Difendiamo le coste della Sardegna!


dune, ginepri, spiaggia, mare

In un paio di giorni siamo già in più di 1.500 ad aver sottoscritto la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde per il mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del piano paesaggistico regionale (P.P.R.).

Cemento, mattoni, cazzuole e betoniere sono pronti.

Chiunque abbia a cuore la Sardegna e le sue coste faccia concretamente la sua parte.

Rimbocchiamoci le maniche, firmiamo e facciamo firmare la petizione per difendere le coste della Sardegna!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Stintino, complesso turistico-edilizio Il Bagaglino

si firma qui http://chng.it/M4Kmxy7LtJ.

da Il Fatto Quotidiano, 2 gennaio 2019

“L’isola in mano al partito unico degli ecomostri”. Stefano Deliperi. Secondo l’ambientalista “si tratta di una scelta in continuità con le giunte precedenti. Ora rischiamo il disastro”. (Ferruccio Sansa)

“Di-sa-stro”. Stefano Deliperi scandisce la parola per sottolineare il rischio che corrono le coste sarde con il nuovo piano casa. Deliperi con il Gruppo di Intervento Giuridico (Grig) da anni si batte per difendere la sua terra: “L’ultimo tassello arriva dal centrodestra, ma è in perfetta continuità con altre scelte compiute dal centrosinistra.

Con la nuova legge, se andasse in porto, rischieremmo che decine e decine di alberghi costruiti entro il limite di trecento metri dalla battigia ottengano legittimamente il permesso di realizzare ampliamenti volumetrici. Parliamo – prosegue Deliperi – di alberghi a volte mostruosi. Sono quelle strutture realizzate tra gli anni ’60 e ’80, quando la sensibilità ambientale non esisteva”. Facciamo qualche esempio concreto: “C’è quel gioiello che erano le Rocce Rosse (Teulada) oppure di Baia di Conte (Alghero). Ma la minaccia incombe anche su Stintino, Santa Teresa di Gallura, Villasimius e sulla Costa Smeralda già martoriata dal cemento”, spiega Deliperi. Aggiunge: “Si tratta di strutture realizzate secondo le leggi e di ampliamenti che sarebbero realizzati legittimamente”. Insomma, nessun abuso, qui le responsabilità sono politiche. E chi cerca di difendere il territorio rischia di avere le armi spuntate.

Cuglieri, Cascata di Capo Nieddu

Ma il Grig ricorda anche altri rischi che incombono sulla Sardegna. A cominciare dalla battaglia per difendere gli usi civici:  boschi, immobili e aree di proprietà collettiva che in un passato lontano furono requisiti ai nobili per diventare proprietà collettiva. I cittadini li possono utilizzare per pascolo, semina e raccolta della legna. In teoria sono garantiti da un vincolo perpetuo che li rende inalienabili. In pratica spesso sono stati oggetto di occupazioni, progetti privati, abusivismo.

In Sardegna è un tesoro di 4 mila chilometri quadrati sui 24 mila dell’isola. Ne fanno parte zone tra le più belle di questa terra: Capo Altano, di fronte all’isola di Carloforte, la Costa di Baunei a Orosei, le coste di Montiferru, l’entroterra, il Mont’e Prama. Buona parte del Gennargentu e del Sulcis sono usi civici, come alcune zone vicine a Orosei dove sorgono alberghi a rischio di ampliamento con il piano casa. Doppio danno.

Sugli usi civici da anni è in corso una battaglia tra chi vorrebbe restituirli ai cittadini e chi cerca di lasciarli a chi se li è presi. “Oggi sta per essere completato l’accertamento delle zone a uso civico, ci sono voluti anni”, racconta Deliperi. Bisognerà, però, capire se dopo questo tesoro sarà davvero restituito a tutti i sardi.

Teulada, Tuerredda, cantiere Sitas s.p.a.

Il fondatore del Gruppo di Intervento Giuridico ricorda, però, altre battaglia non ancora vinte: c’è, per esempio, il grande progetto di albergo a Capo Malfatano (vicino a Teulada, Cagliari). Era un promontorio selvaggio dove viveva una comunità di pastori. Ma poi arrivò una società che all’inizio vedeva la partecipazione della famiglia di costruttori romani Toti, dei Benetton e del Monte dei Paschi di Siena. “Si cominciò a costruire un hotel che, però, è stato bloccato dal Consiglio di Stato. Oggi una parte della struttura è ancora lì, in attesa che la giustizia amministrativa dica la sua ultima parola”.

Cagliari, Tuvixeddu, area archeologica

E che dire di Tuvixeddu? Parliamo della più importante area archeologica sepolcrale punico-romana del Mediterraneo (oltre 2.500 tombe dal VI sec avanti Cristo fino all’Alto Medioevo). Proprio dentro Cagliari. Un accordo del 2000 prevedeva a pochi passi la costruzione di 400mila metri cubi di condomini. Cominciò una battaglia legale infinita. “Fermate le ruspe”, ricostruisce Deliperi, “un arbitrato attribuì al costruttore un indennizzo monstre di 80 milioni da parte della Regione. L’appello lo ridusse a un milione. Se adesso la Cassazione confermerà il giudizio di secondo grado, il costruttore dovrà restituire il denaro alla Regione”.

Il Fatto Quotidiano, 2 gennaio 2020
Il Fatto Quotidiano, 2 gennaio 2020
Domus de Maria, Torre costiera di Piscinnì

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. G.Maiuscolo
    gennaio 3, 2020 alle 9:03 am

    Gentili di GRIG, la posta in gioco è alta: ossia la difesa del territorio, la consapevolezza che gli USI CIVICI sono patrimonio della collettività sarda e la difesa delle nostre bellissime coste. Sicuramente per noi tutti ma soprattutto per quelli che verranno e che saranno i cittadini di domani.

    Noi cittadini, siamo capaci di rimboccarci le maniche e di scendere in piazza se sarà necessario, ma VOI non mollate, non stancatevi di fare ciò che di esemplare fate.
    Per favore…
    E GRAZIE sempre e comunque.

  2. donatella
    gennaio 3, 2020 alle 11:54 am

    Le coste della Sardegna non si possono distruggere per sempre con il cemento, questa è pura follia e non lo possiamo permettere…firmiamo e condividiamo la petizione popolare, difendiamo le meraviglie che abbiamo e non uccidiamo la Vta delle Coste , del Mare, della Terra, alziamo la testa, aiutiamo Stefano Deliperi ed il GrIG ad insorgere contro questi scempi ambientali che vogliono uccidere tutto, sarebbe un di sa stro da cui non si torna indietro mai più!

  3. Porico.
    gennaio 3, 2020 alle 12:12 pm

    Armi-Droga -Cemento . Questo tripode regge un potere criminale occulto (ma palese) sinistro di centro , di destra e Sardista ,che instaura protezione a se stesso con lo scudo della politica. Il danno più grave e sottovalutato ,comunque, sarà quello della parcellizzazione dei terreni agricoli a scopo residenziale . Non si tratta solo di un mutamento epocale del territorio Sardo ,ora raro e prezioso, ma uno stravolgimento economico che inciderà negativamente sull’unica attività produttiva sana : quella Agricola. L’unica in grado di consentire ai Sardi di restare nella loro terra.

  4. Patrizia
    gennaio 3, 2020 alle 7:39 pm

    E’ vergognoso che si possa pensare di ampliare quello che già deturpa le coste, e che non si dica che il piano casa, fatto in questo modo, crea occupazione . Perchè non si pensa di creare lavoro ristrutturando quello che sta andando in rovina senza nessun ampliamento ?

  5. Barbara ruiu
    gennaio 5, 2020 alle 9:01 am

    Coste libere dal cemento

  6. G.Maiuscolo
    gennaio 5, 2020 alle 5:58 pm

    E così sia…Infinito.
    Che bel nick INFINITO…
    Lei resterà per sempre e vedrà anche tutto ciò che noi non potremo vedere.

    Intanto abbiamo sotto gli occhi “s’aliga” di Milazzo ( Siracusa, MeridioNews, Ediz. Sicilia ) dove gli abitanti del luogo si sono ritrovati una discarica abusiva …caruccia…sulla splendida spiaggia. ( In un’area di circa 20 ettari ). Giai est nudda!
    Pitticu su schifu…

    Buona Befana a tutti; anche a me…ahahahahahah.

    • Infinito
      gennaio 5, 2020 alle 7:11 pm

      Infinito come il mantra dei politici . 60 ANNI CHe RiPETONO ”BISOGNA FAR CRESCERE L ‘ ECONOMIa ” ” iSardi hanno BISOgno di regole CERTE” ” Bisogna ALLUNgare La STagione ”
      ” Una Camera in più per i figli” ” Diamo AI sardi la possibilità di coltivare fiori e costruirsi una casetta con meno di un ettaro” ecc ecc.
      AHAHAH che ridere.

  7. G.Maiuscolo
    gennaio 6, 2020 alle 9:16 am

    Ah ho capito, infinito in quel senso…
    Beato Lei che riesce anche a riderne di simili sconcezze. Ci sarebbe da piangere.

    Allora, Lei è un infinito con qualche …limite; perché quel mantra lì, a mio modesto avviso, ha perso vigore già da un po’. Io non ci ho mai creduto; scesa in piazza sì per combattere e per chiedere DIRITTI, quelli…”diritti-diritti”, non fasulli.

    Per trovare qualcuno decente, la sottoscritta, alle ultime politiche, ha dovuto cercare alla forca del diavolo, in province diverse dalla propria, qualcuno che non fosse abituato a quel mantra stantìo.
    Pensi un po’ come sono messa…

  8. G.Maiuscolo
    gennaio 6, 2020 alle 9:28 am

    Gentile Infinito…dimenticavo: se posso darLe un piccolo suggerimento:
    vada a vedere “Sorry we missed you” al cinema.
    Si capiscono tante cosette…utili eh…che spazzano via anche quegli inutili mantra di cui Lei parla.

  9. gennaio 6, 2020 alle 10:41 pm

    A.N.S.A., 6 gennaio 2020
    “Salviamo le coste sarde”, 4000 firme.
    Grig, mantenere vincoli inedificabilità nei 300 metri dal mare. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/01/06/salviamo-le-coste-sarde-4000-firme_238daf60-128b-4e54-a909-14edd089a3e0.html)

    “In un pochi giorni siamo già in più di 4 mila ad aver sottoscritto la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde per il mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del Piano paesaggistico regionale”. Lo dichiara il portavoce del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Stefano Deliperi.
    “Cemento, mattoni, cazzuole e betoniere – incalza l’ambientalista – sono pronti, grazie a una serie di proposte di legge regionale presentate da esponenti della maggioranza consiliare di centrodestra e dalla stessa Giunta Solinas che hanno quali obiettivi incrementi volumetrici nella fascia costiera, in particolare quella di massima tutela dei 300 metri dalla battigia marina e, di fatto, la liberalizzazione delle edificazioni residenziali in area agricola. Chiunque abbia a cuore la Sardegna e le sue coste faccia concretamente la sua parte. Rimbocchiamoci le maniche, firmiamo e facciamo firmare la petizione per difendere le coste della Sardegna”, conclude il portavoce del Grig.
    Con la petizione si chiede al ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini, “un’attenta vigilanza sul mantenimento della disciplina di salvaguardia dei litorali presente nel Ppr, attuativo del Codice dei beni culturali e del paesaggio”.

  10. G.Maiuscolo
    gennaio 7, 2020 alle 8:58 am

    Che bello…siamo già così tanti…
    Corri petizione e non fermarti!
    🙂

  11. G.Maiuscolo
    gennaio 7, 2020 alle 9:59 am

    Con la speranza che si tenga conto della petizione…perché per l’Isoletta bella è fondamentale conservare il territorio e preservare le coste.

    A me custu ministru no mi praxidi, mangu pagu… Troppu impegnau a…spianai sa strada in su partidu, a iss’e tottu.

    Custa non passada mancu a bomba…

  12. Infinito
    gennaio 7, 2020 alle 11:49 am

    Ma la tanto voluta sollecitata e necessaria legge contro il consumo del suolo a che mese/anno di gestazione e’ ?

    Non e’ una domanda chiaramente

  13. gennaio 7, 2020 alle 3:05 pm

    da Carteinregola, 6 gennaio 2020
    Il nuovo “Piano casa” della Sardegna: l’allarme (e la petizione) del Gruppo di Intervento Giuridico: https://www.carteinregola.it/index.php/il-nuovo-piano-casa-della-sardegna-lallarme-e-la-petizione-del-gruppo-di-intervento-giuridico/

    ________________________

    da Sardinia Post, 6 gennaio 2020
    Quattromila firme per la petizione Grig: successo per “Salviamo le coste sarde”: https://www.sardiniapost.it/ambiente/quattromila-firme-per-la-petizione-grig-successo-per-salviamo-le-coste-sarde/

    _________________________

    da Il Punto Sociale, 6 gennaio 2020
    Salvaguardia delle coste. Petizione per il mantenimento dei vincoli di inedificabilità: https://www.ilpuntosociale.it/index.php/attualita/item/6194-salvaguardia-delle-coste-petizione-per-il-mantenimento-dei-vincoli-di-inedificabilita

    _______________________

    da Il Manifesto Sardo, n. 297, 2 gennaio 2020
    Rimbocchiamoci le maniche per difendere le coste della Sardegna: https://www.manifestosardo.org/rimbocchiamoci-le-maniche-per-difendere-le-coste-della-sardegna/

    ________________________

    da Tiscali News, 31 dicembre 2019
    “Salviamo le coste della Sardegna”: la petizione al ministro contro il mattone selvaggio.
    Un appello contro l’approvazione delle recenti proposte di legge che mirano a eliminare i vincoli paesaggistici: https://ambiente.tiscali.it/sospianeta/articoli/salviamo-coste-sardegna/

  14. Lisa Orru'
    gennaio 8, 2020 alle 10:02 am

    Dobbiamo salvaguardare le coste e la bellezza della Sardegna lasciando da parte l’ ingordigia per il potere e i soldi facili e il fanatismo per la distruzione delle nostre preziose risorse.

  15. gennaio 8, 2020 alle 8:19 pm

    da Sardinia Post, 8 gennaio 2020
    Mattoni fronte mare, la storia si ripete: maggioranze diverse, norme fotocopia. (Matteo Sau): https://www.sardiniapost.it/politica/mattoni-fronte-mare-la-storia-si-ripete-maggioranze-diverse-norme-fotocopia/

  16. gennaio 9, 2020 alle 10:02 pm

    da Greenreport, 8 gennaio 2020
    Petizione popolare per la salvaguardia delle coste della Sardegna.
    Gruppo d’Intervento Giuridico: la Regione mantenga il vincolo di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina: http://www.greenreport.it/news/urbanistica-e-territorio/petizione-popolare-per-la-salvaguardia-delle-coste-della-sardegna/

  1. gennaio 6, 2020 alle 11:09 pm

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