Home > biodiversità, coste, demani civici e diritti di uso civico, difesa del territorio, grandi foreste, Italia, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale, zone umide > Prima si applicano le norme vigenti sugli usi civici, poi si valutano eventuali riforme.

Prima si applicano le norme vigenti sugli usi civici, poi si valutano eventuali riforme.


Desulo, Gennargentu, foresta di Girgini

Desulo, Gennargentu, foresta di Girgini

Leggo la garbata replica di Felice Corda (“Usi civici, non possono pagare le persone i buona fede”) sull’edizione dell’1 aprile 2015 a quanto affermavo – sempre su La Nuova Sardegna – lo scorso 29 marzo 2015 in riferimento alla sua proposta inerente l’invocata legge regionale di riordino dei diritti di uso civico (“Una legge regionale organica per risolvere il nodo degli usi civici”, La Nuova Sardegna, 24 marzo 2015).

Lo ringrazio per le belle parole e sono certamente d’accordo sull’obiettivo di fondo dichiarato: i cittadini in buona fede non possono pagare per gli “errori” o le scandalose “svendite” di terreni appartenenti ai demani civici.

Ma proprio per questo motivo ritengo che debbano in primo luogo esser applicati gli istituti previsti dal quadro normativo vigente: soprattutto il trasferimento dei diritti di uso civico (art. 18 ter della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i., come inserito dall’art. 19, comma 3, della legge regionale n. 3/2003) su altri terreni di proprietà comunale di sensibile valore ambientale.

In questo modo si possono tutelare gli interessi della collettività locale al mantenimento del demanio civico (che – è bene ricordare – è un diritto in capo a tutti i cittadini e non al Comune) e si può venir incontro alle esigenze dei cittadini che hanno edificato senza colpa su terreni che presumevano propri. Così l’istituto della legittimazione (art. 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.) in favore di tanti coltivatori diretti che da lunghi anni praticano l’agricoltura su terreni a uso civico.

Gennargentu, nevaio

Gennargentu, nevaio

Che senso ha parlare ancora di “stragrande maggioranza dei Comuni che “non abbia ancora provveduto ad emettere provvedimenti formali di accertamento sugli stessi usi civici gravanti nel loro territorio” quando tale competenza è regionale?

Mi pare che la confusione su istituti e competenze comporti – come spesso in materia di diritti di uso civico – solo l’accrescimento dei problemi, quando l’avvio a soluzione sia spesso a portata di mano.

A puro titolo di esempio, perché il Comune di Nuoro non chiede alla Regione autonoma della Sardegna il trasferimento dei diritti di uso civico da parte della zona industriale e del sito militare di Pratosardo sui terreni comunali ad alto valore ambientale dell’Ortobene? Così sarebbe risolto “il nodo degli usi civici” a livello locale (come chiede Felice Corda) e sarebbe difeso il demanio civico di tutti i cittadini nuoresi, non solo di quelli direttamente interessati dall’operazione.

Così potrebbe accadere a Orosei, con il trasferimento dei diritti di uso civico dai terreni costieri ormai lottizzati e trasformati di Cala Liberotto al litorale di grande valore naturalistico di Bèrchida: in questo modo sarebbero difesi i diritti di uso civico di tutti i residenti e non sarebbero favoriti i soli acquirenti (spesso non residenti) delle villette delle lottizzazioni costiere.

Una riforma normativa sugli usi civici è auspicabile solo quando non si faccia sotto schiaffo, in base alle esigenze particolari e concrete di questo o di quello, amministratore pubblico o imprenditore o cittadino che sia.

Regione e Comuni applichino i vari istituti in materia di usi civici con correttezza e buon senso, compresi i recuperi di tanti terreni dei demani civici occupati illecitamente. Solo così si faranno gli interessi della collettività e dei singoli cittadini.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

La Nuova Sardegna, 1 aprile 2015

La Nuova Sardegna, 1 aprile 2015

 

La Nuova Sardegna, 4 aprile 2015

La Nuova Sardegna, 4 aprile 2015

 

d’accordo con la proposta della nomina di un commissario ad acta, purtroppo non prevista dalla legge.   I residenti a Nuoro e a Orosei indirizzino in proposito una petizione ai rispettivi sindaci: davanti a una decisa e nutrita presa di posizione popolare difficilmente potrebbero non prenderla in considerazione.

La Nuova Sardegna, 11 aprile 2015

(foto J.I., archivio GrIG)

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  1. aprile 20, 2015 alle 3:01 pm

    da Il Manifesto Sardo, 16 aprile 2015
    I demani civici della Sardegna hanno bisogno di buon senso e legalità (Stefano Deliperi): http://www.manifestosardo.org/i-demani-civici-della-sardegna-hanno-bisogno-di-buon-senso-e-legalita/

  1. giugno 26, 2016 alle 7:07 am

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