Storie di alberi a Cagliari.


Cagliari, Via Bolzano, area interessata dal progetto immobiliare Tepor s.p.a.

Gli alberi a Cagliari non godono di grande considerazione, così come in tante altre città italiane, nonostante diano un fondamentale contributo alla stessa vita delle aree urbane.

Cagliari, Terrapieno, albero capitozzato e vandalizzato (ott. 2013)

Si capitozzano e si tagliano senza problemi, anche per futili motivi.

Com’è accaduto nei giorni scorsi in Via Messina, dove tre alberi, fra cui un maestoso e sanissimo Fico, sono stati fatti fuori perché disturbavano i passanti (e il progetto immobiliare prossimo venturo).

Ma è accaduto anche in Via Bacaredda, lungo il muro di cinta dell’ex mobilificio Cao, anch’esso destinato alla solita speculazione edilizia, dove sei alberi sono stati eliminati per far posto al parco-giochi itinerante Matherland.

Alberi, stessi giorni, medesimo destino, in una città che ottusamente non capisce la loro importanza.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Cagliari, Via Messina, il povero Fico prima del taglio

 

Cagliari, Via Messina, alberi tagliati (nov. 2017)

 

Cagliari, Via Bacaredda, prima e dopo il taglio degli alberi (foto Sardegna Oggi, nov. 2017)

 

da L’Unione Sarda, 9 novembre 2017

Giostre in centro: è polemica.

VIA BACAREDDA. Lavori nell’ex mobilificio Marino Cao per fare spazio a Matherland.   I titolari: «È tutto in regola». Ma il Comune non ne sa nulla. (Marcello Zasso)

«L’anno scorso, per la prima volta in sessant’anni, il parco-giochi Matherland non è arrivato in città: quest’anno abbiamo chiesto un terreno privato e lo stiamo sistemando in pieno centro». Luciano Marengo, uno dei titolari della giostra itinerante che viene sistemata in città per le feste di fine anno, descrive l’intervento in atto nell’area dell’ex mobilificio Marino Cao davanti al mercato di San Benedetto. «Non ci è stata presentata nessuna richiesta, la Polizia municipale ha accertato che i proprietari hanno affittato quell’area, non sappiamo altro», replica l’assessora comunale alle Attività produttive Marzia Cilloccu.

albero in città

LA DUPLICE VESTE. Non ne sa nulla da esponente della Giunta comunale ma assicura di non essere coinvolta neanche sul piano personale. Perché l’esponente di Campo progressista è una nipote di Marino Cao, storico titolare del mobilificio, e nel settembre 2016 il Consiglio comunale ha dato il primo via libera alla lottizzazione presentata dalla Al Costruzioni per la società Arredarte Marino Cao srl. In quella circostanza era emerso che il nome dell’assessora figurava come direttore tecnico ma lei aveva assicurato di aver ceduto le proprietà di famiglia. «Per errore la Camera di Commercio non aveva aggiornato i dati, da ormai dieci anni abbiamo venduto l’area alla società che ha preso anche il nome Arredarte Marino Cao ma non c’entriamo più nulla», assicura.

IL NO ALL’ARENA. Non ha avuto nessun rapporto con Cilloccu, in questa circostanza, la famiglia Marengo che guida i giochi di Matherland. «L’anno scorso ci avevano proposto l’Arena Grandi eventi, una soluzione impraticabile in pieno inverno per un’attività come la nostra, rivolta a bambini e famiglie; così per la prima volta non c’è stato Matherland – spiega Luciano Marengo – quest’anno abbiamo contattato l’impresa Loddo proprietaria di quest’area privata e abbiamo trovato l’accordo». Da alcuni giorni gli operai hanno cominciato a ripulire l’area abbandonata che si affaccia su via Bacaredda, tagliando sei grossi alberi e scatenando dure reazioni.

ALBERI DA ABBATTERE. «Quegli alberi erano molto malati e pericolosi, il proprietario non solo ci ha autorizzati – aggiunge Marengo – ma ci ha ringraziati perché è un miracolo che quei tronchi vuoti non si siano abbattuti sui pedoni o sulle auto in via Bacaredda». Montare un luna park davanti al mercato in periodo natalizio non è un intervento di poco conto ma l’iter in Comune non è neanche partito. «Sappiamo bene come funzionano le pratiche, ci occupiamo di questo da sempre e ora attiveremo la parte amministrativa. Era però urgente ripulire gli oltre 400 metri quadri di sterpaglie e sporcizia che ospiteranno uno spazio sicuro e protetto per i bambini».

NESSUNA RICHIESTA. La strada non sembra però in discesa, a giudicare dalle parole dell’assessora alle Attività produttive. «Non possono non sapere che bisogna presentare la richiesta al Suape, lo Sportello unico per le attività produttive e per l’edilizia – aggiunge Marzia Cilloccu – per un intervento di questo tipo bisogna aspettare il parere di tutti gli uffici coinvolti, non si può dare per scontato nulla». Fino al 2000 Matherland veniva montato dove ora c’è il parco della Musica. «Abbiamo girato diverse zone di Cagliari e ci siamo trovati benissimo – conclude Marengo – la zona del mercato di San Benedetto per noi sarà un ritorno a casa e siamo convinti che i residenti saranno contenti».

 

albero in autunno

(foto da Sardegna Oggi, E.R., S.D., archivio GrIG)

 

 

Annunci
  1. novembre 10, 2017 alle 2:48 pm

    da L’Unione Sarda, 10 novembre 2017
    La giostra? No, grazie.
    SAN BENEDETTO. Lo sbarco di Matherland nell’ex mobilificio: polemica. Zedda: «Ora aspettiamo di valutare il progetto». (Marcello Zasso): http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=60287

    _______________________________________

    da Cagliaripad, 9 novembre 2017
    Abbattuti alberi per fare spazio al Luna Park, assessore Ghirra smentisce ma immagini parlano chiaro

    ____________________

    da Casteddu online, 9 novembre 2017
    Cagliari, bufera su Matherland: “Alberi abbattuti per un luna park, è assurdo”. (Paolo Rapeanu): http://www.castedduonline.it/cagliari-bufera-matherland-alberi-abbattuti-un-luna-park-assurdo/

  2. Juri
    novembre 10, 2017 alle 3:20 pm

    Il grado di rispetto verso gli alberi è un indice molto preciso sul livello di civiltà di una collettività.
    A infatti a Cagliari, e in Sardegna in generale, ce n’è decisamente poco.

  3. Penelope
    novembre 11, 2017 alle 8:38 am

    Concordo, la stessa facilità, diffusa in tutta la Sardegna però, con cui si tagliano interi boschi ance vincolati, in nome dello “sviluppo sostenibile, poiché siamo ricchi di boschi ed occorre sostenere la filiera…”. Purtroppo gli alberi veri in Sardegna sono pochi rispetto
    al suo vasto territorio la cui fondamentale esigenza attuale è l’esatto opposto ovvero assicurare e salvaguardare il più possibile la copertura arborea del suolo soprattutto a causa del regime di incendi devastanti che subisce da anni e le conseguenti gravissime problematiche idrogeologiche. I boschi cosidetti “alti”, cioè quelli formati da alberi (con altezza superiore a 5 metri per intenderci), sono estesi infatti su meno di un quarto della superficie dell’Isola (600 mila ettari circa), che qualche impreparato, ma forse più spregiudicato, definisce pure boscosa solo perché include la macchia mediterranea che la normativa fa rientrare si tra i boschi ma che il comune mortale percepisce come distesa di arbusti più o meno bassi cogliendo la sostanziale differenza che in realtà esiste (e si vede soprattutto per chi guarda e non si gira dall’altra parte…) tra un paesaggio forestale trentino e quello della Sardegna sempre più esposta, a causa del cambiamento climatico globale, che interessa in particolare tutto il bacino del Mediterraneo, a processi di desertificazione ormai diffusi. Altro che tagliare, piantare, e non bruciare.

    • stella
      novembre 12, 2017 alle 10:09 am

      Concordo

  4. Cristina Stevanoni
    novembre 12, 2017 alle 4:33 pm

    La distruzione sistematica del patrimonio arboreo delle nostre città è un fenomeno ormai dilagante. Scrivo da Verona, città dove si preferisce estirpare alberi, non appena se ne presenti l’occasione, e dove si preferisce potare con lo sguardo rivolto alla sicurezza dei passanti, più che non alla salute della pianta e alla lotta all’inquinamento. Qualcuno insinua che ci siano interessi economici alla base di questi comportamenti diffusi: per esempio, rifornire di legname le centrali a biomasse. Se ne esce solo con la protesta e le denunce, con un’opera assidua di critica e di vigilanza. Noi ci stiamo battendo perché il Comune adotti delle regole precise per la tutela e l’incremento del verde, regole codificate e basate su ricerche scientifiche. Possibile che dall’Europa non arrivino direttive che possano, anche attraverso il verde, tutelare la salute di tutti? L’Europa tutta si sorbisce la Pianura Padana, che è il luogo più inquinato d’Europa…

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: