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Basta, una volta per tutte, con il gasdotto “Rete Adriatica” nelle aree più sismiche d’Italia!


Norcia, Chiesa di San Benedetto prima e dopo il terremoto del 30 ottobre 2016

Norcia, Chiesa di San Benedetto prima e dopo il terremoto del 30 ottobre 2016

Di fronte al ripetersi delle scosse sismiche tra Marche e Umbria, l’ultima devastante del 30 ottobre 2016, non è più possibile tacere.

E’ necessario parlare, per tornare a sottolineare la pericolosità delle scelte del Governo e della Regione in relazione alla costruzione del supergasdotto appenninico “Rete Adriatica”.Un enorme “tubo”, lungo 700 km, con uno sterro largo 40 metri, un numero incalcolabile di piste accessorie (da realizzarsi in luoghi spesso incontaminati, in mezzo ai boschi, ecc.). Un “tubone” che dovrebbe passare accanto all’abitato de  L’Aquila, di Sulmona, poi su su, per passare davanti alle porte di Norcia, a Visso, Sellano, Preci, Cascia, Gubbio, quindi a Pietralunga, Apecchio, Mercatello, Borgo Pace e Sestino, per passare a Pennabilli e da lì a Cesena, poi su, in Emilia. Non può sfuggire che l’elenco dei nomi  dei luoghi e delle aree coincide in modo preciso (ed impressionante) con un numero altrettanto preciso con altrettanti centri sismici, epicentri di tanti terremoti, più o meno violenti, degli ultimissimi anni, mesi, giorni, ore.

simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

E in questi giorni, ovunque fagliature a vista, con apertura del terreno in superficie, sconnessione del piano di campagna (una strada può venirsi a trovare divisa in due, con una parte a decine di cm. più in alto o più in basso dell’altra). Nessuna opera costruita dall’uomo, di nessun genere, può resistere a tali fenomeni; è noto ed ampliamente riportato in letteratura.

Eppure, la Snam e i Governi si sono incaponiti a voler far passare il super gasdotto proprio nell’area più pericolosa.

Lo scorso anno il Presidente Ceriscioli, l’assessore Sciapichetti e la giunta delle Marche, con una acrobatica “inversione a U” hanno smentito e sconfessato tutta la linea di prudenziale diniego fin lì tenuta dalla Regione stessa in accordo con  le richieste che provenivano dai territori e, senza consultare cittadini, comitati e associazioni, si sono prontamente inchinati ai voleri del governo centrale, dando il proprio assenso alla realizzazione dell’”opera”.

Si tratta della gente che ci governa, di chi decide per noi, di quelli che in questi giorni  ricevono le attestazioni di solidarietà per noi; dopo aver dato il via libera alla costituzione di un “campo minato” sulle nostre esistenze.

Due anni fa, in Comune di Pennabilli, in una zona per fortuna deserta, in seguito ad un modesto movimento del terreno, è esploso un gasdotto (non paragonabile per dimensioni a quello che si vorrebbe realizzare). La notte è diventata giorno e su un’area vastissima ha impressionato i tartufai, che a quell’ora erano già all’opera, i quali hanno visto il cielo diventare bianco.

Il giorno dopo una vasta area attorno all’esplosione si presentava color cenere, bruciata dal calore di fiamme alte più di cento metri.

Cosa intende fare ora il “governatore” delle Marche?  E quello dell’Umbria?   E quello dell’Abruzzo?

Umbria, Appennino, boschi

Umbria, Appennino, boschi

Un errore, anche grave, può essere spiegato con un insediamento recente, quando c’è, con la ignoranza della realtà del territorio. Perseverare nell’errore sarebbe però diabolico e dimostrerebbe l’asservimento completo dell’establishment marchigiano ai voleri del governo centrale (che ha appena fatto il decreto Sblocca Italia per avocare a sé tutte le scelte in materia energetica, hai visto mai che il referendum dovesse andar male).

Non sarebbe quindi opportuna una correzione di rotta, prima che altre scosse costringano comunque le Amministrazioni Regionali a farlo?

Appennino, boschi dell'Umbria

Appennino, boschi dell’Umbria

Non sarebbe opportuno anche da parte delle Regioni interessate un atteggiamento più deciso nel difendere i propri concittadini terremotati?

Intanto possiamo fare qualcosa di concreto, chi volesse può contribuire per le popolazioni di due dei Comuni maggiormente interessati dal tragico terremoto del 30 ottobre 2016: Norcia e Castel S. Angelo sul Nera.

ISTITUTO BANCARIO: BANCA MARCHE Fil. Castelsantangelo sul Nera. BENEFICIARIO: COMUNE DI CASTEL SANT’ANGELO SUL NERA, Iban IT47 Y 06055 68850 000000000557 (causale “ricostruzione anti-sismica”)
ISTITUTO BANCARIO: CASSE DI RISPARMIO DELL’UMBRIA SPA – Ag. Norcia. BENEFICIARIO: COMUNE DI NORCIA, Iban
IT48M0631538580100000300005 (causale “ricostruzione anti-sismica Castelluccio di Norcia”)

Comitato interregaionale “No Tubo”

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

La Lupus in Fabula

Mountain Wilderness Italia

 

Umbria, Appennino sotto la neve

Umbria, Appennino sotto la neve

(simulazione Studio Newton – Fano, foto A.N.S.A., S.L., archivio GrIG)

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  1. Dina
    novembre 2, 2016 alle 8:20 am

    Bisogna diffondere il più possibile questo messaggio, data la rilevanza della questione.
    Lo stato non può far finta di niente di fronte a quello che è successo e quindi deve senz’altro annullare il progetto. E la gente deve sapere a quali pericoli va incontro in aggiunta alle calamità naturali.
    Un sentito ringraziamento a Gruppo di Intervento Giuridico onlus per il continuo impegno in difesa dell’ambiente.

  2. novembre 3, 2016 alle 2:46 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    SOTTOSCRIZIONE PER CASTELSANTANGELO SUL NERA E CASTELLUCCIO DI NORCIA.

    Le immagini televisive hanno già detto tutto.
    Ma quei volti, quegli accenti, quei paesaggi e quei centri abitati molti di noi li hanno conosciuti personalmente attraverso anni di frequentazione. Li abbiamo amati nel sereno alternarsi delle stagioni e li amiamo ancora di più oggi che la polvere delle macerie ha preso il posto delle gentili cortine di nebbie sospese tra i campanili e le vette.
    Gli antichi borghi, arroccati tra le pieghe dei Sibillini cantati da Leopardi, oggi non ci sono più; ma resta nella popolazione ferita la forza, la fierezza, la determinazione a non arrendersi.
    Il pianeta Terra ha leggi a volte crudeli che prescindono dalla nostra presenza, dai nostri manufatti, dalle nostre speranze e dalla nostra volontà. E’ così e basta. Quello che non basta e non è bastato è uno Stato capace di porre in atto strategie preventive efficaci, per mettere in sicurezza la vita e le opere delle popolazioni che da secoli abitano territori fragili come quelli dell’Appennino centrale.
    Ora è urgente e necessario trasmettere alle vittime del terremoto i segni tangibili della nostra
    fraterna vicinanza e del nostro sostegno, al di là della retorica delle lacrime e della commozione emotiva. Per aiutare gli abitanti a non cedere alla disperazione, per non farli sentire soli e per aiutarli a trovare la forza di ripartire, ricostruendo, con quella tenacia che hanno ereditato dagli avi, i villaggi in cui è radicata la loro preziosa storia identitaria.
    I soci e gli amici di Mountain Wilderness Italia che ancora pochi mesi fa hanno attraversato a piedi il Parco dei Sibillini e il Parco della Laga-Gran Sasso, accolti dovunque con gioia e simpatia, invitano tutti gli amici della montagna a fare un gesto insieme concreto e simbolico, concentrando le proprie donazioni su due tra le molte realtà distrutte dal terremoto: Castel Sant’Angelo sul Nera (causale del versamento “Ricostruzione post sisma”), dove nasce il fiume che unisce le Marche con l’Umbria; ed il Comune di Norcia perché devolva quanto ricevuto alla ricostruzione di Castelluccio (causale del versamento “Ricostruzione Castelluccio), frazione montana che per tanti secoli ha coniugato la determinazione dell’uomo agricoltore con la bellezza ambientale.
    Questi i due IBAN indicati dai Comuni:
    BANCA MARCHE fil. Castelsantangelo sul Nera
    BENEFICIARIO: COMUNE DI CASTELSANTANGELO SUL NERA
    IT68O0605568850000000000817
    CASSE DI RISPARMIO DELL’UMBRIA fil. Norcia
    BENEFICIARIO: COMUNE DI NORCIA (per Castelluccio)
    IT48M0631538580100000300005

    GRAZIE

    il Consiglio Direttivo di Mountain Wilderness Italia onlus

  3. novembre 3, 2016 alle 2:48 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    TERREMOTO: SNAM E GOVERNO METTANO LA PAROLA FINE AL MEGAGASDOTTO APPENNINICO

    L’Appennino centrale continua a tremare con effetti devastanti su popolazioni ormai allo stremo. I sismologi sostengono che, quanto accaduto il 24 agosto, il 26 ottobre e dopo la scossa di ieri, faccia supporre che siamo di fronte a tre terremoti distinti, i quali hanno prodotto un susseguirsi di attivazione di faglie e sciame sismico con magnitudo elevata, apertura del terreno e dislocazione del piano di campagna: un “contagio sismico” con un effetto domino molto preoccupante secondo il CNR (Centro Nazionale delle Ricerche). I sismologi spiegano che è l’intero sistema di faglie dell’Appennino che si sta muovendo, vale a dire che Amatrice è “figlia” dell’Aquila e i due ultimi eventi sismici sono “figli” di Amatrice. Di fronte a quello che sta succedendo siamo costretti a gridare forte : la Snam e il Governo Renzi chiudano una volta per tutte la vicenda del supergasdotto lungo l’Appennino. Insistere con un’opera tanto pericolosa, in territori così pesantemente colpiti dalla sequenza di terremoti che dal 1997 ad oggi stanno devastando l’Appennino centrale, è una follia. Queste zone terremotate, le cui popolazioni stanno vivendo ore drammatiche tra crolli e macerie, sono le stesse che dovrebbero essere attraversate dal megagasdotto: Norcia, Visso, Preci, Cascia, Serravalle del Chienti…,sono esattamente alcuni dei Comuni sul cui territorio la Snam insiste nel far passare il metanodotto “Rete Adriatica” di 687 km. E’ impressionante constatare come, sovrapponendo il tracciato del grande gasdotto con la mappa della pericolosità sismica del centro Italia, molti dei Comuni attraversati dalla infrastruttura Snam, sono altrettanti epicentri, o località vicinissime ad essi, dei disastrosi sismi degli ultimissimi anni: quello del 2009 a l’Aquila, quello di due mesi fa ad Amatrice e i due recentissimi terremoti di questi giorni. Ha senso perseverare in una ostinata decisione di imporre una infrastruttura che dovrebbe attraversare tutta la dorsale appenninica così critica sotto il profilo geologico e che sta manifestando, in questi ultimi anni, mesi e giorni, tutta la sua forza distruttrice? Le faglie non hanno ancora smesso di muoversi, dicono i sismologi e, in questo contesto, Sulmona e la Valle Peligna, dove oltre al gasdotto la Snam vuole insediare anche la centrale di compressione, dovrebbero stare tranquille? Gli esperti non si stancano di ricordarci che il nostro problema è la faglia del Morrone, “silente” da oltre 1900 anni, ma che potrebbe attivarsi in ogni momento con un terremoto che potrebbe raggiungere una magnitudo di 6.5. Le rassicurazioni che sistematicamente vengono date, non tranquillizzano affatto i cittadini: il rischio per l’incolumità delle persone esiste data l’elevata sismicità delle zone attraversate e lo ha esplicitato in modo chiaro e inequivocabile la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati nella risoluzione unanime del 26 ottobre 2011, con la quale impegnava il Governo alla modifica del tracciato. Non è ammissibile che gli interessi della multinazionale del gas possano prevalere sul diritto dei cittadini a veder tutelata la propria sicurezza e la propria salute. E’ di qualche giorno fa la pubblicazione del decreto che accelera i tempi per le grandi opere e che entrerà in vigore il prossimo 11 novembre. Nessuna opera cosiddetta “ strategica”, può essere anteposta alla incolumità delle persone!
    I nostri rappresentanti istituzionali ai vari livelli, dietro la spinta del movimento dei cittadini, hanno espresso la loro contrarietà all’opera, ma si sono fermati all’approvazione di meri atti amministrativi, senza mettere in campo nessuna efficace iniziativa nei confronti del Governo. Considerata la forte preoccupazione esistente nella nostra popolazione per quello che potrebbe accadere se l’opera venisse a breve autorizzata, auspichiamo un immediato ed incisivo intervento da parte del Sindaco di Sulmona e degli altri Sindaci del territorio, del Presidente della Provincia, della Regione e dei Parlamentari.
    ORA E SENZA NESSUN INDUGIO!.
    Il governatore Luciano D’Alfonso. insieme ai governatori dell’Umbria, delle Marche e del Lazio, chiedano al Presidente del Consiglio Renzi di fermare ogni procedura autorizzativa rispetto al gasdotto e alla centrale e di dare attuazione alla decisione, finora disattesa, del Parlamento italiano attraverso la risoluzione dell’ottobre 2011 e ribadita nel dicembre dello scorso anno : l’attivazione di un tavolo tecnico-istituzionale al fine di individuare una soluzione alternativa, al di fuori della dorsale appenninica.
    Sulmona, 31 ottobre 2016

    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Giovanna 3284776001 – Mario 3339698792
    Email: sulmonambiente@gmail.com –http://sulmonambientewordpress.com/
    https://www.facebook.com/pages/Comitato-Ambiente-Sulmona/163437587047697

    ————–

    LA SNAM “RASSICURA” ED INSISTE CON IL SUO MEGA-GASDOTTO IN AREE SISMICHE: E’ QUESTO IL CONTRIBUTO CHE DA’ ALLA POLITICA DI PREVENZIONE?

    La Snam, così come ha fatto all’indomani del sisma di Amatrice, continua a fornire rassicurazioni circa l’assoluta sicurezza dei propri gasdotti. Di fronte a tutto quello che sta accadendo, che ci dà prova di quanto devastante possa essere la forza distruttrice della natura e dinanzi ad una situazione in continua evoluzione ed alla imprevedibilità di quanto potrebbe accadere in futuro, le “certezze” della multinazionale del gas, appaiono stantie e lontane dalla realtà; soprattutto esse non tranquillizzano i cittadini i quali, al contrario, ritengono che proprio la gravità degli eventi degli ultimi mesi, dovrebbe indurre la Snam a desistere dal realizzare il suo pericoloso progetto lungo l’Appennino.
    E non la pensano come la Snam gli esperti della Commissione Nazionale V.I.A. che, tra le prescrizioni del parere espresso nel 2010, hanno incluso ulteriori studi sulla sismicità al fine di “ridurre la vulnerabilità della condotta”.
    Ciò significa che il super gasdotto (un tubo di un metro e 20 di diametro interrato a 5 metri di profondità), anche con tutti gli studi necessari, è e resta vulnerabile. Parliamo di una mega infrastruttura destinata ad essere collocata per centinaia di km. lungo la dorsale appenninica, altamente sismica, comprendente un’area di circa 1100 kmq. completamente deformata e destabilizzata dopo questi violenti sismi, con una dislocazione del piano di campagna dai 18 ai 70 cm. (dati CNR-IREA) e con la quale, se autorizzata, le popolazioni di questi martoriati territori dovrebbero convivere per i prossimi decenni. Davvero non si comprende questa posizione di vero e proprio “accanimento” da parte della Snam nel voler imporre a tutti i costi il suo progetto, nonostante la contrarietà di tutte le istituzioni democratiche.
    E’ questo il contributo che la Snam intende dare alla politica di prevenzione raccomandata dai tecnici e sulla quale anche il Governo dice ora di volersi impegnare seriamente? A meno che la Snam non voglia sostenere che il metanodotto “Rete Adriatica” favorisce la messa in sicurezza del territorio!!!
    Per i cittadini e le Istituzioni, prima di tutto viene l’incolumità delle popolazioni ed è per questo che rivolgiamo un forte appello alla classe politica perché essa tuteli responsabilmente i cittadini che rappresenta ed i loro territori. Auspichiamo, pertanto, che il Governo Renzi, così come ha chiesto anche il Consigliere regionale del PD Pierpaolo Pietrucci, scongiuri la realizzazione del super gasdotto lungo le aree a più elevata vulnerabilità sismica e dia finalmente attuazione alla risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati che nell’ottobre del 2011, con voto unanime, impegnò il Governo ad attivare un tavolo tecnico istituzionale, al fine di individuare un tracciato alternativo e ciò proprio in ragione dell’elevata sismicità dell’Appennino centrale.

    Sulmona, 3 novembre 2016

    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Info: Giovanna 3284776001 – Mario 3339698792- Lola 3498762841 Email: sulmonambiente@gmail.com –http://sulmonambientewordpress.com/https://www.facebook.com/pages/Comitato-Ambiente-Sulmona/163437587047697

  4. novembre 4, 2016 alle 2:53 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    UN PLAUSO AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA REGIONE ABRUZZO.

    News(ANSA) – L’AQUILA, 2 NOV – Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, in accordo con i colleghi del Lazio, dell’Umbria e delle Marche, “devono assumere l’impegno di scongiurare la localizzazione del supergasdotto Snam lungo la dorsale appenninica, in inquietante corrispondenza con le aree a più alta vulnerabilità sismica – colpite da terremoti dal 2009 agli ultimi giorni – in modo da anteporre l’incolumità delle persone alla presunta centralità strategica di un’infrastruttura”. A chiederlo è il consigliere regionale aquilano del Pd, Pierpaolo Pietrucci. Tale cambio di localizzazione si rende necessario secondo Pietrucci “se è vero, come deve essere vero, che siamo all’inizio di un cambio di strategia, che pone finalmente la messa in sicurezza e la prevenzione tra le priorità programmatiche di rilievo nazionale”.

    L’Associazione “ORSA PRO NATURA PELIGNA” plaude alla dichiarazione del Presidente della Commissione Ambiente della Regione Abruzzo Pierpaolo Petrucci e auspica che le dichiarazioni espresse esprimano la linea politica della REGIONE ABRUZZO e non siano opinioni personali : ”SIAMO ALL’INIZIO DI UN CAMBIO DI STRATEGIA, CHE PONE FINALMENTE LA MESSA IN SICUREZZA E LA PREVENZIONE TRA LE PRIORITA’ DI RILIEVO NAZIONALE”
    L’Associazione chiede pertanto che le azioni della Regione Abruzzo e delle altre Istituzioni locali non si limitino , come hanno fatto finora , ad approvare meri atti amministrativi senza intraprendere efficaci iniziative nei riguardi del Governo.
    L’allarme era già stato espresso dalla Risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati , espressione del Parlamento, con la Risoluzione unanime del 26 ottobre 20011, con la quale impegnava il Governo alla modifica del tracciato del Metanodotto SNAM E Centrale a causa del RISCHIO SISMICO nonché per le valenze ambientali delle zone da attraversare.
    Al tavolo attivato per l’attuazione della Risoluzione i rappresentanti della SNAM, sostenuti da un tristo rappresentante del Governo, ribadivano la sicurezza delle tecnologie e la tenuta dei loro manufatti. Si ricorda che il tavolo fu sospeso per abbandono del presidente della Regione Abruzzo a causa del clima avverso e atteggiamento non imparziale del governo.
    Con gli sconvolgimenti dei suoli causati dai sismi del 24 agosto, del 26 e 30 ottobre e dalle continue forti e numerose repliche attuali, con sollevamenti e abbassamenti delle varie zone dai 30 ai 70 cm, spostamenti di estese superfici verso EST e verso OVEST dell’ordine di 30-40 cm, fratture superficiali di Km di lunghezza, è ormai evidente e non controvertibile, e ribadito da sismologi e geologi, che NESSUN MANUFATTO POSSA NON ESSERE DANNEGGIATO. A maggior ragione un metanodotto di diametro 120cm! Non basta il terremoto? Vogliamo anche esplosioni e incendi?
    Si ricorda che le città che dovrebbero essere attraversate sono: Cittareale, Norcia, Visso, Sellano, Serravalle del Chienti, Preci, Cascia, Foligno, Gubbio, Città di Castello, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Colfiorito, Pietralunga, Apecchio, Mercatello, Borgo Pace e Sestino, sino a Minerbio, in Emilia. Nell’Abruzzo Sulmona, con aspettativa di terremoto di Magnitudo 6.6-6.7, dove è in via di autorizzazione la Centrale di compressione e spinta, e poi tutte le città e i centri abitati interessati dal terremoto del 2009.
    Il governatore Luciano D’Alfonso, come già richiesto dal Comitato dei cittadini per l’ambiente, insieme ai governatori dell’Umbria, delle Marche e del Lazio, chiedano al Presidente del Consiglio Renzi di fermare ogni procedura autorizzativa rispetto al gasdotto e alla centrale e di dare attuazione alla decisione, finora disattesa, del Parlamento italiano attraverso la risoluzione dell’ottobre 2011, ribadita nel dicembre dello scorso anno : l’attivazione di un tavolo tecnico-istituzionale al fine di individuare una soluzione alternativa, al di fuori della dorsale appenninica. E LO FACCIANO SUBITO!

    Maria Clotilde Iavarone, Presidente di ORSA PRO NATURA PELIGNA

    Sulmona 3 novembre 2016

  5. novembre 4, 2016 alle 3:03 pm

    Apecchio 04/11/2016

    Di fronte alle nuove scosse sismiche tra Marche e Umbria non è più possibile tacere.
    E’ necessario parlare, per tornare a sottolineare la pericolosità delle scelte del Governo e delle Regioni in relazione alla costruzione del supergasdotto appenninico (rete adriatica o Gasdotto Brindisi Minerbio). Un enorme tubo, lungo 700 km, con un diametro di mt 1,20 e una pressione di 75 atmosfere che dovrebbe passare accanto all’abitato di Sulmona, L’Aquila, Barete, poi su per Cittareale, Cascia, Norcia, Visso, Sellano, Preci, Serravalle in Chienti, Foligno, Colfiorito, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, quindi a Pietralunga, Apecchio, Mercatello, Borgo Pace e Sestino, per passare a Pennabilli e da lì a Cesena, poi su, in Emilia.
    Non può sfuggire che l’elenco dei nomi dei luoghi e delle aree coincide in modo preciso (ed impressionante) con un numero altrettanto preciso di epicentri di terremoti, più o meno violenti, tutti recentissimi.
    In questi giorni vediamo ovunque fagliature e spaccature a vista, con apertura del terreno in superficie, sconnessione del piano di campagna (una strada può venirsi a trovare divisa in due, con una parte a decine di cm. più in alto o più in basso dell’altra). Nessuna opera costruita dall’uomo, di nessun genere, può resistere a tali fenomeni; è noto ed ampiamente riportato in letteratura.
    Il 19 Novembre 2015 nel comune di Sestino, ( https://www.youtube.com/watch?v=0DvYb6rPP8w ), in una zona per fortuna deserta, è bastato un modesto movimento del terreno per far esplodere un gasdotto (non paragonabile per dimensioni a quello che si vorrebbe realizzare).
    La Snam e i Governi si sono incaponiti a voler far passare il super gasdotto proprio nell’area più pericolosa.
    Cosa intendono fare ora i “governatori” di Umbria, Marche e Abruzzo?
    Loro che ci governano, che decidono per noi, che in questi giorni ricevono le attestazioni di solidarietà per noi sono gli stessi che non hanno minimamente contrastato il progetto del gasdotto, aprendo di fatto le porte alla costruzione di un “campo minato” sulle nostre esistenze.
    Un errore, anche grave, può essere spiegato con un insediamento recente, con l’ ignoranza della realtà del territorio, delle sue caratteristiche geo-morfologiche, insomma con una sottovalutazione del problema.
    Ora invece vorrebbe dire perseverare nell’errore e sarebbe diabolico dimostrando così l’asservimento completo dell’establishment politico ai voleri del governo centrale (che ha appena fatto un decreto per avocare a sé tutte le scelte in materia energetica, hai visto mai che il referendum dovesse andar male…).
    Non sarebbe quindi opportuna una forte correzione di rotta?
    Ricostruire le città distrutte inserendo ai loro i piedi questo fortissimo “rischio calcolato” sarebbe una vera follia visto quanto mostrato in questi giorni.
    I governatori dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo, chiedano al Presidente del Consiglio Renzi di fermare ogni procedura autorizzativa rispetto al gasdotto e alla centrale di compressione di Sulmona dando attuazione alla risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati del 26 ottobre 2011, con l’attivazione di un tavolo tecnico-istituzionale.
    Questo al fine di individuare una soluzione alternativa, al di fuori della dorsale appenninica, la cui elevata sismicità – sottolineavano i parlamentari cinque anni fa – mette a rischio la tenuta del metanodotto e l’incolumità delle persone”.

    p. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
    Stefano Deliperi
    ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridicoweb.com

    p. Comitato No Tubo
    Matteo Ottaviani
    ulteriori informazioni su: http://notubo.blogspot.it

    p. Mountain Wilderness Umbria Marche
    Referente Umbria Cristina Garofalo
    Referente Marche Cucchiarini Aldo
    ulteriori informazioni su: https://www.facebook.com/mountainwilderness.umbria/?fref=ts

  6. novembre 4, 2016 alle 10:13 pm

    ancora una volta il nome di Dio a sproposito. Il Papa fa bene a ricordarlo.

    A.N.S.A., 4 novembre 2016
    ‘Terremoto un castigo divino’, Vaticano deplora Radio Maria.
    Ma Padre Cavalcoli a La Zanzara, confermo ‘castigo divino’: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/11/04/terremoto-un-castigo-divino-ma-radio-maria-si-dissocia_c96f297d-f5b0-475c-bf1f-b56c52c44f0a.html

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    Religioso conferma ‘sisma come castigo’.
    ‘Il Vaticano? Ripassino il catechismo, sono teologo da 30 anni’: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/11/04/religioso-conferma-sisma-come-castigo_34bc3276-4ac9-44ae-b863-121758d7f495.html

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    da Il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2016
    Radio Maria scomunicata dal Vaticano dopo le parole sul terremoto: “Offensiva e scandalosa”.
    Padre Giovanni Cavalcoli ai microfoni dell’emittente cattolica aveva parlato del sisma come di un “castigo divino” da collegare alla legge sulle unioni civili. Dichiarazioni condannate dal sostituto segretario di Stato della Santa Sede Becciu: “Non rispondono alla teologia della Chiesa. I terremotati ci perdonino”. E la radio prende le distanze: “Espressioni fatte a titolo personale”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/04/radio-maria-scomunicata-dal-vaticano-dopo-le-parole-sul-terremoto-offensiva-e-scandalosa/3168903/

  7. novembre 6, 2016 alle 12:12 pm

    da Il Centro, 5 novembre 2016
    Metanodotto a rischio sismico. E’ polemica sul “tubo” Snam.
    Il progetto si snoda per ben 103 chilometri lungo l’appennino abruzzese Il governo lo difende, ma i parlamentari della regione accusano: «Una follia». (Anna Morgantini): http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2016/11/05/news/metanodotto-a-rischio-sismico-e-polemica-sul-tubo-snam-1.14369048?refresh_ce

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    6 novembre 2016
    «Garanzie dall’Arta sul progetto Snam»: http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2016/11/06/news/garanzie-dall-arta-sul-progetto-snam-1.14373620?ref=search&refresh_ce

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    da Tag Press, 3 novembre 2016
    Terremoti e gasdotti: si riapre la questione. (Marcello Greco): http://www.tagpress.it/ambiente/terremoti-gasdotti-si-riapre-la-questione-20161103

  8. novembre 14, 2016 alle 2:46 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    PREVENZIONE SISMICA: LA QUESTIONE SNAM NON ESISTE!!!

    Evidentemente il problema Snam non esiste, o meglio non ha nulla a che fare con la prevenzione sismica. A meno che non si voglia sostenere che la realizzazione del metanodotto e della centrale Snam, in un territorio altamente sismico come il nostro, rappresenta un contributo a progettare un futuro più sicuro per le aree interne!
    E’ questa la conclusione che ci sentiamo di trarre dopo l’incontro pubblico al Cinema Pacifico con il Ministro Graziano Delrio con il quale, prima che iniziasse l’incontro, abbiamo avuto un breve colloquio e al quale abbiamo consegnato uno specifico dossier, in cui si evidenzia l’assoluta incongruenza tra una seria politica di prevenzione sismica e l’insediamento nel nostro territorio delle due infrastrutture della Snam, gasdotto e centrale di compressione, molto vicine alle faglie attive del Monte Morrone. Dato certo, fornito dai geologi e ribadito dal Ministro Delrio, è che in Italia circa 24 milioni di persone vivono in zone ad elevato rischio sismico: è la cosiddetta zona 1, la nostra, quella che prende parte dell’Appennino, dal sud dell’Umbria fino alla Calabria e una parte della Sicilia.
    Il Ministro delle Infrastrutture ha parlato degli ingenti costi, sia in termini di perdite di vite umane, che economici legati alla ricostruzione ed ha evidenziato quanto sia, invece, meno dispendioso e più sensato investire nella prevenzione. Il tema dell’incontro, così pertinente con l’opposizione al progetto Snam, avrebbe dovuto indurre il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso a far presente al Ministro che è una palese contraddizione parlare di prevenzione sismica e di messa in sicurezza del territorio quando, nello stesso tempo, si vuole imporre a tutti i costi un’opera pericolosa che aumenta i rischi per il territorio e l’insicurezza per i cittadini.
    I due soli fugaci accenni alla sola centrale Snam (senza menzionare il metanodotto – perché?), sono stati quelli del Sindaco di Sulmona, Annamaria Casini e del Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale, Mario Mazzocca. Ci saremmo aspettati che D’Alfonso chiedesse pubblicamente a Delrio un chiaro impegno affinché il Governo attui finalmente la volontà del Parlamento che – attraverso la risoluzione unanime della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati dell’ottobre 2011 – ha sancito l’incompatibilità del metanodotto e della centrale Snam con le aree altamente sismiche dell’Appennino. Invece D’Alfonso ha taciuto; come ha taciuto l’Assessore regionale con delega alle aree interne Andrea Gerosolimo il quale, essendo espressione degli interessi collettivi del nostro territorio, forse ancora più di D’Alfonso era titolato ed aveva il dovere di parlare. Perché sono stati zitti? Ogni cittadino può trarre da sé le proprie conclusioni.
    Per quanto ci riguarda, non abbiamo bisogno di ulteriori prove per convincerci della totale inaffidabilità politica di tali personaggi. Che senso ha, infatti, approvare numerosi atti deliberativi di contrarietà al progetto Snam per poi non esigerne il rispetto? Se la centrale e il metanodotto della Snam saranno autorizzati, nonostante la lotta democratica che i cittadini stanno conducendo da nove anni, la responsabilità non sarà solo del Governo, ma anche dei nostri rappresentanti nelle istituzioni locali, regionali e nazionali che sono stati muti e inerti per non “disturbare” il manovratore.
    Sulmona, 14 novembre 2016

    Comitati cittadini per l’ambiente
    “Altrementi Valle Peligna”

    Info: Giovanna 3284776001-Mario 3339698792 – Lola 3498762841
    Email: sulmonambiente@gmail.com –http://sulmonambientewordpress.com/https://www.facebook.com/pages/Comitato-Ambiente-Sulmona/163437587047697

  1. novembre 10, 2016 alle 10:57 am

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