Bipedi miserabili calibro 12.


Wayne Lapierre, capo della National Rifle Association (NRA), l’associazione degli armieri statunitensi che da sempre sostiene la politica dell’arma (e grilletto) facile che così tanti lutti provoca nel Grande Paese a stelle e strisce, ancora una volta si è mostrato per quel miserabile bipede (pure incapace) che è durante una sanguinosa caccia all’Elefante in Botswana.

E’ pieno di cialtroni simili, tanto ricchi quanto miserabili.

Convinti anche di praticare la caccia etica, ai danni di specie di fauna selvatica a rischio d’estinzione.

Leone (Panthera Leo), areale (I.U.C.N., 2014)

Forse un primo freno a questa libidine sanguinaria è stato posto dal Governo Sudafricano, che pare deciso a proibire gli allevamenti di Leoni da utilizzare, poi, come animali da compagnia o, più spesso, come bersaglio da trofeo per cialtroni dal portafoglio pieno.

Non sarà, invece, proibita la caccia controllata ai grandi animali selvatici (The Big Five Game), il Leone, l’Elefante, il Leopardo, il Bufalo, il Rinoceronte.

Lentamente, in modo non lineare, forse qualcosa inizia a cambiare nella direzione di un migliore rapporto con la Natura e gli altri Animali.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

U.S.A., Texas, Ox Ranch, famiglia felice con trofeo

da Il Corriere della Sera, 30 aprile 2021

STATI UNITI. Animalisti infuriati contro il super lobbista delle armi a caccia di elefanti.

Un video svela il safari segreto (e crudele) di Wayne Lapierre, boss della National Rifle Association. In Botswana con la moglie spara contro un pachiderma agonizzante. (Michele Farina)

Oltre alle stragi di massa, la caccia massiccia agli elefanti. Wayne Lapierre, boss della Nra (National Rifle Association), ha davvero un problema con le armi. Dall’America all’Africa. Sia che parli dei massacri nelle scuole Usa, sia che spari contro un pachiderma già agonizzante, Lapierre suscita sentimenti sgradevoli. Dopo l’ennesima sparatoria alla Stoneman High School in Florida nel 2018, il capo della storica lobby pro-armi accusò le famiglie, il sistema sanitario, l’Fbi, i socialisti europei. Tutti, tranne coloro che difendono la diffusione delle armi: «Per fermare un uomo cattivo e armato ci vuole un altro uomo armato, ma bravo». Ecco, per la reputazione di personaggio di questo livello, a capo di un’organizzazione che i magistrati di New York vogliono smantellare per uso improprio di fondi, ci mancava soltanto lo scandalo della caccia grossa in Botswana. Una storia capace da una parte di scatenare gli animalisti, e dall’altra di ridicolizzare il leader con il grosso fucile presso il pubblico dei suoi fans più sfegatati.

Leone (Panthera leo)

Il safari

Il «video segreto» del safari ribaldo è uscito in questi giorni (i primi a pubblicarlo sono stati il New Yorker e The Trace). Lapierre e la moglie sono ripresi in Africa, nel Paese rifugio degli elefanti. Le immagini risalgono al 2013, quando la caccia in Botswana non era ancora proibita. Il macho della Nra spara da lontano a un elefante, circondato dai cacciatori professionisti che lo accompagnano. Lapierre si avvicina al gigante ferito. Le guide gli mostrano dove colpire per finirlo. Ma il campione delle armi facili proprio non ce la fa. Ci prova ripetutamente. Si mostra infastidito. «Insomma, dov’è che devo sparare?». Al terzo tentativo fallito, un certo Tony Makris, responsabile della serie tv «Under Wild Skies» sponsorizzata dalla Nra, si incarica di ammazzare l’elefante quasi morto. Dopo il colpo, si gira per congratularsi con il boss. Meglio di Lapierre fa la moglie Susan, che uccide il «suo» elefante prima di tagliargli la coda e sventolarlo in aria al grido di: «Vittoria».

Piccolo uomo

Ingrid Newkirk, presidente del gruppo animalista Peta, ha condannato l’episodio e chiesto al Congresso di tagliare i fondi all’Associazione degli armaioli. «Dietro quell’aria da macho alla guida della Nra ci sono piccoli uomini spaventati capaci di pagare decine di migliaia di dollari per poter sparare agli elefanti a bruciapelo». Senza neppure riuscire a ucciderli, prolungando la loro agonia.

Umani e pachidermi

Naturalmente la Nra e il suo presidente difendono il video e il diritto alla caccia grossa, di cui secondo loro «beneficiano le comunità locali». È una bolsa storia senza fondamento, così come la favola secondo cui per combattere le stragi ci vogliono più uomini buoni che imbracciano la mitraglietta. In Africa gli elefanti sono sempre più una specie a rischio. Il disinteresse per la loro sopravvivenza, la modalità con cui vengono uccisi da piccoli uomini che si credono Hemingway o cacciatori del Kalahari, hanno davvero qualcosa a che fare con il disinteresse per il destino delle persone nel Paese delle armi facili. La Nra ha dichiarato bancarotta, ha la magistratura alle costole e un presidente non più amico alla Casa Bianca. Non è più tempo, speriamo, da una parte all’altra dell’oceano, di sparare tesi assurde e sventolare una coda gridando «vittoria».

Tess Thompson Talley con il “trofeo” di caccia (2017)

A.N.S.A., 3 maggio 2021

Sudafrica vieta di allevare leoni per la caccia.

Ministra ambiente, ma non sarà abolita caccia ai grandi animali.

PRETORIA, 02 MAG – Il governo del Sudafrica sta mettendo a punto una legge che metterà al bando gli allevamenti di leoni da usare come prede per i cacciatori, in favore di un’esperienza di caccia che sia “più autentica”, con animali allo stato selvatico e non in cattività.
    La decisione è stata presa su indicazioni di un comitato di esperti, che dovrà formulare pareri anche sui controversi allevamenti anche di elefanti, rinoceronti e leopardi, usati per la caccia ma anche per il mercato degli animali domestici.
    Dobbiamo fermare e abolire la domesticazione dei leoni attraverso l’allevamento. Non vogliamo allevamenti in cattività, la caccia in cattività, la vendita come animali da compagnia dei cuccioli”, ha detto in conferenza stampa la ministra sudafricana all’Ambiente, Barbara Creecy.
    Una decisione, quella del governo di Pretoria, che si scontra con la ricca lobby degli allevamenti di grandi animali africani.
    Tuttavia, ha assicurato Creecy, il provvedimento non intende mettere in discussione la caccia, altra industria che porta grandi introiti: “La caccia legale e regolamentata delle specie iconiche, secondo precise regole ambientali, continuerà ad essere permessa”, ha detto.

Giraffa (Giraffa reticolata)

(foto da La Stampa, da mailing list ambientalista, P.F., archivio GrIG))

 

  1. donatella
    maggio 4, 2021 alle 9:07 am

    Ho voglia di vomitare

  2. Amico
    maggio 4, 2021 alle 12:22 PM

    Io avrei voglia di far loro altro ma forse non si può dire.

  3. Porico
    maggio 4, 2021 alle 12:23 PM

    Sfogare i propri istinti assassini su animali indifesi è da vili. E pensare che questa gente governa gli Stati Uniti .

  4. M.A.
    maggio 4, 2021 alle 3:46 PM

    Mi domando: e se questi abbattimenti facessero parte di un più ampio sistema di “wildlife management” (o gestione della specie dove non conta il singolo animale, ma tutto l’insieme) e si assegna il capo da abbattere (previo metodiche e rigidi protocolli redatti dai tecnici specializzati di un parco) ad un ricco benestante capace di sborsare svariate miglia di dollari che servono al finanziamento e alla gestione del parco stesso ivi compreso chi ci abita? Si condanna il fine o lo scopo? Si affronta il tema dal punto di vista etico-filosofico o tecnico scientifico?

    • maggio 4, 2021 alle 5:57 PM

      quanto dici avrebbe un qualche senso “etico” se il ricco negletto a ogni sparo a cui corrisponde ulteriore sofferenza, in quanto non ha provocato la morte del povero Elefante buttato dentro il “più ampio sistema di wildlife management”, fosse oggetto di altrettanto sparo da parte del guardiacaccia, pardon “sorvegliante etico”.
      Al primo “errore” (da una distanza di 6-7 metri) uno sparo nel ginocchio, al secondo “errore” (dalla stessa distanza) uno sparo nell’altro ginocchio…..

      Buona serata 🙂

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        maggio 4, 2021 alle 6:45 PM

        Nemmeno se la morte di quell’animale, stabilita scientificamente al fine di garantire un beneficio sulla specie (ad. es. eliminare un animale “problematico”, un animale malato, un adulto dominante che ha perso la sua fitness riproduttiva ed impedisce a un giovane di subentrare, un esemplare malato o potenzialmente pericoloso etc etc) e se quei soldi spesi da colui che vuole compiere l’abbattimento, fossero investiti dall’ente stesso per finanziare progetti di sviluppo e di salvaguardia della specie e di altre specie. riusciresti a giustificarlo dal punto di vista etico? E’ una mia curiosità volta a capire se è solamente una presa di posizione ideologica..

      • maggio 4, 2021 alle 6:59 PM

        a me la tua pare una posizione “ideologica”: vuoi a tutti i costi trovare una giustificazione scientifica a un ricco incapace che sparacchia a un Elefante senza nemmeno esser capace di ucciderlo.
        Ma chi siamo per decidere che deve morire “un animale problematico” (“problematico” per chi?), “un adulto dominante che ha perso la sua fitness riproduttiva ed impedisce a un giovane di subentrare”?
        Ma lascia fare alla Natura anzichè metterti in mezzo per fare un po’ di soldi.
        Il branco di Elefanti, come il branco di Lupi, così come qualsiasi altro branco non ha bisogno di noi per stabilire le proprie gerarchie.
        Per usare francesismi, andiamo a rompere i coglioni con la scusa della scienza e con l’inconfessato obiettivo dei soldi. Tutto qui e riconoscerlo sarebbe solo decenza.

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        maggio 4, 2021 alle 7:55 PM

        No ti sbagli, anche perchè non ho espresso una posizione in merito. Sappi però che la gestione faunistica, è roba da Università non “chiacchiera da bar”. Si studia e si applica con il metodo scientifico, non tramite l’empatia o i facili slogan. E’ facile inorridirsi per certe notizie, soprattutto quando la stampa le strumentalizza al fine di vendere o ottenere qualche click. Personalmente trovo un enorme differenza tra i bracconieri che uccidono in maniera indiscriminata un elefante per ricavarne l’avorio, e l’abbattimento selettivo di un individuo, che viene venduto dal parco stesso per 50, 60 o 100.000 $. Ricordo il Leone Cecil, così come ricordo altri animali uccisi da ricchi benestanti che per giorni hanno invaso i social. Ci si limita con varie sfumature spesso politiche ad enfatizzare i’ anacronistico antropocentrismo e il dominio dell’uomo ricco e armato sulla natura, quando in realtà, di fatto, altro non si sta facendo che comprare la morte a caro prezzo di un animale, destinato tuttavia a morire, permettendo però di produrre ricchezza in parti del mondo anni luce lontani dal nostro benessere. Una buona parte dei fondi destinati poi alla salvaguardia della specie o di altre specie. Questa è la mia visione. Grazie del confronto. Buona serata

      • maggio 4, 2021 alle 10:26 PM

        ..vedi, lo dici proprio tu, il ricco negletto “non … sta facendo che comprare la morte a caro prezzo di un animale”: come fai a giustificarlo, in qualsiasi modo, proprio tu che insisti tanto sulla “caccia etica”?
        Quell’animale morirebbe per conto suo, sarebbe divorato da avvoltoi e dagli altri organismi necrofagi.
        E’ quello che, in parte, si sta facendo in Sardegna con il Progetto LIFE “Under Griffon Wings” (http://www.lifeundergriffonwings.eu/it/index.html), che ha coinvolto in varie forme tanti allevatori del Nord Ovest Sardegna e punta a ristabilire equilibri ecologici degradati dalle attività umane: con i carnai aziendali (http://www.lifeundergriffonwings.eu/it/comunicazione/notizie/notizia/Manuale-di-buone-pratiche-sui-carnai-aziendali/) l’allevatore risparmia, ha incentivi e il Grifone pensa al resto. Come la Natura gli ha insegnato.
        In attività di “riparazione” di questo tipo vedo l’etica, non in quello che pratica Wayne Lapierre.
        Buona serata.

        Stefano Deliperi

  5. Maria Dore
    maggio 4, 2021 alle 8:13 PM

    La consigliera regionale Orrù ha denunciato su Facebook di come in Consiglio si stia preparando una legge per destinare ristori alle aziende di armi e munizioni…potreste fare qualcosa? Inoltre, ho letto della raccolta di firme per abolire la caccia in Italia, con ENPA che però si dichiara contraria. Potreste approfondire la questione? Io firmerei molto volentieri, le informazioni però sono molto confuse

    • maggio 4, 2021 alle 10:30 PM

      non siamo in Consiglio regionale e nulla possiamo fare in proposito.
      La proposta referendaria sull’abolizione integrale della legge n. 157/1992 e successive modifiche e integrazioni è semplicemente assurda, perchè con l’abrogazione integrale della legge si abrogherebbero anche le tante norme di tutela della fauna selvatica. Poi non ci sono comitati locali che raccolgono firme, non c’è un’organizzazione seppure minima, è un’iniziativa velleitaria e controproducente che non sosteniamo in alcun modo, insieme a tutte le altre associazioni ambientaliste e animaliste.

      Stefano Deliperi

  6. Mara machtub
    maggio 4, 2021 alle 9:45 PM

    Miserabili schifosi che cercano di dimenticare la loro impotenza imbracciando un fucile. E non sanno nemmeno sparare. A loro, con tutto il cuore, auguro una fine molto dolorosa, almeno quanto quella che hanno fatto soffrire ai due poveri e innocenti fratelli animali.

  7. donatella
    maggio 5, 2021 alle 11:05 am

    Vorrei chiedere ad M.A.che scrive, tra l’altro, ” la gestione faunistica, è roba da Università non chiacchiera da bar. Si studia e si applica con il metodo scientifico, non tramite l’empatia o i facili slogan” , se accetterebbe di mettere al posto di questo Elefante, Leone, Giraffa…da eliminare, meglio se con lenta agonia da fucilate mancate, per motivi di gestione faunistica , se stesso oppure un essere vivente ( persona o altro animale) verso cui prova empatia ( non so se la parola affetto è un facile slogan) in cambio di miliardi da destinare al finanziamento di un Ospedale per persone , o un Parco per altri animali, visto che non conta il singolo, ma tutta la specie.

    • M.A:
      maggio 5, 2021 alle 5:17 PM

      Machiavelli direbbe la celebre frase: “il fine giustifica i mezzi” . Personalmente: Io, tu, un leone, un elefante, una giraffa valiamo 1 rispetto all’insieme. Gli uomini, I leoni, Gli elefanti e Le giraffe invece valgono infinitamente di più, anzi non hanno valore in cui uno è più importante degli altri. La salvaguardia e la tutela della specie in Natura, a livello biologico ha una priorità decisamente più importante rispetto alla personificazione e alla tutela dell’individuo. Donatella, nella storia quanti uomini si sono sacrificati per il bene degli altri? Non è una novità. Quando in un contenitore di mele tu ne trovi una guasta che fai? La si lascia li perché è una mela deve restare insieme alle altre mele oppure si toglie al fine di guastare gli altri frutti?
      Quando in un gregge una pecora sviluppa una patologia trasmissibile alle altre, il pastore la lascia li con il rischio di sacrificare buona parte del gregge o la elimina?
      In Natura, da uno studio di un ecosistema, se ci si rende conto che il numero di certi animali è talmente alto che si possono innescare dei meccanismi di patologie mortali densità-dipendenti, che possono a loro volta, incidere negativamente nelle dinamiche di popolazione, è opportuno sfoltire una determinata specie (così come si fa con un ulivo al fine di implementare la produttività dei frutti) o si lasciano morire gli animali in maniera randomizzata (spesso giovani) perché “è NATURA”. Che differenza fa tra la prima e la seconda morte? La morte è morte.

      • Mara machtub
        maggio 5, 2021 alle 9:21 PM

        Senti M.A: con tutto il rispetto dovuto a un Socio con il quale colloquiamo abbastanza urbanamente da anni, stavolta mi fai proprio arrabbiare.Se non capisci la brutalità inaccettabile di quell’atto, tu hai dei seri problemi.
        Tra l’altro… non predicavi sempre che il nobile fine della caccia è fornire cibo all’uomo? Spezzatino di elefante?
        Che immane schifo. E basta.

      • maggio 5, 2021 alle 9:26 PM

        Mara, per la salvezza di M. A. financo della sua reputazione (😁) nel mondo venatorio, segnalo che non è socio GrIG.

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        maggio 5, 2021 alle 10:06 PM

        Buonasera Mara, ovviamente questa non è caccia, o almeno la caccia che pratico io e con lo spirito con cui la pratico io. Se mai avessi quel tipo di possibilità economica stai pur tranquilla che la investirei nella mia regione per sponsorizzare progetti di ricerca utili alla tutela della nostra fauna. Non andrei dall’altra parte del mondo per abbattere un leone o un elefante, perché al mio ego tutto ciò non necessita. Ma ad altri invece si, lo fanno o lo farebbero volentieri. Io capisco bene che sono temi delicati da affrontare specialmente sul piano etico, ed ognuno deve analizzarlo attraverso la propria sensibilità. Se mi dovessi fermare a guardare un video che ritrae due ricchi annoiati che sparano un animale così immensamente bello al solo fine di scattarsi una foto con la preda la risposta fisiologica è l’indignazione. Ma se dietro tutto questo ci fosse invece un accurato progetto redatto dal Parco stesso in cui il quell’animale vive ed è protetto sarebbe così terribile ed immorale? Se chi gestisce quella riserva ha venduto la morte di quell’animale ad un ricco americano per poter utilizzare quei soldi come fondi da investire in progetti di sviluppo o per generare ricchezza laddove si mangia miseria e povertà, c’è da inorridirsi o il fine giustifica i mezzi? Chi ci dice che questa filosofia dei parchi Africani, non sarà adottata in Italia un domani nei nostri parchi allo scopo di gestire e conservare specie come l’orso in Trentino, gli stambecchi o gli ibridi di lupo, al fine di sfruttare quel bacino clientelare “pillanzoso” per ottenere risorse e fondi utili per la tutela delle specie?

  8. Mara machtub
    maggio 5, 2021 alle 9:29 PM

    Tre righe di faccine che ridono, ma non so come si fanno! Grazie Stefano:)

    • M.A.
      maggio 6, 2021 alle 4:58 PM

      ci penso io per te Mara… 🙂 🙂 🙂
      Onestamente, è sempre un piacere confrontarsi.

      • Mara machtub
        maggio 6, 2021 alle 9:45 PM

        Grazie M.A..
        Avendo eoni di tempo a disposizione per leggerti…. direi di SI. (7 faccine ridenti)

  9. maggio 7, 2021 alle 10:08 PM

    un altro miserabile. Principesco.

    da La Stampa, 7 maggio 2021
    Il principe del Liechtenstein nella bufera: è accusato di aver ucciso Arthur, l’orso più grande della Romania. (Fulvio Cerutti): https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2021/05/07/news/il-principe-liechtenstein-nella-bufera-e-accusato-di-aver-ucciso-arthur-l-orso-piu-grande-della-romania-1.40242552

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