Balletto il 14 marzo, quando la draga belga Antigoon sputava sabbia nera da otto giorni. E il 30 maggio, a ripascimento concluso, aveva chiosato: «Spiaggia bellissima, un incanto tornato alla città». La prima ammissione che le cose non erano andate così bene la fece, il 18 ottobre, l’assessore ai Lavori pubblici Renzo Zirone: «Ho sempre detto che il lavoro non era stato fatto bene».
Eppure, quel disastroso ripascimento non ha avuto conseguenze penali: per tutti gli imputati è arrivata la prescrizione. Le condanne sono arrivate solo dalla Corte dei conti che ha quantificato in quasi tre milioni di euro il danno provocato da quell’intervento: Balletto ha dovuto restituire 143.528 euro, Zirone 287.057 euro, la stessa cifra di Antonello Gellon, il geologo della commissione di monitoraggio. Salasso per il direttore dei lavori Salvatore Pistis, condannato a pagare 574.115 euro, il collega Andrea Gardu, 430.586, come il responsabile del procedimento Lorenzo Mulas. Andrea Atzeni, Paolo Orru e Giovanni Serra che attestarono il buon esito dell’intervento, hanno dovuto risarcire 191.372 euro ciascuno mentre i consulenti Paolo Colantoni e Leopoldo Franco hanno pagato 71.765 euro. Le imprese che hanno eseguito i lavori? Si è arrivati a una transazione grazie alla quale hanno versato 581.055 euro alla Provincia.

Cagliari, spiaggia del Poetto, Torre spagnola, sullo sfondo la Sella del Diavolo

Cagliari, spiaggia del Poetto, Torre spagnola, sullo sfondo la Sella del Diavolo

Il geologo. «L’erosione porterà il mare fino alle case».

Geologo, docente a contratto di Rilevamento territoriale all’Università, Giosuè Loj è il rappresentante del ministero per l’Ambiente nell’Ente parco di La Maddalena. E ha partecipato alla stesura di “Eurosion”, il programma europeo che ha elaborato le linee guida contro l’erosione. «Come si fa per tutte le spiagge, prima di prendere qualunque decisione», esordisce, «occorre creare un modello di evoluzione della spiaggia. Solo dopo un serio studio scientifico, si potrà decidere che intervento fare». Un’analisi che deve essere fatta in tempi brevi. «Prima che l’erosione diventi irreversibile». In passato, il modello non esisteva: negli ultimi anni gli studiosi hanno invece raccolto molti dati. «Nel giro di due anni, si può finalmente elaborare il modello che consentirà, poi, di decidere che tipo di intervento fare».
Un ripascimento? «In tante spiagge europee si fa regolarmente. Sapendo bene che è una soluzione provvisoria: dopo un certo periodo, in alcuni casi appena cinque anni, occorre ripetere l’intervento». Cosa che potrebbe capitare anche al Poetto. «L’erosione è in atto e potrebbe arrivare alle prime case».
Perché le correnti continuano a portare via la sabbia dal litorale. Si potrebbe lavorare anche su questo: solo che sembra impensabile eliminare le opere, come le barriere protettive della Sella del Diavolo o il porticciolo di Marina Piccola, che hanno cambiato la situazione. «Ma serve anche una cultura del mare: le ruspe che spostano le posidonie portano via sabbia. E, negli anni, ne hanno involontariamente portato via tantissima anche le centinaia di migliaia di bagnanti che vanno al Poetto».

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Cagliari, Poetto, bunker (1940)

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. Claudio
    novembre 2, 2018 alle 4:11 am

    Altro che ripascimenti, dopo aver modificato le leggi naturali la situazione è irrisolvibile, non solo per il poetto ma anche per moltissime spiagge italiane. Aspettando l’innalzamento dei mari non ci resta che rimpascire la nostra coscienza con tanti mea culpa mea grandissima culpa…
    Ps: per curiosità i condannati hanno pagato il dovuto?
    Ps: anvedi la prescrizione, c’è chi la vuol cambiare ma haimè i “competenti” sono tutti contro…che disdetta!

  2. Patrizia Pili
    novembre 2, 2018 alle 9:29 pm

    Secondo me è necessario ripristinare le praterie di posidonia.

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