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La Corte dei conti non ha registrato gli atti del progetto del ponte sullo Stretto di Messina.


Roma, Viale Mazzini, sede della Corte dei conti

In questi giorni la Corte dei conti ha negato la registrazione degli atti inerenti l’approvazione governativa del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

Nello specifico, “la Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, all’esito della Camera di consiglio seguita all’adunanza del 29 ottobre 2025, non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione la Delibera CIPESS n. 41/2025, seduta del 6 agosto 2025 “Collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria: assegnazione risorse FSC ai sensi dell’articolo 1, comma 273-bis, della legge n. 213 del 2023 e approvazione, ai sensi dell’articolo 3, commi 7 e 8, del decreto-legge n. 35 del 2023, del progetto definitivo e degli atti di cui al decreto-legge n. 35 del 2023”.

Entro trenta giorni saranno depositate le motivazioni.

La Corte dei conti è un’Istituzione indipendente, “è inserita sia tra gli organi di garanzia della legalità e del buon andamento dell’azione amministrativa e di tutela degli equilibri di finanza pubblica (art. 100, secondo comma) sia tra gli organi giurisdizionali (art. 103, secondo comma). Da detta doppia investitura deriva la centralità del ruolo di garanzia della corretta gestione delle pubbliche risorse della Corte dei conti che, nell’esercizio delle funzioni di controllo, è organo neutrale, autonomo ed indipendente sia rispetto al Governo che al Parlamento, e, nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali, fa parte a tutti gli effetti dell’ordine giudiziario”.

In sede di controllo preventivo di legittimità, la Corte dei conti esamina gli atti governativi e ministeriali e, se riscontra carenze di legittimità, dopo approfondita istruttoria, nega la necessaria apposizione del visto e la successiva registrazione.

Il Governo può, con propria deliberazione, chiedere l’apposizione del visto e la conseguente registrazione “con riserva” (art. 25 del regio decreto n. 1214/1934 e s.m.i.).

Piaccia o no all’attuale Governo Meloni, la Corte dei conti svolge il suo ruolo di controllo assegnato dalla Costituzione e dalle leggi nell’interesse della Repubblica.

Nel caso del progetto del ponte sullo Stretto di Messina sono rilevanti forti dubbi di legittimità sul piano ambientale, sugli aspetti inerenti l’affidamento dell’opera, sugli stessi costi.

Una tipica vicenda italiana, un pericoloso scempio ambientale e finanziario annunciato e in parte già realizzato, voluto per ragioni di carattere politico ed economico, ma tutt’altro che per perseguire oculati interessi pubblici.

Se ne parla da secoli e da decenni si sprecano soldi pubblici nelle attività inconcludenti della società concessionaria Stretto di Messina s.p.a. e nei tanti studi e progetti che non hanno mai portato a risultati concreti.

Nel 2012 l’allora Governo Monti decise giustamente (decreto-legge n. 179/2012, convertito nella legge n. 221/2012) di chiudere la ben poco virtuosa vicenda e, in base alla legge di bilancio 2013, sono stati stanziati ben 342 milioni di euro in favore della Società concessionaria per il pagamento di penali e risarcimenti a cui si devono aggiungere oltre 130 milioni di euro spesi negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso per studi e progettazioni varie.   A questi si sommano ulteriori spese derivanti da vari contenziosi in corso (per esempio, quello inerente i 657 milioni di euro richiesti per illegittimo recesso dal progettista dell’opera Consorzio Eurolink, a cui partecipa anche WeBuild, di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti, in mano statale).

Il progetto del ponte (2011) prevede una campata unica lunga 3.300 metri, tre corsie stradali per senso di marcia, due corsie di servizio e due binari ferroviari, serviti da 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari (l’80% dei quali sviluppati in galleria) che collegheranno il ponte, dal lato Calabria, all’autostrada del Mediterraneo e alla stazione ferroviaria di Villa S. Giovanni e, dal lato Sicilia, alle autostrade Messina-Catania e Messina-Palermo nonché alla nuova stazione ferroviaria di Messina.

Spese pubbliche stimate minimo in 13,5 miliardi di euro.

Tuttavia, la procedura di valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) del progetto Attraversamento stabile dello Stretto di Messina e collegamenti stradali e ferroviari sui versanti Calabria e Sicilia, promosso dalla Soc. Stretto di Messina s.p.a., si concluse con il parere di compatibilità ambientale Commissione VIA/VAS n. 1185 del 15 marzo 2013,  contenente giudizio di impossibilità di esprimere valutazione di compatibilità ambientale e valutazione di “incidenza negativa sugli habitat prioritari del SIC ITA03008 Capo Peloro – Laghi di Ganzirri e sull’avifauna appartenente a specie di interesse conservazionistico comunitario della ZPS IT9350300 Costa Viola e ZPS ITA030042 Monti Peloritani, Dorsale Curcuraci, Antennamare e Area marina dello Stretto”.

Il 24 febbraio 2024 era stata approvata la relazione del progettista sul progetto definitivo e erano state avviate le procedure di esproprio, ma non sussistevano valide autorizzazioni ambientali.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) aveva, quindi, inviato (8 aprile 2024) una specifica istanza per chiedere la decadenza del procedimento di V.I.A. per infruttuoso decorso del tempo (ben 11 anni!) e mancata conclusione positiva, coinvolgendo il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la Commissione Europea.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica chiese ben 239 integrazioni (aprile 2024), poi la Commissione tecnica VIA/VAS diede parere favorevole con prescrizioni (novembre 2024), infine l’approvazione del CIPESS (agosto 2025).

Nel mentre la Commissione Europea continua a chiedere chiarimenti sull’impatto ambientale (settembre 2025).

La recente giurisprudenza (Cons. Stato, Sez. IV, 19 giugno 2020, n. 3937T.A.R. Toscana, Sez. II, 20 maggio 2022, n. 702T.A.R. Umbria, Sez. I, 20 maggio 2022, n. 120) afferma che tutte le pronunce di compatibilità ambientale al termine del procedimento di V.I.A. hanno durata quinquennale, in particolare se la procedura è stata avviata dopo della riforma del Codice dell’ambiente del 2008, come nel caso in argomento.

Correnti marine, elevatissima sismicità dell’area, habitat naturali terrestri e marini, contesti economico-sociali, scarsa chiarezza sui costi reali, priorità ignorate c’è davvero l’imbarazzo della scelta degli argomenti che dovrebbero far consegnare al passato un progetto di opera pubblica inutile e devastante.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Roma, Corte dei conti, Caserma Montezemolo, esercito italiano in marcia (1936)

dal sito web istituzionale della Corte dei conti

29 ottobre 2025

PONTE STRETTO, CORTE CONTI: NO A VISTO DI LEGITTIMITA’.

La sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, all’esito della Camera di consiglio seguita all’adunanza del 29 ottobre 2025,
non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione la Delibera CIPESS n. 41/2025, seduta del 6 agosto 2025 “Collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria: assegnazione risorse FSC ai sensi dell’articolo 1, comma 273-bis, della legge n. 213 del 2023 e approvazione, ai sensi dell’articolo 3, commi 7 e 8, del decreto-legge n. 35 del 2023, del progetto definitivo e degli atti di cui al decreto-legge n. 35 del 2023”.
Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note con apposita Deliberazione entro 30 giorni.

Corte dei conti
Ufficio Stampa

30 ottobre 2025

PONTE, CORTE CONTI: SU DELIBERA CIPESS VALUTATI SOLO PROFILI GIURIDICI.

La Corte dei conti tramite la Sezione di controllo di legittimità si è espressa, nella giornata di ieri, su profili strettamente giuridici della delibera CIPESS, relativa al Piano economico finanziario afferente alla realizzazione del “Ponte sullo stretto”, senza alcun tipo di valutazione sull’opportunità e sul merito dell’opera.

Il rispetto della legittimità è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica, la cui tutela è demandata dalla Costituzione alla Corte dei conti.

Le sentenze e le deliberazioni della Corte dei conti non sono certamente sottratte alla critica che, tuttavia, deve svolgersi in un contesto di rispetto per l’operato dei magistrati.

Corte dei conti
Ufficio Stampa

Roma, Corte dei conti, Caserma Montezemolo, legioni romane in marcia (1936)

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Avatar di giulio
    giulio
    ottobre 31, 2025 alle 9:13 am

    “Spese pubbliche stimate minimo in 13,5 miliardi di euro.” … ricordo ancora perfettamente quando la spesa stimata per la costruzione era …. 4,5 miliardi di € 😳 (e avevo piu capelli)

  2. Avatar di capitonegatto
    capitonegatto
    ottobre 31, 2025 alle 11:57 am

    Ora c’e’ da spettarsi un’altra sceneggiata di F.I. e alleati , con promenade e cartellone del defunto ( da tenere ben steso !! ), primo ideatore dell’opera…non Pia !!. Con i soldi gia’ spesi , forse 1 miliardo , e forse 20 alla fine (Se il ponte ci sara’), si poteva mettere un numero adeguato di traghetti nuovi , con tutti i servizi adeguati alle necessita’ degli utenti, e inoltre fare l’adeguamento strutturale dei porti d’imbarco/sbarco. Ma no l’ego iniziale , e ora l’ego di questo governo e del ministro manoparlante, porteranno ad aumentare il defict dello stato, al deturpamento ambientale, e all’espropio di tante abitazioni che non saranno compatibili con i lavori di realizzazione dell’opera, sempre Pia !!! Durata dei lavori di ben 7 sette anni… e forse 9,10,ecc. !!

  3. novembre 17, 2025 alle 10:26 PM

    dal sito web istituzionale della Corte dei conti, 17 novembre 2025

    PONTE, CORTE CONTI: NO A VISTO DI LEGITTIMITA’ III ATTO AGGIUNTIVO CONVENZIONE MIT-STRETTO MESSINA SPA.

    La Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei conti, all’esito della Camera di consiglio seguita all’adunanza di oggi, 17 novembre 2025, non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione il decreto del 1° agosto 2025, n. 190, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, adottato ai sensi dell’articolo 2, comma 8, del decreto-legge 31 marzo 2023, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2023, n. 58, recante «Disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria». Approvazione III Atto aggiuntivo alla convenzione del 30 dicembre 2003, n. 3077, fra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società Stretto di Messina spa.

    Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note entro trenta giorni, con apposita Deliberazione.

    Corte dei conti – Ufficio Stampa

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