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La sdemanializzazione delle terre a uso civico di Nuoro non è possibile.


macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

In questi settimane è stato oggetto di dibattito in varie sedi l’intenzione da parte dell’Amministrazione comunale di Nuoro di procedere alla “sclassificazione” (in realtà, sdemanializzazione) di vari terreni a uso civico in località Pratosardo, ulteriori rispetto a quelli già edificati nella locale area industriale, già sdemanializzati in seguito alla deliberazione Giunta regionale n. 29/20 del 29 luglio 2010.

Le aree appartenenti al demanio civico di Nuoro che si vorrebbe fossero oggetto di sdemanializzazione (determinazione Dirigente Settore Gestione del territorio ed Edilizia pubblica n. 2996 dell’11 dicembre 2012  di affidamento incarichi di frazionamenti) sono quelle dove sorgono il cantiere per la nuova caserma dell’Esercito (già sede di un deposito munizioni), l’ex Foro Boario, l’ex Mattatoio comunale e il Galoppatoio comunale.

Difficilmente sarebbe recuperabile al demanio civico l’area alienata o espropriata da parecchi decenni per l’installazione militare, come sancito anche dalla Corte costituzionale (ordinanza n. 135 del 15 aprile 2010), però attualmente non è possibile alcuna procedura di sdemanializzazione di aree dal regime demaniale civico.

Infatti, l’art. 18 bis della legge regionale n. 12/1994, come modificata dalla legge regionale n. 18/1996, ha introdotto la possibilità di “sclassificazione” (cioè sdemanializzazione) di terreni a uso civico che abbiano perso le loro caratteristiche originarie prima dell’entrata in vigore della legge n. 431/1985 (la c.d. legge Galasso) “entro un anno dall’entrata in vigore della … legge”, quindi la relativa istanza doveva esser presentata entro il maggio 1998.

Sardegna, bosco

Sardegna, bosco

La legge regionale n. 3/2003 (art. 19) ha riaperto i termini per la durata di due anni, prorogati di un altro anno con la legge regionale n. 7/2005 (entro il maggio 2006), e li ha estesi ai due anni successivi al provvedimento di accertamento formale del demanio civico ovvero alla pubblicazione dell’inventario generale delle terre pubbliche.

La legge regionale n. 3/2009 (art. 2, commi 35° e 36°) ha introdotto la possibilità di sdemanializzazione per i terreni a uso civico concessi in uso, enfiteusi, locazione, prima dell’entrata in vigore della legge n. 431/1985, qualora l’istanza fosse presentata entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge (entro il novembre 2009): tali termini di richiesta sono stati ripresi, con analoga estensione temporale, dalla legge regionale n. 12/2001 (art. 17, comma 1°).

Il demanio civico di Nuoro è stato oggetto di accertamento formale con determinazione Direttore del Servizio Affari Legali, Controllo Enti e Usi Civici dell’Assessorato regionale Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale n. 224 del 23 febbraio 2005, mentre non sussiste ancora la pubblicazione dell’inventario generale delle terre pubbliche.

Allo stato attuale è preclusa qualsiasi attività di sdemanializzazione, mentre è possibile è possibile la richiesta di trasferimento dei diritti di uso civico su altri terreni di proprietà comunale (es. Monte Ortobene, ecc.) aventi migliori caratteristiche sul piano ambientale e di adeguata estensione (es. boschi, macchia mediterranea, ecc.).

corso d'acqua nel bosco

corso d’acqua nel bosco

Il trasferimento dei diritti di uso civico (art. 18 ter della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) è una procedura più equa perché consente il mantenimento e l’incremento delle terre appartenenti al demanio civico sul piano qualitativo e ambientale unitamente alla soluzione di problematiche concrete altrimenti impraticabili.

Gli Usi civici e gli altri diritti d’uso collettivi (legge n. 1766/1927 e s.m.i., regio decreto n. 332/1928, legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) sono in generale diritti spettanti ad una collettività, che può essere o meno organizzata in una persona giuridica pubblica (es. università agraria, regole, comunità, ecc.) a sé stante, ma comunque concorrente a formare l’elemento costitutivo di un Comune o di altra persona giuridica pubblica: l’esercizio dei diritti spetta uti cives ai singoli membri che compongono detta collettività.

Gli elementi comuni a tutti i diritti di uso civico sono stati individuati in:
– esercizio di un determinato diritto di godimento su di un bene fondiario;
– titolarità del diritto di godimento per una collettività stanziata su un determinato territorio;
– fruizione dello specifico diritto per soddisfare bisogni essenziali e primari dei singoli componenti della collettività.
L’uso consente, quindi, il soddisfacimento di bisogni essenziali ed elementari in rapporto alle specifiche utilità che la terra gravata dall’uso civico può dare: vi sono, così, i diritti di uso civico di legnatico, di erbatico, di fungatico, di macchiatico, di pesca, di bacchiatico, ecc.      Quindi l’uso civico consiste nel godimento a favore della collettività locale e non di un singolo individuo o di singoli che la compongono, i quali, tuttavia, hanno diritti d’uso in quanto appartenenti alla medesima collettività che ne è titolare.

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

Dopo la legge n. 431/1985 (la nota Legge Galasso), i demani civici hanno anche acquisito una funzione di tutela ambientale (riconosciuta più volte dalla Corte costituzionale: vds. ad es. sent. n. 345/1997 e n. 46/1995).    Questa funzione è importantissima, basti pensare che i demani civici si estendono su oltre 5 milioni di ettari in tutta Italia (un terzo dei boschi nazionali), mentre i provvedimenti di accertamento regionali stanno portando la percentuale del territorio sardo rientrante in essi a quasi il 20%.

Molte normative regionali, così come anche la legge regionale sarda n. 12/1994 e successive modifiche ed integrazioni, vi hanno aggiunto alcune nuove “fruizioni” (es. turistiche), ma sempre salvaguardando il fondamentale interesse della collettività locale.   In particolare sono rimasti invariate le caratteristiche fondamentali dei diritti di uso civico.

Essi sono inalienabili (art. 12 della legge n. 1766/1927), inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 2 e 9 della legge n. 1766/1927): “intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nella cui circoscrizione sono ubicati gli immobili soggetti all’uso” (art. 2 legge regionale n. 12/1994).                 Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato ad opere permanenti di interesse pubblico generale (art. 3 della legge regionale n. 12/1994).

Con l’approvazione regionale degli strumenti previsti (regolamento per la gestione, piano di recupero e gestione delle terre civiche) sarà, così, possibile tutelare efficacemente il demanio civico e svolgere tutte quelle operazioni (permute, recuperi, sdemanializzazioni, trasferimenti di diritti, ecc.) finalizzate a ricondurre a corretta e legittima gestione una vera e propria cassaforte di natura della comunità locale (legge n. 1766/1927 e legge regionale n. 12/1994 e successive modifiche ed integrazioni).

Un patrimonio meritevole di efficace tutela e di accorta gestione ambientale, quasi un quinto del territorio isolano.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Muflone (Ovis musimon)

Muflone (Ovis musimon)

(foto R.M.N., J.I., S.D., archivio GrIG)

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  1. Mag 14, 2013 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 maggio 2013
    Nuova Caserma. Gli ecologisti: a Pratosardo usi civici non eliminabili.

    NUORO. Si profila un altro ostacolo per la costruzione della nuova caserma dell’esercito a Pratosardo. Il problema riguardo lo sgravio dagli usi civici richiesto dall’amministrazione comunale per i terreni in cui dovrà sorgere la struttura. Il caso è stato sollevato nei giorni scorsi, durante un seminario sugli usi civici, dagli attivisti di A manca pro s’indipendentzia, che ne hanno approfittato per affidare un dossier sul tema al commissario regionale per gli usi civici Cristina Ornano e a uno dei relatori, Stefano Deliperi del Gruppo Intervento Giuridico, associazione ambientalista particolarmente attiva sulla difesa del territorio come bene comune e dunque sul fronte del rispetto degli usi civici. Proprio Deliperi ha esaminato la questione nei dettagli e ha diffuso una nota in cui sostanzialmente dà ragione agli autori della protesta. «Il demanio civico di Nuoro – è scritto nella nota – è stato oggetto di accertamento formale con determinazione Direttore del Servizio Affari Legali, Controllo Enti e Usi Civici dell’Assessorato regionale Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale n. 224 del 23 febbraio 2005, mentre non sussiste ancora la pubblicazione dell’inventario generale delle terre pubbliche. Allo stato attuale è preclusa qualsiasi attività di sdemanializzazione, mentre è possibile è possibile la richiesta di trasferimento dei diritti di uso civico su altri terreni di proprietà comunale (es. Monte Ortobene, ecc.) aventi migliori caratteristiche sul piano ambientale e di adeguata estensione (es. boschi, macchia mediterranea, ecc.). Il trasferimento dei diritti di uso civico (art. 18 ter della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) – conclude la nota – è una procedura più equa perché consente il mantenimento e l’incremento delle terre appartenenti al demanio civico sul piano qualitativo e ambientale unitamente alla soluzione di problematiche concrete altrimenti impraticabili». In sostanza dunque il Gruppo Intervento Giuridico, che può vantare un’approfondita conoscenza in materia, ritiene che il Comune di Nuoro non possa nel caso della caserma di Pratosardo (ex Foro Boario, ex mattatoio e galoppatoio comunale) aspettarsi la sdemanializzazione ottenuta tre anni fa, sempre a Pratosardo, nelle aree già edificate della zona industriale. Non resta che attendere la decisione della Regione (da parte dell’Argea, ente incaricato di questo tipo di richieste) e vedere come il Comune deciderà di comportarsi se, come ritengono gli ambientalisti del Gruppo Intervento Giuridico, da Cagliari arrivasse un no secco alla richiesta di sdemanializzazione.

  2. Giuseppe
    Mag 17, 2013 alle 10:39 am

    E intanto tirano su la caserma. L’iter normale dovrebbe essere quello di sdemanializzare (o trasferire) e poi edificare, no? L’aver utilizzato questa scorciatoia (i terreni non sono più utili alla collettività perché… ops, ci abbiamo costruito sopra) non dovrebbe essere già un reato per il quale il comune dovrebbe pagare?

    • Mag 19, 2013 alle 8:13 pm

      in realtà, l’area – secondo dichiarazioni del Sindaco di Nuoro Bianchi – sarebbe stata venduta dall’allora Sindaco di Nuoro già dagli anni ’20 del secolo scorso per realizzarvi la polveriera oggi dismessa.
      Quindi ben prima del provvedimento di accertamento (2005).
      E’ probabile che dell’appartenenza dell’area al demanio civico gli amministratori comunali del tempo non ne sapessero nulla.

  3. Shardana
    Mag 17, 2013 alle 10:08 pm

    Mal comune….mezzo gaudio

  4. Mag 31, 2013 alle 2:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 31 maggio 2013
    Caserma, ’A Manca va in Procura. Esposto degli indipendentisti: «Sorge in un terreno gravato da usi civici».

    NUORO. Arriva sui tavoli della Procura la battaglia di A Manca pro s’Indipendentzia contro la caserma di Pratosardo. Con il partito indipendentista che ha presentato un esposto per denunciare «la situazione di illegalità della costruzione della caserma della Brigata Sassari sui terreni ad uso civico di Prato Sardo». «Il reato – spiega ’A Manca nell’esposto – è costituito dal fatto che i lavori di costruzione della Caserma vengono eseguiti su terreni civici, che sono inalienabili e inedificabili, come specificato in diversi articoli di legge. La sdemanializzazione che riguardò parte dell’area industriale fu attuata con deliberazione della Giunta regionale del 2010, e non riguardò neanche parzialmente la zona dove ora viene costruita la suddetta caserma». «Il fatto che sia stato commesso un reato da parte dell’attuale amministrazione comunale – continua l’esposto – è reso quanto mai evidente dal fatto che (credendo forse di porre rimedio al reato già consumato reiteratamente e tutt’ora in corso) il giorno 11 dicembre 2012 il “settore gestione del territorio ed edilizia pubblica” del comune di nuoro, con determinazione n. 2996, avviava una “procedura di sgravio da vincolo “usi civici” aree nuova caserma, galoppatoio ed ex mattatoio in località Prato Sardo”. Si intendeva cioè, maldestramente, operare a posteriori uno sgravio da uso civico su una zona in cui si è precedentemente dato mandato di costruire e costruito, violando appunto la legislazione vigente inerente gli Usi Civici, sperando così di sottrarsi silenziosamente da una condizione di evidente illegalità». «Il tentativo da parte degli organi dell’Amministrazione comunale dimostra chiaramente la loro consapevolezza di essere nel torto e di aver commesso un reato anche molto grave – chiude l’esposto –. Chiediamo che la Procura della Repubblica voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti valutando gli eventuali profili di illiceità penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti. Formulando altresì denuncia-querela qualora dagli accertamenti emergessero reati procedibili a querela di parte».

  5. giugno 3, 2013 alle 3:05 pm

    il Sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi non fa che confermare quanto abbiamo detto.
    La soluzione è chiaramente prevista dalla legge: non la sdemanializzazione (oggi non consentita), ma il trasferimento dei diritti di uso civico.
    Non c’è bisogno di attendere alcuna futura (e solo eventuale) “leggina”.

    da L’Unione Sarda, 3 giugno 2013
    Nuoro. Polemiche sulla nuova caserma: parla il sindaco Bianchi. «Gli usi civici a Pratosardo? Mai esercitati dal 1928 a oggi». (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130603081653.pdf) Oltre 80 anni fa la cessione delle terre al demanio militare. Attesa una legge regionale per mettere ordine nell’area della caserma e del galoppatoio (Marilena Orunesu)

    NUORO. Polemiche sulla nuova caserma: parla il sindaco Bianchi Gli usi civici nell’area di Pratosardo dove è in fase di costruzione la nuova caserma dell’Esercito sono al centro di iniziative giudiziarie e legislative. La presentazione nei giorni scorsi da parte del movimento indipendentista e antimilitarista A Manca di un esposto alla Procura della Repubblica di Nuoro segue la messa a punto di un disegno di legge regionale, atteso per fare ordine nel quadro attuale. Per il sindaco Alessandro Bianchi c’è, comunque, un punto fermo. «Dal 1928 a oggi – sottolinea – in quell’area gli usi civici non sono stati esercitati». Risale a quella data la cessione delle terre di Pratosardo dal Comune, che fino a quel momento ne era proprietario, al demanio militare.
    LA CESSIONE. Spiega Bianchi: «Si sta rifacendo una caserma che c’era già in un’area estesa per 40 ettari ceduta dal Comune per 60 mila lire nel 1928. Da allora gli usi civici non sono mai stati esercitati». La zona contestata non è limitata al perimetro della nuova caserma, che viene realizzata dall’impresa Pellegrini di Cagliari nella ex polveriera dove i lavori sono iniziati due anni fa. Ma si estende al vicino galoppatoio e all’ex mattatoio, lungo la statale 389.
    LO SGRAVIO. «Per la zona abbiamo richiesto lo sgravio, come è successo per una parte della zona industriale di Pratosardo», sottolinea Bianchi che anche pensando alle recenti contestazioni del Gruppo di intervento giuridico e “Amici della terra” sottolinea: «La caserma è area militare dal 1928, tutto il resto è pura strumentalità». Quasi a evocare un interesse prevalente il sindaco menziona l’accordo di programma firmato a suo tempo tra Comune, Regione e ministero della Difesa per la costruzione della caserma a Pratosardo in cambio del passaggio dell’ex Artiglieria, nel centro cittadino, al Comune, deciso a realizzare lì il campus universitario. «Se qualcosa non è corretta va finalmente corretta», aggiunge Bianchi facendo intendere che quell’accordo non è compromesso, neppure la costruzione della caserma.
    IN REGIONE. La soluzione è affidata a un disegno di legge regionale, già approdato all’esame della commissione Agricoltura che ha competenza sul caso. «La soluzione tecnica – conclude il sindaco – verrà studiata assieme alla Regione e ad Argea che si occupa di usi civici. In ogni caso cerchiamo di mettere ordine».

  1. Mag 14, 2013 alle 7:15 am
  2. Mag 16, 2013 alle 11:20 am
  3. Mag 21, 2013 alle 6:30 pm

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