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Disinfestazioni e salute.


campo di grano

campo di grano

Qualche sedicente profeta del nostro avvenire prevede già i tempi in cui sarà possibile modificare a piacimento il plasma del germe mano. Ebbene, con la nostra avventatezza, abbiamo già conseguito un obiettivo del genere, perché molte sostanze chimiche da noi prodotte, al pari delle radiazioni, provocano effettivamente mutazioni nei geni. E non è priva di un’amara ironia la constatazione che l’uomo può determinare il proprio futuro valendosi d’una bazzecola così banale come può esserlo la scelta di un’insetticida.

La verità è che oggi corriamo questo rischio. Perché mai? Gli storici che un giorno investigheranno sul nostro tempo avranno ben ragione di sorprendersi della mancanza di senso delle proporzioni di cui stiamo dando prova. Com’è possibile, infatti, che esseri ragionevoli cerchino di impedire il diffondersi  di poche specie di organismi “indesiderabili” servendosi di un mezzo che contamina la Terra intera ed è portatore di malattia e di morte anche per il genere umano? Eppure è proprio questo che stiamo facendo. E continuiamo a farlo adducendo ragioni che crollano nel momento stesso in cui le prendiamo in esame. (…). Certamente non voglio qui negare l’esistenza d’un problema dei parassiti, né la necessità della lotta contro di essi. Affermo, invece, che tale lotta dev’essere guidata da una visione realistica, e non diventare un mito; e che i metodi da adottare non devono essere tali da comportare la nostra distruzione insieme con quella degli insetti.

Il problema, la cui soluzione ha lasciato dietro di sé una scia così grande di conseguenze disastrose, dipende dal nostro moderno sistema di vita. Gli insetti pullulavano la Terra molto tempo prima che l’uomo vi facesse la sua comparsa; e, fin d’allora, erano presenti in una straordinaria varietà e dimostravano una eccezionale adattabilità. Dopo l’avvento dell’uomo, durante il corso dei millenni, una piccola parte delle 500.000 specie e più di insetti è diventata un’insidia al benessere dell’umanità per due ragioni: perché entrava in competizione con noi a proposito del rifornimento alimentare e, al tempo stesso, perché costituiva un pericoloso veicolo di malattia.

Gli insetti portatori di gravi morbi hanno sempre destato un particolare allarme negli agglomerati urbani, specialmente dove le condizioni sanitarie erano precarie, come nel caso di calamità naturali o di guerra, o di una arretratezza di sviluppo economico e sociale. In questi casi si imponeva una lotta contro di essi. Nondimeno è di chiara evidenza – come possiamo oggi constatare – che il massiccio intervento chimico ha registrato successi soltanto parziali e, anzi, talvolta rischia di peggiorare la situazione cui vogliamo porre rimedio”.

Sono le parole di Rachel Carson, la biologa e zoologa statunitense autrice del libro Primavera silenziosa, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1962, nel quale la scienziata documenta i devastanti effetti nei confronti dell’ambiente derivanti dall’utilizzo indiscriminato dei pesticidi. E sono queste le parole che immediatamente ci sono rimbalzate nella mente, quando abbiamo letto la segnalazione inviataci nei giorni scorsi da Valeria Faa, ingegnere cagliaritana affetta da Encefalopatia Tossica con Sensibilità Chimica multipla-MCS (Intolleranza agli Xenobiotici Ambientali).

La MCS è una malattia piuttosto difficile da diagnosticare, a causa della varietà delle cause e dei sintomi, spesso molto diversi da persona a persona, ma senza dubbio fortemente invalidante, soprattutto nelle fasi più avanzate. I sintomi vanno dalla difficoltà respiratoria, alla nausea, all’emicrania, alle dermatiti da contatto, fino alle vertigini, all’ipersensibilità agli odori e a manifestazioni, talvolta anche gravi, a livello neurologico, e sono legati fondamentalmente alla intolleranza a sostanze chimiche di vario genere, ormai di larga diffusione nelle nostre attività quotidiane.

Come lei stessa afferma nella sua segnalazione, la signora Valeria Faa vive ormai da anni in stato di iperventilazione, essendo allo stadio irreversibile della patologia, e non è più in grado di tollerare xenobiotici ambientali fra i quali anche “pesticidi, insetticidi, diserbanti e coformulanti”, posto che tali sostanze (principi attivi di pesticidi, insetticidi, diserbanti e coformulanti) sono state testate e rilevate nel suo sangue, attraverso specifici esami condotti da medici specialisti.

Uno dei metodi naturali che le permettono di fare fronte ed alleviare i sintomi invalidanti legati a tale patologia, è la balneoterapia marina da effettuare in un luogo non inquinato e, proprio per tale ragione, la signora Faa ha trasferito la propria residenza presso l’abitazione di famiglia a due passi dal mare. Il mare, non inquinato, è la sua salvezza ma spesso, come lei stessa racconta, i benefici della balneoterapia vengono completamente annullati dagli effetti nocivi legati alle disinfestazioni contro le zanzare e gli insetti nocivi, che nel condominio nel quale risiede verrebbero praticate con brevissimi intervalli di tempo, per mezzo di un cannone che dirige il getto ad alta pressione verso l’alto in modo da irrorare l’intera area.

Negli anni, la signora Valeria ha esplicitato la necessità di preservare il proprio domicilio e garantire una limitata contaminazione e assorbimento del terreno, considerate le sue gravi condizioni di salute dovute proprio all’intolleranza alle sostanze chimiche, e data anche la sua impossibilità di trasferirsi presso un’altra abitazione bonificata in area marina, ma fino ad oggi le sue richieste sono rimaste senza esito.

Perché è così difficile risolvere il problema, e tutelare la salute di tutti, mentre probabilmente basterebbe una bazzecola così banale come l’uso del buonsenso e del rispetto?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

(foto C.B., archivio GrIG)

 

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  1. max
    giugno 21, 2015 alle 8:24 am

    che i pesticidi come tutti gli inquinanti siano deleteri per la salute e’ fatto oramai assodato.
    circa gli ogm la situazione e’ controversa; se da un lato non e’ facile prevedere quali mutazioni potrebbero apportare in futuro all’uomo e’ inconfutabile che oggi risolvono molti problemi legati alla deperibilita’ e fragilita’delle coltivazioni.
    quello di cui si parla poco e’l’avvelenamento CERTO e globale dovuto ai cibi spazzatura e all’assunzione smodata di cibi poco tollerati dall’uomo, tipo zuccheri e grassi apparentemente innoqui sotto forma di pasta,pane, biscotti,bibite,merendine, ecc che stanno causando un’epidemia mondiale di malattie metaboliche in primis il diabete di tipo 2.
    spesso le mamme( che hanno una responsabilita’ enorme) a causa della loro ignoranza in materia e vittime dei luoghi comuni hanno la fissa degli ogm e poi imbottiscono i figli con biscotti, latte, merendine,cioccolati zuccherosi,caramelle e patatine condannando i figli ad obesita’ precoce quando va bene.
    forse dovremmo riflettere sulle ns scelte alimentari quotidiane prima di imbarcarci in crociate anti cose di cui non sappiamo nulla.
    le scritte ” light,sugar free,ogm free” sono un’insulto del marketing al consumatore bovino.

  2. Mauro Mudadu
    giugno 21, 2015 alle 4:10 pm

    Se il grande Masanobu FuKuoKe, scienziato giapponese, abbandonò la chimicha di sintesi verificando sul campo di produzioni agricole che la natura in sinergia riuscirìva a rispondere adeguatamente ai vari infestanti naturali coniando il termine e la pratica della bio agricoltura, poi sviluppata in permacoltura dai tecnici australiani. Molte buone pratiche naturali riducono di molto l’utilizzo di prodotti di sintesi. Il sistema internet e i vari passaparola degli esperti che utilizzano metodi naturali ci aiutano a risolvere molti problemi, ma non tutti e in ogni caso non per le produzioni destinate alla massa.

  3. riccardo
    giugno 22, 2015 alle 8:05 pm

    ogm è una definizione solo legale e comprende le piante modificate gen. con tecniche moderne, ma piante modificate geneticamente con radiazioni o indotte da sost chimiche quali la colchicina ( estratta dal colchicum autunnale…quindi sost naturale 🙂 ) esistono fin dagli anni ’50 e le mangiamo tutti i giorni. si dovrebbe fare poi una distinzione tra ogm transgenici e ogm che sfruttano gli stessi geni della specie semplicemente con una tecnica moderna riescono ad ottenere delle varietà più interessanti come si è sempre fatto con la selezione e gli incroci….esistono mele che non possiamo coltivare che richiederebbero poco o nessun fitofarmaco tanto per dire, ci sono ogm che potrebbero essere di grande utilità ma si ha paura di ciò che non si conosce e l’informazione di massa ormai ha creato il mostro ogm senza aver una minima condizione di causa.

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