Il Grifone vive e vola in Sardegna.


Grifone (Gyps fulvus)

Grifone (Gyps fulvus)

Bel servizio giornalistico di Paolo Merlini per La Nuova Sardegna sul nostro Grifone, in occasione della recente liberazione di un giovane esemplare raccolto dai volontari dell’associazione Kalarighes e curato dalle strutture dell’Ente foreste della Sardegna.

L’areale del maestoso rapace, come noto, è minacciato dalla solita società immobiliare, in questo caso la Condotte Immobiliare s.p.a. (Gruppo Ferfina), non contenta dell’immane budget volumetrico (circa 400 mila metri cubi) acquisito fra Bosa e il mare agli inizi del nuovo millennio con un’azione di contrasto in splendida e amara solitudine da parte delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, da qualche tempo è ritorna a farsi sotto: l’obiettivo è la costa dei Grifoni, fra Bosa e Alghero.  

Bosa, Torre Argentina

Bosa, Torre Argentina

Ecco, testuale: “Bosa Colores – BOSA (OR),

Progetto di sviluppo sulla costa nord occidentale della Sardegna, uno dei pochi tratti ancora sconosciuti al turismo di massa. In prossimità del centro storico della caratteristica cittadina di Bosa, il sito è racchiuso fra il verde della macchia mediterranea ed il blu del mare sardo. Bosa conserva intatti l’atmosfera ed i tratti tipici del passato ed affascina per la vitalità dei suoi colori, l’originalità delle architetture, la varietà delle risorse naturali e delle tradizioni popolari. Il progetto Bosa Colores, disposto su tre grandi aree dalle caratteristiche eterogenee, prevede principalmente iniziative a destinazione turistico-ricettiva di varia tipologia: hotel a 3 e 5 stelle, centri benessere e spa, infrastrutture per convegni e congressi, impianti balneari, campi da golf, strutture per escursioni, falconeria, bird-watching, tiro con l’arco, etc. In una delle aree è previsto anche lo sviluppo di un complesso residenziale nel quale saranno costruiti tre edifici con appartamenti ben rifiniti e di varie metrature. Tutte le strutture, non invasive e di alta qualità, saranno costruite con l’utilizzo delle più moderne tecniche di bio-edilizia e nel rispetto dell’ambiente circostante”.

Poi, ancora più in dettaglio.

Bosa, Campu e'Mare, strutture progetto Bosa Colores già realizzate

Bosa, Campu e’Mare, strutture progetto Bosa Colores già realizzate

Nei 247 ettari di Tentizzos, sull’incontaminata costa fra Bosa e Alghero, regno dei Grifoni (Gyps fulvus) e di altri rapaci, in uno straordinario contesto ecologico, tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e sito di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE) questo sciagurato progetto speculativo vorrebbe colare 75 mila metri cubi di volumetrie per hotel, residence, ville, servizi, l’immancabile campo da golf da 18 buche (in una costa alta e rocciosa…) con club house.

Il progetto sarebbe legato a quella legge regionale n. 19/2011 di sostegno al golf finita davanti alla Corte costituzionale su ricorso del Governo e segnalazione proprio delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico.

Ma quella è la costa dei Grifoni e tale deve rimanere.

Infatti, i Grifoni volano ancora e si riproducono, anche in Sardegna.   Sulla costa alta fra Alghero, Bosa, Villanova Monteleone.   Fra boschi di sughere, macchia mediterranea, rocce, falesie.   Capo Marrargiu, Tentizzos, Torre Argentina, Punta Cristallo.

Bosa, liberazione di un esemplare di Grifone (febbraio 2014)

Bosa, liberazione di un esemplare di Grifone (febbraio 2014)

Il Grifone (Gyps fulvus), una delle specie di altri animali più caratteristiche dell’Isola, vive e vola da erratico un po’ in tutto il territorio regionale.  Dai Sette Fratelli al Supramonte, dove nidificava fino a trent’anni fa e dove un progetto del Comune di Oliena, dell’Assessorato all’ambiente della Provincia di Nuoro e dell’Ente foreste della Sardegna ne vorrebbe la reintroduzione, anche se il recente fallimento della reintroduzione del Gipeto determinato dai bocconi avvelenati pesa come un macigno.

Perseguitato con bocconi avvelenati e fucili con la falsa accusa di decimare le greggi, è uno dei quattro avvoltoi europei, necrofago, al vertice della catena alimentare.  Attualmente se ne stimano poco più di un centinaio di esemplari, con una trentina di coppie nidificanti.   Il 28 ottobre 2010 sono stati liberati a Punta Cristallo (Alghero), nel parco naturale regionale “Porto Conte” (dove gravitano altri 4-5 esemplari e recentemente è stato riattivato uno storico carnaio) due giovani Grifoni (un maschio e una femmina) recuperati qualche mese fa e riabilitati dal Centro di recupero della fauna selvatica (Bonassai) dell’Ente foreste della Sardegna.  Due esemplari in più in volo sui cieli sardi.

Il Grifone si trova in Marocco, Algeria, Spagna (8.100 coppie), Sardegna, Croazia (soprattutto nelle isole Cres e Rab), in Grecia (circa 450 coppie), Turchia, fino all’Iran ed all’Irak.   Dalla Slovenia arriva fino all’Austria, dove dallo zoo di Salisburgo (che accoglie una colonia in stato semi-libero) sale fino agli Alti Tauri. E’ stato reintrodotto nel Massiccio Centrale francese (circa 220 coppie) e nel Giura svizzero (54 coppie). La popolazione complessiva al momento sembra crescere.    In totale, vi è una stima di 17-18 mila individui.

Gipeto (Gypaetus barbatus) e Grifoni (Gyps fulvus)

Gipeto (Gypaetus barbatus) e Grifoni (Gyps fulvus)

In Italia è stato reintrodotto nel parco naturale regionale dei Nebrodi (Sicilia), dove conta ad oggi circa 50 individui tra adulti e giovani. A seguito di un’operazione di ripopolamento seguita dal Corpo forestale dello Stato, sono presenti diversi esemplari nell’area Velino – Gran Sasso (agosto 2006), mentre recenti avvistamenti ci sono stati anche sulle Dolomiti, in Veneto, sul massiccio della Marmolada.

Anche la Regione Friuli – Venezia Giulia è promotrice, da alcuni anni, di un progetto di reintroduzione del Grifone nella zona di Forgaria.

Nel Parco nazionale del Pollino (Calabria), nel territorio di Civita in provincia di Cosenza, è in atto un progetto di reintroduzione.   Per il momento ci sono 27 esemplari tenuti in una voliera a picco sulle Gole del Raganello per acclimatarsi al nuovo ambiente.

Ma è in Sardegna il nucleo storico, presente da sempre, ininterrottamente.  E’ una parte della nostra Terra, della nostra identità, e dobbiamo difenderlo.

In più occasioni le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra si sono battute, in campo legale, per fermare opere pubbliche (in particolare speculazioni immobiliari, elettrodotti ad alta tensione) e private che ponevano in pericolo l’areale di riproduzione del nostro avvoltoio, contro i vigliacchi bocconi avvelenati.

Non basta.

A quando un’area naturale protetta sul litorale bosano-algherese per salvaguardare le colonie nidificanti del Grifone?   Sarebbe anche un vero beneficio per l’equilibrata crescita economico-sociale della Planargia.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

da La Nuova Sardegna, 5 marzo 2014

I grifoni di Bosa insidiati dal cemento
L’unica colonia autoctona in Italia vive in un territorio che per la Regione non esiste, ora al centro di grandi appetiti edilizi.  Paolo Merlini 

BOSA. C’è da augurarsi che il prossimo governo regionale metta mano, oltre che al ripristino del piano paesaggistico regionale contraffatto poche ore prima del voto, a un insieme di politiche efficaci per conservare e valorizzare il patrimonio naturale della Sardegna. Questo perché la tutela della fauna e della flora dell’isola non dovrebbe essere isolata dalla pianificazione urbanistica. E viceversa. Un caso emblematico della necessità di uno sguardo complessivo su questi problemi è la colonia di avvoltoi grifone nelle alture a pochi chilometri a nord di Bosa, al di sopra di un tratto di costa incontaminato che il consiglio comunale vorrebbe legittimamente tutelato dall’Unesco. La colonia di Bosa è l’unica in Sardegna, ma soprattutto è l’unica naturale in Italia: a differenza delle altre, qui sono nati i circa 80 avvoltoi che attualmente la popolano. Insomma, non sono stati reintrodotti, vivono qui da sempre. Convivono da un tempo immemorabile con la popolazione, anche quella delle campagne, e sono scampati alle insidie che altrove hanno falcidiato i propri simili: il bracconaggio, i bocconi avvelenati, il Ddt nel dopoguerra, il turismo di massa e la speculazione edilizia. Il primo paradosso è che tutto ciò è avvenuto in una sorta di autotutela: la colonia di grifoni di Bosa per la Regione Sardegna è come se non esistesse. Non c’è un progetto pubblico di censimento, o particolari forme di protezione della specie, a cominciare dalle delicate aree di nidificazione. In teoria nei nidi potrebbe andarci chiunque, e purtroppo talvolta accade. Se non succede, spesso è solo merito di un pugno di volontari. Il secondo paradosso è che su questo territorio, non lontano dall’areale dei grifoni, è previsto un ambizioso progetto turistico, dislocato in più parti, che prevede decine di migliaia di metri cubi di cemento e un campo da golf a 18 buche, esteso 65 ettari. Il sito web e soprattutto il video promozionale della società proprietaria dei terreni (privati come la gran parte del territorio bosano), la Condotte Immobiliare Spa, descrivono i pericoli del progetto Bosa Colores meglio di quanto avrebbe potuto fare la più accanita associazione ambientalista. Non solo perché nel lungo elenco delle bellezze del luogo non si fa cenno all’esistenza dell’unica colonia autoctona di grifoni in Italia, ma anche perché la simulazione dell’insediamento aiuta a immaginare le ricadute su quel tratto di costa del previsto mega-condominio, con cento appartamenti stile Truman Show («vialoni asfaltati da periferia del Midwest», ha scritto Sylvie Coyaud sul Sole 24 Ore). Per non parlare del resort previsto all’interno di un’antica cava abbandonata di trachite. Il consiglio comunale di Bosa anni fa si era espresso per una crescita urbanistica che tutelasse il territorio costiero, i piani paesaggistici varati dalla giunta Soru lo hanno ribadito. Gli ambientalisti, a cominciare dal Gruppo d’intervento giuridico, hanno sottolineato di recente la necessità di istituire un’area naturale protetta. E accusano la Condotte spa di aver recintato illegalmente i propri terreni a Tentizzos, impedendo di fatto il libero accesso al mare. I grifoni in volo lassù non lo sanno, ma la loro sopravvivenza si gioca anche a colpi di carte bollate.

 

 

Gli angeli custodi di Su Entulzu. 

BOSA. Le foto pubblicate in questa pagina sono state scattate pochi giorni fa nelle alture tra Bosa e Montresta. Documentano la liberazione di una giovane femmina di grifone che era stata sospinta nella spiaggia da un forte vento che le impediva di riprendere il volo. Dopo il soccorso, l’animale è stato condotto al Centro recupero della fauna selvatica dell’Ente Foreste, a Bonassai, dove è stato seguito con cura dal veterinario Marco Muzzeddu. A soccorrere il grifone (su entulzu in bosano) è stato, come in altre occasioni, Alfonso Campus, Fofo per gli amici. È grazie a lui, e all’associazione L’Altra Bosa-Kalarighes che guida con Cristina Perino, che la colonia viene monitorata e protetta. Fofo è un naturalista autodidatta, ma molto preparato. Di mestiere fa il muratore, è impresario di se stesso e di un solo dipendente. Quando lo dice, il suo sguardo fa capire che sviluppo e ambiente non sono incompatibili. Un altro incontro che resta impresso è con Daniele, un pastore di circa trent’anni. A 800 metri d’altezza, in un’azienda in affitto, alleva capre, pecore, bovini selezionati. I grifoni planano di continuo sul bestiame, con reciproca tranquillità (come gli altri avvoltoi, si nutrono solo di carcasse di animali morti). Un muratore ambientalista, un pastore, una colonia di rapaci: simboli di una convivenza tra le attività dell’uomo e la vita degli animali selvatici che a Bosa è nei fatti da tempo.

 

 

Quel progetto congelato per il Supramonte.   Dopo l’uccisione di tre gipeti nel 2008 era stata accantonata anche la reintroduzione del “Gyps fulvus”. 

NUORO. Da quattro anni un progetto per la reintroduzione dell’avvoltoio grifone nel Supramonte, dove è estinto da decenni, è congelato nei cassetti della Provincia. Nel 2008 venne infatti firmato un protocollo d’intesa tra ministero dell’Ambiente, la stessa Provincia, l’Ente Foreste e il Comune di Oliena. Quest’ultimo si candidava a trovare un’area in cui realizzare una voliera e il carnaio per i primi esemplari. Erano disponibili 150mila euro. Nel frattempo però accade un episodio relativo a un’altra specie di avvoltoi, il gipeto. La sua reintroduzione nel Supramonte, dove mancava da 40 anni, annunciata con squilli di tromba, fallì in modo crudele nel giro di un paio di mesi: i tre gipeti liberati vennero trovati nel vicino Gennargentu uccisi da esche avvelenate. Fu un episodio tristissimo nella storia della tutela ambientale dell’isola, che attirò l’attenzione internazionale insieme con critiche durissime sul modo in cui era stata gestita l’operazione, costata sino a quel momento 300 mila euro. Il progetto, infatti, aveva durata pluriennale, e prevedeva nuovi inserimenti dopo la fase di ambientamento dei primi tre rapaci. Insomma, era solo l’inizio di un programma di largo respiro, ed era stato preceduto da una campagna di sensibilizzazione rivolta agli abitanti del centro Sardegna, ai pastori e ai cacciatori. Dal mondo ambientalista, dal Gruppo d’intervento giuridico sino al naturalista Domenico Ruiu (uno che all’osservazione dei rapaci ha dedicato la vita), ci fu l’appello a continuare. Ma Provincia e Regione preferirono far cadere il progetto. La giustificazione ufficiale fu che era impossibile combattere contro la piaga dei bocconi avvelenati, vietati per legge, che in campagna si usano contro volpi e cani randagi che aggrediscono il bestiame. In realtà il fenomeno è molto meno diffuso di quanto si creda (ma ancora oggi non esistono dati sulla sua incidenza). E sono in molti a credere che quei bocconi fossero un macabro messaggio più che contro i gipeti, contro ciò che essi potevano rappresentare in un futuro non troppo lontano: l’istituzione del Parco del Gennargentu, di cui si ricominciava a parlare con la giunta Soru. E i grifoni? Provincia e Regione si tirarono indietro. Ma al Comune di Oliena pensano sia finalmente arrivato il momento di tirar fuori dal cassetto quel progetto e realizzarlo.

 

Grifone (Gyps fulvus)

 

LE CIFRE. 

31 – È IL NUMERO DELLE COPPIE DI GRIFONI (NOME SCIENTIFICO GYPS FULVUS) DELLA COLONIA NELLE ALTURE A NORD DI BOSA, L’UNICA NATURALE E AUTOCTONA IN TUTTA ITALIA. È STATO RILEVATO NEL 2013 DALL’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARI L’ALTRA BOSA-KALARIGHES CHE DA ANNI MONITORA LA SPECIE

18 – SONO I PICCOLI DI GRIFONE CHE SI SONO INVOLATI A BOSA NEL CORSO DEL 2013, QUANDO IL SUCCESSO RIPRODUTTIVO HA RAGGIUNTO L’85%

1979 – L’ANNO DELLA CONVENZIONE DI BERNA CHE TUTELA LA SPECIE

 

 

il team della Condotte Immobiliare, brava gente…

L'Unione Sarda, 15 giugno 2014

L’Unione Sarda, 15 giugno 2014

La Nuova Sardegna, 30 marzo 2014

(foto da http://www.condotteimmobiliare.com, Sardegna Ambiente, E.F.S., S.D., archivio GrIG)

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  1. Nicola Putzu
    marzo 6, 2014 alle 9:06 am

    Oltre a queste minacce è da tenere d’occhio quella dovuta all’uso del Diclofenac in campo veterinario. In Asia (India particolarmente) sta minacciando seriamente le popolazioni di avvoltoi (cali del 99%!) che si cibano di carcasse di animali domestici: http://www.vetjournal.it/approfondimento.php?codnotizia=458.
    Ultimi aggiornamenti (in inglese) a questo link: http://www.4vultures.org/news/

  2. Mara
    marzo 6, 2014 alle 10:07 am

    Il Grifone vivrà e volerà in Sardegna.

  3. Nico
    marzo 6, 2014 alle 3:16 pm

    W il grifone e i veri avvoltoi

  4. Nicola Putzu
    marzo 7, 2014 alle 12:14 pm

    Sulla piattaforma Change.org è stata creata una petizione per proibire l’uso del Diclofenac in ambito veterinario: https://www.change.org/petitions/european-union-diclofenac-the-vulture-killing-drug-is-now-available-on-eu-market
    Chi è d’accordo con la petizione firmi 🙂

    • Mara
      marzo 8, 2014 alle 4:13 pm

      Ciao Nicola, ho appena firmato. Grazie per la segnalazione.
      Ho chiesto lumi al mio veterinario che ha risposto così:

      Il diclofenac è in vendita da tempo in italia (éil voltaren di uso umano)
      Si chiama refluogin, il problema é stato segnalato in India,
      Qui da noi non è utilizzato nelle pecore che costituiscono il pasto principale degli avvoltoi, gli anti infiammatori sono normalmente poco utilizzati negli animali da reddito
      Comunque credo sia giusto tenere alta l’attenzione su queste problematiche, sicuramente gran parte anche degli addetti ai lavori non conosce il problema, quindi se vuole firmi tranquilla, credo sia giusto

      • Nicola Putzu
        marzo 9, 2014 alle 11:40 am

        Grazie Marta. Si, i rischi in Europa sono minori come afferma il tuo veterinario. Meglio prevenire che curare 🙂

  5. settembre 18, 2014 alle 6:22 pm

    anche in Abruzzo! 😛

    A.N.S.A., 19 settembre 2014
    Rinasce grifone, storico simbolo Abruzzo.
    Progetto Cfs compie 20 anni, avvoltoio ripopola Appennino. (http://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2014/09/18/rinasce-grifone-storico-simbolo-abruzzo_9d7d3ae1-7900-4533-bab6-85c0c3f29e4f.html)

    MAGLIANO DEI MARSI (L’AQUILA), SET 18 – Il Progetto Grifone in Abruzzo compie 20 anni e saluta il successo del ripopolamento dell’avvoltoio con 180 esemplari in una vasta area tra Marsica e Pnalm. La Gfs ha rimesso in libertà altri 4 esemplari adulti (oltre 2,5 mt di apertura alare) inanellati e radiocollegati per il monitoraggio continuo. Dal Riserva Naturale Monte Velino hanno spiccato di nuovo il volo per raggiungere i nidi sparsi nelle montagne abruzzesi, con 30 coppie in circa 5 colonie osservate.

  6. settembre 21, 2014 alle 10:47 am

    da La Nuova Sardegna, 21 settembre 2014
    Il passeggero che non ti aspetti arriva in barca: il grifone fa la star: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/09/21/news/il-passeggero-che-non-ti-aspetti-arriva-in-barca-il-grifone-fa-la-star-1.9971174

    ——————-

    Torna il grifone per un’altra sosta sulla barca all’ancora: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/09/21/news/torna-il-grifone-per-un-altra-sosta-sulla-barca-all-ancora-1.9971722

  7. Occhio nudo
    settembre 21, 2014 alle 5:03 pm

    era curioso di conoscere quegli strani animali a due zampe che stavano in mare 😉 bellissimo

  8. mara
    settembre 21, 2014 alle 10:33 pm

    Bellissimo! Mi sarebbe piaciuto vedere la faccia degli umani. Un incontro incredibile.

  9. settembre 26, 2014 alle 9:55 pm

    da L’Unione Sarda, 26 settembre 2014
    Frattura dopo brutto atterraggio. Oristano, operato un grifone: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/09/26/frattura_dopo_brutto_atterraggio_oristano_operato_un_grifone-6-388116.html

    ________________________________

    da Sardinia Post, 26 settembre 2014
    Oristano: in sala operatoria Joe Condor, piccolo grifone salvato da un pastore: http://www.sardiniapost.it/cronaca/oristano-intervento-chirurgico-per-joe-condor-piccolo-grifone-salvato-allevatore/

  10. mara
    settembre 26, 2014 alle 10:06 pm

    Ottimo, i veterinari della Clinica sono molto bravi, li conosco da anni. Il grifone guarirà e tornerà sui cieli di Bosa. Complimenti allo spiritosissimo che l’ha nominato Jokondo! 🙂

  11. novembre 20, 2014 alle 3:00 pm

    e, come avevamo detto, il golf sulla costa dei Grifoni non arriverà mai. 😛

    da L’Unione Sarda, 20 novembre 2014
    BOSA. Incontro con il sindaco Mastino. Il progetto della società immobiliare sarà rimodulato.
    Condotte fa un passo indietro: addio al campo da golf. (Antonio Naitana): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20141120083516.pdf

  12. dicembre 11, 2014 alle 2:57 pm

    altri due Grifoni volano di nuovo nei cieli della Sardegna 😀

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