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Olimpiadi invernali Milano – Cortina 2026, c’è molto da fare per il rispetto dell’ambiente.


Alpi venete, lavori per la realizzazione di una pista da sci

Le XXV Olimpiadi invernali Milano – Cortina d’Ampezzo 2026 sono certamente una grande manifestazione sportiva e anche un’occasione per la ripresa economico-sociale dopo i disastri determinati dalla pandemia di coronavirus Covid-19.

La Regione Veneto ha risposto (nota prot. n.287530 del 24 giugno 2021) alla specifica istanza inoltrata (24 maggio 2021) dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico odv (GrIG) ha inoltrato (24 maggio 2021) una specifica istanza alle Amministrazioni pubbliche competenti perché venga avviata una procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) concernente l’intero complesso di opere e interventi rientranti nel programma per la realizzazione della manifestazione sportiva.

La Regione Veneto informa che, “allo stato attuale, il ‘Piano dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, insistente sui territori delle Regioni Lombardia e Veneto, nonché delle Province autonome di Trento e di Bolzano’ non risulta ancora essere stato completamente definito, né tantomeno risulta definito il ‘perimetro’ esatto delle attività in esso incluse”.

Non c’è, quindi, ancora il programma complessivo degli interventi, tuttavia “è indubbio che il ‘Piano dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, insistente sui territori delle Regioni Lombardia e Veneto, nonché delle Province autonome di Trento e di Bolzano’ … dovrà essere sottoposto alla procedura di sostenibilità ambientale di piani e programmi (VAS) …  e alla procedura di valutazione di incidenza ambientale”, come previsto anche dal relativo Dossier di Candidatura.

bosco sotto la neve

Nel mentre, però, ci sono comunque già scempi ambientali annunciati.  Che la Regione Veneto ben conosce.

Il Ministero della Transizione Ecologica – Direzione generale per il Patrimonio Naturalistico informa (note prot. n. 60561 del 7 giugno 2021, n. 36778 del 7 aprile 2021, n. 10271 del 9 maggio 2019) che sta curando “la trasmissione alla Commissione europea delle misure di compensazione per interventi per i quali la valutazione di incidenza sia giunta a conclusioni negative, ai sensi dell’art. 6, paragrafo 4, della direttiva 92/43/CEE” perché “tra le nuove opere previste per le Olimpiadi 2026 rientra anche la costruzione di una pista da bob a Cortina sul tracciato della preesistente pista Monti, chiusa nel 2008 e ora in rovina”.

Inoltre, se da un lato “la pista di bob in esame risulta esterna ai siti della rete Natura 2000 ed in generale al sistema delle aree protette e tutelate, tuttavia, come è noto, l’area di Cortina è oggetto di diversi interventi connessi alla realizzazione della infrastrutturazione necessaria allo svolgimento dei Mondiali di sci e delle Olimpiadi invernali del 2026, molti dei quali con impatto significativo sui siti Natura 2000 e nello specifico sulla ZSC IT3230017 ‘Monte Pelmo – Mondeval – Formin’”.

Fra i diversi interventi “all’interno di siti della rete Natura 2000, alcuni hanno infatti comportato o comporteranno la necessità di attuare la procedura di deroga prevista dall’art. 6, paragrafo 4, della Direttiva 92/43/CEE ‘Habitat’, a seguito di valutazione di incidenza conclusa con esito negativo;

tra questi:

• Progetto di fattibilità tecnica ed economica intervento (E1) pista da sci alpino “Lino Lacedelli” – Cortina d’Ampezzo. Notificato alla Commissione europea ai sensi dell’art. 6, paragrafo 4, con nota di questa Direzione Generale PNM 10971 del 09.05.2019;

• Realizzazione di una nuova cabinovia ‘Son dei Prade – Bai de Dones’ L3N1, in comune di Cortina d’Ampezzo (BL): per tale intervento l’iter di cui all’articolo 6, paragrafo 4, è stato avviato da codesta Regione del Veneto con nota prot. 259737 del 01.07.2020 ma la trasmissione alle CE non è stata ancora perfezionata in quanto questa Direzione Generale è ancora in attesa di acquisire tutte integrazioni richieste con nota 57097 MATTM del 22.07.2020. A detta richiesta si è avuto infatti solo parziale riscontro da parte della Direzione Turismo regionale, con comunicazione prot. 304701 del 31.07.2020, nella quale è stata specificata la necessità di tempi istruttori supplementari per il completamento della documentazione richiesta, ed in particolar modo dell’aggiornamento complessivo dello Standard Data Form del sito Natura 2000.

• ‘PROGETTO L1N6 BACINO IDRICO POTOR’: procedura ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 4, non ancora avviata da codesta Regione del Veneto, ma correlata agli interventi di cui sopra.”

Il Ministero della Transizione Ecologica – Direzione generale per il Patrimonio Naturalistico ha, quindi, invitato la Regione Veneto “a valutare con particolare attenzione, anche nell’ottica di area vasta, gli effetti sulla biodiversità e sulla conservazione degli habitat e degli habitat di specie che la realizzazione dell’intervento in esame potrebbe comportare, considerato che l’area di Cortina d’Ampezzo è già oggetto di importanti interventi infrastrutturali. Ciò anche al fine di proporre che siano prese in considerazione soluzioni alternative a minor impatto”.

Cervo europeo (Cervus elaphus)

Come si può vedere, il quadro per quanto riguarda l’Ampezzano è tutt’altro che ambientalmente sostenibile.

Come noto, la procedura di V.A.S. dev’essere svolta in occasione di piani o programmi che possano avere significativi impatti sull’ambiente, come il caso del programma per le XXV Olimpiadi invernali, lo scopo di fornire i criteri per la scelta della strategia più sostenibile per l’ambiente, in seguito alla valutazione di tutte le strategie possibili e le ragionevoli alternative effettuata comparando gli obiettivi di sviluppo del piano o programma con gli effetti significativi, singoli e cumulativi che l’attuazione dello stesso potrebbe avere sull’ambiente.

Nel caso specifico, è interessata l’intera Regione Alpina compresa fra la Lombardia, le Province autonome di Trento e di Bolzano e la Regione del Veneto.

Strade, sbancamenti, varianti, svincoli, piste da sci, invasi idrici, impianti di sci artificiale e chissà quant’altro.

Un elenco completo non conosciuto, ma certo decine e decine di interventi finanziati con il decreto Ministero Infrastrutture del 4 novembre 2020 (un miliardo di euro complessivamente) e rientranti nel decreto Ministero Infrastrutture del 7 dicembre 2020, così come a iniziativa di Enti pubblici territoriali di vario livello e comunque connesse, come, per esempio, i collegamenti  sciistico/impiantistici fra Livigno e Santa Caterina Valfurva con creazione di nuovo dominio sciabile ed ampliamento dell’esistente, costruzione di nuovi impianti di risalita  e potenziamento degli impianti di innevamento artificiale con creazione di bacini idrici artificiali volti ad alimentare la produzione di neve artificiale, indicati nella proposta di aggiornamento del Piano territoriale di coordinamento provinciale di Sondrio, attualmente in corso di procedura di V.A.S. ben più limitata.

Uno degli elementi portanti della valutazione ambientale strategica risiede, invece, nella valutazione complessiva degli interventi, così da poterne verificare e prevedere gli impatti cumulativi.

Il GrIG – che ha coinvolto i Ministeri della Transizione Ecologica e della Cultura, le Regioni Lombardia e Veneto, le Province autonome di Trento e di Bolzano e ha informato la Commissione Europea – richiede, pertanto, una valutazione preventiva complessiva, che permetta il coinvolgimento dei cittadini in forma singola e associata per la difesa del proprio ambiente e della propria salute.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

Marmotta (Marmota marmota)

(foto per conto GrIG, P.F., S.D., archivio GrIG)

  1. donatella
    giugno 28, 2021 alle 11:07 am

    lo sport ” mens sana in corpore sano” non può volere dire distruzione. Oggi , per i vili interessi, si è perso il giusto senso delle cose.

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