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Tuerredda (Teulada), “carne di porco” del turismo del Sardistàn.


Teulada, Tuerredda, chiosco e stabilimenti balneare

La Guardia costiera nei giorni scorsi ha posto sotto sequestro ben trenta lettini da spiaggia e quindici ombrelloni con tavolino e base sulla raccolta spiaggia di Tuerredda, sul litorale di Teulada (CA), già autentico gioiello naturale mediterraneo, da alcuni anni massacrato da eccessivo numero di bagnanti giornalieri, chioschi, sdraio, ombrelloni, parcheggi, automobili e tutto quanto fà turismo in questa splendida (nonostante tutto) Isola in mezzo al Mediterraneo.  

Era ora.

I titolari di due stabilimenti balneari sono stati denunciati perché le attrezzature eccedevano i limiti delle proprie concessioni demaniali marittime, occupando abusivamente porzioni di spiaggia libera.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra negli anni scorsi hanno denunciato – inascoltate – in tutte le sedi opportune gli eccessi della presenza antropica estiva a Tuerredda (vds. http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/12/20/l%E2%80%99italia-si-restringe/?doing_wp_cron, http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2009/07/11/se_questo____un_chioschetto____1998682-shtml/, http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2009/07/03/tuerredda__massacrata__dal_turismo__1997386-shtml/).   Seguirono molte polemiche, alimentate da chi plaude a questo stato di cose.

I controlli sono fondamentali e sosteniamo Guardia costiera, Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Carabinieri e tutte le forze di polizia demaniale impegnate per far rispettare legge e limiti delle concessioni demaniali.

Ora Tuerredda è in agonia, sul piano ambientale. Ma forse non è ancora troppo tardi per porre il necessario numero chiuso e sperare nell’opera di Madre Natura.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

 

Teulada, Tuerredda

 

 

 

da CagliariPad, 26 agosto 2012

Occupavano la spiaggia libera a Tuarredda: denunciati due stabilimenti: http://www.cagliaripad.it/it/news/agosto/25/tuerredda/

 

da Casteddu online, 26 agosto 2012

Sdrai e ombrelloni sequestrati nel paradiso di Tuerredda, denunciati i titolari dello stabilimento (Jacopo Norfo): http://www.castedduonline.it/index.php/cronaca/sdrai-e-ombrelloni-sequestrati-nel-paradiso-di-tuerredda-denunciati-i-titolari-dello-stabilimento/39022

(foto per conto GrIG)

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  1. agosto 27, 2012 alle 9:19 am

    mitici
    con questo sistema……..abbiamo riscoperto la corsica,la sicilia,la puglia…..ecc ecc
    ringrazio i fenomi che dennciano tutti e tutto in sardegna,…….ringrazieranno anche gli albergatori,i dipendenti dei ristoranti dei bagni degli albreghi eccc…..xchè di mare bello in italia se ne trova tanto ,ma di rompicoglioni e di prezzi come in sardegna…..forse solo in liguria,,,,,,,,,ma se nn hai superato gli ottanta…..vai da altre parti
    complimenti ancora ……..ps in quella foto anche mare di merda!
    Consiglio a tutti il salento,mare da cartolina,prezzi contenuti e gente del posto cordiale e sempre sorridente……..

    • agosto 28, 2012 alle 11:13 pm

      BRAVO , HAI FATTO LA TUA FIGURA DI MERDA, TUTTO FUORI LUOGO QUELLO CHE SCRIVI, CAMBIA ARIA CHE TI CONVIENE.

  2. Federico F.
    agosto 27, 2012 alle 10:02 am

    io ringrazio te Matteo, perchè è gente come te che ci sta facendo degradare le bellezze della Sardegna e che fa andare i turisti in Corsica, dove queste cose non le permettono, grazie perchè ci fai capire che con persone come te non andiamo da nessuna parte, po caridadi. fanno bene a denunciare e a fermare chi calpesta il diritto di tutti noi al rispetto dell’ambiente e alla spiaggia libera

  3. Nikki
    agosto 27, 2012 alle 10:41 am

    È diventata la spiaggia più accalcata della Sardegna come la Pelosa, ci vuole il numero chiuso o spariscono. Ormai gli stabilimenti l’hanno invasa e controlli finora non ce ne sono stati, a questo si aggiunge il malcostume di mettere lettini e ombrelloni più di quanto autorizzato per guadagnare di più, per non parlare dei parcheggi con prezzi da strozzini!!

  4. Mara
    agosto 27, 2012 alle 10:54 am

    Chissà se Matteo mi toglie una curiosità: DOVE diavolo abita? Di mare bello se ne trova tanto in Italia (citazione). Mi pare di ricordare che anche la Sardegna faccia ufficialmente parte dell’ Italia…
    Ho conosciuto i Caraibi e la Grecia ma un mare miracolosamente limpido e colorato come quasi ovunque in Sardegna è insuperabile. A detta anche di moltissimi skipper giramondo. Preciso che non sono sarda, la mia difesa è un atto d’amore per una terra che conosco da 40 anni e che un certo tipo di turismo caciarone, inquinante e privo di regole (ben rappresentato dalle idee di Matteo) sta purtroppo rapidamente deteriorando.

  5. lucia
    agosto 27, 2012 alle 11:03 am

    Bene, Matteo, complimenti. Vattene pure dove vuoi, e lascia in pace la povera Sardegna e chi la ama veramente. Concordo con Federico.
    Noi eravamo a La Tuerredda a luglio: un carnaio pazzesco proprio per questa furbizia degli stabilimenti di occupare tutto. Eravamo peggio che sui litorali adriatici: almeno lì una distanza minima tra ombrelloni deve essere rispettata. Si continuavano a mettere ombrelloni e lettini in ogni spazio libero. Eravamo accalcati come sardine. Più di qualcuno si è lamentato con i gestori, ma questi manco…
    Ehhh, il denaro…
    Almeno, però, facevano sempre lo scontrino.

    • agosto 28, 2012 alle 11:22 pm

      LUCIA , purtroppo il problema non è rappresentato solo dai gestori , i maggiori responsabili sono i concessionari delle gestioni , comune di Teulada e chi altri lo appogiano .
      Non dimentichiamo la responsabilità del comune di Teulada nel rilasciare le autorizzazioni a quello scempio abitativo che si è creato , POVERA TUERREDDA , spiaggia purtroppo in via di estinzione, rimpiango quando la scoprii nell’estate del 1972 nel mese di Giugno era frequentata da pochi campeggiatori stranieri _ Canadesi e Tedeschi_ della base aerea di Decimomannu ; che MERAVIGLIA che era allora , però continuare a credere che si possa preservare , è ancora lecito .

      • Marco P.
        maggio 9, 2018 alle 9:26 pm

        Ben detto. Il comune di Teulada è complice dello scempio. Gretta avidità che distrugge per sempre i beni di tutti i sardi.

  6. Giovanni
    agosto 27, 2012 alle 1:03 pm

    Caro Matteo , non vedo l ‘ ora che tu e tutti quelli come te se ne vadano in Salento. Buon viaggio e a mai più rivederci. Forza Grig!

  7. icittadiniprimaditutto
    agosto 27, 2012 alle 2:59 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  8. agosto 28, 2012 alle 10:58 am

    I don’t leave a response, but I looked at through a few comments on this page Tuerredda (Teulada), carne di porco del turismo del Sardistàn. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus. I actually do have some questions for you if you do not mind. Is it simply me or do some of the responses look like they are written by brain dead visitors? 😛 And, if you are writing on other online social sites, I would like to keep up with anything fresh you have to post. Would you post a list of every one of all your social networking sites like your twitter feed, Facebook page or linkedin profile?

  9. Juri
    agosto 28, 2012 alle 11:31 am

    Guovedì scorso alcuni miei amici di Roma sono andati a Tuerredda. Sono rimasti un’oretta scarsa e poi sono scappati via. La straordinaria bellezza dei luoghi era inapprezzabile a causa del pauroso sovraffollamento della povera spiaggia. Esperienza molto negativa.

    Matteo, le tue affermazioni sono preoccupanti, perchè se neppure davanti a fatti macroscopici, come la pressione antropica spaventosa che sta distruggendo alcune nostre spiagge, te la prendi con chi cerca di difenderle, vuol dire che l’insensibilità, in molte persone, ha raggiunto livelli di guardia.

    A Punta Molentis idem: il Comune di Villasimius punta solo a fare cassa e della tutela del delicato arenile se ne infischia. Infatti, gli addetti all’incasso del ticket per il parcheggio, quando la spiaggia è ormai impraticabile per sovraffollamento, continuano ad accettare nuove auto. Avvertono che la spiaggia è “sovrasatura” (“il biglietto non potrà essere rimborsato anche se non trovate posto in spiaggia”), ma si guardano bene dal bloccare l’accesso. Il risultato è che in agosto, il piccolo sistema dunale di Punta Molentis, delimitato da apposita recinzione (rispettata nel resto dell’anno), diventa l’area di sfogo “naturale” di chi arrivato in spiaggia, pagato il biglietto e percorsi 700 mt a piedi, non accetta certo di tornarsene a casa. E dunque si piazza nelle dune, ignorando i divieti. E infatti, sono ben visibili i gravi danni così arrecati all’intero sistema di arenile.

    Quanto alle concessioni demaniali, il sistema di controllo è inspiegabilmente inadeguato. Primo, basterebbe che Comune o Capitaneria segnassero, a inizio stagione, con dei segnaposto ben infissi, i limiti delle concessioni. Secondo, dovrebbe essere reso obbligatorio affiggere, insieme all’ordinanza “balneare”, anche la planimetria della concessione stessa. Quarto: obbligo di pubblicazione, sul sito della Regione, dell’elenco di tutte le concessioni, con relative planimetrie.
    Sono misure direi elementari e se davvero si volesse stroncare il fenomeno del costante, eclatante e sfrontato furto di demanio marittimo, le si sarebbero adottate da tempo.
    Invece la realtà è che non c’è spiaggia dove non ci siano manifeste occupazioni abusive che vanno avanti indisturbate da giugno a settembre (solo una piccola percentuale degli abusi viene sanzionata, chissà perchè) su gran parte delle spiagge sarde. E anche chi viene sanzionato, non ha nulla da temere: una multina da un migliaio di euro, una denuncina ridicola che al massimo, se proprio va male, ne produce un’altra dello stesso ordine di grandezza. E chi ruba il demanio marittimo sa bene che i margini di guadagno dell’illegalità restano praticamente invariati (in due-tre giorni recuperano tutte le sanzioni).
    A questo va aggiunto la modalità con cui, in molte spiagge, si effettua “la pulizia”, con cumuli di sabbia e posidonia rimossi brutalmente e scaricati sulle aree dunali sopra la vegetazione pioniera.
    Questo è, purtroppo, il quadro prevalente del “rispetto” che i sardi hanno delle proprie spiagge. Bisogna dirlo chiaro: gran parte delle amministrazioni comunali sarde sono del tutto inadeguate rispetto all’importanza e delicatezza del territorio che si trovano ad amministrare.

    Poi si va in Corsica e si scopre che nelle spiagge ci sono posti fissi di presidio delle polizie municipali, l’ecosistema, e non le concessioni demaniali, è considerato sacro, i turisti apprezzano tantissimo questo rispetto per l’ambiente e ciò che avviene in Sardegna diventa un brutto ricordo.

  10. corrado
    agosto 29, 2012 alle 11:57 am

    bene, speriamo continuino così e che matteo si guardi dentro e dica anche quanti soldi guadagna a Tuerredda

  11. maggio 3, 2013 alle 7:44 pm

    numero chiuso, ticket, servizi, salvaguardia della spiaggia sono punti fermi fondamentali per tutelare le nostre coste e la stessa attrattiva turistica.

    da La Nuova Sardegna, 3 maggio 2013
    Il ticket per le spiagge imposto anche ai pedoni.
    Orosei, accordo tra il Comune e i gestori dei tre gioielli del litorale. Il biglietto costerà un euro, l’amministrazione ne incasserà duecentomila. (Angelo Fontanesi): http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2013/05/03/news/il-ticket-per-le-spiagge-imposto-anche-ai-pedoni-1.6990378

    • maggio 4, 2013 alle 3:05 pm

      da La Nuova Sardegna, 4 maggio 2013
      Ticket a Biderosa, il web si scatena.
      Ma molti sono d’accordo sui biglietti anche per i pedoni Tra i favorevoli l’assessore Crisponi e l’ecologista Deliperi. (Angelo Fontanesi)

      OROSEI. Giusto o sbagliato, legittimo o illegale, necessario o dannoso. La decisione del Comune di Orosei di imporre il ticket di un euro per l’accesso a piedi alle tre spiagge contingentate del suo litorale scatena un acceso dibattito tra la gente e personaggi pubblici dilagando anche sul web. Ma forse un po’ a sorpresa è il fronte dei favorevoli quello che sembra prevalere. A farsi interpreti della fazione pro ticket anche due figure che in altri contesti ambientalistici penseresti di trovare su posizioni alternative: l’assessore regionale al Turismo Luigi Crisponi e il portavoce delle associazioni ecologiste Amici della Terra – Gruppo d’Intervento Giuridico Stefano Deliperi. «La mia posizione contro la tassa di soggiorno è nota, ma questo è un caso diverso. – premette Crisponi – Un ticket modesto come quello pensato dal Comune di Orosei per garantire pulizia e sicurezza delle spiagge mi sembra assolutamente legittimo, adeguato e non vessatorio perché non va a colpire indiscriminatamente chiunque soggiorni in un territorio come accade con la tassa di soggiorno. Lo ritengo anzi un contributo utile, oltre che per garantire servizi , come risorsa economica e occupazionale». «Anche a Su Gologone si paga un euro per accedere alle fonti ma i visitatori sono ben contenti di trovare un posto pulito e ordinato, personale locale preparato ad offrire informazioni e, nel caso, proporre altri servizi», spiega l’assessore. Sostanzialmente favorevole al ticket si dichiara anche Stefano Deliperi. «Mi sembra che il contributo sia contenuto e adeguato ai servizi che vengono annunciati – dice – l’importante è che il Comune reinvesta le risorse incassate in opere di tutela ambientale visibili e durature. Il turista sta acquistando sempre più una coscienza ecologista ed è ben disposto a contribuite alla tutela della natura. Ma se ne deve accorgere». «Trovo giusto esonerare dal ticket i residenti, e magari inviterei ad allargare la visione di questo termine», aggiunge ancora Stefano Deliperi. Concetti, questi, che trovano molte conferme sul web: «Secondo me un euro se non di più non è così tragico – posta Yor4 – Si paga per visitare altre spiagge della Sardegna: quindi, perché i pedoni non dovrebbero pagare a Biderosa, Su Barone o Sa Curcurica? Piuttosto dove vanno a finire i soldi delle tasse?». Favorevole si dice l’oroseino Matteo: «Tutti si lamentano perché non esistono i servizi, ma nessuno fa un minimo sacrificio per averli – posta su un blog locale – Tutti vogliono spiagge e pinete pulite, il servizio di salvamento a mare, il bagno e magari la doccia, ma nessuno vuole spendere un euro. Ma in fondo cosa abbiamo da lamentarci? A noi residenti non costa un centesimo e il turista con il costo di un caffè può godersi una giornata intera in uno scenario naturale straordinario». Ma c’è chi si schiera totalmente contro il nuovo balzello: «Si tratta di visioni della cosa pubblica diversa da come io la vorrei – posta Denise sul suo profilo Fb – Contingentare non è lucrare ma tutelare, garantire, a tutti la salvaguardia del bene comune. Perché deve pagare anche chi passa?» E a lei si accoda Antonangelo: «Non credo sia una cosa attuabile. Se almeno venisse offerto un servizio decente di pulizia spiagge, bagni, trasporti e parcheggi, ci poteva anche stare. In questo modo invece significa solo fregare i locali e, soprattutto, i turisti».

  1. agosto 17, 2018 alle 3:22 pm

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