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Cormorani, comodi capri espiatori della cattiva gestione degli Stagni oristanesi.


Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Tanto per cambiare, la responsabilità della cattiva gestione della pesca negli Stagni oristanesi sarebbe  dei Cormorani (Phalacrocorax carbo).

Mai un briciolo di autocritica.

Inquinamenti, cattiva gestione, opere pubbliche spesso disastrose non contano nulla.

La colpa è sempre e solo dei Cormorani.

Pur essendo riconosciuta una sensibile presenza nidificante e svernante, non ci sono ancora censimenti validati, nemmeno stime ufficiali dei pesci predati, solo richieste di abbattimenti degli uccelli neri e rivendicazioni di indennizzi sulla base delle mere richieste delle organizzazioni dei pescatori[1].

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Come noto, negli anni scorsi ci sono state varie campagne di abbattimenti dei Cormorani, ma nessun risultato concreto.

Nel 2013 è partito il Progetto CorMan, il censimento europeo dei Cormorani (Phalacrocorax carbo) recentemente avviato presso le Regioni e Province autonome con nota Ministero ambiente – Direzione generale per la protezione della natura e del mare n. 23643 del 28 settembre 2012  in base alla Risoluzione Kindermann del Parlamento europeo.

Prima delle risultanze del censimento e della relativa valutazione degli eventuali danni economici provocati dai Cormorani, coordinati in Italia dall’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale – I.S.P.R.A., che –  nota dell’1 ottobre 2012 – ha avviato le relative procedure, non saranno autorizzate eventuali misure di contenimento della popolazione di Cormorani di alcun genere.

CorMan_starsGli ultimi dati disponibili (2012) affermano: “in 2012, the breeding population of Great Cormorants (Phalacrocorax carbo sinensis) in Italy was estimated at 3,914 occupied nests in a total of 48 colonies”. Quindi 3.914 nidi suddivisi nelle 48 colonie censite in tutta Italia.  Circa 750 nidi (24%) rispetto al 2011 (3.170 nidi) e un aumento di circa 1.770 nidi (82%) rispetto al 2006 (2.142 nidi).

Dati ufficiali relativi agli esemplari svernanti attualmente non ve ne sono.

Non devono certo essere i Cormorani a pagare le conseguenze della scarsa capacità gestionale della pesca nelle zone umide della Sardegna.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus      Lega per l’Abolizione della Caccia

 

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

 

da L’Unione Sarda, 19 giugno 2015

Danni dei cormorani: i conti delle coop che gestiscono gli stagni Pescatori in ginocchio: «In 6 mesi persi 8 milioni». (Sara Pinna)

Il rischio è vedere l’ingresso del palazzo regionale cosparso di carpe, l’unico pesce non gradito dai cormorani che per sei mesi all’anno invadono gli stagni della provincia. Un modo per far capire alle istituzioni che questi volatili ghiotti di pesce, stanno mettendo in ginocchio l’intero comparto. Ad oggi infatti, nessuno è riuscito a debellare il fenomeno. C’è poi il problema degli indennizzi, mai equi rispetto ai danni.

I NUMERI. Marino Illotta, coordinatore regionale dell’Uecoop, la nuova centrale cooperativa voluta dalla Coldiretti e che riunisce le imprese del settore, ha annunciato dati allarmati: «Tra ottobre 2014 e aprile 2015 i cormorani, che solo nell’Oristanese hanno danneggiato la produzione, sono stati 12mila. Ciò vuol dire che i pescatori hanno perso al giorno sei tonnellate di pesce». Tradotto in cifre, il danno è stato di circa 8 milioni. «Perché oltre ai pesci che i cormorani si mangiano – continua Illotta – bisogna considerare quelli che non possono essere commercializzati».

LA PROTESTA. Alza la voce Tonino Muroni, presidente della coop che gestisce lo stagno di Santa Giusta: «Per spaventare i cormorani abbiamo fatto tutto quello che la Regione ci permette, e quindi l’utilizzo dei cannoncini a salve e gli ultrasuoni. Ma nulla è servito. Senza contare tutte le volte che cerchiamo di circondarli con le nostre barche con la speranza di mandarli via: è solo uno spreco di benzina». Segue a ruota Francesco Meli, presidente del Consorzio Pontis che gestisce la laguna di Cabras: «È assurdo che il nostro fatturato diminuisca per colpa di questi uccelli. Le soluzioni a questo punto sono due: i volatili vengono abbattuti oppure la Regione ci deve restituire tutto quello che ogni anno perdiamo. Non possiamo andare avanti con indennizzi che fanno ridere». «Siamo sfiduciati – ha detto Stefano Carta della cooperativa che gestisce lo stagno di Is Benas a San Vero Milis – In Regione c’è un covo di ambientalisti che dei nostri problemi se ne frega».

LA COLDIRETTI. «A questo punto chiediamo alla Regione di adottare subito un organo di controllo – ha detto il direttore provinciale Giuseppe Casu – È necessario l’abbattimento controllato da parte della Forestale. Riguardo gli indennizzi, questi devono essere equiparati al danno reale». Lo scorso anno, la Regione ha finanziato 750 mila euro per tutta l’Isola. Niente se paragonato ai soldi che gli operatori, in tutto 500, hanno perso.

 

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

 

da La Nuova Sardegna, 19 giugno 2015

Pescatori esasperati alla Regione: fateci sparare contro i cormorani.

 

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[1]  Un’interessante serie di considerazioni sulla variabilità dell’alimentazione dei Cormorani è in “ANALISI DELL’ALIMENTAZIONE DEL CORMORANO Phalacrocorax carbo sinensis E DELL’IMPATTO PREDATORIO SULLA FAUNA ITTICA IN TRE AREE LACUSTRI DEL LAZIO” (a cura di Deborah Celauro, A.R.P.A. Lazio, 2011).

 

Cormorani su impianti salinieri

Cormorani su impianti salinieri

 

L'Unione Sarda, 20 giugno 2015

La Nuova Sardegna, 20 giugno 2015

sempre questi maledetti Cormorani…

L'Unione Sarda, 29 luglio 2015

L’Unione Sarda, 29 luglio 2015

 

maledetti Cormorani, maledetti…

L'Unione Sarda, 27 settembre 2015

 

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. M.A.
    giugno 20, 2015 alle 7:11 am

    Un piccolo commento sui cormorani. A differenza della cornacchia grigia, che è una specie cacciabile inserita nel calendario venatorio da sempre..il cormorano è una specie protetta. Non sarà facile arrivare agli abbattimenti. Da cacciatore l’idea di aiutare amici pescatori e agricoltori, non mi “sconfifera” più di tanto. Durante gli anni referendari anticaccia, siamo stati abbandonati a noi stessi, da tutti loro anzi marciavano sopra gli slogan ambientalisti per ottenere un maggior consenso nell’opinione pubblica. Oggi tutto è cambiato. Ci invitano è ci pregano di andare a caccia, amici più di prima! Mah.. abbiamo intenti in comune, le nostre categorie sono a diretto contatto con la Natura e tutti noi preleviamo ciò che la Natura offre, una sinergia tra queste figure é sacrosanta, ma dev’essere duratura nel tempo e non “all’occorrenza”! Purtroppo anche i cormorani sono troppi, purtroppo i dissuasori acustici hanno fallito e purtroppo i pescatori non possono mettere delle campane di vetro sopra lo stagno per evitare che i cormorani distruggano il pesce che a loro serve per vivere!

    • giugno 20, 2015 alle 7:17 pm

      “purtroppo” i Cormorani sono così “troppi” che non sono stati finora nemmeno contati… W la demagogia, vero?
      Che non si fa per un colpo di doppietta in più.

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        giugno 20, 2015 alle 7:27 pm

        Stefano, contarli oggi é il presupposto per poterli sparare domani! In un Isola, che rappresenta un ecosistema o un caso a se, diverso per apecificità da realtà a realtà, l’abbattimento é ecologia! non ci sono altre soluzioni e prima si prende atto, si riflette, e si agisce meglio è!

      • giugno 20, 2015 alle 7:50 pm

        bum! bum! bum! e si risolve tutto, amen…

        Stefano Deliperi

      • fabio
        giugno 21, 2015 alle 7:32 pm

        Deliperi, in parte sono stati contati, le province erano obbligate a monitorarli per poi poter quantificare i risarcimenti alle lagune o stagni costieri. In più sono convinto che anche la regione abbia fatto negli ultimi due anni (sotto richiesta dell’europa) avviato dei monitoraggi , in particolare sui dormitori. Che siano tanti o pochi io non lo so. Bisognerebbe mettere insieme i dati e poi incominciare anche a controllare meglio i pescatori . Credo che possano essere ridotti gli impatti degli uccelli ittiofagi …. E’ difficile coniugare la produttività con la tutela di questi predatori , entrambi operano sulla stessa risorsa.

      • giugno 21, 2015 alle 9:31 pm

        il recentissimo report “Danni arrecati alle produzioni agricole dalla fauna selvatica in Sardegna” (maggio 2015), predisposto dall’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente (vds. http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_50_20150521183317.pdf), non menziona minimamente i Cormorani.
        I censimenti sono stati avviati, ma attualmente non esistono dati definitivi nè stime documentate dei danni.

        Stefano Deliperi

        P.S. vds. anche dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna (18 giugno 2015)
        Danni da fauna selvatica, approvato Piano triennale su abbattimenti selettivi e nessun taglio a risarcimenti per pescatori: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=283058&v=2&c=39&t=1

  2. giugno 20, 2015 alle 8:08 pm

    da Tiscali Notizie, 19 giugno 2015
    Il Grig con i cormorani contro le coop di pescatori: “Disastro non è colpa loro: cattiva gestione delle aree umide”: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/15/06/19/caccia-cormorani-cabras.html

    _______________________________________________

    da Sardinia Post, 19 giugno 2015
    Ambientalisti contro pescatori Cabras: “No all’abbattimento dei cormorani”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/ambientalisti-contro-pescatori-cabras-no-allabbattimento-dei-cormorani/

    __________________________________________________

    da Link Oristano, 19 giugno 2015
    “Cormorani, capri espiatori della cattiva gestione degli stagni oristanesi”: http://www.linkoristano.it/prima-categoria/2015/06/19/cormorani-comodi-capri-espiatori-della-cattiva-gestione-degli-stagni-oristanesi/

    _______________________________________________________

    da CagliariPad, 19 giugno 2015
    Cabras, ecologisti contro pescatori: “Non toccate i cormorani”.
    Secondo gli ambientalisti è vero che c’è una sensibile presenza nidificante e svernante, ma non c’è alcun censimento validato e nessuna stima ufficiale dei pesci predati e quindi i dati drammatici forniti dai pescatori non hanno alcuna attendibilità: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=19286

    • fabio
      giugno 23, 2015 alle 9:56 am

      Come detto sopra i dati li prendono le provincie , per gli stagni o lagune costiere. Quindi vengono forniti alla regione puntualmente allegati alle richieste dei pescatori… Glielo dico perche ho fatto personalmente la procedura. I dati sulle lagune ci sono .

      • giugno 23, 2015 alle 9:56 pm

        come già detto, Fabio, il censimento regionale, svolto attraverso le Province (” censimento della popolazione di cormorano – Phalacrocorax carbo sinensis –
        svernante nelle zone umide”), ha solo finalità di individuazione degli indennizzi per i pescatori, ma non c’è alcun censimento validato a livello europeo e nessuna stima ufficiale dei pesci predati.
        I riferimenti sono nell’articolo.

    • fabio
      giugno 24, 2015 alle 10:53 am

      Si la finalità è diversa , ma di fatto è una conta sugli stagni o lagune costiere , e questo puo essere un punto di inizio. Si puo gia capire quanti insistono sulle lagune e studiare il numero “sostenibile” . Cercare per forza dei numeri europei ufficiali mi sembra un presupposto per allontarsi da un primo passo di dialogo su basi scientifiche.

      • giugno 24, 2015 alle 10:31 pm

        il punto è semplice: i dati sono validati o meno.
        Attualmente non vi sono dati validati, tant’è che non sono pubblicati nè pubblici. Tutto qui.

      • fabio
        giugno 25, 2015 alle 10:31 pm

        Parlare di dati validati , o non validati non è un punto di apertura a un dialogo propositivo. Rimane il fatto che quei dati sono presupposto per un risarcimento con soldi anche dell’europa che quindi riconosce quella procedura come valida. Rimarco ancora che quei dati possono essere utilizzati per stimare le presenze in laguna e quindi ragionarci che i vari attori per risolvere e gestire i cormorani . Se si chiude la porta a priori non credo sia la strada per il futuro … valida o non validati !!!

      • giugno 25, 2015 alle 10:48 pm

        vabbè, Fabio, fa come vuoi.
        La Commissione europea, il Ministero dell’ambiente, l’I.S.P.R.A. continueranno però sulla loro strada.

  3. Pietro
    giugno 22, 2015 alle 4:52 pm

    MA,anche i cormorani hanno bisogno del pesce per vivere,o no?

    • M.A.
      giugno 22, 2015 alle 8:40 pm

      Senz’altro Pietro, ma qui non si parla di antispecismo o quant’altro..si parla del fatto che bisogna ridurre (e non portare all’estinzione) una specie che crea danni..sia dal punto di vista economico e per quanto riguarda la fauna ittica!, altro che cattiva gestione dello stagno..

      • M.A.
        giugno 23, 2015 alle 10:21 pm

        Grig quando parlate di cattiva gestione degli stagni che intendete?! Che per combattere la piaga dei cormorani bisogna aumentare la quantità di pesce nello stagno in modo tale che ci sia l’utile per i pescatori e cibo per i cormorani??

      • giugno 23, 2015 alle 10:44 pm

        intendiamo quanto è chiaro da anni: inquinamento, pesca abusiva, opere pubbliche hanno spesso condotto a mezzi disastri.
        Santa Gilla negli anni ’60 del ‘900 contava circa 800 pescatori, era la prima “industria” della Sardegna, “ecologica” ante litteram. E oggi?
        La “colpa” è dei Cormorani?

        Stefano Deliperi

  4. M.A.
    giugno 23, 2015 alle 11:40 pm

    È come darti torto! I problemi citati da te gravano e non poco. Ma oggi siamo nel 2015 e ci troviamo a convivere con altri standard ambientali, altri problemi e il cormorano è uno di questi. Se e solo se il cormorano risultasse dagli enti uno dei tanti problemi che incide su un settore già gravato da altri fattori elencati giustamente da te, come si approcierebbe un’associazione ecologista nel 2015? Sareste d’accordo a un controllo sulla specie oppure non esiste ancora quella forma di “progressismo” in un’associazione ecologista proprio per non perdere il suo ruolo? A volte, quando si parla di danni della fauna con probabile soluzione il ridimensionamento della popolazione, sembra quasi che per voi il danno non esista, quando è palese e sotto gli occhio di tutti. Basta passare in macchina e guardare lo stagno oppure i campi per accorgersene..Correggimi se sbaglio, ma ho come l’impressione che per voi i pescatori stiano simulando un problema, cercano un capro espiatorio, piangono al fine di farsi sentire dalle istituzioni per una “pioggia” di finanziamenti o rimborso danni ( a piccole imprese del settore qualche manciata di euro) per mandare avanti un settore al collasso..sbaglio?

    • giugno 24, 2015 alle 10:42 pm

      M.A., tu vorresti partire dalla fine.
      Come si fa di solito.
      Forse è il caso di iniziare dall’inizio. Altrimenti non si risolverà nulla, saranno sempre palliativi, nemmeno utili.
      Considera che attualmente, secondo la Coldiretti (vds. http://www.sardegnaoggi.it/Economia_e_Lavoro/2015-06-12/29268/Pesca_in_crisi_in_Sardegna_Al_lumicino_i_consumi_di_prodotto_locale.html), la Sardegna importa circa l’80% dei “prodotti del mare e degli stagni” (pesci, crostacei, molluschi).
      E’ colpa dei Cormorani?
      Forse è il caso di intervenire sui “veri” problemi organizzativi e gestionali del comparto.
      Rimanendo, come vorresti, ai Cormorani: quanti sono? Sono nidificanti o svernanti? Che cosa mangiano? Quali specie ittiche? Sono di valore commerciale o no? Quanto mangiano normalmente? Quanto mangiano sotto stress (es. quando gli sparano addosso e consumano più energie)? Quali metodi dissuasivi sono stati eventualmente predisposti (e sono obbligatori a livello comunitario)? Gli eventuali metodi alternativi sono stati applicati?
      Come vedi, non esistono soluzioni applicabili su due piedi solo per trovare un capro espiatorio.

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        giugno 25, 2015 alle 10:58 am

        Bene Stefano, capisco il tuo punto di vista. Condivido il rispetto delle leggi e della legalità, e se c’è una necessità “legale” di avere informazioni scritte e certificate sulla popolazione dei cormorani è giusto che si segua la prassi. D’altronde né i pescatori, né i cacciatori, né io, né tu siamo l’ispra. A sentimenti ti direi che i cormorani, non mangiano aragosta né tanto meno carpe e pesci gatto (pesci non contemplati dal mercato ittico) purtroppo! In caso contrario non sarebbero osteggiato dai pescatori ma avrebbero un importanza straordinaria nel mantenimento della fauna ittica, dato che di carpe e pesci gatto sono colmi gli stagni e causano non pochi grattacapi ai pescatori con le reti..ma ahimè so già che dei miei “sentimenti” non te ne può fregar de meno 🙂 🙂 ma degli altri utenti forse si. Il Grig è un associazione che si schiera da parte dei più deboli animali e “altri animali”, i deboli in questo caso non sono i cormorani ma bensì i pescatori..una volta “certificato” il tutto vorrei proprio vedere se viene meno la coerenza.

  5. Fabrizio De Andrè
    giugno 25, 2015 alle 11:57 am

    Come non esistono soluzioni applicabili?Dategli uno stipendio come fate con i pescatori di teulada ,(che da 50 sono passati a 450,)e i cormorani non daranno più fastidio,anzi…………ben vengano.

  6. luglio 7, 2015 alle 3:00 pm

    qualche settimana fa il danno era di 8 milioni di euro in sei mesi, ora di 4,5 milioni di euro, sempre in sei mesi (ottobre 2014-marzo 2015).
    Almeno si mettessero d’accordo sulle stesse cifre “sparate”.

    da L’Unione Sarda, 7 luglio 2015
    Emergenza cormorani nell’oristanese. Danni per 4 milioni e mezzo di euro: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/07/07/emergenza_cormorani_nell_oristanese_danni_per_4_milioni_e_mezzo_d-68-425142.html

    • Terrae
      luglio 9, 2015 alle 9:11 pm

      Se il danno provocato dai cormorani, che si mangiano una quota del pesce disponibile, ammonta a 4.5 milioni di euro in soli 6 mesi … Beh, c’è da pensare che la pesca negli stagni oristanesi sia … miracolosa…
      Oppure che il prezzo del pesce sia troppo alto.
      Comunque si profila un imponibile fiscale di assoluto rilievo nel panorama dei contribuenti sardi. Complimenti!
      Ma quanti kg di pesce sono 4.5 milioni di euro? Quanti kg/g di pesce divora ogni cormorano? Se si potesse fare affidamento su questi 2 parametri sarebbe facile calcolare il numero di individui che depauperano le valli di pesca oristanesi. Ma prima di spegnere la vita di tante creature, basandosi su dati grossolani, è auspicabile un censimento scientifico della popolazione.
      Eppure ricordo di avere letto da qualche parte che il numero di individui è naturalmente regolato dalla disponibilità di cibo.
      Dunque, molti cormorani significa anche molto pesce. E quindi pescate miracolose.
      Ma allora, perchè lamentarsi con tanto bendidio?

  7. M.A.
    luglio 9, 2015 alle 10:13 pm

    È facile intuire che ciò che mangia il cormorano non viene venduto dal pescatore. Non è una guerra che vuole portare all’estinzione il cormorano, ma solamente si vuole portare un numero di questa specie adeguato non solo per la sostenibilità della fauna ittica della laguna ma anche (soprattutto) per le tasche dei pescatori. La capacità portante della laguna sarebbe insostenibile alle tasche dei pescatori perché entrambi esercitano un prelievo sulla stessa risorsa. Chi ha la precedenza? Beh secondo l’enciclica del Papa, applaudita da molti ambientalsiti, si mira al ripristino dell’antropocentrismo, non visto come uomo dominatore ma comè animale dotato di intelletto e ragione in grado di sanare dei danni ambientali da lui creati etc etc etc…………….

    • luglio 9, 2015 alle 10:20 pm

      ..Papa Francesco non ha proprio detto così, ha detto chiaramente anche che l’uomo deve fare ammenda per le fesserie combinate…

      Stefano Deliperi

    • Terrae
      luglio 10, 2015 alle 12:40 am

      Possiamo chiamare a supporto delle nostre tesi anche le parole della nostra controparte ma senza dati certi e onestà intellettuale di tutti restiamo al punto di partenza.
      E allora, di quanta produzione sono capaci gli stagni? Quanto pesce c’è? Quanto ne viene pescato legalmente? Quanto ne viene prelevato abusivamente? Quanti sono gli operatori autorizzati e non? Quanti sono gli uccelli e a quanto ammonta realmente il loro prelievo di pesce? Quanto pesce si perde nelle morie causate da inquinamenti e disequilibri ambientali indotti dall’attività umana?
      Nessuna guerra ideologica. Solo la necessità di definire un prelievo oculato che permetta di mantenere millenari equilibri naturali a salvaguardia della risorsa pesce per le generazioni future. Di uomini e cormorani.

  8. luglio 29, 2015 alle 2:58 pm

    questi maledetti Cormorani!!!

    da L’Unione Sarda, 29 luglio 2015
    NURACHI. Il sindaco alla Procura: rete mai collegata al depuratore. «Le fogne scaricano
    nello stagno di Cabras». (Sara Pinna) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150729092634.pdf)

    La puzza si sente da lontano. Ancora prima di arrivare a Nurachi. L’odore è quello tipico delle fogne a cielo aperto. In effetti, da ormai otto anni, le acque sporche che provengono dalle abitazioni defluiscono lungo i canali alla periferia del paese. E non nel depuratore del Consorzio industriale di Oristano attraverso un collettore realizzato circa un anno fa e mai attivato. Un problema dunque non di poco conto visto che in questi giorni, con le temperature elevate, i cittadini convivono con odori sgradevoli. Ma la beffa più grande è che i reflui non depurati vanno a finire tutti nello stagno di Cabras dove ogni giorno lavorano 150 pescatori.
    LA DENUNCIA. Almeno così sostiene il sindaco di Nurachi Renzo Ponti, che prova a mettere fine a questo scempio rischioso per la salute pubblica. Il primo cittadino ha inviato una lettera in Prefettura, in Regione, in Provincia, alla Asl 5 e alla Procura della Repubblica per denunciare il grave inquinamento. Ma soprattutto per chiedere che qualcuno risolva subito il problema. «Questa situazione – scrive Ponti – provoca l’emanazione di un odore nauseabondo, tale da impedire l’apertura delle finestre delle abitazioni anche per intere giornate. Subito dopo il mio insediamento – continua il sindaco – ho preso contatti con Abbanoa, il Consorzio industriale e il Servizio ambiente della Provincia per denunciare il grave pericolo per l’igiene pubblica e dai colloqui è emersa una situazione di stallo dovuta al fatto che il Consorzio non autorizza il conferimento dei reflui nel depuratore consortile per questioni di carattere economico».
    LE RICHIESTE. Renzo Ponti a questo punto chiede «un immediato interessamento per porre fine a questa situazione di mala amministrazione e pericolo per l’ambiente e l’incolumità pubblica. E se non sia il caso di annullare l’autorizzazione allo sversamento dei reflui non depurati nello stagno, anche in virtù del fatto che l’opera pubblica è stata terminata e la mancata depurazione deriva solamente da problemi di carattere burocratico».
    LO STAGNO. Francesco Meli, presidente del Consorzio Mar’e Pontis che gestisce la laguna di Cabras cade dalle nuvole. «Non sapevo nulla. Ma ora che il sindaco di Nurachi ha sollevato questo grave problema sarà mio interesse capire la situazione e nel caso preparare subito una lettera di denuncia per salvaguardare il compendio».

    • Mara
      luglio 29, 2015 alle 9:47 pm

      Hai ragione GRIG, sti maledetti cormorani che non smettono di rilasciare le loro deiezioni (scagazzare) fuori dal depuratore! E il presidente del Consorzio cade dalle nuvole, spero per lui che non finisca nello stagno. Povera Sardegna, non ti meriti la maggior parte dei sardi, di sicuro (quasi) tutti quelli che ti governano.
      Grazie Sindaco di Nurachi, strilli più forte che può, e se non basta: giornali nazionali.

  9. agosto 4, 2015 alle 2:56 pm

    stramaledettissimi Cormorani!!!

    da L’Unione Sarda, 4 agosto 2015
    NURACHI. La protesta di Adiconsum: «Abbanoa dovrebbe restituire i soldi». «Le fogne finiscono nel canale e la depurazione in bolletta». (Sara Pinna): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150804095706.pdf

  10. agosto 7, 2015 alle 5:32 pm

    Cormorani, vil razza dannata, sempre colpa loro!!!

    da L’Unione Sarda, 7 agosto 2015
    NURACHI . Ieri ennesimo vertice: è guerra tra Comune, Provincia e Abbanoa.
    Reflui nello stagno, rimpallo di responsabilità: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150807092453.pdf

  11. settembre 9, 2015 alle 5:07 pm

    è ora di sanzionare ‘sti maledetti Cormorani! 😮

    da La Nuova Sardegna, 9 settembre 2015
    Il consiglio regionale approva una legge contro i pescatori abusivi.
    Stop all’attività «selvaggia» negli stagni. Sono previste anche sanzioni che vanno da 100 a 3mila euro: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/09/09/news/pesca-consiglio-regionale-approva-legge-contro-pescatori-abusivi-negli-stagni-1.12064144

  12. Carlo Forte
    novembre 19, 2016 alle 12:45 pm

    Alla fine fine ci siamo arrivati……I pescatori dicono no alla strage Di cormorani,si ai soldi dello stato.Cosí il caso è chiuso

  13. Terrae
    novembre 20, 2016 alle 10:39 am

    Mica tonti.
    Più cormorani, più pretesto di lagnanza, più soldi a ristoro.
    E io pago … Alla faccia del bicarbonato di sodio!

  1. novembre 21, 2016 alle 5:11 pm

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