Cialtrona con il fucile.


Tess Thompson Talley con il trofeo di caccia

Tess Thompson Talley con il “trofeo” di caccia (2017)

 

Selvaggia bianca americana, parzialmente Neanderthal, viene in Africa e abbatte una rara giraffa nera, grazie alla stupidità del Sudafrica“, così il sito web di informazioni African Digest descrive l’impresa di Tess Thompson Talley, 37 anni, del Kentucky, che ha realizzato il suo sogno: uccidere un “raro maschio di giraffa nera”.

E’ accaduto in una riserva del Sud Africa nel 2017, ma la cialtrona americanotta ha pensato bene di riempire internet delle sue prodezze.

Negli U.S.A. cialtroni simili abbondano.

Accade spesso che ricchi stronzi vadano a fare ‘sti safari a pagamento, autorizzati o meno, in danno di specie animali a rischio di estinzione, come anche la Giraffa.

Magari accampando anche nobili motivi, come la caccia etica, ennesima fesseria da salotto per giustificare la propria recidiva voglia di sangue e trofei.

Gente simile dovrebbe solo finire in galera per il resto dei suoi giorni.

Quali sinapsi entrino in funzione in quelle scatole craniche non è dato saperlo, ma certamente il Pianeta farebbe volentieri a meno di questi inutili pesi della Terra.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

giraffe

Giraffe

A.N.S.A., 3 luglio 2018

Insulti a cacciatrice Usa per foto con rara giraffa uccisa. Su web dopo caccia in Sudafrica. Bis di leone ucciso da dentista.

Un donna americana con la passione per la caccia ha orgogliosamente postato sul web una serie di foto-trofeo di lei accanto a un raro esemplare di giraffa nera, da lei appena ucciso a fucilate durante un viaggio in Sudafrica.
Un gesto che, lungi dal procurarle la gloria imperitura alla quale aspirava, le ha attirato una serie di insulti.
Le foto mostrano Tess Thompson Talley, 37 anni, del Kentucky, nel ‘Veld’, la savana sudafricana, in una riserva naturale non specificata, mentre tiene in mano il fucile e parzialmente avvolta dal lungo collo ripiegato dell’animale, un maschio di 18 anni della rara variante con le macchie nere sul pelo, accasciato dietro di lei. “Le mie preghiere perché si realizzasse il sogno di una vita intera sono state esaudite oggi. Ho avvistato questo raro maschio di giraffa nera, l’ho inseguito per un bel po’. Sapevo che era quello giusto. Aveva più di 18 anni, pesava 18 quintali e avevo la fortuna di poterne ricavare nove quintali di carne”. Con il suo gesto, Talley ha detto di aver contribuito alla “conservazione”.
Il safari in Sudafrica è stato compiuto lo scorso anno ma nessuno si è accorto del post della donna – che ha già diverse foto in posa accanto a ‘trofei’ di caccia, fra cui un cervo appena abbattuto – fino a quando non è stato ritwittato da un sito, Africa Digest, e da allora è diventato virale. Attraendo subito le critiche e gli insulti di animalisti e ambientalisti.
“Assassina”, “selvaggia”, “ricca viziata” e “senza cuore”, sono alcuni degli epiteti rivolti alla giovane americana. Ma lo stesso African Digest non ci è andato leggero: “Selvaggia bianca americana, parzialmente Neanderthal, viene in Africa e abbatte una rara giraffa nera, grazie alla stupidità del Sudafrica”.
Un simile scandalo aveva suscitato nel 2015 l’abbattimento di Cecil il Leone, un fiero maschio di 13 anni dalla criniera rossa che viveva nel parco nazionale di Hwange, nello Zimbabwe, star di molti documentari e oggetto di studi dell’Università di Oxford. Il povero Cecil fu ferito con le frecce e poi finito a fucilate da un ricco dentista del Minnesota, Walter Palmer, che si fece anch’egli fotografare accanto alla carcassa. Secondo quanto emerse sui media, Palmer per la sua preda aveva pagato 50 mila dollari.

 

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Africa, diffusione delle Giraffe

 

(foto da mailing list ambientalista, P.F., archivio GrIG)

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  1. Derober
    luglio 6, 2018 alle 1:41 pm

    La dice lunga su una certa mentalità Americana. Come si può sognare per una vita di poter uccidere un animale bello e mite come una giraffa?

  2. M.A.
    luglio 6, 2018 alle 2:39 pm

    alve Grig, come al solito si cerca di fare breccia sull’empatia degli utenti, giocando sulla morale e il senso etico comunicato dalla foto di una donna di 37 anni che posa con il suo trofeo, una bellissima e innocua giraffa. Ciò che è accaduto e che accade nei grandi parchi africani e di tutto il mondo, sono dei piani di controllo della fauna tramite studi scientifici per il benessere della specie stessa, grazie a questi ricconi “americani” che sono disposti a sborsare migliaia di dollari, per una fotografia con un animale esotico (già condannato a morte per età, malattia, o sovrannumero). Ciò che è accaduto alla giraffa, avverrà un domani in Italia, con il “piano lupo”, o in Sardegna con il daino, o chissà tra qualche anno il muflone e il cervo sardo. Tutto ciò non è nient’altro che wildelife management. In passato, influenzato un po’ dalla cultura scolastica disneyana disapprovavo appieno questi safari, in quanto non riuscivo a vedere un fine etico che giustificasse la morte di un leone o di una giraffa o qualsiasi altro animale: la nutrizione. Informandomi ho capito che quei soldi servono per l’economia locale e per la gestione del parco stesso. Tu che sei esperto, saprai bene che fine fa un parco non adeguatamente finanziato. In Sardegna grazie anche alle vostre testimonianze, abbiamo visto e conosciuto dei casi eclatanti.
    Io eviterei di pubblicare questi post dal consenso facile grazie ad una visione distorta della realtà ambientale causato dall’approccio empatico e non scientifico, perchè stiamo vivendo in un periodo storico in cui il “perbenismo” a livello sociale, sta pagando il prezzo di decenni di teorie “radical chic” da parte degli intellettuali che filosofeggiavano sui problemi umanitari, a volte con motivazioni sacrosante e dal consenso facile perchè obbiettivamente nessuno umanamente sensibile poteva affermare il contrario, MA totalmente distaccate dalla realtà. Se voi ass. ambientaliste perseguite la strada del perbenismo ambientale, alimentare, con questi post e con altri che trattano le più disparate teorie animaliste e vegane che cadono puntualmente in un controsenso etico, anche la politica ambientale potrà essere stravolta da un’ ondata di “salvinismo” che troverà ampio consenso popolare.

    • luglio 6, 2018 alle 3:34 pm

      é e rimane un evento che fa defecare irrimediabilmente e contemporaneamente tutte le Oloturie nel raggio di 500 miglia marine, per non dire altro 😈😈😈

    • luglio 6, 2018 alle 4:16 pm

      “Post dal consenso facile…. perbenismo ambientale…”
      Il post più vaneggiante che abbia mai letto. L’atto, l’autrice, le foto e la simil-giustificazione sono UNA CAGATA PAZZESCA. E meritano insulti (e peggio) a vita.

      • M.A.
        luglio 6, 2018 alle 5:43 pm

        Mara dipende da come tu vuoi guardare il bicchiere limitandoti a focalizzare la tua attenzione sull’ “atto, l’autrice, le foto” in tal modo sarebbe una “cagata pazzesca” per tutti. Ma se tu guardi il bicchiere dal punto di vista del wildelife management vedrai un’altra realtà. La gestione della fauna selvatica si basa su discipline come matematica , chimica , biologia , ecologia , climatologia e geografia. Coinvolge vari esperti e tante discipline. Sfruttano l’hobby di benestanti che pagano profumatamente per un trofeo, e quei stessi soldi vengono investiti localmente per miglioraramento del parco e la salvaguardia della specie stessa. Non si tratta di bracconaggio, ovvero di gente che uccide rinoceronti per strappargli qualche centimetro di corno per ipotetiche capacità curative, ma spesso si tratta di piani di abbattimento studiati e approvati sul quale si produce economia. E’ una cosa totalmente diversa.

    • Occhio nudo
      luglio 6, 2018 alle 8:25 pm

      Ma che scemenze scrivi?? economia locale, gestione del parco, wildlife managemant, tutto per giustificare l’uccisione di uno dei simboli che fa campare il parco? Un po’ come se i romani facessero saltare in aria il Colosseo per attirare i turisti idioti delle catastrofi. Geniale. M.A. da te mi aspetterei un ragionamento più sensato. Ah, a proposito, a scanso di equivoci, Salvini vuole tutelare gli animali, avrà capito che il consenso popolare va verso quella direzione? Forse sei tu ad essere un po’ distaccato dalla realtà.

      • M.A.
        luglio 6, 2018 alle 10:34 pm

        Occhio Nudo il wildlife managemant non è una mia creazione o una mia filosofia, ma una modalità di gestione tramite programmazione faunistica di un’area protetta come ad esempio un parco o un’oasi, tutte aree dove la caccia è vietata ma la natura non essendo “peace and love”, necessita di interventi mirati specialmente quando le condizioni sanitarie di una specie sono precarie o quando una specie ha una densità molto elevata compromettendo l’esistenza delle altre in un determinato biotopo. Tutto ciò che in Africa avviene ad opera di ricchi “papponi” americani che praticano il safari spendendo migliaia di dollari dove impera la miseria, in Italia nei parchi avviene ad opera dei selecontrollori o coadiutori a gratis (a modo di servizio civile per intenderci). Non vi è alcuna differenza. Si vuole fare un processo alla 37 enne che prova gusto e adrenalina nell’uccidere una bellissima giraffa o all’empatia del veterinario che ha ucciso quel leone, oppure ai gestori di un parco che tramite programmazioni faunistiche hanno decretato che quell’esemplare dovesse morire, per creare un indotto economico al parco stesso per migliorarlo o per evitare epidemie, per evitare consanguineità’, o per eventuali problemi sanitari o chissà quale motivo…Io, prima di parlare di Salvini, al tuo posto ascolterei molto attentamente il discorso di Pontida 2018, ti dev’essere sfuggita qualcosa 😉 . Per il resto, non sono io che sono distaccato dalla realtà, ma anzi sono sempre stato consapevole e ora anche di più che la realtà (in generale) per alcuni non è tanto bella come ci s’immaginava o ci sforzava di immaginarla, e che questo periodo storico ti riporta giù dalle nuvole fatte da filosofeggiamenti empatici ( umanitari, ambientali,etc), e ti ci fa atterrare o con i piedi per terra oppure sbattendoci il muso.

    • luglio 6, 2018 alle 10:58 pm

      la verità, caro M.A., è che i tanti casi come questo sono la negazione totale della tua pretesa “caccia etica”.
      Si tratta di stronzaggine umana resa possibile da soldi, nulla di più.

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        luglio 6, 2018 alle 11:28 pm

        No caro Deliperi, questa è una tua chiave di lettura molto semplicistica e simile a quella di Mara, di Occhio nudo e di milioni di altri cittadini, che per etica, basi culturarli e politico-ideologiche hanno solamente voluto vedere il tema da quella prospettiva, giudicando a sentimento una fotografia. Niente di più, trattandosi di associazioni ambientaliste poi, aggiungerei forse anche un pizzico di “tornaconto” mediatico. In realtà, come tu ben saprai, sotto questi abbattimenti c’è scienza, ci sono tanti interessi economici, ma c’è gestione faunistica. Il turismo ambientale nei parchi africani e in quelli di tutto il mondo,Italia compresa, non gestisce la fauna mentre i rangers stipendiati, coaudiatori, selecontrollori o i cacciatori americani appassionati che ammazzano esemplari selezionati, invece si. Salvini questo lo sa bene.
        Il mio auspicio sia per te, che per Mara e Occhio nudo è che vi togliate il paraocchio 🙂 🙂 , ma vi stimo ugualmente.
        Buona serata.

      • luglio 7, 2018 alle 8:14 am

        mmi pare che i paraocchi li abbia tu: uccidere un esemplare di una specie in via d’estinzione perché si ha “un sogno” e si hanno soldi é una ignobile porcata sotto il profilo etico, ecologico, scientifico.

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        luglio 7, 2018 alle 10:16 am

        Specialmente negli USA, in Russia ma anche in Cina, sai quanta gente c’è che ha questi tipi di sogni ma economicamente non può permetterselo? Ne esistono pochi, che in realtà per noi sono tanti, che possono permetterselo e pagano per realizzarlo. Questa ragazza è stata autorizzata per realizzare il suo sogno. Voi condannate il suo sogno, focalizzatevi sulle modalità con il quale questo sogno è stato autorizzato. Diversamente sarebbe bracconaggio e in tal caso dubito fortemente che si facesse una fotografia o rilasciasse delle dichiarazioni sul suo sogno. Se è stata autorizzata, dal punto di vista etico (forse per voi no) il problema non sussiste, ed ancor meno dal punto di vista scientifico. Ci sarà stato qualche esperto che avrà ritenuto che per il benessere della specie stessa (sanitario?, genetico? Etc) quel raro esemplare di giraffa dovesse morire. Chi meglio di un “ricco pappone” disposto a spendere migliaia di dollari per una fotografia? Se l’avesse fatto un veterinario o qualsiasi altra personalità sarebbe stato diverso per voi dal punto di vista etico, ma anche per le casse del parco. Per la povera giraffa invece no, non è cambiato nulla, sarebbe morta ugualmente.

      • luglio 7, 2018 alle 11:35 am

        grazie al Cielo, siamo in democrazia e possiamo esprimere quello che pensiamo sul “sogno” di questa ragazza: fa schifo sotto tutti gli aspetti.
        Il resto, se permetti, sono sofismi per cercare di dare una giustificazione a un atto che non ne ha.

        Stefano Deliperi

  3. Agostino
    luglio 6, 2018 alle 4:21 pm

    Spero solo che la cacciatrice piena di dollari si sia nutrita in un colpo solo di tutti i nove quintali di carne in modo da schiattare come nel film “La grande abbuffata”.
    C’è poco da giustificare e filosofeggiare: chi ammazza per diletto animali indifesi è in grado di fare altrettanto con gli umani.

    • M.A.
      luglio 6, 2018 alle 5:58 pm

      Agostino io non sarei molto sicuro della tua teoria su: “chi ammazza animali indifesi è in grado di fare altrettanto con gli umani”. A quanto pare l’Italia a breve con la creazione della legge sulla leggittima difesa si trasformerà nel nuovo Texas. Anche se non è detto che chi possiederà un domani un’arma la debba per forza utilzzare per la difesa della propria abitazione (speriamo), ma il pericolo è che si trascenda e venga utilizzata anche per risolvere una lite o una discussione iniziata civilmente. Nonostante tutti saremo soggetti ad un iter simile per il possesso e la detenzione: certificato anamnestico del medico curante, certificato della Asl che certifica la salute mentale di chi si appresta a richiedere il documento, e vari certificati rilasciati da poligoni etc etc, tutto ciò a mio avviso non basterà. Tra tutti i detentori di armi, l’unica categoria che la usa con coscienza o meglio con consapevolezza sono solo i cacciatori. Quando tu punti un’arma e premi il grilletto nei confronti di una preda conosci benissimo quali siano gli effetti di quel gesto. Dal momento che ne prendi atto, ti assicuro che in una banale discussione, lungi da chi sa’ utlizzare quella stessa violenza nei confronti di un suo simile. Chi invece “non sa’”, ha una grandissima facilità di puntare una pistola in faccia e premere il grilletto a bruciapelo in maniera molto meccanica, senza averlo mai fatto prima e senza minimamente immaginarsi le conseguenze di quel gesto. Quante volte in tv si sentono le considerazioni di amici, vicini di casa o parenti, che dicono “brava persona, non ha mai fatto male ad una mosca..” eppure…..

  4. luglio 6, 2018 alle 10:11 pm

    a questi delinquenti è andata male.

    da RAI News, 6 giugno 2018
    Sudafrica, andavano a caccia di rinoceronti: bracconieri sbranati da un branco di leoni: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Sudafrica-andavano-a-caccia-di-rinoceronti-bracconieri-sbranati-da-un-branco-di-leoni-7d043958-9c52-4872-b4a9-0555854b1390.html

    _________________

    da La Stampa, 6 luglio 2018
    In Sudafrica una gang di bracconieri a caccia di rinoceronti viene sbranata da un branco di leoni: http://www.lastampa.it/2018/07/06/societa/in-sudafrica-una-gang-di-bracconieri-a-caccia-di-rinoceronti-viene-sbranata-da-branco-di-leoni-jydPlx6OTgvhbZHDXlYKeN/pagina.html

  5. Margherita Pirino
    luglio 7, 2018 alle 12:31 pm

    Come diceva Socrate, definiamo prima i termini: in questo caso “consapevolezza del cacciatore” . 15 anni fa, un cacciatore, nel terreno di un’azienda agricola di un mio amico, ha sparato colpi che sono arrivati a 150 m dalla casa, nel cui spiazzo antistante giocava il nipote del suddetto amico. L’anno scorso un altro colpo è arrivato a circa 15 m dalla mia auto, mentre aprivo il cancello d’ingresso. Non è giusto che i cacciatori abbiano il diritto, riconosciuto per legge, di entrare dove vogliono, senza il rispetto per la propietà altrui e danneggiando recinzioni. Per coloro a cui piace sparare esistono i poligoni di tiro che, però, non rendono abbastanza per chi produce e commercia armi, con annessi e connessi.
    Il 2 giugno u. s., a Sassari, in una zona residenziale dove si passeggia e si fa sport, un cocker spaniel, con microchip e collare identificativo, si è allontanato da casa e non è più tornato: la mattina seguente, alle 5, è stato trovato in un terreno, 30 m più su della sua abitazione, ucciso da un colpo di fucile. (http://www.sassarinotizie.com/articolo-52028-sassari_cane_ucciso_con_un_colpo_di_carabina_i_proprietari_chiedono_giustizia.aspx) Concordo con Stefano Deliperi e Occhio nudo. Quella devastata mentale di una statunitense è fra coloro che hanno acquistato il cervello all’Ikea e non sono riusciti a montarlo (la frase non è farina del mio sacco).

  6. luglio 7, 2018 alle 12:34 pm

    M.A. a parte il non inserire il nome.. , poco serio, come in tanti altri casi che ho sentito e letto negli ultimi 30 anni di ..gestione faunistica “sinistra”.. in italia e non, (di quella sinistra che prende voti dai cacciatori, invece di tutelare l’ambiente ) stai veramente sparando “ca..te pazzesche” come direbbe il buon Fantozzi,…
    Il collegamento fra violenza su persone e animali è dimostrato da uno studio tutto italiano (e ormai diffuso ovunque) che si chiama “link” e oggetto di indagini in Procura e sentenze che lo confermano.
    info: http://www.notemodenesi.it/2015/link-italia-convegno-violenza-animali
    Io sono Guardia EcoZoofila con 2 decreti di Polizia Ambientale e volontario per varie associazioni nazionali, parlo per passione e per esperienza e competenza; non per propaganda mediatica..
    confermo quanto detto dai colleghi sopra e aggiungo che:
    – .. purtroppo è storia conosciuta quella dei piani di abbattimento attuali e la storia;
    – sono stati inseriti animali come i cervi, caprioli, cinghiali (per non parlar di orsi e lupi) appositamente per accontentare l’insana voglia di caccia di poche centinaia di cacciatori (o bracconieri),
    – animali che nulla portano di benefico al ns ambiente (se liberi e in queste quantità) in quanto il mancato controllo e il soprannumero creano solo guai :
    – alle campagne, alle strade (con decine di incidenti ai veicoli e persone “mai RIMBORSATI” da questa politica sporca) e
    – infestano le zone rurali di zecche e parassiti che rendono impossibile goderne la vita all’aperto.
    E per cosa?? già detto sopra..
    Qualsiasi cosa ci racconterai su questo blog (e non solo) NON ti CREDIAMO perchè conosciamo l’Ipocrisia che ci sta dietro.. oltre gli interessi economici e la bassa lealtà intellettuale di chi sostiene queste tesi.
    Purtroppo su alcuni fa breccia, ma sulle persone competenti e intelligenti, no! Vergognati è l’unico consiglio e conclusione che mi viene in mente.
    Sei “una causa” del peso di questi comportamenti e danni ambientali, oggettivi e dimostrati (non le tue teorie) e sostenendoli, .. dovresti smetterla,
    La libertà è anche questo, scegliere da che parte stare e per quali motivi. Vedi tu…
    la natura non è un affare di soldi e idee politiche.. ma di conservazione di un regalo ricevuto.
    Conosco pochi cacciatori rispettosi dell’ambiente e .. neanche uno dei politici “eletti”.

  7. luglio 7, 2018 alle 12:38 pm

    p.s. sono un tiratore scelto.. da quando ero a militare, e non ho mai ucciso un animale per gioco o per sport.. Anche sull’ultimo intervento dici cose non vere.. opinioni personali non supportate da nulla. Rimettiti a studiare..

    • M.A.
      luglio 7, 2018 alle 1:33 pm

      Salve Ferrari, lei non si preoccupi della mia firma. sono i concetti che parlano non i nomi delle persone. Non mi costringa ad arrivare a farle le solite domande esistenziali dove puntualmente cadete dal pero fino ad arrivare al ridicolo. Domade banali quali cosa sei? perchè esisti e di cosa ti nutri. I tuoi studi mostrano tanti tipi di violenza. La violenza varia dall’animalista sfegattato che insulta la dignità dell’animale umanizzandolo con un amore malsano fino ad arrivare alla zooerastia all’ignoranza becera dell’umanoide che per sfogare le sue frustrazioni prende a calci a un cane.
      Ma esiste anche una violenza giustificata dal diritto naturale, essendo noi onnivori, giustificata. La caccia, come la pesca, è la forma selvatica del macello domestico, ed entrambe rappresentano la predazione umana .Sono pratiche giustificate eticamente in quanto fisiologiche (perchè la carne non piove dal cielo o si produce o si caccia) e normate dalla legge. Ti assicuro che chi uccide per nutrirsi, a parte che star bene con la propria coscienza, conosce bene le conseguenze dell’azione che provoca, di conseguenza prima di essere violento nei confronti di un suo simile ci pensa molto, molto bene. Mi spaventano molto di più gli appassionati d’armi da guerra o sportive in generale che vanno ai poligoni per diletto, rispetto al macellaio, al cacciatore o al pescatore sportivo.
      P.S. il piano lupo, tanto per citarne uno, non è fatto dalla Federcaccia o dall’Arci Caccia ne tanto meno dalla Coldiretti o da Lega Ambiente. ma da zoologi di livello, che studiano e insegnano nelle facoltà ben distanti dagli interessi venatori.
      Lei mi sembra un perbenista ambientale, senza offesa, che sta per ritornare con i piedi per terra. Se vari esperti che si occupano di wildelife menagement contemplano anche il prelievo venatorio di specie cacciabili, protette e super protette nelle aree protette (parchi oasi, zone 23 etc) è dovuto al fatto che la maggior parte delle soluzioni proposte da voi (vedi sterilizzazioni di massa di cinghiali con farmaci, metodi ecologici, recinzioni costosissime e via dicendo) oltre che essere dispendiose sono fallimentari perchè non assicurano una giusta convivenza tra densità faunistica e attività antropiche. In questo VOI ass. ambientaliste mi ricordate la sinistra odierna nei confronti dei migranti, un problema umanitario nel quale doveva essere forte dal punto di vista ideologico, ed invece è caduta e non riesce più ad alzarsi. Anni di perbenismi di grandi discorsi, ma poi quando sono stati al governo, qualsiasi soluzione applicassero rischiava di andare contro la sua stessa ideologia ed essere troppo di destra (vedi Minniti) perchè i filosofeggiamenti applicati sinora si sono dimostrati una cagata pazzesca (vedi coperative rosse), infatti si è visto la loro fine. Caro Ferrari, anche per lei vale la stessa raccomandazione per gli altri. Si tolga il paraocchi e buon atterraggio nella realtà.

  8. M.A.
    luglio 8, 2018 alle 3:14 pm

    Ritornando ai vari discorsi effettuati in questi giorni sul “perbenismo ambientale” e “Piano lupo” posto con piacere un’intervista odierna del Ministro Costa sulla possibilità di abbattere lupi e orsi in Trentino: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/07/08/lupi-e-orsi-trento-e-bolzano-approvano-le-leggi-sugli-abbattimenti-ministro-costa-le-impugnero-uccidere-non-serve/4478665/
    Oltre al perbenismo che caratterizza un pò la politica del movimento, sul non uccidere Lupi e Orsi e la possibilità del Ministero di impugnare possibili leggi che consentono l’abbattimento di queste specie, Costa pone l’accento su un tema: “lancio loro un appello affinché ritirino i provvedimenti approvati e avviino con il Ministero dell’Ambiente e le Regioni il percorso istituzionale che dovrà portare all’approvazione del Piano Lupo, l’unico strumento in grado di gestire con armonia tecnica, scientifica, amministrativa e culturale la tematica per i prossimi anni. Il Piano Lupo quale? quello voluto da Galletti che come ultima spiaggia dopo i 22 punti, prevede anche l’abbattimento del Lupo anche in aree protette ed è stato tanto criticato fortemente dal mondo animal-ambientalista?? (Mischino sto PD malgrado facesse veniva vessato, gli altri lo imitano e sembrano geni 😀 😀 )
    Non sono un elettore del M5S nè tanto meno un’attivista, ma essendo il Ministro un rinomato ex forestale, credo che conosca bene le dinamiche ambientali e le reali esigenze, e non si lasci travolgere dai sentimentalismi o dagli attacchi empatici sistematicamente politicizzati. Anni fa il Movimento è sempre stato visto dal mondo venatorio come la bestia nera della cultura rurale, che massacrava tutte le tradizioni ritenute anacronistiche e ancestrali, idealizzando in maniera perversa solamente il lato futurista e tecnologico come evoluzione spirituale e morale dell’essere umano. Oggi leggere che inasprirà le pene per chi ucciderà questi animali, ma che “il cacciatore che si mantiene dentro la legge lo rispetto” mi lascia sorpreso in positivo sinceramente. Salvini a Pontida ha difeso a spada tratta i cacciatori, e ha riconosciuto loro, ormai troppo pochi, l’importanza che rivestono. Il contratto con la Lega avrà influenzato il M5S anche in queste posizioni? se così fosse ben venga. Più realismo e meno perbenismo.

    • luglio 8, 2018 alle 5:01 pm

      chiunque rispetta la legge va tenuto in debita considerazione, ma le migliaia di “boiate” fatte da Stato, Regioni ed Enti locali sulle spinte venatorie negli ultimi cinquant’anni vanno buttate nel bidone dell’indifferenziato. E mi pare che le dichiarazioni del Ministro Costa vadano, per ora, in questa direzione (http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2018/07/08/costa-presto-il-piano-lupo-per-evitare-gli-abbattimenti_d5fe7c61-2896-41cd-99a8-ab31503377c8.html).

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        luglio 8, 2018 alle 7:13 pm

        Hai perfettamente ragione. Un giorno mi spiegherai bene quali siano le migliaia di boiate fatte da Stato, Regioni e ATC sulle spinte venatorie. Sarà che in Sardegna come ben sai viviamo in un altro pianeta dal punto di vista venatorio, rispetto alle Regioni del Nord amministrate dalla Lega dove a suon di deroghe si mangiano la “polenta e osei”, o la provincia autonoma di Trento e Bolzano che autorizza la caccia al lupo e all’orso. Spesso però si confondono gli attori. Non sono i cacciatori a richiedere questi tipi di caccia non riferisco agli osei che è una caccia tradizionale di quelle zone, ma il controllo a lupi, orsi e cinghiali fuori stagione questi vengono coinvolti dall’alto dagli Enti come coadiutori e selecontrollori così come per cormorani, nutrie e via dicendo.Se ciò avviene è perchè c’è un’emergenza crescente di fondo che va ben oltre le normali domande di risarcimento presentate dalle province. Chi ne chiede l’abbattimento sono i gestori degli agriturismi e similari, le aziende zootecniche e pescatori. Il cacciatore è il burattino di fondo autorizzato da quegli Enti per risolvere quel problema e utilizzato dall’Ente stesso come capro espiatorio nei confronti dell’opinione pubblica. Quale sarebbe il tuo suggerimento al mondo venatorio? Prendere le distanze in maniera netta e coincisa da queste soluzioni proposte dagli Enti e dire “signori cari, quella non è caccia, esula dal contesto normativo. Arrangiatevi! Utilizzate la polizia provinciale per questi abbattimenti e metteteci la faccia voi con i vostri elettori “, perché in tal caso potrebbe coincidere con il mio pensiero.

      • luglio 8, 2018 alle 8:30 pm

        vogliamo parlare delle immissioni di cinghiali a scopo venatorio? Vogliamo parlare dei mille casi di caccia in deroga illegali solo per far contenti i cacciatori? Vogliamo parlare della caccia dentro i parchi naturali? Vogliamo parlare dei folli “carnieri” potenziali di tanti calendari venatori? Vogliamo parlare dei “bunker” e delle altane abusivi di caccia? Potremmo continuare per un bel pezzo e non ho voglia di annoiare e di annoiarmi.
        Volete ancora la caccia a Lepri e Pernici sarde senza reali censimenti?
        Vedrete…

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        luglio 8, 2018 alle 8:49 pm

        Beh non mi vorrai rinfacciare gli errori commessi dai nonnI? L’immissione a scopo venatorio dei cinghiali è preistoria! anni ’70. Potrei tranquillamente dirti ciò che dice oggi Salvini per i rimoborsi elettorali, “appartengono all’era Bossi non all’era Salvini”. Il passato è passato, ora viviamo nel presente. Per quanto riguarda i potenziali carnieri, mi fanno sorridere certe cose, perchè sono solamente moltiplicazioni sul massimo carniere consentito per ogni singola specie inserita nel calendario per il numero di licenze di caccia. Come se ogni Giovedì e Domenica in Sardegna, un cacciatore abbia il dono dell’ubiquità con la possibilità di essere contemporaneamente in montagna a cinghiali, in pianura a conigli, allo stagno alle anatre, alla posta per i tordi etc etc. Ragionamento molto utopistico che si addice alla poltica del perbenismo ambientalista, ma non alla tua intelligenza. Molte forme di caccia sono praticate da una minima parte di cacciatori e la stragrande maggioranza caccia solo il cinghiale per cultura venatoria. Per quanto riguarda pernici e lepri, beh il TAR l’anno scorso vi ha dato ragione, strano ma vero la Regione si è mossa per tempo ed ha incaricato esperti dell’Università di Sassari per fare dei censimenti per appurare la consistenza di queste due specie, onde evitare di non rispettare nuovamente il principio di precauzione, a voi tanto caro. Se i numeri validati dall’Università consentono la caccia a suddette specie, e la Regione autorizza il prelievo inserendole nel calendario, dov’è il problema?

      • luglio 8, 2018 alle 10:03 pm

        da decenni, dai ‘sti benedetti nonni in poi, le varie amministrazioni pubbliche competenti hanno fatto gli interessi venatori. Mo’ le cose vanno un po’ diversamente.
        E tu li hai visti ‘sti censimenti? Li tirano fuori alla prossima riunione di Comitato faunistico venatorio dal cilindro?
        Ma vergogna non ne provano nemmeno un po’?

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        luglio 8, 2018 alle 10:26 pm

        Io sono uno come tanti, e sono fuori dalla stanza dei bottoni, però Deliperi, ti ricordo che l’Assessore ha incaricato l’Università di Sassari, ritenendo questa per professionalità e competenze un ente garante e valido scientificamente. Se hai notato non ha nominato come in passato una società terza e privata, facilmente indottrinabile. Ma veramente credevi che queste due specie fossero “in estinzione” o “sempre più rare” nonostante non siano mai stati fatti seri ripopolamenti, così come l’anno scorso appariva in certi titoloni dei principali quotidiani sardi?? Mah.. Se l’Università interpellata ritiene che ci siano le condizioni, vorrà dire che durante i censimenti notturni con i fari di lepri e non solo, ne hanno visto (e anche parecchie oserei aggiungere) lo stesso discorso vale per il censimento delle pernici mediante richiamo acustico. A mio avviso, se voi continuate con questo atteggiamento, pare e ripeto pare, mettiate in dubbio la professionalità e la serietà degli esperti, ed il prossimo ricorso parrebbe nei confronti dell’Università di Sassari e non nei confronti della Regione che ha emanato il calendario venatorio. La Regione si è tutelata in anticipo e per tempo cercando una consulenza super partes (Università) per tutelarsi da eventuali azioni legali, così com’è accaduto l’anno scorso. Se l’Università avesse avuto il sentore che queste due specie fossero veramente in crisi, in sede di CRF non ci sarebbe stata trippa per gatti, a caccia di lepri e pernici, per responsabilità noi per primi, non saremo andati. Ma le realtà ambientali sono diverse da quelle che avete raccontato voi, e l’Università a quanto pare lo sta certificando.

      • luglio 8, 2018 alle 10:33 pm

        …che noia….questi “censimenti” non li ha visti nessuno, finora.
        Buona serata.

        Stefano Deliperi

  9. ottobre 3, 2018 alle 2:46 pm

    eccone qui un altro.

    da La Stampa, 2 ottobre 2018
    Cacciatore spara a un orso, ma l’animale gli cade addosso e lo ferisce gravemente. (Giulia Merlo): https://www.lastampa.it/2018/10/03/societa/cacciatore-spara-a-un-orso-ma-lanimale-gli-cade-addosso-e-lo-ferisce-gravemente-I2zM1ALA2MNx9vDNRxHNBI/pagina.html

    • ottobre 3, 2018 alle 9:20 pm

      28 anni buttati via. Forse pensava che l’orso sarebbe volato via, invece di cadere, oppure non pensava di “beccarlo”. Comunque, anche se è un cacciatore.. spiace, perché a giudicare dalla foto ha un figlio piccolo. Gli auguro che guarisca dalle ferite e anche dalla voglia di ammazzare gli orsi.

  1. luglio 10, 2018 alle 12:50 pm

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