Caccia, senza vergogna.


caccia allo Stambecco (Capra ibex)

Continua, oscenamente, la discussione in commissione al Senato del disegno di legge “Modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio (disegno di legge n. 1552) a iniziativa dei senatori Malan, Romeo, Gasparri, Salviti, in sostituzione dell’attuale legge n. 157/1992 e s.m.i.

Dopo la durissima presa di posizione della Direzione Generale dell’Ambiente della Commissione Europea, che ha chiaramente espresso serie preoccupazioni riguardo alla proposta di riforma della legge sulla caccia, avvertando che diverse disposizioni contenute nel testo potrebbero violare le Direttive “Uccelli” e “Habitat” e rischierebbero di aprire nuove procedure di infrazione.

Ora è stato approvato un emendamento per aprire la caccia allo Stambecco, all’Oca selvatica e al Piccione, ma la tendenza è verso l’ulteriore ignobile peggioramento per la salvaguardia della fauna selvatica.

Caccia nei parchi naturali, nelle foreste demaniali, fin sulle spiagge, senza orari e senza limiti.

“incidente” di caccia

Come ben noto, decine e decine di associazioni ambientaliste e animaliste avversano da tempo questa follìa, in contrasto con la normativa comunitaria (sono già aperte diverse procedura d’infrazione) e con il semplice buon senso.

Vista la programmazione dei lavori parlamentari (l’esame è in commissione), la preoccupazione del Governo Meloni, in particolar modo del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida (F.D.I.), e della maggioranza che lo sostiene in questo difficilissimo momento storico sembra proprio quella ampliare tempi e modalità di caccia, nonché specie cacciabili, solo per il puro divertimento e interesse di una minoranza lobbistica.

Fa il degno paio la proposta di legge regionale sarda presentata nell’ottobre 2025 dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia (F.D.I.) per l’ampliamento delle ipotesi di caccia (ambito di caccia unico esteso all’intera Isola, ampliamento delle specie cacciabili al Daino, alla Tortora dal collare orientale, al Piccione, allo Storno, ampliamento della stagione venatoria).

Cinghiali (Sus scrofa)

Tuttora assente anche una sola parola sulla sicurezza pubblica minata dagli innumerevoli incidenti di caccia che ogni anno provocano decine e decine di morti e feriti, nemmeno una sillaba sulla responsabilità venatoria delle immissioni illegali di Cinghiali e dei conseguenti danni all’ambiente e all’agricoltura.

Siamo in tempi di pesantissima crisi internazionale, con più fronti di guerra aperti, con difficili scenari economici e una crisi energetica galoppante, eppure il tentativo è sempre quello, vergognosamente fuori luogo e patetico, di approvare quanto prima i contenuti della deregulation venatoria.

A questo punto, per elementare chiarezza, cambino nome: da Fratelli d’Italia (F.D.I.) a Fratelli di Doppietta, visto che sta così a cuore.

I problemi realmente importanti per l’Italia e per gli Italiani sono altri.  Magari se ne accorgessero.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Fringuello (Fringilla coelebs) e cartuccia

da Il Dolomiti, 13 maggio 2026

Via libera alle modifiche della legge sulla caccia: stambecco, oca selvatica e piccione cacciabili. La Lac: “Sfacelo”. Europa Verde: “La destra prepara un massacro”.

Dopo l’approvazione in Commissione al Senato degli emendamenti al disegno di legge 1552 sulla caccia arrivano le reazioni di Lac e Europa Verde. L’associazione: “Si è scelto di raschiare il fondo del barile anziché salvaguardare il patrimonio faunistico”.  Andrea Zanoni: “Ennesimo schiaffo alla biodiversità e ritorno alla barbarie”. (Federico Ostellini)

ROMA. Dure prese di posizione ambientaliste e politiche e dopo il via libera di oggi, 13 maggio, in Commissione al Senato, agli emendamenti al disegno di legge 1552 sulla caccia.

La Lega Abolizione Caccia, nel suo intervento, parla di una riforma che allargherebbe in modo drastico specie, luoghi e modalità dell’attività venatoria, denunciando tra le novità l’inserimento dello stambecco e dell’oca selvatica tra le specie cacciabili e il declassamento della tutela del lupo.

Sulla stessa linea anche Andrea Zanoni di Europa Verde, che definisce il provvedimento “uno schiaffo alla biodiversità” e annuncia battaglia contro modifiche che, secondo Europa Verde, metterebbero a rischio fauna selvatica ed equilibri ambientali.

LA LEGA ABOLIZIONE CACCIA: “PRENDE FORMA IL TESTO FINALE DELLA RIFORMA VERGOGNA SULLA CACCIA”

“Col voto in commissione per sparare anche agli Stambecchi prende forma il testo finale della riforma-vergogna sulla caccia, da trasmettere all’aula”, inizia la dura nota della Lac che sottolinea come nel disegno di legge n.1552, nella versione finale emendata, “è stato aggiunto alle specie cacciabili lo Stambecco e inoltre verrebbe inserita anche la rara oca selvatica, oggi protetta, mentre il lupo viene cancellato dall’elenco delle specie particolarmente protette”.

Parlando dello stambecco, la Lac spiega come questo sia una “specie sinora particolarmente protetta grazie al ruolo dei Savoia, della riserva reale istituita nel 1836 e poi della nascita del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che salvò la specie allora sull’orlo dell’estinzione per poi consentirne la ripresa numerica sull’arco alpino, che oggi conta circa 15mila individui sul versante italiano”.

Poi l’associazione fa l’elenco “lunghissimo” di quelli che definisce “gli orrori della riforma sparatutto della caccia italiana, promossa da tutti i capigruppo di maggioranza in Senato”.

“Questo spazia – spiega la Lac – dall’apertura della caccia nelle foreste demaniali alla presenza dei cacciatori nel demanio marittimo, alla massima mobilità regionale dei cacciatori di specie migratrici, all’apertura dell‘attività venatoria nei valichi montani e sui terreni innevati”.

Ad essere introdotta, continua la nota, “la caccia da natanti a remi e si autorizzano i sistemi di puntamento a conversione o amplificazione della luce residua, proibiti dalla Convenzione di Berna sulla vita selvatica ratificata dall’Italia nel 1981. Si vuole abolire anche l’attuale opzione obbligatoria in forma esclusiva che prevede di scegliere stagionalmente fra tre tipi di caccia: vagante in zona Alpi, da appostamento fisso con richiami vivi, nelle restanti altre forme”.

Il senso generale delle modifiche, a detta della Lega Abolizione Caccia, è quello di “dilatare in modo esasperato giorni, modalità e luoghi di caccia, realizzando una pressione venatoria assolutamente insostenibile per i residui ecosistemi naturali ed agricoli italiani”.

“Si è scelto di raschiare il fondo del barile – conclude il duro comunicato – anziché salvaguardare il patrimonio faunistico costituito dai mammiferi ed uccelli selvatici, solo per blandire il consenso di corporazioni egoiste e consumiste. Per la Lac un testo del genere non è migliorabile, ma è soltanto uno sfacelo per la natura: occorre che non venga posto in votazione nell’aula del Senato”.

LA PRESA DI POSIZIONE DI EUROPA VERDE: “VERO E PROPRIO OBBROBRIO GIURIDICO E NATURALISTICO, ENNESIMO SCHIAFFO ALLA BIODIVERSITÀ”

“Siamo di fronte a un vero e proprio obbrobrio giuridico e naturalistico: l’approvazione in Commissione al Senato degli emendamenti al disegno di legge 1552 rappresenta l’ennesimo schiaffo alla biodiversità e un ritorno alla barbarie”.

Queste invece le parole di Andrea Zanoni, Coordinatore dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, che commenta il via libera alle modifiche della legge nazionale sulla caccia su proposta dell’eurodeputata vicentina Bizzotto e altri, che puntano a inserire oca selvatica, stambecco e piccione tra le specie cacciabili, declassando contemporaneamente la protezione del lupo.

L’inserimento dell’oca selvatica nell’elenco delle specie cacciabili è una follia. Parliamo – prosegue Zanoni – di popolazioni migratorie presenti in numeri modesti, è un affronto alle migliaia di birdwatcher che ogni anno scelgono le lagune veneziane e friulane per osservarle. Poiché sono animali abituati alla presenza umana, non sarà caccia, ma una carneficina: si mette a rischio la stabilità di una specie già colpita dalla distruzione degli habitat”.

Zanoni punta poi il dito contro la scelta di aprire la caccia allo stambecco e la gestione del lupo: “Lo stambecco è il simbolo delle nostre Alpi, un animale maestoso e spesso così fiducioso da lasciarsi avvicinare a pochi metri: sparargli sarà come sparare a dei cuccioli in un recinto. Contemporaneamente, togliere al lupo lo status di specie particolarmente protetta conferma il desiderio di questa destra di fare terra bruciata della fauna selvatica, ignorando la scienza e il buon senso”.

Il Coordinatore di Europa Verde solleva inoltre un caso di illegittimità comunitaria riguardante il piccione di città, inserito tra le specie cacciabili: “La Commissione Europea – osserva – rispondendo a una mia interrogazione, è stata chiarissima: i piccioni rientrano nella direttiva ‘Uccelli’ e sono specie protetta. Inserirli nell’elenco dei cacciabili è una violazione palese delle norme UeCosa vogliono fare, dare il via libera alle doppiette in Piazza San Marco?”.

“Come Alleanza Verdi e Sinistra – conclude Zanoni – daremo battaglia ferocissima in Aula al Senato e poi alla Camera. Questa legge vuole trasformare boschi e campagne in un deserto faunistico. La destra si conferma ancora una volta nemica giurata della natura, preferendo le lobby venatorie alla tutela del nostro patrimonio ambientale”.

cartello “Bandita di Caccia”

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. Maggio 14, 2026 alle 5:27 PM

    da La Prima Linea, 14 maggio 2026

    Il Ddl Malan punta il fucile contro lo stambecco, simbolo della rinascita alpina.

    Salvato dall’estinzione grazie alla riserva reale istituita nel 1836 dai Savoia e successivamente alla nascita del Parco del Gran Paradiso, l’animale di cui in Italia si contano 15 mila esemplari sta rientrando tra le specie cacciabili.

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    da Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2026

    Via libera alla caccia allo stambecco, l’ultimo orrore del centrodestra: la specie protetta dall’Ottocento grazie ai Savoia. (Alberto Marzocchi)

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    da La Repubblica, 23 aprile 2026

    Caccia selvaggia, tornano gli spari dalle spiagge libere e l’abbattimento degli stambecchi.

  2. Maggio 14, 2026 alle 10:18 PM
  3. Maggio 15, 2026 alle 2:48 PM
  4. Maggio 27, 2026 alle 5:38 PM

    un lieve sussulto di decenza.

    da Il Fatto Quotidiano, 27 maggio 2026

    Il governo rinsavisce ed esclude lo stambecco dalle specie cacciabili: il dietrofront di Lollobrigida (dopo le proteste degli esperti). (Alberto Marzocchi)

    Ucciderli continuerà ad essere illegale. O, se si preferisce, non si potrà cacciarli. E questa volta c’è mancato poco. Davvero poco. In sordina, in una delle ultime sedute delle commissioni Ambiente e Agricoltura, il centrodestra aveva dato il via libera agli abbattimenti degli stambecchi (per la cronaca, insieme a oche selvatiche e piccioni). Ma le proteste che si sono levate, specialmente dal mondo scientifico e accademico, devono aver risvegliato dalla furia ideologica Fratelli d’Italia e compagni (compagni, si fa per dire). E così il ministro Francesco Lollobrigida ha fatto sapere che no, è meglio tornare indietro: e allora alla prima occasione utile, la Capra ibex tornerà – giustamente – intoccabile.

    È stata la proposta della leghista Mara Bizzotto, per la verità, ad aver introdotto lo stambecco tra le specie cacciabili. Proposta, ovviamente, passata in carrozza. Come anticipato, gli esperti hanno fatto sentire la propria voce: attualmente si stima la presenza di 15-16mila stambecchi sulle Alpi italiane (50mila sull’arco alpino nel suo complesso). Il problema, però, è che discendono tutti dal centinaio sopravvissuto alla caccia alla fine dell’Ottocento. Solo il desiderio della famiglia reale dei Savoia di praticare, in maniera esclusiva, l’attività venatoria in quell’area magnifica che prende il nome di Parco nazionale del Gran Paradiso ha permesso allo stambecco di riprodursi. Ed evitare la già segnata estinzione.

    Per questa ragione il mondo scientifico è intervenuto nel dibattito pubblico e politico. Compreso il presidente del Parco, Mauro Durbano. Che alla notizia del dietrofront del governo ha commentato: “Siamo molto contenti, soprattutto perché ha prevalso il rigore scientifico. La gestione venatoria dello stambecco non è sostenibile. Non solo a causa della scarsa variabilità genetica della specie in quest’area, ma anche perché oggi gli stambecchi stanno dimostrando una certa sensibilità al cambiamento climatico“. Il riferimento è al fatto che gli stambecchi, per via delle temperature in crescita, stanno “migrando” sempre più in alto, dove l’habitat presenta alcuni svantaggi – a partire dalla vegetazione – con la conseguenza che si sta già registrando un calo demografico.

    Luca De Carlo, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Agricoltura ha fatto sapere che “su sollecitazione del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida e con l’accordo di tutte le forze di maggioranza di governo, già a partire dalla prossima seduta di Commissione sul tema, lo stambecco verrà escluso dalle specie cacciabili”.

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