Amianto a Grosseto.


Grosseto, amianto

Il rapporto A.R.P.A.T. Mappatura dell’amianto in Toscana desta non poche preoccupazioni in tanti cittadini di Grosseto, perché sono diversi i siti dove il pericoloso materiale è tuttora presente, esposto agli eventi atmosferici, costituendo un serio pericolo per la salute pubblica. 

Il rapporto A.R.P.A.T. afferma la presenza dell’amianto in questi siti, addirittura presso la propria sede:

* impianto industriale (3.760 metri quadri) Rete Automobilistica Maremmana Amiatina s.p.a. (Via Topazio, 12);

* uffici e laboratori A.R.P.A.T. (Via Fiume, 35);

* impianto industriale San Lorenzo Laterizi s.r.l. (Via Scansanese, 202);

* Chiesa della Parrocchia del Sacro Cuore (Piazza Galeazzi, 1).

Impianti industriali, uffici e laboratori, una Chiesa.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento odv ha, quindi, inoltrato (3 febbraio 2021) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione dei provvedimenti di bonifica al Comune di Grosseto, ai Carabinieri Forestale, informando il Ministero dell’Ambiente e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto.

Infatti, l’abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo, nel suolo, nelle acque superficiali e sotterranee sono vietati (art. 192 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.): il sindaco competente dispone con ordinanza a carico del trasgressore in solido con il proprietario e con il titolare di diritti reali o personali sull’area la rimozione dei rifiuti ed il ripristino ambientale. Trascorso infruttuosamente il termine assegnato, provvede d’ufficio l’amministrazione comunale in danno degli obbligati.

In particolare, per quanto riguarda le lastre in eternit, purtroppo per decenni comuni in edilizia, si ricorda che le stesse sono costituite da un impasto di cemento e amianto, le quali possono rilasciare fibre di amianto se abrase, perforate, spazzolate o se deteriorate, con gravi conseguenze per la salute delle persone che ne vengono a contatto (è, infatti, dimostrato che anche bassissime esposizioni a polveri di amianto possono indurre un preciso tumore polmonare, il c.d. mesotelioma pleurico). Per tali motivi, il nostro ordinamento prevede specifiche modalità per lo smaltimento delle lastre realizzate con fibre di amianto (legge n. 257/1992 e s.m.i.).

Un intervento di bonifica in tempi brevi è fondamentale per la tutela della salute pubblica.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

Cardellini (Carduelis carduelis)

(foto per conto GrIG, archivio GrIG)

  1. donatella
    febbraio 6, 2021 alle 1:27 am

    l’amianto è dappertutto, purtroppo ci siamo quasi assuefatti alla sua presenza e non si segnala neppure più, bisogna invece denunciarne la presenza ovunque la vediamo, tutti lo vedono ma passano indifferenti, non è facile ogni volta essere da solo a denunciare come se uno volesse fare il giustiziere della notte. Anche perchè vai ad incidere su proprietà private altrui e non è proprio facile. Dovrebbero essere i comuni che controllano e ufficialmente possono intervenire per motivi di salute pubblica. Invece sono assenti.
    Grazie

    • Nico
      febbraio 6, 2021 alle 9:46 PM

      Donatella, chi scrive risulta tra coloro che ha “inalato” per alcuni anni “amianto” sulla nave da guerra, in cui ho fatto servizio con ferma volontaria sessennale nella Marina Militare. Allora con il tuo post hai fotografato la situazione che anche io condivido.

      • Donatella
        febbraio 8, 2021 alle 10:46 PM

        https://www.gazzettadisiena.it/diffusione-amianto-siena-quarta-in-toscana/

        Ciao Nico, sì, l’amianto è ancora dappertutto, secondo i casi, secondo le graduatorie ….; l’amianto è molto pericoloso, cosa ci vorrebbe per organizzare una rimozione urgente? Ecco un modo utile ed intelligente di dare lavoro, invece di chiacchiere che non sfamano, ma i comuni e le regioni si trastullano e si continua come niente fosse…. o quasi.

  2. febbraio 7, 2021 alle 1:00 PM

    da Il Tirreno, 7 febbraio 2021
    L’amianto è ancora tra noi? «Controlli e certezze». (Alfredo Faetti) (https://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2021/02/06/news/l-amianto-e-ancora-tra-noi-controlli-e-certezze-1.39870799)

    grosseto. Il rapporto è datato a 14 anni fa, ma secondo la segnalazione in alcuni siti il problema è tutt’altro che risolto. Il rapporto è quello di Arpat del 2007, la segnalazione è dell’associazione ecologista Gruppo d’intervento giuridico e il problema è quello dell’amianto. Un materiale dal forte impatto cancerogeno, ancora presente in diversi punti a Grosseto. Non in campi abbandonati o capannoni in disuso, ma in uffici, laboratori, impianti e persino una chiesa.

    Un dato per cui l’associazione ha chiesto informazioni e provvedimenti a varie autorità, tra cui il Comune, che dal canto suo ha già avviato da almeno un anno un controllo serrato sulla questione amianto. «L’amianto è un rifiuto pericoloso, ma come tanti altri rifiuti se correttamente gestito non produce inquinamento. Se mal gestito, invece, deve essere assolutamente rimosso – dice l’assessore grossetano all’Ambiente Simona Petrucci – Di conseguenza, sarà nostra premura analizzare nel dettaglio il rapporto dell’Arpat ed eventualmente capire come muoverci, utilizzando anche gli strumenti che il Comune ha a sua disposizione».

    Il rapporto dell’agenzia regionale è quello del 2007, anno in cui è stata portata a conclusione una complessa mappatura dell’amianto in tutta la Toscana. Erano decine i siti maremmani presenti in quella mappa, ma con il passare degli anni molte situazioni sono state risolte. Nel capoluogo però, stando alla segnalazione dell’associazione, «sono diversi i siti dove il pericoloso materiale è tuttora presente, esposto agli eventi atmosferici, costituendo un serio pericolo per la salute pubblica».

    Sarebbero cinque i luoghi nel capoluogo dove ci sono ancora tracce di amianto: in un impianto industriale in via Topazio e in un altro in via Scansanese, nei dintorni della parrocchia del Sacro Cuore e persino nelle vicinanze degli uffici della stessa Arpat, in via Fiume. Questo almeno l’elenco che il Gruppo d’intervento ha impresso in un’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione dei provvedimenti di bonifica inoltrata al Comune di Grosseto, ai carabinieri forestale, informando il ministero dell’Ambiente e la Procura della Repubblica al tribunale di Grosseto. «L’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo, nel suolo, nelle acque superficiali e sotterranee sono vietati – si legge nel documento – Il sindaco competente dispone con ordinanza a carico del trasgressore in solido con il proprietario e con il titolare di diritti reali o personali sull’area la rimozione dei rifiuti ed il ripristino ambientale. Trascorso infruttuosamente il termine assegnato, provvede d’ufficio l’amministrazione comunale in danno degli obbligati».

    Se questa è la normativa, l’associazione va poi nello specifico delle lastre in eternit, utilizzate per decenni nell’edilizia. Queste, dice l’associazione, «possono rilasciare fibre di amianto se abrase, perforate, spazzolate o se deteriorate» e «per tali motivi, il nostro ordinamento prevede specifiche modalità per lo smaltimento delle lastre realizzate con fibre di amianto». Ricevuto il documento, il Comune di Grosseto è pronto a verificare quale sia il reale stato delle cose, come spiega Petrucci, la quale però tiene a ricordare come sulla questione amianto l’amministrazione sia già impegnata da tempo. «Il Comune di Grosseto, dal 2020, ha istituito un servizio per la rimozione di piccoli quantitativi d’amianto di carattere individuale – ricorda l’assessore – Infatti, su richiesta del privato, tramite Sei Toscana, viene compiuto il recupero e lo smaltimento dell’amianto stesso. Il Comune, infine, partecipa alle spese in sinergia con il soggetto privato».

    __________________________

    da Maremma News, 5 febbraio 2021
    Amianto a Grosseto. Un pericolo: https://www.maremmanews.it/index.php/ambiente/85758-amianto-a-grosseto-un-pericolo

    ____________________

    da Toscana Chianti Ambiente, 4 febbraio 2021
    Troppo amianto a Grosseto, gli ecologisti: “A rischio la salute pubblica, subito la bonifica”. L’associazione GrIG ha inoltrato formale richiesta a Comune e Carabinieri Forestali: “Secondo la mappatura di ARPAT in diversi siti questo pericoloso materiale è ancora presente”. (Gabriella Congedo): https://www.toscanachiantiambiente.it/troppo-amianto-a-grosseto-gli-ecologisti-a-rischio-la-salute-pubblica-subito-la-bonifica/

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