Cecil, il leone ucciso dalla stupidità umana.


Chissà cosa si prova ad uccidere, con l’inganno e con straordinaria vigliaccheria, un animale forte e potente come il Re della foresta?

Chissà cosa spinge un uomo ad esporre la testa del leone sconfitto nel proprio salotto? Forse la necessità di dimostrarsi virile agli occhi degli amici?

Forse la voglia di svegliarsi ogni giorno ed ammirare il simbolo del proprio coraggio? Forse, semplicemente, solo la stupidità.

Infatti, l’unico trofeo che veramente dovrebbe splendere nel salotto dell’uomo che ha ucciso Cecil, il leone simbolo dello Zimbabwe, è quello dedicato alla propria immensa, straordinaria, suprema stupidità.

Non ci sono parole davanti all’idiozia umana, ma solo l’auspicio che questo individuo paghi per quello che ha fatto.

Questo Walter James Palmer, patetico sostenitore della “caccia etica”, ennesima fesseria da salotto per giustificare la propria recidiva voglia di sangue e trofei, dovrebbe solo finire in galera per il resto dei suoi giorni.

Di imbecilli dannosi come questo la Terra non sa che farsene.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

anatre_in_voloPetizione online: Demand justice for Cecil the lion in Zimbabwe

 

 

 

Leone (Panthera leo)

Leone (Panthera leo)

LaZampa.it , 28 luglio 2015

Due persone sono state chiamate a comparire in tribunale, nello Zimbabwe, con l’accusa di aver ucciso illegalmente Cecil, il leone più famoso e vera e propria attrazione turistica del Parco nazionale Hwange. Lo annunciano in una nota congiunta la Zimbabwe National Parks and Wildlife Authority e la Safari Operators Association, sottolineando che i due – un cacciatore professionista e il proprietario di una fattoria – affronteranno l’accusa di caccia illegale.

– VIDEO: Cecil, il leone simbolo dello Zimbabwe

Il cacciatore professionista, Theo Bronchorst, avrebbe infatti attirato il leone in una fattoria al di fuori dei confini dell’area protetta, per permettere a un turista americano di ucciderlo. Quest’ultimo è però ancora latitante: secondo la Zimbabwe Conservation Task Force avrebbe pagato 50mila dollari per uccidere l’animale e avrebbe già lasciato il Paese. Secondo l’edizione online del Telegraph si tratterebbe di un dentista del Minnesota, Walter Palmer, non nuovo ad esperienze del genere.

E intanto lo Zimbabwe piange il suo leone più amato: Cecil, un esemplare di 13 anni, dalla caratteristica criniera nera, ucciso il primo luglio. I cacciatori, spiega il Telegraph, avrebbero attirato di notte con un’esca l’animale fuori dall’area protetta (dentro il parco gli animali non possono essere cacciati) e lo avrebbero ferito con arco e freccia. Il giorno dopo Cecil viene trovato ferito e viene finito con un fucile, per poi essere decapitato e scuoiato.

I «trofei» di caccia sono stati confiscati. Ora si teme anche per i suoi cuccioli: dal momento che Cecil è morto, l’altro maschio dominante, Jericho, probabilmente ucciderà tutti i suoi discendenti. L’animale indossava dal ’99 un collare Gps ed era parte di un progetto di ricerca dell’Università di Oxford.

 

 

da Il Corriere della Sera, 29 luglio 2015

Se il re della foresta (Cecil) viene ucciso da un dentista americano.

Walter Palmer tira con l’arco da quando era bambino e sostiene la “caccia etica”: avrebbe attirato il leone simbolo dello Zimbabwe fuori dalla riserva con un’esca.  (Maria Strada)

La polizia dello Zimbabwe sta ricercando uno statunitense accusato di aver ucciso un leone con arco e frecce. Il leone, Cecil, simbolo del Parco nazionale Hwange, famoso per la sua meravigliosa criniera nera, è stato assassinato nei pressi del Parco agli inizi di luglio: l’americano, Walter James Palmer, lo avrebbe attirato fuori dall’area protetta con un’esca – una carcassa legata all’automobile -, lo avrebbe ferito con una freccia e, 40 ore dopo, lo avrebbe finito a colpi di pistola per poi scuoiarlo e decapitarlo eliminando il collare segnaletico.

“Crede di averlo ucciso lui”.

Palmer, dentista di Minneapolis, in Minnesota, avrebbe pagato 50.000 dollari – 45.000 euro – per poter andare a caccia proprio di un leone in Zimbabwe. Ad averlo identificato sono sia la Zimbabwe Conservation Task Force sia la Safari Operators Association of Zimbabwe, e la polizia ha confermato. Il presidente di Soaz, Emmanuel Fundira, martedì in una conferenza stampa ha spiegato che al momento non si sa dove si trovi l’uomo, accusato formalmente di bracconaggio. Un portavoce del dentista, secondo il quotidiano britannico Telegraph, non ha smentito l’uccisione: «Per quel che ne so, Walter crede che potrebbe avere ucciso il leone chiamato Cecil».

Il rischio di 15 anni di carcere.

«Abbiamo arrestato due persone e cerchiamo Palmer per il caso» di Cecil, ha spiegato Charity Charamba, portavoce della polizia. Gli arrestati sono un cacciatore professionista, Theo Bronkhorst, e Ernest Mpofu, proprietario della fattoria dove è stata trovata la carcassa del leone e figlio del ministro dei Trasporti del Paese. Nonostante il territorio fosse fuori dal parco nazionale, infatti, Mpofu non aveva una licenza di caccia.  In caso di condanna i due arrestati e Palmer rischiano fino a 15 anni di carcere.

L’orso abbattuto all’interno di una riserva.

Palmer, arciere piuttosto famoso negli Stati Uniti, è membro del Pope&Young Club che tiene i record per il tiro con l’arco negli Stati Uniti e che si vanta di essere «tra i migliori organizzatori per la caccia con l’arco e per la conservazione dell’ambiente», oltre che per la sua «caccia etica». Nel 2009 il New York Times scriveva così del dentista americano: «capace di trapassare una carta da gioco da 100 yard» (oltre 90 metri) e «ha imparato a tirare a 5 anni». Palmer, inoltre, riferisce il quotidiano nel 2008 ha ucciso un orso in Wisconsin, mentendo poi alle autorità sul luogo del reale abbattimento, avvenuto in una riserva.

 

 

(foto P.F., archivio GrIG)

Annunci
  1. luglio 30, 2015 alle 3:47 pm

    gli sta bene.

    da Il Corriere della Sera, 30 luglio 2015
    Leone ucciso, l’ira della protesta contro il dentista: http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/15_luglio_30/leone-ucciso-l-ira-protesta-contro-dentista-2e8c7e5a-36bd-11e5-99b2-a9bd80205abf.shtml

    _______________________________________

    A.N.S.A., 30 luglio 2015
    Walter Palmer pagò 50mila dollari per abbattere Cecil, dentista Usa sotto assedio.
    Felino eliminato dal dentista Usa era attrazione turistica Parco nazionale Zimbabwe: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/natura/2015/07/28/zimbabwe-due-arresti-per-luccisione-del-leone-cecil_c1187ccc-f6a5-41d1-88ce-4e2df63400b9.html

  2. Mara
    luglio 30, 2015 alle 4:34 pm

    E’ semplicemente un grandissimo imbecille con i soldi. Parla di “caccia etica” perché usa le frecce, ma è talmente vigliacco che non ha affrontato il povero Cecil a piedi, con una lancia, come fanno i Masai. Ha dovuto usare diversi trucchi e i soliti sporchi soldi per sentirsi un uomo, questo schifoso. Spero che paghi, su questa terra e altrove. Intanto chi vuole può firmare una petizione affinché Cecil abbia giustizia:
    http://www.thepetitionsite.com/821/738/351/?z00m=25307658&redirectID=1756285073

  3. Terrae
    luglio 30, 2015 alle 5:16 pm

    Immaginò l’eccitazione di questo mentecatto quando il suo tiro è andato a bersaglio; incontenibile come quella di un bambino davanti a un regalo da scartare.
    Walter James Palmer è così eticamente sportivo che non caccia la sua preda, ma se la fa portare a domicilio da altri due gaglioffi prezzolati.
    Povero Walter James Palmer! La sua preda capricciosa e monella non voleva saperne di morire, e lui grande cacciatore ha dovuto attendere ben 40 ore prima di mettere le mani su quel trofeo così pericoloso e selvaggio e, contrariamente alle sua etica di predatore, ha dovuto fare “Pam! Pam!” per avere ragione di una bestia tanto feroce nonostante un imbarazzante nome da femminuccia.
    Un’attesa interminabile in cui non un solo pensiero ha messo in crisi la sua coscienza o perlomeno in dubbio la sua dabbenaggine.
    Gli sono passati davanti solo i complimenti invidiosi ed ammirati che avrebbe raccolto dai membri del suo circolo:
    “Si c’è l’hai fatta Walter James Palmer!
    Uccidere il re della savana, il grande leone maschio, il più regale e fiero degli animali ti ha reso il più virile tra i bipedi!”.
    Auguro a Walter James Palmer che, come si ritirano le magliette dei calciatori migliori, si celebri questa sua ” gloria callona” col ritiro immediato dalla circolazione del suo inutile e dannoso patrimonio gen-etico.

  4. Pietro
    luglio 31, 2015 alle 11:04 am

    Andrebbe messo in gabbia…..con i leoni però.

  5. Mari
    luglio 31, 2015 alle 11:13 am

    Io non ho parole, ho una gran rabbia per questa morte assurda. Chi uccide la bellezza, chi non riesce a capire l’importanza della vita altrui, chi come questo idiota crudele (e quanti ce ne sono come lui…) non ha una coscienza per me non merita di respirare l’aria di questa nostra madre Terra. La caccia dovrebbe essere abolita totalmente, tanto più la caccia di specie protette ed in via di estinzione. Poi il concetto di caccia etica è davvero una giustificazione senza fondamento della sete di sangue di psicopatici pericolosi.
    Non per nulla Palmer è stato già accusato di bracconaggio (e l’etica?) oltre che per molestie sessuali… davvero un grande uomo…

  6. M.A.
    luglio 31, 2015 alle 12:58 pm

    “Cecil, la storia di un micio, ucciso in una riserva da un cacciatore americano psicopatico assassino che ha il gusto di uccidere”. Questa è la morale della favola raccontata dai mass media mondiali. Quanti Cecil vengono abbattuti legalmente in Africa ogni anno?
    Quanti di questi media parlano di WILD MANAGEMENT, quanti di questi parlano di gestione delle riserve africane? nessuno.
    MOLTE riserve naturali in Africa non sono paradisi terrestri dove gli animali invecchiano tranquillamente e pacificamente in santa pace senza l’intromissione crudele dell’uomo. Anzi probabilmente se alcune riserve sono floride dal punto di vista faunistico il merito è dovuto ad una corretta gestione che prevede la morte programmata di qualche esemplare. La densità faunistica in queste riserve viene gestita in modo da favorire un ricambio generazionale, individui vecchi vengono ammazzati per dar spazio ai giovani, per questioni di carattere sanitario, inquinamenti genetici, il tutto fatto sotto la supervisione di un team di ESPERTI. Se un Masai avesse ammazzato un leone con tanto di lancia per difendere il proprio villaggio o per la carne..tutti in silenzio, l’empatia non scatta e di conseguenza il clamore. Ma in tutte queste storie che riguardano l’uomo bianco, per lo più ricchi americani (l’emblema della distruzione, sfruttamento e inquinamento ambientale del pianeta) che pagano dai 30-40-50000 dollari per andare ad uccidere un leone che andava abbattuto..BOOOOM apriti cielo. Il cielo si apre a causa dell’ignoranza, non si sa niente di wild management, non si sa niente di gestione e per lo più siamo una società di “Disneyani”- Cecil per noi è come “Simba”. I soldi di questi “papponi” americani per cosa vengono destinati se non per la gestione delle riserve stesse e la conservazione della biodiversit?
    Se i gestori delle riserve autorizzassero l’abbattimento del leone a dei rangers specializzati (senza guadagnare nulla), i mass media stanno zitti. Ma quando la riserva autorizza l’abbattimento sotto un cospicuo compenso beh tutto cambia. Non sto giudicando la legalità o meno dell’abbattimento di Cecil, se il tizio ha commesso reato è giusto che paghi…se fa un safari i soldi non gli mancano. Ciò che voglio evidenziare in questa storia è come “il processo” ruoti intorno esclusivamente sullo sdegno e mancanza di empatia del nostro compagno “uomo bianco civilizzato” ..Dalle prime righe si legge chiaramente:
    “Chissà cosa si prova ad uccidere, con l’inganno e con straordinaria vigliaccheria, un animale forte e potente come il Re della foresta?
    Chissà cosa spinge un uomo ad esporre la testa del leone sconfitto nel proprio salotto? Forse la necessità di dimostrarsi virile agli occhi degli amici?
    Forse la voglia di svegliarsi ogni giorno ed ammirare il simbolo del proprio coraggio? Forse, semplicemente, solo la stupidità.”

    “il concetto di caccia etica è davvero una giustificazione senza fondamento della sete di sangue di psicopatici pericolosi.” Se non esiste il concetto di caccia etica ( caccia finalizzata alla regolazione della densità di una o più specie in virtù di concessioni governative, di Direttive Comunitarie e di studi scientifici….l’ulteriore fine ultimo di prendere la preda catturata e farla finirenello stomaco di chi l’ha abbattuta) mi spieghi allora il significato il concetto di “Macelleria etica” (pratica altamente diffusa nella società civile, con tanto di negozi e DEGNI lavoratori imbrattati di sangue, che sfama l’80% della popolazione), senza però cadere in quelle forme di IMPOSIZIONE ALIMENTARE e culturale, in barba a teorie scientifiche e antropocentriche, che sfociano in quel che tutti chiamano: FASCISMO ANIMALARO VEGANO.

    • luglio 31, 2015 alle 9:40 pm

      il buon “cacciatore etico” dentista Walter James Palmer è un emerito stronzo, se preferisci questo termine, magari poco etico ma comprensibile a tutti.
      Lo è perchè squallidamente ha pagato un tizio, ha usato un’esca per ammazzare un Leone, lentamente, per poi prenderne il trofeo.
      Ecco, fattene una ragione, per milioni e milioni di persone al mondo tutto questo di “etico” non ha proprio nulla.
      In più, pare proprio che sia un reato.

      Stefano Deliperi

      P.S. a mio parere, ti riempi la bocca di slogan quando non sai che altro dire: che vuol dire “fascismo alimentare vegano”? Esiste solo nella tua testa, rilassati…..

      • M.A.
        luglio 31, 2015 alle 10:26 pm

        Io non sto difendendo Palmer, se ha commesso un reato è giusto che paghi..come ho scritto se ha avuto 50000 dollari per sparare un leone ne avrà tanti altri per pagarsi avvocati e sanzioni. Cecil è un leone che non doveva morire..ma di “Cecil” o di “Simba” o genericamente di “leoni qualunque” nei parchi africani ne vengono uccisi tutti gli anni con piani di abbattimento realizzati da esperti per fini di wild management..i gestori dei parchi chi autorizzano in (maniera regolare e legale) per la soppressione dei leoni se non tanti Palmer ? Il caso non è costruito per la morte di Cecil..la notizia piú per l’atto illegale sembrerebbe essere nata per condannare l’empatia di chi ha premuto il grilletto. Che poi sia stato uno stronzo bracconiere o ua cotzia che ha commesso un reato e deve essere processato è vero, ci sto..ha violato leggi severe che servono per la tutela della biodiversità e in virtú di queato deve pagare.

        Che cosa sarà mai il Fascismo Animalaro Vegano, se non un imposizione culturale, alimentare e ideologica in cui sfociano le frange più estreme dell’animal-ambientalismo..Si proprio quello che va oltre tutto (scienza, religione, etica) e tutti (onnivori, cacciatori, macellai, allevatori) in virtù dei propri ideali (antispecismo e animalismo..le nuove forme di culto dei figli del cemento).

      • luglio 31, 2015 alle 10:41 pm

        ma chi ti ha imposto nulla? L’imposizione è solo nella tua mente!
        Palmer e tutti quelli come lui, “cacciatori etici” o come diavolo vogliono definirsi, vanno condannati in tutte le sedi.
        Tra l’altro questa gentaglia è un gravissimo pericolo per la biodiversità: ora i cuccioli di Cecil saranno molto probabilmente uccisi da Leoni maschi “rivali” e sarà un’ulteriore pesante perdita…

        Stefano Deliperi

  7. riccardo
    luglio 31, 2015 alle 6:47 pm

    M.A. il tuo compare “uomo bianco civilizzato” è un’arrogh”e cotzina! quel leone non doveva essere ucciso. è così difficile capirlo?

  8. luglio 31, 2015 alle 9:57 pm

    da Il Corriere della Sera, 31 luglio 2015
    PROTESTA. Cecil, 146mila firme per estradare e processare il dentista in Zimbabwe.
    La petizione arriva alla Casa Bianca, ma il cacciatore di frodo è irreperibile: http://www.corriere.it/scienze/15_luglio_31/uccisione-leone-cecil-146mila-firme-petizione-estradare-processare-dentista-zimbabwe-96249b12-3792-11e5-88ac-a32ff5fc69d6.shtml

  9. M.A.
    luglio 31, 2015 alle 11:03 pm

    No Stefano, stai mischiando due discorsi..

    Caso Cecil, condivido il danno per Cecil e la biodiversità, in quanto Cecil non rienterava in un piano di abbattimento.. Pertanto condivido la condanna a Palmer. Mi chiedo sinceramente quanti degli utenti e quanti di chi firma petizioni sa che in Africa si uccidono i leoni sotto stretta sorveglianza e sotto piani di gestione? Qui sembra che si gridi allo scandalo perché “è stato sparato un leone” e non ” é atato sparato un leone che non doveva essere sparato”..due concetti diversi!

    Il FAV (fascismo animalaro vegano) è un commento all’utente che parlava di “etica della caccia” in generale.
    Il FAV è una nuova realtà del web in particolare dei social network che pian piano si trasferiace anche nella vita reale e non è altro che la naturale evoluzione di pacati ideali ambientalisti e animalisti..é l’estremismo che sfocia in “aggressioni verbali,” e non a soggetti e cose con lo scopo di imporre le proprie idee o ideali (antispecismo e animalismo), quando questo vengono sopraffatti da scienza, leggi ed etica.
    Viva le libertà di pensiero, di ideologie e di alimentazione.

    • luglio 31, 2015 alle 11:56 pm

      qui si dice che quel Leone ucciso in quel modo è un atto che merita galera e condanna di ogni genere, quanto al “fascismo animalaro vegano” mi pare proprio una tua fantasia.
      I cretini stanno dappertutto, fra i cacciatori non mancano di certo, anzi.
      Esistono anche i bimbiminkia in campo animalista (vds. https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2012/10/22/animalisti-o-bimbiminkia/), ma di fascismo e dintorni non si può proprio parlare, non sta nè in cielo nè in terra.

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        agosto 1, 2015 alle 12:27 am

        Ah no!? Scusami non ci sei proprio! Un conto sono i bimbinkia che aprono la bocca dicendo assurdità in merito alla natura a causa dell’ignoranza, cultura e della loro visione stereotipata della natura disneyana e ci può stare. Fanno ridere ma finisce li..ma i vari gruppi animalisti che vi sono sui social, che sono nati dalle frange più pacate dell’animalismo e dell’ambientalismo che ripudiano il concetto della morte animale anche per fini alimentari (naturale dato che siamo onnivori) e pretendono che il loro ideale venga rispettato compiendi aggressioni fisiche (cacciatori di Ravenna) incursioni e distruzioni a cose..(allevamenti, gabbie, strutture pubbliche etc etc) aggressioni verbali in normali discussioni volendo imporre con la forza il loro ideale di animalismo e di alimentazione vegana.. (perché secondo loro dietro il loro puro ideale c’è la salvaguardia della vita di in un altro essere..tutto il resto: scienza, etica, giurisprudenza viene dopo )..tutto questo che cos’è se non una forma di Fascismo-animalista-vegano? Come la chiami tu l’imposizione di un ideale (contro etica scienza e bionsenso)? Non è la pagina appropriata..ma avremo ancora molto tempo per parlarne. Il fenomeno è destinato a crescere..è il nuovo culto radical chic dei figli del cemento, nati in seno a ideali di vecchie associaizioni ecologiste, animaliste e movimenti politici..per essere poi reimpastati e amplificati da una profonda ignoranza, dalla crisi sociale e dalla “marmaglia” del web. Un’altra forma “verde” anziché “nera” ma di fascismo si tratta..approfondiremo la questione in seguito e in appositi post. Buonaserata

      • agosto 1, 2015 alle 12:16 pm

        ma chi ti ha aggredito? Mi pare difficile che questi pretesi “fascisti vegan” aggrediscano chi ha una doppietta…

  10. Terrae
    agosto 1, 2015 alle 11:59 am

    Quasi mi ero convinto che questa vicenda ci avrebbe visti tutti dalla stessa parte, cacciatori e no, a condannare senza se e senza ma lo sfregio compiuto da Walter James Palmer.

    Che c’entrano il Wild Management, la Caccia Etica, il Fascismo Animalaro Vegano …?

    Walter James Palmer, banalmente, voleva pavoneggiarsi col trofeo di QUEL leone-simbolo e non ha esitato a violare la legge, a sopprasedere alla salvaguardia del proprio onore e della propria coscienza per procurarselo.

    Un evidente atto di vigliacca arroganza, per di più finalizzato alla futilità di esibire un trofeo “prestigioso” e macabro, che non può non lasciare schifati anche i cacciatori più appassionati.

    Ogni vita è una parola di Dio che non si ripete.

    Walter James Palmer ha soppresso per puro piacere la vita di una creatura con un’esistenza diversa e lontana dalla sua e che in alcun modo gli poteva essere di pericolo o danno.

    Walter James Palmer ha ucciso il simbolo ma anche una risorsa di una nazione povera come lo Zimbabwe, col miserabile intento di dare lustro alla propria persona, evidentemente povera di altre qualità.

    Ecco, tutto questo avrebbe dovuto farci stare dalla stessa parte se è vero, come rivendichiamo in ogni occasione, di essere persone che amano la natura, hanno in disprezzo l’illegalità ed aborrono la crudeltà.

    Ma forse c’è chi, in fondo in fondo, invidia la miserabile impresa di Walter James Palmer, il più virile tra i bipedi.

  11. M.A.
    agosto 1, 2015 alle 1:38 pm

    GRIG a me non ha mai aggredito nessuno..ci mancherebbe..I figli del cemento radical chic che hanno queste ideologie estremiste esistono anche da noi, ma vengono soffocati dall’impronta culturale (agro-pastorale) dell’Isola.
    Il fenomeno però è in grande espansione.
    Sul web, in particolare sui social network, in determinate pagine animaliste è facile reperire video, foto testimonianze che vanno ben oltre la normale civiltà per raggiungere il proprio ideale a danno delle figure citate prima (macellai cacciatori, onnivori convinti etc che svolgono attività legali, ma contro i loro principi).
    Detto questo Terrae ho già detto che condanno Palmer per l’atto di bracconaggio, ma condanno di più i media perchè piuttosto che condannare il reato commesso da Palmer, condannano l’empatia per fare notizia e suscitare clamore.
    Se quel Palmer avesse pagato per uccidere un leone e avesse fatto tutto in maniera legale ci sarebbe stato tutto questo clamore?
    Se si riferisce a me con il commento dell'”invidia la miserabile impresa di Palmer”, si sbaglia! Sinceramente non invidio per niente Palmer e anche se avessi a disposizione tutto l’oro del mondo non sarei mai andato a uccidere un Leone, non per questione di empatia ma semplicemente perché ho ricevuto dal modello culturale in cui vivo, un imprinting culturale differente.
    Nel mondo c’è chi caccia per mangiare, c’è chi caccia unicamente per il “trofeo”, devolvendo le carni a chi la richiede, c’è chi caccia per hobby-cultura (inteso come divertimento-cinofilia-tradizione in rispetto della natura e delle leggi) con la stessa empatia con il quale si va a raccogliere funghi, a raccogliere lumache, a pesca etc etc.
    Noi cacciatori sardi rientriamo in questa categoria in virtù della nostra cultura agro-pastorale, che ci invita al rispetto dell’animale e a giustificare la morte di un “altro animale” macellando e mangiando ciò che è stato cacciato. Questa è una caccia etica, a mio avviso.

    RIPETO per l’ennesima volta
    CONDANNO Palmer per la violazione delle leggi e per l’atto che ha compiuto e il danno arrecato allo Zimbabwe ;
    CONDANNO la morte di Cecil e il relativo danno alla biodiversità, perché Cecil era un esemplare non inserito all’interno di un piano di abbattimento;
    NON CONDANNO LA MORTE DI ALTRI LEONI (e altre specie legalmente inserite in piani di abbattimento) a fini di Wild Management (gestione nelle riserve) sia che siano compiute da ranger o che siano compiute da Americani o Europei super ricchi che pagano le riserve per cacciare legalmente animali destinati alla morte.

    Spero di essere stato chiaro.

    • agosto 1, 2015 alle 2:25 pm

      perché allora perdi parole e tempo per difendere l’indifendibile e attaccare l’impalpabile? ‘sto Palmer é un farabutto e nessuno ti ha minacciato con uno straccio di concretezza. Non ti conosco, ma ti offrirei volentieri un succo di frutta o un Martini per ragionare “normalmente” e dissipare fantasmi inesistenti.
      Stefano Deliperi

    • Terrae
      agosto 1, 2015 alle 5:51 pm

      Buongiorno M.A.
      Ho fatto riferimento al suo post, ma quel ”qualcuno” non è riferito a Lei ma, più in generale, a coloro che empatizzano con e simpatizzano per Palmer quale autore di quel misfatto.

      Ho piacere alla battuta ironica e sarcastica ma sforzandomi di praticarla con onestà intellettuale e sempre nel rispetto della dignità del mio interlocutore. Derogo solo davanti ad interlocutori oggettivamente disonesti.

      Senza arrogarmi il diritto di dare patenti, prendo atto e apprezzo come sincera la sua condanna per Palmer, ma ritengo non condivisibile il suo insistere sul fatto che l’uccisione di Cecil è una delle tante e che il clamore su questa brutta vicenda è solamente frutto della speculazione dei media.

      Sostenendo ciò, anche inconsapevolmente, si banalizza l’uccisione di un animale derubricando il gesto di Palmer ad un semplice anticipo di un evento ineluttabile benché formalmente scorretto.

      Fatta salva la capacità d’indignazione per la soppressione di qualsiasi vita, il clamore è dato dall’arroganza di aver voluto abbattere un animale-simbolo a qualunque costo in sfregio di qualsiasi legge.

      In ultimo mi permetta di evidenziare che l’ambientalismo e il movimento ecologista, promuovendo l’utilizzo sostenibile delle risorse locali e planetarie è estremamente vicino al mondo rurale e della pesca.

      La presenza di istanze particolari e in qualche caso, a mio modo di vedere, persino estremiste nell’inaturalezza delle loro proposte, non possono essere prese a pretesto per tacciare di fanatismo l’intero movimento ambientalista, movimento più simile ad un arcipelago che ad un corpus strutturato, ma in cui operano persone che hanno a cuore una migliore qualità della vita per tutti, e che per questo spendono generosamente le proprie risorse, il proprio tempo, la propria intelligenza, la propria passione.
      E se oggi, anche nella nostra Sardegna, abbiamo ancora il piacere di fare quattro passi in campagna (magari facendo sgambare il cane da caccia), lo si deve anche a quei “fanatici” di ecologisti che si sono opposti a scellerati progetti di “valorizzazione” di luoghi naturalmente meravigliosi ed ameni … Spesso col supporto del mondo rurale … E di cacciatori incalliti ma gelosi custodi della bellezza della loro terra.

      Dividiamoci sulla caccia, ma non sulla difesa del patrimonio ambientale, storico e culturale.

      E non se ne abbia a male … Buona caccia!

  12. agosto 1, 2015 alle 10:01 pm

    stupidi, delinquenti, criminali. In poche parole, stronzi che fanno cose stronze.

    A.N.S.A., 1 agosto 2015
    Zimbabwe: ucciso il leone Jericho, fratello di Cecil.
    In azione dei cacciatori di frodo nel parco nazionale del paese africano. (http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/natura/2015/07/28/zimbabwe-due-arresti-per-luccisione-del-leone-cecil_c1187ccc-f6a5-41d1-88ce-4e2df63400b9.html)

    Cacciatori di frodo hanno ucciso oggi nel Hwange National Park, in Zimbabwe, anche Jericho, il fratello di Cecil, il Leone ucciso da un dentista americano e la cui vicenda ha sollevato un’ondata di indignazione in tutto il mondo. Lo ha riferito un alto funzionario del parco alla Cnn.
    Walter Palmer sotto assedio, il cacciatore racconta la morte di Cecil – Dopo aver portato a termine la caccia al leone protetto Cecil, nello Zimbabwe, il dentista Walter James Palmer voleva uccidere anche un elefante – con una zanna da almeno 28 chili – ma non ne ha trovato uno “grande abbastanza”. Lo rivela in un’intervista al Telegraph Theo Bronkhorst, il cacciatore che ha guidato Palmer nella ‘spedizione’ e unico finora sul quale pendono accuse formali per caccia illegale nello Zimbabwe, rilasciato su cauzione.
    Bronkhorst, il cacciatore accusato dalle autorità africane di non aver impedito una “caccia illegale”, rompe il silenzio dalla sua casa di Bulawayo, nello Zimbabwe, e in un’intervista al giornale britannico dà la sua versione della spedizione del primo luglio in cui Cecil ha trovato la morte. “Quando il dottor Palmer arrivò a Bulawayo – afferma Bronkhorst – il suo bagaglio era andato perduto e io mi attivai per cercarlo. Così facemmo tardi per la spedizione”.
    “Non abbiamo mai avuto intenzione di cacciare il leone nella terra dove è stato ucciso. All’ultimo minuto ho dovuto deviare di 8 miglia dalla zona di caccia”. “Abbiamo trovato la carcassa di un elefante – aggiunge Bronkhorst – e l’abbiamo spostata per usarla come esca”. Appostati, prima hanno avvistato una leonessa e poi Cecil, “un animale magnifico”. A questo punto, dice il cacciatore, Palmer ha scoccato una freccia e l’animale è andato via. Erano circa le 22″. Non potendo stabilire se il leone fosse stato colpito gli uomini si sono messi alla sua ricerca dopo un giorno. “Lo abbiamo trovato alle 9 del mattino ferito e quindi il cliente lo ha ucciso”. Solo in seguito hanno notato il collare Gps rendendosi conto che fosse un leone protetto.
    “Non avremmo mai sparato a un animale monitorato. Ero devastato, e anche il mio cliente lo era”. “Lo ammetto, avrei dovuto portarlo alle autorità de parco. Ma poi lo decapitammo e scuoiammo, perché il cliente aveva pagato per il trofeo”. “Non voglio sparare agli animali. Lo faccio perché è l’unico modo con cui posso guadagnarmi da vivere”. Per la sua caccia Palmer ha pagato una somma pari a circa 50mila euro
    Intanto il ministro dell’Ambiente dello Zimbabwe – fa saper l’Agenzia AP- ha chiesto l’estradizione del dentista sotto “assedio” mediatico – con proteste online e fisiche davanti allo studio odontoiatrico nel Minnesota. Il dentista americanha scritto ai suoi pazienti consigliando loro di cercare per il momento assistenza altrove. Palmer non si è ancora mostrato in pubblico e non si sa ancora dove sia, mentre i due uomini che lo hanno aiutato nell’impresa sono comparsi in tribunale a circa 700 chilometri dalla capitale Harare.
    Theo Bronkhorst, il cacciatore professionista, è stato rilasciato con una cauzione di mille dollari e – se condannato per non avere impedito una caccia illegale – rischia fino a 15 anni di carcere. Nessuna accusa per Honest Trymore Ndlovu, il proprietario del terreno su cui è stato attirato Cecil, che è stato rilasciato. Polemiche anche sulle dichiarazioni della Peta, associazione animalista, che in una nota all’AP ha affermato che Palmer andrebbe non solo estradato e condannato, ma anche “impiccato”.

    __________________________________________________________

    da Il Corriere della Sera, 1 agosto 2015
    DOPO LA MOBILITAZIONE CONTRO IL DENTISTA AMERICANO. Giallo su Jericho, il fratello del leone dello Zimbabwe Cecil.
    È successo nel Hwange National Park. Ad uccidere l’animale cacciatori di frodo.
    È successo nel Hwange National Park. Ad uccidere l’animale cacciatori di frodo; http://www.corriere.it/animali/15_agosto_01/zimbabwe-ucciso-leone-jericho-fratello-cecil-0cac5250-3880-11e5-90a3-057b2afb93b2.shtml

    ____________________________________________________

    da Il Fatto Quotidiano, 1 agosto 2015
    Zimbabwe: mistero su Jericho, fratello del leone Cecil. Parco: “Ucciso dai bracconieri”. Ricercatori: “E’ vivo”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/01/zimbabwe-dopo-il-leone-cecil-ucciso-dai-bracconieri-anche-suo-fratello-jericho/1927526/

    • agosto 2, 2015 alle 10:06 pm

      A.N.S.A., 2 agosto 2015
      Zimbabwe, altro leone protetto ucciso da un americano mentre il leone Jerico è vivo.
      Dopo il dentista Walter Palmer, le autorità dello Zimbabwe hanno accusato un altro americano di aver ucciso un leone protetto durante una caccia illegale ad aprile. (http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2015/08/02/zimbabwe-il-leone-jerico-e-vivo_56091acf-4e50-434c-9429-32e17f742894.html)

      Dopo il dentista Walter Palmer, le autorità dello Zimbabwe hanno accusato un altro americano di aver ucciso un leone protetto durante una caccia illegale con arco e freccia ad aprile.
      Jerico, il fratello del leone Cecil ucciso da un dentista americano e la cui vicenda ha sollevato un’ondata di indignazione in tutto il mondo, non è stato ucciso.
      Lo hanno assicurato le autorità responsabili dei parchi e della fauna dello Zimbabwe, dopo che ieri si era sparsa la voce che fosse stato colpito a morte. I responsabili dei parchi nazionali hanno mostrato una foto del leone, spiegando che è monitorato grazie a un collare satellitare.

  13. Terrae
    agosto 2, 2015 alle 11:20 pm

    Tempus de gherra, faulas finzas a terra!
    Troppe notizie “a tema” si inseguono in modo dubbio.
    Facciamo attenzione a non dare eco a notizie clamorose che rivelandosi false rischiano di rendere ridicola l’indignazione sincera delle persone e di banalizzare la gravità di quanto avvenuto in Zimbabwe, oltre che contribuire a sdoganare personaggi di dubbia morale ambientale come Palmer o la nuova starlette abbattigiraffe Sabrina … Una passara de fusti a fund’e schina!

  14. agosto 3, 2015 alle 2:46 pm

    da Il Corriere della Sera, 2 agosto 2015
    Jericho è vivo. Si è concluso positivamente il giallo sulla presunta morte del fratello del leone Cecil.
    La conferma dallo stesso Hwange National Park, nello Zimbabwe. Si indaga ora sulla morte di un altro leone, ucciso sempre da un turista straniero: http://www.corriere.it/animali/15_agosto_01/zimbabwe-ucciso-leone-jericho-fratello-cecil-0cac5250-3880-11e5-90a3-057b2afb93b2.shtml

    —————————

    I figli di Donald Trump si divertono ad uccidere animali esotici: http://www.corriere.it/foto-gallery/animali/15_agosto_03/figlio-donald-trump-si-diverte-ad-uccidere-animali-esotici-94a42794-39b8-11e5-b49b-ae37d5ff3efe.shtml

  15. Terrae
    agosto 3, 2015 alle 8:54 pm

    Allo squallore non c’è mai fine.
    Uno smartphone placcato d’oro per ricordare il povero Cecil e sostenere la fondazione Friends of Hwange che si occupa della conservazione della fauna selvaggia in Zimbabwe.
    Ambientalismo peloso. Anzi, ma quale ambientalismo!!!?
    Ma può essere che qualcuno abbocchi a comprare questa patacca credendo di sostenere una giusta causa ecologista?
    Ma che roba!
    http://www.goldgenie.com/it/advanced_search_result.php?keywords=HTC+cecil

    • M.A.
      agosto 3, 2015 alle 10:39 pm

      Ahahahah..non avevo dubbi!

  16. M.A.
  17. Arpia
    settembre 4, 2015 alle 8:40 pm

    Ho evitato la storia di proposito, ho visto poi per puro caso un documentario su ABC. Non avevano permesso, la fattoria dove erano e’ stata esclusa da zona di caccia, Antoinette farm e’ off limits for hunting nel 2015. Ma il dentista e’ stato in precedenza condannato a $3000 di multa e un anno probation, per aver ucciso un orso illegalmente averlo trasportato da uno stato ad un altro , cercato di coprire con menzogne delle guide. Condannato per sexual assault per cui ha pagato $127,500.00. Insomma non uno pulitissimo. il signorino e’ esaltato crede che con tutti quei soldi possa fare cio’ che vuole. Hanno completamente mentito su tutta la storia, non e’ una novita’, ora piu’ che pagare multe bisognerebbe rinchiuderlo.

  18. settembre 7, 2015 alle 2:54 pm

    c’è da sperare che nessuno vada da ‘sto idiota.

    da Il Corriere della Sera, 7 settembre 2015
    Cecil, il dentista torna al lavoro: «Ho sempre rispettato le leggi».
    Il cacciatore che ha ucciso il leone in Zimbabwe di nuovo in studio dopo le dure critiche seguite al suo safari. «Ho agito legalmente»: http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_07/cecil-dentista-torna-lavoro-ho-sempre-rispettato-leggi-62b7ed00-553e-11e5-b550-2d0dfde7eae0.shtml

  19. ottobre 13, 2015 alle 2:54 pm

    da Il Corriere della Sera, 13 ottobre 2015
    ZIMBABWE, IL CACCIATORE RISCHIAVA 15 ANNI DI CARCERE.
    Leone Cecil, il dentista aveva la licenza: non sarà processato.
    Walter Palmer, accusato di aver attirato in una trappola e ucciso Cecil, il felino simbolo dello Zimbabwe, non andrà sotto processo: aveva tutte le carte in regola: http://www.corriere.it/animali/15_ottobre_12/leone-cecil-dentista-aveva-licenza-non-sara-processato-1f6d6f28-70e3-11e5-a92c-8007bcdc6c35.shtml

  20. Mara
    ottobre 13, 2015 alle 9:22 pm

    Poi qualcuno dice che il denaro non è tutto.

  21. novembre 4, 2015 alle 2:57 pm

    la madre dei cretini è sempre incinta.

    A.N.S.A., 4 novembre 2015
    Foto con leone ucciso, veterinario italiano Luciano Ponzetto insultato sul web.
    In Piemonte nuovo caso Cecil per foto davanti leone ucciso in Tanzania: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/11/04/foto-con-leone-ucciso-veterinario-italiano-luciano-ponzetto-insultato-sul-web_f9a551f5-43c2-4238-837c-96209347f27a.html

    ___________________________________________________________

    da Il Corriere della Sera, 3 novembre 2015
    DOPO UNA CACCIA IN TANZANIA. Il veterinario torinese uccide il leone e si fa fotografare: è polemica.
    L’immagine di Luciano Ponzetto, di Caluso, pubblicata su un sito che promuove i safari. Accuse e insulti. E il veterinario si difende: «La mia attività non è incompatibile con la caccia praticata nel rispetto delle vigenti leggi»: http://www.corriere.it/animali/15_novembre_03/veterinario-torinese-uccide-leone-si-fa-fotografare-polemica-28131634-822a-11e5-aea2-6c39fc84b136.shtml

    ————————————————————-

    Zimbabwe, cacciatore tedesco uccide (per 53 mila euro) l’elefante più grande del Paese: http://www.corriere.it/foto-gallery/animali/15_ottobre_16/elefante-ucciso-cacciatore-tedesco-zimbabwe-573dd674-7429-11e5-8ced-0bd7b922b70b.shtml

  22. dicembre 21, 2015 alle 9:37 pm

    e questo ci lascia le cuoia.

    da Leggo, 20 dicembre 2015
    CACCIATORE PROFESSIONISTA MORTO SCHIACCIATO DALL’ELEFANTINO CHE STAVA PER UCCIDERE: http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/ian_gibson_cacciatore_ucciso_elefante/notizie/1746114.shtml

  23. Terrae
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: