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Ricorso contro la variante della centrale a biogas di Decimoputzu (CA).


Decimoputzu, centrale a biomassa, conferimento materiali nauseabondi

Decimoputzu, centrale a biomassa, conferimento materiali nauseabondi

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (18 marzo 2016) un ricorso gerarchico al Direttore generale dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna avverso la variante relativa alla centrale a biogas nelle campagne di Decimoputzu (CA), autorizzata con determinazione Servizio Energia dell’Assessorato dell’Industria della Regione autonoma della Sardegna n. 59 del 10 febbraio 2016.

La centrale – insieme ad analogo impianto in Comune di Guspini – è stata posta sotto sequestro preventivo nel dicembre 2015 nell’ambito dell’operazione Terra Nostra da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale e della Guardia di Finanza su istanza della D.D.A. e provvedimento del G.I.P. del Tribunale di Cagliari.  Le accuse sono pesanti: truffa aggravata, raccolta, trasporto e smaltimento illecito di rifiuti e disastro ambientale.  Nove persone, facenti parte delle società Agricola Agrifera e Bioenergy, sono indagate e sono stati sequestrati beni per un valore di otto milioni di euro.

Nell’ottobre 2015 era stata inaugurata anche una stazione per la ricarica delle auto elettriche.

Decimoputzu, cisterna presso la centrale a biomassa

Decimoputzu, cisterna presso la centrale a biomassa

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, raccogliendo numerose segnalazioni da residenti, aveva coinvolto amministrazioni pubbliche e magistratura competenti e aveva avanzato varie istanze di informazioni ambientali e adozione di opportuni provvedimenti (25 novembre 2012, 31 gennaio 2013, 25 marzo 2013), chiedendo in più occasioni (31 gennaio 2013, 18 dicembre 2014) la revoca dell’autorizzazione unica (art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i., leggi regionali n. 3/2009, n. 5/2009) emessa (determinazione direttoriale n. 12193 del 29 giugno 2012) dal Servizio Energia dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna per la costruzione e l’esercizio dell’impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili, consistente in un impianto di biometanizzazione e produzione di energia elettrica da biomassa,[1] da parte della Società Agricola Agrifera s.r.l. situata nella zona agricola di Terramaini, in gran parte nel Comune di Decimoputzu e in piccola parte nel Comune di Villasor.

Il ricorso gerarchico verte sulla palese violazione dell’art. 6 dell’autorizzazione unica secondo cui “la Società agricola Agrifera S.r.l. è tenuta agli impegni ed obblighi … derivanti dalla presente Determinazione pena la revoca della Autorizzazione Unica”, violazione accertata in numerose occasioni da parte della Polizia provinciale di Cagliari e dalla Polizia giudiziaria.

Nonostante l’avvio del procedimento penale da parte della D.D.A. di Cagliari e l’adozione del provvedimento di sequestro preventivo, si è giunti al provvedimento di autorizzazione della variante che costituisce oggettivamente una sanatoria e un bel “premio” per chi ha operato comportamenti imprenditoriali ben poco virtuosi.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, insieme al locale Comitato Terrasana, chiede fortemente il ripristino della legalità e delle elementari regole per il mantenimento della salute pubblica e della qualità ambientale.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

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[1] L’impianto di Decimoputzu originariamente prevedeva l’utilizzo di 20.200 tonnellate annue di biomassa (insilato di mais, triticale, sorgo), per circa 60 tonnellate giornaliere, con una produzione di biogas di 3,6 milioni di metri cubi annui e energia elettrica prodotta pari a 7 milioni di kWn annui.   Con il provvedimento di variante è previsto l’utilizzo di insilato di mais (19.377 tonnellate annue), insilato di erbaio autunnino/invernale (5.920 tonnellate annue), sottoprodotti cerealicoli (1.923 tonnellate annue), liquami zootecnici (4.732 tonnellate annue), pollina (1.466 tonnellate annue), sansa (1.799 tonnellate annue), scotta (siero del latte, 75 tonnellate annue), per un totale di 35.292 tonnellate annue di sottoprodotti e scarti.

 

Decimoputzu, spargimento liquami in area agricola

Decimoputzu, spargimento liquami in area agricola

 

L'Unione Sarda, 19 marzo 2016

 

(foto per conto GrIG)

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  1. marzo 19, 2016 alle 12:27 pm

    da La Nuova Sardegna, 18 marzo 2016
    Decimoputzu, sì all’ampliamento della centrale di biogas: ricorso degli ecologisti.
    La Regione ha autorizzato la variante chiesta dalla Agricola Agrifera società sotto inchiesta da parte della magistratura con nove persone indagate per truffa aggravata, raccolta, trasporto e smaltimento illecito di rifiuti, disastro ambientale. (Luciano Onnis): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2016/03/18/news/decimoputzu-si-all-ampliamento-della-centrale-di-biogas-ricorso-degli-ecologisti-1.13149779?ref=hfnscaec-2

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    da CagliariPad, 18 marzo 2016
    Decimoputzu, ricorso ecologisti contro centrale biogas.
    “L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus chiede fortemente il ripristino della legalità e delle elementari regole per il mantenimento della salute pubblica e della qualità ambientale”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=27336

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    da Casteddu online, 21 marzo 2016
    Biogas Decimoputzu, ok all’ampliamento della centrale tra le polemiche.
    La Regione autorizza la variante al progetto richiesta dalla società Agricola Agrifera. (Alice Deidda): http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/33996/biogas-decimoputzu-ok-all-ampliamento-della-centrale-tra-le-polemiche.html#sthash.vzf4ZSWe.dpuf

  2. Terrae
    marzo 19, 2016 alle 4:40 pm

    Tra l’altro, trovo sia immorale depauperare i suoli per produrre prodotti edibili che, invece di essere destinati all’alimentazione umana (o al più a quella animale), vengono destinati alla produzione di energia (o forse alla riscossione di generosi contributi statali).

    E tutta la biomassa proveniente da allevamenti, sfalci e industria alimentare, non sarebbe meglio che, opportunamente trattata, tornasse a fertilizzare la terra invece di fare ricorso massivo alla concimazione chimica?

    Ad ogni buon conto, mi sembra che anche questa battaglia del GrIG sia sacrosanta. Bravi!

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