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Una centrale eolica sui monti di Siurgus Donigala e un’Isola destinata alla servitù energetica.


Sardegna, paesaggio agrario

14 aereogeneratori da 6,6 MW ciascuno, alti 220 metri, con una potenza complessiva 92,4 MW. Poi fondazioni, strade di accesso e opere di connessione alla rete elettrica nazionale, estensione interessata pari a 720 ettari.

E’ sui monti fra Siurgus Donigala e Selegas, proposto dalla milanese Siurgus s.r.l., l’ennesimo progetto di centrale eolica previsto in Sardegna.

In Sardegna, al 20 maggio 2021, risultavano presentate ben 21 istanze di pronuncia di compatibilità ambientale di competenza nazionale o regionale per altrettante centrali eoliche, per una potenza complessiva superiore a 1.600 MW, corrispondente a un assurdo incremento del 150% del già ingente comparto eolico isolano. 

A queste si somma un’ottantina di richieste di autorizzazioni per nuovi impianti fotovoltaici.

bosco e cielo

Complessivamente sarebbero interessati più di 10 mila ettari di boschi e terreni agricoli.

Ormai il quadro è chiaro, a mare e in terra la Sardegna sembra proprio destinata a diventare una piattaforma di produzione energetica, un’Isola destinata all’ennesima servitù.

Sono questi, infatti, sono i “numeri” dell’energia in Sardegna, come emergono dai dati TERNA 2019:

* 18 impianti idroelettrici (potenza efficiente lorda MW 466,4; producibilità media annua GWh 607,6);

* 52 impianti termoelettrici (potenza efficiente lorda MW 2.386,1; potenza efficiente netta MW 2.168,8);

* 593 impianti eolici (potenza efficiente lorda MW 1.054,9);

* 38.014 impianti fotovoltaici (potenza efficiente lorda MW 872,6);

* energia richiesta in Sardegna: GWh 9.171,5 energia prodotta in più rispetto alla richiesta: GWh +3.491,5 (+38,1%).

* produzione energia: GWh 13.630,6 (lorda); produzione netta per il consumo: GWh 12.809,9.

centrale eolica

Il dato fondamentale della “fotografia” del sistema di produzione energetica sardo è che oltre il 38% dell’energia prodotta “non serve” all’Isola e viene esportato verso la Penisola (SaPeI, capacità 1.000 MW) e verso l’Estero (SaCoI, SarCo, Corsica, capacità 300 MW + 100 MW):         Qualsiasi nuova produzione energetica non sostitutiva di fonte già esistente (p. es. termoelettrica) può esser solo destinata all’esportazione verso la Penisola e verso la Corsica.

E’ del tutto evidente che, in base alla contenuta capacità di esportazione dell’energia fuori dall’Isola e all’impossibilità concreta di “immagazzinare” l’energia rinnovabile prodotta (i sistemi sono ancora in fase di studio o sperimentale), l’energia così prodotta dall’impianto in progetto sarebbe, di fatto, utilizzata solo a vantaggio del Soggetto produttore (insieme a incentivi e benefici vari) e non dalla Collettività nazionale, pur obbligata per legge ad acquistarla, non esistendo alcun  meccanismo legale di chiusura coercitiva di impianti produttivi di energia da fonti fossili[1].

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inoltrato (29 giugno 2021) un atto di intervento nel procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di centrale eolica sui monti di Siurgus Donigala e Selegas: boschi, pascoli, aree d’interesse archeologico, produzione di prodotti agricoli di eccellenza.

La richiesta, formulata al Ministero della Transizione Ecologica, è quella della dichiarazione di non compatibilità ambientale.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv


[1] Gli impianti di produzione di energia elettrica essenziali per la sicurezza del sistema elettrico (art. 63, comma 63.1, dell’Allegato A alla delibera dell’AEEGSI n. 111/06) sono tutti “programmabili”, con combustibile fossile o biomasse (vds. https://download.terna.it/terna/A27%20-%20anno%202020_8d769b522431880.pdf).

Mar di Sardegna, progetto di centrale eolica offshore (tratto da documentazione procedura di scoping)

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Porico
    luglio 1, 2021 alle 1:02 PM

    A noi Sardi sfugge il reale pericolo che incombe sulle nostre terre. Gli speculatori di tutte le razze sanno bene che in Sardegna si può fare tutto con la minima spesa. Non abbiamo cognizione di ciò che ci riserva il futuro prossimo. Di sicuro andiamo diritti ad una inevitabile diaspora una volta che i capitali di rapina diverranno padroni del suolo .

  2. donatella
    luglio 1, 2021 alle 1:55 PM

    Sardegna bella! Terra di pirati e corsari! La storia si ripete….O è sempre stata la stessa?

  3. Riccardo Pusceddu
    luglio 1, 2021 alle 4:33 PM

    Ma quando vi muoverete invece che per bloccare la produzione di energia rinnovabile, per cambiare la legge e far si che per ogni impianto ad energia rinnovabile se ne chiuda uno a energia fossile di potenza equivalente?
    E poi cosa vuol dire “non serve all’isola”? Serve al pianeta e la Sardegna ne fa parte e se qui c’e’ piu’ vento che altrove allora questi impianti indirettamente servono anche alla Sardegna per mitigare gli effetti del riscaldamento globale!
    E se davvero si dovrebbe verificare l’assurdo spreco di energia da voi paventato allora si potrebbe fare una bella manifestazione per denunciare questo vero e proprio delitto ambientale e cosi facendo rendere obbligatorie le chiusure degli impianti a energia non rinnovabile.
    Invece no, sempre a lamentarsi che gli altri ci colonizzano anche se fanno del bene (vero o presunto che sia). Colpa nostra che non abbiamo capacita’ imprenditoriali od organizzative e di cooperazione fra privati.
    E cosa c’e’ di male se la Sardegna diventasse la piattaforma energetica d’Italia? A patto che questo accadesse perche’ oggettivamente qui c’e’ piu’ vento che altrove allora ben venga! E questo che vuol dire far parte di una nazione: ogni localita’ fa quello che sa fare o che puo’ fare meglio a patto che sia conveniente dal punto di vista economico. Economico nel senso piu’ ampio del termine, ovvero considerando anche gli sprechi di energia per il trasporto dei beni da luogo dove si producono ai luoghi dove si consumano.

    • luglio 1, 2021 alle 8:07 PM

      …sempre gli stessi slogan a cui ti è stato risposto non so più quante volte:

      1) l’energia prodotta che non si può utilizzare in Sardegna e non si può trasferire sulla penisola, per i limiti dei collegamenti energetici stra-noti e riportati anche in questo articolo non “serve al Pianeta” manco per il cavolo. Serve solo alla Società produttrice, perchè lo Stato (cioè tutti noi) è comunque obbligato ad acquistarla, a fornirre certificati verdi e incenrtivi in ogni caso;
      2) la Sardegna non può essere la “piattaforma energetica” di nessuno, oggettivamente, per quanto detto sopra;
      3) gli impianti di energia da fonte rinnovabile eolica e solare non sono “programmabili”, in particolare ne tu nè io possiamo ordinare al vento di soffiare. Fin quando non sarà adeguatamente sviluppato il settore della conservazione dell’energia è improponibile qualsiasi meccanismo giuridico di chiusura automatica di qualsiasi centrale “tradizionale” al momento dell’apertura di una nuova centrale eolica/fotovoltaica.

      Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 3, 2021 alle 1:11 am

        Ma andrebbe bene anche se le centrali a combustibili fossili non chiudessereo completamente ma semplicemente producessero meno energia quando il vento invece spirasse e il cielo fosse sgombro da nubi.
        E mi pare che gia’ sia cosi, visti i numerosi articoli in rete che ribadiscono l’esistenza della priorita’ di dispacciamento di energia da fonti rinnovabili, senza parlare del fatto che il parlamento europeo sembra ormai avviato a terminare i meccanismi di capacita’, termine tecnico per definire gli incentivi alle centrali a combustibili fossili.
        Vedasi:
        https://www.dariotamburrano.it/2019/01/regolamento-mercato-elettrico-priorita-di-dispacciamento/

    • Emilio Masala
      luglio 1, 2021 alle 10:45 PM

      Pusceddu, chiarisciti un pochino le idee . A noi la Sardegna piace libera . Non dimenticarti delle servitu’ militari terrestri e marine , degli impianti petrolchimici morti e moribondi , delle aree industriali defunte delle migliaia di pale eoliche . ABBIAMO GIA’ PAGATO. Pusceddu , di sardo hai solo il cognome, ma il pensiero e’ forestiero .

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 3, 2021 alle 1:23 am

        Se vuoi la Sardegna libera allora essa non dovrebbe far parte dello stato italiano. Quando si fa parte di uno stato allora ogni localita’ deve dare il suo contributo con le risorse e le capacita’ che ha. Le dighe dove ci sono i fiumi piu’ grandi e le pale eolichee gli impianti solari rispettivamente dove soffia piu’ vento e dove c’e’ piu’ sole.
        Il mio pensiero e’ libero ma la liberta’ di pensiero come quella di azione richiede sempre dei doveri verso la verita’ e verso i nostri connazionali nel continente quindi anche se mi dispiace un poco, me ne infischio se per dire la verita’ o cercare di avvicinarmici il piu’ possibile, offendo i miei compatrioti.

    • Porico
      luglio 2, 2021 alle 1:32 PM

      Gentile Ricardo, basterebbe fare come certi paesi del terzo mondo -che so, giusto per un esempio-le Seicelles -con i capitali da investire sul turismo. Le società imprenditoriali devono lasciare il 51 % ai locali, e l’ambiente non si tocca. Da noi non si può ? Bene, allora i proprietari dei terreni dove piazzare il ricco busines delle pale eoliche pretendano il 51% delle società speculative. Si deve capire che senza il suolo e senza il vento non si possono fare utili pazzeschi .Utili che ,in un recente passato, sono andati a beneficio anche a società Indiane. Con questi termini, credo, i capitali di ventura andrebbero altrove a piazzare le ecologiche pale da 200 m.di altezza.

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 3, 2021 alle 1:31 am

        Credo che a tutt’oggi nulla impedisca ai propietari dei terreni di stipulare contratti del tipo che tu auspichi oppure semplicemente di vendere a prezzi molto piu’ alti.O magari ancora meglio, di formare delle societa’ di costruzione di impianti eolici o magari delle cooperative.
        Nulla in teoria almeno ma purtroppo noi sardi preferiamo restare in miseria piuttosto che far guadagnare il nostro prossimo piu’ di quanto si possa trarre guadagno per noi stessi.

  4. luglio 1, 2021 alle 7:59 PM

    da Il Manifesto Sardo, n. 331, 1 luglio 2021
    La servitù energetica in Sardegna: https://www.manifestosardo.org/la-servitu-energetica-in-sardegna/

    _____________________

    da Agenzia Nova, 29 giugno 2021
    Sardegna: Grig, da ambientalisti no a centrale eolica su monti Siurgus Donigala e Selegas: https://www.agenzianova.com/a/60de00fe593236.23026679/3509826/2021-06-29/sardegna-grig-da-ambientalisti-no-a-centrale-eolica-su-monti-siurgus-donigala-e-selegas, https://www.agenzianova.com/a/60dae8cf14e312.98030204/3509827/2021-06-29/sardegna-grig-da-ambientalisti-no-a-centrale-eolica-su-monti-siurgus-donigala-e-selegas-2, https://www.agenzianova.com/a/60de00b0cd2a10.47055775/3509828/2021-06-29/sardegna-grig-da-ambientalisti-no-a-centrale-eolica-su-monti-siurgus-donigala-e-selegas-3

    _____________________

    da Sardinia Post, 29 giugno 2021
    Eolico e fotovoltaico, allarme ecologisti: Isola destinata a diventare una servitù: https://www.sardiniapost.it/cronaca/eolico-e-fotovoltaico-gli-ecologisti-isola-destinata-a-diventare-una-servitu/

    ______________________

    da Alghero Live, 29 giugno 2021
    Una centrale eolica sui monti di Siurgus Donigala e un’Isola destinata alla servitù energetica? http://algherolive.it/2021/06/29/una-centrale-eolica-sui-monti-di-siurgus-donigala-e-unisola-destinata-alla-servitu-energetica/

    _______________________

    da You TG, 29 giugno 2021
    “La Sardegna produce il 38% di energia in più del necessario”: ma piovono le richieste per l’eolico: https://www.youtg.net/primo-piano/37541-la-sardegna-produce-il-38-di-energia-in-piu-del-necessario-ma-piovono-le-richieste-per-l-eolico

  5. sardo
    luglio 2, 2021 alle 3:52 PM

    Speriamo che a Siurgus non si faccia lo scempio progettato dalle lobby del vento. Ancor di più è triste che ci siano sardi solo di cognome ma con le stesse idee delle lobby più distruttive. La Sardegna libera da quella energia eolica che per nulla è verde ma vuol dire solo deserficazione del paesaggio e delle sue ultime risorse. Non dimentichiamoci certo delle servitu’ militari terrestri e marine, degli impianti petrolchimici altamente impattanti, delle aree industriali ma ancor meno delle migliaia di pale eoliche che hanno già devastato le alte terre e si apprestano a devastarne altre fino a che non avremo più un metro libero di sguardo sull’orizzonte. Concordo totalmente con chi ha scritto ABBIAMO GIA’ PAGATO!

    • Riccardo Pusceddu
      luglio 4, 2021 alle 1:03 PM

      La tua proposta invece sembra essere uno sguardo incontrastato sull’orizzonte ma un’orizzonte destinato a desertificarsi per via del riscaldamento globale!
      Sentiamo un po’: cosa proponi per diminuire (ma bisognerebbe fermarle del tutto e possibilmente anche controbilanciare quella gia’ emessa) le emissioni di CO2 in atmosfera?
      Fammi indovinare: dal risparmio energetico, giusto? E come si fa con l’aumento della popolazione nel terso mondo? Fai risparmiare energia anche a loro e a quelli che ci sono gia’ oggi. Un po’ difficile visto che gia’ consumano svariati ordini di grandezza in meno di noi occidentali.
      Proponi di mettere le pale eoliche in aree industriali dismesse anche se non c’e’ il massimo del vento? Lo sai quanta energia (e terre rare) servono per produrre una pala eolica? Non ci si puo’ permettere di farle meno efficienti per via del poco vento. E per questo che devono essere il piu’ alte possibili e messe in posti i piu ventosi possibile, che in genere sono quelli in altura dove sono rimasti dei brandelli di bosco scampati all’agricoltura.
      Vuoi mettere i pannelli fotovoltaici su tutti i tetti? Pessima scelta perche’ non potranno mai produrre nel modo piu’ efficiente, senza contare che il fotovoltaico e’ una tecnologia che non puo’ competere in efficienza col termosolare e l’eolico. Verifica tu stesso: in rete c’e’ un mucchio di materiale sull’EROEI (Energy Return On Energy Invested) dei sistemi di produzione energetica.
      Altre idee?
      A scanso di equivoci, secca anche a me che a fare gli impianti siano societa’ del continente o estere. MI piacerebbe che fossimo invece noi sardi a farle, magari costituendo societa’ cooperative come si fa in Danimarca.
      Pero’ se non lo facciamo noi mi sta bene che lo faccia chiunque altro per il bene del pianeta tutto, compresa la Sardegna.

  6. donatella
    luglio 3, 2021 alle 9:11 am

    Sardegna Parco Nazionale Protetto per le sue inenarrabili bellezze.Mettere in atto la cosiddetta “zonazione” come insegna il prof. Franco Tassi, https://www.stellamattutinaedizioni.it/franco-tassi/
    La ricchezza viene di conseguenza solo per i suoi abitanti. A pagare e a portare ricchezza solo ai suoi abitanti sarebbero gli altri. Ci vuole solamente una mentalità diversa degli amministratori dei suoi Comuni , della Regione , dello Stato e dei suoi cittadini . L’Europa finanzia la realizzazione di Parchi nazionali nei suoi stati membri e contemporaneamente le opere devono essere rispettose dell’ambiente. Bisogna gettare alle ortiche i vecchi pensieri, purtroppo attuali, di ottenere ricchezza dallo sfruttamento della Natura invece di rendersi finalmente conto che la Natura è la vera e duratura ricchezza che si rinnova ed elargisce gratuitamente i suoi doni a chi li sa rispettare. Dovrebbe essere arrivato il tempo di capirlo per abbandonare i vecchi e nuovi errori.
    Grazie.

  7. silvia
    luglio 4, 2021 alle 7:31 am

    Ringrazio e confermo il mio sostegno,per quanto piccolo,a tutti voi,per ogni singola battaglia fatte per difendere anche un solo cm di questa bellissima terra! Difendetela da tutti i tentativi di abuso e anche da tutti i sardi che vogliono distruggere questo paradiso.

  8. sardo
    luglio 4, 2021 alle 4:10 PM

    A Riccardo: a scanso di equivoci ritengo tu stia confondendo l’interesse economico della realizzazione delle centrali energetiche da fonte eolica e di tutti gli impianti e infrastrutture di collegamento e smistamento relativi, non fa differenza se di ditte straniere o locali, con l’esigenza di abbattere l’anidride carbonica. Tu pretendi sia solo la Sardegna nel mondo a soddisfare tale esigenza per i prossimi 100 anni…La Sardegna ha già un surplus energetico di oltre il 35% (perchè non ha produzioni industriali rilevanti) e tu non specifichi (non si capisce perchè) che si tratta di energia non accumulabile. Già tra meno di 10 anni fortunatamente ci sarà un’altra tecnologia che consentirà la sua riduzione in tutto il mondo. Nel frattempo non lo deve fare chiunque altro ma lo devono fare proprio i Sardi di tenere lontano dalla loro terra questi speculatori energetici che di certo non bilanciano in nessun modo gli interessi costituzionalmente tutelati del pianeta tutto, compresa la Sardegna.

    • Riccardo Pusceddu
      luglio 5, 2021 alle 2:12 am

      Niente affatto. Non sono nato ieri e mi posso immaginare benissimo che alle imprese che realizzano impianti eolici non importi granche’ del benemerito servizio che rendono all’ambiente.
      Io non pretendo affatto che gli impianti eolici e termosolari siano realizzati solo in Sardegna. Io dico che bisogna farli dove c’e’ piu’ vento e piu’ sole e poi trasportare l’energia ivi prodotta ai luoghi dove di sole e di vento ce n’e’ di meno, naturalmente tenendo conto dei costi dei condotti di trasmissione in termini di immissione di CO2 sia da fonti fossili che da mancato assorbimento della stessa ad opera della vegetazione o quant’altro.
      A quale tecnologia, disponibile ento un lusto, ti riferisci? La fusione nucleare? Le centrali nucleari leggere a torio?
      So benissimo che l’energia non si puo’ conservare ma se il bacino d’utenza e’ abbastanza esteso allora e’ improbabile che su vaste estenzioni territoriali non vi sia un posto dove il sole non splenda e il vento non spiri.
      Anzi io sarei per distribuire l’energia solo quando c’e’ e quindi costringere la gente a dotarsi di batterie di accumulo e anche a pianificare i consumi invece che abbandonarsi con noncuranza alla manna attuale!

  9. sardo
    luglio 5, 2021 alle 3:16 PM

    Non essendo nati ieri non sfugge che le Tue argomentazioni pro centrali eoliche in ogni angolo della Sardegna siano assolutamente insufficienti.

    • Riccardo Pusceddu
      luglio 6, 2021 alle 11:53 am

      Lascia che ti ripeta la domanda: a quale tecnologia ti riferivi nel tuo commento precedente?

  10. sardo
    luglio 20, 2021 alle 1:48 PM

    Idrogeno

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