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Come le fonti rinnovabili di energia si trasformano in sciagura per un territorio. Il caso della centrale eolica sull’altopiano di Gomoretta (Bitti, Buddusò, Orune).


Sardegna, paesaggio agrario

Sembra un paradosso, ma non lo è.

Le virtuose fonti di energia rinnovabile, a cui tutti tendiamo con l’obiettivo di superare definitivamente la lunga stagione dell’energia prodotta dalle inquinanti fonti fossili tradizionali (petrolio, carbone, gas naturale) possono – se non necessarie e nel posto sbagliato – costituire una vera e propria sciagura per un territorio.

E’ il caso del progetto di centrale eolica Siemens Gamesa Renewable Energy Italys.p.a.sull’Altopiano di Gomoretta, nei Comuni di Orune, Bitti, Buddusò (NU-SS).

centrale eolica

Il progetto di centrale eolica comprende n. 13 aereogeneratori da 3,465 MW ciascuno (potenza complessiva 45,045 MW) con fondazioni, strade di accesso e opere di connessione alla rete elettrica nazionale (strade di servizio, cavidotti interrati 30 kV, cabine di smistamento, stazione di trasformazione 30/150 kV, elettrodotto aereo ad alta tensione 150 kV). 

Il progetto, ampiamente contestato dalla popolazione locale, sorgerebbe su un’area di valore ambientale a economia agro-pastorale, in buona parte boscata (Leccio, Roverella, Sughera, macchia mediterranea) e tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e vincolo idrogeologico (regio decreto n.3267/1923 e s.m.i.). A breve distanza è stato istituito il parco naturale regionale di Tepilora.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) aveva inoltrato (21 marzo 2018) uno specifico atto di intervento nel relativo procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) avviato nel dicembre 2017.

A breve distanza, nella località montana di Mamone nei Comuni di Bitti e Buddusò (NU-SS), analogo progetto di centrale eolica (“15 turbine della potenza di 4,2 MW ciascuna, per una potenza complessiva di 50,4 MW, … proposto dalla WPD Piano d’Ertilia S.r.l.”) ha, invece, visto concludersi con provvedimento negativo (D.M. Transizione ecologica di concerto con Cultura n. 262 del 5 ottobre 2022) il relativo procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), previo parere negativo della Soprintendenza speciale per il PNRR – Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Ministero Cultura n. 9664 dell’11 marzo 2022 e parere negativo della Commissione tecnica VIA/VAS n. 95 del 17 maggio 2021.

Muflone (Ovis orientalis musimon)

Analoghe e insuperabili le pesanti criticità ambientali e paesaggistiche e, in particolare, l’evidente danno al progetto di osservatorio internazionale di onde gravitazionali Einstein Telescope, sostenuto dall’Italia, da altri Stati europei e da numerose Istituzioni scientifiche, per cui è stata avanzata la candidatura della prossima miniera dismessa di Sos Enattos (Lula), definita uno dei luoghi più silenziosi della Terra, dove l’attività sismica di disturbo alla rilevazione delle onde gravitazionali è sostanzialmente nulla.

Infatti, “i parchi eolici sono esiziali per la rivelazione delle onde gravitazionali. Pubblicazioni scientifiche testimoniano il disturbo causato dalle vibrazioni a bassa frequenza dei piloni di sostegno delle eliche ruotanti. Tale rumore sismico si propaga anche per decine di chilometri specie in una roccia compatta e poco dissipativa come quella presente nel sottosuolo della zona in questione. Il rumore generato andrebbe a mettere in serio dubbio buona parte dei programmi scientifici del laboratorio SARGRAV e di Einstein Telescope. In tale modo il sito sardo perderebbe un importantissimo vantaggio competitivo rispetto ad altre località europee che si candidano ad ospitare Einstein Telescope, senza offrire gli analoghi vantaggi ambientali” (osservazione Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, citata nel parere negativo della Commissione tecnica VIA/VAS n. 95 del 17 maggio 2021).

Gli investimenti previsti per la realizzazione dell’Einstein Telescope sono stimati in 6,184 miliardi di euro. Una vera e propria manna dal Cielo.

Muflone (Ovis orientalis musimon)

Il procedimento di V.I.A. relativo al progetto di centrale eolica proposto dalla Soc. Siemens Gamesa Renewable Energy Italia sull’Altopiano di Mogoretta (Bitti, Orune, Buddusò), dopo aver ricevuto varie osservazioni molto critiche, aveva ricevuto il parere negativo della Commissione tecnica VIA/VAS n. 3387 dell’8 maggio 2020.

Ma qui accade un fatto decisamente schizofrenico.

Avvalendosi dell’art. 7 del decreto-legge n. 50/2022, convertito con modificazioni nella legge n. 91/2022 (c.d. decreto aiuti), norma che attribuisce alle delibere del Consiglio dei Ministri il valore di provvedimento conclusivo del procedimento di V.I.A. di competenza nazionale, il Governo Draghi, nell’ultima seduta del 10 ottobre 2022, “ha deliberato l’approvazione del giudizio positivo di compatibilità ambientale per tre progetti di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili (energia eolica, fotovoltaica e geotermica)” fra cui quello relativo a “impianto eolico denominato ‘Gomoretta’, da realizzarsi in agro dei Comuni di Bitti (NU), Orune (NU) e Buddusò (SS)”.

Upupa (Upupa epops)

E tanti saluti agli oltre 6 miliardi di euro di investimenti per l’Einstein Telescope.

Ma chi ha votato a favore di questa esorbitante competenza governativa ottusamente favorevole senza se e senza ma alla realizzazione di impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile?

Il voto della Camera dei Deputati in sede di conversione in legge, nel corso della seduta dell’11 luglio 2022, vide 266 voti a favore (maggioranza governativa), 47 voti contrari (FdI, alcuni componenti del Gruppo Misto) e ben 227 assenti (fra cui 85 del M5S, 41 della Lega). Unico voto contrario proveniente dalla maggioranza quello dell’on. Nicola Fratoianni.

Chi s’intesta presunte posizioni politiche in difesa dell’ambiente dovrebbe farsi un serio esame di coscienza, mentre gli elettori dovrebbero fare la fatica di informarsi per esprimere a ragion veduta il proprio voto.

Insomma, roba che difficilmente riguarda gli Italiani.

Ma la realizzazione dell’ennesima centrale eolica in Sardegna, oltre a danneggiare forse irreparabilmente un progetto scientifico di altissimo livello e di analogamente alto investimento, appare ancor più ottusa in quanto l’energia prodotta molto probabilmente sarebbe inutilizzabile, pur dovendo essere pagata al produttore.

Infatti, in Sardegna le istanze di connessione di nuovi impianti presentate a Terna s.p.a. (gestore della rete elettrica nazionale) al 31 agosto 2021 risultavano complessivamente pari a 5.464 MW di energia eolica + altri 10.098 MW di energia solare fotovoltaica, cioè 15.561 MW di nuova potenza da fonte rinnovabile, a cui devono sommarsi i tredici progetti per centrali eoliche offshore finora presentati,che dichiarano una potenza pari a 8.321 MW.

In tutto sono 23.382 MW, cioè più di undici volte i 1.926 MW esistenti (1.054 MW di energia eolica + 872 di energia solare fotovoltaica, dati Terna, 2021).

Attualmente in Sardegna non esistono impianti di accumulo e conservazione energetica (il Gruppo ENEL si è aggiudicato la realizzazione di futuri impianti per complessivi 500 MW di potenza), mentre al termine (2027-2028) dei lavori di realizzazione del Thyrrenian Link, il nuovo doppio cavo sottomarino di Terna s.p.a. con portata 1000 MW, al termine dell’ammodernamento e potenziamento del SA.CO.I. 3 (portata 400 MW), che rientra fra i progetti d’interesse europeoeconsiderando l’altro collegamento già esistente, il SA.PE.I. (portata 1000 MW), la Sardegna avrà collegamenti con una portata complessiva di 2.400 MW.  Non di più.

L’immane quantità di energia potenzialmente producibile in Sardegna non potrà certo essere tutta utilizzata nell’Isola (già oggi circa il 40% dell’energia prodotta non serve al fabbisogno locale), non potrà esser trasferita verso la Penisola, non potrà essere conservata.  

Significa energia che dovrà esser pagata dal gestore unico della Rete (cioè lo Stato, cioè la Collettività di tutti noi) per essere in buona parte sprecata.

Gli unici che guadagneranno in ogni caso saranno le società energetiche.

Ancora una volta si privatizzeranno i profitti e si socializzeranno le perdite.

Stavolta, oltre all’ambiente, si perde anche un investimento di oltre 6 miliardi di euro per l’Einstein Telescope.

Complimenti a tutti quelli che si sono prodigati per questo risultato.

Complimenti, in particolare, al bolso vuoto epocale che in proposito alberga negli edifici della Regione autonoma della Sardegna.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Pettirosso (Erithacus rubecula)

(foto L.I., S.D., archivio GrIG)

  1. Donatella Mercatelli
    ottobre 14, 2022 alle 8:44 am

    …….si privatizzeranno i profitti e si socializzeranno le perdite…..

    quindi il solito risultato, ma cosa ci stanno a fare i governanti se questi sono sempre i risultati? Questi finanziamenti non sembrano adatti agli esseri umani che cercano ciascuno il suo profitto e quello degli amici e degli amici degli amici, sicuramente non sono da dare agli Italiani, per lo meno agli Italiani di oggi, se non cambiano anima e mente

  2. ottobre 14, 2022 alle 9:33 am

    A.N.S.A., 12 ottobre 2022
    L’Aula dice No al parco eolico a Bitti, “ET a rischio”.
    Odg approvato all’unanimità in apertura di seduta: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2022/10/12/laula-dice-no-al-parco-eolico-a-bitti-et-a-rischio_ee5db2c1-ffd0-4c55-ac6c-0a6ba3ca4032.html

  3. ottobre 14, 2022 alle 12:05 PM

    da Sardinia Post, 13 ottobre 2022
    Eolico a Bitti, il Grig: “Come le rinnovabili diventano una sciagura per il territorio”: https://www.sardiniapost.it/ambiente/eolico-a-bitti-gli-ambientalisti-come-le-rinnovabili-diventano-una-sciagura-per-il-territorio/

    _________________________

    da Sardegnagol, 13 ottobre 2022
    GrIG: “Come le fonti rinnovabili di energia diventano sciagura per un territorio”: https://www.sardegnagol.eu/grig-come-le-fonti-rinnovabili-di-energia-diventano-sciagura-per-un-territorio/

    ___________________

    da Alghero Live, 13 ottobre 2022
    La centrale eolica sull’altopiano di Gomoretta: Come le fonti rinnovabili di energia si trasformano in sciagura per un territorio: https://algherolive.it/2022/10/13/la-centrale-eolica-sullaltopiano-di-gomoretta-come-le-fonti-rinnovabili-di-energia-si-trasformano-in-sciagura-per-un-territorio/

    __________________

    da Casteddu online, 13 ottobre 2022
    “Le fonti rinnovabili? Una sciagura per il territorio”: il caso della centrale eolica di Gomoretta.
    “La realizzazione dell’ennesima centrale eolica in Sardegna, oltre a danneggiare forse irreparabilmente un progetto scientifico di altissimo livello e di analogamente alto investimento (gli investimenti previsti per la realizzazione dell’Einstein Telescope sono stimati in 6,184 miliardi di euro), appare ancor più ottusa in quanto l’energia prodotta molto probabilmente sarebbe inutilizzabile, pur dovendo essere pagata al produttore: https://www.castedduonline.it/le-fonti-rinnovabili-una-sciagura-per-un-territorio-il-caso-della-centrale-eolica-di-gomoretta/

    ________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 9 ottobre 2022
    Il no al parco eolico vicino a Sos Enattos ha messo al riparo l’Einstein Telescope. (Simonetta Selloni): https://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2022/10/09/news/il-no-al-parco-eolico-vicino-a-sos-enattos-ha-messo-al-riparo-einstein-telescope-1.100106352

  4. Giorgio C.
    ottobre 14, 2022 alle 12:45 PM

    Grazie per il Vs. lavoro, vi seguo sempre (silenziosamente).

  5. Silvio Serpi
    ottobre 14, 2022 alle 2:12 PM

    dalla vostra disamina pare fin troppo evidente che questo governo, che si è autodefinito il “governo dei migliori” si è dimostrato come tale solo per le lobbies della finanza e delle speculazioni. Per il vostro articolo un politico “illuminato” come Salvini (ma Renzi e Calenda sono tali e quali) direbbe “non si può dire NO allo sviluppo, agli investimenti e al lavoro”. In realtà questi interventi non portano nulla di ciò che promettono….. Prima di tutto vengono realizzati con i soldi del PNRR, ciò le cambiali che i nostri figli ed i nostri nipoti dovranno pagare nei prossimi decenni; poi l’energia prodotta è esuberante rispetto a qualunque piano di sviluppo della Sardegna (come avete ben spiegato nell’articolo); per ultimo mi permetto di far notare che i proprietari di questi impianti (realizzati con i nostri soldi) sono lobbies di speculatori che ci venderebbero l’energia ai prezzi da loro stessi decisi. Non si comprende perchè la Regione non adotti un proprio Piano Energetico e ancora di più perchè, se dovesse essere realizzato qualche impianto, lo stesso non possa essere di proprietà di comunità energetiche pubbliche come Regione, Province, Unioni di Comuni etc. Le uniche spiegazioni che riesco a darmi per questi comportamenti e/o omissioni mi portano a pensare male, molto male di tutta la “catena di comando e di controllo”.

    • Pietro
      ottobre 14, 2022 alle 3:17 PM

      Bellissimo intervento che va girando agli organi ‘Incompetenti ‘ regionali. Sottoscrivo ogni singola parola.Le mafie ,lo sappiamo da sempre,cercano esclusivamente i loro Interessi personali e non quelli delle comunità dove operano e fanno affari voluminosi dando l’illusione di creare sviluppo nel territorio che li ospita.in questo caso dell’isola Sardegna.

      • Silvio Serpi
        ottobre 14, 2022 alle 7:43 PM

        A completamento aggiungo che, stranamente e dopo innumerevoli anni di attesa, alcune aree della Sardegna sono state classificate due settimane addietro e con grande enfasi da parte della Giunta Regionale, come Zone Economiche speciali. Pur non trattandosi delle Zone Franche che aspettiamo dal dopoguerra e che Solinas, Salvini, Berlusconi e Meloni avevano promesso “urbi et orbi” durante la campagna elettorale regionale, si tratterà comunque, per le aziende insediate e per un periodo fra 5 e 7 anni (eventualmente prorogabile) di un credito di imposta fra il 25% ed il 45% delle somme da esse investite. Niente di strano, se non fosse che una delle zone economiche speciali individuata è l’area portuale di Oristano, cioè il luogo in cui dovrà sorgere l’azienda (rigorosamente di proprietà straniera) che realizzerà le pale eoliche che circonderanno la Sardegna lungo le coste, e quelle che ulteriormente ne “abbelliranno” i crinali montuosi e collinari. Ricapitolando, senza entrare nel merito degli scempi ambientali, già ampiamente e con precisione descritti dal GriG: gli impianti saranno realizzati con i soldi nostri (cambiali per almeno 20 anni); gli impianti saranno di proprietà di multinazionali che ci venderanno l’energia ai prezzi che vorranno (salvo che dovremo pagare anche quella che non useremo, come descritto dal relatore dell’articolo); “dulcis in fundo”, lo Stato italiano riconoscerà a questi “galantuomini” un credito di imposta fra il 25% ed il 45%, per i soldi da noi stessi spesi. Al peggio non ci sono limiti.

  6. capitonegatto
    ottobre 14, 2022 alle 3:37 PM

    Anche se la produzione di E.E. da fonti rinnovabili e’ ormai l’unica soluzione per i costi e per l’ambiente, sembra paradossale che il governo prenda una decisione contraria alla amministrazione locale e regionale, senza specificarne i motivi , e senza prima una interazione , in cui si discuta una possibile soluzione alternativa.
    Un voto parlamentare e’ una farsa, mentre chi doveva interagire era il ministro all’energia.

  7. sardo
    ottobre 14, 2022 alle 5:02 PM

    https://www.anteprima24.it/benevento/fango-eolico-inchiesta-anteprima24/
    GuardateVi questo: non c’è solo il sito di Sos Enattos da salvare dalla invasione delle centrali eoliche che siano sulle terre alte o offshore. L’impatto è sempre devastante.

    • Silvio Serpi
      ottobre 15, 2022 alle 10:21 PM

      Letto l’articolo e visto il filmato su Baselice. Mi pare che ci siano evidentissime responsabilità di coloro che hanno eseguito le opere. L’intervistato afferma che si tratta di terreni friabili (forse franosi), per cui quasi certamente le fondazioni delle torri eoliche sono state realizzate mediante pali trivellati. Infatti i fanghi bentonitici (che in presenza d’acqua espandono il proprio volume di almeno 16 volte) sono utilizzati per impedire il franamento del terreno interno al foro, consentendo in questo modo di calare le armature e di gettare il calcestruzzo. Un buon costruttore avrebbe dovuto realizzare un piccolo fossato intorno al foro, che sarebbe servito a recuperare il fango bentonitico che ne fuoriesce, essendo molto più leggero, man mano che il calcestruzzo viene gettato.

  8. Patrizia
    ottobre 14, 2022 alle 7:46 PM

    Abbiamo tante aree industriali anche dismesse, perché non farle lì ? Senza deturpare il nostro territorio che viene sempre preso di mira da chi ci vuole speculare

    • Silvio Serpi
      ottobre 14, 2022 alle 10:00 PM

      Vero, ma non dimentichiamo che anche le opere di urbanizzazione le abbiamo realizzate con i nostri soldi. Se gli impianti vengono realizzati con finanziamenti prevalentemente pubblici, i medesimi devono essere come minimo di proprietà pubblica. In questo modo si potrebbe avere l’energia elettrica a costi molto modesti per la collettività e le aziende insediate sarebbero finalmente competitive rispetto a quelle “continentali” ed europee.

  9. sardo
    ottobre 15, 2022 alle 1:29 PM

    E’ pubblico anche il paesaggio e bisogna che tutti lo rispettino come dice la Costituzione!

  10. Porico
    ottobre 15, 2022 alle 6:33 PM

    La Sardegna dovrà produrre energia per gli altri ma non per i Sardi. Il cavo sottomarino Sardegna -Sicilia serve a questo scopo . Intanto una società Francese intende impadronirsi di una diga con il vantaggio di poter disporre dell’acqua e dell’energia elettrica prodotta. Tutto ciò non è politica ma è crimine.

    • Silvio Serpi
      ottobre 15, 2022 alle 10:04 PM

      Non dimentichiamo inoltre che le richieste relative ai permessi per la realizzazione dei parchi eolici, non si riferiscono a occupazioni “puntuali” per singola torre eolica, bensì ad aree marine di svariate decine di migliaia di ettari cadauna. Da questo potrebbe dunque derivare che “i concessionari” sarebbero titolati ad esercitare un diritto esclusivo sulle medesime aree marine, per lo svolgimento di eventuali, altre attività (estrattive, di pesca etc). Sarebbe importante che il GriG approfondisse la materia, oppure se già conosce le risposte, dirimesse questo dubbio.

      • ottobre 15, 2022 alle 10:28 PM

        com’è ovvio, il concessionario demaniale dispone dell’intera area marina in concessione.

      • Silvio Serpi
        ottobre 16, 2022 alle 10:17 am

        Grazie per il chiarimento, purtroppo era esattamente ciò che temevo, dopo avere visto su L’unione Sarda (a corredo di un articolo di Mauro Pili), la mappa delle concessioni richieste. Dunque la Sardegna sarà interamente circondata da concessioni demaniali e “per assurdo” potrebbe accadere che per tutti e tutto ciò che entrerà ed uscirà dai confini della Sardegna ci potrebbe essere la costrizione del pagamento di una indennità di passaggio?

      • ottobre 16, 2022 alle 11:45 am

        l’intersezione con le linee di traffico commerciale sono uno dei motivi ostativi al rilascio di concessioni demaniali marittime.

  11. ottobre 21, 2022 alle 2:46 PM

    come se non bastasse…

    da L’Unione Sarda, 20 ottobre 2022
    Saras, lutto per le aquile & scippo del silenzio.
    Il progetto per il parco eolico ripresentato con la procedura del Pnrr, entro l’undici novembre i termini per le opposizioni. (Mauro Pili): https://www.unionesarda.it/economia/saras-lutto-per-le-aquile-and-scippo-del-silenzio-xde5hx1j

    • Silvio
      ottobre 31, 2022 alle 5:15 PM

      Dieci anni addietro, mentre studiavo il progetto della Saras riguardante il pozzo esplorativo “Eleonora 01 Dir” e predisponevo 9 osservazioni contro il medesimo, ebbi modo di scoprire che la Saras aveva ceduto una rilevante quota azionaria alla russa (di proprietà dello Stato russo) “Rosneft Oil”, una delle principali compagnie mondiali per quanto riguarda l’estrazione, la raffinazione e la commercializzazione di petrolio e gas. Non solo, gli accordi allora sottoscritti dalla famiglia Moratti prevedevano il trasferimento delle quote di maggioranza della Saras dalla famiglia Moratti alla Rosneft nel giro di pochi anni. Ora, tralasciando tutti gli aspetti ambientali per i quali concordo pienamente con le analisi descritte in questo sito, mi e vi domando: se davvero vogliamo essere energeticamente indipendenti, dobbiamo acquistare l’energia prodotta da società “straniere”, perdippiù finanziate con i nostri soldi? se i “russi” sono sotto embargo, perchè mai dovrebbero poter usufruire dei finanziamenti del PNRR ed essere titolati a venderci l’energia prodotta dal vento e dal sole della Sardegna?
      Silvio

  12. ottobre 31, 2022 alle 2:42 PM

    da L’Unione Sarda, 31 ottobre 2022
    “No ai parchi eolici”: assemblea di protesta a Nuoro.
    I rappresentanti di decine di consigli comunali riuniti nel capoluogo dopo l’appello del sindaco di Lula Mario Calia: https://www.unionesarda.it/news-sardegna/nuoro-provincia/no-ai-parchi-eolici-assemblea-di-protesta-a-nuoro-xcrtfj2w

  13. novembre 17, 2022 alle 2:46 PM

    A.N.S.A., 17 novembre 2022
    Fronte compatto per salvare ET,parco eolico non s’ha da fare.
    Sindaci del nuorese in Consiglio regionale, pressing sul governo: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2022/11/16/fronte-compatto-per-salvare-etparco-eolico-non-sha-da-fare_4b86e181-86de-4445-9c52-4665cf55bfba.html

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