Sardegna, aggiornamento del piano paesaggistico regionale. Lavori in corso.


processo di ascolto sul piano paesaggistico, venti anni di P.P.R.

Il piano paesaggistico regionale (P.P.R. – 1° stralcio costiero) è esecutivo con decreto presidenziale R.A.S. n. 82 del 7 settembre 2006.

A vent’anni dall’entrata in vigore, la Regione autonoma della Sardegna ha avviato il processo di revisione, anche perché l’aggiornamento del piano paesaggistico è prevista ordinariamente per legge (artt. 143 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

L’1 luglio 2026 si è tenuta presso la Manifattura Tabacchi di Cagliari la tappa finale della fase di presentazione e di ascolto, che si concluderà l’8 settembre 2026 con una conferenza conclusiva che riprenderà esigenze e desideri dei vari soggetti territoriali e sociali interessati.

A parte le consuete argomentazioni da campagna elettorale, non è la prima volta che viene manifestata la volontà da parte dell’Amministrazione regionale di turno di modificare il P.P.R.

Ci provò la Giunta Cappellacci e – grazie anche alla impugnazione effettuata dal Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) – il tentativo coinvolse la successiva Giunta Pigliaru e si concluse penosamente (2014).

Cagliari, processo di ascolto sul piano paesaggistico (1 luglio 2026)

Le domande poste alla base dell’attuale fase di ascolto sono

– quali elementi positivi?

– quali criticità?

– quale idea strategica di paesaggio per la Sardegna?

Le posizioni espresse in proposito dal GrIG sono molto chiare.

Sardegna, piano paesaggistico regionale (P.P.R.), Baratz e Porto Ferro

Gli elementi positivi del vigente P.P.R. sono dati dal quadro di disciplina di gestione del territorio costiero che ha consentito sostanzialmente di salvaguardare i valori naturalistici, ambientali, storico-culturali dei litorali dell’Isola.

E la necessità della permanenza e del rafforzamento di una solida normativa di tutela è oggi ricordata a gran voce da sciagurati tentativi speculativi quali quello – veramente eversivo – attualmente in atto sul litorale gallurese di Cala Finanza (Loiri Porto San Paolo).

L’estensione della pianificazione paesaggistica all’intero territorio regionale è già prevista dalla legge regionale Sardegna n. 8/2004 (“Il PPR costituisce il quadro di riferimento e di coordinamento, per lo sviluppo sostenibile dell’intero territorio regionale, degli atti di programmazione e pianificazione regionale, provinciale e locale ed assume i contenuti di cui all’articolo 143 del decreto legislativo n. 42 del 2004”, art. 1, comma 2).

E i contenuti della pianificazione paesaggistica sono quelli previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (artt. 143 e 145 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), non dai desideri di amministratori locali e investitori immobiliari, altrimenti si compie un’attività pianificatoria illegittima che può finire annullata in sede giurisdizionale, come già avvenuto proprio su azione ecologista.

Roma, Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato

La criticità principale attribuita al P.P.R. risiede nelle difficoltà per i Comuni nell’adeguamento dei propri strumenti urbanistici ai contenuti e ai principi del piano.

Si ricorda, infatti, che il piano paesaggistico è immediatamente cogente e vincolante – per tutte le aree tutelate con vincolo paesaggistico – per tutti gli atti di pianificazione settoriale e urbanistica (artt. 143 e 145 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e comunque costituisce indirizzo per le restanti parti.

Sardegna, piano paesaggistico regionale – P.P.R., area Piscinas – Scivu (Arbus)

Ma davvero i ritardi nell’adeguamento della pianificazione urbanistica comunale dipendono soltanto da difficoltà tecniche e carenze di organici?

La Regione autonoma della Sardegna ha sistematicamente messo a disposizione cartografie, cospicui fondi, strutture di supporto, linee di indirizzo e procedure per l’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali (P.U.C.), come ben noto.

Tuttavia, a distanza di vent’anni, solo una contenuta percentuale di Comuni (27 su 110 in area di vigenza P.P.R., il 24,5%) ha adeguato il proprio strumento urbanistico al P.P.R.

Per colpa del P.P.R. o per ben altri inconfessabili motivi?

Alghero, Calabona, cantiere edilizio MP Finance (2018)

Vogliamo davvero credere, a titolo di esempio, che Alghero (1976), Villasimius (1969), Olbia (1975) non abbiano preferito lunghi anni di permanenza del loro vecchio programma di fabbricazione (P. di F.) così affettuoso verso il cemento da avere in qualche caso anche zone residenziali “B” sul mare?

A Calabona (Alghero) come avrebbero potuto in questi anni costruire veri e propri palazzi a poche decine dimetri dal mare se non fosse tuttora zona “B”?

Vogliamo davvero credere che gran parte delle amministrazioni comunali inadempienti non vogliano semplicemente evitare di scoprire di non avere più volumetrie edilizie da elargire a questo o quell’altro imprenditore, perché già utilizzate?

Vogliamo davvero credere che parecchi sindaci non desiderassero attendere quegli scandalosi aumenti volumetrici graziosamente offerti dalla legge regionale n. 9/2023 (art. 130, 132), poi in buona parte dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale con  sentenza n. 151 del 26 luglio 2024?

Cagliari, Viale Trento, sede della Regione autonoma della Sardegna

Il fatto realmente grave è che la Regione autonoma della Sardegna non abbia mai voluto adottare i poteri sostitutivi che la legge le attribuisce: infatti, con l’art. 18 della legge regionale n. 8/2015 sono state apportate modifiche all’art. 20 della legge regionale n. 45/1989 in merito all’adeguamento dei piani urbanistici comunali al P.P.R.: il Comune che non provvede può incorrere nelle procedure sostitutive regionali.

Solo raramente la Regione ha provveduto a specifiche diffide al completamento della procedura di adeguamento del P.U.C. al P.P.R., ma mai è giunta fino all’adozione di provvedimenti sostitutivi pur necessari.

Anche tale criticità del P.P.R., quindi, lascia un po’ il tempo che trova.

La visione strategica non può che vedere l’estensione del piano paesaggistico all’intero territorio regionale, proprio perché costituisce il fondamentale atto di pianificazione che salvaguarda i valori naturalistici, storico-culturali, ambientali, identitari dell’Isola, anche nei confronti delle nuove forme di speculazione, quella energetica in primo luogo, ben diffuse nell’interno della Sardegna.

Già il P.P.R. vigente prevede nella fascia costiera l’inibizione della realizzazione di impianti di produzione energetica da fonte eolica, infatti “negli ambiti di paesaggio costieri …  è comunque vietata la realizzazione di centrali eoliche e di trasporto di energia di superficie” (art. 112 delle N.T.A.). 

Sardegna, P.P.R., area di Tuvixeddu (Cagliari)

Tali disposizioni necessitano di aggiornamento e di estensione all’intera gamma della produzione industriale di energia da fonti rinnovabili anche nelle aree interne dell’Isola, con eccezione per le sole aree industriali, le aree urbane, la viabilità e i siti irreversibilmente trasformati.

L’attuale fase di ascolto terminerà il prossimo 8 settembre 2026 con una conferenza conclusiva, proseguirà in sede di copianificazione con le strutture del Ministero della Cultura con il completamento della revisione dei 170 provvedimenti ministeriali di vincolo paesaggistico diretto (40 dei quali già effettuati) riguardantigruppi montuosi, edifici storici, beni identitari e aree di interesse naturalistico e pubblico”, l’istituzione di un Comitato di indirizzo interassessoriale e di un Comitato scientifico costituito da esperti, nonchéaccordi di collaborazione con le Università di Cagliari e Sassari, per garantire basi tecniche e scientifiche d’eccellenza” alle strutture regionali che svolgeranno la concreta attività di elaborazione.

L’intenzione regionale è di procedere verso “l’aggiornamento del PPR … per fasi, partendo dalle coste per arrivare alle zone interne, con una co-pianificazione costante con il Ministero della Cultura”. Seguiranno altri atti “che definiranno nel dettaglio le linee guida e il cronoprogramma”.

Il GrIG, naturalmente, farà la sua parte fino in fondo, come sempre dalla parte dell’ambiente.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

qui I Piani paesistici in Italia (giugno 2025)

Italia, tipologie di paesaggio (cartografia I.S.P.R.A.)

(foto S.D., archivio GrIG)

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