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Gli speculatori delle energie rinnovabili chiedono 6,5 miliardi di euro di risarcimento danni alla Regione autonoma della Sardegna.


Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

Varie richieste di risarcimento danni sono state indirizzate dalle diverse società che appaiono riconducibili al Gruppo Angelantoni nei confronti della Regione autonoma della Sardegna per aver ritenuto di dover assoggettare a procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) i quattro progetti di centrale solare termodinamica a concentrazione presentati[1].

Il conto complessivo presentato alla Regione autonoma della Sardegna ammonterebbe a 6,5 miliardi di euro. L’importo di un bilancio regionale annuale.

Infatti, il Gruppo Angelantoni in sinergia con la giapponese Chiyoda Corporation hanno avviato il progetto Archimede Solar Energy (ASE), proponendosi la realizzazione di ben quattro centrali solari termodinamiche a concentrazione per complessivi 389 Megawatt termici: a Flumini Mannu, fra Villasor e Decimoputzu (55 MW elettrici di potenza, 269 ettari interessati), a Campu Giavesu, in Comune di Cossoine (50 MW elettrici di potenza, 160 ettari interessati), nei terreni agricoli fra Giave e Bonorva (50 MW elettrici di potenza, 235 ettari interessati), nelle campagne di Gonnosfanadiga (55 MW elettrici, 232 ettari interessati).     Sono stati sbandierati un miliardo di euro di investimenti e 5 mila posti di lavori diretti e indiretti.

California, deserto del Mojave, centrale solare termodinamica

California, deserto del Mojave, centrale solare termodinamica

Complessivamente quasi 900 ettari di terreni agricoli o con pascoli alberati interessati.   Se i proprietari non cederanno i loro terreni con le buone, l’intenzione è quella di procedere con l’esproprio per ragioni di (preteso) interesse pubblico.

In realtà, se si trattasse – come ampiamente pubblicizzato sulla stampa nazionale (Il Sole 24 Ore, edizioni del 2 ottobre 2013 e del 27 novembre 2013) – di un “pacchetto” unico con ben quattro progetti di centrali solari termodinamiche, allora dovrebbe necessariamente svolgersi un procedimento di V.I.A. unico, se si trattasse, invece, di un “programma” comprendente più progetti, dovrebbe svolgersi invece preventivamente la procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.).

Nei fatti le cose stanno andando diversamente.

I vari progetti di centrali solari termodinamiche a concentrazione sono già stati sottoposti a rispettiva procedura di verifica di assoggettabilità (direttiva n. 2011/92/UE, art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., art. 31 della legge regionale n. 1/1999 e s.m.i., deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, allegato B) di competenza regionale, su proposta di soggetti imprenditoriali diversi (soprattutto la EnergoGreen Renewables s.r.l., controllata dalla Fintel Energia Group s.p.a.).

Cossoine - Bonorva, impatto cumulativo centrale eolica (esistente) + centrale solare termodinamica (in progetto)

Cossoine – Bonorva, impatto cumulativo centrale eolica (esistente) + centrale solare termodinamica (in progetto)

A parte quella inerente il progetto Gonnosfanadiga – Guspini, conclusasi con la rinuncia del proponente, tutte le restanti rispettive procedure di verifica di assoggettabilità si sono concluse con la decisione di far svolgere, con i dovuti approfondimenti, la successiva e vincolante procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), sempre di competenza regionale, proprio per il pesante impatto sull’ambiente e le risorse del territorio interessato.    A fine 2013 è stata proposta un’interpretazione abbastanza singolare: visto che c’è un (nuovo) soggetto proponente unico, allora si dovrebbe fare un unico procedimento di V.I.A., di competenza nazionale, visto che così prevede il Codice dell’ambiente (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) per le centrali termiche a combustione superiori a 300 Megawatt termici.

In realtà, però, la procedura di V.I.A. è stata avviata solo per i siti di Villasor – Decimoputzu e di Gonnosfanadiga – Guspini, in ambedue i casi con l’intervento dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Sembra impossibile, ma ogni giorno che passa pare proprio che la produzione di energia da fonti rinnovabili sia l’alibi per massacrare il paesaggio agricolo sardo per fini puramente speculativi.

Asfodelo (genus Asphodelus L.)

Asfodelo (genus Asphodelus L.)

Altro che ecologiche e utili, le energie rinnovabili stanno vampirizzando sempre più ambiente e fondi pubblici.   Come tutte le cose, dipende sempre da come si utilizzano.

Ma, al di là degli aspetti giuridici, fondamentali in casi come questo, la domanda impellente è questa: a chi serve una speculazione energetica di così grande entità ai danni di centinaia e centinaia di ettari di terreno agricolo e pascolativo sardo?

Non alla Sardegna, che già oggi produce molta più energia di quanto abbia bisogno e non ha alcuna garanzia che tale produzione da fonte rinnovabile sostituisca quella tradizionale di origine fossile.

Considerati i forti incentivi per la produzione di energia da fonte rinnovabile, il minimo sarebbe l’ubicazione di tali impianti in aree industriali, già infrastrutturate e prive di valore ambientale.

Questa è una battaglia campale per la nostra Terra.     E la combatteremo fino in fondo, speriamo insieme a tanti altri cittadini, associazioni e comitati.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

campo di grano

campo di grano

 

da La Nuova Sardegna, 7 novembre 2014

I signori delle energie rinnovabili chiedono 6 miliardi alla Regione.  (Mauro Lissia)

 

Megaspecchi tra Cossoine e Giave.

 

Una multinazionale giapponese si occuperà dei cantieri nell’Isola.

 

______________________________________________

[1]  In Sardegna è stato presentato anche il noto progetto della Sardinia Green Island s.r.l., fra le varie società del Presidente della Confindustria della Sardegna meridionale Alberto Scanu, nelle campagne di Vallermosa, piccolo centro agricolo del Cagliaritano.

 

 

(foto da mailing list ambientalista, Comitato popolare no al termodinamico Cossoine, S.D., archivio GrIG)

  1. Nico
    novembre 8, 2014 alle 9:08 am

    vengano a Cossoine e prenderanno 6,5 miliardi di calci nel sedere.

    • mara
      novembre 8, 2014 alle 4:53 pm

      Ciao Nico, abbiamo avuto la stessa idea… solo che io ho ridotto il numero delle pedate perché non ho più gli scarponi da montagna:)

  2. mara
    novembre 8, 2014 alle 10:59 am

    6,5 milioni di calci nel fondoschiena potrebbero bastare?

  3. Michele Gaias
    novembre 8, 2014 alle 11:29 am

    Un cancro fortemente attivo in Italia e che anche le cose utili, moderne, ecologiche considerate positive ,scatenano gli appetiti degli speculatori. Un rimedio in questo caso? Se la Sardegna produce già energia alternativa e pulita in quantità suficiente per i suoi abitanti, questo limite non si deve superare e non solo, bisognerebbe continuare ad incoraggiare i singoli privati a munirsi di un loro impianto e mano mano si dovrebbero smantellare eventuali grossi impianti costruiti. Noi non dobbiamo essere privati di usufruire del nostro suolo e subire imposizioni specie da società straniere, in particolare quelle giapponesi che tanti scheletri di balene che uccidono hanno nei loro armadi ! Bisogna opporsi con tutte le nostre forze. michele

  4. Giovanna
    novembre 8, 2014 alle 12:57 pm

    Basta con i nuovi colonizzatori distruttori. Non bastano le basi militari e i petrolchimici che hanno portato distruzione del territorio, inquinamento e illusioni ai sardi e tanti soldi ai Rovelli e al clan Andreotti, mafia sicula inclusa. Non bastano i danni de la Saras dei Moratti e la Sardinia Gold Mining degli amici degli amici di Cappellacci. Ancora e ancora cercano di distruggerci e annientarci per fare di quest’ isola un deserto per il solo fine di lucro.
    Bisogna dire che è ora di finirla. E se, come dicevano i sardi saggi, non la sentono con le buone, allora bisognerà ineluttabilmente passare alle cattive.
    La Sardegna è il mio cuore oltre che la mia patria.

  5. Genius Loci
    novembre 8, 2014 alle 1:12 pm

    A parte che non esiste risarcirli, o chiediamo i danni morali per averci preso per il naso.
    Ma se proprio deve essere così propongo di ripagarli con tanta cicuta, così la smettono di prenderci per coglioni!

  6. roberto
    novembre 8, 2014 alle 11:54 pm

    la settimana scorsa ho acquistato diversi scarponi. Se c’e’ posto mi aggrego volentieri a tutti voi.
    A presto e ciao.

  7. giovanni
    novembre 10, 2014 alle 4:54 pm

    Comunque, per la cronaca, le richieste di VIA presso il Ministero per gli impianti di Villasor e di Gonnodfanadiga sono stati ritenuti ammissibili dallo stesso, il quale ha avocato a se il procedimento istruttorio dopo essere stati bocciati dal SAVI. Considerato l’andazzo dello Stato nei confronti delle Energie rinnovabili e della considerazione che ha per la Sardegna c’è da aspettarsi di tutto.

    • mara
      novembre 10, 2014 alle 5:52 pm

      Hai ragione. Anche lo Stato dovrà aspettarsi di tutto. I sardi non sono più la docile, coraggiosa e ingenua carne da cannone della prima guerra mondiale. Almeno lo spero:)

      • Luca Carta Escana
        novembre 13, 2014 alle 8:13 pm

        Brava!

  8. Bio IX
    novembre 10, 2014 alle 10:14 pm

    Figurarsi dopo la sottoscrizione dei TTIP http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=833
    P.S. Per informare, non per influenzare …..

    • mara
      novembre 10, 2014 alle 11:30 pm

      Siamo già influenzati..) Il TTIP è ancora in piena fase negoziale, da poco reso pubblico per le osservazioni, che tutti ci auguriamo facciano piazza pulita delle abbondanti schifezze. In ogni caso ci rimane sempre la TGM:)

  9. Luca Carta Escana
    dicembre 1, 2014 alle 8:13 am

    In merito a Gonnosfanadiga e Guspini segnalo l’aggiornamento del 26.11.2014: http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1400/1940?pagina=1#form-cercaDocumentazione Gràtzias.

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