Le dune del Porticciolo (Alghero) sono salve.


Alghero, Il Porticciolo, chiosco e servizi balneari (luglio 2015)

Alghero, Il Porticciolo, chiosco e servizi balneari (luglio 2015)

Il S.U.A.P. del Comune di Alghero, con provvedimento n. 23055 del 22 aprile 2016, ha dichiarato l’improcedibilità dell’istanza della Porticciolo s.r.l. per il rilascio della concessione demaniale marittima per chiosco e servizi balneari nella raccolta spiaggia del Porticciolo.

La motivazione è estremamente chiara: “…si rileva che le strutture e l’area oggetto di richiesta insistono effettivamente ancora sul sistema dunale … per quanto sopra, non sussistono i presupposti per il rilascio della Concessione Demaniale Marittima”.

In sede di conferenza di servizi (23 marzo e 20 aprile 2016) sono stati resi i pareri dell’Azienda speciale Parco naturale regionale di Porto Conte (note nn. 282 del 9 marzo 2016 e 305 del 15 marzo 2016) e del Servizio valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna (nota n. 5541 del 17 marzo 2016), tesi alla salvaguardia del complesso dunale, mentre le richieste della Società turistica hanno continuato a insistere sull’area interdetta.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, che aveva rivolto una specifica istanza (21 marzo 2016) per la tutela integrale delle dune, esprime la sua soddisfazione per la ferma determinazione delle amministrazioni pubbliche competenti e, in particolare, dell’Ufficio Demanio del Comune di Alghero, con l’auspicio che analoghe prescrizioni siano contenute nelle concessioni di simili strutture su tutti litorali algheresi.

Anchusa Sardoa

Anchusa Sardoa

L’azione ecologista per la tutela di dune e spiaggia del Porticciolo dura ormai da anni.

Nel caso di specie, come si ricorderà, in seguito a richiesta di informazioni ambientali e adozione di opportuni provvedimenti effettuata nell’estate 2014 (2 luglio 2014) da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus riguardo la caletta sovrastata dalla pregevole Torre costiera era emerso il rilascio della concessione demaniale marittima (determinazione Comune Alghero – Settore V n. 379 del 26 maggio 2014) per servizi di supporto alla balneazione sulla spiaggia del Porticciolo, ad Alghero (SS), durante la stagione estiva 2014 in favore della Porticciolo s.r.l., titolare del campeggio nella zona retrostante la spiaggia per un’area pari a mq. 400 (mq. 349,86 di area per posizionamento ombrelloni, ecc. + mq. 50,14 per chioschi amovibili + mq. 29 per condotte interrate).  L’area dunale era inequivocabilmente interessata dai chioschi, in contrasto con il divieto esplicito contenuto nell’ordinanza balneare 2014 (determinazione Direttore gen.le EE.LL., Finanze della Regione autonoma della Sardegna rep. n. 1304 del 13 giugno 2014)[1].

Preventivamente erano stati acquisiti i pareri favorevoli dell’Agenzia delle Dogane (nota Uff. SS. prot. n. 2350/RU del 10 aprile 2014), dell’Agenzia del Demanio (nota Uff. CA n. 4639 del 21 maggio 2014), dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Alghero (nota n. 2282 dell’1 aprile 2014), dell’Azienda speciale Parco naturale regionale di Porto Conte (nota n. 475 del 4 marzo 2014), del Servizio regionale S.A.V.I. (nota n. 14467 del 16 giugno 2010).

Nel 2015, giustamente, il contenuto della concessione demaniale ha previsto il rispetto tutale delle dune e della relativa vegetazione.

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

La concessione demaniale, in ossequio alle direttive regionali per la salvaguardia delle spiagge e dei litorali, disposta nella c.d. ordinanza balneare 2015 (determinazione Direttore gen.le EE.LL., Finanze della Regione autonoma della Sardegna rep. n. 1213 dell’11 giugno 2015), prevedeva, infatti, la tutela integrale di dune e vegetazione dunale, come auspicato anche dalla specifica richiesta effettuata (13 aprile 2015)[2] dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Su istanza dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, riguardo il rispetto della determinazione Comune Alghero (III Settore) n. 510 del 29 giugno 2015 + cartografia  con cui era stata autorizzata la sistemazione per il periodo estivo di un chiosco e servizi balneari con numerose condizioni (esclusione di transito di veicoli su dune e arenile, esclusione di posa di tubature su aree con vegetazione, ecc.), in particolare con divieto assoluto di interessare gli ambienti dunali e la vegetazione, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha comunicato (nota prot. n. 83475 del 10 dicembre 2015) di aver provveduto, dopo “gli accertamenti del caso” e “in esito alle verifiche”, a informare “la competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari con comunicazione di notizia di reato.

Il Porticciolo rientra nel sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio” (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora). L’area è anche tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993) e fa parte del parco naturale regionale “Porto Conte” (legge regionale n. 4/1999).

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica che la puntuale considerazione del divieto di sosta, calpestìo e occupazione anche temporanea delle dune in relazione al rilascio di concessioni demaniali per servizi da spiaggia divenga regola fondamentale per tutti i litorali della Sardegna, nel pieno rispetto delle normative e delle esigenza di tutela del bene ambientale.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

___________________________

 

[1] l’art. 3, comma 1°, lettera e, secondo periodo, della determinazione Direttore gen.le EE.LL., Finanze della Regione autonoma della Sardegna rep. n. 1304 del 13 giugno 2014 (ordinanza balneare 2014) dispone: “è sempre vietata la sosta e/o l’occupazione, ancorché temporanea, il calpestio delle dune e della relativa vegetazione. Per dune si intendono accumuli sabbiosi situati nell’area retrostante la spiaggia, disposti parallelamente alla linea di costa, di forma irregolare dipendente dalla direzione dei venti dominanti. Nelle dune indicate con appositi segnali è interdetto il transito e l’attraversamento”.   Analogo divieto è stabilito nell’art. 3, comma 1°, lettera g, secondo periodo, della determinazione Direttore gen.le EE.LL., Finanze della Regione autonoma della Sardegna rep. n. 1213 dell’11 giugno 2015 (ordinanza balneare 2015).

[2] L’istanza ha coinvolto il Comune di Alghero, la Direzione generale EE.LL. e Finanze della Regione autonoma della Sardegna, il Servizio valutazione impatti (S.A.V.I.) della Regione autonoma della Sardegna, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la Direzione generale valutazione impatti del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.

 

Astragalo marittimo (Astragalus maritimus Moris)

Astragalo marittimo (Astragalus maritimus Moris)

 

La Nuova Sardegna, 3 maggio 2016

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. aprile 29, 2016 alle 3:01 pm

    da Vistanet Cagliari, 28 aprile 2016
    Alghero. Niente chiosco sulle dune della spiaggia del Porticciolo: http://cagliari.vistanet.it/blog/sardegna_news/alghero-le-dune-del-porticciolo-salve/

  2. Carlo Forte
    aprile 29, 2016 alle 3:44 pm

    Mi chiedo che cosa hanno di diverso le dune del porticciolo di Alghero rispetto a quelle della Caletta a Carloforte,dove da anni si costruiscono ville e chioschi in maniera del tutto legale?

  3. Carlo Forte
    maggio 2, 2016 alle 3:46 pm

    Nessuno sa dare una risposta a questa curiosità?

  4. Carlo Forte
    maggio 3, 2016 alle 3:58 pm

    No,proprio nessuno.3 M regna

  5. Carlo Forte
    maggio 4, 2016 alle 3:29 pm

    Le dune della Caletta no,qualcuno faccia un controllo.

  6. Luigi Picinelli
    giugno 8, 2016 alle 7:09 pm

    Gentili Signori , una cosa non mi è chiara . Per circa 2 anni un pescatore ha ormeggiato , durante l’estate, la sua barca nella piccola baia e quotidianamente scendeva con il suo fuoristrada nella spiaggia attraversando le dune e nessuno si è mai accorto di nulla . Non solo , quando nella seconda metà degli anni 2000 è stata ristrutturata la torre di avvistamento , l’impresa che ha effettuato i lavori ha montato una passerella fatta con tubi innocenti e legno per poter raggiungere la torre stessa . La passerella partiva , appunto , dalle dune e per circa due anni gli operai hanno attraversato le dune con i mezzi cingolati . Non solo , siccome la quantità di pietre che avevano portato con loro non sono bastate per ultimare il lavoro , hanno prelevato dalla spiaggia quelle che gli sono servite per completare l’opera . Anche in quel caso nessuno vide nulla . Ed ecco che cosa non mi è chiaro : come mai vi siete accorti che le dune erano in pericolo solo quando qualcuno ha intrapreso un’attività commerciale ?

    • giugno 8, 2016 alle 7:16 pm

      caro Signore, fortunatamente le normative sono cambiate e da qualche anno le dune sono protette.
      Prima non lo erano. Tutto qui.
      Consenta di chiederle, però: se si è accorto di tutto questo, in particolare del prelievo delle pietre appartenenti al demanio marittimo, perchè non ha provveduto alla doverosa denuncia alle autorità competenti?

      • luigi Picinelli
        giugno 15, 2016 alle 6:48 pm

        Domanda legittima . Io posso non sapere che è vietato prendere le pietre ed all’epoca non lo sapevo . Per tornare a porticciolo , devo dedurre che prima dell’entrata in vigore della normativa , per voi l’anchusa non era meritevole di protezione .

      • giugno 15, 2016 alle 8:08 pm

        lei deduce male: ovviamente è ed era meritevole di protezione, ma non veniva protetta dalle autorità, visto che mancava la norma.
        Da alcuni anni, a scanso d’equivoci, le norme di tutela vietano chioschi e strutture connesse sulle dune e nell’area di rispetto di mt. 5 dalle dune.
        É semplice, basta adeguarsi.

        Stefano Deliperi

      • luigi Picinelli
        giugno 15, 2016 alle 8:32 pm

        Beh , era talmente meritevole di protezione che non vi siete nemmeno accorti che ci passavano sopra con i cingolati per due anni. Comunque concordo con lei sul fatto che bisogna adeguarsi alle norme ed alle decisioni di chi queste norme deve interpretarle e farle rispettare , sempre . Ah un’ultima cosa : la stessa persona che ha segnalato che l’anchusa era in pericolo , ha documentato che la pianta ha proliferato ugualmente pubblicando ,e commentando in tal senso, alcune foto su un gruppo pubblico di fb. Distinti saluti.

      • giugno 15, 2016 alle 9:22 pm

        scusi, ma è in grado di comprendere quanto scritto negli articoli che riguardano la vicenda?
        Da anni noi chiediamo il rispetto delle normative sulla salvaguardia delle dune, non da ieri.
        Buona serata.

        Stefano Deliperi

    • luigi Picinelli
      giugno 15, 2016 alle 8:51 pm

      E mi permetta di farLe notare : tutte le norme di tutela da Lei riportate nell’articolo sono ampiamente antecedenti ai lavori di restauro della torre Aragonese

      • giugno 15, 2016 alle 9:21 pm

        non eravamo a conoscenza della modalità dei lavori, ma ribadisco: lei perchè non ha fatto nulla, visto che era a conoscenza della situazione?

        Stefano Deliperi

      • luigi Picinelli
        giugno 15, 2016 alle 9:52 pm

        Non eravate a conoscienza ? La cosa mi meraviglia molto , in quanto la vostra referente di Alghero si dichiara un’assidua frequentatrice , da molto tempo, del sito in questione . E ripeto : all’epoca non ero a conoscienza del fatto che il sito godesse di protezione , ma la vostra referente si .

      • giugno 15, 2016 alle 10:05 pm

        lo chieda a lei, allora, se è proprio così curioso.
        La prof.ssa Alivesi è nostra referente da circa un anno.
        Trovo tuttavia lo “scaricabarile” una pessima abitudine: lei vorrebbe rimproverare ad altri quello che lei stesso non ha fatto.
        In ogni caso, non cambia di una virgola la situazione: sulle dune e nella fascia di rispetto i chioschi non si possono mettere.
        E’ semplice.

        Stefano Deliperi

      • Luigi Picinelli
        giugno 15, 2016 alle 10:23 pm

        Dubito che la Signora mi risponderà , come daltronde non risponde neppure Lei . In quanto alla pratica dello scaricabarile , Lei , con la risposta che mi ha appena dato , dimostra di farne ampio uso .

      • giugno 15, 2016 alle 10:28 pm

        signor Picinelli, le ho risposto cortesemente, ma mi pare che a lei non interessi minimamente quello che le ho detto.
        Lei ha affermato di essersi accorto di ruspe e altro in spiaggia quando venne restaurata la Torre e ha affermato anche di non aver fatto nulla.
        Quindi ora che cosa rimprovera a noi, che non ne eravamo a conoscenza?
        Si faccia un esame di coscienza, prima di criticare.
        Detto questo, il punto – oggi, 2016 – è semplice: sulle dune e nella fascia di rispetto i chioschi non si possono mettere.
        Il resto sono chiacchiere da bar, se non le dispiace. Buona serata.

        Stefano Deliperi

      • Luigi Picinelli
        giugno 15, 2016 alle 10:59 pm

        Anche io Le ho parlato con la dovuta cortesia e rispetto. Ho posto solo delle domande , D’altronde siete voi che date la possibilità di farle . In ogni caso , siccome ho la sensazione che non gradiate il contradditorio mi asterrò in futuro dal fare qualsiasi commento. A me sembra che sia Lei a non voler leggere ciò che scrivo , lo ripeto per la terza volta : all’epoca non ero a conoscienza del fatto che l’area fosse sottoposta a vincoli . E poi si trattava di un lavoro pubblico , controllato dalla sovraintendenza , poteva una persona normale pensare che si stessero compiendo atti contro la legge ? A me interessa molto , invece , ciò che Lei ha da dire , altrimenti non avrei perso tempo in questa conversazione . Mi scusi se Le ho fatto perdere del tempo . Le auguro una buona serata ed un buon lavoro.

      • giugno 15, 2016 alle 11:18 pm

        signor Picinelli, le ho risposto cortesemente, più volte.
        Il punto centrale – le ripeto ancora – è semplice: ora sulle dune e nella fascia di rispetto i chioschi non si possono mettere. Basta adeguarsi e le strutture per la balneazione possono esser posizionate per la stagione estiva.
        Il resto ha davvero poco interesse.
        Buona serata.

        Stefano Deliperi

      • Luigi Picinelli
        giugno 16, 2016 alle 7:49 am

        No comment

      • giugno 16, 2016 alle 3:35 pm

        appunto, no comment.

  7. Luigi Picinelli
    giugno 17, 2016 alle 8:37 am

    L’ho detto prima io , ma se ci tiene le lascio volentieri l’ultimo commento.

  8. Nico
    giugno 17, 2016 alle 2:47 pm

    o signor Picinelli, niente niente che ha qualche interesse in questo benedetto chiosco, perchè altrimenti non si capisce per quale motivo ci sta ammazzando di noia con tutte le sue allusioni, ricordi di anni fa, ecc. Lo capisce anche un bambino che sulle dune non si mette nulla perchè si rovinano. Il Porticciolo come tutte le spiagge è di tutti noi Sardi non del primo che ci fa un chiosco: o rispetta le regole o se ne sta a casa sua. Anche a me piace qualche servizio in spiaggia ma non deve rovinare l’ambiente e in tutte la Sardegna hanno autorizzato sempre con manica larga: se questa volta non hanno autorizzato il chiosco vuol dire che proprio non si poteva.

    • Luigi Picinelli
      giugno 18, 2016 alle 4:47 pm

      O sig. Nico , forse lei non ha letto bene : io non ho mai contestato la delibera comunale , anzi ho detto che le decisioni degli enti pubblici vanno rispettate: sempre, da tutti e che ci siano favorevoli o meno.

      • Nico
        giugno 18, 2016 alle 7:25 pm

        e allora tutti contenti senza farla troppo lunga

  9. Carlo Forte
    giugno 17, 2016 alle 8:29 pm

    A Carloforte si scopre dopo 20anni che I chioschi sulle spiagge erano abusivi…….o no.

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