Mattoni, illegalità e incapacità lungo le coste sarde.


Teulada, complesso “Rocce Rosse” (residence + “seconde case”)

Dalle coste alle aree agricole la proposta di legge regionale della Giunta Solinas vorrebbe colare un bel po’ di cemento sotto forma di aumenti volumetrici e prime o seconde case in fazzoletti di terreni agricoli, così da rendere le campagne una periferia priva di servizi dei centri urbani.

La Sardegna presa a mattonate.

Speculazioni private ai danni degli interessi (e delle casse) della collettività, questo il disegno malcelato di un’amministrazione regionale che non ha una valida proposta che sia in campo ambientale, nella gestione del territorio, in campo turistico, nel settore dei trasporti (dove si sta preparando un disastro senza precedenti con la fine della continuità territoriale il 16 aprile 2020).

San Teodoro, Cala Girgolu, villa sul mare ampliata grazie alla legge regionale n. 4/2009

Davanti a un’abissale crisi economico-sociale, davanti a drammatiche problematiche come quella dell’abbandono scolastico che sta portando sempre più l’Isola a un futuro ignorante da manodopera dequalificata, davanti a un dissesto idrogeologico foriero di mille calamità innaturali, davanti a un contesto da terzo mondo nel settore dei trasporti, il mondo politico sardo è capace di dare una sola risposta, sempre la stessa da decenni: cemento sulle coste con la pretesa di favorire il turismo.

Avranno, però, del filo da torcere.

Sassari, Porto Ferro

La petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde rivolta al Ministro per i beni e attività culturali e turismo, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna e al Presidente del Consiglio regionale sardo con la richiesta di mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del piano paesaggistico regionale (P.P.R.), ha superato i 19 mila aderenti.

Cabras, Sinis, edificazione nell’agro

La petizione, promossa dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, è stata sottoscritta da cittadini di ogni estrazione sociale, sia sardi che turisti del resto d’Italia e stranieri.

Abbiamo difeso, difendiamo e difenderemo la nostra Terra, millimetro per millimetro.

Ne stiano certi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

La petizione per la salvaguardia delle coste sarde si firma qui http://chng.it/M4Kmxy7LtJ

mattone nella sabbia

Sua Signorìa, dopo un mese e mezzo, s’è finalmente degnato di pubblicare.

Disegno di legge concernente “Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n. 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017”.

* deliberazione Giunta regionale n. 52/40 del 23 dicembre 2019: https://delibere.regione.sardegna.it/protected/49672/0/def/ref/DBR49149/

* relazione illustrativa: https://delibere.regione.sardegna.it/protected/49673/0/def/ref/DBR49149/

*testo: https://delibere.regione.sardegna.it/protected/49674/0/def/ref/DBR49149/

Alghero, Pischina Salida, Hotel Capo Caccia

da Il Fatto Quotidiano, 10 febbraio 2020

Sardegna, ambientalisti contro il nuovo ‘Piano casa’ della giunta Solinas: “Degrado del paesaggio e aumento dei rischi idrogeologici”.

Il ddl approvato dall’esecutivo il 23 dicembre scorso prevede, tra le altre cose, il via libera anche nella fascia dei 300 metri dalla battigia. (Pablo Sole)

Nuove colate di cemento sulle coste, anche nella fascia dei 300 metri dalla battigia, sia per le strutture ricettive che per i privati. Ma anche la possibilità di realizzare nuovi immobili ad uso residenziale nei terreni agricoli senza la necessità che il proprietario sia effettivamente un coltivatore diretto e il recupero di seminterrati e piani pilotis a fini abitativi. Infine, una sorta di “mercato dei crediti volumetrici”, per cui chi può usufruire di un incremento di cubature e non lo utilizza, può cederlo a terzi. Sono i punti cardine del ‘Piano casa’ stilato dalla giunta sardo-leghista capitanata da Christian Solinas.

Cagliari – Quartu S. Elena, Medau su Cramu e Is Arenas, veduta aerea

Approvato dall’esecutivo il 23 dicembre scorso, l’articolato del provvedimento è stato reso noto solo pochi giorni fa ma già sotto Natale aveva attirato le critiche delle associazioni ambientaliste, quando Solinas e l’assessore all’Urbanistica, Quirico Sanna, iniziarono a parlare di ulteriori cubature sulle coste e costruzioni nell’agro. Obiettivo dichiarato: varare nuove regole per “migliorare il patrimonio edilizio esistente, nel rispetto dell’ambiente”. Tutti interventi, specifica la giunta nella delibera, in conformità al “Piano paesaggistico regionale” e alle “recenti sentenze della Corte Costituzionale”.

Sentenze che “hanno letto, ma senza capirle”, attacca Stefano Deliperi del Grig (Gruppo di intervento giuridico): “Con questo provvedimento, la giunta dimostra un misto di arroganza, presunzione, malafede e tanta, tantissima ignoranza, visto che ogni modifica in materia può essere effettuata esclusivamente attraverso la co-pianificazione con lo Stato – precisa Deliperi – Qui siamo alle cambiali elettorali e al piccolo cabotaggio. Il problema però è reale, perché gli scempi che potrebbero essere realizzati, dopo l’approvazione della norma e fino alla sua abolizione su pronunciamento della Corte Costituzionale, rimarrebbero in piedi. E non parliamo di piccoli interventi, visto che il disegno di legge garantisce gli incrementi di cubatura anche a chi, negli anni scorsi, ha già usufruito di ulteriori concessioni volumetriche a valere sui piani casa precedenti. Una sorta di ‘anatocismo edilizio’. Anche per questo, se il consiglio regionale approverà il disegno di legge denunceremo la vicenda in sede penale e ci opporremo, uno ad uno, a tutti i progetti che saranno presentati a valere sul ‘Piano casa’ della giunta Solinas”. Il Grig, nel frattempo, si è portato avanti col lavoro, promuovendo una petizione indirizzata al ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, e sottoscritta fino ad oggi da 19mila “sardi, turisti del resto d’Italia e stranieri”, si legge sul sito del Grig.

piano paesaggistico regionale (P.P.R.), Baratz e Porto Ferro

Durissimo anche il giudizio di Legambiente: “Se approvato, l’unico risultato del ‘Piano casa’ sarebbe il progressivo degrado paesaggistico e ambientale del territorio, l’incremento della pericolosità idrogeologica e la perdita di valore, anche turistico, del territorio costiero e interno”, ha chiarito il responsabile scientifico regionale, Vincenzo Tiana, durante una conferenza stampa convocata a Cagliari con il presidente nazionale, Stefano Ciafani. “Il via libera al mattone nell’agro, che comprende peraltro anche zone a pochi chilometri dal mare, snatura le peculiarità identitarie, culturali e paesaggistiche della Sardegna – ha detto Tiana –, tanto più se gli immobili non sono legati all’uso agricolo ma residenziale, come promette il provvedimento della giunta, e possono essere realizzati anche da chi agricoltore non è. A cascata, questa operazione graverà inoltre sulle casse pubbliche perché i comuni dovranno accollarsi i costi per le opere di urbanizzazione, attualmente assenti”. Per Ciafani si tratta di una norma “preistorica, che lega ancora lo sviluppo turistico al mattone”, minata da un ulteriore elemento “nefasto”, vale a dire il recupero dei seminterrati a fini abitativi. “Non dimentichiamo che negli ultimi anni, molte vittime delle frequenti alluvioni che colpiscono la Sardegna abitavano negli scantinati e lì sono morte, intrappolate dalla piena – ha ricordato Tiana – Per questo, già dopo il 2013, l’uso a fini abitativi è stato vietato. Ora si torna pericolosamente indietro”.

Badesi, dune, pubblicità immobiliare

Demolisce il ‘Piano casa’ firmato Solinas-Sanna anche l’architetto e urbanista Sandro Roggio, uno dei padri nobili del Piano Paesaggistico regionale fortemente voluto nel 2006 dall’allora presidente della Regione, Renato Soru. “L’unico obiettivo del ddl è di adattarsi a tutte le attese, da quelle dei più forti speculatori a quelle di proprietari di lotti in campagna”. Da qui “una miscela che, se unita a un alto dosaggio di demagogia, è in grado di condannare la Sardegna all’imbruttimento. La strada peraltro l’ha aperta il confuso centrosinistra isolano, quella parte del Partito Democratico – affonda Roggio – ostile da sempre alle norme di tutela paesaggistica approvate nel 2006 e fautore di norme che hanno incoraggiato questa nuova fase di sregolatezze che non serviranno alla Sardegna, povera e spopolata”.

“L’obiettivo è divorare le aree più pregiate e tutelate, la fascia costiera vincolata più estesa dei 300 metri dalle rive. Cioè le campagne, specie quelle più prossime ai litorali – sostiene Roggio – dove si immagina di consentire utilizzi che non c’entrano con la necessità coltivare la terra. Introducendo agevolazioni per ottenere le autorizzazioni, come sommare appezzamenti in comuni diversi per costituire la superficie minima d’intervento, fissata a un ettaro. Una roba che fa temere l’emendamento per il trasferimento di titoli edificatori da un comune dell’interno a uno rivierasco, un cortocircuito nel mercato delle aree con contraccolpi a catena sulle trame ecologiche e sul paesaggio”. In risposta ai piani di Solinas e del centrodestra, l’architetto e urbanista suggerisce un “semplice vaccino”: “Il mantenimento del Piano paesaggistico della Sardegna, un progetto molto progredito e dalla parte della Costituzione. Non un castigo, ma la visione coerente per mantenere intatta la natura dell’isola. Il futuro per cui lottano i ragazzi nelle piazze. Un diverso modello di sviluppo non affidato ai palazzinari”.

Sardegna, dune e ginepri sul mare

(pubblicità immobiliare, foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. febbraio 12, 2020 alle 8:46 am

    “Anche per questo, se il consiglio regionale approverà il disegno di legge denunceremo la vicenda in sede penale e ci opporremo, uno ad uno, a tutti i progetti che saranno presentati a valere sul ‘Piano casa’ della giunta Solinas”.

    GRANDISSIMO G.R.I.G. !!!!

  2. Belinda Huegel
    febbraio 12, 2020 alle 10:35 am

    ogni volta che faccio i miei giri lunga la costa ovest, mi imbatto in grandi alberghi molto vicini al mare, vuoti e chiusi da anniche stanno cadendo a pezzi! Tipo a Bosa e perfino alle porte di Alghero. Hanno vista sul mare e posizioni bellissime…mentre a Seneghe salendo sul monte c’e’ una struttura che doveva essere un sanatorio per malattie respiratorie, mai entrato in funzione, ma con una vista strepitosa su tutto il Campidano ed il mare des Sinis! Facesse la giunta proposte serie e finanziamenti agevolati per il recupero in veste ecologica di quelle strutture (con fitodepurazione, fotovoltaico sul tetto ecc.) per trasformare tali strutture in residenze per il turismo ecologico…credo che sarebbe molto meglio…per non parlare delle tante strutture ex-minerarie che potrebbero essere ristrutturate e utilizzate per ambiti culturali e turistici! Non si favorisce nessun turismo cementando ulteriormente le coste… ma serve lungimiranza, informazioni su che tipo di turista attualmente cerca la Sardegna. NON e’ certo quello di massa! Per poi non parlare delle vetuste chiacchiere sulla destagionalizzazione quando in inverno o autunno diventa impossibile raggiungere l’isola! Mi chiedo a volte davvero di quanto ottusa e cieca possa essere la politica….se andassero un po in giro con occhi attenti, forse si renderebbero conto dell’enorme potenziale di strutture gia’ edificate!

  3. donatella
    febbraio 12, 2020 alle 12:11 pm

    un “semplice vaccino”: “Il mantenimento del Piano paesaggistico della Sardegna, un progetto molto progredito e dalla parte della Costituzione. Non un castigo, ma la visione coerente per mantenere intatta la natura dell’isola. Il futuro per cui lottano i ragazzi nelle piazze. Un diverso modello di sviluppo non affidato ai palazzinari”.

    Mara machtub:
    “… se il consiglio regionale approverà il disegno di legge denunceremo la vicenda in sede penale e ci opporremo, uno ad uno, a tutti i progetti che saranno presentati …
    GRANDISSIMO G.R.I.G. !!!! “

  4. Patrizia
    febbraio 12, 2020 alle 8:28 pm

    Spero vivamente che i Sardi facciano sentire la loro voce, non sono bastati anni di sfruttamento delle nostre risorse ?

  5. febbraio 13, 2020 alle 1:09 am

    La mancanza di sensibilità per il bello offende chi questa terra la ama e la rispetta. Facciamo in modo che non ne stravolgano la sua essenza. Diciamo no all’assalto del mattone.

  6. Mara machtub
    febbraio 13, 2020 alle 8:56 am

    Che strano, siamo solo 5 donne! Gli uomini, di solito qui così accaniti nel difendere la caccia o il cosiddetto “progresso” o chissà che altro…ora tacciono. Questa NON è una questione politica sulla quale fare tifoseria, è un momento essenziale di DIFESA della Sardegna, per chi la ama davvero e vuole consegnarla ai posteri splendida, com’è fortunatamente (persino) ancora oggi. Avete firmato l’appello del G.R.I.G?

  7. G.Maiuscolo
    febbraio 13, 2020 alle 10:08 am

    ECCOMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
    🙂
    Brava mara, narasiddu… e chi d’untendanta!

  8. Srdn
    febbraio 13, 2020 alle 4:17 pm

    Sono un pò fuori tema ma non sapevo dove inserirmi per chiedere al grig se ha qualche notizia su ” trivelle algerine nel mare sardo”. Grazie

    • febbraio 13, 2020 alle 5:09 pm

      no, abbiamo notizie sull”ennesima gazzosa versata nel Mar Mediterraneo occidentale…

      In estrema sintesi, perchè non si può star dietro a ogni fesseria che si libra nell’aria:

      * il limite delle acque della Zona Economica Esclusiva (ZEE) deve essere fissato da un comune accordo mediante convenzioni o trattati “tra Stati con coste opposte o adiacenti”, ai sensi dell’art. 74 della Convenzione internazionale sul diritto del Mare, promossa dall’O.N.U., sottoscritta a Montego Bay (Giamaica) il 10 dicembre 1982, ratificata dall’Italia con legge n. 689 del 2 dicembre 1994 e oggi sottoscritta da 156 Stati (fra cui l’Algeria) e dall’Unione Europea (qui il testo: https://www.minambiente.it/sites/default/files/Convenzione_10_dicembre_1982.pdf);

      * unilateralmente l’Algeria e pure il Principato di Monaco possono anche dire che le rispettive Zone Economiche Esclusive arrivano davanti al Lido di Ostia, anche attaccarsi la dichiarazione a quadro, ma vale come una moneta da 3 euro e 33 centesimi;

      * Algeria, Spagna, Italia, Francia – per rimanere al solo Mediterraneo occidentale – hanno unilateralmente individuato rispettive Zone Economiche Esclusive che si sovrappongono alla rinfusa. Ovviamente nessuna ha efficacia riconosciuta, non essendo oggetto di trattato/accordo internazionale.

      Quando si leggono cose e cosette del genere, sarebbe opportuno verificare…

  9. Srdn
    febbraio 14, 2020 alle 11:35 am

    Grazie grig

  10. marzo 1, 2020 alle 1:22 pm

    bene 🙂

    A.N.S.A., 29 febbraio 2020
    Wwf-Italia Nostra contro Ddl Urbanistica.
    Per ambientalisti, “a rischio paesaggio e biodiversità habitat”: https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/02/29/wwf-italia-nostra-contro-ddl-urbanistica_a9a1f9db-f812-46b8-82db-8964a98408fa.html

    • Mara machtub
      marzo 1, 2020 alle 3:43 pm

      Bene, sì certo. Ma ci han messo un bel po’ per svegliarsi…

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