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Divieto di caccia fra le case di Terra Mala, a Quartu S. Elena (CA).


Quartu S. Elena, Terra Mala, resti di Cinghiale (dic. 2021)

Il Sindaco di Quartu S. Elena Graziano Milia ha emanato l’ordinanza contingibile e urgente n. 109 del 13 dicembre 2021 con cui ha vietato l’esercizio della caccia nel “territorio compreso nei 150 mt dai comparti urbanizzati e definiti dai perimetri delle lottizzazioni SAL.MA.GI., Terra Mala e da quelli costituenti i piani di risanamento denominati Re16, Ru17 e Ru19”, perché è stato “verificato dalle planimetrie della zona che in nessun punto è possibile esercitare la caccia rispettando le distanze di sicurezza previste dalla normativa vigente” nei confronti di abitazioni e viabilità locale.

Presente un “diffuso allarme sociale per il concreto pericolo per la pubblica incolumità” anche perché la zona è frequentata da escursionisti e ciclisti per le caratteristiche ambientali e paesaggistiche.

La Polizia locale, inoltre, ha accertato (nota prot. n. 142747 del 9 dicembre 2021)  “la presenza nei terreni in prossimità delle abitazioni di bossoli di cartuccia e quant’altro riconducibile allo svolgimento di attività venatoria”.

bossoli abbandonati in campagna

E’ ben noto, infatti, che secondo la normativa vigente (art. 21, comma 1°, lettere e, f, della legge n. 157/1992 e s.m.i.), è vietato cacciare a distanza inferiore di 100 metri da case e luoghi di lavoro e a meno di 50 metri da strade e ferrovie, mentre è vietato sparare in direzione di case, luoghi di lavoro, strade, ferrovie a meno di 150 metri se con fucili a canna liscia o “da  distanza corrispondente a meno di una volta e mezza la gittata massima in caso di uso di altre armi”.

Oggettivamente le distanze di sicurezza, per la presenza di residenze, giardini, strade comunali e la strada statale n. 125 var, in pratica non sussistono.

Per i residenti ogni giornata di caccia è quantomeno fonte di stress e di limitazioni della libertà personale a causa dell’attività venatoria portata a due passi di residenze e giardini. Conseguentemente rimostranze, battibecchi, segnalazioni si riproducono ogni giornata di caccia.

Quartu S. Elena, Terra Mala, resti di Cinghiale (dic. 2021)

Agli inizi di dicembre 2021 da residenti della zona sono stati anche rinvenuti i resti di un Cinghiale (Sus scrofa meridionalis) su un guard rail della strada provinciale n. 17 “Quartu – Villasimius”, a a Terra Mala.

Dimenticanza?   

Voglia di marcare il territorio?

Fastidio verso le legittime rimostranze dei residenti molto preoccupati per la loro incolumità personale?

Non si sa.

Certamente fa comprendere il livello non particolarmente elevato degli autori del gesto.

bossoli abbandonati in campagna da cacciatori

Lo scorso 29 novembre, raccogliendo le segnalazioni dei residenti, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha chiesto al sindaco di Quartu S. Elena l’emanazione di una specifica ordinanza contingibile e urgente di divieto di caccia nella zona interessata per motivi di tutela della pubblica incolumità (art. 54, comma 4°, del decreto legislativo n. 267/2000 e s.m.i.), informando anche il Prefetto di Cagliari e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Adesso è intervenuta risolutamente l’ordinanza sindacale che inibisce la caccia e seguirà a breve la tabellazione relativa al divieto di caccia.

Rilevanti iniziative che riportano legalità ambientale e sicurezza pubblica e che renderanno certamente migliore la vita di residenti ed escursionisti.

Esempio lodevole da seguire, analogamente a quanto effettuato in situazioni simili negli anni scorsi a Calasetta e a S. Antioco, recentemente a Graglia, in Piemonte, per tutelare l’incolumità di studenti e insegnanti di una scuola elementare.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

Merlo (Turdus merula)

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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