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La gestione dei boschi sull’Appennino e in Sardegna sul TG 3 nazionale, mentre viene sequestrata una strada nella foresta demaniale del Marganai.


foresta mediterranea del Sulcis

foresta mediterranea del Sulcis

Venerdi 20 maggio 2016, la rubrica Fuori TG, alle ore 12.25, presenta un servizio televisivo di Giorgio Galleano relativo alla gestione dei boschi in Italia, con due esempi: uno sull’Appennino umbro-marchigiano e uno in Sardegna, relativo alla Foresta demaniale di Is Cannoneris.

Naturalmente abbiam dato una mano molto volentieri!

Nel frattempo, è stata posta sotto sequestro preventivo la strada forestale all’interno della Foresta demaniale del Marganai, nell’area dove sono stati avviati gli interventi di taglio boschivo fortemente contestati.

L’Ente Foreste della Sardegna (oggi Agenzia Forestas) affermava decisamente la legittimità della viabilità forestale, ma il Nucleo investigativo del Corpo forestale e di vigilanza forestale è stato di diverso avviso.

In proposito è in corso un procedimento penale aperto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari su denuncia del Soprintendente per le Belle Arti e il Paesaggio di Cagliari per l’assenza di autorizzazioni paesaggistiche (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

 

da Sardinia Post, 19 maggio 2016

Marganai, arrivano i sigilli: sotto sequestro la strada abusiva. (Pablo Sole)

Il Nucleo investigativo del Corpo forestale ha messo sotto sequestro penale una delle piste realizzate senza autorizzazione durante i tagli nella lecceta del Marganai. I sigilli sono stati apposti su iniziativa dell’Ispettorato ripartimentale di Iglesias: l’area è ora recintata e vige l’assoluto divieto di accesso e manomissione dello stato dei luoghi. Trova così conferma quanto denunciato da Sardinia Post tempo fa.

Il provvedimento, firmato dall’ispettore di polizia giudiziaria Roberto Pittau, sembra così smentire il commissario straordinario dell’Ente foreste Giuseppe Pulina, che solo poche settimane fa aveva dato ampie rassicurazioni sulla legittimità degli interventi: “Quella pista esiste dagli anni ’50”, aveva scritto a Sardinia Post,  trascurando il fatto che nell’arco di sessant’anni la foresta si era ampiamente ‘ripresa’ l’area interessata e anche solo per il ripristino della pista occorrono tutte le autorizzazioni del caso. Autorizzazioni che, come dimostra il provvedimento del Corpo forestale, evidentemente non esistono, a cominciare da quelle che avrebbe dovuto accordare la Soprintendenza ai beni paesaggistici, guidata da Fausto Martino, che in verità ha appreso dei tagli nel Marganai solo dalla stampa. Ed è anche su questo aspetto che indaga il Pm della Procura di Cagliari Alessandro Schirra.

Sarà ora la Procura a far luce sulle responsabilità. Dicono le norme che i controlli sono in capo all”Ente foreste, in qualità di stazione appaltante. Nel caso specifico, risulta dagli atti che il responsabile del procedimento è Marcello Airi e il direttore dei lavori Marisa Cadoni. Il controllo spetta anche al Servizio territoriale di Iglesias del Corpo forestale, che ha un raggio di intervento ampio, non solo per la modifica dei luoghi – in questo caso la realizzazione e il ripristino di nuove piste – ma anche rispetto all’attività di ceduazione. Ed è questo un altro aspetto del caso Marganai, perché negli ultimi tre anni la cooperativa Agricola mediterranea di Domusnovas ha tagliato ettari ed ettari di foresta per ricavarne pellet e legna da ardere. Un’attività, quest’ultima, che ha provocato la protesta degli ambientalisti ed è stata definita dagli esperti “nefasta”.

La pista messa sotto sequestro però non è la sola ad essere finita nel mirino degli investigatori. Poco distanti infatti sono state ripristinate altre due strade, sembra anche stavolta senza autorizzazioni. Inoltre, a differenza della pista sequestrata, da un primo sopralluogo effettuato dal Corpo forestale sarebbe emerso un particolare sconcertante: per rendere carrabili le due strade, sarebbe stato utilizzato materiale di scarto proveniente dalle vicine miniere abbandonate. Un’operazione, quest’ultima, assolutamente vietata perché ci si trova in area Sin (Sito di interesse nazionale) e quindi ogni intervento deve essere preceduto da uno studio accurato dell’area (Piano di caratterizzazione). Questo perché la movimentazione di inerti minerari è a dir poco pericolosa, ancor più se si considera che proprio a S’Isteri veniva estratto l’arsenopirite, un sale composto da zolfo, arsenico e ferro.

 

Domus novas, Foresta demaniale del Marganai, loc. Isteri, strada forestale sequestrata (maggio 2016)

Domus novas, Foresta demaniale del Marganai, loc. Isteri, strada forestale sequestrata (maggio 2016)

(foto da Sardinia Post, per conto GrIG, J.I., archivio GrIG)

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  1. giugno 21, 2016 alle 2:56 pm

    è stata impugnata dal Governo davanti alla Corte costituzionale la legge regionale sarda sulla gestione delle foreste demaniali.

    dal sito web istituzionale del Governo italiano, 21 giugno 2016
    (http://www.governo.it/articolo/consiglio-dei-ministri-n-121/5308)

    Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Enrico Costa, ha esaminato diciassette leggi delle Regioni.

    Per le seguenti leggi regionali si è deliberata l’impugnativa:

    1) Legge Regione Sardegna n. 8 del 27/04/2016, “Legge forestale della Sardegna”, in quanto alcune norme, riguardanti la pianificazione paesaggistica e la relativa autorizzazione, eccedono dalle competenze statutarie della Regione e violano la competenza riservata alla legislazione statale in materia di “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali” di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. Un’altra norma in materia di compensi ai componenti del Comitato territoriale si pone in contrasto con i principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, vincolanti anche per le Regioni a statuto speciale, contenuti nella legislazione statale, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione.

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