Cento milioni di alberi per la Sardegna.


Sardegna, incendio

La Sardegna, tanto per cambiare, brucia.

Come ogni estate, in modo devastante, nonostante misure di prevenzione aggiornate progressivamente e una grande abnegazione in chi opera quotidianamente per difendere il territorio.

Ognuno di noi può e deve fare la sua parte contro gli incendi: il numero verde 1515 mette in collegamento con la sala operativa del Comando Unità Carabinieri per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare (già Corpo forestale dello Stato) e del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna, analogamente agli analoghi Corpi delle altre Regioni e Province autonome.

La rapidità della comunicazione delle informazioni e degli interventi contribuisce a salvare boschi, pascoli, coste e vite umane minacciate dagli incendi, non dimentichiamolo mai!

Ma non basta”, così ha pensato Bianca Maria Locci, insegnante, che ha promosso una petizione popolare indirizzata al Presidente della Regione autonoma della Sardegna perché siano piantati ben 100 milioni di alberi in 5 anni.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus sostiene la petizione popolare, in quanto va nella stessa direzione delle proposte per un new deal per il territorio e l’economia della Sardegna effettuate nei mesi scorsi e patrimonio delle nostre proposte ecologiste di questi ultimi anni.

La petizione si firma qui: http://chng.it/SYXGtcJF

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

La Sardegna brucia, restituiamole i suoi alberi.

al Presidente della Regione autonoma della Sardegna

La Sardegna e il suo immenso e straordinario patrimonio naturale viene devastata ogni anno da centinaia di incendi dolosi. Le fiamme distruggono tutto ciò che incontrano sul loro cammino. La desertificazione rischia di diventare un danno incalcolabile e irreversibile, non si può più aspettare, è tempo di agire prima che sia troppo tardi. Cambiamo rotta. Salviamo la Sardegna. Per contrastare questa piaga chiediamo che vengano messi a dimora 100 milioni di alberi in 5 anni.

parco naturale Molentargius – Saline, incendio notturno (luglio 2019)

(foto J.I., P.F., archivio GrIG)

  1. Mara machtub
    agosto 28, 2020 alle 8:57 am

    Fatto. Ottima iniziativa, sperando che non piantino eucaliptus.

    • doantella
      agosto 28, 2020 alle 10:36 am

      Pianteranno i soliti alberelli dei comuni, anche se fossero miliardi…….se le cose non cambieranno e gli amministratori saranno i soliti noti, continueranno a fare come pare a loro, e con i loro criteri…..La faccenda va cambiata dalle radici, tanto per restare in tema di Alberi

      • Mara machtub
        agosto 28, 2020 alle 12:22 pm

        Cara Doantella (ma è un nome vero?) tu hai ragione. Cerco solo di essere ottimista…:)

      • donatella
        settembre 1, 2020 alle 9:38 am

        Scusami , un errore, Donatella come sempre, buona giornata

  2. sardo
    agosto 28, 2020 alle 12:27 pm

    Son d’accordo con Donatella.
    Intanto se si persegue la strada di piantare 100 milioni di alberi (che vuol dire orientativamente rimboschire 100 mila ettari di territorio sardo) in primis devono essere chiare proprio le tecniche di rimboschimento oggi troppo spesso affidate a profili professionali incompetenti. Poi devono riformarsi le coscienze e si deve andare alla radice del problema ovvero l’attuale società sarda non può di anno in anno continuare in qualche modo più o meno goffamente e irresponsabilmente a consentire l’innesco degli incendi.
    In sintesi occorre bandire senza se e senza ma l’accensione degli incendi e quindi la gente che dolosamente o colposamente li appicca gli incendi.
    Viceversa talvolta si ha la sfortuna di leggere dell’infinita “bonta” del fuoco, del fuoco “amico”, tutto sommato ciclico e “salvifico”.
    Se non risolto alla radice il problema la piantagione di 100 milioni di alberi anche stavolta sarà come la tela di Penelope.

  3. Porico
    agosto 28, 2020 alle 1:15 pm

    La soluzione più semplice era quella di conservare l’esistente.. La natura ha impiegato un po di tempo ad adornare ,con pregevoli essenze arboree spontanee, questa terra generosa piena di pazzi. Alla follia criminale degli incendiari si sommano responsabilità di carattere politico. Se per essere eletti si promette l’assunzione nei ranghi Regionali ad una moltitudine votante e,se poi queste promesse non vengono mantenute, come tutti sappiamo , la ritorsione avviene con esca incendiaria. Si proceda pure nel pregevole intento di ripristino ma si pensi pure seriamente a come preservarlo .

    • agosto 29, 2020 alle 12:06 pm

      ma finiamola con questa mentalità di biechi ricatti ! altro che spirito sardo di unità e di rispetto per la propria isola!
      siamo circondati da indigeni (sardi quindi) trogloditi che per mille motivi (motivi evidentemente sbagliatissimi) appiccano incendi nel proprio comune e nella propria isola
      Si sradicherà solo diffondendo quanto più possibile la cultura del rispetto (civico e del proprio ambiente) e quando si eliminerà l’omertà che ancora esiste nei nostri paesi nel XXI secolo (e dire “in fondo aveva un buon motivo per appiccare l’incendio” è solo bieca omertà da persone perse nel mondo e ferme nel tempo!) perchè in paesetti di 4 gatti si sa spessissimo chi ha appiccato quell’incendio
      ma si sta zitti, come pecore spaventate…..

  4. sardo
    agosto 28, 2020 alle 5:55 pm

    Porico la politica non si identifica solo con promesse assunzioni. Dovrebbe lavorare anche per rendere difficile appiccare fuoco al quale viceversa oramai da qualche anno purtroppo si riservano anche attenzioni e proprietà salvifiche. Figuriamoci dove vorremmo andare.

  5. Srdn
    agosto 28, 2020 alle 6:24 pm

    Tutto quello che piantano dopo uno o due anni é secco, quindi come ha già accennato porico salviamo l’esistente con un adeguato controllo sul territorio, bonificando dove c’è il bisogno.Piantare alberi per poi dopo 20anni farli fuori. No grazie sistema

    • agosto 29, 2020 alle 12:08 pm

      ma non è assolutamente vero!
      si frenino in tutti i modi gli incendi (e cari sardi andate a segnalare il vostro compaesano delinquente!) e si piantino in parallelo in tutti i modi quanti più alberi possibili!

  6. Porico.
    agosto 29, 2020 alle 7:35 pm

    Carlo, par di capire che lei non viva in Sardegna. Il primo anno che la Regione istituì il servizio antincendi con squadre volontarie io partecipai come capo squadra. La squadra era composta da persone che conoscevano il territorio e i suoi usi. Da loro appresi che gli incendi non avvenivano per autocombustione,come allora si credeva . Ogni volta che si usciva a spegnere un incendio , da loro apprendevo chi aveva motivo per appiccarlo. A ferragosto si chiudevano i contratti tra i proprietari dei terreni ,spesso latifondisti, e i pastori. L’incendio era la norma .Serviva a liberare i terreni dalla bassa vegetazione e a concimarlo con le ceneri in modo che, con l’arrivo delle piogge, nascesse l’erba per il pascolo . L’anno appresso stilai una previsione incendi su questa base. Oggi le motivazioni, grazie a Dio , non sono più quelle, se non i casi eccezionali. Oggi si appiccano gli incendi per messaggi trasversali, per speculazioni di vario genere, e per forzare la mano alla politica. Ben vengano 100 milioni di piante, ma ci si curi di proteggerle.

    • agosto 29, 2020 alle 10:44 pm

      Non esistono “motivi” comprensibili e scusabili per appiccare un incendio.! È solo purtroppo la conferma di una diffusissima ignoranza e arretratezza indigena

  7. sardo
    agosto 30, 2020 alle 10:02 am

    Era il concetto che ho cercato di evidenziare nei precedenti commenti. Se non cambia la mentalità anche nella pianificazione continueremo ad aver a che fare con il dramma degli incendi. Occorre bandire qualsiasi innesco di incendio senza se e senza ma. Non esiste deroga non esiste il fuoco “amico” o “salvifico”. Il fuoco brucia, brucia i boschi, la macchia, la prateria, gli animali, le case, la gente.

  8. agosto 30, 2020 alle 10:16 am

    da La Nuova Sardegna, 29 agosto 2020
    Roghi nel Cagliaritano, 13 indagati e un arrestato: è un dipendente dell’agenzia Forestas.
    Nei guai alcuni addetti allo spegnimento, giornata di perquisizioni. (Luciano Onnis): https://www.lanuovasardegna.it/italia-mondo/2020/08/29/news/tredici-indagati-per-roghi-nel-cagliaritano-anche-arresti-1.39244660

    ———-

    Loiri, incendio a La Sarra: evacuata la zona: https://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2020/08/29/news/loiri-incendio-a-la-sarra-evacuati-gli-abitanti-1.39244597

    ————-

    Loiri, incendio manda in fumo 270 ettari e arriva a due passi dal paese: https://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2020/08/29/news/loiri-incendio-manda-in-fumo-270-ettari-e-arriva-a-due-passi-dal-paese-1.39245011

  9. agosto 30, 2020 alle 6:03 pm

    in Sicilia.

    da Il Fatto Quotidiano, 30 agosto 2020
    Palermo, vasto incendio ad Altofonte: oltre mille sfollati. Musumeci: “Criminali hanno appiccato il fuoco, atto violento”.
    Il presidente Musumeci parla di “un gesto criminale che distrugge una parte importante della natura i cui effetti saranno pagati dalla popolazione locale”. In fiamme la vegetazione della montagna della Moharda, mentre nel Trapanese si combatte ancora anche a causa di venti forti di scirocco: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/30/palermo-vasto-incendio-ad-altofonte-oltre-mille-sfollati-musumeci-criminali-hanno-appiccato-il-fuoco-atto-violento/5914804/

  10. agosto 30, 2020 alle 7:16 pm

    incendiari e bracconieri, delinquenti.

    A.N.S.A., 30 agosto 2020
    Tredici indagati per roghi nel Cagliaritano, anche arresti.
    Nei guai addetti a spegnimento, perquisizioni in corso. (https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/08/29/tredici-indagati-per-roghi-nel-cagliaritano-anche-arresti_53c75b99-4821-46aa-9b9a-0b0ae5679eae.html)

    Il Nucleo investigativo regionale del Corpo forestale da questa mattina è impegnato in un’ampia operazione mirata a contrastare gli incendi che dall’inizio dell’estate stanno mettendo in ginocchio la Sardegna. Sono in corso decine di perquisizioni nelle zone di Pula, Sarroch e Villa San Pietro. Tredici le persone indagate, alcune di queste sono state arrestate. Da quanto si apprende, anche se non ci sono conferme ufficiali, sono addetti alle operazioni di spegnimento degli incendi stessi. Nel corso delle prime perquisizioni sono state rinvenuti parti di ordigni incendiari, armi, munizioni e selvaggina cacciata da poco.

    L’attività investigativa è partita a seguito dei numerosi incendi scoppiati nelle scorse settimane nel Cagliaritano. L’attività, coordinata dal pm Alessandro Pili, è ancora in corso.

  11. Mara machtub
    agosto 30, 2020 alle 9:41 pm

    Com’era il detto circa il “pesce che puzza dalla testa?”.
    Galera per chi, pagato dai cittadini, li danneggia vilmente annientando il loro patrimonio.
    Sarebbe giusto dare la facoltà a tutti i sardi derubati di andare – a turno – una volta al giorno a sputare in faccia agli infami.

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