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Dibattito pubblico sulla nuova superstrada Orte – Civitavecchia.


Venerdi 17 novembre 2017, con inizio alle ore 17.00, a Tarquinia (Sala capitolare degli Agostiniani di San Marco, Barriera San Giusto), si tiene un dibattito pubblico sul devastante progetto dell’ultimo tratto della superstrada Orte – Civitavecchia promosso dal Comitato per il Diritto alla Mobilità di Tarquinia e dalla locale sezione di Italia Nostra.

Interviene anche Daniele Natili, responsabile per il Lazio del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Partecipiamo, è importante!

La Valle del Fiume Mignone è uno dei luoghi più suggestivi dell’Italia centrale.

Valle del Mignone, ruderi di Cencelle

Ricca di storia e di valori naturali e paesaggistici, conserva tuttora un fascino non comune.

Tutto questo rischia di finire presto.

Il Consiglio dei Ministri dovrà decidere sulla conclusione del procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) in base alla c.d. Legge Obiettivo (legge n. 443/2001 e s.m.i.) concernente il progetto Anas per l’ultimo tronco della superstrada Orte – Civitavecchia (S.S. 675 “Umbro-Laziale” – Completamento del collegamento del porto di Civitavecchia con il nodo intermodale di Orte – Tratto Monte Romano Est-Civitavecchia): sono fortemente negativi i pareri della Commissione tecnico-scientifica VIA/VAS n. 2289 del 20 gennaio 2017 e  n. 2453 del 20 luglio 2017.

Si afferma chiaramente che “non sia possibile elaborare eventuali prescrizioni e misure di mitigazione, come richiesto dalla Presidenza del Consiglio, per la variante progettuale costituita dal tracciato cosiddetto ‘verde’ […] in quanto gli impatti ambientali che si configurano dall’analisi della documentazione fornita dal proponente sono tali da non poter essere mitigati”.

Ci sarebbe un tracciato alternativo, molto meno impattante, che riprende la viabilità già esistente, ma – secondo il C.I.P.E.troppo costoso: il che, se pensiamo a opere pubbliche follemente dispendiose quanto inutili, come l’alta velocità ferroviaria Torino – Lione, fa solo sorridere.

Il rischio di un pesante scempio ambientale e storico-culturale è purtroppo incombente.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Tuscia, acquedotto romano

(foto da mailing list, S.D., archivio GrIG)

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  1. Carlo Hendel
    novembre 11, 2017 alle 7:08 pm

    Ormai il danno è fatto. credo sia importante operare in modo che non sia aggravato sia dal prosieguo dei lavori ed anche dalla sciocca interruzione degli stessi.
    Carlo

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