Una proposta di legge urbanistica da rispedire al mittente!


rustico edilizio

rustico edilizio

 

Il Consiglio regionale della Sardegna si appresta a esaminare una proposta di legge regionale urbanistica che fa da coperchio alla più retriva speculazione immobiliare.

Un salto indietro di 30 anni.

La Giunta regionale aveva approvato il disegno di legge n. 130/A del 23 ottobre 2014 (deliberazione Giunta regionale n. 39/2 del 10 ottobre 2014) e aveva poi aperto una fase di consultazione pubblica preventiva.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Lega per l’Abolizione della Caccia avevano formalizzato le proprie proposte con un atto di “osservazioni” (29 ottobre 2014).

In particolare, fra i casi più rilevanti è stata espressa contrarietà alla possibilità di superamento degli indici volumetrici, dei limiti massimi di altezza e superficie coperta stabiliti in disposizioni regionali e comunali in caso di interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente (art. 2, comma 9°) per evitare evidenti rischi speculativi, così come sono stati ritenuti eccessivi i “premi volumetrici” rispettivamente del 40% e del 30% per le delocalizzazioni di immobili già in aree di tutela ambientale o a rischio idrogeologico (art. 8) e le demolizioni e ricostruzioni di edifici vecchi degradati (art. 9).  Premialità rispettive del 15-20% e del 10-15% appaiono adeguate.

Domus de Maria, Chia, complesso edilizio a ridosso delle dune

Domus de Maria, Chia, complesso edilizio a ridosso delle dune

Soprattutto, è stata chiesta l’abrogazione totale dell’art. 3 del disegno di legge regionale, che riprende analoghe discipline del c.d. piano per l’edilizia (legge regionale n. 4/2009 e s.m.i.), in quanto consente l’ampliamento volumetrico delle strutture ricettive (alberghi, residences, multiproprietà) anche nella fascia costiera dei mt. 300 dalla battigia marina, norma in palese contrasto con il piano paesaggistico regionale (P.P.R.) e le sovraordinate disposizioni di tutela ambientale e paesaggistica (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), come già affermato dalla giurisprudenza costituzionale e amministrativa (vds. Corte cost. n. 210/2014; Corte cost. n. 308/2013; T.A.R. Sardegna, Sez. II, 18 marzo 2011, n. 135).

Molto positivo l’inserimento delle disposizioni di attuazione del Testo unico dell’edilizia (D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.) in modifica della normativa regionale (legge regionale n. 23/1985), con l’individuazione – finalmente – di interventi regionali sostitutivi per la demolizione degli abusi edilizi e il ripristino ambientale in caso di inerzia dei trasgressori e dei Comuni territorialmente competenti (art. 10).

Badesi, cantiere edilizio a ridosso delle dune (febbraio 2014)

Badesi, cantiere edilizio a ridosso delle dune (febbraio 2014)

Il testo uscito dalla manipolazione da parte della Commissione permanente “urbanistica” del Consiglio regionale appare – dalle anticipazioni stampa e dal testo disponibile on line – ancor peggiore.

Pare soprattutto un testo che punta a resuscitare i progetti edilizi zombie, morti e sepolti dal P.P.R., e a render permanente la disciplina del pessimo piano per l’edilizia (legge regionale n. 4/2009 e s.m.i.) della precedente Amministrazione Cappellacci, oggi parzialmente sotto giudizio della Corte costituzionale.

Un piano per l’edilizia che ha rappresentato tutt’altro rispetto a un autentico piano casa.

Bisogna ricordare che il vero e unico “piano casa” è stato  il piano straordinario di intervento dello Stato per realizzare edilizia residenziale pubblica su tutto il territorio italiano nell’immediato secondo dopoguerra, con i fondi gestiti da un’apposita organizzazione presso l’Istituto Nazionale delle Assicurazioni, la Gestione INA-Casa, in base alla legge n. 43/1949. Al termine (1963) saranno realizzati ben 355 mila appartamenti nei tanti quartieri “razionali” predisposti grazie anche al contributo di alcuni fra i più importanti architetti e urbanisti del tempo (da Carlo Aymonino a  Ettore Sottsass, da  Michele Valori a  Mario Ridolfi).

Modena, INA Casa, Viale Storchi (1950)

Modena, INA Casa, Viale Storchi (1950)

A chi è servito davvero il piano per l’edilizia?

Ai tantissimi casi di speculazione immobiliare lungo le coste, da Cala Girgolu (S. Teodoro) al Poetto (Cagliari), dalle tante ville – come quella di Silvio Berlusconi (Villa Certosa) e del leader dei Riformatori Sardi Massimo Fantola, per esempio – all’Hotel Romazzino (oggetto di procedimento penale) e alle altre strutture ricettive e alla ristrutturazione di 27 stazzi della Costa Smeralda a due passi dalla battigia marina, nonché alle migliaia di strutture edilizie residenziali in aree alluvionali e a rischio idrogeologico, come nella piana e sul litorale di Capoterra (ben 538 istanze pervenute, tutte per ampliamenti di strutture residenziali, 93% nelle estesissime zone “C – completamento” dello strumento urbanistico vigente), così da virtuosamente accrescere il rischio per l’incolumità pubblica.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Lega per l’Abolizione della Caccia auspicano che il Consiglio regionale sappia modificare questa proposta normativa poco consona alle necessità di salvaguardia delle coste e della corretta gestione del territorio isolano e, come sempre, agiranno in tutte le sedi per perseguire gli obiettivi.

Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Lega per l’Abolizione della Caccia

anatre_in_volotesto del disegno di legge regionale n. 130/A

da La Nuova Sardegna, 8 marzo 2015

Ampliamenti nei centri storici e mini-sanatorie: ecco la legge. Il testo che sostituisce il vecchio piano casa approderà mercoledi in consiglio regionale. Cadono i vincoli di inedificabilità totale sulle coste. E le lottizzazioni “in sonno” potrebbero ripartire.    (Alfredo Franchini)

Domus de Maria, Torre costiera di Piscinnì

Domus de Maria, Torre costiera di Piscinnì

 

(foto da mailing list ambientalista, per conto GrIG, J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. Carlo Forte
    marzo 9, 2015 alle 6:26 pm

    Grig,cosa ti aspettavi dal “NUOVO”?Quando si è in affari non ci si può tirare indietro e i risultati parlano chiaro.Come è chiaro che l’albergo abusivo di carloforte non andrà giù,ne riparleremo.L’impegno di Fiordalisi,è vanificato dalle stesse autorità che non fanno altro che obbedire agli ordini dei palazzinari e delle imprese.Spero di sbagliarmi.

  2. marzo 10, 2015 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 10 marzo 2015
    Cemento sulle coste, vecchie lottizzazioni bloccate da Pigliaru. Progetti “in sonno”, la legge ribadirà i vincoli del Ppr. Emendamento della giunta per scongiurare ogni rischio. (Umberto Aime): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109020_Cemento_sulle_coste_vecchie_lottizzazioni_b.pdf

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    da Sardinia Post, 10 marzo 2015
    Edilizia, l’Ance boccia la nuova legge: “Torniamo al Piano Casa”: http://www.sardiniapost.it/politica/edilizia-ance-boccia-la-nuova-legge-ritorniamo-al-piano-casa-pressing-per-proroga/

  3. marzo 10, 2015 alle 9:49 pm

    da Sardinia Post, 10 marzo 2015
    Piano casa, gli ambientalisti pronti al ricorso contro il cemento sulla costa. (Alessandra Carta). http://www.sardiniapost.it/politica/piano-casa-gli-ambientalisti-ricorso-alla-consulta-contro-il-cemento-sulla-costa/

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    da Alguer.it, 10 marzo 2015
    L’opinione di Stefano Deliperi. Una proposta di legge urbanistica da rispedire al mittente: http://notizie.alguer.it/n?id=86591

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    da Sardegna Oggi, 10 marzo 2015
    Paesaggio, allarme ambientalista sulla nuova legge: “Speculazione selvaggia, indietro di 30 anni”: http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2015-03-10/28252/Paesaggio_allarme_ambientalista_sulla_nuova_legge_Speculazione_selvaggia_indietro_di_30_anni.html

  4. marzo 11, 2015 alle 9:59 pm

    A.N.S.A., 11 marzo 2015
    Legge casa in Consiglio, si annuncia battaglia: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/03/10/edilizia-ance-boccia-nuova-legge-ritorniamo-a-piano-casa_30b96639-fe49-43b8-b1ea-9035764df35e.html

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    da L’Unione Sarda, 11 marzo 2015
    Approda in Consiglio il nuovo Piano casa. Slittano i lavori, allarme delle imprese: http://www.unionesarda.it/articolo/politica_italiana/2015/03/11/edilizia_la_legge_in_consiglio_regionale_preoccupati_costruttori-1-411068.html

  5. marzo 12, 2015 alle 3:05 pm

    se ne riparla lunedi 16 marzo 2015 (http://consiglio.regione.sardegna.it/testoNews.asp?id=1906)

    da Il Fatto Quotidiano, 11 marzo 2015
    Sardegna, cubature sulla riva.
    Oggi in Regione la proposta PD: si potrà edificare a meno di 300 metri dal mare. Le betoniere potrebbero farsi largo anche nei centri storici. Sconfessato il “piano” di Soru, che però da segretario non dice una parola. (Maddalena Brunetti): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109136_Sardegna_cubature_sulla_riva.pdf

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    da L’Unione Sarda, 12 marzo 2015
    Cominciata ieri la discussione in Consiglio, Soru convoca la direzione del Pd.
    Ritardi e rischio cemento: tutti attaccano il Piano casa. (Roberto Cossu) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150312092855.pdf)

    In teoria è un bel salto: un Piano casa con l’ambizione di vera legge urbanistica. Finalmente completa, senza buchi, oltre le proroghe. Il futuro dell’Isola, in poche parole, per dare risposte chiare a tutti. A chi deve ristrutturare, a chi vuole edificare senza stravolgere, a chi desidera farla finita con gli abusi edilizi. Al pubblico e al privato. E in generale a un’economia asfittica. Ma all’approdo in Consiglio regionale, ieri sera, subito bordate. Prima ancora, in verità. Da destra e da sinistra. Dentro e fuori. Contestano gli ambientalisti, protestano i costruttori, sono diffidenti gli artigiani.
    Il fatto è che il passaggio in Commissione Urbanistica del testo varato dalla Giunta Pigliaru il 23 ottobre scorso (su proposta dell’assessore regionale Cristiano Erriu) sembra – a molti – aver peggiorato le cose. Paradossalmente nei due sensi contrari. Da qui i sospetti e il preannuncio di battaglie campali. Dettaglio rilevante: sul tema Renato Soru ha convocato per domani la direzione regionale del Pd. Le “criticità”, se così vogliamo chiamarle, sono bene individuate: la possibilità di continuare a incrementare le volumetrie entro i primi 300 metri dalla battigia e quella di ricevere premi volumetrici sostanziosi (nel caso di delocalizzazioni anche del 40 per cento). Il rischio più grosso è quello di spianare la strada al cemento nelle fasce costiere, andando a urtare, e magari sbranare, il Piano particolareggiato regionale varato proprio da Soru.
    La Commissione – attacca Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico – ha viaggiato su questi binari «allargando la possibilità di ampliare gli interventi nelle coste e nei centri storici». Di più, «punta a a recuperare interventi cancellati dal Ppr, e cioè piani di lottizzazione nemmeno eseguiti». Un clamoroso «ritorno al passato». Non è in gioco una veranda in più, ma l’eventuale speculazione. «Serve ora un ragionamento sereno, ma anche capire che certe cose non si possono fare», sintetizza Deliperi. A meno di sovvertire le leggi.
    Le cose non stanno proprio così, replica il relatore di maggioranza in Commissione, il Pd Antonio Solinas. Lottizzazioni, per esempio: «I sindaci hanno detto che se non si procede in questo modo si rischiano salati rimborsi ai proprietari. È la cosa che crea più problemi». E comunque la stessa Commissione «non era convinta» e probabilmente il passaggio sarà cassato in Consiglio, anche perché di fatto è uno schiaffo a Pigliaru (non a caso è lo stesso governatore a prendere posizione). Questione costruzioni entro i 300 metri: «Parliamo di alberghi fatiscenti», precisa Solinas. No a nuovi posti letto, «ma la possibilità di incrementare le cubature fino al 25 % per servizi migliori». Un bagno turco, una palestra, per capire. Con l’occhio alla destagionalizzazione e sotto conferma di un libero professionista e di una relazione economica. E infine i centri storici: «Che sono vuoti, soprattutto nei piccoli comuni». Ecco perché bisogna incrementare il consumo del territorio: «Se devo recuperare una casa ho anche la necessità di fare un bagno, per esempio». La filosofia sarebbe questa, «discussa in maggioranza». Ma il Consiglio è sovrano, «massima apertura e nessuna volontà di allargare le maglie», assicura Solinas.
    E proprio dal Consiglio, nella discussione generale, ecco l’attacco dall’altro versante. Intanto «sarebbe stato più sensato prorogare la precedente legge» scaduta nel novembre 2014, ha attaccato Oscar Cherchi di Forza Italia. Nello specifico «è assurdo che il testo non preveda alcunché sulle zone agricole». Nelle aree storiche «gli incrementi volumetrici sono consentiti solo se il Comune ha approvato un Piano particolareggiato coerente col Ppr», ma quei Comuni «si possono contare sulle dita di una mano». Nelle zone residenziali «l’incremento consentito è ridicolo» mentre nei centri che hanno adeguato il Puc al Ppr «si può arrivare a un massimo di 23 metri quadri». In pratica, «una presa in giro».
    Oltre la soglia del Palazzo regionale, più o meno alle stesse conclusioni arrivano i costruttori. «Il vecchio Piano casa, in oltre quattro anni, ha prodotto numeri eccellenti, persino in maniera inaspettata», sostiene Pierpaolo Tilocca, presidente dell’Ance Sardegna: «Da un monitoraggio su 71 Comuni è risultato che sono stati generati 700 milioni di euro». Se poi «consideriamo che la ristrutturazione edilizia ha un’incidenza diretta pari al 20 per cento dell’importo dei lavori e ogni addetto edile ne porta altri due o tre» i conti sono fatti e dicono che «il Piano casa, con le varie proroghe, ha funzionato». Secondo Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato Sardegna, «era necessaria una proroga». Il nuovo Piano arriva «portandosi dietro drammatici dati sugli occupati in edilizia» e i tempi si allungano, aggiunge. Anche la Filca Cisl regionale chiede «assoluta celerità». E ovviamente «certezze». Merce non disponibile, al momento.

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    da La Nuova Sardegna, 12 marzo 2015
    Slitta l’approvazione del nuovo piano casa Soru convoca il Pd. (Alfredo Franchini): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109160_Slitta_lapprovazione_del_nuovo_piano_casa_S.pdf

  6. marzo 13, 2015 alle 3:05 pm

    da L’Unione Sarda, 13 marzo 2015
    Nuova legge edilizia tra libertà e vincoli. L’esame degli articoli al via mercoledi prossimo (Cristina Cossu) (http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109215_Nuova_legge_edilizia_tra_liberta_e_vincoli.pdf)

    Sì all’aumento delle volumetrie di alberghi, villaggi e residence, anche sul mare, a condizione che si tratti di “riqualificazione” e non di posti letto in più. I grandi progetti di lottizzazione congelati sulle coste (come a Villasimius e Arzachena) non saranno rimessi in pista. Premi in cubature (senza esagerare) anche in città e paesi, dal centro storico alle periferie, soprattutto a chi punta sull’efficienza energetica. Interventi liberi, cioè senza autorizzazioni, per manutenzioni ordinarie, eliminazione di barriere architettoniche, serre mobili stagionali, recinzioni e barbecue. Abitabilità nei sottotetti, divieti rigidi nei seminterrati. Permessi residenziali nelle aziende agricole. Benedetto il golf, inteso come sport, non come occasione per tirare su strutture di vario genere, e ci sarà un’iniziativa legislativa ad hoc dedicata alla valorizzazione dei paesaggi autoctoni legata ai green. Poi, almeno sulla carta, semplificazione, in ogni modo possibile, anche attraverso lo Sportello unico.
    L’ESAME DEL DL. Appuntamento mercoledì prossimo in Consiglio per l’avvio dell’esame degli articoli del disegno di legge 130, “Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio”, provvedimento che, quando sarà approvato (si spera entro marzo) colmerà il lungo vuoto lasciato dal precedente, quello del 2009 dell’ex Giunta di centrodestra, scaduto a fine novembre. Durerà fino alla nascita della Riforma vera e propria, la legge Urbanistica (sarà pronta entro l’estate?), e certo è che già il ritardo con cui si sta procedendo è preoccupante. Questo dl temporaneo è stato presentato il 10 ottobre e il primo assaggio in Aula è stato mercoledì scorso. Intanto, il nulla. Hanno protestato sindacati e associazioni di categoria: l’agonia dei cantieri e l’emorragia di posti di lavoro sono dovuti anche a questo. L’altra sera si è chiusa la discussione generale e il passaggio ai singoli punti è stato approvato con i soli voti del centrosinistra (27 sì e 18 no). La scadenza per presentare gli emendamenti è a mezzogiorno di lunedì prossimo.
    UNA LEGGE CONTESTATA. Agli imprenditori non piace, dicono che è una legge «ideologica e paralizzante» e sarà una «pietra tombale» sul mondo delle costruzioni in Sardegna. Neppure agli ambientalisti va a genio, sostengono che «fa da coperchio alla più retriva speculazione immobiliare, un salto indietro di 30 anni». In mezzo, sfumature. In maggioranza, ad esempio, come emerge dalle differenze fra il testo presentato dalla Giunta e quello rivisto dalla Commissione. E tra le fila dell’opposizione, che nel bene e nel male continua a difendere il Piano Casa di Cappellacci perché, mettendo in conto anche la crisi, risultati positivi ne ha dato.
    L’ASSESSORE. «Questa legge ha un carattere d’emergenza, è il primo momento di una strategia di più ampio respiro finalizzata a comporre un nuovo quadro normativo, ispirato a certezza e semplificazione, il cui cardine sarà costituito dalla nuova legge regionale di governo del territorio», spiega l’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu. «L’obiettivo è quello di dare risposte immediate a cittadini e imprese. È vero, i tempi si sono dilatati, ma non potevamo prorogare un Piano Casa che conteneva pericolose scorciatoie». Aspettando la valanga di modifiche che pioveranno sul testo (quelli della Giunta non sono stati ancora definiti, e sarà un lungo weekend) si viene a sapere che la direzione regionale del Partito democratico è convocata per oggi, e all’ordine del giorno c’è proprio la legge sull’edilizia.
    L’OPPOSIZIONE. L’ex governatore Ugo Cappellacci attacca: «Una convocazione urgente e straordinaria della direzione Pd che dimostra ancora una volta chi comanda e detta la linea politica in questa delicata materia: non il presidente eletto, ma l’Emerito». Prosegue il consigliere di Forza Italia: «Il ritorno al vecchio Piano Soru del 2006, con la pretestuosa revoca del Piano paesaggistico dei sardi e la mancata proroga del Piano Casa, sono stati i primi sintomi della restaurazione di un clima politico in cui nell’Isola si blocca tutto, salvo progetti bene individuati nelle cosiddette intese che consentono a pochi ciò che è negato ai comuni mortali».
    INTERVENTI SUL MARE. In realtà la nuova legge edilizia in discussione deroga al vecchio Ppr e alla “Salvacoste” su un aspetto fondamentale, che è quello che ha fatto gridare allo scandalo il Gruppo di intervento giuridico. Il provvedimento dell’attuale Giunta prevede infatti (all’articolo 20 del testo rivisto dalla quarta Commissione guidata da Antonio Solinas del Pd) che «ai fini della riqualificazione e dell’accrescimento delle potenzialità delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive ricadenti nelle zone urbanistiche omogenee B, C, F e G, anche se localizzate nei 300 metri dalla linea di battigia marina, possono essere autorizzati interventi di ristrutturazione e rinnovamento comportanti incrementi volumetrici (nella percentuale massima del 25%), anche mediante la realizzazione di corpi di fabbrica separati, senza aumento del numero di posti letto».
    I PREMI DI VOLUME. Poi, nelle abitazioni, nei centri storici saranno consentiti incrementi di volume (previa approvazione di un Piano particolareggiato) fino al 20%, e nelle zone B e C (di completamento e di espansione) l’aumento è concesso fino al 20% del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 70 metri cubi, nei Comuni che non hanno adeguato il Puc al Ppr, del 30% fino a un massimo di 90 metri cubi, negli altri. In “omaggio” un 5% aggiuntivo a chi garantisce «l’efficientamento energetico di tutta l’unità immobiliare».

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    da La Nuova Sardegna, 13 marzo 2015
    Nuova legge edilizia, serve un lifting. (Silvia Sanna): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109217_Nuova_legge_edilizia_serve_un_lifting.pdf

  7. marzo 13, 2015 alle 10:08 pm

    bene. Così si fa con questa gente.

    A.N.S.A., 13 marzo 2015
    Legge casa: Soru ‘detta’ le regole.
    Da segretario Pd bordate a nuova legge, ‘non rinuncio a tutela’. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/03/13/legge-casa-soru-detta-le-regole_5af5ce70-bf3a-4aac-b868-5935516b735c.html)

    ORISTANO, 13 MAR – No a nuove cubature per gli alberghi entro la fascia costiera dei 300 metri, no anche ai lotti edificabili di un solo ettaro in terreno agricolo; sì, comunque condizionato, solo a qualche volumetria in più nei centri storici, e nelle zone edificabili. Mentre in Consiglio regionale è già bagarre sulla nuova legge sulla casa, dalla direzione regionale del Pd – questa sera a Oristano, il segretario Renato Soru “detta” le sue regole. Lo fa a porte chiuse, e tapparelle abbassate, nella sede oristanese del partito, ma da quanto trapelato, il no più fermo di Soru – padre del Ppr – è per l’aumento delle volumetrie a favore delle strutture ricettive nella fascia costiera. “Se dobbiamo rinunciare alla tutela delle zone costiere, bisogna motivarlo molto bene, ma io non ci rinuncio”, ha detto il segretario regionale del Pd in conclusione del suo intervento auspicando che dalla discussione della Direzione regionale del partito escano precise indicazioni per le decisioni che dovranno essere prese nei prossimi giorni in Aula. “Naturalmente le istituzioni sono libere”, ha concluso Soru, puntualizzando però che il Pd deve avere la sua linea. In Consiglio regionale i lavori per l’avvio dell’esame degli articoli sulla legge Casa, il provvedimento che sostituisce il vecchio piano del 2009 non prorogato dopo la scadenza del 29 novembre scorso, sono stati aggiornati a mercoledì prossimo.

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    da L’Unione Sarda, 13 marzo 2015
    Soru “bacchetta” il suo Pd sulla legge edilizia: “Non rinuncio alla tutela delle zone costiere”: http://www.unionesarda.it/articolo/politica_italiana/2015/03/13/soru_bacchetta_il_suo_pd_sulla_legge_edilizia_non_rinuncio_alla_t-1-411370.html

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    da Sardinia Post, 13 marzo 2015
    Piano casa e nuove cubature per gli hotel sul mare. Soru riunisce il Pd e dice no: http://www.sardiniapost.it/politica/piano-casa-e-nuove-cubature-per-gli-hotel-sul-mare-soru-riunisce-il-pd-e-dice-no/

  8. Genius Loci
    marzo 14, 2015 alle 3:41 pm

    Non ho mai capito perché uno come Soru, artefice del ppr, che ha finalmente partorito un’idea di Sardegna, si sia poi andato a lordare nella m…. di quelli del Pd.
    Abbiamo voglia di puntare su melone e malvasia nuragica, o di mandare i giganti di Monte Prama all’Expo, quando tra volumetrie e inquinamento nel giro di pochi anni ci stiamo sputanando un’isola del tesoro.
    E dire che la campagna elettorale per le regionali era anche giocata sul mattone, ricordate?
    Ma allora questi ci hanno preso per il c…. ancora una volta.

  9. marzo 16, 2015 alle 2:51 pm

    da L’Unione Sarda, 16 marzo 2015
    CONSIGLIO. Oggi gli emendamenti, mercoledì esame in aula.
    Legge casa, si riparte dopo i diktat dei soriani: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150316090323.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 16 marzo 2015
    Il Pd rassicura gli alleati: «Non ci saranno strappi»: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/109334_Il_Pd_rassicura_gli_alleati_Non_ci_saranno_.pdf

  10. marzo 16, 2015 alle 10:24 pm

    da Sardinia Post, 16 marzo 2015
    Piano casa, Erriu: “Mai più cemento sul mare”. E nel Pd (ri)scoppia la pace: http://www.sardiniapost.it/politica/piano-casa-erriu-mai-piu-cemento-sul-mare-e-nel-pd-riscoppia-la-pace/

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    da L’Unione Sarda, 16 marzo 2015
    Legge edilizia, valanga di emendamenti. Sel: trovare accordo nella maggioranza: http://www.unionesarda.it/articolo/politica_italiana/2015/03/16/legge_edilizia_valanga_di_emendamenti_sel_trovare_accordo_nella_m-1-411649.html

  11. marzo 16, 2017 alle 2:50 pm

    stavolta nessuna consultazione preventiva e testo “riservato”.

    A.N.S.A., 15 marzo 2017
    Urbanistica: presto legge in Giunta.
    Erriu presenta nuovo schema. Scoglio arduo per centrosinistra: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/03/15/urbanistica-presto-legge-in-giunta_8f430046-3ae7-4b45-a9bd-827cf44b7c48.html

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    16 marzo 2017
    Giunta vara nuova legge Urbanistica.
    Alberghi potranno realizzare servizi,zone trasformabili a bando. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/03/16/giunta-vara-nuova-legge-urbanistica_9d0f32c9-b802-4ddb-8a24-b0162e873874.html)

    Quattro macro ambiti urbanistici meno rigidi di quelli attuali con i sindaci che avranno la responsabilità di individuarli; incrementi volumetrici intorno al 25%, con la conferma delle zone di salvaguardia e l’idea di recuperare l’esistente piuttosto che consumare nuovo territorio.

    E’ questa la filosofia ‘sostenibile’ delle nuova legge urbanistica approvata oggi dalla Giunta e che sarà a disposizione del Consiglio regionale già dalla settimana prossima con l’approdo prima in commissione e poi in Aula, subito dopo il via libera alla Finanziaria 2017. La legge si compone di 113 articoli, che cancellano circa 300 norme in vigore dal 1985 ad oggi, e consente di intervenire nella fascia dei 300 metri dal mare attraverso il solo miglioramento e l’ampliamento delle strutture ricettive con un incremento volumetrico massimo del 25%.

    Si potranno adeguare le stanze, ma non offrire più posti letto o dare nuovi servizi, per incrementare la competitività e puntare alla destagionalizzazione, anche attraverso strutture separate da quella principale (una Spa, una palestra, ecc.). Quest’ultimo sarà anche uno dei parametri principali per determinare la bontà del progetto, che dovrà essere parametrato agli standard alberghieri internazionali. Le nuove norme spostano il punto di vista da quello strettamente privato a quello pubblico, cercando un equilibrio tra tutela del paesaggio e sviluppo economico.

    Alla base c’è la classificazione dei macro ambiti: ogni Comune dovrà preliminarmente individuare l’ambito di salvaguardia ambientale o paesaggista, dove sono consentite solo manutenzioni straordinarie, restauro, ristrutturazione o riqualificazione ambientale. Successivamente, l’amministrazione dovrà definire quali sono gli ambiti rurali e quelli urbanizzati. Nei primi la superficie minima edificabile viene fissata in funzione dell’attività produttiva e non più fissa con la previsione dei “tre ettari per costruire”: si va da un ettaro per le colture orticole sino ad un massimo di 30 ettari per orzo avena e canapa, dai 3 ettari per l’allevamento dei suini ai 5 per l’apicolura.

    L’incremento volumetrico in quest’ambito è in media del 20%. A questo punto si potrà individuare l’ambito urbanizzato con un incremento massimo del 30% fino a 120 mc. Solo in seguito le amministrazioni potranno individuare l’ambito potenzialmente trasformabile, l’ex zona di espansione, dove il Comune è chiamato a definire i propri fabbisogni abitativi e di servizi che non potranno eccedere il 10% del totale della zona urbanizzata.

    Questa porzione sarà messa a bando tra i proprietari che dovranno presentare il progetto migliore. La legge dà 36 mesi ai Comuni per adeguare i Puc alla nuova pianificazione – legge urbanistica per le zone interne e Ppr sulla costa – dopo di che arriverà il commissario ad acta.

    TEMA OSTICO MA GIUNTA PIGLIARU VA AVANTI – La legge urbanistica ha rappresentato negli anni il pretesto o l’ostacolo per far cadere le Giunte o spaccare le maggioranze: lo stesso Renato Soru abbandonò il suo posto da governatore per un forte dissidio su questo tema con parte della sua maggioranza. Oggi la Giunta Pigliaru ci riprova e vara la legge che governa il territorio mettendola a disposizione del Consiglio per un esame e il cui iter non si annuncia semplice.

    Nessuno, però, né il presidente Francesco Pigliaru, né l’assessore dell’Urbanistica, Cristiano Erriu, manifestano preoccupazione. “Ci aspettiamo posizioni differenziate anche di segno opposto – ammette il governatore – crediamo di aver raggiunto un equilibrio tra la salvaguardia del bene comune e lo sviluppo economico. Con la Giunta Soru, di cui io facevo parte, bisognava fermare una deriva pericolosa del consumo del suolo. Ora stiamo aggiornando questa filosofia di fondo, puntando sulla qualità paesaggistica e ambientale, che è la nostra ricchezza.

    Inseriamo elementi di flessibilità rispetto al passato, ma non sarà – precisa – una flessibilità selvaggia, piuttosto verrà governata. E qualcuno ci dirà anche troppo flessibile o troppo governata”. Per Erriu si tratta di “un’opportunità per fare un passo in avanti su una materia che presenta criticità ben note, e che non sono gestite. Personalmente non sono preoccupato perchè – spiega – abbiamo voluto contribuire a migliore il sistema nell’alveo delle norme previste in ambito nazionale e regionale”.

  12. marzo 17, 2017 alle 2:54 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Governo del territorio, via libera dalla Giunta al ddl. Pigliaru ed Erriu: testo unico che coniuga tutela paesaggistica e sviluppo.
    Il presidente Pigliaru ha sottolineato come la qualità paesaggistica sia “la grande risorsa di sviluppo presente e futuro della Sardegna, il principale fattore di ricchezza”. Francesco Pigliaru ha poi aggiunto che il testo di legge che andrà alla discussione dell’Aula “nasce da una filosofia di rigorosa tutela del paesaggio”, spiegando come questa legge inserisca “elementi di flessibilità governata e virtuosa” all’attuale normativa, di cui propone un aggiornamento prudente, mirato all’equilibrio tra sostenibilità e sviluppo, rispetto ambientale e creazione di ricchezza e occupazione. (http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7873)

    CAGLIARI, 16 MARZO 2017 – La Giunta, nella seduta di oggi presieduta da Francesco Pigliaru, ha approvato il disegno di legge del Governo del territorio presentato dall’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu, il quale ieri mattina lo ha illustrato alla maggioranza in Consiglio regionale.

    Il presidente Pigliaru ha sottolineato come la qualità paesaggistica sia “la grande risorsa di sviluppo presente e futuro della Sardegna, il principale fattore di ricchezza”. Francesco Pigliaru ha poi aggiunto che il testo di legge che andrà alla discussione dell’Aula “nasce da una filosofia di rigorosa tutela del paesaggio”, spiegando come questa legge inserisca “elementi di flessibilità governata e virtuosa” all’attuale normativa, di cui propone un aggiornamento prudente, mirato all’equilibrio tra sostenibilità e sviluppo, rispetto ambientale e creazione di ricchezza e occupazione.

    “È una legge ambiziosa, innovativa e completa – spiega l’assessore Cristiano Erriu – che ha avuto una gestazione lunga 18 mesi perché ci siamo messi all’ascolto. I due ddl discussi e approvati oggi dalla Giunta ci consentiranno tra le varie cose di arrivare ad una legge organica dell’edilizia, per risolvere alcuni problemi applicativi. Combattiamo il concetto di redditività, ormai superato: vogliamo che l’attività imprenditoriale sia privilegiata rispetto alla rendita fondiaria. E negli ambiti urbani puntiamo al recupero dei tanti, troppi edifici esistenti che non sono utilizzati”.

    Insieme a questo DDL, importante e atteso da tempo in tutta l’Isola, sono state approvate le Disposizioni urgenti in materia urbanistica ed edilizia, un intervento di manutenzione che riguarda tre leggi regionali del passato: la n. 8 del 2015, la n. 23 del 1985 e la n. 45 del 1989. I due testi sono frutto di un intenso lavoro durato un anno e mezzo.
    Il DDL Governo del territorio, uno dei pilastri su cui il presidente Francesco Pigliaru aveva basato la sua campagna elettorale tre anni fa, si pone alcuni obiettivi: semplificare l’intricata selva di leggi e norme del settore, riunendole in un Testo Unico di poco più di 100 articoli a fronte degli attuali 300; salvaguardare i princìpi contenuti nel Piano Paesaggistico regionale; tutelare l’ambiente e il paesaggio, garantendo però un corretto equilibrio con le esigenze di sviluppo economico sostenibile; dare maggiore slancio alle zone a vocazione rurale; ridurre il consumo del suolo, privilegiandone il riuso e la sua valorizzazione; sforbiciare in maniera netta i tempi d’attesa da parte di cittadini e imprese nei procedimenti urbanistici.

    Ambiti rurali. Il DDL supera il dimensionamento astratto e indifferenziato delle superfici edificabili. In più, individua i criteri per il dimensionamento delle superfici minime e dei volumi edificabili in base alla vocazione dei suoli, alle esigenze delle colture e al requisito imprenditoriale dell’agricoltore.

    Ambiti urbani. Sono le aree già trasformate per la residenza, la produzione e i servizi. Il DDL prevede la rigenerazione e riqualificazione degli ambiti consolidati, insieme alla ricucitura di ambiti urbanizzati degradati o non connessi tra loro in maniera funzionale.
    Le aree che non rientrano nelle precedenti classificazioni possono essere trasformate. Il Comune determina nel PUC il fabbisogno edificatorio e mette a bando quote di esso, secondo un programma temporale. I proprietari delle aree comprese in questo Ambito aderiscono al bando con proposte che evidenziano qualità e quantità degli interventi (servizi, compensazione ambientale, ecc.).
    Gli insediamenti turistici già esistenti potranno adeguarsi alle esigenze della moderna ricettività, migliorando gli standard di strutture obsolete e non più competitive sul mercato internazionale. In questo modo saranno favorite la destagionalizzazione e l’occupazione.

    Grandi progetti. Non saranno realizzati in deroga rispetto al Piano Paesaggistico Regionale, bensì seguendo tutte le procedure previste per la redazione del PPR. In sostanza, verranno applicati i meccanismi previsti dal Codice Urbani per la predisposizione dei Piani Paesaggistici.

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