Come privatizzare le spiagge in Sardegna.


Teulada, Tuerredda, chiosco e stabilimento balneare

Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato, a maggioranza, la proposta di legge regionale n. 83/A presentata il 5 dicembre 2019 dal centro-destra al governo regionale.

Ora è la legge regionale 12 febbraio 2020 in attesa di pubblicazione sul B.U.R.A.S.

Teulada, spiaggia di Tuerredda “satura” (agosto 2018)

L’art. 4 prevede la possibilità per i concessionari di chioschi e stabilimenti sul demanio marittimo di mantenerli durante tutto l’anno nelle spiagge classificate “urbane” e in tutte le altre, sia che sia operativo il piano di utilizzo dei litorali (P.U.L.) sia che non vi sia, con una semplice comunicazione “per la durata del titolo della concessione demaniale marittima”.

La durata delle concessioni demaniali marittime sui litorali sardi è stata recentemente prorogata fino al 2033 (determinazione D.G. EE.LL., Finanze R.A.S. n. 54/1942 del 20 gennaio 2020 + allegato), in palese violazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (c.d. direttiva Bolkestein) e in contrasto con l’orientamento giurisprudenziale (vds. Cass. pen. Sez. III, 12 giugno 2019, n. 25993).

Alghero, Mugoni, chiosco (mag. 2019)

In parole povere, per beceri calcoli elettoralistici, la maggioranza consiliare di centro-destra ha voluto di fatto privatizzare il demanio marittimo e le spiagge, occupati permanentemente da chioschi e stabilimenti che dovrebbero, invece, operare solo durante la stagione balneare.

Chioschi e stabilimenti che potranno rimanere tutto l’anno a danneggiare con opere permanenti spiagge e dune e a impedire la pubblica fruizione del demanio marittimo.

Stintino, l’Approdo, chiosco sul Ginepro

La disposizione viola palesemente le competenze statali in materia di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali (artt. 9 e 117, comma 2°, lettera s, cost.), per cui l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus procederà, al momento della pubblicazione della norma sul B.U.R.A.S., a segnalarla al Governo affinchè la impugni davanti alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione (art. 127 cost.).

Questa disposizione scempia-spiagge fa il degno paio con la proposta di legge regionale sul c.d. piano casa (deliberazione Giunta regionale n. 52/40 del 23 dicembre 2019, relazione illustrativa, testo della proposta) avanzata dalla Giunta Solinas per consentire ingenti aumenti volumetrici nella fascia costiera e anche nella fascia di massima tutela dei 300 metri dalla battigia marina, nonché la pressochè liberalizzazione dell’edilizia in area agricola.

Alghero, Il Porticciolo, chiosco e servizi balneari (luglio 2015)

La petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde rivolta al Ministro per i beni e attività culturali e turismo, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna e al Presidente del Consiglio regionale sardo con la richiesta di mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del piano paesaggistico regionale (P.P.R.), ha già superato i 19 mila aderenti.

La petizione, promossa dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, è stata finora sottoscritta da cittadini di ogni estrazione sociale, sia sardi che turisti del resto d’Italia e stranieri.

Abbiamo difeso, difendiamo e difenderemo la nostra Terra, millimetro per millimetro.

Ne stiano certi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

La petizione per la salvaguardia delle coste sarde si firma qui http://chng.it/M4Kmxy7LtJ

Domus de Maria, Chia, Su Giudeu, chiosco servizi balneari (luglio 2019), distanza dalla battigia

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. G.Maiuscolo
    febbraio 14, 2020 alle 8:17 am

    Gentili DOTTORI, è davvero meritorio e consolatorio il vostro intervento a tutela e a difesa del nostro territorio isolano, grazie all’iniziativa della petizione che, come ci comunicate, ha raggiunto le 19 mila firme.
    E’ un notevole passo avanti, per ora.
    La parola d’ordine, auspicata, dev’ essere: IMPUGNARE; IMPUGNARE; IMPUGNARE da chi di dovere.
    Grazie.

  2. Porico
    febbraio 14, 2020 alle 12:22 pm

    Un chiaro insulto alle leggi vigenti, sul modello mafioso del litorale Romano. Se esistesse una sola delle 5 polizie sarebbe stato oltremodo facile evidenziare la catena che lega i beneficiari, funzionari, politici . Tocca sempre al GRIG supplire a queste mancanze di legalità.

  3. donatella
    febbraio 14, 2020 alle 12:36 pm

    Grazie: mi sento come il Ginepro sotto al chiosco di Stintino, come da foto di questo articolo.
    Oltre al nobile GrIG , quale altra associazione che si vanterebbe di difendere l’ambiente dagli abusi di ogni specie , in Sardegna e in ogni regione dell’Italia, sta sul campo dellai battaglia legale per difendere le Coste dagli abusi “umani” di privatizzazione “illegale” fatta apparire “legalizzata” da amministratori pubblici e compagnia danzante?
    Grazie per davvero , carissimo GrIG. grazie della concretezza tenace che non gira intorno agli argomenti ma li coglie nel segno e li affronta a viso aperto.

  4. capitonegatto
    febbraio 14, 2020 alle 7:05 pm

    Un famoso cantante diceva in una sua canzone : cos’e’ la dx, cos’e’ la sinistra. Ecco qui la differenza.

  5. Francesco
    febbraio 14, 2020 alle 9:50 pm

    Grazie per quello che avete fatto e quello che continuate a fare per il bene comune.

  6. Lucia M. Tanas
    febbraio 14, 2020 alle 10:12 pm

    Evviva voi tutti del GRIG, sempre in prima linea, quando si tratta di difendere la bellezza e l’unicità delle nostre coste e del nostro territorio. Siete proprio grandi!

  7. Ludovico
    febbraio 15, 2020 alle 10:25 am

    Articolo assolutamente non veritiero, fazioso e sterile, le foto estrapolate dal contesto non hanno nessun senso, le strutture rimarranno di facile rimozione. Ecc ecc così facendo fate il gioco dell’Europa che vuole veramente privatizzare le nostre coste, l’ambientalismo proibizionistico come tutti i proibizionismo genera l’effetto contrario creando veri problemi in questo caso con il vostro modus a pagarne le spese sarà l’ambiente e la popolazione.

    • febbraio 15, 2020 alle 11:06 am

      ..la realtà è questa, evidentemente a lei fa comodo lucrare su beni ambientali pubblici per tutto l’anno, impedendo la fruizione di spiagge libere alla generalità dei cittadini. Impedendo, soprattutto, lo stesso ciclo naturale che favorisce il mantenimento della spiaggia, alla fine un danno anche per il concessionario demaniale.
      Buona giornata.

      Stefano Deliperi

    • G.Maiuscolo
      febbraio 15, 2020 alle 3:59 pm

      Gentile Ludovico, mi permetto di entrare in merito alla sua iniziale dichiarazione , secondo la quale l’articolo del GRIG sarebbe “non veritiero, fazioso e sterile” perché, “le foto estrapolate dal contesto non hanno nessun senso, le strutture rimarranno di facile rimozione”. A sentir Lei.

      Ora, senza scendere nel particolare e nel privato perché Lei può dire e sostenere ciò che Le pare, salvo, evidentemente, il non aver alcuna accoglienza da parte di chiunque La legga e fatto salvo il diritto di ciascuno di noi di NON tener conto delle Sue affermazioni, gradisco sottolineare che la Sua dichiarazione (…) “le foto estrapolate dal contesto non hanno nessun senso, le strutture rimarranno di facile rimozione”, lascia davvero il tempo che trova e se c’è da evidenziare tutto ciò che di VERITIERO c’è tra le sue opinioni e quelle del Grig ( che non ha bisogno della difesa di alcuno) aggiungo che o Lei è un ingenuo oppure è in malafede.

      Dico questo perché sono convinta che Lei come me e come tanti altri come me, sappiamo molto bene che quelle che Lei chiama strutture di facile rimozione, nella REALTA’, quella vera non immaginata, MAI, esse strutture, vengono rimosse o smontate come dir si voglia, e men che meno durante la stagione autunno-invernale.

      Faccia un giretto dove vuole e quando vuole e se ha quanche problema, io Le farò da guida per mostrarLe quanto è reale e vero ciò che sto dicendo.
      Le strutture saranno anche di facile rimozione ma in modo facile facile, nessuno le rimuove. Si fidi.
      E non mi dica di che cosa si occupa; me lo immagino.

      Di fatto, si privatizzano il demanio marittimo e le spiagge occupati permanentemente, e noi cittadini “si da pigausu muru muru”. (intraducibile; gentile Ludovico, si lasci guidare dal buon senso per tradurla)

      Cordialità

  8. febbraio 16, 2020 alle 12:22 pm

    da Il Manifesto Sardo, 16 febbraio 2020
    Come privatizzare le spiagge in Sardegna: https://www.manifestosardo.org/come-privatizzare-le-spiagge-in-sardegna/

  9. Amico
    febbraio 19, 2020 alle 10:10 am

    Sarei curioso di sapere quanto pagano questi signori per la concessione che gli viene data. A me risulta ben poco. Oltre al fatto che come al solito si va di proroga in proroga. Oramai l’occupazione del demanio lo si può quasi paragonare ad un diritto, se così si può chiamare, di stampo feudale. Per non parlare del fatto che spesso e volentieri, sempre questi signori, pensando di essere i padroni delle spiagge vanno ben oltre i diritti loro concessi, impedendo anche il passaggio sulla battigia e quant’altro. Vergogna civile. Per non parlare della brutezza di questi manufatti.

    • febbraio 19, 2020 alle 11:16 pm

      curiosità soddisfatta: per una concessione demaniale di circa 1.200 metri quadri (chiosco + stabilimento) in una delle più belle spiagge del Mediterraneo si va a pagare circa 5 mila euro per stagione balneare.

      Ognuno faccia le sue considerazioni 😉

      Stefano Deliperi

      • Amico
        febbraio 20, 2020 alle 1:09 am

        Grazie.Per me veramente troppo poco.

      • febbraio 20, 2020 alle 6:28 am

        ..pare proprio di sì. Si tratta del ricavo di un giorno festivo di lavoro.

        Stefano Deliperi

  10. Lucia
    febbraio 19, 2020 alle 1:55 pm

    Non smetterò mai di supportarvi e di lodarvi per il vostro impegno! Grazie!!

  11. G.Maiuscolo
    febbraio 19, 2020 alle 2:33 pm

    Sono assolutamente d’accordo con Lei, gentile Amico.

    Talvolta, mi è capitato di vedere, in pubbliche spiagge, allineata, l’ultima fila di ombrelloni e di sedie ( Intendo la fila più vicina alla battigia) talmente vicina al mare, di fatto, da impedire a chiunque avesse avuto voglia e diritto di farlo, di transitare lunga la battigia, anche senza fermarsi. Tanto esiguo era lo spazio consentito per il passaggio tra la spiaggia e il mare.
    E…tra le altre cose, vedere le facce di coloro che occupavano ombrelloni e sedie: indignate, manco fosse spazio privato, quello che stavano occupando!

    Ho deciso che dalla prossima estate, se dovesse capitarmi di vedere tale scempio, scatterò foto e le invierò ai dottori. Da pubblicare sul sito con nomi e cognomi, comune, amministratori e concessionari.
    Poi bieusu… ( Poi vedremo… (come va a finire) 🙂
    Cordialità

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