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Lo scempio della macchia mediterranea a Is Mortorius (Quartu S. Elena).


Quartu S. Elena, Is Mortorius, l'area prima e dopo i lavori

Quartu S. Elena, Is Mortorius, l’area prima e dopo i lavori

Proseguono i lavori di riqualificazione ambientale in corso nel compendio di Is Mortorius (Comune di Quartu S. Elena) per conto della commissariata Agenzia della Conservatoria delle coste sarde è avviati nel corso del 2014 con la bonifica dai residuati bellici (marzo-aprile 2014).

Ne avevamo già parlato nel giugno 2015, riguardo le fasce in prossimità della viabilità, e definirli opinabili è un eufemismo.   Non tanto perchè si tratti di un intervento ingente, quanto perchè sia stato progettato e autorizzato senza la minima sensibilità ambientale. 

Sbancamenti, centinaia di metri quadri di macchia mediterranea distrutta e il cemento che prende il posto di splendidi olivastri.

Quartu S. Elena, Is Mortorius, macchia mediterranea estirpata

Quartu S. Elena, Is Mortorius, macchia mediterranea estirpata

Non sembra avere proprio nulla a che fare con un intervento di “riqualificazione ambientale” lo scempio che in questi è giorni è sotto gli occhi di tutti nel rettilineo che attraversa il compendio di Is Mortorius.

Eppure è proprio così.

E c’è davvero da domandarsi come sia stato possibile prevedere e autorizzare (come è regolarmente avvenuto) un simile rovinoso intervento nell’ambito di un progetto che per il resto appare rispettoso del delicato equilibrio ambientale e paesaggistico del promontorio.

Anche perché meno di cento metri più avanti (in direzione di Villasimius) migliaia di metri quadri di terreno “nudo” e pianeggiante avrebbero rappresentato la scelta più logica e paesaggisticamente indolore per realizzare le necessarie aree di fermata per i bus.
E invece con questo assurdo intervento si è raggiunto lo strepitoso risultato di deturpare quello che dovrebbe rappresentare il “biglietto da visita” del compendio, il rettilineo di accesso prima suggestivamente orlato di rigogliosa macchia mediterranea e ora più simile a un anonimo vialone di periferia.
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
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Quartu S. Elena, Is Mortorius, situazione prima e dopo i lavori

Quartu S. Elena, Is Mortorius, situazione prima e dopo i lavori

Quartu S. Elena, Is Mortorius, aerofotogrammetria area del progetto

Quartu S. Elena, Is Mortorius, aerofotogrammetria area del progetto

(simulazione e foto J.I., archivio GrIG)
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  1. Terrae
    ottobre 16, 2015 alle 10:03 am

    Le alternative evidenziate avrebbero garantito anche una migliore sicurezza, visto che la presenza di quella curva in prossimità della piazzola non è certo rassicurante.

    Non conosco i luoghi, ma posso immaginare che la scelta potrebbe essere stata condizionata anche da problemi di acquisizione delle aree (espropri, per esempio).

    Comunque c’è di peggio; guardando la foto aerea, vedo costruzioni a ridosso di un’area archeologica. Molto a ridosso.

    • Juri
      ottobre 16, 2015 alle 11:44 am

      L’esproprio di un migliaio di metri quadri non edificabili sarebbe costato qualche migliaio di Euro, probabilmente meno dei costi aggiuntivi che si son dovuti sostenere per realizzare gli sbancamenti e i rilevati necessari per infilare le piazzole di sosta all’interno del compendio, deturpandolo e snaturandolo pesantemente.
      La lottizzazione che circonda il nuraghe risale agli anni 70-80…

  2. ottobre 16, 2015 alle 3:01 pm

    L’ha ribloggato su Cambiamo Quartu.

  3. Sergio Buscarini
    ottobre 16, 2015 alle 3:50 pm

    Oltre all’evidente scempio compiuto con la realizzazione delle piazzole per la fermata dei bus, si rileva che queste vengono a trovarsi, praticamente, a ridosso di una curva creando anche pericoli alla sicurezza della viabilità.
    Come è sottolineato dall’articolo, ad un paio di centinaia di metri, sul rettilineo, si trovano aree pianeggianti, prive di vegetazione che avrebbero consentito un più sicuro e meno impattante intervento.

    Dalla foto aerea, si nota l’ulteriore scempio, nel tratto compreso tra la strada SP17 ed il mare, costituito da stradelle e parcheggi in prossimità della scogliera, che avrebbero richiesto la loro totale eliminazione, con ripristino della macchia mediterranea preesistente.

    Se il committente di tali opere è la “commissariata” Agenzia per la Conservatoria delle Coste, voluta dalla nefasta Giunta Soru, proprio per “tutelare” i litorali sardi, sorge spontaneo domandarsi a che cosa sia servita la creazione di questo ennesimo ed inutile carrozzone a carico dei contribuenti sardi. Il richiamo all’altro fallimentare carrozzone-stipendificio di Abbanoa è immediato …

  4. Luca Carta Escana
    ottobre 17, 2015 alle 3:05 pm

    Distruttori.

  5. LuigiT
    febbraio 10, 2016 alle 11:21 am

    La pericolosità della curva è determinata dal fatto che quel rettilineo, in particolare in direzione Villasimius, è di sovente utilizzato per effettuare sorpassi azzardati col rischio di causare incidenti con le auto che, uscendo dallo stop di Via dei Pioppi, si immettono in direzione Quartu S.E..
    Per questo motivo credo non sarebbe male pensare un intervento più rapido del disegno di quel tratto stradale (ma è già previsto che la strada diventi a senso unico).

    Riguardo al posizionamento delle piazzole di sosta dei bus potrei essere anche sostanzialmente d’accordo se penso al solo “taglio” della vegetazione.
    Per una discussione più seria sarebbe bene, però, rappresentare meglio il progetto e fare anche ulteriori considerazioni.
    Difatti, quegli interventi, trovo fossero obbligatori per poter creare un accesso in sicurezza alle aree di interesse storico, oltre che ambientale, di Is Mortorius e del Nuraghe Diana.
    Il riassetto ambientale del “lato monte” permette infatti di creare una fascia marciapiede prima inesistente e l’accesso logico e naturale al sito del Nuraghe Diana in continuità col sito della Ex Tonnara. Accesso che, seguendo invece le attuali indicazioni turistiche, non è consentito se non da un’area occupata da privati (pare abusivamente) e chiusa da cancello.
    Il riassetto del “lato mare”, d’altra parte ha permesso di creare si la piazzola bus, ma soprattutto una fascia marciapiede a ridosso della SP17 e un sistema di rampe per permettere l’accesso ai disabili.

    Se a questo si aggiungesse che è stato finalmente bloccato l’accesso indiscriminato delle auto nell’area della Ex Tonnara, tutelando in questo modo l’ambiente di tutto il sito, e che il parcheggio è previsto venga realizzato nell’area incolta lato Via dei Pioppi, reputo che l’intervento sia stato molto e ben ragionato.
    La posizione prevista delle piazzole di sosta bus, finché non verrà realizzato il nuovo parcheggio è sicuramente quanto di meglio si potesse pensare nell’immediato per garantire sicurezza, protezione dei fruitori, accessibilità.
    A interventi ultimati si potrebbe pure pensare al dislocamento di dette soste più in prossimità dell’area parcheggio e ampliare i marciapiedi nell’area attualmente occupata dalle piazzole di sosta, dando così maggior respiro agli accessi ai siti. Tuttavia trovo sarebbe un intervento migliorativo ma non indispensabile.

  6. maggio 10, 2016 alle 2:52 pm

    ancora. Delinquenti.

    da Sardinia Post, 10 maggio 2016
    Quartu, vandali a Is Mortorius: distrutta la batteria antiaerea Faldi: http://www.sardiniapost.it/cronaca/quartu-distrutta-dai-vandali-la-batteria-faldi/

  1. ottobre 16, 2015 alle 2:58 pm

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