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Perché nella spiaggia del Porticciolo di Alghero non c’è pulizia e nemmeno chioschi e servizi balneari.


Anchusa Sardoa

Anchusa Sardoa

Le società Porticciolo s.r.l. e il Camping Village Torre di Porticciolo hanno nei giorni scorsi diffuso un volantino (che non pubblichiamo in quanto contenente dati sensibili) dove “si scusano” con la propria clientela della scarsa pulizia della spiaggia del Porticciolo di Alghero (SS) addossandone la colpa ad Amministrazioni pubbliche (Parco naturale regionale di Porto Conte, Comune di Alghero), persone e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

La colpa reale è quella, a loro dire, di non avergli consentito di installare come e dove volevano l’annuale chiosco con servizi balneari.

L’iniziativa è tanto puerile quanto non rispondente a verità, per quanto ci riguarda.

E’ ovvio che le spiagge debbano esser pulite, così com’è ovvio che i bagnanti non debbano sporcarle.

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

La competenza per la pulizia delle spiagge è dei Comuni territorialmente interessati, ai sensi dell’art. 2, comma 1°, dell’ Ordinanza balneare regionale 2016, che testualmente dispone: “nelle spiagge libere, ovvero nei tratti di spiaggia libera, l’accesso agli utenti diversamente abili, l’igiene, la pulizia, i servizi igienici e di primo soccorso devono essere assicurati dalle Amministrazioni comunali“.

Le maestranze delle società Porticciolo s.r.l. e il Camping Village Torre di Porticciolo, come qualsiasi cittadino, per sensibilità ambientale possono sopperire alle inefficienze comunali ed effettuare qualsiasi intervento di ripulitura che desiderino, conferendo poi i rifiuti raccolti alle ordinarie operazioni di gestione proprie del Comune di Alghero.

Nulla lo impedisce.

dune

dune

Se, viceversa, il problema risiede nel fatto che nel 2016 non è stata rilasciata alla Porticciolo s.r.l. la concessione demaniale marittima per chioschi e servizi balneari, bisogna ricordare che il S.U.A.P. del Comune di Alghero, con provvedimento n. 23055 del 22 aprile 2016, ha dichiarato l’improcedibilità dell’istanza della Porticciolo s.r.l. per il rilascio della concessione demaniale marittima per chiosco e servizi balneari.

La motivazione è estremamente chiara: “…si rileva che le strutture e l’area oggetto di richiesta insistono effettivamente ancora sul sistema dunale … per quanto sopra, non sussistono i presupposti per il rilascio della Concessione Demaniale Marittima”.  Ciò in base ai pareri dell’Azienda speciale Parco naturale regionale di Porto Conte (note nn. 282 del 9 marzo 2016 e 305 del 15 marzo 2016) e del Servizio valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna (nota n. 5541 del 17 marzo 2016), resi in sede di conferenza di servizi (23 marzo e 20 aprile 2016).

Chioschi e servizi balneari non si possono mettere sulle dune: è scritto chiaramente nell’art. 3 dell’Ordinanza balneare regionale 2016.

Avessero presentato una richiesta rispettosa delle norme e delle disposizioni a salvaguardia dei complessi dunali, avrebbero ottenuto la concessione stagionale.

E’ quanto il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus chiede sistematicamente da tempo.

Riguardo a quanto accaduto nel 2015, si ricorda che il Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha comunicato (nota prot. n. 83475 del 10 dicembre 2015) di aver provveduto, dopo “gli accertamenti del caso” e “in esito alle verifiche”, a informare “la competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari con comunicazione di notizia di reato.

Ecco come stanno le cose, al netto delle chiacchiere.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Alghero, Il Porticciolo, chiosco e servizi balneari (luglio 2015)

Alghero, Il Porticciolo, chiosco e servizi balneari (luglio 2015)

 

L'Unione Sarda, 7 luglio 2016

(foto M.A.A., S.D., archivio GrIG)

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  1. Riccardo Pusceddu
    luglio 4, 2016 alle 9:52 am

    Il principale problema delle spiagge sarde e’ l’eccesso di persone che vi si recano e la mancanza di educazione ambientale che si ripercuote nei rifiuti lasciati nelle spiagge e nella distruzione delle dune a causa della mancanza di controlli, anche dove vi siano dei cordoni per vietarne l’accesso. C’e’ poi un’altro problema che non viene quasi mai sottolineato e financo citato: l’asporto continuo di sabbia da parte dei fruitori delle spiagge e purtroppo anche di coloro addetti alla pulizia. La maggiorparte della gente infatti e’ completamente ignara di questo problema perché si manifesta a lunghissimo andare ma il problema c’e’ ed appartiene alla categoria di quelli insostenibili. Il fenomeno e’ stato studiato nel dettaglio per la spiaggia di Capo Cabana a Rio De Janeiro. I calcoli sono preoccupanti: non ricordo le quantità ma si tratta di svariate tonnellate di sabbia portate via per sempre nel corso del tempo dai bagnanti (soprattutto coi piedi) e dagli addetti alla pulizia che non scuotono a dovere la spazzatura prima di metterla nei sacchi.
    A me sembra che questo sia, paradossalmente, un problema anche maggiore dei rifiuti abbandonati in spiaggia in quanto i rifiuti si possono sempre raccogliere in un secondo tempo mentre la sabbia che finisce nelle nostre vasche da bagno e nei tappetini delle nostre macchine, e’ perduta per sempre. Occorre sensibilizzare la popolazione.
    Per quanto riguarda la protezione delle dune dai trasgressori dei divieti di transito, avrei un’idea: istituire delle guardianie permanenti di persone che siano disposte a vivere nelle spiagge durante gran parte dell’anno, in case accuratamente progettate e autosufficienti dal punto di vista energetico, idrico, e perché no, anche alimentare. Di pazzi disposti a viverci se ne troverebbero (io mi offro volontario, hahaha) e le spiagge sarebbero vigilate e curate come si deve 24 ore al giorno.

  2. Massimilano
    luglio 4, 2016 alle 10:12 am

    Sig. Deliperi,
    mi spiace nel dissentire, ma i “dati sensibili” sono i seguenti:

    Secondo il Codice sulla protezione dei dati personali (D. Lgs. n. 196/2003, art. 4), sono considerati dati sensibili i dati personali idonei a rivelare:

    -l’origine razziale ed etnica,
    -le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere,
    -le opinioni politiche,
    -l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale,
    -lo stato di salute e la vita sessuale.

    E inoltre, essendo a conoscenza del procedimento a carico della Porticciolo Srl, l’altra inesattezza riguarda sia il secondo Suap avvenuto a metà Giugno, in cui è stato dato parere favorevole, dato che nel precedente il Servizio non ha tenuto conto del parere del SAVI che delle perizie della Porticciolo Srl.
    Inoltre, lo stesso SAVI ha consigliato vivamente la Forestale di non procedere in quanto il procedimentoè stato avviato in merito a un cordino che delimitava la zona da tutelare, azione che avrebbero dovuto fare sia il Parco che la Forestale stessa
    A
    mio avviso questa vicenda sta prendendo una piega ridicola e allo stesso tempo mi spiace mai voi vi siete accaniti contro l’azienda, in fattispecie la Sig.ra Alivesi che ha superato il rigore col fanatismo.
    Saluti

    • luglio 4, 2016 alle 3:48 pm

      buonasera Massimiliano,
      noi del GrIG non “ci siamo accaniti” nei confronti di nessuno, ma abbiamo chiesto con la necessaria insistenza che le dune fossero salvaguardate, come richiede la legge.
      I dati sensibili per noi sono anche gli indirizzi di pagine Facebook personali verso dove la gente é stata “invitata” a protestare. Non abbiamo parlato di Codice della Privacy, ma di buon senso che purtroppo a qualcuno difetta.
      Non siamo a conoscenza di nuovi provvedimenti del S.u.a.p. del Comune di Alghero e procederemo a richiederli: si può supporre che prevedano la salvaguardia degli ambienti dunali, quindi la modifica del progetto inizialmente presentato.
      Se il provvedimento S.u.a.p. di autorizzazione é stato emanato, per quale motivo il chiosco e i servizi balneari non sono stati già realizzati?
      Concordo con lei, questa vicenda scivola nel ridicolo, basta presentare istanze rispettose della legge e tutto questo non accade, cosí come é ridicolo incolpare singole persone o associazioni ecologiste della scarsa pulizia di una spiaggia.
      Un po’ di serietà e di buon senso sarebbero opportuni.

      Stefano Deliperi

      • Giuseppe
        luglio 4, 2016 alle 6:22 pm

        Ha ragione Massimiliano: gli indirizzi facebook o i numeri di telefono non sono dati sensibili in quanto sono trovabili da chiunque su google.
        Per quanto riguarda il SUAP, qui ad alghero siamo tutti a conoscenza di chi siano le colpe di molti ritardi nelle autorizzazioni: del dirigente Marrone.
        Massimiliano ha inoltre ragione sul SUAP della Porticciolo srl: il secondo di Giugno è stato dato a favore della società, ma stranamente il dirigente non “vuole” firmare; e questo perdonatemi, ma è a causa delle insistenti chiamate della Alivesi che assilla l’ufficio del Comune (e lo sò perchè ci lavoro) e del raconre della persona nei confronti del Sig. Carboni.
        Quindi perdonatemi, ma se non è accanimento questo!

      • luglio 4, 2016 alle 7:07 pm

        buonasera Giuseppe, mettiamola così: noi non diamo alcuna sponda a chi vuol personalizzare vicende come queste “invitando” la gente a protestare nei confronti di questo o quest’altro cittadino.
        Penso sia abbastanza chiaro, com’è chiaro quanto abbiamo chiesto in tutte le salse: salvaguardare le dune.
        Il che, semplicemente, è quanto prevede la legge.
        Ripeto: chiederemo le relative informazioni ambientali al S.U.A.P. di Alghero, perchè se c’è un provvedimento di concessione demaniale non può che garantire la tutela del sistema dunale.
        E se c’è un provvedimento di concessione demaniale è difficile capire perchè chiosco e servizi balneari non siano stati realizzati.
        Altra ipotesi è che il provvedimento non sia stato emanato.
        Qui un singolo privato cittadino può fare davvero poco e mi pare semplice buon senso – ancora – evitare di personalizzare.

        Stefano Deliperi

      • Vincenzo
        luglio 4, 2016 alle 8:12 pm

        Buonasera Sig. Deliperi,
        continuo a rileggere le sue dichiarazioni, e davvero….rimango un pò allibito. Lei asserisce che volete “salvaguardare le dune”: ma allora come mai non avete mai attaccato tutti gli stabilimenti di Alghero : Maria Pia, La Conchiglia o la Palafitta.
        Ve la siete presa sempre e solamente con quella struttura, rea di aver uno stabilimento e che però ha sempre pulito e risèettato quel posto.
        A questo punto le persone possono pensare male e credere che sia voi ma soprattutto la referente di Alghero, siate mossi solamente da fanatismo e che vi siete accaniti.
        E sono concorde con quanto scrive Carboni: io e altre persone abbiamo pulito il colle del Balaguer, ma voi dov’eravate? L’essere ambientalisti si fà lasciando la tastiera e prendendo in mano busta e rastrello.
        La Alivesi ad Alghero critica tutti sul fare e il non fare, ma poi è la prima che non fà niente e si prende il lusso di attaccare aziende che puliscono e preservano il territorio. Vedo che è solo capace a scrivere post, e mai s’impegna in prima persona quando ci sono azioni come quella del 27 Giugno.
        Appoggio molte vostre cause, ma questa volta avete sbagliato e soprattutto esagerato.

      • luglio 4, 2016 alle 10:42 pm

        buonasera Vincenzo,
        lei è disinformato.
        Noi del GrIG ci siamo occupati di chioschi e strutture di servizio alla balneazione in varie località costiere: a Teulada (es. https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2012/08/27/tuerredda-teulada-carne-di-porco-del-turismo-del-sardistan/), a Cagliari (es. https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2013/04/17/i-baretti-del-poetto-di-cagliari-giustizia-e-incapacita-amministrative/), a Domus de Maria (es. https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2013/01/25/chioschi-e-servizi-balneari-di-torre-chia-a-giudizio/), a Stintino (es. http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/09/23/il-chiosco-sulle-rocce-davanti-a-la-pelosetta-va-bene-per-i-comune-di-stintino/), a Castiadas (es. http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2007/07/18/le_spiagge_del_sarrabus_privatizzate_la_difesa_d__ufficio_dal_comune_di_castiadas__1780226-shtml/), a Trinità d’Agultu (es. https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/05/23/puo-un-chiosco-sulla-spiaggia-poggiare-su-piloncini-di-cemento/).
        Anche al Lazzaretto di Alghero, per esempio (http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/02/09/chioschi_senza_autorizzazione_demaniale_al_lazzaretto_di_alghero__2034490-shtml/).
        Quello che interessa un’associazione ecologista come la nostra è la tutela del bene ambientale rappresentato da spiaggia e dune, nel caso specifico.
        Lo dimostriamo da più di vent’anni con i fatti.
        Buste e rastrello sono stati presi in mano in tante occasioni, stia tranquillo.
        Ma non cambia di una virgola la situazione, perchè chi deve tenere in ordine le spiagge e sanzionare i cafoni sono le amministrazioni pubbliche competenti.
        E lei, con tutto il rispetto, non ci fa una gran figura prendendosela con chi semplicemente non le va a genio.

        Stefano Deliperi

      • Vincenzo
        luglio 4, 2016 alle 11:13 pm

        Ecco appunto,
        ora ho capito chi siete. Con la sua ultima frase CIT ” E lei, con tutto il rispetto, non ci fa una gran figura prendendosela con chi semplicemente non le va a genio”, si mostra per quello che è, e mi attacca solamente perchè ho esposto un fatto. Non è modo di comportarsi.
        Mi ha indicato un articolo del 2010. E io le rifaccio la stessa domanda: dal 2010 a oggi come mai non avete attaccato tutti gli stabilimenti dalla Palafitta in giù ma al contrario ve la siete presa sempre e solo con Porticciolo E badi bene che io sono un dipendente pubblico esattamente come lei.
        Lei mi ha indicato tutti articoli vecchi di anni!! E ancora, perchè non ha risposto alla mia domanda sulla Alivesi?
        Sul fatto che non mi và a genio, ha torto: il mio non è un’attacco personale, ma se persone si nascondono dietro a un nome, un marchio o un’associazione per attaccare gli altri questo sì, questo mi dà fastidio.
        Ribadisco con forza che in tutte le ultime occasioni dove si è trattato di pulire il Balaguer, Cala Viola e dintorni o il Lago di Baraz, nessuno di voi c’era. Quindi, chi è l’ambientalista: noi che ci siamo fatti in quattro con buste e rastrelli, o voi che attaccate duramente senza cognizione di causa?

      • luglio 4, 2016 alle 11:23 pm

        sig. Vincenzo, noi non “attacchiamo” per partito preso questo o quest’altro.
        Mi sembra che le sfugga.
        Ci occupiamo di situazioni che possano avere effetti negativi per i beni ambientali tutelati ed effettuiamo quelle azioni che la legge consente, nel caso specifico richieste di informazioni ambientali e adozione di provvedimenti.
        E’ semplicemente falso che ci siamo occupati “solo” del Porticciolo, le ho citato vari casi lungo le coste sarde.
        Ci siamo occupati dei casi algheresi di cui siamo venuti a conoscenza.
        Lei è andato a pulire Cala Viola? Benissimo. Io sono andato a pulire il Poetto, come Piscinnì. E allora?
        Devo andare a pulire Cala Viola per avere il bollino di ambientalista d.o.c.?
        Mi pare che lei e qualche altro commentatore siate un po’ ossessionati dal voler mettere all’indice qualcono: le ripeto, non fa onore. A nessuno.

        Stefano Deliperi

      • Carlo Forte
        luglio 5, 2016 alle 9:46 am

        Ambientalista chi va a pulire,ambientalista chi si lamenta per l’inquinamento di portoscuso,ambientalista chi protesta contro il taglio degli alberi,ambientalista chi bla bla bla bla.La maggior parte dei q sono quasi sempre cittadini che manifestano per I loro diritti,visto che non lo fanno gli organi preposti.Gli “ambientalisti”si guardano bene dal lottare per la tutela del territorio,non ne condivido molto il pensiero,ma il Grig è l’unico presente.Gli altri lega per l’ambiente,wwf,sono solo pulizie facciata………

  3. Riccardo Pusceddu
    luglio 4, 2016 alle 3:35 pm

    Ma perche stavolta il commento che ho scritto prima non appare? Cancellate pure questo messaggio se riuscite a rintracciare il commento di cui parlo. 🙂

    • luglio 4, 2016 alle 4:13 pm

      boh, non so a che commento ti riferisci. 😲

      Stefano Deliperi

      • Riccardo Pusceddu
        luglio 5, 2016 alle 12:48 am

        Tutto a posto Stefano, era il primo commento sull’articolo che prima non appariva e che adesso e li. Grazie.

  4. Luigi Picinelli
    luglio 4, 2016 alle 8:43 pm

    Il problema di pulire quel sito non sta nel fatto che ci sia o meno la licenza per il chiosco . Da sempre i titolari del camping lo hanno pulito la spiaggia anche prima di avere la concessione . Cosa è cambiato oggi ? Semplice. Per pulire e sopratutto portare via tutto ciò che si accumula bisogna scendere giù con i mezzi meccanici , oggi non si può più . Chi conosce quella spiaggia sa che è impossibile portare su a spalla le decine di chili di spazzatura che si accumulano durante l’inverno.

  5. Nico
    luglio 4, 2016 alle 10:19 pm

    pretendere che gli ambientalisti puliscano le spiagge é solo idiota, sono i comuni che lo devono fare e hanno i soldi di noi cittadini per farlo; i chioschi non devono rovinare le dune ad Alghero come da ogni altra parte, non é difficile capirlo!

    • Luigi
      luglio 6, 2016 alle 4:34 pm

      Vede sig. Nico , lei dice bene : non bisogna rovinare le dune . Si da il caso però che quel chiosco le dune non le ha rovinate , anzi ha preservato la crescita dell’anchusa . Questo affermano i tecnici del S.a.v.i. Per quello che riguarda la pulizia degli arenili , è vero deve farla il comune , ma se il comune non interviene come non è mai intervenuto , lasciamolo , fattivamente , fare a chi vuole farlo . E in ultimo : non commenti su situazioni che lei , è evidente , non conosce.

      • Nico
        luglio 6, 2016 alle 8:57 pm

        Ecco qua, ora bello bello Luigi mi dice di che cosa devo parlare e di che cosa non devo parlare. Io sono un cittadino italiano e sardo e pago le tasse fino all’ultimo centesimo. Il comune di Alghero deve pulire le spiagge e se questo benedetto chiosco era così straordinario e soprattutto autorizzato l’avevano già montato da tempo. Se non é così almeno l’autorizzazione vuol dire che non c’è. E allora che cosa lo sta a incensare manco fosse un santo in processione? Un po’ di giudizio!

      • Luigi
        luglio 6, 2016 alle 9:59 pm

        Siamo in democrazia e lei può dire ciò che vuole , ovviamente , ma se parla di cose che non conosce rischia di dire delle inesattezze, propio perché non sa di cosa stiamo parlando . Vede l’ultima conferenza di servizi dellla metà di giugno ha stabilito che il chiosco era autorizzabile ma il dirigente che deve apporre l’ultima firma si rifiuta di metterla. Perché ? A questo punto , sarà la magistratura a stabilire se il suo è un atto legittimo , oppure un abuso.

  6. paco
    luglio 4, 2016 alle 11:30 pm

    Ma quanto su scaldano per difendere il chiosco del Porticciolo!
    Lasciare in pace le dune no? É chiedere troppo?
    Lo vogliamo capire che le spiagge sono di tutti noi?
    Chi ottiene una concessione deve rispettare le regole e basta.
    Il chiosco é troppo grande? E fatelo più piccolo, senza danneggiare le dune. Ci vuole tanto?

  7. Nico
    luglio 6, 2016 alle 10:25 pm

    O Luigi, da quanto dice lei capisco che questo chiosco le interessa molto, peró capisco anche che non é autorizzato. E allora ci vuole più prudenza nei giudizi secondo me. Tutta questa sicurezza non ce la vedo proprio.

    • Luigi
      luglio 6, 2016 alle 11:14 pm

      O Nico , ma lei legge quello che scrivo oppure no, io ho riportato cose di cui sono a diretta conoscenza . Il fatto che poi mi possa ineressare non rappresenta un reato e sopratutto non devo dare conto ne a lei ne a nessuno di ciò che mi interessa o meno.

      • Nico
        luglio 6, 2016 alle 11:29 pm

        O Luigi, mica te ne chiedo conto, non me ne importa nulla, dico invece che bisogna avere maggiore prudenza perché se é vero che il comune di Alghero non ha autorizzato avrà avuto qualche motivo, mica perché il dirigente si é svegliato male la mattina.

      • Luigi
        luglio 7, 2016 alle 3:36 pm

        O Nico , si va beh

  8. luglio 6, 2016 alle 11:20 pm

    da Alguer.it, 6 luglio 2016
    “Il caso Porticciolo è pericoloso”: http://notizie.alguer.it/n?id=109669

    ——————

    4 luglio 2016
    Porticciolo: Campeggio contro Comune e ambientalisti: http://notizie.alguer.it/n?id=109573

    ————————

    L’opinione di Stefano Deliperi. I chioschi non si possono mettere sulle dune: http://notizie.alguer.it/n?id=109580

    —————————-

    L’opinione di Lorenzo Carboni. Sul Porticciolo si mente sapendo di mentire: http://notizie.alguer.it/n?id=109582

    _____________________

    da Alghero News, 1 luglio 2016
    “Porticciolo zozza? Ecco i responsabili”: http://www.algheronews.it/alghero-porticciolo-responsabili-10926-2/

    —————–

    3 luglio 2016
    Porticciolo, la verità di Deliperi: http://www.algheronews.it/porticciolo-alghero-deliperi-10990-2/

    ————–

    4 luglio 2016
    Ora basta, denunciamo noi: http://www.algheronews.it/alghero-porticciolo-denunciamo-noi-11015-2/

    ________________________________

    da La Nuova Sardegna, 8 luglio 2016
    Porticciolo, spiaggia senza alcun servizio.
    Disagi anche per gli ospiti del vicino campeggio. Per l’installazione di un chiosco e dei servizi igienici manca l’autorizzazione comunale. (Gianni Olandi): http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2016/07/08/news/porticciolo-spiaggia-senza-alcun-servizio-1.13786974?ref=hfnsaler-1

  9. Carlo Forte
    luglio 7, 2016 alle 9:55 am

    Beh fate come a Carloforte,u paize,dove dopo 20 anni si sono resi conto I chioschi erano abusi e li hanno fatto chiudere.Prima dove eravate?

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