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Mattoni in più al Poetto (Cagliari) grazie al piano per l’edilizia e a disinvolte autorizzazioni paesaggistiche.


Cagliari, Poetto, sopraelevazione immobile grazie al c.d. piano per l'edilizia

Cagliari, Poetto, sopraelevazione immobile grazie al c.d. piano per l’edilizia

Come si fa a ristrutturare e, soprattutto, ad ampliare villini e strutture commerciali in disuso nella zona litoranea del Poetto, a Cagliari?

Semplice, basta puntare sul c.d. piano per l’edilizia (legge regionale n. 4/2009 e s.m.i.): si tratta di una “zona B – residenziale” del piano urbanistico comunale (P.U.C.), quindi non tutelata con il vincolo di conservazione integrale (art. 2, comma 1°, lettera a, della legge regionale n. 23/1993), ma sottoposta al vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Bastano due-righe-due di parere favorevole della competente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici cagliaritana e siamo a posto: “l’intervento … non comporta sostanziali modifiche e non risulta lesivo delle caratteristiche di interesse paesaggistico di cui alla parte Terza del D. Lgs. 42/2004”.

Cagliari, Poetto, ristrutturazione immobile grazie al c.d. piano per l'edilizia

Cagliari, Poetto, ristrutturazione immobile grazie al c.d. piano per l’edilizia

Anche se l’immobile ristrutturato e abbellito si ritrova con un bel piano in più.

Una verifica e un indirizzo da parte della Direzione generale per i beni culturali e paesaggistici per la Sardegna non guasterebbe proprio.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

 

 

Cagliari, Poetto, cartello inizio lavori

Cagliari, Poetto, cartello inizio lavori

 

da La Nuova Sardegna, 18 giugno 2013

IL CASO POETTO. Pizzeria raddoppiata sul lungomare, il Comune approva 
In costruzione il secondo piano nell’edificio del Nettuno Lavori in una palazzina nonostante il piano paesaggistico. Mauro Lissia

CAGLIARI. Mentre l’amministrazione comunale progettava un lungomare finalmente sgombro dalle automobili e dai chioschi-bar, gli uffici della Sovrintendenza architettonica e paesaggistica, col via libera parallelo del Comune, hanno autorizzato la trasformazione dell’ex pizzeria-ristorante Nettuno, un vecchio rudere abbandonato, in un enorme edificio commerciale, da vendere così come sarà o in frazioni. Il progetto prevede la costruzione di un nuovo piano, che sembra destinato a raddoppiare la volumetria. Nel cartello di inizio lavori si parla di «ristrutturazione e abbellimento» ma basta dare un’occhiata alle immagini virtuali esposte all’ingresso del cantiere per capire che si tratterà anche di un ampliamento notevole dell’immobile. Non è un intervento abusivo: i nullaosta ci sono. Semmai andrebbe spiegato com’è che gli uffici comunali e quelli ministeriali siano riusciti a trovare il modo per rispettare comunque il piano paesaggistico regionale, che a quella distanza dal mare vieta qualsiasi aumento di volumetria. Il progetto è firmato da Luca Andreoni, l’ingegnere che ha dato il nome all’impresa rimasta impigliata nell’inchiesta giudiziaria sul nuovo stadio di Is Arenas. Mentre l’intermediazione finanziaria è affidata alla Frem Group, il committente è la Fruttital. Ad appena poche centinaia di metri di distanza, in via dei Villini, c’è un altro cantiere, anche questo autorizzato dagli uffici capeggiati dal sovrintendente Gabriele Tola: qui è una palazzina, il cui secondo piano verrà ampliato con la costruzione sul lastrico solare di alcuni locali collegati al piano sottostante da una scala a chiocciola. Il parere favorevole trasmesso dalla sovrintendenza al servizio tecnico del Comune fa riferimento al piano casa – la legge regionale 4 del 2009 – ma non spiega quali sarebbero i valori tutelati dal Codice Urbani, perché non vengono lesi («l’intervento non comporta sostanziali modifiche e non risulta lesivo delle caratteristiche di interesse paesaggistico di cui alla parte terza del decreto legislativo 42 del 2004») e salta a pié pari le prescrizioni da indicare come condizione del via libera. Eppure anche in questo caso, così come in quello del Nettuno, i cantieri si trovano in un’area vincolata, certamente protetta dal piano paesaggistico regionale. Che verrebbe superato, così si intuisce leggendo l’atto, con l’applicazione del piano casa. Un scelta da considerarsi almeno strana considerato che il ministero dei Beni culturali, con una circolare-direttiva trasmessa agli uffici territoriali mesi fa, ha suggerito ai sovrintendenti di non tener conto del piano casa, considerato incostituzionale. Sembra invece che la contestatissima leggina elaborata dall’amministrazione Cappellacci venga utilizzata anche dagli uffici del ministero chiamati a vigilare sulla compatibilità paesaggistica degli interventi immobiliari. Di certo in un Poetto appena salvato dalla presenza ingombrante dei chioschetti non si sentiva il bisogno di nuovo cemento, peraltro autorizzato dallo stesso Comune che sulla spinta della magistratura ha dovuto ripulire la spiaggia dalle costruzioni abusive. I lavori comunque sono in partenza.

Cagliari, Poetto, cartello vendita immobili

Cagliari, Poetto, cartello vendita immobili

(foto per conto GrIG)

  1. capitonegatto
    giugno 18, 2013 alle 3:34 pm

    Altro che governo di servizio. Questo e’ il governo del FARE . Fare cosa ? Cementificare , aprire nuovi cantieri, vendere i prodotti Mapei. D’altronde se i mass media ci bombardano con la crisi dell’edilizia, cosa ci si puo aspettare ? E le 30000 case abusive del 2012 , quelle non le abbiamo contate !!!
    Ma se ricordo bene , il governo del fare , non era quello dell’ex-ex premier ??

  2. giugno 23, 2013 alle 2:51 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 giugno 2013
    Cemento al Poetto: arriva la Procura. Un nuovo piano sopraelevato all’ex ristorante Nettuno autorizzato dal Comune e dalla Sovrintendenza architettonica. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. «Il progetto utilizza l’incremento volumetrico per riqualificare e riproporzionare l’edificio esistente al fine di un più armonioso rapporto con il contesto di riferimento»: è la curiosa valutazione contenuta nel progetto, approvato dal servizio edilizia privata del Comune, per realizzare un nuovo piano sul rudere dell’ex ristorante Nettuno, in via Vulcano, a meno di trecento metri dalla battigia del Poetto. Davvero singolare l’affermazione del progettista Luca Andreoni, per il quale sopraelevare un edificio che esiste dagli anni sessanta è un intervento utile per armonizzarlo col paesaggio. Ma al di là delle valutazioni di parte, è difficile spiegare sulla base di quale ragionamento tecnico il Comune e la Sovrintendenza architettonica abbiano dato il via libera all’ampliamento del Nettuno e di una villa privata di via dei Villini, in un contesto che nelle stesse schede tecniche viene definito ad alto livello di protezione. L’impressione, a leggere i documenti, è che si sia giocato impropriamente con la qualificazione della zona, identificata come zona «S3 asteriscato» e quindi a utilizzo misto pubblico-privato, che corrisponderebbero a zone B. Quindi, in base all’articolo 15 delle norme di attuazione del Piano paesaggistico regionale, il via libera sarebbe legittimo. Il servizio edilizia privata colloca l’immobile «in uno stato di notevole degrado» in mezzo a beni paesaggistici tutelati come la spiaggia del Poetto, Molentargius e le Saline di Stato. Ma autorizza un ampliamento volumetrico del 30 per cento rispetto ai 1603 metri cubi esistenti concedendo altri 180 metri quadrati che sarebbero utilizzati per attività commerciali. «Il nuovo corpo di fabbrica – è scritto nella proposta di intervento – ha una struttura portante in cemento armato, le tamponature in muratura e il solaio di copertura piano». Se le valutazioni che hanno condotto gli uffici comunali a dare il via libera, sia per il Nettuno che per via dei Villini, sono corrette si saprà molto presto: acquisito il servizio pubblicato dalla Nuova Sardegna nei giorni scorsi, la Procura della Repubblica ha incaricato il Corpo Forestale di compiere un sopralluogo. Il passaggio successivo sarà l’acquisizione formale degli atti amministrativi, compreso il parere favorevole firmato dalla Sovrintendenza architettonica e paesaggistica. Se tutto è in regola, il carico di cemento che grava sul Poetto sarà presto più pesante. Nel caso contrario saranno valutati i profili penali di una serie di decisioni che appaiono sconcertanti: abbattuti in base alla legge i chioschetti sulla spiaggia, il Comune autorizza nuovo cemento armato a meno di trecento metri dal mare

  3. ottobre 27, 2013 alle 4:29 pm

    da Casteddu on line, 27 ottobre 2013
    Al Poetto il rudere dell’ex Nettuno: stop cemento, resta l’ecomostro.
    Il vecchio ristorante a due passi dal mare aveva tutte le autorizzazioni per essere ricostruito, ma gli ambientalisti avvertono: sarebbe un’inutile colata di cemento sul litorale: http://www.castedduonline.it/cagliari/zonapoetto-santelia/10284/al-poetto-il-rudere-dell-ex-nettuno-stop-cemento-resta-l-ecomostro.html#sthash.BwxjAmg7.dpuf

  1. giugno 18, 2013 alle 5:17 pm

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