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Continuano gli “incidenti” di caccia, anche in Sardegna.


cartello "attenzione battuta al cinghiale in corso"

cartello “attenzione battuta al cinghiale in corso”

 

Proseguono gli “incidenti” di caccia nel corso della stagione venatoria 2016-2017.

Anche in Sardegna.

Marco Floris, quarantenne, è stato ferito alla spalla sinistra da un colpo di rimbalzo sparato da un compagno di battuta al Cinghiale nei boschi di Villacidro. Soccorso e trasportato in ospedale, ora indagano i Carabinieri per accertare l’esatto svolgimento dei fatti e le responsabilità.

Finora in tutta Italia nel corso dell’attuale stagione di caccia 2016-2017 (qui tutti i dati aggiornati: http://www.abolizionecaccia.it/notizie/dicacciasimuore.html) si è giunti già a 14 morti (tutti cacciatori) e a 27 feriti (23 cacciatori, 4 persona comune).

Cinghiali (Sus scrofa)

Cinghiali (Sus scrofa)

Secondo i dati della Lega per l’Abolizione della Caccia (L.A.C.), nella stagione di caccia 2015-2016 in tutta Italia vi sono stati 38 morti (37 cacciatori, 1 persona comune) e 84 feriti (69 cacciatori, 15 persone comuni).

Non esiste un dato preciso riguardo il numero di morti e feriti fra gli altri animali, le stime sono dell’ordine dei decine di milioni.

Al di là delle diverse posizioni sulla caccia, crediamo che sia il caso di fare una volta per tutte un’approfondita e seria riflessione quantomeno sulle condizioni di sicurezza della caccia, ormai da tempo divenuta oggettivamente un’attività pericolosa per chiunque frequenti boschi e campagne.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

stagione di caccia 2016-2017 in Sardegna.

* feriti: Marco Floris (40 anni), ferito alla spalla sinistra da un colpo di rimbalzo partito dal fucile di un compagno di battuta (boschi di Villacidro, 6 novembre 2016); Giampaolo Porcu (52 anni, di Teti), ferito alla testa e alla scapola da un colpo di rimbalzo partito dal proprio fucile (campagne di Teti, 25 settembre 2016); Attilio Zuddas (48 anni), ferito al volto da un colpo sparato da un compagno di battuta (campagne di Gonnosnò, 25 settembre 2016).

 

 

 

da L’Unione Sarda, 9 novembre 2016

Villacidro, cacciatore ferito durante una battuta: indagano i Carabinieri. (Stefania Pusceddu)

Incidente durante una battuta di caccia grossa nelle montagne di Villacidro. Un cacciatore è rimasto ferito. Marco Floris, 40enne, è stato ricoverato in ospedale dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per una ferita alla spalla sinistra.

Secondo una prima ricostruzione, un compagno di battuta avrebbe sparato un colpo di fucile che, accidentalmente, di rimbalzo ha colpito Floris, ferendolo. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri di Villacidro.

 

cartello "attenzione caccia al cinghiale"

cartello “attenzione caccia al cinghiale”

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

 

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  1. M.A.
    novembre 13, 2016 alle 10:49 pm

    “Al di là delle diverse posizioni sulla caccia, crediamo che sia il caso di fare una volta per tutte un’approfondita e seria riflessione quantomeno sulle condizioni di sicurezza della caccia, ormai da tempo divenuta oggettivamente un’attività pericolosa per chiunque frequenti boschi e campagne.”
    È una frase che leggo da qualche anno a questa parte negli annuali post che pubblicatd sugli incidenti di caccia. Soluzioni?
    Il piombo buca la spessa scure ricoperta da setole di un cinghiale, a volte durissima anche per la lama di un coltello in acciaio, figuratevi la pelle di un uomo quanto impiega a trapassarlo. Pensate che i cacciatori siano incoscienti che non lo sappiano? Certo che si! Sanno perfettamente che un pezzo di piombo può interrompere la loro vita, ma la passione per la caccia è tanto forte e pericolosa quanto quella di un motociclista che sfreccia a 180 km orari su strada. È un attimo. Basta con questa finta empatia! Non giudicate gli incidenti di caccia che riguardano i cacciatori, se proprio volete fare propaganda anti caccia create dei post sugli incidenti di caccia subiti dai non cacciatori! I cacciatori esercitano un’attività in cui il rischio zero non esiste perché utilizzano uno strumento o mezzo (in questo caso il fucile) e sono consci del rischio a cui vanno incontro! Non avete proprio voce in capitolo sul tema . Ricordiamoci che non solo il fucile puó uccidere. Oltre motocicli e automobili un mio conoscente stava per rimanerci secco per la rottura improvvisa della catena della motosega! Questione di cm, come sempre!

    • novembre 13, 2016 alle 11:03 pm

      invece pensiamo di “avere voce in capitolo sul tema” 🙂
      La sensibilizzazione in materia non è mai troppa, anzi.

  2. Giuseppe
    novembre 18, 2016 alle 10:05 pm

    Rispondo anche io ai quesiti sopra esposti ,sulla sicurezza ed aggiungo che poco si fa in tema di prevenzione ,per quanto ci si sforzi .Parlo con cognizione di causa in quanto io e le mie guardie ittico venatorie siamo in campo ogni giorno ad assicurarci che si rispettino le condizioni di sicurezza ,ma ahimè non siamo molti ed il territorio ,siamo in Provincia di Pisa è vasto . Ci vogliono più volontari ,e se posso usare questo blog x lanciare le nostre iniziative ,ne sarei lieto .Grazie

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