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Chioschi e servizi balneari di Torre Chia a giudizio.


Domus de Maria, Torre Chia, cartello di sequestro preventivo

Domus de Maria, Torre Chia, cartello di sequestro preventivo

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra avevano chiesto (29 giugno 2008) alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti accertamenti riguardo la realizzazione di un chiosco e di vari servizi per la balneazione a due passi dalla spiaggia di Torre Chia, in Comune di Domus de Maria (CA).

Praticamente la spiaggia era stata privatizzata.

Nel febbraio del 2011 era giunto il provvedimento di sequestro preventivo. Ora il rinvio a giudizio. Il 3 maggio 2013 inizierà il dibattimento penale.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

 

 

Domus de Maria, Torre di Chia e foce del Rio di Chia

Domus de Maria, Torre di Chia e foce del Rio di Chia

 

da La Nuova Sardegna, 25 gennaio 2013

TRIBUNALE. Abusi a Chia, in tre a giudizio. Sotto accusa anche un funzionario del comune di Domusdemaria. Mauro Lissia 

CAGLIARI Mappe falsificate, macchia mediterranea distrutta per realizzare un chiosco-bar e altri servizi, il responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Domusdemaria a giudizio per concorso in abuso d’ufficio aggravato insieme ai responsabili dei lavori nel complesso alberghiero Torre Chia, con opere e impianti di servizio dell’hotel sotto sequestro su richiesta della Procura dopo un’indagine condotta dal nucleo investigativo del Corpo Forestale. Stando alle accuse le autorizzazioni per realizzare le opere, cancellata la vegetazione originaria e occupata un’area destinata a verde e parcheggi, sono state ottenute grazie alla complicità del capo dell’ufficio tecnico comunale Gianluca Ambu (40 anni) di Cagliari, che è accusato di aver avvallato la falsificazione della mappa del sito vicino alle rovine della città punica di Bithia per indurre in errore l’ufficio regionale tutela del paesaggio e ottenere il nullaosta. All’arrivo dei forestali nel suo ufficio – scrive il gip Nespoli – secondo l’accusa Ambu ha fatto sparire dal proprio computer alcuni file elaborati dall’impresa costruttrice, la Ronda spa, cui è riconducibile la società Sarda Gestioni Turistiche. Ambu, insieme all’amministratrice e committente dei lavori Elsa Maria Caretta (86 anni) di Rugliano (Vicenza) e al progettista e direttore dei lavori Roberto Ronda (61) di Thiene (Vicenza) sono accusati di concorso in abuso d’ufficio aggravato, Caretta e Ronda anche di falso ideologico in atti pubblici aggravato, invasione abusiva di terreni, deturpamento di cose e varie contravvenzioni ambientali. I tre dovranno presentarsi il 3 maggio in tribunale difesi dagli avvocati Guido Manca Bitti, Paolo Berria e Mario Galgano. L’inchiesta dalla Forestale era nata nell’estate del 2008 dopo alcune segnalazioni arrivate anche da associazioni ecologiste. I controlli fecero emergere alcune difformità piuttosto gravi.

 

 

Domus de Maria, Chia, foce del Rio Chia e Torre costiera

Domus de Maria, Chia, foce del Rio Chia e Torre costiera

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. The Derober
    gennaio 25, 2013 alle 7:58 pm

    Che strano, i protagonisti rinviati a giudizio sono di Thiene, come il Geometra Cavaleri,noto
    in prenditore , già alle cronache per il Golf di Sarcedo e per il Golf di Chia. Lo stesso di “Chia Invest S.p.a” che ambirebbe in un futuro prossimo edificare 50.000 mc. “aux pied de l’eau” nei terreni attorno al Porto di Teulada in un’area così ristretta da far pensare ad edifici pluripiano stile costa Brava- progettista? L’ing.Fadda ,naturalmente. (Per chi ha interesse all’argomento veda verbale Assessorato Urbanistica Regione Sardegna 2.10.2012- Tavolo Tecnico .Procedura di verifica di Coerenza . Comune di Teulada.
    interveto n.1-Proponente Holdima S.p.A – Firme: Ing.Giuseppe Biggio e altri)

    Info: ricevendomi@tiscali.it

  2. gennaio 25, 2013 alle 10:14 pm

    da L’Unione Sarda, 25 gennaio 2013
    CHIA. Falso, abusi edilizi. Il bar sul mare per l’albergo: tre a processo.

    Un chiosco bar, i servizi igienici e le opere di urbanizzazione (rete elettrica e fognaria e impianti di illuminazione) edificati in posizione diversa rispetto al previsto e, soprattutto, in una zona destinata ad altro uso nella lottizzazione Tanca S’Isca. Per quei lavori, le cui concessioni erano state rilasciate nel 2008, ieri sono state rinviate a giudizio tre persone: Elsa Maria Caretta, amministratore unico della società “Sarda Gestioni turistiche srl”, Roberto Ronda, progettista e direttore dei lavori (sono gli albergatori del “Torre Chia” nei cui terreni rientrava il chiosco oggetto dell’indagine), e Gianluca Ambu, responsabile dell’ufficio tecnico comunale di Domus de Maria. I primi due devono rispondere di falso, lottizzazione abusiva, abusi ambientali, occupazione di area demaniale e abuso d’ufficio per la costruzione del chiosco; il terzo è accusato del solo abuso d’ufficio per il rilascio della concessione edilizia. Il processo comincerà il 3 maggio davanti alla prima sezione penale di Cagliari.
    LA VICENDA. L’inchiesta del pm Daniele Caria, nata dagli esposti presentati nel luglio e nell’agosto del 2008 nei quali si segnalava la costruzione di opere che riducevano la carreggiata di una strada comunale e la sistemazione di un chiosco bar in spiaggia a servizio dell’albergo Torre Chia, avevano portato nel marzo 2011 al sequestro di un’area di 5 mila metri quadrati in riva al mare (poi restituita ai proprietari). La Procura e il gip avevano sostenuto che gli indagati (difesi dagli avvocati Guido Manca Bitti, Antonello Marotto, Paolo Berria, Mario Fois e Mario Calgaro) avevano «effettuato lavori di trasformazione del territorio eliminando la macchia mediterranea e la vegetazione adiacente la foce del rio Chia con opere di urbanizzazione primaria per la realizzazione di volumi costituiti da un chiosco entro i 300 metri dalla spiaggia». A loro dire erano stati alterati anche le carte: nelle elaborazioni ortofotografiche il chiosco risultava nel mappale 66 (area destinata a verde) e non invece, come risultava da una tavola ritenuta falsa, nel mappale 129. Una contraffazione che aveva comportato l’errore del funzionario regionale nel rilascio dell’autorizzazione paesaggistica firmata l’11 marzo 2008.
    An. M.

  3. Nikki
    gennaio 26, 2013 alle 1:27 pm

    meno male che ci siete!!

  4. gennaio 26, 2013 alle 2:47 pm

    ed ecco un altro caso: l’avevamo denunciato nel 2007-2008: http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2008/07/25/ancora_cemento_fra_il_rio_di_chia_e_il_mare___1915715-shtml/

    da La Nuova Sardegna, 26 gennaio 2013
    l’hotel della Sarda gestioni. Piscina abusiva a Chia: condannati in tre. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Una piscina da mille metri cubi a meno di trecento metri dal mare e a soli quaranta dal rio di Chia: per il giudice del tribunale quell’opera a due passi dall’hotel Torre Chia è abusiva perché è stata realizzata senza autorizzazione paesaggistica e il progetto era stato elaborato senza tener conto del rischio idrogeologico indicato nel piano regionale. Dopo la denuncia presentata nel 2007 dal Gruppo di intervento giuridico e dagli Amici della Terra, cui sono seguite le indagini del Nucleo investigativo del Corpo Forestale al comando del commissario Fabrizio Madeddu, i responsabili erano stati rinviati a giudizio su richiesta del pm Andrea Massidda e ieri è arrivata la sentenza di condanna: sei mesi di arresto e centomila euro di ammenda sono stati inflitti a Elsa Maria Caretta, amministratrice della Sarda Gestioni Turistiche, la società proprietaria del grande complesso alberghiero, e all’architetto progettista e direttore dei lavori Roberto Ronda. Quattro mesi di arresto e 60 mila euro è la pena per Mauro Moledda, ingegnere responsabile dell’ufficio tecnico comunale di Domusdemaria. Il giudice Macciotta ha disposto che la sentenza venga trasmessa alla Regione e al Comune perché si occupino di demolire la piscina e le altre eventuali parti abusive del progetto. I difensori Guido Manca Bitti e Mario Calgaro ricorreranno in appello. La vicenda è una delle tante legate all’immensa attività di speculazione che riguarda la costa di Domusdemaria, dove nel corso degli anni si sono sovrapposte iniziative immobiliari quasi sempre viziate da illegalità.

  5. lucia
    gennaio 28, 2013 alle 11:12 am

    Sì, meno male che ci siete! E noi siamo con voi!
    Buon lavoro.

  6. aprile 14, 2013 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda on line, 14 aprile 2013
    Chia, a processo per l’hotel sul mare. Ma l’abuso d’ufficio è prescritto: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/311307

    ———————-

    DOMUS DE MARIA. Termini trascorsi già nell’udienza preliminare del 2011. «Abuso d’ufficio prescritto». Processo per l’hotel di Chia: cambia il giudice. Cinque sotto accusa tra costruttori e dirigenti pubblici. Restano in piedi solo le violazioni urbanistiche e ambientali: il procedimento ricomincerà davanti a un giudice monocratico.

    L’abuso d’ufficio, reato più grave tra quelli contestati a Mauro Francesco Antonio Moledda (responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Domus De Maria), Lucio Pani (ex direttore del servizio regionale Tutela del paesaggio) e Alessandro Meloni (responsabile del procedimento) è ormai prescritto. Meglio: lo era già in udienza preliminare, nel 2011, quando i tre imputati e due costruttori erano stati mandati a giudizio per una serie di presunte irregolarità nel rilascio delle concessioni edilizie e paesaggistiche riguardanti l’edificazione di un albergo a un passo dal mare di Chia. L’errato calcolo dei tempi però è stato accertato solo ora dai giudici della prima sezione penale di Cagliari davanti ai quali il processo è appena cominciato: un ritardo che non aiuta la celerità del procedimento, perché i soli reati rimasti in piedi (le violazioni urbanistiche e ambientali) sono di competenza del giudice monocratico. Così adesso il presidente del Tribunale deve individuare un nuovo giudice e un’altra data per il via ufficiale del processo.
    L’ALBERGO. All’origine di tutto vi è la differente valutazione sul momento dal quale far partire i termini di prescrizione nella causa con al centro una concessione edilizia del 2004 ritenuta illegittima dal pm: a suo dire il piano di lottizzazione prevedeva un camping con case ma in località Campana-Monte Cogoni stava sorgendo un hotel di proprietà di Pierluigi Monni, 74 anni, direttore dei lavori e amministratore unico della “Cerit srl” (società esecutrice delle opere), e della figlia Maria Eva, rappresentante legale della “Sarit”, titolare dell’albergo. Secondo le accuse c’erano stati aumenti di volumetrie e modifiche alla suddivisione dei lotti e alla loro destinazione (si era passati dai 1.791 metri cubi previsti a circa 8.230). Inoltre si contestavano violazioni ambientali (la zona era soggetta a vincoli paesaggistici) e la modifica della destinazione d’uso, che poteva avvenire solo con una variante al piano di lottizzazione e una precedente valutazione degli uffici sul vincolo, non con una semplice concessione edilizia (come invece, stando all’imputazione, era accaduto).TROPPO TARDI Così la Procura nel 2010 aveva effettuato un sequestro preventivo e messo sotto accusa i Monni, Moledda (che istruì e diede la concessione), Pani e Meloni (che rilasciarono il nulla osta paesaggistico propedeutico al rilascio della concessione). Gli ultimi tre erano accusati di abuso d’ufficio, tutti e cinque di violazioni ambientali e concessione edilizia illegittima. Quell’iniziativa è all’origine della differente valutazione del calcolo sulla prescrizione tra accusa e difesa (i legali Guido Manca Bitti, Nicola Floris, Benedetto Ballero, Rodolfo Meloni e Raffaele Soddu): secondo gli inquirenti i termini decorrevano dall’accertamento del reato, quindi dal sequestro; i giudici invece hanno stabilito che si deve tornare al 2004, al rilascio del nullaosta paesaggistico e della concessione. Ecco il perché della dichiarazione di prescrizione. An. M.

  7. Davide
    maggio 14, 2013 alle 6:02 pm

    Ci sono novità in merito alla grave vicenda esposta?
    Ringrazio.

  8. novembre 26, 2013 alle 4:54 pm

    da L’Unione Sarda on line, 26 novembre 2013
    Ville al posto di case rurali. Blitz della Forestale a Chia, Quattro ville di lusso al posto di case rurali sono state sequestrate degli agenti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/11/26/ville_al_posto_di_case_rurali_blitz_della_forestale_a_chia-6-342493.html

    _____________________________

    da La Nuova Sardegna, 26 novembre 2013
    Domusdemaria, otto indagati e quattro ville di lusso sequestrate.
    Blitz del Corpo forestale su ordine del gip: la licenza era per costruire fabbricati rurali: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/11/26/news/domusdemaria-otto-indagati-e-quattro-ville-di-lusso-sequestrate-1.8186272

    ________________________

    da Sardinia Post, 26 novembre 2013
    Abusi a Domus de maria, ville di lusso al posto di case rurali: otto indagati: http://www.sardiniapost.it/cronaca/abusi-domus-de-maria-ville-di-lusso-al-posto-di-case-rurali-otto-indagati/

    • novembre 27, 2013 alle 2:58 pm

      da La Nuova Sardegna, 27 novembre 2013
      Ville abusive vista mare: otto indagati. Domus De Maria, i permessi erano per case rurali: sotto accusa anche ex dirigenti dell’ufficio tecnico. (Mauro Lissia)

      CAGLIARI. Lo stratagemma è sempre quello: compri un fondo agricolo, poi chiedi al comune il permesso di costruirvi una casetta di campagna, un alloggio essenziale con locale per gli attrezzi. Quando l’ufficio tecnico concede il via libera, partono le richieste di varianti e alla fine la modesta magione contadina si trasforma in qualcosa di profondamente diverso: una villa vista mare con ogni comfort, strade d’accesso, recinzioni, fognature, rete elettrica, videocitofono e prato all’inglese. Certo per arrivare all’obbiettivo serve un aiutino da parte dei funzionari pubblici ma quello, la casistica giudiziaria insegna, si trova. L’ultima di queste vicende è accaduta a Domus De Maria ed é finita malissimo per chi ha provato a farla in barba alla legge: chiusa l’indagine condotta dal commissario del Corpo Forestale Fabrizio Madeddu, gli indagati sono otto e quattro ville superlusso per 18.361 metri quadrati sono state messe sotto sequestro su ordine del gip Cristina Ornano insieme a una strada in calcestruzzo e ad altre strutture di servizio. Le accuse contestate dal pm Gaetano Porcu: lottizzazione abusiva e violazione delle norme paesaggistiche, compresa la distanza minima dei 150 metri dal fiume Baccu Mannu. Tra i destinatari degli avvisi di garanzia gli ex responsabili dell’ufficio tecnico di Domus De Maria Mauro Moledda (59 anni) originario di Nuoro e Gianluca Ambu (42 anni) di Cagliari che dovranno difendersi dalle accuse insieme all’imprenditore milanese Dino Cataldo Fiore (55 anni), all’odontotecnico di Bari Franco Anzivino (53 anni), originario di Santa Maria Capua Vetere, e ai primi concessionari Leandro Caredda (56 anni) e Maria Cara (81 anni) di Domus De Maria, Giovanni Alessi (32 anni) e Rosalia Catanzaro (53 anni) di Palermo. Storia già scritta, come si diceva, che nasce a gennaio del 2000, quando la società milanese Fiore di Maggio acquista un appezzamento di terreno a Schirriolu-Chia, su una magnifica collina verde incontaminata, poi lo passa ad Anzivino. Il progetto dichiarato è di costruire piccoli fabbricati rurali su concessioni edilizie rilasciate per un’area di ventimila metri quadrati. Da quel momento in poi si va avanti tra frazionamenti e varianti, con passaggi di proprietà e dichiarazioni di comodo al notaio. Il meccanismo comincia ad incepparsi quando la segretaria comunale di Dosmus De Maria, Anna Maria Pischedda, si trova quasi per caso ad esaminare una richiesta di autorizzazione e – rispettando la legge – la respinge. Ma il progetto va avanti “grazie – scrive il gip Ornano – a una serie di operazioni fraudolente riconducibili anche ai responsabili del servizio (comunale, ndr) succedutisi nel tempo e agli stessi progettisti, oltre che ai proprietari”. Finchè la Forestale interviene e scopre la verità: quattro ville di lusso costruite su lotti molto più piccoli di quanto fosse necessario per ottenere una concessione ad uso agricolo. Soprattutto residenze di pregio in un’area vincolata, nessuna attività agricola e una sequenza ininterrotta di atti illegittimi firmati a copertura di un’operazione immobiliare del tutto illegale. Quando gli uomini del commissario Madeddu compiono il sopralluogo decisivo trovano i lavori in corso, una betoniera pronta all’uso, soprattutto tracce di sottoservizi da realizzare anche oltre l’area delle ville. Come dire che il villaggio residenziale doveva allargarsi ed è su questo versante che l’inchiesta andrà avanti.

      ___________________________

      da L’Unione Sarda, 27 novembre 2013
      Domus de Maria. Blitz della Forestale sulle colline di Chia-Scricchiolu. Sigilli alle ville di lusso. Il miracolo delle concessioni edilizie: 8 gli indagati. (Andrea Piras): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20131127093127.pdf

  9. Davide
    gennaio 2, 2014 alle 5:54 pm

    E’ inquietante vedere come davanti a questi fatti, poi NON ACCADA NULLA e non se ne parli più.
    Come procede questa vicenda ? Grazie.

    • gennaio 2, 2014 alle 5:59 pm

      il procedimento penale dovrà essere riassunto davanto al Tribunale penale in composizione monocratica per i soli reati ambientali e urbanistici.
      Verosimilmente opererà a breve la prescrizione, ma ciò non esclude che possano essere adottati provvedimenti in via amministrativa da parte del Comune e delle altre Amministrazioni pubbliche competenti in materia territoriale.

  10. Davide
    aprile 8, 2014 alle 11:28 am

    Novità sulla vicenda?
    Grazie.

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