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Pregiudicato, capo caccia, bracconiere e, molto probabilmente, responsabile di furto aggravato ai danni dello Stato.


Pettirosso (Erithacus rubecola) liberato durante l’attività antibracconaggio

Il buon Sergio Pireddu esce allo scoperto e rivendica le sue azioni.

Cinquantaquattrenne artigiano di Capoterra (CA), è un pregiudicato, un capo-caccia di una compagnia di caccia grossa, un bracconiere.

Dichiara di non avere un’occupazione e di non usufruire del reddito di cittadinanza (magari perché non lo ha chiesto), per cui afferma: “Preferisco andare a fare il bracconiere che andare a rubare nelle case”.

A parte il fatto che fortunatamente non tutti quelli che hanno difficoltà lavorative si comportano nello stesso modo, in realtà quanto emerge da cronache e dichiarazioni sembra trattarsi proprio di un furto aggravato ai danni dello Stato.  Cioè di tutti noi.

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Infatti, chi uccide un esemplare appartenente a specie faunistica protetta (in questo caso Cervo sardo, Cervus elaphus corsicanus), per giunta in un area naturale protetta (in questo caso il parco naturale regionale di Gutturu Mannu), essendo privo di licenza di caccia, compie anche un furto aggravato (artt. 624625 cod. pen.) ai danni dello Stato.   La giurisprudenza è chiara sul punto (Cass. pen., Sez. IV, 30 aprile 2020, n. 13506; Cass. pen., Sez. III, 28 gennaio 2015, n. 3930; Cass. pen., Sez. IV, 11 agosto 2004, n. 34352).

Fermato, oggetto di perquisizione domiciliare e denunciato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, sarà comunque la Magistratura a stabilirlo.

Non è certamente l’unico in questa situazione, ma sarebbe interessante sapere con quali curiosi argomenti gli appartenenti alla sua compagnia di caccia al Cinghiale accettino di essere guidati da costui, cioè da un bracconiere pregiudicato.

Scelta oculata, davvero.

Siamo dalla parte dell’ambiente e della legalità, sosteniamo l’attività antibracconaggio delle Forze dell’ordine e chiediamo, ancora una volta, pene più severe e certe per i delinquenti in danno all’ambiente.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Lega per l’Abolizione della Caccia

L’Unione Sarda, 22 novembre 2020

dal sito web istituzionale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna, 20 novembre 2020

Gutturu Mannu : denunciato bracconiere.

La denuncia di una persona, nonché il sequestro di due esemplari di Cervo Sardo, vari strumenti di cattura, munizioni e un’auto, costituiscono il bilancio di un’operazione antibracconaggio condotta dal personale della stazione di Uta con il supporto del Nucleo Investigativo dell’Ispettorato Forestale di Cagliari.

Nella giornata di giovedì 19 novembre, in cui era consentito l’esercizio venatorio, il personale della stazione di Uta in servizio di controllo nella zona del Parco Naturale Regionale di Gutturu Mannu in località Spagnolu in agro di Sarroch, ha ritrovato gli scarti di macellazione di un esemplare di Cervo Sardo.

Considerato che dalle condizioni del materiale individuato risultava che l’abbattimento fosse appena accaduto, si è proceduto ad avviare immediate ricerche e istituire posti controllo nelle vie di accesso al Parco di Gutturu Mannu.
Intorno alle ore 19 veniva intercettato un veicolo di un potenziale sospetto, il quale alla vista del fuoristrada con l’effige del Corpo Forestale si dava a precipitosa fuga ad alta velocità. Tuttavia il fuggitivo bloccato nella Strada provinciale all’ingresso di Capoterra.

parco naturale regionale di Gutturu Mannu, foresta mediterranea del Sulcis


Al controllo dell’auto si rivenivano 3 zaini con i resti sezionati di un cervo Sardo, corrispondente ai residui ritrovati poco prima nel parco di Gutturu Mannu. Al bracconiere, S.P. 54 anni artigiano di Capoterra, il quale ha il ruolo di capo di una compagnia di caccia grossa, è stata contestata la cattura e la detenzione di un Cervo Sardo, specie non cacciabile e particolarmente protetta, animale simbolo del Parco Naturale di Gutturu Mannu.

La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire anche i resti conservati in frigo di un ulteriore cervo sardo, oltre che strumenti illeciti di cattura (cavetti in acciaio, nonché munizioni che l’uomo non poteva detenere non essendo titolare di porto d’arma perché pregiudicato).

Al bracconiere è stato contestato anche il reato di resistenza a pubblico ufficiale e la sua auto è stata sottoposta a sequestro perché sprovvista di assicurazione.
La caccia a specie protetta e caccia in zona vietata (Parco Regionale) è sanzionata con pene sino ad un anno di reclusione.

L’operazione portata a termine con successo si inquadra nell’attività istituzionale operata dal Corpo Forestale e di in particolare nell’obiettivo di tutela della biodiversità nelle aree protette, recentemente impartito al Corpo Forestale dall’Assessore Regionale della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis.

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

(foto L.A.C., J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. novembre 25, 2020 alle 9:29 am

    e si, la “scusite acuta” è veramente il primo male di questo paese e la prima malattia dei cittadini italiani e dei prodi e coraggiosi cittadini della regione indipendente-autonoma-ex colonizzata-ora pronta a spiccare il volo – grazie al proprio “governatore” (non presidente della regione eh?!?) …. della Sardegna!

  2. Donatella
    novembre 25, 2020 alle 9:36 am

    Insomma anche qui si dà la colpa al Coronavirus , oggi si va avanti così, non solo in Sardegna, d’altra parte sappiamo ormai che il Sars-Covid 19 non colpisce solo i polmoni….

    • Mariangela
      novembre 25, 2020 alle 6:29 PM

      Pessima persona e pessimo articolo dell’Unione.

  3. Srdn
    novembre 26, 2020 alle 12:43 PM

    Non voglio certo difendere il bracconieri killer, ma vi ricordo che molti pregiudicati ci governano ma nulla gli succede. Chi ha messo le molotov alla Diaz é salito anche di grado

    • novembre 26, 2020 alle 12:59 PM

      …e Priebke è morto a 100 anni in libertà, se è per quello. Ciò non cambia di una virgola la cosa 😉

    • novembre 26, 2020 alle 1:13 PM

      il ragionamento “il mio vicino ruba molto e non gli fanno nulla”, “il mio collega si imbosca e tutti fanno finta di non vedere”, “quel dirigente guadagna un mega premio produzione perchè fa 100 fotocopie invece di 10”, non sono un argomento valido grazie al quale io domani mi possa mettere a rubare anche se poco, imboscarmi anche se poco, farmi pagare in più anche se poco a fronte di un lavoro fasullo ed essere giustificato…
      siamo sempre nel campo della “scusite acuta”!
      come l’autista ambulanze indagato (post servizio iene) perchè in una località del sud Italia “anticipava” i decessi nelle ambulanze per avere tangente in più e intervistato ripeteva la mitica italica frase che è una panacea per tutto ” e io devo pur portare IL PANE AI MIEI FIGLI!”

  4. Srdn
    novembre 26, 2020 alle 2:27 PM

    Sicuro grig ne sono perfettamente convinto e non volevo certo difendere il bracconieri, però i membri della casta e biri non li nominiamo usando il termine “previudicato”🦌🤑🦌🤑🦌🤑🦌Per quanto riguarda la libertà di priebke morto a 100 anni, avrebbe dovuto vivere almeno fino a 150,quello si che non avrebbe cambiato una virgola alla sua sofferenza.

  5. dicembre 8, 2020 alle 5:49 PM

    dal sito web istituzionale del C.F.V.A.
    Antibracconaggio: due denunce a Capoterra. (http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=417272&v=2&c=4507&t=1)

    Nel primo mattino il personale del Corpo Forestale della Stazione di Uta, in servizio antibracconaggio, ha sorpreso in due distinte località in agro di Capoterra e all’interno del Parco Regionale di Gutturu Mannu, due bracconieri intenti a posare cavetti per la cattura di ungulati in una zona densamente popolata da cervi e cinghiali.

    I due, di professione operai specializzati, già pregiudicati per reati di bracconaggio, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per esercizio di caccia con mezzi non consentiti e in zona parco.
    Tale reato è punito con una sanzione di 12 mesi di reclusione. Nel corso dell’operazione sono stati recuperati e sottoposti a sequestro circa 150 cavetti d’acciaio e 40 kg di carne di cinghiale catturato illegalmente.

    L’operazione si inquadra nell’obiettivo di tutela della biodiversità nelle aree protette, assegnato al Corpo Forestale dall’Assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis.

    Cagliari 7 Dicembre 2020

    ___________________________________________

    da L’Unione Sarda, 8 dicembre 2020
    CAPOTERRA. Catturano cervi e cinghiali nel parco di Gutturu Mannu, denunciati due bracconieri.
    Sequestrati cavi d’acciaio e 40 chili di carne di cinghiale cacciato illegalmente: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/provincia-cagliari/2020/12/08/catturano-cervi-e-cinghiali-nel-parco-di-gutturu-mannu-denunciati-136-1091618.html

    __________________

    da La Nuova Sardegna, 8 dicembre 2020
    Bracconieri in azione a Capoterra: scoperti e denunciati. I due sono stati sorpresi da agenti del Corpo Forestale a piazzare lacci per la cattura di cervi e cinghiali nel parco di Gutturu Mannu: https://www.lanuovasardegna.it/cagliari/cronaca/2020/12/08/news/bracconieri-in-azione-a-capoterra-scoperti-e-denunciati-1.39634645

  6. dicembre 19, 2020 alle 7:08 PM

    da L’Unione Sarda, 19 dicembre 2020
    SUD SARDEGNA. Molentargius e Gutturu Mannu: attività contro l’azione dei bracconieri.
    Numerose le forze in campo: sequestrati un fucile, munizioni e trappole per uccelli: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/12/19/molentargius-e-gutturu-mannu-attivita-contro-l-azione-dei-braccon-136-1095548.html

  7. gennaio 8, 2021 alle 5:47 PM

    da L’Unione Sarda, 8 gennaio 2021
    CAGLIARI. Caccia di frodo e armi, un arresto e due obblighi di dimora.
    I provvedimenti nell’ambito dell’inchiesta su bracconaggio e ricettazione di carne di animali protetti. (Andrea Manunza) (https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2021/01/08/caccia-di-frodo-e-armi-un-arresto-e-due-obblighi-di-dimora-136-1101899.html)

    Un indagato agli arresti domiciliari, due con l’obbligo di non varcare i confini del proprio comune: sono i provvedimenti cautelari eseguiti oggi dagli uomini del Nucleo investigativo regionale della Forestale su ordine della gip Alessandra Tedde nell’inchiesta coordinata dal pm Alessandro Pili su un gruppo di persone ritenute coinvolte a vario titolo nel bracconaggio, nella ricettazione di carne di animali protetti e nei furti del gasolio di proprietà delle imprese che stanno realizzando la nuova strada statale 195.

    È finito ai domiciliari Fabrizio Olla, hanno l’obbligo di dimora Giuseppe Salvatore Cuccu e Roberto Cabras. Si presenterà lunedì davanti ai ranger Silvio Angioni, a sua volta destinato agli arresti domiciliari: al momento è in Corsica.

    L’inchiesta alcuni mesi fa aveva portato in cella Andrea Cuccu, 42 anni, figlio di Giuseppe Salvatore, per incendio boschivo e porto e detenzione illegale di un ordigno pirico (secondo le accuse aveva appiccato un incendio a inizio agosto a Santa Margherita di Pula a breve distanza dalle case e da un villaggio turistico). In quella stessa occasione il padre, Cabras e Olla erano stati denunciati.

    Nel corso dell’operazione di stamattina sono state eseguite altre 12 perquisizioni a Quartu, Senorbì, Sestu e Pula, sfociate nel sequestro di diverse armi e munizioni.

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