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Mattoni e palline da golf sulla costa dei Grifoni se li possono scordare. Non ci saranno mai.


Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato (24 luglio 2013) una specifica richiesta di informazioni ambientali e di adozione degli opportuni provvedimenti inibitori riguardo la rimodulazione presentata dalla Condotte Immobiliare s.p.a. (Gruppo Ferfina) denominata Bosa Colores del programma di investimenti immobiliari su complessivi 247 ettari già noto come “Bosa Sviluppo” (2003), allora avente come riferimento societario il Gruppo Impregilo.

Sono stati interessati la Commissione europea, i Ministeri dell’ambiente e dei beni e attività culturali, la Presidenza della Regione autonoma della Sardegna, la Direzione generale regionale della pianificazione urbanistico-territoriale e della vigilanza edilizia, il Servizio regionale valutazione impatti, il Servizio regionale tutela del paesaggio di Oristano, la Direzione generale per i beni culturali e paesaggistici per la Sardegna, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Cagliari, il Comune di Bosa.

Grifone (Gyps fulvus)

Grifone (Gyps fulvus)

E’ stata informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano.

Secondo la proposta turistico-edilizia attuale sarebbero previsti, fra l’altro, una struttura ricettiva, residenze stagionali, servizi (complessivamente mc. 75.000 di volumetrie), un campo da golf (18 buche) nella località costiera di Tentizzos (100 ettari), già area di modesta attività mineraria + residenze stagionali (mc. 217.000 di volumetrie su 17,5 ettari, in parte già realizzate) in località Campu e’Mare + un resort in località Sa Sea (mc. 25.000 di volumetrie su 73 ettari, approvazione con condizioni al termine del procedimento di V.I.A. con deliberazione Giunta regionale n. 5/8 del 15 febbraio 2005).

Il complesso di investimenti rientrerebbe nel Piano strategico di sviluppo comunale e del territorio (P.S.S.C.) in corso di adozione da parte del Comune di Bosa.

Comune che, in piena contraddizione, ha adottato anche un ordine del giorno in data 16 luglio 2013 per avviare il percorso che dovrebbe portare la costa compresa fra Bosa e Alghero nell’elenco dei beni appartenenti al patrimonio dell’umanità, sotto l’egida dell’U.N.E.S.C.O.

Bosa, costa di Torre Argentina

Bosa, costa di Torre Argentina

La speculazione immobiliare, a distanza di dieci anni e dopo non aver portato alcuna positiva ricaduta duratura nella collettività locale, s’è riaffacciata sulle coste bosane: non contenta dell’immane budget volumetrico (circa 400 mila metri cubi) acquisito fra Bosa e il mare agli inizi del nuovo millennio con un’azione di contrasto in splendida e amara solitudine da parte delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, ora ritorna a farsi sotto: l’obiettivo è la costa dei Grifoni, fra Bosa e Alghero.

Ecco, testuale: “Bosa Colores – BOSA (OR),

Progetto di sviluppo sulla costa nord occidentale della Sardegna, uno dei pochi tratti ancora sconosciuti al turismo di massa. In prossimità del centro storico della caratteristica cittadina di Bosa, il sito è racchiuso fra il verde della macchia mediterranea ed il blu del mare sardo. Bosa conserva intatti l’atmosfera ed i tratti tipici del passato ed affascina per la vitalità dei suoi colori, l’originalità delle architetture, la varietà delle risorse naturali e delle tradizioni popolari. Il progetto Bosa Colores, disposto su tre grandi aree dalle caratteristiche eterogenee, prevede principalmente iniziative a destinazione turistico-ricettiva di varia tipologia: hotel a 3 e 5 stelle, centri benessere e spa, infrastrutture per convegni e congressi, impianti balneari, campi da golf, strutture per escursioni, falconeria, bird-watching, tiro con l’arco, etc. In una delle aree è previsto anche lo sviluppo di un complesso residenziale nel quale saranno costruiti tre edifici con appartamenti ben rifiniti e di varie metrature. Tutte le strutture, non invasive e di alta qualità, saranno costruite con l’utilizzo delle più moderne tecniche di bio-edilizia e nel rispetto dell’ambiente circostante”.

Bosa, costone di Sa Pittada

Bosa, costone di Sa Pittada

Poi, ancora più in dettaglio.

Nei 247 ettari di Tentizzos, sull’incontaminata costa fra Bosa e Alghero, regno dei Grifoni (Gyps fulvus) e di altri rapaci, in uno straordinario contesto ecologico, tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e sito di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE) questo sciagurato progetto speculativo vorrebbe colare 75 mila metri cubi di volumetrie per hotel, residence, ville, servizi, l’immancabile campo da golf da 18 buche (in una costa alta e rocciosa…) con club house.

Il progetto sarebbe legato a quella legge regionale n. 19/2011 di sostegno al golf finita davanti alla Corte costituzionale su ricorso del Governo e segnalazione proprio delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico.

Eppure l’alternativa esiste: a due passi dalla splendida costa uno splendido centro storico, il castello medievale dei Malaspina, sas Conzas, il Temo che si snoda, navigabile, verso il mare.

Un luogo straordinario dove un parco naturale potrebbe costituire il fondamentale strumento di salvaguardia ambientale unito alla promozione del turismo sostenibile, della ristrutturazione del centro storico, della valorizzazione dei prodotti agropastorali locali, di nuove opportunità lavorative.

Come avviene nel resto d’Italia, in tutta Europa.    Altro che becere speculazioni immobiliari.

E’ questo l’obiettivo del locale battagliero Comitato InBosa e lo sosteniamo con forza.

Stiano sereni e si mettano l’anima in pace speculatori e supporters d’ogni ordine e grado: le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico si opporranno in tutte le sedi e con tutti i mezzi a disposizione per contrastare un vero e proprio scempio annunciato.

Mattoni e palline da golf sulla costa dei Grifoni se li possono scordare: non ci saranno mai.

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Bosa, ubicazione del progetto "Bosa Colores" (in nero) sovrapposta alla disciplina del piano paesaggistico regionale

Bosa, ubicazione del progetto “Bosa Colores” (in nero) sovrapposta alla disciplina del piano paesaggistico regionale

Bosa, Torre Argentina

Bosa, Torre Argentina

 

aggiornamento (26 luglio 2013): su Il Sole 24 Ore, edizione del 25 luglio 2013, è comparso il seguente articolo, secondo cui “i prezzi medi di vendita delle residenze si aggirano sui 2mila euro al metro quadrato”.

da Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2013

da Il Sole 24 Ore, 25 luglio 2013

 

(tavola progettuale “Bosa Colores”, foto S.D., archivio GrIG)

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  1. luglio 24, 2013 alle 6:35 am

    forza!!!!!!

  2. panurk
    luglio 24, 2013 alle 8:05 am

    come detto: la storia coloniale della Sardegna si ripete senza pietà.

    Sento solo RABBIA. Anche contro i sardi incapaci di apprezzare e tutelare le bellezze naturali della loro isola. Ma forse sono troppo ingiusto – ovviamente non è più la loro isola, piuttosto quella dei speculatori finanziari, degli emiri, dei turisti stupidi. Non è che non ci siano turisti intelligenti, ma per attirarle si vorrebbe una politica di turismo sostenibile, cioè dei sardi intelligenti.

    Non mi scuso di questo.

    • giovanni
      luglio 27, 2013 alle 7:46 pm

      perche mai dovresti scussarti, per aver detto la verità?

  3. Mara
    luglio 24, 2013 alle 8:08 am

    Amici, al di là di ogni altra sacrosanta considerazione naturalistica: avete visto foto e rendering del progetto? Orrende case a schiera simili alle famigerate IACP anni ’60 spacciate per architettura di pregio. Una visione assolutamente avulsa dallo splendido contesto urbano di Bosa che si è sedimentato nei secoli, con grazia.
    Non ho capito dove intendono costruire il campo da golf, ma se è in alto sulla costa dovranno anche prevedere un addestratore che insegni ai Grifoni a riportare le palline disperse fra trachiti e basalti.
    Forse il business è nella vendita di palline da golf, e nessuno di noi stupidi ambientalisti l’ha capito…
    GRAZIE G.R.I.G.!

  4. luglio 24, 2013 alle 2:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 24 luglio 2013
    Golf , assemblea aperta a fine mese. Bosa, dopo il consiglio comunale l’ad di Condotte pronto a un nuovo confronto. (Alessandro Farina)

    BOSA. Il consiglio comunale convocato per discutere la bozza del Protocollo di intenti fra amministrazione civica e Condotte Spa si è chiuso alle due del mattino di mercoledì 23 luglio, con un arrivederci a fine mese dopo un lungo, teso (ma sempre nei limiti del rispetto), articolato dibattito durato sette ore, e seguito con grande partecipazione e passione dal folto pubblico di supporter, pro o contro la possibile realizzazione del golf a Tentizzos e di cubature a Sa Miniera in particolare. Prossimo appuntamento, con l’amministratore delegato per il progetto “Bosa Colores” Giuseppe Vadalà disponibile a partecipare a un’assemblea aperta, (la data è da fissare), e questa volta slegata dai vincoli del regolamento consiliare che più volte hanno costretto il presidente del Consiglio comunale a minacciare di “far sgombrare l’aula”. In città intanto, come da tempo sulle pagine dei social network, il dibattito resta incandescente.L’amministrazione guidata da Pierfranco Casula e Condotte Spa vogliono rivedere le strategie del turismo tenendo conto delle linee di una domanda internazionale “Che dopo il cicloturismo vede al secondo posto proprio il golf” come ha sottolineato il sindaco. Nell’intervento, di circa un’ora, a cavallo della mezzanotte, Giuseppe Vadalà ha rimarcato le direttrici di Condotte che punta alla rimodulazione delle decine di migliaia di metri cubi, lottizzazione approvata nel 2006, previsti ora Campu ‘e Mare, con il golf a Tentizzos che resta, a loro avviso, in seguito a vari approfondimenti, la principale delle possibili chiavi di volta per catalizzare l’interesse di investitori e ospiti internazionali nel disegno di “Bosa Colores”. Una linea che su fronti politici trasversali è emersa dal dibattito in aula martedì. Ma il progetto è stato osteggiato apertamente oltre che dalle fila dei comitati Salviamo Tentizzos e InBosa, da molti altri nella convinzione che la città, considerati anche i rigidi limiti imposti dalle norme di tutela delle zone Sic e Zps del Marrargiu, che toccano anche Tentizzos-Sa Miniera, debba invece puntare su un altro tipo di sviluppo focalizzando la tutela ambientale, la rivitalizzazione del centro storico e dell’habitat fluviale e, sul fronte di nuove cubature per strutture ricettive e turistiche, investendo nei limiti del perimetro urbano.

  5. luglio 24, 2013 alle 3:01 pm

    da Sardegna Oggi, 24 luglio 2013
    Bosa, ambientalisti sul piede di guerra: “No a campi da golf e cemento a Tentizzos”. “No a campi da golf e cemento sulle coste di Bosa”. Fari puntati dalle associazioni ambientaliste su un progetto che prevede nuove costruzioni nel territorio del Comune oristanese. “Volumetrie per migliaia di metri cubi”, il Gruppo d’Intervento Giuridico parla di “speculazione immobiliare”. (http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2013-07-24/22488/Bosa_ambientalisti_sul_piede_di_guerra_No_a_campi_da_golf_e_cemento_a_Tentizzos.html)

    CAGLIARI – Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato una specifica richiesta di informazioni ambientali e di adozione degli opportuni provvedimenti inibitori riguardo la rimodulazione presentata dalla Condotte Immobiliare Spa(Gruppo Ferfina) denominata “Bosa Colores” del programma di investimenti immobiliari su 247 ettari già noto come “Bosa Sviluppo” (2003).
    Sono stati interessati tra gli altri la Commissione europea, i Ministeri dell’ambiente e dei beni e attività culturali ed è stata stata informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano.
    “Secondo la proposta turistico-edilizia attuale – scrive Stefano Deliperi – sarebbero previsti, fra l’altro, una struttura ricettiva, residenze stagionali, servizi (complessivamente mc. 75.000 di volumetrie), un campo da golf (18 buche) nella località costiera di Tentizzos (100 ettari), già area di modesta attività mineraria più residenze stagionali (mc. 217.000 di volumetrie su 17,5 ettari, in parte già realizzate) in località Campu e’Mare più un resort in località Sa Sea (mc. 25.000 di volumetrie su 73 ettari”.
    Il complesso di investimenti rientrerebbe nel Piano strategico di sviluppo comunale e del territorio in corso di adozione da parte del Comune di Bosa. “Il Comune, in piena contraddizione, ha adottato anche un ordine del giorno in data 16 luglio 2013 per avviare il percorso che dovrebbe portare la costa compresa fra Bosa e Alghero nell’elenco dei beni appartenenti al patrimonio dell’umanità, sotto l’egida dell’Unesco”.
    “La speculazione immobiliare, a distanza di dieci anni e dopo non aver portato alcuna positiva ricaduta duratura nella collettività locale, s’è riaffacciata sulle coste bosane: non contenta dell’immane budget volumetrico (circa 400 mila metri cubi) acquisito fra Bosa e il mare agli inizi del nuovo millennio con un’azione di contrasto in splendida e amara solitudine da parte delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, ora ritorna a farsi sotto: l’obiettivo è la costa dei Grifoni, fra Bosa e Alghero”.

  6. luglio 24, 2013 alle 3:03 pm

    da Sardinia Post, 24 luglio 2013
    Bosa, in arrivo campo da golf e resort. Gli ambientalisti: “No alla colata di cemento”. (http://www.sardiniapost.it/cronaca/bosa-in-arrivo-campo-da-golf-resort-e-ville-gli-ambientalisti-no-alla-colata-di-cemento/)

    No ad una nuova colata di cemento e alla realizzazione di un campo da golf sulle coste di Bosa, sulla costa occidentale della Sardegna. Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato oggi una specifica richiesta di informazioni ambientali e di adozione degli opportuni provvedimenti inibitori sulla rimodulazione presentata dalla Condotte Immobiliare Spa (Gruppo Ferfina) denominata “Bosa Colores” del programma di investimenti immobiliari su complessivi 247 ettari già noto come “Bosa Sviluppo”, del 2003.
    “Secondo la proposta turistico-edilizia attuale – spiega il portavoce delle associazioni, Stefano Deliperi – sarebbero previsti, fra l’altro, una struttura ricettiva, residenze stagionali, servizi (complessivamente 75.000 metri cubi di volumetrie), un campo da golf (18 buche) nella località costiera di Tentizzos (100 ettari), già area di modesta attività mineraria più residenze stagionali (217.000 metri cubi di volumetrie su 17,5 ettari, in parte già realizzate) in località Campu e’ Mare e un resort in località Sa Sea (25.000 metri cubi di volumetrie su 73 ettari). Il complesso di investimenti rientrerebbe nel Piano strategico di sviluppo comunale e del territorio in corso di adozione da parte del Comune di Bosa”. “Comune che, in piena contraddizione – ricordano gli ambientalisti – ha adottato anche un ordine del giorno il 16 luglio per avviare il percorso che dovrebbe portare la costa compresa fra Bosa e Alghero nell’elenco dei beni appartenenti al patrimonio dell’umanità, sotto l’egida dell’Unesco“.
    Gli interlocutori. Le associazioni ecologiste si sono rivolte alla Commissione europea, ai ministeri dell’Ambiente e dei beni e attività culturali, alla Presidenza della Regione, alla Direzione generale regionale della pianificazione urbanistico-territoriale e della vigilanza edilizia, Servizio regionale valutazione impatti, Servizio regionale tutela del paesaggio di Oristano, Direzione generale per i beni culturali e paesaggistici per la Sardegna, Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Cagliari e Comune di Bosa.

  7. luglio 24, 2013 alle 3:05 pm

    da L’Unione Sarda on line, 24 luglio 2013
    Mobilitazione associazioni ambiente. “No a mattone e golf nelle coste di Bosa”. No ad una nuova colata di cemento e alla realizzazione di un campo da golf sulle coste di Bosa. (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/07/24/mobilitazione_associazioni_ambiente_no_a_mattone_e_golf_nelle_coste_di_bosa-6-323388.html)

    Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato oggi una specifica richiesta di informazioni ambientali e di adozione degli opportuni provvedimenti inibitori sulla rimodulazione presentata dalla Condotte Immobiliare Spa (Gruppo Ferfina) denominata “Bosa Colores” del programma di investimenti immobiliari su complessivi 247 ettari già noto come “Bosa Sviluppo”, del 2003. Le associazioni ecologiste hanno inviato l’esposto alla Commissione europea, ai Ministeri dell’ambiente e dei beni e attività culturali, Presidenza della Regione, Direzione generale regionale della pianificazione urbanistico-territoriale e della vigilanza edilizia, Servizio regionale valutazione impatti, Servizio regionale tutela del paesaggio di Oristano, Direzione generale per i beni culturali e paesaggistici per la Sardegna, Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Cagliari e Comune di Bosa. “Secondo la proposta turistico-edilizia attuale – spiega il portavoce delle associazioni, Stefano Deliperi – sarebbero previsti, fra l’altro, una struttura ricettiva, residenze stagionali, servizi (complessivamente mc. 75.000 di volumetrie), un campo da golf (18 buche) nella località costiera di Tentizzos (100 ettari), già area di modesta attività mineraria più residenze stagionali (mc. 217.000 di volumetrie su 17,5 ettari, in parte già realizzate) in località Campu èMare e un resort in località Sa Sea (mc. 25.000 di volumetrie su 73 ettari). Il complesso di investimenti rientrerebbe nel Piano strategico di sviluppo comunale e del territorio in corso di adozione da parte del Comune di Bosa”. “Comune che, in piena contraddizione – ricordano gli ambientalisti – ha adottato anche un ordine del giorno il 16 luglio per avviare il percorso che dovrebbe portare la costa compresa fra Bosa e Alghero nell’elenco dei beni appartenenti al patrimonio dell’umanità, sotto l’egida dell’Unesco”.

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    SONDAGGIO

    Da Bosa parte la guerra ai campi da golf. La sostieni?: http://www.unionesarda.it/sondaggio/sondaggi/2013/07/24/da_bosa_parte_la_guerra_ai_campi_da_golf_la_sostieni-20-323399.html

  8. capitonegatto
    luglio 24, 2013 alle 11:41 pm

    E il campo golf a campulongu di Villasimius, non insegna ? E sino a quando la spiaggia davanti all’albergo ( ex Mancini) a Castiadas , sara’ ancora libera per i turisti ?, visto che hanno gia messo cartelli ( vietata la caccia e il passaggio a chi non autorizzato ) ? Va bene il divieto di caccia , ma chi vieta il passaggio per andare in spiaggia ?
    Anche queste non sono speculazioni ?

  9. eliana rossi raccagni
    luglio 25, 2013 alle 1:18 pm

    Spero che si riesca a coinvolgere il maggior numero di persone nella difesa di questo fantastico, luogo di bellezza e di cultura. Spero che il suolo del’Italia la smetta di essere terreno di rapina per immobiliaristi e speculatori. Spero che il comune di Bosa inizi ad occuparsi della tutela del suo patrimonio storico e naturale, invece di aprire le porte alla speculazione. Bosa è sicuramente uno dei borghi più belli d’Italia, ma anche uno dei più sporchi e trascurati. Eliana (turista innamorata di Bosa)

  10. panurk
    luglio 25, 2013 alle 1:43 pm

    sarebbe possibile di mettere in rete uno scan a risoulzione più alta del progetto?
    Grazie!

  11. luglio 25, 2013 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 25 luglio 2013
    “No golf”, ambientalisti mobilitati. (http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/78951_No_golf_ambientalisti_mobilitati.pdf) Documenti in Procura e a Bruxelles contro il progetto immobiliare a Bosa. (Giampaolo Meloni)

    BOSA. Destinatari: dalla Commissione europea ai ministeri italiani, dalla Regione alla procura della Repubblica di Oristano. Un’informazione diffusa a vasto raggio, che ribadisce il no al programma di investimenti turistici nella fascia costiera tra Tentizzos e Sa Miniera, a ridosso della strada panoramica Bosa Alghero. Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’abolizione della caccia e Gruppo d’Intervento giuridico, hanno inviato ieri una richiesta di informazioni specifiche a un lungo elenco di organismi istituzionali interessati a vigilare e decidere sul progetto di grandi dimensioni insediative: “Centomila metri cubi sulla costa dei grifoni” titolava l’inchiesta della Nuova a settembre dell’anno scorso. A tutti i destinatari della denuncia, compreso il Comune di Bosa, gli ambientalisti chiedono che «vengano adottati gli opportuni provvedimenti inibitori riguardo la rimodulazione presentata dalla Condotte Immobiliare s.p.a. (Gruppo Ferfina) denominata “Bosa Colores” del programma di investimenti immobiliari su complessivi 247 ettari già noto come “Bosa Sviluppo” (2003), allora avente come riferimento societario il Gruppo Impregilo». Dopo avere ricordato l’atteggiamento «contraddittorio» del Comune, che il 16 luglio ha deciso di avviare le procedure per portare la costa Bosa-Alghero nell’elenco dei beni riconosciuti dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”, gli ambientalisti dicono «no alla speculazione immobiliare», e aggiungono: «Mattoni e palline da golf sulla costa di Bosa non ci saranno mai».

  12. luglio 25, 2013 alle 10:28 pm

    da L’Unione Sarda, 25 luglio 2013
    BOSA. Gli ambientalisti presentano denuncia alla Procura e al Ministero«Sulla Costa dei grifoni né mattoni né palline da golf». (Antonio Naitana)

    BOSA. Una raffica di denunce e segnalazioni: dopo le perplessità emerse in Consiglio comunale fra i gruppi di opposizione e all’interno della stessa Giunta, tocca alle associazioni ambientaliste scendere in campo contro il progetto “Bosa Colores” di Condotte immobiliare. Coinvolgendo la Procura di Oristano, la Commissione europea, i ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali e la Regione. Gli “Amici della Terra”, la “Lega per l’abolizione della Caccia” ed il “Gruppo di intervento giuridico” hanno inoltrato una richiesta di informazioni ambientali e di adozione degli «opportuni provvedimenti inibitori riguardo la rimodulazione presentata da Condotte Immobiliare del programma di investimenti immobiliari» sulla costa bosana. L’iniziativa arriva mentre il Consiglio comunale si prepara a votare, nella prossima seduta, la proposta di accordo fra Comune e società, avvallata dal sindaco Piero Casula ma osteggiata da opposizioni, comitati cittadini e pure da qualche assessore.
    IL PROGETTO. Prevede volumetrie in parte già realizzate a Campu ‘e Mare, strutture ricettive e residenziali a Sa Sea, un campo da golf da 18 buche nella costa di Tentizzos e altre volumetrie nell’entroterra, nell’area del vecchio villaggio minerario di Sa Miniera.
    GLI AMBIENTALISTI. «Il complesso di investimenti rientrerebbe nel Piano strategico di sviluppo comunale e del territorio in corso di adozione da parte del Comune» scrive il “Gruppo di intervento giuridico”. «Ente che, in piena contraddizione, ha adottato anche un ordine del giorno per avviare il percorso che dovrebbe portare la costa compresa fra Bosa e Alghero nell’elenco dei beni appartenenti al patrimonio dell’umanità, sotto l’egida dell’Unesco».
    CEMENTO IN CIFRE. Dal 2000 ad oggi nel territorio di Bosa sono stati costruiti circa 400 mila metri cubi. «Un immane budget volumetrico – secondo gli ambientalisti – che punta ad estendersi sulla Costa dei grifoni. In uno straordinario contesto ecologico tutelato con vincolo paesaggistico e sito di importanza comunitaria. Questo sciagurato progetto speculativo – denunciano gli ecologisti – vorrebbe colare 75 mila cubi di volumetrie per hotel, residence, ville, servizi, l’immancabile campo da golf. Un progetto legato a quella legge regionale di sostegno al golf, finita davanti alla Corte Costituzionale su ricorso del Governo». Perciò gli ambientalisti chiedono alla Procura della Repubblica, al Governo e alla Regione, di vigilare per impedire la realizzazione del progetto. Sostengono, per contro, la creazione in quelle aree di un parco naturale: «Mattoni e palline da golf sulla Costa dei grifoni se li possono scordare: non ci saranno mai».

  13. luglio 25, 2013 alle 10:55 pm

    da L’Espresso, 24 luglio 2013
    La speculazione in nome del golf.
    A Bosa, in uno dei litorali più selvaggi e incontaminati della Sardegna, è in atto un gigantesco progetto immobiliare con palazzi e alberghi, un vero incubo di cemento di oltre 250 mila metri cubi. Il tutto grazie a una legge regionale sui campi a 18 buche che abbatterebbe i vincoli ambientali del Piano paesaggistico e consentirebbe lo sviluppo del vero business. (Daniela Scano): http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-speculazione-in-nome-del-golf/2211658

  14. luglio 26, 2013 alle 5:57 pm

    è stato inserito un aggiornamento riguardo la vendita di residenze nell’ambito del progetto “Bosa Colores”.

  15. giovanni
    luglio 27, 2013 alle 7:46 pm

    Maledetti, non si deve fare nulla di tutto ciò.

  16. Angelo Pisanu
    agosto 1, 2013 alle 1:26 pm

    retromarcia o strategia? e quale alternativa contrapporre? Riflessioni in merito all’articolo di oggi di A. Naitana su l’Unione Sarda e al probabile cambio di rotta sulla questione Golf a Tentizzos (scusate la lunghezza): non escludo che da parte del Sindaco ci sia un parziale ripensamento, ma certamente da Condotte soltanto strategia. Questo comunque lo sapremo soltanto quando vedremo la prossima bozza di protocollo d’intenti. Ritengo comunque, a prescindere, che Bosa non possa permettersi di stare ancora appresso a progetti che si basano su eventualità (legge sul Golf bloccata alla Consulta, modifica del PPR difficile, modifica del PUC lenta difficile e dispendiosa per le tasche nostre, guarda a caso!). Comunque è certo che ci proveranno, sempre con la stessa logica, loro sono speculatori immobiliari, l’AD della Condotte Vadalà ha persino rivendicato l’uso e il significato del termine durante la discussione del 22 luglio in comune. Punto. Possiamo stare altri vent’anni lottando contro?
    domanda numero 2, quale alternativa contrapporre: si sa, le cose si sono dette da almeno vent’anni, più o meno sempre le stesse, e si stanno dicendo anche oggi, oggi oggi dico, ad esempio su FB. la risposta dell’Amministrazione è ovvia e persino giusta: stiamo facendo i progetti, chiedendo i soldi che arrivano come arrivano, che possiamo fare di più? Inoltre Condotte è proprietaria, le case del centro sono di proprietà, che volete farci?
    Allora noi di InBosa diciamo: un Parco, ovviamente fatto bene ma su questo ora non mi dilungo, potrebbe essere lo strumento per strutturare tutte le emergenze ambientali e culturali di Bosa, tutte le varie vocazioni, agricola, pastorale, ittica, storico-culturale, archeologica e, last but not least, turistica. Ovviamente all’insegna del rispetto del territorio. dell’innovazione socio-politica e del progresso culturale. Tutte le varie idee di sviluppo sostenibile che emergono, dirà qualcuno, non avrebbero bisogno di un Parco istituzionalizzato, ma: anzitutto un Parco può attrarre più investimenti e più finanziamenti, in secondo luogo può caratterizzare in modo più stabile e strutturato la politica ambientale, turistica e produttiva della zona. Un Parco, attivo, partecipato e democratico, può essere lo strumento concreto del rilancio economico, della riconversione di alcune tipologie professionali orfane del cemento, di ‘restituzione delle braccia ai campi’. Lo strumento per un New Deal dello sviluppo di Bosa e della Planargia all’insegna della modernità coniugata alle esperienze secolari di una città ed una microarea (la Planargia) dalla storia grande e per certi versi gloriosa. é il momento di esprimersi e di prepararsi per una lenta ma grande battaglia, che può dare tante soddisfazioni e mettere i cittadini al centro del proprio futuro.
    Angelo (per InBosa)

    • agosto 1, 2013 alle 8:57 pm

      ecco l’articolo.

      da L’Unione Sarda, 1 agosto 2013
      BOSA. Condotte Immobiliari soprassiede sull’idea di creare un green fra le domus de janas. Il golf si allontana da Tentizzos. Al sindaco Casula non dispiace l’idea di uno spostamento a Sa Sea. La società immobiliare non ha, comunque, rinunciato a creare l’impianto sportivo e attende le decisioni della Corte costituzionale a proposito della legge sul golf. (Antonio Naitana)

      BOSA. Arrivederci golf: niente mazze e palline per ora, fra le domus de janas e la macchia di Tentizzos. Considerata la forte resistenza in ambito locale, Condotte Immobiliare e il Comune di Bosa pensano a un’ipotesi alternativa a quelle finora discusse e, in particolare, ad una sospensione del progetto per la realizzazione del campo da golf a 18 buche sul litorale a nord del Temo. La proposta di intenti fra soggetto privato ed amministrazione pubblica, ora al vaglio del Consiglio comunale, si basa su tre ipotesi alternative. Ma potrebbe essere ripensata e l’intesa potrebbe arrivare su una quarta ipotesi: la rinuncia, in questa fase, al campo da golf a Tentizzos e alle nuove costruzioni a Sa Miniera, dove sarebbero recuperate solo le volumetrie esistenti nel vecchio villaggio minerario. E, ancora, lo spostamento delle volumetrie già approvate a Campu e Mare, in gran parte, e a Sa Sea. Lo stesso sindaco Piero Casula non lo nasconde: «Potrebbe essere la scelta sulla quale è possibile trovare un’intesa».
      LA DECISIONE. È sostanzialmente l’indicazione che diede alcune settimane fa il Partito sardo d’azione, che in giunta ha due assessori: una soluzione sulla quale, peraltro, esistano forti possibilità di convergenza da parte degli altri gruppi di opposizione consiliare. Casula, però, nega di aver subito fascinazioni sardiste e precisa: «Si tratta di valutazioni che la Giunta comunale sta compiendo in assoluta liberà e con grande senso di responsabilità». Ma per Condotte, quella al campo da golf, non è una rinuncia definitiva.
      LA SOCIETÀ. La società immobiliare, dopo il dibattito di lunedì scorso in Consiglio comunale, ha preso atto della difficoltà di approvare in questa consiliatura una soluzione diversa, pro golf e favorevole alle volumetrie ricettive e residenziali a Sa Miniera: le diverse posizioni interne alla maggioranza sono emerse senza possibilità di fraintendimento, così come le resistenze molto forti esistenti nella popolazione locale, supportate da autorevoli interventi in ambito nazionale ed europeo. Ed anche le divisioni: Condotte non può accettare che la sua proposta diventi motivo di scontro sociale in una comunità come quella bosana. LA SITUAZIONE In questo contesto, la società immobiliare sembra intenzionata, almeno in questa fase, a soprassedere, limitandosi ad incassare un accordo di massima con il Comune che impegni le parti ad un ripensamento rispetto all’originario progetto in cui le volumetrie erano concentrate a Campu ‘e Mare. Non è, dunque, quella di Condotte, una rinuncia definitiva al campo da golf: piuttosto, appare essere una scelta strategica, in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci a proposito della Legge regionale sul golf e, soprattutto, che la Regione modifichi il Ppr.

  17. agosto 1, 2013 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 1 agosto 2013
    Bosa, il cemento non deve uccidere la bellezza.
    I campi da golf a Tentizzos vengono spacciati come un’imperdibile occasione di sviluppo In realtà sono esattamente il contrario. (Giorgio Todde)

    La dichiarazione di intenti del sindaco sviluppista di Bosa – trecentomila metri cubi in una bella cittadina che già ne ha qualcuno di troppo – provoca dolore. Sì, è doloroso ascoltare la vecchia favola della felicità attraverso il cemento, la redenzione attraverso il golf, avvilente sentire che trecentomila metri cubi “si adagiano” sui luoghi con le “parole d’ordine: qualità, eleganza, bellezza”, che a Bosa faranno “colloquiare le valenze ambientali e strategiche presenti nel contesto” mentre i villaggi e le seconde case deserte ormai non colloquiano più con nessuno, mentre rimbomba il frastuono dei crack che trascinano con sé intere comunità. Il borgomastro di Bosa, asserragliato in una macchina del tempo, propone ai suoi cittadini di dare via perle in cambio di fondi di bottiglia e ci assicura che con trecentomila metri cubi “adagiati” qua e là saremo moderni, verdi e sostenibili. Disegna nell’aria posti di lavoro. Golf e grifoni. Golf e miniere. Golf e malvasia. E lacera – lui che dovrebbe unirla – la sua comunità per un progetto drammatico chiamato “Colores”. Condotte immobiliare possiede 337 ettari nel territorio di Bosa. A Tentizzos-Sa Miniera, 247 ettari lungo la Bosa-Alghero, una delle strade più belle dell’isola, preparano un torrido campo da golf sul mare e 75.000 impalpabili metri cubi. A Campu e mare, 17 ettari, “adagiano” 217.000 metri cubi di brutta edilizia abitativa. A Sa Sea, 73 ettari, 25.000 soavi metri cubi e alberghi che grondano stelle. L’astuzia consiste nel tentativo di spostare a Tentizzos-Sa Miniera, dove le leggi lo vietano, un’enormità di metri cubi già autorizzati in un’altra parte. E così il sindaco annichilerebbe tre siti al costo di uno. Un primato. Ma è un’astuzia scadente. Ovvio che non si possa detestare l’azione di costruire in sé, ma quando costruire è un mezzo per il profitto di pochi e sperpera il bene non ripetibile della bellezza, quando costruire diviene un’azione priva di filosofia e assomiglia al gioco delle tre carte, allora la critica, il “no” e l’opposizione diventano necessari. Il golf è salutare. Però diventa una malattia quando diciotto buche portano con sé 75.000 metri cubi. Tanto più in un luogo sublime dove ogni norma lo vieta. Lo proibiscono il piano urbanistico comunale, il Piano paesaggistico regionale, norme europee e il buonsenso. Lo sport non è il golf, lo sport è costruire. E il principio è più buche, più cemento. Però il sindaco di Bosa dice di crederci. E coltiva una pericolosa ostilità tra chi non vuole cemento e una minoranza legata a interessi locali. I nostri Mazarò che accumulano “roba” e con la roba se ne andranno all’altro mondo avvinghiati ai loro metri cubi. Per risolvere la crisi di un sistema morente basterebbero campi da golf e cemento sparso nei luoghi più belli? Il decotto anti-crisi del sindaco farebbe sorridere se non fosse tossico. Dare mattoni all’agonizzante mercato del mattone è come dare droga a un drogato. Le cicale sarde sono voraci come le altre o anche di più e a forza di spingere carriole di mattoni rimarremo poveri per sempre. Cura, cura amorevole dei luoghi è l’unico possibile investimento. La cura conserva la bellezza e crea un benessere duraturo che non oscilla quando oscillano i mercati lontani. Il sindaco metrocubista chiede le mostrine dell’Unesco ma sostiene il progetto del golf e cemento. E sogna che il Piano paesaggistico venga cancellato, che la legge sul golf non sia bocciata dalla Corte Costituzionale, che Bosa modifichi in peggio il suo piano urbanistico e che scompaia il vigoroso movimento civile che gli si oppone. Protegga Bosa, il sindaco, sostenga le leggi che la difendono, riunisca la sua comunità. E nella piccola storia locale conserverà una buona memoria di sé. Sennò lo ricorderemo come un flagello, tra i tanti, di Bosa e dell’isola.

  18. agosto 1, 2013 alle 3:01 pm

    da Arrèxini, 29 luglio 2013
    Golf e lusso nella costa del Grifone.
    Un visione del turismo degradante per la Sardegna e per i suoi abitanti sta per prendere forma a Bosa, in provinicia di Oristano. Qui una delle coste piu belle e selvagge dell’ Isola viene minacciata dal cemento e dal turismo golfistico: http://www.arrexini.info/golf-e-lusso-nella-costa-del-grifone/

  19. agosto 2, 2013 alle 8:40 am

    da La Nuova Sardegna, 2 agosto 2013
    «Noi offriamo sviluppo, Bosa decida».
    Giuseppe Vadalà spiega il progetto sul golf e perché la società è l’unica che può costruire: «No al cemento fine a se stesso». (Giampaolo Meloni)

    BOSA. C’è un piano B, anzi D, essendo la quarta ipotesi in campo: soprassedere sul golf (perchè tanto la legge regionale non è alle porte, essendo al vaglio della Cassazione), rimodulare l’intervento immobiliare e rinviare il progetto del green da 18 buche sull’agenda dell’amministrazione comunale che governerà Bosa dalla prossima primavera e dovrà fare i conti con l’insediamento turistico della Condotte Immobiliare sulla costa dei grifoni. Intanto si lavora a perfezionare l’Intesa, guardando al Ppr e sfruttando le titolarità acquisite. Lo dice Giuseppe Vadalà, amministratore delegato della società che vanta 120 anni di storia edificatoria in Italia e all’estero, che racconta: «Alla rimodulazione ho lavorato tutta domenica scorsa, insieme al sindaco». La rimodulazione è la parola chiave sulla quale si gioca l’intera partita che ha fatto imbestialire gli ambientalisti e aggrovigliare la giunta comunale traballante in una difficile torsione bifrontale: invocare in una sola volta la tutela dell’Unesco e sdoganare 275mila metri cubi più il golf sulla costa nel paradiso ambientale che si distende da Bosa sulla strada provinciale per Alghero. «Fra otto mesi saremmo lì a riproporre il golf: soprassediamo ma non lo dimentichiamo». Dottor Vadalà, ieri sulla “Nuova” lo scrittore sardo Giorgio Todde obiettava che il cemento non deve uccidere la bellezza. «Sfonda una porta aperta. Intanto ho piacere che ci confrontiamo con persone di valore: non conosco personalmente Giorgio Todde, ma leggerò sicuramente qualcosa di suo. Non ci poniamo in contraddizione con quel che dice». Non è proprio una capannina quella a cui pensate. «Noi abbiamo in proprietà dal 2007, acquisiti sul territorio di Bosa, 340 ettari di terreno su qualità diverse, e la titolarità dei diritti acquisiti per 240mila metri cubi edificabili subito. Va precisato che noi siamo solo i realizzatori di un progetto che era già definito dalla precedente proprietà privata dei terreni». Perchè non andate avanti? «Se volessimo, faremmo cemento a non finire senza chiedere niente a nessuno, lo faremmo nelle peggiore delle condizioni, come i peggiori palazzinari, come è stato approvato in quattordici anni da diverse amministrazioni locali che si sono succedute. Perchè questo hanno approvato». Che sostanzialmente è quel che resta nel vostro progetto. «Noi abbiamo la titolarità di 23 palazzi su Campu ’e mare, un albergo da 25mila metri cubi (150 stanze a Sa sea), e altri 10mila metri cubi nella nostra titolarità approvati dalla Tutela del paesaggio e immediatamente eseguibili tra Tentizzos (cinquemila metri cubi) e Sa minera (altri 5 mila), come recupero degli immobili esistenti. Quindi abbiamo dei fabbricati che possono essere ripristinati domani». Ma non lo fate. «Non lo facciamo perchè il cemento fine a se stesso uccide il paesaggio di Bosa, come sarebbe nelle carte del Puc». Quindi? «Quindi un anno e mezzo fa ci siamo messi il problema, insieme al Comune: questo intervento così com’è non può funzionare, né per Bosa né per il turismo né per l’economia locale. Faremmo cattedrali nel deserto che a noi costano (prendiamo i soldi a prestito e li dobbiamo restituire), al territorio non servono. Una follia». Quale follia. «Pensare, come hanno fatto le amministrazioni precedenti per quattordici anni, di costruire 23 palazzi a Campu ’e mare, uno dei quali è stato realizzato, per assorbire 4500 posti letto. I posti letto non arrivano per virtù dello spirito santo. Arrivano perchè ci sono infrastrutture che attirano turisti da tutto il mondo». Il golf, intende. Quei ventitré palazzi non servono, si trasferiscono le cubature (75mila metri cubi a Sa miniera) sperando nella legge sul golf e così si rimodula l’intervento. «I posti letto attuali sono sufficienti per l’offerta turistica che oggi ha Bosa, c’è un’occupazione media annua che non va oltre il 50-60 per cento dell’offerta. Fare ancora quei palazzi significa fare imprese turistiche fallimentari in partenza». Il successo dove sta? «Prima di fare turismo bisogna intervenire con infrastrutture che attirano turisti, che destagionalizzano, che sia il golf o il cavallo, che sia il birdwatching, la vela, le canoe. E sarebbe più coerente con quel che dice Todde». Alternativa il fallimento? «Senza questo continueranno a venire le poche persone che vengono già oggi». Non casca il mondo. «Sì, non casca il mondo. Noi andiamo da un’altra parte del mondo. Ma Bosa resterà così per altri 15 anni, perchè la volumetria di di Bosa ce l’abbiamo tutta noi, siamo monopolisti su Bosa. Non costruirà più nessuno. Punto. E siamo tutti contenti». Scusi se insisto: sul golf non avete dubbi. «Non distrugge l’ambiente. L’ho progettato con l’architetto Mezzacane della Federazione italiana golf che ha aderito al Protocollo d’intesa del febbraio 2012 con le associazioni ambientaliste italiane, tutte tranne la Lipu». Insomma, il green salva l’ambiente. «Guardi che il golf preserva il territorio per il prossimo futuro. L’ambiente si salva così non con i fuoristrada che devastano tutto. Come succede oggi, fino a che non lo chiudiamo definitivamente. Tentizzos è un’area privata. Se il Comune o la Regione ci vogliono fare un parco, lo espropriassero pure. Ma fino a che è un’area privata, è inaccessibile tranne nei cinque metri dal profilo costiero. Noi consentiamo l’accesso perchè storicamente quello è il mare dei bosani». Veniamo al cemento, al quale non si rinuncia. «Noi le iniziative alberghiere immobiliari legate al golf le faremo dove è consentito, o a Sa sea dove già abbiamo la cubatura e volendo possiamo costruire domani, e colleghiamo il golf a Tentizzos con le macchine elettriche, oppure a Sa miniera, dove possiamo fare cinque suite. Sono spettacolari, le affittiamo a un milione all’anno e veniamo fuori dall’intervento. Possiamo costruire pure case in legno. Possiamo costruire interventi della massima ecosostenibilità. Non vogliamo essere i deturpatori dell’ambiente». Quale è l’urgenza? «A noi interessa iniziare a costruire, venire fuori dal nostro investimento che è stato di 20 milioni di euro, sul territorio». E i grifoni? «Abbiamo una relazione di una ornitologa della Federazione italiana golf, che si chiama Visentini: dice che il golf a Tentizzos è perfettamente compatibile con la vita dei grifoni». Il golf, ma il punto è l’impatto del cemento. «Oggi non esiste una proposta fissa progettuale. Stiamo parlando di un master plan teorico, anzi di una fase ancora precedente, ossia di un’Intesa di carattere teorico che il Comune non ha la forza di approvare. Ma non è un problema mio, se non questa, sarà la prossima amministrazione comunale che dovrà decidere: Bosa vuole un minimo di turismo, vuole andare avanti o vuole stare ferma per vent’anni ancora?».

  20. agosto 2, 2013 alle 8:43 am

    da La Nuova Sardegna, 2 agosto 2013
    Bosa, i metri cubi e il golf Un progetto per crescere.
    Partiamo dai 240.000 metri cubi già autorizzati, ma l’obiettivo è quello di ridurli modificando la tipologia architettonica, per non snaturare il territorio. (Piero Casula, sindaco di Bosa)

    Devo riconoscere ad Antonio Canu un grande merito: avere una posizione diversa, di contrarietà all’idea Golf a Tentizzos e di interventi edilizi a sa Miniera, ma di grande rispetto nei confronti di tutti. Sono invece profondamente amareggiato dalle dichiarazioni di Giorgio Todde che sparando numeri a caso (mc 300.000?) e facendo gran confusione, parla di “Sindaco sviluppista”, “Sindaco metrocubista” e mi fermo qua. Dico solo che il sindaco e i Bosani non hanno l’anello al naso e la clava sulle spalle e non sono disposti a fare le vittime sacrificali per niente e nessuno che, da qualche salotto benpensante e idealista, si permette di emettere sentenze su cose “per sentito dire” o “riferite” da quelli che, secondo lui, sono la maggior parte dei bosani. La vera minoranza è quella non disposta a dialogare, del no a prescindere, dei salotti sardo-continentali; che ha acquistato casa nel Centro Storico, commettendo abusi e sanandoli, pensando di poterla fruire, di tanto in tanto, per andare a visitare la riserva bosana, circondati di cinghiali, asinelli e grifoni. Todde, chiamando gli altri “una minoranza legata ad interessi locali”, offende la sua intelligenza, ma in particolare quella di chi cerca di affrontare l’argomento chiedendo di “conoscere” le nuove proposte progettuali: posso assicurarle che questi sono la stragrande maggioranza, anche se non rumorosa come quelli che manifestano contro. Noi dobbiamo “ascoltare” tutti, in particolare chi ha proposte concrete. Il Comune non può subire il cambiamento, non può restare passivo in tutto ciò; deve invece essere protagonista e capace di governare questo nuovo percorso “virtuoso” di scelte da condividere con la Comunità, per rimediare agli errori del passato. In questi giorni è in discussione un Protocollo d’intenti tra la Società Condotte e il Comune, per la valorizzazione di tre diverse aree di loro proprietà per 340 Ha. Questa idea nasce da una esigenza manifestata da questa Amministrazione alla Società: rivedere il Progetto avviato, di Campu ‘e Mare, dove il Pla prevede 217.000 mc. Una follia: consentita dal PUC approvato nel 1999, che ha determinato una scelta progettuale assolutamente sovradimensionata. C’è un fitto dialogo, sulle diverse ipotesi progettuali, che punta ad una nuova proposta con dei presupposti: “non consumare territorio”; “pari o minori volumetrie di quelle già autorizzate”, con o senza le volumetrie del golf (75.000 mc); “minor densità edilizia” e “miglior qualità Architettonica”: un piano particolareggiato delle tipologie.Un riequilibrio delle volumetrie nelle diverse aree, condizionato alla realizzazione di Parchi vita, percorsi salute, piste ciclopedonali, strutture sportive, compreso interventi di riqualificazione del Patrimonio Comunale nel Centro Storico da destinare a Info point, Locali di Servizio per l’accoglienza e l’enogastronomia, Botteghe artigiane della tradizione e alloggi per l’edilizia. popolare per giovani coppie: solo così il Borgo Antico manterrà la centralità rispetto ai nuovi interventi, legandoli indissolubilmente alla città. Abbiamo posto “paletti” per garantire interventi eco-sostenibili e che coniughino “bellezza ed eleganza con il rispetto dell’ambiente”, ricomprendendo l’eventualità di un campo da golf sulla base del protocollo d’intesa sottoscritto dalla federazione Italiana Golf e Legambiente, Wwf Italia, Fai e Federparchi. Riportiamo la discussione sul giusto binario: stiamo parlando di un protocollo d’intenti che ha l’obiettivo di favorire la presentazione di proposte diverse rispetto a quella attuale. Partiamo da 240.000 mc già autorizzati, ma l’obiettivo è quello di ridurli modificando la tipologia architettonica, per non snaturare la nostra realtà locale. Questo significa essere cementificatore, metrocubista, venditore di fondi di bottiglia? Lo riterrei un complimento.Si rassereni: non sarò uno di quei flagelli che nei secoli hanno condizionato Bosa e la Sardegna, con azioni, parole e scritti.

  21. agosto 3, 2013 alle 9:46 am

    da La Nuova Sardegna, 3 agosto 2013
    Un referendum popolare per il progetto Condotte.
    Bosa, secondo alcune indiscrezioni l’idea comincia a circolare in Comune L’assessore Ubaldo Mozzo d’accordo con lo spostamento del golf a Sa Sea . (Alessandro Farina)

    BOSA . Si discute animatamente, anche in giunta comunale, della bozza di intenti tra l’amministrazione civica e Condotte Spa. Ma c’è chi pensa anche a un referendum popolare, per ascoltare il parere dei cittadini di Bosa sul progetto immobiliare-turistico della società. L’idea comincia a circolare in Comune. La bozza di intenti su cui si discute vuole essere un “documento aperto” aveva annunciato il sindaco Pierfranco Casula nella riunione, poi rivelatasi fiume, convocata lo scorso 22 luglio nell’aula consiliare di Piazza Carmine. Termine evidentemente preso alla lettera anche da diversi componenti della locale cabina di regia amministrativa. Dove, se pure la rotta appare quella che punta a una sintesi comune, che permetta tra l’altro anche di arrivare uniti a fine legislatura nel 2014, sembra non manchino sfumature di colore diverse rispetto alla veduta del complessivo quadro generale, dipinto per ora nel documento di intenti. «Auspico che il golf si possa realizzare a Sa Sea», afferma infatti, laconicamente, ma apertamente, l’assessore al bilancio Ubaldo Mozzo. Evidentemente non proprio convinto del prospettato green a Tentizzos e di cubature a Sa Miniera. «La bozza del documento di intenti serve però a dare un indirizzo generale. Che permetta a Condotte di seguire una certa strada nella realizzazione di costosi progetti» rimarca poi l’amministratore. Secondo il quale «il vero perno su cui ruoteranno le concrete scelte della città sarà la definizione di un protocollo di intesa tra l’amministrazione e Condotte. Che detterà nello specifico le priorità di intervento, ad esempio». La partita a livello istituzionale, considerando anche il pensiero esplicitato dall’assessore Augusto Cherchi e dal vice sindaco Silvio Tanda nella sette ore di dibattito dei giorni scorsi, appare insomma in evoluzione. Con la convinzione comune però che prima o poi un accordo bisognerà trovarlo. «Non può che essere così, dopo aver ascoltato le istanze e soppesato tutte le reali e utili possibilità per il futuro della città» conclude Ubaldo Mozzo. Insomma la bozza di intenti potrebbe essere in varie parti rivista e ampliata prima di tornare in aula, forse preceduta da un pubblico dibattito. Ma il polso della situazione ed il tenore delle indiscrezioni sembra non lasciare spazio a stravolgimenti delle linee portanti rispetto all’attuale documento. Mentre la decisione ultima, anche dopo l’eventuale voto in aula, potrebbe essere appannaggio dei cittadini, chiamati ad esprimersi attraverso un apposito referendum, indiscrezione dell’ultima ora raccolta nei corridoi del palazzo comunale.

  22. agosto 8, 2013 alle 1:28 pm

    da L’Unione Sarda, 8 agosto 2013
    Bosa. L’esponente indipendentista presenta un’interrogazione in Regione. (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130808090917.pdf) Claudia Zuncheddu boccia il campo da golf diTentizzos. (Antonio Naitana)

    BOSA. L’esponente indipendentista presenta un’interrogazione in Regione BOSA Contro il rischio concreto di una cementificazione della costa di Tentizzos, soggetta ad una serie di vincoli regionali e comunitari, scende in campo la consigliera regionale indipendentista di Sardigna Libera, Claudia Zuncheddu: «Abbiamo presentato, insieme al collega Sechi di Sel, un’interrogazione sul progetto immobiliare Bosa Colores della Condotte che prevede la cementificazione per centinaia di migliaia di metri cubi lungo una delle coste più incontaminate della Sardegna, un sito di interesse comunitario tutelato con vincolo paesaggistico», afferma Claudia Zuncheddu.
    LA BATTAGLIA. L’indipendentista dichiara guerra al progetto: «Denunce e proteste si stanno susseguendo da parte di cittadini, associazioni e comitati e a tutela di questo bene identitario si sono attivate anche le associazioni ambientaliste Gruppo di Intervento Giuridico e Amici della Terra che, per la gravità e le potenziali conseguenze sul piano paesaggistico e naturalistico, hanno richiamato l’attenzione delle istituzioni di ogni ordine e grado: dalla Commissione europea alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano».
    LA POLEMICA. Per Claudia Zuncheddu «è davvero paradossale che il Comune di Bosa abbia da un lato promosso il progetto immobiliare, provvedendo al suo inserimento nel Piano strategico di sviluppo comunale e, nello stesso tempo, attraverso un ordine del giorno, abbia inserito la costa oggetto della speculazione all’interno del Patrimonio di Beni tutelati dall’Unesco». L’intervento della Zuncheddu, sostenuto da Sel, suona come una precisa sconfessione delle posizioni del partito bosano, il cui segretario Angelo Sardu è uno dei più convinti sostenitori del progetto immobiliare, nel nome di supposti posti di lavoro.

    ____________________________

    da Sardinia Post, 7 agosto 2013
    L’altolà di Claudia Zuncheddu: «A Bosa voglio cementificare la Costa dei Grifoni»: http://www.sardiniapost.it/politica/laltola-di-claudia-zuncheddu-a-bosa-voglio-cementificare-la-costa-dei-grifoni/

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