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In Consiglio regionale inizia l’esame della proposta di legge scempia-coste, ma decine di migliaia di cittadini non mollano: no al cemento sulle coste sarde!


Sardegna, dune e ginepri sul mare
Carloforte, La Caletta, eco-mostro in costruzione

anche su Il Manifesto Sardo (“Perchè è importante bloccare la legge scempiacoste“), n. 389, 1 luglio 2020

L’1 luglio 2020 presso il Consiglio regionale della Sardegna inizia l’esame della proposta di legge regionale n. 153 del 28 maggio 2020, con cui gli Onorevoli proponenti intendono giungere a una pretesa interpretazione autentica che svuoti di contenuti la disciplina di tutela delle coste contenuta nel piano paesaggistico regionale (P.P.R.).

Ben 28.183 (al 30 giugno 2020, ore 19.00) cittadini hanno finora sottoscritto la petizione per il mantenimento dei vincoli di inedificabilità costieri, i vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del piano paesaggistico regionale (P.P.R.).

piano paesaggistico regionale (P.P.R.), Baratz e Porto Ferro

Fra le decine di migliaia di cittadini, per esempio, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Sandro Roggio, Ella Baffoni, Mauro Baioni, Paolo Berdini, Paola Bonora, Massimo Bray, Carlo Cellamare, Vezio De Lucia, Lidia Decandia, Vittorio Emiliani, Domenico Finiguerra, Paolo Flores, Ebe Giacometti, Maria Pia Guermandi, Maria  Cristina Lattanzi, Paolo Maddalena, Anna Marson, Fausto Martino, Tomaso Montanari, Giuseppe Morganti, Pancho Pardi, Rita Paris,  Enzo Scandurra, Giancarlo Storto, Walter Tocci, Mario Perantoni, Giancarlo Ghirra, Enrico Pau, Fabio Balocco, Simonetta Angiolillo, Fabrizio Carbone, Francesco Mezzatesta, Carlo Sechi, Francesco Guillot, Graziano Bullegas, Carmelo Spada, Marco Cadinu, Igino Panzino, Marco Zurru, Patrizia Gentilini, Claudia Zuncheddu, Andrea Padalino Morichini, Piero Mannironi, Pier Giorgio Pinna, Margherita Eichberg, Massimo Dadea, Stefano Deliperi (primo firmatario).

E le associazioni Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus,  Carteinregola,  Associazione Bianchi Bandinelli, CILD (Centro d’Iniziativa per la Legalità Democratica) Cittadinanzattiva onlus, Cittadinanzattiva Sardegna onlus, Comitato per la Bellezza, Coordinamento Nazionale Mare Libero, Eddyburg, Emergenza cultura,   F.A.I. Sardegna, Forum Salviamo il paesaggio, Italia Nostra onlus, Italia Nostra onlus Sardegna, VAS (Verdi Ambiente Società), WWF Sardegna.

Occhiate (Oblada melanura)

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, associazione ecologista promotrice, ha provveduto nei giorni scorsi a trasmettere la petizione con le adesioni finora pervenute al Ministro per i Beni e Attività Culturali e il Turismo Dario Franceschini, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Christian Solinas, al Presidente del Consiglio regionale Michele Pais e a tutti i Consiglieri regionali..

Già più di 28 mila cittadini italiani e stranieri, persone che ritengono fondamentale tutelare quel patrimonio naturalistico, ambientale, identitario rappresentato dai litorali isolani, prima risorsa anche in chiave turistica.

Ora si avvia la discussione nell’Assemblea elettiva regionale della proposta di legge regionale n. 153 del 28 maggio 2020, finalizzata ad “interpretare autenticamente” il piano paesaggistico regionale (P.P.R.)[1].

Alghero, i tracciati della S.S. n. 127 bis e della S.P. dei Due Mari (esistenti) e quello della S.S. n. 291 (in progetto)

La motivazione dichiarata, legata al voler così consentire il completamento della nuova strada statale n. 291 “Sassari – Alghero”, non è minimamente condivisibile, perché esso è esplicitamente previsto dall’art. 20, comma 1°, lettera b,  delle norme tecniche di attuazione (N.T.A.) del P.P.R.

Tale intendimento normativo si rivela ben al di fuori degli stretti limiti nei quali la giurisprudenza costituzionale (vds. Corte cost. n. 78/2012; Corte cost. n. 308/2013 relativa proprio a disposizioni del P.P.R.) e della Corte europea dei diritti dell’uomo (sentenza 23 ottobre 1997, National & Provincial Building Society e altri contro Regno Unito; sentenza 27 maggio 2004, Ogis-Institu Stanislas e altri contro Francia) consente la c.d. interpretazione autentica di discipline vigenti da tempo: qui non siamo in presenza di “situazioni di oggettiva incertezza del dato normativo”, a causa di “un dibattito giurisprudenziale irrisolto”, ovvero nella necessità di “ristabilire un’interpretazione più aderente alla originaria volontà del legislatore … a tutela della certezza del diritto e dell’eguaglianza dei cittadini, cioè di principi di preminente interesse costituzionale”.

Migliaia e migliaia di cittadini chiedono a gran voce una scelta di salvaguardia ambientale, una scelta per preservare il futuro, una scelta di civiltà.

Stintino, complesso turistico-edilizio Il Bagaglino

Altro cemento sulle coste non vuol dire turismo, significa solo degrado ambientale e perdita di attrattiva.

Naturalmente le adesioni alla petizione continueranno a giungere, in attesa del prossimo esame di un’altra proposta legislativa foriera di fortissime preoccupazioni per la tutela efficace delle coste sarde, il disegno di legge della Giunta Solinas (deliberazione Giunta regionale n. 52/40 del 23 dicembre 2019relazione illustrativatesto della proposta) per consentire aumenti volumetrici anche a due passi dal mare.

Naturalmente sarà cura dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, promotrice della petizione, dar corpo alle richieste di un così rilevante numero di cittadini in ogni sede necessaria per la salvaguardia delle coste della Sardegna.

La petizione per la salvaguardia delle coste sarde si firma qui http://chng.it/M4Kmxy7LtJ

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus


[1] L’interpretazione autentica andrebbe a riguardare, secondo la suddetta proposta di legge regionale:

a) la fascia costiera di cui all’articolo 17, comma 3, lettera a) delle NTA al PPR, come definita dall’articolo 19, disciplinata dall’articolo 20;

b) i beni identitari di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e), delle NTA al PPR, come definiti dall’articolo 6, comma 5, disciplinati dall’articolo 9;

c) le zone agricole, l’edificato in zona agricola come definito dall’articolo 79 delle NTA al PPR e l’edificato urbano diffuso come definito dall’articolo 76 delle NTA al PPR”.

Teulada, complesso “Rocce Rosse” (residence + “seconde case”)

da Il Fatto Quotidiano, 30 giugno 2020

Sardegna, la Regione abbatte il Piano Soru. Via libera al cemento sulle coste dell’Isola. (M.F.)

Spalancare le porta al cemento sulle coste della Sardegna. Demolire il Piano Paesaggistico Regionale, quello del 2006 che porta la firma della giunta di Renato Soru e che ha salvato finora le coste sarde. La battaglia approderà domani in Consiglio Regionale.

Secondo gli ambientalisti, ma anche i partiti di opposizione (dalla sinistra al M5S), il grimaldello per cancellare i vincoli a tutela delle coste sarde sono le norme che propongono una nuova ‘interpretazione autentica’ del testo. Insomma, sarebbe introdotta una disciplina che reinterpreta i vincoli. Spalancando, secondo i critici, le porte al cemento.

“Il regime vigente prevede che si operi con la copianificazione, che cioè la Regione e il ministero lavorino insieme”, sostiene Stefano Deliperi che guida l’associazione ambientalista Gruppo di Intervento Giuridico. E con le nuove norme? “Tutto resterebbe in mano alla sola Regione”, oggi guidata dal centrodestra.

Cabras, Sinis, edificazione nell’agro

Tre gli ambiti chiave cui sarebbe applicata la nuova disciplina: il divieto di edificazione nella fascia di trecento metri dalla costa, le aree agricole e i beni identitari (aree archeologiche e monumenti). Cioè quelle zone salvate finora dal piano Soru e che attirano interessi immobiliari enormi.

Deliperi snocciola i mega progetti cementificatori che potrebbero ripartire: “Gli esempi sono infiniti. Se ne trovano ovunque lungo le nostre coste, ma mi vengono in mente Calagiunco (Villasimius), Costa Turchese (Olbia, lanciato da società della famiglia Berlusconi), poi Capo Malfatano (un promontorio selvaggio dove voleva costruire un’impresa che vedeva tra i soci Mps e i Benetton). Per non dire del progetto di Tuvixeddu (Cagliari), una contestatissima operazione immobiliare affacciata sulla più grande necropoli fenicia del Mediterraneo. Era tutto fermo, ma le ruspe potrebbero ripartire ovunque.

La norma, almeno formalmente, ha un altro fine: consentire l’ultimazione della statale Sassari-Alghero che va avanti  da molti anni. Ma Deliperi respinge l’ipotesi: “La strada, essendo stata prevista in piani precedenti a quello vigente, potrebbe essere realizzata comunque. È un paravento”.

Teulada, Capo Malfatano

Così il Grig ha raccolto quasi 30mila firme contro la nuova norma. E ha già annunciato ricorsi. Una battaglia dura: a favore del via libera ci sono nomi grossi dell’economia locale e nazionale. E le forze del centrodestra.

A partire da figure di primo piano della politica locale “come Dario Giagoni geometra e vice commissario della Lega in Sardegna”. Che ha dichiarato: “Smettetela con il ritornello che noi del centrodestra siamo cementificatori. Vogliamo soltanto che l’edilizia non muoia”.

Alghero, Pischina Salida, Hotel Capo Caccia

da Il Corriere della Sera, 1 luglio 2020

Edilizia e manine ignote. La solita logica della scorciatoia. E in Sardegna ambientalisti contro la Regione. (Gian Antonio Stella)

Nomen nescio. Non c’è una volta che spunti fuori l’idea di un condono edilizio dalle parti dei governi in carica senza quella noterella: «figlio di N.N.» Stavolta negano i piddini, negano i grillini, negano i liberieuguali, negano i renziani: mai parlato di condoni. La solita manina ignota. Sbucata lì, nella bozza semplificazioni. Prima d’essere stralciata.

Certo, Dio sa quanto abbiamo bisogno di semplificare i passaggi burocratici che inchiodano l’edilizia. Purché si tratti di riforme, però, non di scorciatoie. Non di deroghe. Ne abbiamo viste troppe, in un Paese dove si è arrivati a teorizzare anche in tempi di normalità la decretazione d’emergenza. Perfino per far rimuovere alla Protezione civile le impalcature del tempio di Apollo a Selinunte che stavan lì da dodici anni.

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica

Suonano ancora nelle orecchie i buoni propositi di questi mesi sul «niente sarà più come prima» e mentre nel resto d’Europa crescono i movimenti ecologisti e i Verdi, che hanno appena vinto le comunali francesi a Marsiglia, Lione, Strasburgo, Bordeaux, da noi spuntano ombre antiche. Cosa sono esattamente queste tanto invocate ma anche pericolose «Semplificazioni in materia edilizia» ora sospese? Al di là del fatto che in tante pagine vengono nominate solo una volta la parola burocrazia (ma si può semplificare senza toccare la macchina?), una le barriere architettoniche (interesse secondario?) e ancora solo una il tema della sismicità italiana (ricordate le «semplificazioni in materia antisismica» sparite l’istante dopo il terremoto all’Aquila?) ci sono ambiguità certo non tranquillizzanti.

Che significa, dopo troppe scottature ricevute sul tema, che occorre «garantire la piena efficacia della regola del silenzio-assenso, al fine di evitare che l’attesa illimitata di un atto di dissenso espresso, pur se sopravvenuto oltre i termini prefissati, vanifichi ogni funzione acceleratoria»? Qual è la definizione esatta, in termini giuridici e di buon senso, di un «contenzioso bagatellare» sugli abusi da risolvere per «sbloccare il mercato immobiliare»? Ma soprattutto: che cosa vuol dire, come chiede il verde Angelo Bonelli, che un immobile abusivo che mai avrebbe potuto esser costruito e quindi insanabile potrebbe ora venir benedetto da un ritocco al piano regolatore che potrebbe dichiararlo oggi «in conformità» con pianificazione urbanistica vigente? Sdrammatizza la proposta: «Tale accertamento di conformità tuttavia non opera alcuna sanatoria retroattiva ma si limita a riscontrare l’attuale conformità dell’opera: conseguentemente, non estingue i reati eventualmente già commessi (dei quali cessa unicamente la permanenza) ed è assoggettato a una più onerosa contribuzione pecuniaria». Domanda: quanti aspiranti sindaci farebbero la campagna elettorale rimorchiando aspiranti «conformi»?

Fratino (Charadrius alexandrinus)

Non bastasse, proprio oggi in Sardegna la maggioranza sardo-leghista proverà a dare una nuova «interpretazione» alla «legge Soru» che da anni cerca di salvare le coste dell’isola vietando di costruire entro i 300 metri dal mare. In pratica le zone agricole, i cosiddetti «beni identitari» che marcano le specificità naturali sarde e la fascia costiera (nel mirino di ogni speculatore del pianeta) verrebbero «sottratti» (sic) alla pianificazione congiunta tra Regione autonoma e il ministero dei Beni culturali: d’ora in avanti dovrebbe decidere, nonostante alcuni pessimi precedenti, solo la Regione. La minoranza e gli ambientalisti sono pronti a dare battaglia. E citano una sentenza della Corte costituzionale che pare proprio dar loro ragione. Ma quando il business viene chiamato «valorizzazione»…

ginepro, mare, cielo

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Stefano Deidda
    luglio 1, 2020 alle 8:38 am

    L’interpretazione autentica andrebbe a riguardare, secondo la suddetta proposta di legge regionale:

    “a) la fascia costiera di cui all’articolo 17, comma 3, lettera a) delle NTA al PPR, come definita dall’articolo 19, disciplinata dall’articolo 20;

    b) i beni identitari di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e), delle NTA al PPR, come definiti dall’articolo 6, comma 5, disciplinati dall’articolo 9;

    c) le zone agricole, l’edificato in zona agricola come definito dall’articolo 79 delle NTA al PPR e l’edificato urbano diffuso come definito dall’articolo 76 delle NTA al PPR”.

    Vogliamo entrare nel merito di questi aspetti, o l’argomento è fuori dalla vostra portata?
    Voglio ricordare che la proposta riguarda la suddivisione, o meglio precisazione, di competenze tra UTP e MIBACT, e non riguarda in alcun modo la ridefinizione dei vincoli e delle norme di tutela.

    Con questa petizione, in sostanza si sta disconoscendo l’autorevolezza e competenza dell’Ufficio per la Tutela del Paesaggio della Regione, poi per il resto sono solo chiachiere.

    • luglio 1, 2020 alle 3:07 pm

      ..meno male che arriva lei a spiegare com’è fatto il mondo….

      In realtà, la proposta di legge regionale afferma altra cosa rispetto a quanto lei sostiene.

      Infatti, afferma “che sono in ogni caso sottratti alla pianificazione congiunta tra Regione autonoma della Sardegna (RAS) e Ministero peri beni e le attività culturali e per il turismo (MIBACT) i beni paesaggistici diversi da quelli” per i quali è obbligatoria (art. 143, comma 1°, lettere b, c e d, del decreto legislativo n.42 del 2004 e successive modifiche e integrazioni) con particolare riferimento a
      ” a) la fascia costiera di cui all’articolo 17, comma 3, lettera a) delle NTA al PPR, come definita dall’articolo 19, disciplinata dall’articolo 20;
      b) i beni identitari di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e), delle NTA al PPR, come definiti dall’articolo 6, comma 5, disciplinati dall’articolo 9;
      c) le zone agricole, l’edificato in zona agricola come definito dall’articolo 79 delle NTA al PPR e l’edificato urbano diffuso come definito dall’articolo 76 delle NTA al PPR”.

      In parole povere, la Regione vorrebbe redigere da sola la disciplina del piano paesaggistico sulle coste, nelle aree agricole e per i beni identitari in palese violazione delle competenze statali in materia ambientale/paesaggistica costituzionalmente garantite (artt. 9 e 117, comma 2°, lettera s, cost.).

      Se permette, siamo contrari, insieme a migliaia e migliaia di cittadini. Se non permette, è uguale.

      Buona serata.

      Stefano Deliperi

    • claudio
      luglio 2, 2020 alle 3:15 pm

      Il Dott. Deliperi è stato troppo buono; io a un commento del genere mi limito a replicare “oggi le comiche” perché non vale la pena spendere troppo tempo, quindi sarò breve:

      la Regione, in questo caso UTP, per qualcuno sarebbe “autorevole” e “competente” quando fa gli interessi dei cementificatori, magari non lo è per altre questioni nelle quali si invoca il fatto di “far parte dell’Italia”.

      Si sta tentando di eludere il MIBACT in quanto a oggi c’è un governo nazionale di colore diverso e che mal vedrebbe il cemento ovunque, o trucchetti per scardinare il PPR.

      Ecco il succo della questione; sono certo che queste poche righe sono alla sua portata.

      Sono altresì e purtroppo convinto che queta volta il PPR verrà scardinato e che il consiglio regionale, che ha avuto solo questo in mente dal giorno dell’insediamento, raggiungerà il traguardo.

      A costoro, a chi si avvantaggerà della nuova legge, a chi ricoprirà di cemento l’isola, non posso fare altro che augurare di spendere tutti i guadagni in medicinali e prestazioni sanitarie (di eccellenza ovviamente, magari al Mater Olbia).

      • Stefano Deidda
        luglio 2, 2020 alle 5:02 pm

        E’ evidente che non sa di che cosa parla, noi addetti ai lavori sappiamo benissimo che il MIBACT e l’UTP parlano esattamente la stessa lingua anche se talvolta con qualche sfumatura diversa, alla fine della fiera, le nostre istanze hanno necessità di due nulla osta che sostanzialmente esaminano gli stessi aspetti.
        Vorrei ricordare anche che l’UTP è un organo tecnico e non politico, perciò associarlo agli umori dell’amministrazione regionale è molto scorretto.

    • claudio
      luglio 2, 2020 alle 9:19 pm

      Eh certo, come no la giunta Solinas sta spendendo tempo ed energie, pronta a fare le barricate, solamente per una mera questione tecnica..e l’UTP che “tecnicamente” fino a qualche giorno fa appoggiava il PPR vigente, ora “tecnicamente” sarebbe disposto a permettere cambiamenti.

      Date le temperature odierne, non c’è bisogno dell’impegno altrui per friggere aria.

      E quando l’orrido progetto andrà a compimento, l’UTP potrà anche cambiare il nome in UTC (Ufficio tutela cemento).

    • Aldo
      luglio 9, 2020 alle 1:50 pm

      No, signor Stefano Deidda, da addetto addentro ai lavori posso permettermi di dire che lei sostiene cose di cui non ha alcuna cognizione, o le sostiene in mala fede: UTP, (a proposito, di quale parla? delle UTP della RAS o di quelle degli Enti Locali con delega al paesaggio? .. così, tanto per far capire che le possibilità sono tante e diverse, così come le interpretazioni delle norme, che dovrebbero invece essere univoche) e MiBACT non parlano la stessa lingua ne interpretano allo stesso modo la normativa (esempio: lotto minimo RAS in area E: 1 ha. lotto minimo accettato dal Mibact: 3 ha), e ciò accade perchè la RAS delibera e legifera spesso “in autonomia” e a cascata i suoi uffici regolano il loro operato.. molte di queste norme regionali sono così impugnate dal MiBACT dando luogo a frequenti contenziosi, che, per amor di verità, vedono quasi sempre la RAS soccombente davanti al Consiglio di Stato e alla Corte Costituzionale. Si documenti meglio, che anche scrivere ci porta via del tempo.

      • Stefano Deidda
        luglio 9, 2020 alle 7:44 pm

        Veramente ne sono consapevole, però sono anche un’idealista, ovvero mi piace pensare che viviamo in uno stato di diritto, dove esiste una norma e quella si applica senza interpretazioni di sorta.
        Quelle che lei segnala sono delle utentiche storture del sistema e che andrebbero combattute. Forse è proprio su questo che ci si dovrebbe spendere.

  2. donatella
    luglio 1, 2020 alle 10:34 am

    “Altro cemento sulle coste non vuol dire turismo, significa solo degrado ambientale e perdita di attrattiva”
    Il cemento distrugge per sempre il suolo e soffoca per sempre la sua vita.
    Distrugge il turismo: l’uomo cercherà sempre di più di andare a ristorarsi in luoghi di Natura e non in luoghi di cemento….come si fa a barattare questi interessi del cemento con il buon senso e il rispetto verso l’ambiente e tutti i suoi abitanti? Sarebbero scelte scellerate con conseguenze disastrose lungo le coste e nell’entroterra, chi riuscirebbe più a controllare la cementificazione?

  3. Porico
    luglio 1, 2020 alle 11:26 am

    Sarà una dura battaglia .Il senno contro i sistemi criminali .

  4. luglio 1, 2020 alle 3:03 pm

    A.N.S.A., 1 luglio 2020
    Sardegna: Ppr e cemento sulle coste, sarà battaglia in Aula. No Mibact a 4 corsie Sassari-Alghero diventa terreno di scontro. (https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/06/29/sardegna-ppr-e-cemento-sulle-coste-sara-battaglia-in-aula_978842de-7422-459e-bed1-9703a2696a1b.html)

    Il tema caldo della settimana nell’agenda politica sarda è il Piano paesaggistico regionale. Maggioranza e opposizione affilano le armi in vista della battaglia che si consumerà mercoledì in Aula. All’ordine del giorno c’è la discussione di una interpretazione autentica delle norme del Ppr che serve alla Regione per difendere la quattro corsie Sassari-Alghero dal parere negativo della Sovrintendenza e del Mibact. La minoranza non ha dubbi: si vuole usare il grimaldello della quattro corsie per toccare ciò che non si può, cioè agro, fascia costiera e beni identitari.

    I due fronti si preparano: il centrodestra ha i numeri per portare a casa il risultato, e i capigruppo hanno già chiarito ai rispettivi consiglieri che è necessario presidiare l’Aula, evitando che manchi il numero legale. Centrosinistra e M5s hanno cercato e trovato l’alleanza degli ambientalisti. Almeno sulla difesa del Ppr parlano la stessa lingua: venerdì scorso c’è stato anche un vertice nel Palazzo del Consiglio regionale con i rappresentanti di Legambiente, Grig, Italia Nostra, Fai e Wwf.

    Il Gruppo d’intervento giuridico ha già avviato una petizione e raccolto quasi 30mila firme per impedire nuovo colate di cemento sulle coste sarde, tutte le sigle sono poi pronte a chiedere l’impugnativa del governo se il ddl passasse in Aula. Altro spunto degli ambientalisti a beneficio della minoranza che farà le barricate in Aula: i rischi per Tuvixeddu. Con l’interpretazione autentica, infatti, si otterrebbe il risultato di sfuggire alla copianificazione Regione-Ministero prevista dal Ppr per coste, agro e beni identitari. Tra questi ultimi rientra il parco di Tuvixeddu.

    Tornando all’agenda, è difficile che la discussione sulle norme del Piano paesaggistico si esaurisca in un giorno solo, sia per l’ostruzionismo atteso dell’opposizione, sia perchè in base all’ordine del giorno sarà esaminata prima la proposta di legge in materia di “contratti di formazione specialistica regionali” (primo firmatario Giogio Oppi dell’Udc). Peraltro, entro giovedì 2 luglio la Regione intende presentare al Tar le sue controdeduzioni rispetto al parere negativo del Mibact sulla quattro corsie Sassari-Alghero, e intende farlo forte dell’interpretazione approvata dal Consiglio.

    Va detto che la questione Ppr rimarrà calda anche per il resto del mese, considerato che la maggioranza intende portare in Aula a luglio il Piano casa varato dalla Giunta a dicembre e già definito dall’assessore all’Urbanistica Quirico Sanna come “un ddl molto coraggioso che andrà ad incidere in modo concreto in zone sino ad ora non toccate come le turistiche F, e questo consentirà una rivisitazione e una riqualificazione importante, permettendo di ridare smalto ad immobili-ruderi che a loro volta potranno restituire pregio ai siti dove sono localizzati”.

  5. luglio 1, 2020 alle 10:06 pm

    A.N.S.A., 1 luglio 2020
    Ppr: assessore Sanna accusa malore dopo intervento in Aula.
    Consiglio regionale, in discussione ddl per la Sassari-Alghero: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/07/01/ppr-assessore-sanna-accusa-malore-dopo-intervento-in-aula_c429600b-7735-471c-a334-036f69cb3a3a.html

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    da Sardinia Post, 1 luglio 2020
    Consiglio regionale, tensioni sul Ppr: malore per l’assessore Quirico Sanna: https://www.sardiniapost.it/politica/consiglio-regionale-tensioni-sul-ppr-malore-per-lassessore-quirico-sanna/

  6. luglio 2, 2020 alle 10:10 pm

    da Il Manifesto, 2 luglio 2020
    ITALIA. Assalto alle coste, la destra vuole sfigurare il paesaggio.
    Isola dei pirati . Alla regione Sardegna battaglia contro la modifica delle norme che tutelano il mare dal cemento. Tra le aree archeologiche a rischio la necropoli punica nel parco di Tuvixeddu. (Valentina Porcheddu) (https://ilmanifesto.it/assalto-coste-sardegna-la-destra-sfigura-paesaggio/)

    La proposta di legge della maggioranza di centrodestra al governo in Sardegna che punta a modificare il Piano paesaggistico regionale (Ppr) – ovvero le norme di tutela che dal 2006 preservano le coste dalla speculazione immobiliare e dalla cementificazione – è arrivata ieri in consiglio regionale. La riunione è cominciata intorno a mezzogiorno ed è poi proseguita sino a tarda serata. Non si è arrivati, però, al voto definitivo. Tutto è stato rinviato a oggi. Contro l’assalto della maggioranza, una dura battaglia.

    NELLA PRATICA, per portare a termine la realizzazione di una strada a quattro corsie tra Sassari e Alghero, osteggiata dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, il centrodestra vuole “correggere” il Ppr allo scopo di aggirare i vincoli paesaggistici, sia quelli regionali che nazionali. La minoranza di centrosinistra si prepara allo scontro, convinta che il progetto della Quattro corsie sia soltanto un pretesto per aggredire “zone protette” quali agro, fascia costiera e beni a carattere identitario.

    Il centrodestra ha i numeri per centrare l’obiettivo e i capigruppo hanno già ricordato ai rispettivi consiglieri che, per evitare il mancato raggiungimento del numero legale, sarà indispensabile garantire la presenza in aula. Sulla difesa del Ppr, il centrosinistra condivide la linea degli ambientalisti: venerdì scorso nel palazzo del consiglio regionale si è svolto un vertice al quale hanno partecipato i rappresentanti di Legambiente, Gruppo di intervento giuridico (Grig), Italia Nostra, Fai e Wwf. Tutte le sigle sono pronte a chiedere l’impugnativa del governo se il disegno di legge regionale dovesse passare in aula. «Noi non neghiamo – dice la consigliera dei Progressisti Maria Laura Orrù – che si possa completare e migliorare, ma con gli strumenti previsti dalla legge (la co-pianificazione della Regione con lo Stato) e non certamente con la scorciatoia dell’ultimo momento infilata in una norma ordinaria».

    PER IL PARTITO DEMOCRATICO il consigliere Valter Piscedda definisce «del tutto pretestuoso l’argomento della maggioranza secondo il quale l’interpretazione autentica si renderebbe necessaria per sbloccare le grandi opere. Ci sono altri modi per portare a termine la strada Sassari-Alghero e superare i dubbi espressi in merito dai ministeri delle infrastrutture e dell’ambiente».

    UN ALTRO PUNTO SU CUI la minoranza potrà far leva nel dibattito previsto in aula concerne il sito archeologico di Tuvixeddu, attualmente la più importante testimonianza di architettura funeraria del periodo punico (VI – III secolo a.C.) in tutto il bacino del Mediterraneo. Almeno i due terzi della necropoli, che sorge sull’omonimo colle all’interno della città di Cagliari, sono stati polverizzati dalle politiche immobiliari attive tra anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, e gli archeologi si battono da decenni (le proteste si sono rinvigorite in maniera organica dal 2008) per la sempre più urgente salvaguardia di un’area pluristratificata, che si configura a buon diritto come «paesaggio culturale». Con le norme di interpretazione del Piano paesaggistico che il centrodestra vorrebbe approvare, infatti, verrebbe spazzata via la co-pianificazione Regione-Mibact prevista dal Ppr per coste, agro e beni identitari, esponendo il parco di Tuvixeddu, che appartiene a quest’ultima definizione, a un concreto rischio di scomparsa.

    OLTRE AL CENTROSINISTRA, anche il Movimento 5 Stelle si schiera contro il disegno di legge della giunta guidata da Christian Solinas. «Chiedo che il governo intervenga per salvare le nostre coste e per impedire lo smantellamento delle norme di tutela del paesaggio», è l’appello del deputato Mario Perantoni, che insieme ai colleghi Alberto Manca, Paola Deiana e Teresa Manzo ha presentato un’interrogazione ai ministeri competenti. Secondo il parlamentare sassarese, la proposta di legge regionale n. 153 del 28 maggio 2020, con la quale si pretenderebbe di interpretare autenticamente il Ppr «viene calpestato il dettato costituzionale che agli articoli 9 e 117 garantisce la piena tutela del paesaggio».

    «La salvaguardia del patrimonio naturalistico, ambientale e identitario della Sardegna – continua Perantoni – deve essere preminente rispetto agli interessi speculativi di pochi. Le motivazioni dichiarate sono assolutamente pretestuose e la questione sottesa – il completamento della nuova strada statale n. 291 «Sassari – Alghero», è in fase di risoluzione in seno al Consiglio dei Ministri. Al netto di ogni valutazione di ordine giuridico questa è l’ennesima dimostrazione della dimensione monotematica e unidirezionale della politica di questa maggioranza, che sembra avere esclusivamente mire speculative e di sfruttamento dei beni comuni, paesaggistici e non».

    La giunta regionale ha presentato al Tar le sue contrarietà rispetto al parere negativo del Mibact sulla Quattro corsie Sassari-Alghero ma, ad ogni modo, la questione Ppr rimarrà in agenda anche per il resto del mese, visto che la maggioranza intende portare in aula a luglio il «Piano casa» varato dalla giunta a dicembre e già definito dall’assessore regionale all’urbanistica Quirico Sanna come «un disegno di legge molto coraggioso che andrà ad incidere in modo concreto in zone sino ad ora non toccate come le turistiche F e questo consentirà una rivisitazione e una riqualificazione importante, permettendo di ridare smalto ad immobili-ruderi che a loro volta potranno restituire pregio ai siti dove sono localizzati».

    A QUIRICO SANNA RISPONDE, per gli ambientalisti, Stefano Deliperi, coordinatore del Gruppo di intervento giuridico, il quale invita al rispetto delle norme regionali e nazionali in quanto la realizzazione della nuova strada statale Sassari-Alghero è «fuori» non solo dal Ppr ma anche dal dettato costituzionale. «Riprendere la speculazione immobiliare lungo le coste – dice Deliperi – è un intento ottuso e autolesionista: si tratta della parte più pregiata del patrimonio ambientale e paesaggistico isolano, il fondamentale richiamo turistico, elemento di grande importanza per un’economia locale sempre più disastrata, grazie soprattutto alla mancanza di efficaci interventi nei settori nevralgici dei trasporti e della politica scolastica. Basti pensare che le strutture alberghiere vengono utilizzate per il 54% nel mese di agosto e solamente per l’1% nei mesi tra gennaio e aprile».

    INTANTO, LA PETIZIONE popolare per la salvaguardia delle coste sarde lanciata dallo stesso Deliperi su Change.org e rivolta al ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e ai presidenti della Regione Sardegna e del consiglio regionale contro lo smantellamento del Ppr ha raggiunto quasi le 30mila firme. Nell’estate delle incertezze da Covid-19 è già un buon segno, sebbene sarebbe auspicabile che i sardi facessero sentire la loro voce oltre il web

  7. luglio 2, 2020 alle 10:12 pm

    da Sardinia Post, 2 luglio 2020
    L’assalto alle coste, c’è la mossa bis: ecco il ddl Solinas oltre i cambi al Ppr. (Alessandra Carta): https://www.sardiniapost.it/politica/lassalto-alle-coste-ce-la-mossa-bis-ecco-il-ddl-solinas-oltre-i-cambi-al-ppr/

  8. luglio 2, 2020 alle 10:16 pm

    A.N.S.A., 2 luglio 2020
    Ppr: scontro in Aula su Sassari-Alghero, 4 richiamati.
    Presentati 690 emendamenti, opposizione conferma battaglia: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/07/02/ppr-scontro-in-aula-su-sassari-alghero-4-richiamati_38946ed8-a853-457f-a758-fdb27d984c11.html

  9. luglio 3, 2020 alle 12:00 pm

    da L’Unione Sarda, 3 luglio 2020
    CAGLIARI. Ppr: in Consiglio regionale seduta notturna, si riprende nel pomeriggio.
    Anche oggi è prevista un’altra maratona: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/07/03/ppr-in-consiglio-regionale-seduta-notturna-si-riprende-nel-pomeri-136-1035591.html

    ———

    30 giugno 2020
    L’INTERROGAZIONE. L’appello del M5S: “Il governo salvi le coste sarde”.
    Il deputato Perantoni: “L’esecutivo impedisca lo smantellamento delle norme di tutela del paesaggio”: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/06/30/l-appello-del-m5s-il-governo-salvi-le-coste-sarde-136-1034637.html?fbclid=IwAR0k51S2jEpJjWe-X0JtBM_YufmsF98aVeS9wgMNya71Q-JH-zqKSfDClf4

  10. luglio 3, 2020 alle 10:00 pm

    A.N.S.A., 3 luglio 2020
    Ppr: scontro in Aula su Sassari-Alghero, 4 richiamati.
    Presentati 690 emendamenti, opposizione conferma battaglia: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/07/02/ppr-scontro-in-aula-su-sassari-alghero-4-richiamati_38946ed8-a853-457f-a758-fdb27d984c11.html

  11. luglio 4, 2020 alle 1:02 pm

    ..per ora i legislatori al metro cubo si sono dovuti fermare 😛 😛 😛

    A.N.S.A., 4 luglio 2020
    Ostruzionismo affossa Ppr,si torna in Aula con salva-imprese.
    Maggioranza e opposizione accelerano su misure anti-Covid. (https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/07/04/ostruzionismo-affossa-pprsi-torna-in-aula-con-salva-imprese_3fee2f6f-8f92-43a4-bc13-6f03ca144635.html)

    Affossato dall’ostruzionismo dell’opposizione, il provvedimento sul Ppr che la maggioranza di centrodestra vuole approvare per sbloccare la strada a 4 corsie Sassari-Alghero stoppata dalla sovrintendenza del Mibact, resta fermo al palo. Ieri sera la seduta dell’Aula si è chiusa alle 23.20 senza alcun accordo tra gli schieramenti per accelarare il varo sull’interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale. La discussione è stata accontanata, se ne riparlerà la prossima settimana, ma non prima di giovedì.

    E’ infatti prevalsa l’urgenza di portare in Consiglio i disegni di legge a sostegno delle imprese e dei lavoratori colpiti dalla crisi economica legata al Covid-19. L’orientamento è quello quindi di mettere all’ordine del giorno della prossima seduta il ddl salva-imprese da 160 milioni di euro e il ddl 171 per l’istituzione di un fondo da 200 milioni (100 li mette la Regione e 100 la Bei) per i prestiti alle aziende. Per quanto riguarda il salva-imprese, per lunedì sono già convocate le commissioni Lavoro e Attività produttive per l’esame dei 180 emendamenti che si dovrebbe concludere martedì. In Aula il provvedimento dovrebbe approdare mercoledì, e nello stesso giorno dovrebbe essere discusso e approvato dall’Assemblea l’accordo con la Bei, di cui nei giorni scorsi persino la minoranza aveva proposto l’inserimento all’ordine del giorno con la procedura d’urgenza.

    Varate queste due misure, si dovrebbe ritornare in Aula giovedì per riprendere la discussione sul Ppr. In più occasioni ieri l’opposizione aveva sottolineato quanto fosse inopportuno impiegare ore sulla legge di interpretazione con due misure anti-pandemia pronte per essere approvate. “Dato che è la maggioranza che fa l’agenda, l’unico problema in discussione sono le priorità – era stato il commento del dem Roberto Deriu – se il centrodestra ritiene accettabili i costi per la Sardegna di uno scontro così lungo, fa bene a continuare, ma se ci sono invece altre urgenze, tipo il fondo dei fondi, farebbe bene a sospendere questa discussione e iniziarne altre”. Alla fine ha prevalso quest’ultima soluzione.

  1. luglio 6, 2020 alle 10:30 am

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