L’inquinamento non si ferma a metà del Canale di San Pietro…


Riceviamo dal Comitato Carlofortini Preoccupati e pubblichiamo molto volentieri.

L’inquinamento di origine industriale del basso Sulcis ha raggiunto ormai da tempo livelli intollerabili per l’ambiente, la salute e le finanze pubbliche.

Tore Casanova ne parla, in tabarkino, nel programma radiofonico Artzia Sa Boxi, su Radio Rai Sardegna, lunedi 24 marzo 2014 alle ore 12.30.           Da ascoltare!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Carlofortini Preoccupati! Portovesme: Veleni a Carloforte.

Il comitato Carlofortini Preoccupati, chiede  all’Amministrazione comunale e al Sindaco in qualità di Ufficiale Sanitario e responsabile perciò della salute pubblica, alla Regione della Sardegna, alla Asl 7, all’Arpas,  quali interventi intendano promuovere in seguito alle decisioni assunte dal sindaco di Portoscuso, che proprio di recente ha emesso un’ordinanza (n°9 del 6/3/2014) dietro sollecitazione della Asl 7. Nell’ordinanza si impone il divieto di commercializzazione o distribuzione per alcuni prodotti orticoli e si informa che i prodotti coltivati nel territorio comunale possano essere consumati solo saltuariamente. Inoltre per alcune aziende il comune ha ordinato “la distruzione e lo smaltimento” del latte prodotto in quanto riscontrati livelli di piombo  “superiori alle norme di legge”.
Considerati i dati  elencati sotto riferiti allo stato di salute della nostra isola,  pensiamo che sia inaccettabile quanto dichiarato alla stampa (L’Unione Sarda del 14/3/2014) dal dott. Onnis della Asl 7 che chiede ulteriori analisi per le sole attività agricole di Carbonia, San Giovanni Suergiu e Gonnesa, mentre Carloforte e altri territori limitrofi vengono per l’ennesima volta inspiegabilmente esclusi.
Intanto le morti  e i malati di tumori, stando a quanto dichiarato dalla stessa Asl 7 per voce del direttore Maurizio Calamida (l’Unione Sarda del 22/2/2014),  non accennano a diminuire e anzi i “dati son destinati a aumentare” .

Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

I cittadini continuano a subire una situazione che è sempre più drammatica infatti queste sostanze si bioaccumulano nell’organismo, costituendo un rischio non solo cancerogeno, ma anche genotossico.  Metalli Pesanti e Ipa  possono passare al resto dell’  ecosistema , e quindi potrebbe innescarsi o si è già innescato, il passaggio da un organismo all’altro cioè  il fenomeno della “biomagnificazione” che va ad affiancarsi a quello della  bioaccumulazione. E’ scontato ricordare che questi gravi episodi di inquinamento causano un rischio sanitario per tutti i cittadini.
Chiediamo un’incontro con il Sindaco.  Al Sindaco al consiglio comunale e agli enti preposti al controllo alla luce dei dati sotto  enunciati chiediamo quali provvedimenti intendano intraprendere.
Di seguito le analisi effettuate nell’Isola di San Pietro in questi anni,  da privati cittadini, dal nostro comitato,  da vari enti pubblici o ottenute dal comune dopo varie e insistenti pressioni, hanno fatto emergere un quadro a dir poco  allarmante:
-Negli anni ’90, l’Università di Padova certificava che su 20 carlofortini sottoposti ad esami ematologici,  ben 17 presentavano Piombo nel sangue oltre il valore limite.
-Uno studio scientifico dell’Università di Cagliari del 2009 ha evidenziato che l’inquinamento colpisce  anche il mare, infatti  la presenza di Cadmio e Piombo e altri metalli nelle alghe marine circostanti l’ Isola di San Pietro, potrebbe essere di origine industriale.
-Nel mese di maggio 2010 da un analisi effettuata dal nostro comitato sulle Nespole risulta un’alta percentuale di Piombo  quasi il doppio oltre il limite consentito e Cadmio ai livelli di guardia.
– Nel Febbraio 2011, i dati sullo screening alla tiroide seppure parziali, appaiono piuttosto preoccupanti,  nel campione scolastico più del 40% è risultato affetto da alterazioni alla ghiandola tiroidea con “consiglio” di ulteriori accertamenti.
– Nel  mese di maggio 2011 successivamente al sollevamento di un polverone tossico proveniente dal bacino dei fanghi rossi e a seguito di un acquazzone avvenuto 2 giorni dopo, in una località interna dell’Isola di San Pietro, sempre il comitato dei Carlofortini Preoccupati ha prelevato un campione di acqua piovana avente un deposito di colore rosso intenso. Le analisi hanno rilevato  valori di alcuni metalli tossici nocivi e cancerogeni  al di sopra della norma il Cadmio è 32 volte oltre il limite di legge. Il Piombo è 20 volte oltre il limite. L’Alluminio è 63.5 volte oltre il limite.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

-Nel mese di aprile 2012 le analisi del Momar “sistema integrato per il monitoraggio e il controllo dell’ambiente marino” , progetto transfronataliero che ha visto tra gli altri la partecipazione della Regione Sardegna, Toscana, Istituto francese di ricerca e l’Università di Cagliari rilevava un’ accumulo di metalli pesanti  nel campione prelevato a Carloforte. Nello specifico nei sedimenti della zona nord dell’Isola di San Pietro sono state trovate concentrazioni di: Rame, Zinco, Arsenico, Cromo, Nichel, Vanadio, Alluminio, Ferro, Cadmio, Piombo Mercurio, Antimonio, Manganese. Sono stati riscontrati anche gli Idrocarburi Policiclici Aromatici, noti come IPA, e anche in questo caso lo studio mostra dei valori anormali. Inoltre è stata individuata la “biocenosi a foraminiferi bentonici” ed è stato riscontrato che, sia a Calasetta che a Carloforte (Tonnare), si denotano “situazioni di stress ambientale”. Inoltre sono stati effettuati dei test eco-tossicologici sulle larve d’ostrica con lo scopo di disporre una cartografia completa della tossicità dei sedimenti. Carloforte e Calasetta dove sono state riscontrate la massima contaminazione con il 100% di anomalie larvali . Analisi con questo metodo sono state fatte anche alla Punta e all’Isola Piana e anche in quei casi risulta una significativa tossicità.
-Ancora nella primavera 2011 abbiamo raccolto in varie zone dell’isola acqua piovana superficiale, i campioni sono stati da noi consegnati ad un ente pubblico nazionale, i risultati sono stati sconcertanti con valori di Piombo e Cadmio con valori ben al di sopra ai limiti di legge. Queste analisi in nostro possesso potremo divulgarle solo in un’eventuale sede processuale.
-In uno studio per gli anni 1980- 2000 rileva  la distribuzione dei decessi per tumore maligno alla pleura e si legge che: “ il cluster di maggior rilievo statistico (p value = 0.003) nella zona sudoccidentale dell’isola definito dai comuni di Carloforte, Calasetta, Portoscuso e Sant’Antioco con 15 casi osservati a fronte dei 3.23 attesi”
-Sulla pubblicazione Ambiente e Salute dell’OMS i dati non sono rassicuranti per ciò che concerne il tumore ai polmoni risultano “6 casi in più rispetti ai 24 osservati”  e ancora “ il tumore della prostata elevato sopratutto a Carloforte” anche per le leucemie fra la popolazione femminile si registrano “valori elevati”

Carloforte, centro storico visto dal mare

Carloforte, centro storico visto dal mare

-Inoltre il nostro comune rientra nel Sin “Sulcis-Iglesiente-Guspinese” nel rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità risulta:  “Per uomini e donne è presente un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato respiratorio e un difetto, per i soli uomini, per le malattie circolatorie”
-Ancora è importante ricordare che in concordanza con i dati della letteratura scientifica in materia di inquinamento,   il raggio di massima esposizione agli inquinanti intorno ad una centrale a carbone è di circa 48 Km, il nostro comune rispetto al polo dista nel punto più vicino  7 Km e in quello più distante 16 Km!

Comitato Carlofortini Preoccupati

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Shardana
    marzo 22, 2014 alle 3:22 PM

    Come sempre chi si deve muovere per far valere il diritto alla salute sono sempre i comitati cittadini.Ma i politici che fanno?Pensano ancora che siamo immuni dai veleni di portovesme? Forse troppo vicini al potere che gestisce il silenzio sul l’olocausto sulcitano?A carloforte si muore di cancro di malattie cardiovascolari e respiratorie,in un’isola definita sulla carta “isola ecologica del mediterraneo”da un gruppo diuomini di partito,tra l’altro sempre gli stessi che gestiscono soldi pubblici e malaffare.Che fine hanno fatto i 5.000.000 di € che avete preso per il progetto isola ecologica?Quand’è che i magistrati o la finanza metterete le mani in questa fabbrica mangiasoldi?Andate avanti Carlofortini P solo voi potete portare avanti questa lotta…….

  2. marzo 24, 2014 alle 4:41 PM

    Sabato c’erano in visita elettorale a Cagliari tre cittadini eletti al Parlamento del MoV5s, hanno dichiarato di volersi interessare ai problemi ambientali della Sardegna. Voi Tabarkinini dovreste contattare subito queste persone e farle tornare, per fargli prendere impegni precisi, su tutta la situazione a partire dalla creazione dell’Area ad Alto Rischio ambientale che ha prodotto assieme a tante commissioni parlamentari aria fritta con olio esausto.

  3. Mara
    marzo 24, 2014 alle 4:47 PM

    Questo immane disastro colpisce un bellissimo territorio che poteva essere fra i più pregiati dell’intera Sardegna, dal punto di vista ambientale. Ed è un disastro ampiamente annunciato. I politici, romani e sardi, che l’hanno promosso, gli amministratori locali che l’hanno permesso, i sindacati che l’hanno difeso contro ogni evidenza dovrebbero essere tuttora in vita.
    A loro BISOGNA chiedere conto delle morti per tumore, passate, presenti e purtroppo future.
    Possibile che non ci sia un modo?
    Perlomeno di sapere DOVE abitano tutti costoro, scommetto che non è accanto alla centrale Enel a Portovesme- né a Carloforte o Paringianu – e che i loro figli sono in salvo.
    Non si tratta solo del diritto di sapere, ma del diritto di VIVERE.
    E’ una vergogna indigeribile, per l’Italia intera.

    • marzo 24, 2014 alle 6:09 PM

      Partecipai come rappresentante ecologista inviato dai comuni amici alla prima assemblea che avrebbe deciso la definizione di un baluardo amministrativo all’inquinamento con la creazione dell’Area ad Alto Rischio Ambientale, c’erano tutte le persone e sono ancora vive che applaudirono pensando che i loro partiti e sindacati ci avrebbero guadagnato ancora di più e così è stato, ancora oggi gli amici Sulcitani pochi e i Carlofortini di più denunciano le morti in aumento e il fallimento della politica del risanamento e quello del turismo.

  4. Shardana
    marzo 24, 2014 alle 5:55 PM

    Stavo leggendo che il codacons movimento in difesa dei consumatori si stà muovendo per chiedere a quei ladri dei politici sardi,tutti insieme appasionatamente,di restituire il frutto delle loro rapine alla popolazione.Chissà forse si potrebbe tentare con le omissioni,le morti collegate all’industria sulcitana e iniziareun nuovo tipo di lotta,che non lasci soli e isolati questo gruppo di ragazzi.Magari con un’associazione a livello nazionale i papponi possono venire smascherati.

    • marzo 24, 2014 alle 10:02 PM

      certo, Shardana.
      Continua ad aspettare Codacons e Greenpeace. Magari anche Godot.

      Stefano Deliperi

      • Mara
        marzo 25, 2014 alle 9:10 am

        NO. Godot lo aspetto già io.

  5. Shardana
    marzo 25, 2014 alle 11:42 am

    Greenpeace sarebbe il massimo,peccato che anche loro non si muovono per portovesme…. Ci devono essere dei poteri così forti……se nò come si spiegherebbero le azioni in altre centrali Enel,compresa quella di portotorres?Spero sempre di vedere lo striscione NO COKE penzolare dal fumaiolo di portovesme,godot lo aspetta Mara,non mi rimane che sperare nel codacons,o hai qualche idea migliore Grig?

    • marzo 25, 2014 alle 4:43 PM

      ti svelo un segreto: da più di 20 anni, con le poche risorse che abbiamo, denunciamo nei modi e nelle sedi opportune speculatori e inquinatori, compresi quelli di Portoscuso.
      Senza nemmeno uno striscione sul “fumaiolo”.
      E qualche risultato è giunto.
      Continua ad aspettare Greenpeace e Codacons 😉

      Stefano Deliperi

  6. Shardana
    marzo 25, 2014 alle 4:57 PM

    Il problema è che ancora oggi continuano a scaricare veleni nell’aria,tanto 20 anni in più 20 anni in meno…..la morte aspetta.Dovreste passare di notte a porcovesme(più porco chi scarica veleni nell’aria e chi li protegge)signori controllori del l’arpas,magari in compagnia dei sindacalisti che continuano ad avvelenare noi è ad illudere gli operai per mantenere in piedi il carrozzone del voto di scambio e la fabbrica di soldi per tenere in piedi il sistema.Venite a viverci voi nel Sulcis dalle acque cristalline…………Io aspetto

    • Mara
      marzo 25, 2014 alle 5:43 PM

      Shardana, mi piange il cuore a sentire la tua giustissima rabbia. Io da Portoschifo sono scappata 20 anni fa, rinunciando anche ad un buon lavoro. Mi rendo conto che la soluzione non è deportare i cittadini, ma almeno convincere TUTTi, sindacati in primis, che queste schifezze chiamate “fabbriche” DEVONO chiudere e bisogna iniziare il lavoro di ripristino ambientale. Impiegando di preferenza chi lavorava in fabbrica (sindacalisti esclusi). Questo lo potete fare solo voi residenti, con un lavoro certosino e capillare, porta a porta con tutti gli abitanti. Il GRIG sta già facendo moltissimo, non finirò mai di ringraziare il loro impegno.

  7. Shardana
    marzo 25, 2014 alle 7:50 PM

    Io non voglio imporre a nessuno un modo di vivere o gestire un territorio,ma che ci dicano se possiamo mangiare pesci,ricci,patelle,latte,carne,uova,ortaggi frutta e bere vino e acqua,poi ognuno è libero di farsi fuori come vuole.Ne muoino più di cancro che di eroina nel Sulcis,perchė dobbiamo mettere a rischio la nostra vita e quella dei nostri cari per mantenere in piedi un carrozzone che da 30anni produce solo morte e crea assistenzialismo a gente che oltre che la cassa integrazione fa altri mille mestieri!mettendo rubando non solo la salute ma anche il lavoro?Non sono arrabbiato Mara,sono solo stanco di vivere senza diritti,ostaggio di uno stato in mano alle multinazionali e ci è mancato il coraggio e i soldi per fare la tua scelta.Grazie comunque

    • Mara
      marzo 25, 2014 alle 10:33 PM

      Grazie a te, Shardana. Se permetti ti abbraccio.

      • Shardana
        marzo 26, 2014 alle 11:40 am

        Con grande piacere……

  8. Shardana
    marzo 29, 2014 alle 5:23 PM

    Sempre più conferme al fatto che i veleni non si fermano al canale di sanpietro,ma invadono tutta la sardegna.Nell’unione sarda di oggi un articolo ci informa che alle porte di cagliari,a macchiareddu all’interno di un capannone,tonnellate di rifiuti tossici provenienti da portovesme e porto torres che venivano stoccati dalla ditta” ecovattelapesca”Dove sono i sindacalisti o il gruppo rock ex lavoratori alcoa,che inneggiano alla riapertura delle fabbriche per un pugno di operai cassaintegrati che fanno altri mille lavori.Della gente che muore di cancro,uniche vittime di questo sistema omertoso,nessuno scrive poemi o canzoni…….quello che si vede in superficie è solo la punta di un iceberg,FEMATE LA STRAGE

  9. Luca
    marzo 11, 2018 alle 9:17 am

    E io “prossimo alla pensione” che volevo comprare casetta nell’ isola di sant Antioco….alla faccia, tutto inquinato??? Dove mi consigliate in Sardegna vicino mare ciao e grazie Luca Bz.

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