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Può un chiosco sulla spiaggia poggiare su piloncini di cemento?


Trinità d'Agultu, spiaggia di Li Feruli, chiosco in corso di realizzazione

Trinità d’Agultu, spiaggia di Li Feruli, chiosco in corso di realizzazione

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti (20 maggio 2016) riguardo la realizzazione in corso di un chiosco di ampie dimensioni in legno ma su piloncini in cemento sulla spiaggia di Li Feruli, sul litorale di Trinità d’Agultu (OT).

Coinvolti la Regione autonoma della Sardegna (Direzioni generali del demanio e della pianificazione urbanistico territoriale, Servizio valutazione impatti), la Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio di Sassari, la Capitaneria di Porto di Olbia, il Comune di Trinità d’Agultu, informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania.

Il vigente quadro normativo di tutela ambientale non pare proprio consentire la realizzazione di strutture in cemento sul litorale sabbioso: la spiaggia appartiene al demanio marittimo (artt. 822 e ss. cod. civ.), è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), nonché con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), rientra, inoltre, nel sito di importanza comunitariaS.I.C.  Foci del Coghinas (codice ITB010004), ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.   L’ordinanza balneare regionale 2016, come ogni anno, vieta “la sosta e/o l’occupazione, ancorché temporanea, il calpestio delle dune e della relativa vegetazione” (art. 3, lettera g).

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

In ogni caso appare necessario il preventivo conseguimento di provvedimento conclusivo delle procedure di valutazione di incidenza ambientale – V.Inc.A. (D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.), autorizzazione paesaggistica (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica che buon senso e rispetto della normativa ambientale evitino l’ennesimo piccolo/grande degrado a un patrimonio naturalistico unico al mondo, ma finora ben poco adeguatamente considerato.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Trinità d'Agultu, spiaggia di Li Feruli, chiosco in corso di realizzazione, piloncini in cemento

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. Fabrizio De Andrè
    maggio 23, 2016 alle 9:44 am

    A secondo chi sei si.La Caletta a Carloforte per esempio.

  2. capitonegatto
    maggio 23, 2016 alle 10:42 am

    E’ il solito criterio: si danno le licenze di fare senza un preventivo controllo su cosa e come.
    Poi magari , ma capita di rado, si controlla , si sanziona, si demolisce. Questo non va bene.
    Occorre stabilire in partenza cosa si deve rispettare nella esecuzione delle opere , avvisando il committente del pericolo che corre se dovesse cambiare di una virgola il permesso accordato. E tutti i chioschi con i cavi elettrici posti allo scoperto ??

  3. Juri
    maggio 23, 2016 alle 4:07 pm

    A giudicare dalla foto i lavori interessano anche una porzione di area sede di vegetazione pioniera, a occhio area dunale vera e propria. Ma servirebbero altre foto per esserne certi.
    Certo che l’impatto è veramente elevato in un’area di arenile che pare molto integra.

  4. Carlo Forte
    maggio 24, 2016 alle 2:49 pm

    Ad essere sinceri non c’è solo il chiosco costruito sulle Dune,ma anche ville.Ma au paise tutto è sempre in regola.

  5. Terrae
    maggio 24, 2016 alle 8:02 pm

    Una caccia al tesoro facile, facile.

    Aprite Google Maps o Google Earth (è aggiornato a luglio 2015) e cercate
    Portoscuso, Spiaggia di Portopaglietto, stabilimento balneare alla vostra sinistra, racchiuso nel grande lotto tra la spiaggia e il viale Corsica, in direzione del parcheggio.

    L’edificio più grande (una sorta di L con 4 tetti) è una struttura di legno, vetro e tegole che funge da ristorante d’estate e palestra il resto dell’anno. Esso poggia su un parallelepipedo di cemento armato affondato per 3 lati nella sabbia della duna.

    Chi vede quello, vede anche il resto, basta confrontare le foto aeree del 2015 con quelle degli anni precedenti per vedere anche lo sviluppo “modulare” degli altri fabbricati in “stile provvisorio”.

    Comunque, dalle foto aeree si può apprezzare quello che sembra un incongruo rapporto tra la grandezza dell’area con ombrelloni e sdraio e la superficie costruita.

    Oh, magari è tutto regolare.

    • Terrae
      maggio 25, 2016 alle 1:34 pm

      posizione: sinistra spalle al mare

  6. Arpia
    maggio 26, 2016 alle 1:51 pm

    I soliti, vai, mettete un po’ di cemento o cosette varie dai, tanto ancora gli scempi sono pochi in quel comune! Ma il fatto e’ che manca il senso della normalita’ e si installa la megalomania, mentalita’ veramente bizzarra, controlli pochi danni molti. Il paese ha una fila di case in una zona che era campagna, da far venire i brividi, chi ha concesso e approvato certe cose ha veramente buon gusto, ma il fatto che li lascino costruire mi lascia di stucco. Ma in quella zona forse ci sara’ un nuovo lancio alle gettate di cemento, non vorrei sbagliare. Quando la gente e’ ignorante ama molto il cemento. Mi fermo se no rischio di dire cose che pur vere sarebbero pesanti.

  7. Arpia
    maggio 27, 2016 alle 2:10 pm

    Direi. chi sta’ facendo il chiosco? E chi e’ in comune , esiste una connessione? Facciamo nomi e cognomi, cosi’ si capira’ meglio. E’ la vecchia storia. Si ‘ puo’ possono unire i pezzi del puzzle per avere una chiara idea di come da anni vanno le cose, dai piccoli comuni in su’!

  8. giugno 28, 2016 alle 2:46 pm

    il Servizio Valutazioni Ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato (nota prot. n. 12410 del 27 giugno 2016) che la struttura è stata autorizzata al termine della procedura di valutazione di incidenza ambientale con determinazione n. 1582/38 del 28 gennaio 2016.

  9. giugno 29, 2016 alle 9:23 pm

    la Capitaneria di Porto di Porto Torres – Sezione Polizia marittima e Difesa costiera, ringraziando per la segnalazione, ha comunicato (nota prot. n. 13033 del 29 giugno 2016) “che dallo scorso mese di maggio è in corso un’ attività d’indagine da parte di questa Autorità Marittima, relativa alla realizzazione del chiosco in questione, il cui esito non potrà, per ovvi motivi, essere comunicato”.

  10. luglio 8, 2016 alle 2:44 pm

    Il Comune di Trinità d’Agultu ha comunicato (nota prot. n. / del 30 giugno 2016) l’avvenuto rilascio delle seguenti autorizzazioni, indicando che “in data 10/6/2016 si è svolto il sopralluogo accertando che le fondazioni sono state realizzate in elementi prefabbricati in cls rivestiti in legno”:

    * provvedimento unico n. 467/2015 del 12 febbraio 2016;
    * determinazione SVA Regione autonoma Sardegna n. 1582/38 del 28 gennaio 2016;
    * verbale Conferenza servizi del 29 giugno 2015.

  11. luglio 12, 2016 alle 7:19 pm

    con nota prot. n. 28407 del 12 luglio 2016 il Servizio Demanio e Patrimonio di Nuoro e Olbia Tempio ha comunicato di aver chiesto notizie al Comune di Trinità d’Agultu sul rispetto delle condizioni delle autorizzazioni emanate.

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