Home > "altri" animali, biodiversità, caccia, difesa del territorio, Europa, Italia, parchi naturali, sostenibilità ambientale > Il Comitato faunistico regionale sardo partorisce un calendario venatorio nato morto.

Il Comitato faunistico regionale sardo partorisce un calendario venatorio nato morto.


Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

Giovedi 9 luglio 2015  si è riunito il Comitato faunistico regionale sardo per deliberare il calendario venatorio regionale 2015-2016.

Uno dei calendari peggiori di questi ultimi anni: non soltanto non rispetta l’arco temporale previsto dal noto “Key Concepts document on Period of Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird Species in the EU, la guida comunitaria in materia, ma in alcuni casi va contro la normativa vigente in tema di caccia.

Questo grazie anche all’ottusa arroganza delle associazioni venatorie e agricole supportate dal rappresentante della Provincia di Olbia – Tempio che ha quasi sempre votato in maniera difforme e contraria alle deliberazioni assunte dalla Provincia stessa, nonostante i richiami del Presidente del Comitato (il Capo di Gabinetto Franco Corosu, in assenza dell’Assessore Donatella Spano), costretto in più occasioni a far verbalizzare l’illegittimità di molte delle decisioni purtroppo assunte. Aspetti sottolineati anche dal Direttore generale dell’Assessorato Paola Zinzula.

Tordo bottaccio (Turdus philomelos)

Tordo bottaccio (Turdus philomelos)

La proposta di calendario approvata sarà ora trasmessa all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) per acquisire il parere tecnico-scientifico – sostanzialmente vincolante – previsto dall’art. 18, comma 4°, della legge n. 157/1992 e s.m.i., predisposto in base alla GUIDA PER LA STESURA DEI CALENDARI VENATORI AI SENSI DELLA LEGGE N. 157/92, COSI’ COME MODIFICATA DALLA LEGGE COMUNITARIA 2009, ART. 42.

Quasi certamente sarà respinto dall’I.S.P.R.A., costringendo il Comitato a riunirsi nuovamente per il varo di un nuovo calendario. Purtroppo il voto dei tre rappresentanti ambientalisti e animalisti presenti nel Comitato non è servito al varo di un calendario rispettoso delle norme vigenti.

Queste le decisioni assunte:

* inizio il 3 e 6 settembre, con l’apertura per due giornate intere della caccia  alla Tortora;

* caccia alla nobile stanziale: tre mezze giornate il 20 , 27 settembre e 4 ottobre;

* apertura generale l’8 ottobre con la caccia al Germano reale, Alzavola, Codone, Fischione, Mestolone, Moriglione, Gallinella d’acqua, Pavoncella, Frullino, Porciglione, Folaga, Beccaccino e l’inserimento di Marzaiola e Canapiglia fino al 31 gennaio 2016;

* dal 15 ottobre al 31 gennaio, fatte salve le tre mezze giornate del 20, 27 settembre e 4 ottobre, si spara alla Beccaccia;

* per Allodola, Quaglia, Merlo, Cesena,  salve le tre mezze giornate, si caccia fino al 10 gennaio;

* caccia al Tordo sassello dal 15 ottobre al 31 gennaio;

* caccia al Tordo bottaccio dal 15 ottobre al 31 gennaio;

* caccia a Cornacchia grigia, Ghiandaia, Colombaccio fino all’8 febbraio;

* caccia alla Volpe fino al 31 gennaio;

* caccia al Cinghiale dal 5 novembre al 31 gennaio, il giovedi e la domenica.

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

Come si ricorda, recentemente la Commissione europea – Direzione generale “Ambiente” ha reso noto di aver aperto la procedura di indagine EU Pilot 6730/14/ENVI “diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat a causa di svariate attività e progetti realizzati in assenza di adeguata procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.) in aree rientranti in siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e zone di protezione speciale (Z.P.S.) componenti la Rete Natura 2000, individuati rispettivamente in base alla direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e la direttiva n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica.

Fra i casi oggetto d’indagine vi sono il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013 e il calendario venatorio regionale sardo 2013-2014 in assenza di procedura di V.INC.A. pur prevedendo la caccia anche entro S.I.C. e Z.P.S. (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014) e così anche il calendario venatorio regionale sardo 2014-2015.

Anche l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.), nel parere (nota prot. n. 15625 del 17 luglio 2014) fornito per legge (art. 18 della legge n. 157/1992 e s.m.i.) sul calendario venatorio, aveva richiesto la procedura di V.INC.A., inascoltato.

Volpe (Vulpes vulpes)

Volpe (Vulpes vulpes)

Il rischio è sempre più l’apertura di una procedura di infrazione per violazione della normativa comunitaria sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora (direttiva n. 92/43/CEE) e, in conseguenza di eventuale sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia europea, di una pesante sanzione pecuniaria a carico dell’Italia (e per essa alle amministrazioni pubbliche che hanno causato le violazioni), grazie soprattutto a omissioni o pressapochismo in materia di tutela ambientale, nonostante le tante istanze ecologiste.

La procedura di infrazione prosegue e si è arricchita di ulteriori violazioni.

Che cosa accade in questi casi?

Se non viene rispettata la normativa comunitaria, la Commissione europea – su ricorso o d’ufficio – avvia una procedura di infrazione (art. 258 Trattato U.E. versione unificata): se lo Stato membro non si adegua ai “pareri motivati” comunitari, la Commissione può inoltrare ricorso alla Corte di Giustizia europea, che, in caso di violazioni del diritto comunitario, dispone sentenza di condanna con una sanzione pecuniaria (oltre alle spese del procedimento) commisurata alla gravità della violazione e al periodo di durata.

Unione Europea, logoAttualmente sono ben 92 le procedure di infrazione aperte contro l’Italia dalla Commissione europea. Di queste addirittura 18 (circa un quinto) riguardano materie ambientali.

Si ricorda che le sanzioni pecuniarie conseguenti a una condanna al termine di una procedura di infrazione sono state fissate recentemente dalla Commissione europea con la Comunicazione Commissione SEC 2005 (1658): la sanzione minima per l’Italia è stata determinata in 9.920.000 euro, mentre la penalità di mora può oscillare tra 22.000 e 700.000 euro per ogni giorno di ritardo nel pagamento, in base alla gravità dell’infrazione.     Fino a qualche anno fa le sentenze della Corte di Giustizia europea avevano solo valore dichiarativo, cioè contenevano l’affermazione dell’avvenuta violazione della normativa comunitaria da parte dello Stato membro, senza ulteriori conseguenze.   Ora non più.

L’esecuzione delle sentenze della Corte di Giustizia per gli aspetti pecuniari avviene molto rapidamente: la Commissione europea decurta direttamente i trasferimenti finanziari dovuti allo Stato membro condannato: in Italia gli effetti della sanzione pecuniaria vengono scaricati sull’Ente pubblico territoriale o altra amministrazione pubblica responsabile dell’illecito comunitario (art. 16 bis della legge n. 11/2005 e s.m.i.).

Ovviamente gli amministratori e/o funzionari pubblici che hanno compiuto gli atti che hanno sostanziato l’illecito comunitario ne risponderanno in sede di danno erariale.

Bruxelles è molto più vicina di quanto possiamo pensare.

Il Governo Renzi, le Giunte regionali, gli Enti locali lo capiranno in tempo?

E rischieranno gravissime conseguenze solo per far felici i cacciatori?

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

foresta mediterranea

foresta mediterranea

(foto S.D., archivio GrIG)

 

Annunci
  1. Cristiana
    luglio 10, 2015 alle 12:35 am

    Insopportabile. Leggevo i nomi delle specie cacciabili e sono le stesse per le quali alle volte faccio ore di appostamento per fotografarle. Popolo umano, quando ti sveglierai e uscirai dalle caverne?

  2. Terrae
    luglio 10, 2015 alle 1:18 pm

    Ma perché, anche la Cornacchia grigia è commestibile?
    O si abbatte per mero scialo?

    • gigi
      luglio 10, 2015 alle 5:48 pm

      La cornacchia grigia NON è commestibile, ma se qualche volta (ne dubito) sei stato in campagna, ti sarai reso conto dei danni che comporta alle colture e agli allevamenti. Per tua informazione la regione Sardegna sta predisponendo dei piani di ABBATTIMENTO MASSICCI per ridurne drasticamente il numero e limitare di conseguenza i danni. Altro che balle!!!

      • luglio 10, 2015 alle 9:57 pm

        e i cacciatori già che si fregano le mani, gliene sbatterà 4 a loro delle colture e degli allevamenti… Se volete iniziare da casa mia, vengono a ruota a mangiare i gatti, poi le cornacchie, poi i gabbiani e finiscono i ricci.

        La foto del tordo che avete messo è perfetta: sembra dire “boh…” alla sarda

      • Terrae
        luglio 11, 2015 alle 12:06 am

        Quanta supponenza!
        Ho passato estati intere a scacciare le cornacchie dalla vigna di mio nonno che, altri tempi, altra sensibilità, mi ricordava che anche loro, le cornacchie e gli altri uccelli, dovevano mangiare e dovevano bere. Per questo aveva “riservato” un albero di fichi e alcune viti nei pressi di una vena d’acqua circondata da rovi di more; da lì non venivano scacciati e lì, a fine giornata, lasciavamo gli avanzi di cibo. Mio nonno non nuotava nell’oro e di cornacchie è sempre stata piena la campagna del Mejlogu. Altri tempi, altra sensibilità.
        Prendo atto dei piani di “abbattimenti massicco” sperando che siano, almeno, selettivi e localizzati agli areali in cui i danni sono inconfutabili … Altrimenti son balle sparate alla rinfusa per puro scialo.
        Stia bene.

      • Gian
        luglio 11, 2015 alle 5:12 pm

        Questo mio post è solo in risposta al signor Terrae, le cornacchie al contrario di quello che lei pensa sono commestibili solo che la loro carne è snobbata da chiunque, anche da me, quindi non viene sparata da noi cacciatori anche perchè per quanto mi riguarda io non sparo nulla per il solo gusto di abbattere un selvatico, ma con le cornacchie è tutto diverso in quanto io abito la campagna e quest’ultima mi da reddito per vivere, quindi quando leggo commenti come il suo dove dice che anche loro hanno diritto di bere e mangiare la inviterei qua da me a lavorare e vedere nel periodo della raccolta tutto o quasi il raccolto distrutto,senza che la regione indennizzi nulla, da questo che più che un animale è una piaga d’Egitto!! Quindi per come la vedo io la caccia alla cornacchia dovrebbe rimanere aperta tutto l’anno ed anzi incentivare l’abbattimento massiccio in qualche modo, visto che altrimenti nessun cacciatore si sobbarcherebbe il costo delle cartucce per una carne che non piace a nessuno.
        Detto questo sulla cornacchia, sul restante calendario venatorio mi pare che non sia così devastante come lo si voglia dipingere, eccezion fatta per il cinghiale il giovedì che comunque in moltissimi non caccerebbero in quanto 80% delle persone che compongono una compagnia di caccia grossa sono tutte persone che lavorano e che quindi pensano prima al lavoro e poi a quella che per noi la caccia rappresenta e cioè solo uno passione.
        P.s. Se poi vuole venire nella Nurra, la zona in cui abito le faccio vedere volentieri i danni causati da cinghiale, che in queste zone sono in numero a dir poco elevato, che non sono minori di quelli causati dalla cornacchia ed anche in questo caso la regione non indennizza un bel nulla o se lo fa è talmente irrisoria che verrebbe voglia di rimandarla indietro.

        Cordiali saluti

  3. luglio 10, 2015 alle 2:58 pm

    da L’Unione Sarda, 10 luglio 2015
    Dal comitato ok alla caccia al tordo sino al 31 gennaio. Pronto il nuovo calendario venatorio: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150710085311.pdf

  4. M.A.
    luglio 10, 2015 alle 7:21 pm

    Grig..che aspettate a fare un ricorso? Questo cinghiale cacciato di domenica e di giovedì non è una cagata? Il cinghiale deve essere aperto da Novembre a Gennaio, dodici-quattordici giornate..non di più! Altro che Giovedì.. Si vuole passare da 16 giornate a 32! Ma che stanno a fa in CFR? Chi ha proposto questo scempio? Le associazioni venatorie durante la riunione hanno votato contro il prolungamento della stagione al cinghiale anche il giovedì… Le associazioni ecologiste invece come hanno votato??

    • luglio 10, 2015 alle 9:59 pm

      hanno votato contro. Ora attendiamo il parere I.S.P.R.A. e poi procediamo…

      • M.A.
        luglio 11, 2015 alle 2:54 pm

        L’ISPRA come ogni anno esprimerà il suo parere negativo specialmente per la migratoria. Ma essendo per legge un parere OBBLIGATORIO ma NON VINCOLANTE la sua utilità arriva a pagina 2. Cosa significa obbligatorio ma non vincolante? È un pò come il figlio ormai diciottenne chiede il permesso alla madre per andare a ballare con gli amici. La madre esprime il suo parere: “Non ci vai”! Ma il figlio essendo maggiorenne ci va lo stesso, senza alcuna conseguenza! Piaciuta la metafora?? 😀 Ora i KC sono in fase di residenzione proprio perché l’Europa, grazie anche a qualche eurodeputato, si è accorta della disparità tra i cacciatori Italiani e Francesi e Spagnoli. La corsica è il caso emblematico. Loro cacciano i tordi che possiedono lo stesso flusso migratorio che vi é in Sardegna e in Liguria. Peró in base ai KC le date del ripasso stqbiliscono tempi di ripasso notevolmente diversi, pur essendo gli stessi tordi cosicche loro in base ai kc posson cacciarlo per tutto Febbraio noi si chiedeva fino al 20 Gennaio. Ma come è possibile? Non è che per caso i KC italiani sono state redatte da aziende aventi “ideologie anticaccia” e hanno accorciato le date per ridurre l attività venatoria?? Fatto sta che l’Europa ha già espresso un parere favorevole ai KC francesi, validando gli studi e le date dei flussi migratori e di conseguenza la caccia a Febbraio. Un eventuale ricorso al TAR per questo motivo, se le associazioni venatorie giustificano il superamento del parere dell’ ISPRA con dati alla mano, sono tempo e soldi sprecati male!

    • Occhio nudo
      luglio 11, 2015 alle 12:26 pm

      M.A. e perché non fanno ricorso le associazioni venatorie?

      • M.A.
        luglio 11, 2015 alle 2:35 pm

        Occhio Nudo non ti preoccupare..molti capi caccia di tutta la Sardegna si stanno dando da fare..per impedire questo schifo. Se la Regione Sardegna non sa come contraatare la piaga dei cinghiali ci deve autorizzare a fare delle battute mirate all’interno delle zone protette con la sorveglianza del corpo forestale dello stato, non farci massacrare i cinghiali che sono nelle zone aperte alla caccia. Sono le zone protette ad esser diventate delle autentiche porcilaie ossia vivai di cinghiali, con tutto i danni alla restante fauna. La caccia grossa è una tradizione specialmente per i paesi dell’interno. Organizzare battute al cinghiale richiede tempo e denaro. Come ho più volte scritto la caccia grossa e regolata e governata da tanti principi non scritti tramandati da generazioni, aprire la caccia anche il giovedì significa destabilizzato con tutti i casini che ne conseguono. La caccia al cinghiale deve essere aperta massimo 16 giornate non di più.

  5. luglio 10, 2015 alle 8:19 pm

    certo chi ha scritto questo post deve essere un emerito ignorante in legislatura venatoria direttiva CEE e i vari trattati come Parigi Berna ……. zoologia e tutto quant’ altro concerne alla attivita venatoria cari signori quando presentate qualcosa affianco gradirei anche la legge o normativa che si sta infrangendo grazie

  6. luglio 13, 2015 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 luglio 2015
    Calendario venatorio, partono le proteste.
    Siniscola, i soci dell’autogestita all’attacco: «Piano stilato senza conoscere minimamente il territorio». (Homar Farina): http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2015/07/12/news/calendario-venatorio-partono-le-proteste-1.11767389

    ________________________________________

    da Alguer.it, 11 luglio 2015
    L’opinione di Carmelo Spada.
    Pronti ai ricorsi contro il calendario venatorio: http://notizie.alguer.it/n?id=92521

  7. Terrae
    luglio 14, 2015 alle 12:13 am

    Gentile sig. Gian la leggo solo ora, e non potendo rispondere direttamente al suo post, inoltrò questo.
    Intanto grazie per l’invito, ma le assicurò che non ho bisogno di vedere per credere, benché la sua lagnanza mi pare ecceda sui danni al raccolto (è una mia impressione, non metto in dubbio la sua buonafede); il danno da animali è uno dei rischi dell’attività agricola, come il maltempo o il crollo dei mercati e fa parte del rischio d’impresa. Non ho mai sentito le aziende che pescano tonno chiedere risarcimenti pubblici per il tonno che sfonda le reti o che viene sbranato dagli squali e, tantomeno, si organizzano i cacciatori subacquei per sparare agli squali o ai barracuda quali responsabili del mancato guadagno. Se trova che il parallelo sia fuori luogo, beh, sorrida!
    Relativamente alle cornacchie, vista l’inutilità della carne ed il costo delle cartucce, lei conferma che non c’è motivo perché si debba ridimensionarne il numero dando licenza di abbatterle ai cacciatori.
    Ritengo che qualora gli organismi preposti valutino scientificamente la necessità di abbattere animali in surplus, questa operazione debba essere fatta in modo mirato tramite gli agenti della forestale con la supervisione di professionisti esperti (veterinari, naturalisti, etc.).
    Nel caso si tratti di animali con carni commestibili e sane, sarebbe cosa buona e giusta provvedere alla loro vendita e destinare il ricavato in beneficenza.
    La saluto cordialmente.

    • Gian
      luglio 16, 2015 alle 9:13 am

      Salve signor Terrae, io non penso di essermi lagnato in modo così eccessivo 🙂
      Il danno da maltempo, è un rischio che si mette in conto per una persona, come me, che fa impresa nel settore agricoltura, ma per quello ci sono polize assicurative ad hoc che fanno vivere un attimo più sereno :)!!
      Per quanto riguarda i danni causati da fauna selvatica non vi è poliza assicurativa al mondo che copra tali danni, ma l’unico ente preposto al risarcimento è la provincia di appartenenza, nel mio caso quella di Sassari, ma questo ente da risarcimenti talmente esigui che molte spesso non copre neanche le spese di istruzione della pratica.
      Tutto questo è per dire che il rischio d’impresa, che lei giustamente dice che è da mettere in conto, io lo metto in conto tutti gli anni ma ogni anno il mio guadagno di assottiglia anche per colpa della fauna selvatica e non solo, quindi è facile parlare di rischio d’impresa quando si ha lo stipendio accreditato ogni 27 del mese e non mi riferisco a lei visto che non so che lavoro faccia ma ad alcuni suoi “colleghi” animalisti/ambientalisti che predicano bene per la tutela dell’ambiente ( cosa sacrosanta) e la salvaguardia delle specie a rischio (altra cosa giustissima) ma alla finedei conti la natura la vedono solo la domenica mentre durante tutto il resto della settimana stanno chiusi dentro il loro appartamento.
      Questo mio post non vuole essere contro lei ma è solo per farle capire che almeno nella mia zona, il problema della fauna selvatica sta diventando insostenibile per l’elevato numero di cinghiali e cornacchie e che una soluzione a tale problema deve essere presa dagli enti preposti, ma molto spesso tali enti sono condizionati da associazioni animaliste che chiedono altre soluzioni, senza sapere quali, oltre all’abbattimento.

      Cordiali saluti e buona giornata.

  8. luglio 28, 2015 alle 2:46 pm

    da L’Unione Sarda, 28 luglio 2015
    Caccia, interrogazione di Rubiu a Pigliaru: «Rivedete subito il calendario venatorio». (Simone Farris): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/116218_Caccia_interrogazione_di_Rubiu_a_Pigliaru_R.pdf

  9. M.A.
    luglio 28, 2015 alle 7:23 pm

    Finalmente un interrogazone degna di nota. Non sia mai che nelle sfere alte qualcuno abbia acceso il cervello e s’inizi a capire che finto perbenismo e animalismo becero stile Walt Disney non fanno parte dell’ecologismo! Giusto Grig? P.S. vi scongiuro appoggiate le associazioni venatorie giovedì 30 Luglio in CRF, questa porcheria di cacciare il cinghiale anche il giovedì dev’essere proibito, nell’interesse della collettività…spiegate anche a coloro che non vogliono pagare per i danni all’agricoltura o per incidenti stradali, che aumentando la pressione venatoria si diminuiscono i carniere, ergo il numero di esemplari abbattuti. I cinghiali, a differenza di altri, non sono “tonti” batterli continuamente di giovedì e domenica vuol dire spaventarli e farli rifugiare nelle aree protette dopo qualche giornata..li proliferano tranquillamente e a caciascuno chiusa (febbraio-ottobre) escono a branchi, causando danni non solo all’agricoltura, non solo alla sicurezza stradale, ma da poco è stato certificato un attacco anche alle greggi, oltre che i pesanti danniche causa all’ecosistema in particolare all’altra biodiversità (predatore di piccoli mammiferi e distruzione dei nidi). Grig contiamo su di te!

  10. Terrae
    luglio 28, 2015 alle 11:38 pm

    I cacciatori hanno ragione!
    Sparare al cinghiale di Giovedì e Domenica è un sacrilegio.
    La Domenica tutti a messa!

  11. M.A.
    luglio 28, 2015 alle 11:41 pm

    Stefano i cacciatori sardi in via formale sono sempre stati contrari alla caccia al cinghiale il giovedì… Ma non da quest’anno, da sempre! Il cinghiale è la preda per antonomasia del cacciatore sardo (o della maggior parte) sia di chi a un regolare portò d’armi sia di chi partecipa solamente come battitori.. Unisce le comunità, giovani e meno giovani, ricchi e poveri, pastori e dottori..tradizioni e generazioni da nord a sud è vissuto ugualmente. La caccia grossa è una festa, non la mattanza della specie dannosa o la macelleria ecosostenibile. A differenza delle altre regioni italiane il cinghiale si cocc a solo per 15 giornate e a noi va più che bene così. Si espande, crea danni, il prelievo venatorio influisce in minima parte sull’aumento della specie (destabilizzazione dei nuclei e aumento fertilità che contrariamente dalla propaganda animalista rende questa caccia ecosostenibile) ed inoltre i danni all’agricoltura (la caccia è l’unica attività in grado di ridurre la specie in breve tempo in sintonia con le produzioni agricole, in quanto le tecniche da voi sponsorizzate quali la sterilizzazione oltre agli eccessivi costi porterebbe al raggiungimento della capacità portante inconciliabile con le esigenze agricole!). L’interventi per la riduzione della specie devono essere effettuate all’interno delle aree protette in sintonia con le forze dell’ordine..bastano due battute..in modo tale non solo da ridurre la specie all’interno del “vivaio” ma favorirne la fuoriuscita..e il conseguente abbattimento nelle zone limitrofe. Diversamente la situazione è destinata non a rimanere invariata ma a peggiorare nel tempo e chi ha alzato le mani in CRF lo sa bene Grig!

  12. M.A.
    luglio 29, 2015 alle 12:29 am

    Vi chiedo scusa per eventuali errori ortografici, ma scrivo di getto da un piccolo smartphone in quanto non posso accedere al PC. Mi piacerebbe approfondire l’argomento cinghiale in Sardegna perché si tratta di un problema ecologico. Giocando con i numeri ti potrei approssimativamente dire che in 377 comuni sardi esiste ALMENO una compagnia di caccia grossa per comune (nel mio paese sono 5). Ponendo che in Sardegna esistano almeno 400 compagnie (mi tengo basso) e che ciascuna di queste riesca ad abbattere 5 cinghiali (mi tengo bassissimo) la prima giornata (la prima giornata la mia compagnia ne ha abbattuto 15)..solamente la prima giornata in Sardegna partono 2000 cinghiali..che può sembrare un numero spropositato ma in realtà non lo è. In Gallura ho avuto il piacere di conoscere una squadra che da sola ha abbattuto oltre i 200 cinghiali..credimi che girarare in quei monti sapere quanti ne sono stati abbattuti e vedere così tante tracce a fine stagione da far sembrare che la caccia non sia mai stata aperta fa un vero effetto..la Gallura non è una a tantum..goceano, supramonte, Alghero, linas sette fratelli..riguarda chi più o chi meno l’intera Isola. Vorrei aggiungere un’altra problematica per quanto concerne la tecnica di sterilizzazione. Oltre ai costi e la capacità portante, l’ispra ha bocciato questa iniziativa in altre realtà per altre specie (Daini Ravenna) proprio perché un bosco è vissuto da tante creature e risulta difficoltosa una sterilizzazione mirata. Il cinghiale è onnivoro il boccone contenente lo sterilizzante potrebbe essere assunto da altri animali (rapaci, gatti selvatici, volpi….) con conseguente danno per la specie non in esubero. Per sterilizzare centinaia di cinghiali quanti bocconi servirebbero in un bosco? Servirebbe un addetto per cinghiale per garantire che il boccone sia ingerito dal suide e non da altre specie. Siamo arrivati in una situazione limite..la pilotica è con le spalle al muro, da migliaia di cinghiali una parte e da richieste di risarcimento danni, Europa-peste suina dall’altra. Associazioni anti caccia realizzano che in Sardegna per il cinghiale non esiste ideologia che tenga in quanto siamo in un isola e non esistono superpredatori (orsi lupi) da introdurre..e dall’altra i cacciatori che per anni sono stati etichettati per “pazzi sanguinari crudeli e assassini,” e che oggi vengono chiamati “indispensabili paladini dell’ecosistema” che vogliono godersi la caccia come hanno sempre fatto come un hobby in rispetto delle tradizioni, della sicurezza, dell’armonia che si è creata nella caccia grossa e non come una mattanza senza fine( P.S. : è facile intuire che la Regione non può mandare l’esercito a sparare i cinghiali se i cacciatori non stanno al gioco).

    • Claudio
      luglio 29, 2015 alle 9:57 pm

      In Gallura cosa? In Gallura si sparano cinghiali pezzatura bianchi e neri avvolte solo bianchi e avvolte bianchi e rossi…capisce il perché? Sono maiali incrociati partoriscono molti più piccoli..dove il cinghiale e in purezza tranquillo che 200 cinghiali non li uccidi. .e colpa di queste dicerie e di persone che non conoscono la campagna che la categoria dei cacciatori e perennemente sotto attacco…perché non si eliminano i maiali allo stato brado ? Perché si ha paura e perché politicamente nn paga!

      • M.A.
        luglio 29, 2015 alle 11:05 pm

        Claudio quei ibridi sono cinghiali per metà, ma sempre di cinghiali si tratta..sono a carico della Regione e non dei privati ma corrono e vivono da cinghiali a tutti gli effetti. Aprire la caccia al cinghiale il giovedì e autorizzare TUTTI i cacciatori sardi indurrà una diminuzione dei carnieri la domenica nelle battute, altro che estinzione della specie. Io da partecipante di una squadra sono contrario! Cacciando il cinghiale con i cani da ferma per uno che ne ammazzi ne nuovi tanti altri che non saranno trovati nelle grandi battute della domenica successiva.. Si rifugeranno nelle oasi, dopo poche giornate per uscire in branchi più numerosi a termine della stagione, con più danni alle colture e incidenti stradali, e numero di cinghiali superiore a quelli di prima..la caccia grossa il giovedì è dannosa per le squadre non per la specie ed è un pericolo per la sicurezza perché il cinghiale si spara a palla in caccia vagante non sai chi ti puoi trovare a 150 mt di distanza. Fatto sta che il siparietto cinghiale sarà un problema che ci trascineremo dietro negli anni per tanto e tanto ancora.

      • Claudio
        luglio 30, 2015 alle 1:17 pm

        Forse non ci siamo capiti io sono contrario alla caccia grossa il giovedi, possono vivere come cinghiali ma non sono cinghiali sono più prolifici…dove questi simil cinghiali non sono presenti raramente si avranno cinghiali in sovranumero.la caccia grossa e tradizione e aprendo la il giovedì si distruggerà in primis la “cultura della caccia grossa” e secondo si creeranno contrasti tra cacciatori

      • Claudio
        luglio 30, 2015 alle 1:21 pm

        M.a magari tu vai a caccia in Gallura e non rischia l estinzione dove vado io e nelle zone limitrofe più di trenta giornate di caccia grossa vuol dire sterminare il cinghiale. ..e fidati che è cosi

  13. Giannantonio
    luglio 29, 2015 alle 2:06 pm

    GRIG, personalmente, non mi risulta che i cacciatori lamentino più giornate di caccia al cinghiale: quel che si chiede é di avere, a inizio stagione, un calendario venatorio certo con adeguate giornate di caccia dedicate alla migratoria, in linea con quanto già avviene negli altri paesi europei limitrofi che beneficiano degli stessi flussi migratori.

  14. Claudio
    luglio 29, 2015 alle 9:51 pm

    Ma perché anche ora criticate i cacciatori? Io lo sono e sono scontento e incazzato quanto vuoi per un calendario venatorio che fa pena..vi state preoccupando delle Cornacchia e non vi rendete conto che nel giro di pochi anni con la caccia al cinghiale il giovedì e la domenica si rischia in alcune zone l estinzione della specie, invece di colpire gli allevatori di maiali allo stato brado si elimina il cinghiale semplice no. .fateci un piacere bloccate questo scempio

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: